Procedura : 2012/0299(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0340/2013

Testi presentati :

A7-0340/2013

Discussioni :

PV 19/11/2013 - 14
CRE 19/11/2013 - 14

Votazioni :

PV 20/11/2013 - 8.17

Testi approvati :

P7_TA(2013)0488

RELAZIONE     ***I
PDF 955kWORD 966k
25 ottobre 2013
PE 514.670v03-00 A7-0340/2013

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

(COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD))

Commissione giuridica

Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

Relatori: Evelyn Regner, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou

(Riunioni congiunte delle commissioni – articolo 51 del regolamento)

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

(COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2012)0614),

–   visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 157, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0382/2012),

–   visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visti i pareri motivati inviati al suo Presidente dai parlamenti nazionali in merito alla conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–   visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,

–   visto il parere del Comitato delle regioni,

–   visti gli articoli 55 e 37 del suo regolamento,

–   viste le deliberazioni congiunte della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere a norma dell'articolo 51 del regolamento,

–   visti la relazione della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0340/2013),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis) Per conseguire la parità di genere sul posto di lavoro è necessario adottare un modello decisionale equilibrato sotto il profilo del genere a tutti i livelli all'interno dell'impresa garantendo, nel contempo, l'eliminazione del divario retributivo di genere, che contribuisce in misura rilevante alla femminilizzazione della povertà.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Negli ultimi anni la Commissione europea ha presentato varie relazioni sulla situazione relativa alla diversità di genere nei processi decisionali in ambito economico. La Commissione ha incoraggiato le società quotate dell'Unione europea ad aumentare il numero di donne nei loro consigli attraverso misure di auto-regolamentazione e ad assumere su base volontaria impegni concreti al riguardo. Nella Carta per le donne del 5 marzo 2010, la Commissione europea ha sottolineato che le donne non hanno ancora pieno accesso alla condivisione del potere e della capacità decisionale nella vita politica ed economica, e ha ribadito l'impegno a fare uso delle sue competenze per promuovere una rappresentanza più equa di donne e uomini ai posti di responsabilità. Il miglioramento dell'equilibrio di genere nei processi decisionali figura fra le azioni prioritarie della Strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010-2015.

(4) Negli ultimi anni la Commissione europea ha presentato varie relazioni sulla situazione relativa alla diversità di genere nei processi decisionali in ambito economico. La Commissione ha incoraggiato le società quotate dell'Unione europea ad aumentare il numero degli appartenenti al sesso sotto-rappresentato nei loro consigli attraverso misure di auto-regolamentazione e ad assumere su base volontaria impegni concreti al riguardo. Nella Carta per le donne del 5 marzo 2010, la Commissione europea ha sottolineato che le donne non hanno ancora pieno accesso alla condivisione del potere e della capacità decisionale nella vita politica ed economica, e ha ribadito l'impegno a fare uso delle sue competenze per promuovere una rappresentanza più equa di donne e uomini ai posti di responsabilità. Il miglioramento dell'equilibrio di genere nei processi decisionali figura fra le azioni prioritarie della Strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010-2015.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) Nel Patto europeo per la parità di genere 2011-2020, adottato il 7 marzo 2011, il Consiglio ha riconosciuto che le politiche volte a promuovere la parità di genere sono vitali per la crescita economica, la prosperità e la competitività, ha ribadito l'impegno a colmare i divari di genere per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020, soprattutto in tre settori di grande importanza per la parità di genere, vale a dire l'occupazione, l'istruzione e la promozione dell'inclusione sociale, e ha sollecitato azioni dirette a promuovere la pari partecipazione di donne e uomini ai processi decisionali a tutti i livelli e in tutti i settori, per utilizzare pienamente tutti i talenti disponibili.

(5) Nel Patto europeo per la parità di genere 2011-2020, adottato il 7 marzo 2011, il Consiglio ha riconosciuto che le politiche volte a promuovere la parità di genere sono vitali per la crescita economica, la prosperità e la competitività, ha ribadito l'impegno a colmare i divari di genere per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020, soprattutto in tre settori di grande importanza per la parità di genere, vale a dire l'occupazione, l'istruzione e la promozione dell'inclusione sociale, e ha sollecitato azioni dirette a promuovere la pari partecipazione di donne e uomini ai processi decisionali a tutti i livelli e in tutti i settori, per utilizzare pienamente tutti i talenti, le conoscenze e le idee disponibili, arricchendo in tal modo la diversità delle risorse umane e migliorando le prospettive commerciali.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 6 luglio 2011 sulle donne e la direzione delle imprese, ha incitato le imprese a raggiungere entro il 2015 la soglia critica del 30% di donne negli organi di gestione ed entro il 2020 quella del 40%, e ha chiesto alla Commissione di proporre entro il 2012 un intervento legislativo (quote incluse) nel caso in cui le misure adottate dalle imprese e dagli Stati membri risultassero inadeguate. Il Parlamento europeo ha ribadito tale richiesta d'intervento normativo nella sua risoluzione del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea – 2011.

(6) Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 6 luglio 2011 sulle donne e la direzione delle imprese, ha incitato le imprese a raggiungere entro il 2015 la soglia critica del 30% di donne negli organi di gestione ed entro il 2020 quella del 40%, e ha chiesto alla Commissione di proporre entro il 2012 un intervento legislativo (quote incluse) da attuare temporaneamente e che funga da catalizzatore del cambiamento, nonché di rapide riforme intese a eliminare il persistere delle disparità e degli stereotipi di genere nel processo decisionale in ambito economico, nel caso in cui le misure adottate dalle imprese e dagli Stati membri risultassero inadeguate. Il Parlamento europeo ha ribadito tale richiesta d'intervento normativo nella sua risoluzione del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea – 2011.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis) Le istituzioni, gli organismi e le agenzie dell'Unione e la Banca centrale europea dovrebbero dare l'esempio per quanto riguarda la parità di genere nel processo decisionale, anche fissando obiettivi per una rappresentanza di genere equilibrata a tutti i livelli. È opportuno applicare e monitorare senza indugio norme rigorose per quanto concerne le assunzioni interne ed esterne per tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione. Occorre prestare una particolare attenzione alle politiche di assunzione dell'alta dirigenza. Le istituzioni e le agenzie dell'Unione dovrebbero pubblicare una relazione annuale che illustri gli sforzi compiuti in tal senso.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) L'utilizzo efficiente del capitale umano è il fattore più importante della competitività di un'economia ed è fondamentale per affrontare le sfide demografiche dell'UE, per competere con successo in un'economia globalizzata e per garantire un vantaggio comparativo rispetto ai paesi terzi. Il numero di donne dotate di un elevato livello di istruzione e di qualifiche cresce sempre di più, come dimostra il fatto che il 60% delle persone laureate è di sesso femminile. Continuare a non attingere a questo vivaio nell'ambito dei procedimenti di nomina ai posti decisionali in campo economico significherebbe rinunciare a sfruttare appieno un capitale umano di grande competenza.

(7) L'utilizzo efficiente del capitale umano è il fattore più importante della competitività, dello sviluppo e della crescita di un'economia ed è fondamentale per affrontare le sfide demografiche dell'UE, per competere con successo in un'economia globalizzata e per garantire un vantaggio comparativo rispetto ai paesi terzi. Il numero di donne dotate di un elevato livello di istruzione e di qualifiche cresce sempre di più, come dimostra il fatto che il 60% delle persone laureate è di sesso femminile. Continuare a non attingere a questo vivaio per i posti dirigenziali e decisionali delle società significherebbe rinunciare a sfruttare appieno un capitale umano di grande competenza.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Le società e le imprese dovrebbero valutare la creazione di un vivaio di donne pronte ad assumere incarichi dirigenziali che incoraggi, sostenga e sviluppi talenti femminili a tutti i livelli e nell'arco della loro carriera.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 ter) Al fine di garantire la promozione della parità di genere, gli Stati membri dovrebbero adottare disposizioni che permettano a uomini e donne di conciliare il lavoro e la vita familiare, predisponendo in particolare regimi e aiuti flessibili per le persone che hanno responsabilità di assistenza.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 7 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 quater) Il conseguimento dell'uguaglianza di genere nell'intera società implica l'istituzione di pari diritti all'istruzione e al lavoro per uomini e donne nonché la condivisione delle responsabilità familiari, domestiche e di assistenza all'infanzia. Il fatto che le donne siano generalmente responsabili di gran parte degli impegni familiari e domestici può ostacolare la loro carriera professionale e l'ottenimento di un incarico di alta responsabilità. La partecipazione attiva e il coinvolgimento degli uomini nelle responsabilità familiari sono fondamentali per conseguire un equilibrio tra vita lavorativa e vita privata e creare pari opportunità professionali per uomini e donne. Occorre prestare attenzione alla lotta contro gli stereotipi di genere, le politiche occupazionali rigide e arcaiche e l'inadeguatezza delle disposizioni in materia di congedo parentale. È necessario prevedere disposizioni che consentano a uomini e donne di conciliare la vita lavorativa e la vita privata, qualora lo desiderino. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a garantire l'attuazione di elementi di protezione sociale quali indennità eque di congedo parentale sia per le donne che per gli uomini, disposizioni più ampie in materia di assistenza all'infanzia e possibilità di congedo parentale condiviso.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento.

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e un modello imprenditoriale più proattivo, e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate, nell'ottica di riflettere meglio le realtà sociali e di consumo. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione, data la rilevante responsabilità economica e sociale di tali società, può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento economico. Occorre pertanto introdurre misure volte a incoraggiare l'avanzamento di carriera delle donne a tutti i livelli direttivi nonché rafforzare le misure esistenti.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis) La nomina di donne a membri dei consigli di amministrazione si scontra con diversi ostacoli specifici che possono essere superati non solo mediante sanzioni, ma anche tramite iniziative in materia di istruzione e incentivi che favoriscano le buone pratiche. Innanzitutto è essenziale che le scuole di direzione aziendale e le facoltà universitarie sensibilizzino ai benefici derivanti dalla parità di genere per la competitività aziendale. Analogamente, è necessario incoraggiare una rotazione periodica all'interno dei consigli di amministrazione e introdurre misure positive onde incentivare e premiare gli Stati e le imprese che adottano un approccio più deciso a questi cambiamenti nei più alti organi decisionali dell'UE. Infine, il fisco e gli appalti pubblici offrono strumenti adatti per promuovere un maggiore equilibrio di genere nei consigli delle società.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società ha l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società dovrebbe avere l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) Nonostante la legislazione europea in vigore destinata a prevenire e contrastare la discriminazione sessuale, nonostante le raccomandazioni del Consiglio specificamente volte ad aumentare la presenza delle donne nelle sedi decisionali economiche e nonostante le azioni di incoraggiamento all'auto-regolamentazione intraprese a livello dell'Unione, le donne continuano ad essere di gran lunga inferiori numericamente agli uomini nei più alti organi decisionali delle imprese in tutta l'UE. Nel settore privato e specialmente nelle società quotate, questo squilibrio di genere è particolarmente significativo e accentuato. Il principale indicatore della Commissione sulla rappresentanza di genere nei consigli delle società mostra che la proporzione di donne partecipanti ai processi decisionali ad alto livello rimane molto bassa. Nel gennaio 2012 le donne occupavano in media solo il 13,7% dei posti nei consigli delle maggiori società quotate degli Stati membri. Fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, le donne rappresentavano solo il 15%.

(10) Nonostante la legislazione europea in vigore destinata a prevenire e contrastare la discriminazione sessuale, nonostante le raccomandazioni del Consiglio specificamente volte ad aumentare la presenza delle donne nelle sedi decisionali economiche e nonostante le azioni di incoraggiamento all'auto-regolamentazione intraprese a livello dell'Unione, le donne continuano ad essere di gran lunga sotto-rappresentate nei più alti organi decisionali delle imprese in tutta l'UE. Nel settore privato e specialmente nelle società quotate, questo squilibrio di genere è particolarmente significativo e accentuato, sebbene talune istituzioni e agenzie dell'Unione, come la Banca centrale europea, presentino anch'esse uno squilibrio di genere profondamente problematico. Il principale indicatore della Commissione sulla rappresentanza di genere nei consigli delle società mostra che la proporzione di donne partecipanti ai processi decisionali ad alto livello rimane molto bassa. Nel gennaio 2012 le donne occupavano in media solo il 13,7% dei posti nei consigli delle maggiori società quotate degli Stati membri. Fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, le donne rappresentavano solo il 15%, il che indica chiaramente un deficit democratico e una rappresentanza ingiusta e discriminatoria delle donne, in violazione dei principi dell'Unione in tema di pari opportunità e parità di trattamento di entrambi i sessi in ambito occupazionale e lavorativo.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi.

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati in Stati membri come la Francia, che ha fissato il 2017 come termine per realizzare gli obiettivi della presente direttiva e ha raggiunto in meno di due anni l'obiettivo del 20% previsto per il 2014, o come la Norvegia, che ha raggiunto in tre anni l'obiettivo del 40%. In entrambi i casi, i risultati sono stati conseguiti grazie a misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis) Gli Stati membri dovrebbero adottare strategie orientate verso un cambiamento socioculturale del loro approccio all'equilibrio di genere, ricorrendo a strumenti versatili per incoraggiare la partecipazione delle donne alla gerarchia manageriale e l'adozione di approcci e misure proattivi da parte dei datori di lavoro. Tali strumenti potrebbero comprendere, fra l'altro, la promozione di orari di lavoro flessibili e di posti di lavoro compatibili con le esigenze della famiglia tramite l'accesso a infrastrutture per la custodia dei bambini.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) La regolamentazione frammentata e divergente, o l'assenza di regolamentazione, a livello nazionale, per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate, non solo produce discrepanze nel numero di donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e tassi di miglioramento diversi nei vari Stati membri, ma può anche rappresentare un ostacolo al mercato interno, imponendo alle imprese europee quotate requisiti divergenti in materia di governo societario. Queste differenze negli obblighi delle società, siano essi imposti per legge o auto-regolamentati, possono causare complicazioni pratiche per le società quotate che operano a livello transfrontaliero, specialmente in occasione della costituzione di controllate o di fusioni e acquisizioni, così come per i candidati ai posti nei consigli.

(12) La regolamentazione frammentata e divergente, o l'assenza di regolamentazione, a livello nazionale, per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate, non solo produce discrepanze nel numero di donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e tassi di miglioramento diversi nei vari Stati membri, ma può anche rappresentare un ostacolo al mercato interno, imponendo alle imprese europee quotate requisiti divergenti in materia di governo societario. Queste differenze negli obblighi delle società, siano essi imposti per legge o auto-regolamentati, possono causare complicazioni pratiche per le società quotate che operano a livello transfrontaliero, specialmente in occasione della costituzione di controllate o di fusioni e acquisizioni, così come per i candidati ai posti nei consigli. Cionondimeno, le disposizioni stabilite nella presente direttiva dovrebbero essere applicate a prescindere dalle diverse modalità di selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi nei consigli delle società europee.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis) Gli squilibri di genere all'interno delle società sono maggiori ai livelli direttivi più alti. Inoltre, molte delle donne rappresentate ai più alti livelli direttivi occupano un posto in settori quali le risorse umane e la comunicazione, mentre agli stessi livelli gli uomini hanno maggiori probabilità di occupare un posto nella direzione generale o nella "direzione operativa" della società. Poiché le assunzioni per i posti nei consigli societari sono principalmente effettuate attingendo in larga misura dal gruppo di candidati che hanno maturato un'esperienza ai livelli direttivi più alti, è di fondamentale importanza che il numero di donne che avanzano fino a raggiungere tali livelli direttivi all'interno delle società sia aumentato.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 12 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 ter) Uno dei principali fattori per una corretta attuazione della presente direttiva è rappresentato dall'uso efficace di criteri per la selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, che devono essere fissati in anticipo e in piena trasparenza, in base ai quali le competenze dei candidati vanno considerate su un piano di parità, indipendentemente dal genere.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 12 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 quater) In un contesto caratterizzato dall'invecchiamento demografico e dalla penuria di competenze, il mancato utilizzo delle potenzialità di metà della popolazione dell'Unione per i posti in seno ai consigli societari potrebbe rallentare le opportunità di sviluppo dell'economia unionale e il recupero delle relative strutture finanziarie. Se metà del vivaio di talenti non è nemmeno presa in considerazione per i posti dirigenziali, il processo e la qualità delle nomine stesse potrebbero risultare compromessi, con un conseguente aumento della sfiducia nei confronti delle strutture di potere aziendali ed eventualmente una perdita di efficienza della valorizzazione del capitale umano disponibile. L'inserimento sistematico di candidati idonei di entrambi i sessi garantisce che, per il rinnovo dei consigli, i membri siano selezionati tra i migliori candidati in assoluto, sia maschili che femminili, e che le istanze sociali trovino un fedele riscontro nel processo decisionale delle imprese.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) L'attuale mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione e nei criteri di qualificazione per l'assegnazione dei posti nei consigli nella maggior parte degli Stati membri costituisce una grossa barriera all'introduzione di una maggiore diversità di genere fra i membri dei consigli e incide negativamente sia sulle carriere dei candidati a tali posti, sia sulla libertà di circolazione, così come sulle decisioni degli investitori. Una tale opacità impedisce a potenziali candidati di presentare domanda per posti di amministratore per i quali le loro qualifiche sarebbero fortemente necessarie e di contestare decisioni di nomina dettate da discriminazioni di genere, limitando così la libertà di circolazione nel mercato interno. Le varie strategie degli investitori, d'altro lato, richiedono informazioni legate anche alla capacità e alla competenza dei membri dei consigli: una maggiore trasparenza nei criteri di qualificazione e nelle procedure di selezione per i posti di amministratore permetterebbe agli investitori di valutare meglio la strategia della società e di adottare decisioni con cognizione di causa.

(13) L'attuale mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione e nei criteri di qualificazione per l'assegnazione dei posti nei consigli nella maggior parte degli Stati membri costituisce una grossa barriera all'introduzione di una maggiore diversità di genere fra i membri dei consigli e incide negativamente sia sulle carriere dei candidati a tali posti, sia sulla libertà di circolazione, così come sulle decisioni degli investitori. Una tale opacità impedisce a potenziali candidati di presentare domanda per posti di amministratore per i quali le loro qualifiche sarebbero fortemente necessarie e di contestare decisioni di nomina dettate da discriminazioni di genere, limitando così la libertà di circolazione nel mercato interno. Le varie strategie degli investitori, d'altro lato, richiedono informazioni legate anche alla capacità e alla competenza dei membri dei consigli: una maggiore trasparenza nei criteri di qualificazione e nelle procedure di selezione per i posti di amministratore permetterebbe agli investitori di valutare meglio la strategia della società e di adottare decisioni con cognizione di causa. È quindi importante che le procedure di nomina a membri dei consigli di amministrazione siano chiare e trasparenti e che i candidati siano valutati in maniera oggettiva sulla base dei loro meriti individuali, indipendentemente dal genere.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Solo una misura a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una procedura di selezione trasparente e chiaramente definita e su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Solo una misura vincolante a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva indica una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro come presupposto fondamentale per rilanciare la crescita e per affrontare le sfide demografiche in Europa. La strategia stabilisce fra gli obiettivi principali il raggiungimento, entro il 2020, di un tasso di occupazione del 75% per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, finalità che può essere realizzata solo in presenza di un chiaro impegno a favore dell'uguaglianza di genere e di un'intensificazione degli sforzi per eliminare tutte le barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L'attuale crisi economica ha accentuato l'esigenza sempre maggiore in Europa di poter fare affidamento sulla conoscenza, la competenza e l'innovazione, e di sfruttare appieno il vivaio di talenti disponibili. Si prevede che il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito economico, in particolare nei consigli, abbia ripercussioni positive sull'occupazione femminile nelle imprese interessate e sull'economia in generale.

(15) La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva indica una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro come presupposto fondamentale per rilanciare la crescita e per affrontare le sfide demografiche in Europa. La strategia stabilisce fra gli obiettivi principali il raggiungimento, entro il 2020, di un tasso di occupazione del 75% per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, finalità che può essere realizzata solo in presenza di un chiaro impegno a favore dell'uguaglianza di genere, dell'eliminazione della persistente disparità retributiva di genere e di un'intensificazione degli sforzi per eliminare tutte le barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, compreso l'attuale fenomeno del "soffitto di cristallo". L'attuale crisi economica ha accentuato l'esigenza sempre maggiore in Europa di poter fare affidamento sulla conoscenza, la competenza e l'innovazione, e di sfruttare appieno il vivaio di talenti disponibili, sia degli uomini che delle donne. Si prevede che il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito economico, in particolare nei consigli, abbia ripercussioni positive sull'occupazione femminile nelle imprese interessate e sull'economia in generale.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis) Il conseguimento di tali obiettivi è di importanza vitale per assicurare la competitività dell'economia europea, favorire l'innovazione e integrare maggiori e migliori competenze professionali nei consigli delle società. A tal fine, l'Unione ha proclamato la parità sul mercato del lavoro e il raggiungimento progressivo di un maggiore equilibrio di genere nei consigli di amministrazione quali obiettivi europei del decennio in materia di uguaglianza ed esaminerà metodi per dare visibilità ai progressi già compiuti in quest'ambito.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Occorre quindi che l'Unione si prefigga l'obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei consigli delle società, sia per rilanciare la crescita economica e la competitività delle imprese europee che per realizzare un'effettiva uguaglianza di genere sul mercato del lavoro. Tale finalità dev'essere perseguita introducendo requisiti minimi in materia di azione positiva, sotto forma di misure vincolanti volte al raggiungimento di un obiettivo quantitativo relativo alla composizione di genere nei consigli delle società quotate, tenuto conto del fatto che gli Stati membri e gli altri paesi che hanno scelto questo metodo o un approccio simile hanno ottenuto i risultati migliori in termini di riduzione della sotto-rappresentanza delle donne nei posti decisionali in campo economico.

Occorre quindi che l'Unione si prefigga l'obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei consigli delle società in tutti gli Stati membri, per rilanciare la crescita economica, incoraggiare la mobilità sul mercato del lavoro e rafforzare la competitività delle imprese europee nonché per realizzare un'effettiva uguaglianza di genere sul mercato del lavoro. Tale finalità dev'essere perseguita introducendo requisiti minimi in materia di azione positiva, sotto forma di misure vincolanti volte al raggiungimento di un obiettivo quantitativo relativo alla composizione di genere nei consigli delle società quotate, tenuto conto del fatto che gli Stati membri e gli altri paesi che hanno scelto questo metodo o un approccio simile hanno ottenuto i risultati migliori in termini di riduzione della sotto-rappresentanza delle donne nei posti decisionali in campo economico.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis) È necessario che le società quotate elaborino una politica di genere volta a ottenere una rappresentanza di genere più equilibrata al loro interno. Una siffatta politica può includere una descrizione delle misure pertinenti attuate nella società interessata, quali ad esempio la nomina di un candidato uomo e di una candidata donna ai posti più importanti, sistemi di tutoraggio e consulenza sullo sviluppo professionale per le donne, nonché strategie nel settore delle risorse umane per promuovere un'assunzione diversificata. Essa può inoltre prevedere l'offerta di condizioni di lavoro flessibili per tutti i lavoratori, ad esempio assistenza in materia di congedo parentale così come la prestazione di servizi di assistenza al lavoro domestico e all'infanzia. Ciascuna società può scegliere le politiche che più si confanno alle sue attività e dovrebbe adottare misure attive per aumentare la quota di appartenenti al sesso sotto-rappresentato ai livelli direttivi della società.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) Le società quotate in Borsa rivestono una particolare importanza economica e si distinguono per la loro visibilità e il loro impatto sul mercato in generale. Occorre quindi che le misure previste dalla presente direttiva si applichino alle società quotate, definite come società registrate in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in uno o più Stati membri su un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali società fissano le norme per tutta l'economia e si può prevedere che le loro pratiche siano seguite dagli altri tipi di imprese. Il carattere pubblico delle società quotate giustifica che siano regolamentate in più ampia misura, nel comune interesse.

(17) Le società quotate in Borsa rivestono una particolare importanza economica e si distinguono per la loro visibilità e il loro impatto sul mercato in generale. Occorre quindi che le misure previste dalla presente direttiva si applichino alle società quotate, definite come società la cui sede è ubicata in uno Stato membro e i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in uno o più Stati membri su un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali società fissano le norme per tutta l'economia e si può prevedere che le loro pratiche siano seguite dagli altri tipi di imprese.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, anche se sono società quotate.

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, anche se sono società quotate. Tuttavia, gli Stati membri dovrebbero attuare politiche per sostenere e incentivare le PMI al fine di migliorare sensibilmente l'equilibrio di genere a tutti i livelli direttivi e nei consigli delle società.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati.

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Occorre che la presente direttiva tenga conto della varietà delle procedure di selezione e delle relative peculiarità nazionali nei vari Stati membri.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Occorre obbligare le società quotate dell'Unione a predisporre mezzi adeguati ai fini dell'adozione di procedure idonee per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero procedere alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

(22) Le società quotate dell'Unione dovrebbero prefiggersi l'obiettivo di raggiungere, entro il 1° gennaio 2020, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Per raggiungere l'obiettivo sopra indicato, le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero avere l'obbligo di svolgere la procedura di preselezione o di selezione relativamente alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis) L'obiettivo del 40% riguarda, in linea di principio, solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, in ciascun caso specifico, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne. In particolare, tale obiettivo non esclude alcun candidato particolare dai posti di amministratore, né impone alle società o agli azionisti alcun amministratore specifico. La scelta di membri del consiglio idonei rimane quindi di competenza delle società e degli azionisti.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Considerando 22 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 ter) Le società quotate dovrebbero prendere in considerazione l'istituzione di programmi di formazione e di tutoraggio per il sesso sotto-rappresentato come uno strumento per raggiungere l'equilibrio di genere, qualora esista un evidente divario di genere nella rosa di candidati alla nomina per i posti nei consigli della società.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle società quotate che sono imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese. In virtù di tale influenza dominante, essi hanno a disposizione strumenti per produrre più rapidamente i cambiamenti necessari. Per tali imprese, quindi, è opportuno anticipare la data entro cui dev'essere raggiunto l'obiettivo del 40% almeno del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi.

(23) Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle società quotate che sono imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese. In virtù di tale influenza dominante, essi hanno a disposizione strumenti per produrre più rapidamente i cambiamenti necessari. Per tali imprese, quindi, è opportuno anticipare la data entro cui dev'essere raggiunto l'obiettivo del 40% almeno del sesso sottorappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, in conformità di adeguati meccanismi la cui determinazione spetta agli Stati membri in linea con la presente direttiva.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Considerando 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 bis) Per la loro stessa natura, le imprese pubbliche, quotate o meno, dovrebbero fungere da modello per il settore privato. Occorre quindi che la Commissione esamini la situazione negli Stati membri e valuti se le imprese pubbliche che non rientrano nella definizione di PMI possano essere integrate nell'ambito di applicazione della presente direttiva in una fase futura.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Considerando 23 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 ter) Occorre che la Commissione raccolga e analizzi cifre e dati sull'equilibrio tra i generi nelle grandi imprese non quotate che pure rivestono grande importanza per l'economia. È opportuno svolgere successivamente una valutazione d'impatto per avere un quadro globale della situazione di tali imprese negli Stati membri e per valutare se siano necessarie misure a livello dell'Unione in modo da far rientrare tali imprese nell'ambito di applicazione della presente direttiva in una fase futura. Nel contempo, è opportuno che la Commissione illustri le alternative disponibili a tal fine, poiché per tali imprese, in considerazione di talune peculiarità nazionali, possono rendersi necessarie disposizioni specifiche.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) Per determinare il numero di posti di amministratore senza incarichi esecutivi necessario per soddisfare l'obiettivo prefissato occorrono precisazioni supplementari: viste le dimensioni della maggior parte dei consigli, infatti, dal punto di vista matematico è possibile solo superare o rimanere al di sotto dell'esatta quota del 40%. Pertanto, il numero di posti in consiglio necessari per soddisfare l'obiettivo dev'essere quello che si avvicina di più al 40%. Al tempo stesso, per evitare discriminazioni nei confronti del sesso inizialmente sovra-rappresentato, le società quotate non devono essere obbligate a destinare al sesso sotto-rappresentato la metà o più dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi. Ad esempio, gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato devono occupare almeno un posto nei consigli con tre o quattro amministratori senza incarichi esecutivi, almeno due posti nei consigli con cinque o sei amministratori senza incarichi esecutivi e almeno tre posti nei consigli con sette od otto amministratori senza incarichi esecutivi.

(24) Se il consiglio senza incarichi esecutivi è composto solo di tre membri, è matematicamente impossibile superare una quota del 40% per entrambi i generi. Pertanto, in tali casi gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato devono occupare almeno un posto nei consigli con tre amministratori senza incarichi esecutivi.

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche uguali a quelle del candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, e a meno che una valutazione obiettiva, che prenda in considerazione tutti i criteri relativi ai singoli candidati, non faccia propendere per un candidato dell'altro sesso.

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, l'esperienza internazionale, la multidisciplinarità, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche uguali a quelle del candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, e a meno che una valutazione obiettiva, che prenda in considerazione tutti i criteri relativi ai singoli candidati, non faccia propendere per un candidato dell'altro sesso.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) I metodi di assunzione e di nomina degli amministratori differiscono da uno Stato membro all'altro e da una società all'altra. Possono prevedere che, ad esempio, un comitato di nomina proceda a una pre-selezione di candidati da presentare all'assemblea degli azionisti, oppure la nomina diretta degli amministratori da parte dei singoli azionisti, o ancora la votazione sui singoli candidati o su liste di candidati in sede di assemblea degli azionisti. Le condizioni relative alla selezione dei candidati devono essere soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate. A tale riguardo, la presente direttiva introduce solo un'armonizzazione minima delle procedure di selezione, permettendo di applicare le condizioni definite dalla giurisprudenza della Corte di giustizia per realizzare l'obiettivo di una rappresentanza di genere più equilibrata dei consigli delle società quotate.

(27) I metodi di assunzione, di selezione e di nomina degli amministratori differiscono da uno Stato membro all'altro e da una società all'altra. Possono prevedere che, ad esempio, un comitato di nomina proceda a una pre-selezione di candidati da presentare all'assemblea degli azionisti, oppure la nomina diretta degli amministratori da parte dei singoli azionisti, o ancora la votazione sui singoli candidati o su liste di candidati in sede di assemblea degli azionisti. La presente direttiva rispetta la diversità delle procedure di selezione che dovrebbero fondarsi sulla trasparenza e sul merito, insistendo nel contempo sul raggiungimento dell'obiettivo di aumentare la partecipazione del sesso sotto-rappresentato nei consigli. Le condizioni relative alla selezione dei candidati devono essere soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate. A tale riguardo, la presente direttiva consente una varietà di procedure di selezione, per realizzare l'obiettivo di una rappresentanza di genere più equilibrata dei consigli delle società quotate. Le disposizioni della presente direttiva non comportano alcuna indebita ingerenza nella gestione quotidiana delle società, dato che queste ultime mantengono la libertà di selezionare i candidati sulla base delle qualifiche o di altre considerazioni oggettive pertinenti.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Considerando 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 bis) Nei casi in cui la preselezione dei candidati si basi su procedure di elezione o di voto, ad esempio da parte dei lavoratori o dei loro rappresentanti, le procedure che disciplinano l'intero processo dovrebbero essere adeguate in modo da contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di un maggiore equilibrio di genere nel consiglio di amministrazione nel suo complesso, garantendo nel contempo che il genere dell'amministratore eletto nella procedura in questione non sia in alcun modo predeterminato.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) È necessario che gli Stati membri prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni della presente direttiva, che possono includere, fra l'altro, sanzioni amministrative e la nullità o l'annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1.

(30) È necessario che gli Stati membri prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni dei requisiti relativi a una procedura aperta e trasparente di cui alla presente direttiva, che possono includere, fra l'altro, sanzioni amministrative, l'esclusione da tutte le gare di appalto pubbliche, la parziale esclusione dalla concessione di risorse erogate attraverso i Fondi strutturali dell'Unione e la nullità o l'annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1. Dovrebbe essere contemplata la possibilità per gli Stati membri di non limitarsi all'elenco non esaustivo di sanzioni previsto dalla presente direttiva e di aggiungervi, fra l'altro, lo scioglimento forzato della società interessata, disposto da un organismo giuridico competente nel pieno rispetto delle adeguate garanzie procedurali, in caso di infrazioni gravi e ripetute commesse da tale società.

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31) Poiché la composizione di genere del personale si ripercuote direttamente sulla disponibilità di candidati del sesso sotto-rappresentato, gli Stati membri possono decidere che, qualora gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato costituiscano meno del 10% dell'organico di una società, questa non sia tenuta a soddisfare l'obiettivo fissato dalla presente direttiva.

soppresso

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32) Poiché le società quotate dovrebbero mirare ad aumentare la percentuale del sesso sotto-rappresentato in tutti posti decisionali, gli Stati membri potrebbero decidere di considerare realizzato l'obiettivo previsto dalla presente direttiva quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, con o senza incarichi esecutivi.

(32) Poiché le società quotate dovrebbero mirare ad aumentare la percentuale del sesso sotto-rappresentato in tutti posti decisionali, gli Stati membri potrebbero decidere di considerare realizzato l'obiettivo previsto dalla presente direttiva quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, con o senza incarichi esecutivi. Occorre tuttavia obbligare tali società a continuare a indicare nelle relazioni annuali e sui siti web l'equilibrio di genere tra gli amministratori con incarichi esecutivi e tra gli amministratori senza incarichi esecutivi nonché le proprie politiche in materia, conformemente all'articolo 5 della presente direttiva.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo.

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano inserite nella relazione annuale della società e pubblicate in modo adeguato e facilmente accessibile sul sito web di quest'ultima e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione esauriente delle misure concrete che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo. Inoltre, le società che non hanno rispettato gli obiettivi o gli impegni assunti devono fornire una giustificazione dei motivi per cui non l'hanno fatto, nonché una descrizione delle misure concrete che hanno intrapreso fino a quel momento e di quelle che intendono introdurre in futuro per rispettare tali obiettivi e tali impegni.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37) Benché alcuni Stati membri abbiano adottato disposizioni regolamentari nel settore in oggetto o abbiano incoraggiato l'auto-regolamentazione, e questo con risultati diseguali, la maggioranza di essi non ha intrapreso alcuna azione né indicato la propria volontà di intervenire in modo sufficientemente incisivo. Dalle proiezioni basate su un'analisi esaustiva di tutte le informazioni disponibili sulle tendenze passate e attuali e dalle intenzioni manifestate emerge che l'azione individuale dei singoli Stati membri non permetterà di ottenere nel prossimo futuro una rappresentanza di genere equilibrata fra gli amministratori senza incarichi esecutivi dei consigli delle società dell'Unione, conformemente agli obiettivi stabiliti dalla presente direttiva. Tenuto conto di tali circostanze e dati i divari crescenti fra gli Stati membri in termini di rappresentanza uomo-donna nei consigli della società, l'equilibrio di genere in tali consigli nell'Unione può essere migliorato solo attraverso un approccio comune, e il potenziale di uguaglianza di genere, competitività e crescita può essere realizzato meglio grazie a un'azione coordinata a livello dell'Unione piuttosto che con iniziative nazionali di portata, ambizione ed efficacia diverse. Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo della portata e degli effetti dell'azione, essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, questa può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.

(37) Benché alcuni Stati membri abbiano adottato disposizioni regolamentari nel settore in oggetto o abbiano incoraggiato l'auto-regolamentazione, e questo con risultati diseguali, la maggioranza di essi non ha intrapreso alcuna azione né indicato la propria volontà di intervenire in modo sufficientemente incisivo. Dalle proiezioni basate su un'analisi esaustiva di tutte le informazioni disponibili sulle tendenze passate e attuali e dalle intenzioni manifestate emerge che l'azione individuale dei singoli Stati membri non permetterà di ottenere nel prossimo futuro una rappresentanza di genere equilibrata fra gli amministratori senza incarichi esecutivi dei consigli delle società dell'Unione, conformemente agli obiettivi stabiliti dalla presente direttiva. Tenuto conto di tali circostanze e dati i divari crescenti fra gli Stati membri in termini di rappresentanza uomo-donna nei consigli della società, l'equilibrio di genere in tali consigli nell'Unione può essere migliorato solo attraverso un approccio comune, e il potenziale di uguaglianza di genere, l'eliminazione dell'attuale disparità retributiva di genere e il miglioramento della competitività e della crescita possono essere realizzati meglio grazie a un'azione coordinata a livello dell'Unione piuttosto che con iniziative nazionali di portata, ambizione ed efficacia diverse. Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo della portata e degli effetti dell'azione, essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, questa può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38) Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la presente direttiva si limita a fissare obiettivi e principi comuni che non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento di tali obiettivi. Gli Stati membri dispongono di libertà sufficiente per stabilire come realizzare al meglio gli obiettivi previsti dalla presente direttiva tenuto conto del contesto nazionale, in particolare delle norme e prassi relative alle nomine ai posti di amministratore. La presente direttiva non interferisce con la possibilità, per le società, di nominare i membri più qualificati, e lascia a tutte le società quotate un periodo di adattamento sufficientemente lungo.

(38) Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la presente direttiva si limita a fissare obiettivi e principi comuni che non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento di tali obiettivi. Gli Stati membri dispongono di libertà sufficiente per stabilire come realizzare al meglio gli obiettivi previsti dalla presente direttiva tenuto conto del contesto nazionale, in particolare delle norme e prassi relative alle nomine ai posti di amministratore. La presente direttiva non interferisce con la possibilità, per le società, di nominare i membri più qualificati, e lascia a tutte le società quotate un quadro flessibile e un periodo di adattamento sufficientemente lungo.

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39) Conformemente al principio di proporzionalità, l'obiettivo stabilito per le società quotate dev'essere limitato nel tempo e restare valido solo finché non siano stati realizzati progressi sostenibili nella composizione di genere dei consigli. Per tale ragione la Commissione dovrebbe riesaminare regolarmente l'applicazione della presente direttiva e riferire in merito al Parlamento europeo e al Consiglio. La direttiva giunge a scadenza il 31 dicembre 2028. In occasione del riesame la Commissione deve valutare l'eventuale necessità di prorogare la durata della direttiva oltre tale periodo.

(39) Conformemente al principio di proporzionalità, l'obiettivo stabilito per le società quotate dev'essere limitato nel tempo e deve restare valido solo finché non siano stati realizzati progressi sostenibili nella composizione di genere dei consigli. Per tale ragione la Commissione dovrebbe riesaminare regolarmente l'applicazione della presente direttiva e riferire in merito al Parlamento europeo e al Consiglio. La presente direttiva giunge a scadenza il 31 dicembre 2028. In occasione del riesame la Commissione deve valutare l'eventuale necessità di prorogare la durata della direttiva oltre tale periodo. Gli Stati membri devono cooperare con le parti sociali e la società civile al fine di informarle in modo efficace circa il significato, il recepimento e l'attuazione della presente direttiva. L'organizzazione di campagne d'informazione contribuirebbe in misura significativa a sensibilizzare le società non quotate incoraggiandole a conseguire l'equilibrio di genere in modo proattivo. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati allo scambio di esperienze e buone pratiche in merito al recepimento e all'attuazione della presente direttiva.

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva intende garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate, stabilendo misure dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere pur lasciando alle imprese il tempo sufficiente per prendere le necessarie disposizioni.

La presente direttiva intende garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate, stabilendo misure efficaci dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere pur lasciando alle imprese il tempo sufficiente per prendere le necessarie disposizioni.

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) "società quotata": una società registrata in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE, in uno o più Stati membri;

(1) "società quotata": una società la cui sede è ubicata in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE, in uno o più Stati membri;

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato procedano alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato adeguino le proprie procedure di assunzione, compresi gli annunci di posto vacante aperto con richiesta di presentazione di candidature, la preselezione, la selezione e la nomina, in modo tale da contribuire in modo efficace al raggiungimento della percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di imprese pubbliche. In particolare, gli Stati membri garantiscono che le imprese selezionino i candidati maggiormente qualificati a un posto nel consiglio da una rosa di candidati equilibrata sotto il profilo del genere e sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci, formulati in modo neutro e non discriminatori. Nel caso di una procedura di elezione, gli Stati membri provvedono affinché le società garantiscano la diversità di genere nella composizione dell'elenco ristretto dei candidati preselezionati, assicurando nel contempo che il genere dell'amministratore eletto nella procedura in questione non sia in alcun modo predeterminato.

 

Per raggiungere l'obiettivo del 40% e conformemente all'articolo 23, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, gli Stati membri provvedono affinché, in ogni fase della procedura di assunzione, di selezione o di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il numero di posti di amministratore senza incarichi esecutivi necessari per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 è il numero più vicino alla proporzione del 40%, ma non superiore al 49%.

2. Il numero di posti di amministratore senza incarichi esecutivi necessari per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 corrisponde almeno al 40%. Se il consiglio senza incarichi esecutivi è composto solo di tre membri, la proporzione di uno a due è sufficiente.

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 gli Stati membri provvedono affinché, nella selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

soppresso

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate siano tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, i criteri di qualificazione alla base della selezione, la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, se del caso, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato dell'altro sesso.

4. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate siano tenute almeno a comunicare a un candidato respinto il numero e il genere delle persone comprese nel gruppo di candidati oggetto della selezione, nel rispetto del loro anonimato ai sensi della normativa dell'UE in materia di protezione dei dati, nonché i criteri di qualificazione alla base della selezione o della nomina, la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, se del caso, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato dell'altro sesso.

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri, conformemente ai rispettivi sistemi giuridici nazionali, adottano le misure necessarie affinché, qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sue qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, spetti alla società quotata dimostrare che non è stata violata la disposizione di cui al paragrafo 3.

5. Gli Stati membri, conformemente ai rispettivi sistemi giuridici nazionali, adottano le misure necessarie affinché, qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato che si ritiene leso dalla mancata osservanza nei propri confronti delle disposizioni di cui al paragrafo 1 adduca dinanzi a un organo giurisdizionale o a un altro organo competente elementi che permettano di presumere la parità delle sue qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, spetti alla società quotata dimostrare che non è stata violata la disposizione di cui al paragrafo 1.

 

Il presente paragrafo non impedisce agli Stati membri di introdurre un regime probatorio più favorevole alla parte attrice.

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6. Gli Stati membri possono esentare dal raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1 le società quotate in cui il sesso sotto-rappresentato costituisca meno del 10% del personale.

soppresso

Emendamento  54

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis. Quando la selezione di cui al paragrafo 1 assume la forma di un voto degli azionisti o dei dipendenti, le società garantiscono che i votanti ricevano tutte le informazioni necessarie relativamente alle misure previste dalla presente direttiva, comprese le sanzioni cui la società è soggetta in caso di mancato rispetto dei propri obblighi.

Emendamento  55

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato e accessibile sul loro sito web.

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato e facilmente accessibile sul loro sito web e nella relazione annuale.

Emendamento  56

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, essa fornisce una dichiarazione circa le ragioni della mancata realizzazione di tali obiettivi o di tali impegni e una descrizione esauriente delle misure che la società ha adottato, o di quelle che intende adottare, per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti. Tale dichiarazione delle ragioni fa parte delle informazioni di cui al paragrafo 2.

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che l'organismo o gli organismi designati ai sensi dell'articolo 20 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione), siano anche competenti a promuovere, analizzare, controllare e sostenere l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate.

4. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che l'organismo o gli organismi designati ai sensi dell'articolo 20 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione), siano anche competenti a promuovere, analizzare, controllare e sostenere l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate. A tal fine gli Stati membri collaborano in maniera efficace con le parti sociali e la società civile.

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri definiscono un regime di sanzioni per le violazioni delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per garantire che sia applicato.

1. Gli Stati membri definiscono un regime di sanzioni per le violazioni dei requisiti relativi a una procedura aperta e trasparente di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e prendono tutte le misure necessarie per garantire che sia applicato.

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e possono comprendere le seguenti misure:

2. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e comprendono almeno le seguenti misure:

Emendamento  60

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis) esclusione da tutte le gare di appalto pubbliche;

Emendamento  61

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a ter) parziale esclusione dalla concessione di risorse erogate attraverso i Fondi strutturali dell'Unione;

Emendamento  62

Proposta di direttiva

Articolo 7

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri possono introdurre o mantenere disposizioni più favorevoli di quelle previste dalla presente direttiva per garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne nelle società registrate sul loro territorio nazionale, e condizione che tali disposizioni non creino una discriminazione ingiustificata ostacolino il corretto funzionamento del mercato interno.

Gli Stati membri possono introdurre o mantenere disposizioni più favorevoli di quelle previste dalla presente direttiva per garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne nelle società registrate sul loro territorio nazionale, a condizione che tali disposizioni non creino una discriminazione ingiustificata di genere o di qualsiasi altra natura né ostacolino il corretto funzionamento del mercato interno.

Emendamento  63

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro in questione comunica tale informazione alla Commissione.

Lo Stato membro in questione comunica tale informazione alla Commissione. La Commissione informa il Parlamento europeo e il Consiglio di tale comunicazione. La sospensione è revocata automaticamente in caso di progressi insufficienti verso il raggiungimento dell'obiettivo della presente direttiva, il che si presume si verifichi qualora la percentuale del sesso sotto-rappresentato sia inferiore al 30% entro il 2017, o entro il 2015 nel caso delle imprese pubbliche.

Emendamento  64

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Entro il 1° luglio 2017 la Commissione presenta una relazione di valutazione sull'attuazione degli obblighi delle società quotate di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e all'articolo 5, paragrafi 1 e 2, sulla base delle relazioni presentate dagli Stati membri a norma del paragrafo 1. Inoltre, la relazione della Commissione include un resoconto della situazione dell'equilibrio di genere nei consigli societari e ai livelli direttivi delle società non quotate che superano i parametri delle PMI quali definiti all'articolo 2.

Emendamento  65

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 ter. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle modalità con cui principi della presente direttiva sono applicati da parte di tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione e integrati nella regolamentazione che disciplina le loro procedure interne di selezione del personale. A tal fine, tutte le istituzioni e le agenzie dell'UE comunicano alla Commissione entro il 31 dicembre 2018, e successivamente ogni anno, le rispettive statistiche di genere e i progressi compiuti. La Commissione pubblica prontamente tali dati sul suo sito web. Se del caso, la relazione della Commissione può essere accompagnata da una proposta legislativa intesa a estendere l'ambito di applicazione della direttiva a tutte le istituzioni e le agenzie dell'UE.

Emendamento  66

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Nella sua relazione la Commissione valuta se sia necessario prorogare la durata della direttiva oltre la data specificata all'articolo 10, paragrafo 2, o modificarla, tenendo conto dell'evoluzione della rappresentanza di uomini e donne nei consigli delle società quotate e ai vari livelli dei processi decisionali in campo economico, e considerando se i progressi realizzati siano sufficientemente sostenibili.

4. Nella sua relazione la Commissione valuta se sia necessario prorogare la durata della direttiva oltre la data specificata all'articolo 10, paragrafo 2, o modificarla, tenendo conto dell'evoluzione della rappresentanza di uomini e donne nei consigli delle società quotate e ai vari livelli dei processi decisionali in campo economico, e considerando se i progressi realizzati siano sufficientemente sostenibili. La Commissione esamina inoltre l'opportunità di estendere l'ambito di applicazione della presente direttiva alle imprese pubbliche non quotate che non rientrano nella definizione di PMI, alle grandi imprese non quotate e agli amministratori con incarichi esecutivi delle società quotate.


MOTIVAZIONE

Antefatti

I correlatori accolgono con favore la proposta di direttiva come seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo sulle donne e la direzione delle imprese, approvata nel 2011, e come risposta alle persistenti disuguaglianze di genere nelle posizioni ai vertici aziendali. La direttiva proposta contribuisce alla tutela del principio di uguaglianza, uno dei valori fondanti dell'UE, e rappresenta la concretizzazione della strategia dell'UE a favore della parità di genere a tutti i livelli e in tutti i settori della vita economica, come rammentato a più riprese dal Parlamento europeo.

Nel 1984 e nel 1996 il Consiglio europeo ha elaborato due raccomandazioni con cui incitava il settore privato ad accrescere la presenza femminile a tutti i livelli del processo decisionale, ed ha esortato la Commissione europea a prendere provvedimenti in quest'ambito. Nel marzo 2011, la Commissione ha avviato un dialogo con le principali società UE quotate in borsa e ha lanciato l'iniziativa "Impegno formale per più donne alla guida delle imprese europee": sottoscrivendo tale iniziativa, le società si impegnavano ad accrescere la presenza femminile nei loro consigli di amministrazione fino al 30% entro il 2015 e fino al 40% entro il 2020. A distanza di un anno, tuttavia, tale impegno è stato sottoscritto soltanto da 24 società.

Nel complesso, i progressi in termini di aumento della presenza femminile si sono rivelati molto lenti(1) nell'intera UE, e il tasso di miglioramento, che oscilla tra il 5 e il 25%, è risultato alquanto eterogeneo. I correlatori ritengono pertanto che il legislatore europeo debba adottare una normativa adeguata in materia.

Ad avviso dei correlatori, l'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE costituisce la base giuridica appropriata per l'adozione di misure vincolanti volte a garantire l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, come confermato dalla commissione giuridica nella sua riunione del 20 giugno 2013.

L'importanza dell'adozione di una normativa UE

Nel corso degli anni, diversi Stati membri hanno adottato una serie di iniziative per affrontare in maniera efficace la questione dell'equilibrio di genere. Diversi Stati membri hanno tentato di fornire soluzioni per porre rimedio alla scarsa partecipazione delle donne ai consigli di amministrazione adottando una normativa in materia(2), cosa che ha permesso di giungere assai più celermente a un equilibrio di rappresentanza delle donne e degli uomini all'interno dei consigli. Altri paesi si sono limitati a incoraggiare le iniziative e le misure proattive adottate dalle società ‒ che, seppure molto utili, si sono rivelate insufficienti per il conseguimento di risultati concreti. Si rileva pertanto una certa eterogeneità in tutta l'UE, sia in termini di provvedimenti, sia in termini di risultati.

In Francia, tra ottobre 2010 e gennaio 2012, la proporzione delle donne nei consigli di amministrazione delle società francesi CAC 40 è aumentata di 10 punti percentuale, attestandosi al 22,3%. In Italia, dove in forza della normativa adottata nel 2011 le società quotate e a partecipazione pubblica dovranno assicurare, entro il 2015, una partecipazione femminile del 33% negli organi di gestione e vigilanza, si è registrato un aumento di 4,9 punti percentuale tra gennaio e ottobre 2012 quanto al numero delle donne che siedono nei consigli di amministrazione delle società quotate.

In altri Stati membri sono state adottate iniziative a livello nazionale in materia di auto-regolamentazione, obiettivi volontari e governo societario (come i codici di condotta(3)) per spingere le imprese a nominare un maggior numero di donne ai posti di responsabilità.

Gli effetti positivi prodotti dagli obiettivi vincolanti testimoniano la capacità delle società di conformarsi alle misure tese a garantire l'equilibrio di genere al momento dell'assunzione. Inoltre, va notato che gli Stati membri in cui non sono state adottate misure vincolanti sono ancora ben lungi dal conseguire un equilibrio di genere accettabile.

Un quadro comune solido è essenziale per le società con attività transfrontaliere, ma anche per la mobilità e le prospettive di carriera dei dipendenti (uomini e donne) qualificati in seno agli organi decisionali.

Infine, per superare in maniera efficace le sfide che l'UE si trova ad affrontare in un contesto vulnerabile di crisi economica, occorre far ricorso alla totalità del capitale umano al fine di conseguire la crescita, la competitività e risultati finanziari migliori a livello delle società. Le misure volte ad assicurare un maggiore equilibrio di genere nei consigli di amministrazione contribuiscono alla realizzazione di detto obiettivo.

La direttiva proposta

La proposta in esame, che si basa sui principi di parità, trasparenza, meritocrazia, nonché su procedure e obiettivi comuni, vanta un forte valore aggiunto. Va notato che l'onere amministrativo necessario per conformarsi agli obblighi stabiliti dalla direttiva sarà limitato per le società. La direttiva consentirà di rafforzare la giustizia sociale sul mercato del lavoro e contribuirà alla crescita economica sfruttando appieno tutte le risorse, le capacità e i punti di forza disponibili, in modo da trarre un effettivo beneficio dal potenziale umano dell'UE.

Inoltre, la proposta in esame è in linea con i principi di proporzionalità e di sussidiarietà.

Scopo della direttiva:

La proposta stabilisce il chiaro obiettivo di raggiungere una quota del 40% di amministratori non esecutivi del sesso sottorappresentato per tutte le società pubbliche quotate, così come di introdurre un quadro adeguato che consenta agli Stati membri e alle società di adottare procedure efficaci al fine di promuovere l'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione di tutte le società quotate. La proposta consentirà di migliorare il governo societario offrendo alle donne maggiori possibilità di accedere a una posizione decisionale guida e migliorare i risultati economici delle società grazie alle loro competenze.

Ambito di applicazione della direttiva:

I correlatori prendono atto del fatto che la proposta di direttiva presenta una misura temporanea tesa a stabilire una chiara strategia comune per tutti gli Stati membri ai fini del conseguimento di un obiettivo comune, ossia quello di giungere alla quota del 40% di amministratori non esecutivi del sesso sottorappresentato entro il 2020 per le società quotate private ed entro il 2018 per quelle pubbliche.

La direttiva consente agli Stati membri di tener conto delle specificità nazionali in sede di recepimento. Per questo motivo, gli Stati membri dovrebbero cooperare strettamente con le società e con le parti interessate per stabilire procedure e meccanismi adeguati che consentano di realizzare l'obiettivo del 40%, rispettando al contempo le scadenze fissate dalla direttiva.

Gli Stati membri che dispongono già di un sistema valido potranno mantenerlo, a condizione che la sua efficacia sia pari a quella del sistema proposto per quanto riguarda il conseguimento della presenza di almeno il 40% di amministratori del sesso sottorappresentato. Inoltre, gli Stati membri dovranno prevedere sanzioni adeguate e dissuasive per le società che violano la direttiva.

Se l'obiettivo del 40% non viene raggiunto entro il 2018 dalle società di proprietà statale (totale o parziale) ed entro il 2020 dalle società private, saranno gli Stati membri a dover garantire il conseguimento dell'obiettivo di una maggiore parità tra i sessi nelle società.

Disposizioni specifiche per le società quotate che siano imprese pubbliche

Gli imperativi di giustizia e trasparenza sono più stringenti per le società e le imprese di proprietà statale (totale o parziale) che possano essere definite imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, lettera b della direttiva 2006/111/CE della Commissione del 16 novembre 2006, vale a dire tutte le imprese sulle quali le autorità pubbliche possono esercitare, direttamente o indirettamente, un'influenza dominante per ragioni di proprietà, di partecipazione finanziaria o della normativa che la disciplina. Data la responsabilità economica e sociale di tali società, è essenziale garantire maggiore trasparenza e parità. Inoltre, è innegabile che il settore pubblico svolga una funzione di modello all'interno della società, e debba pertanto riflettere i principi di meritocrazia e giustizia sociale. Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle imprese pubbliche e hanno quindi a disposizione un maggior numero di strumenti per produrre cambiamenti in modo più rapido. In questo senso, la parità di genere e una maggiore partecipazione delle donne al processo decisionale in ambito economico rappresentano un obiettivo fondamentale delle società di proprietà statale. Per questo motivo, la direttiva proposta prevede che tali società debbano conformarsi all'obbligo di garantire una rappresentanza equilibrata nei consigli di amministrazione prima del settore privato, vale a dire entro il 2018.

Punti principali della proposta dei correlatori:

Estensione dell'ambito di applicazione:

I correlatori pongono in evidenza l'importanza di estendere l'ambito di applicazione della direttiva al fine di aumentarne l'efficacia e potenziarne l'impatto sull'insieme delle società quotate in Borsa.

­- Tutte le società quotate in Borsa, a prescindere dalle loro dimensioni, sono tenute a rispettare l'obiettivo fissato dalla direttiva. Tale obbligo è giustificato sia dalle responsabilità socioeconomiche, sia dalla rilevanza economica di dette società. Tuttavia, dopo un attento esame, i relatori hanno deciso di mantenere l'eccezione per le PMI come da proposta della Commissione, incoraggiando nel contempo gli Stati membri ad attuare politiche per sostenere e incentivare le PMI al fine di migliorare sensibilmente l'equilibrio di genere a tutti i livelli direttivi e nei consigli delle società.

- Inclusione dei settori dominati da un unico genere: le società quotate operanti in tutti i settori devono rispettare l'obiettivo fissato dalla direttiva, considerata la loro importanza economica e le loro responsabilità economiche e sociali.

- In risposta alle numerose richieste, i relatori hanno inoltre stabilito di inserire una clausola di riesame che chiede alla Commissione di valutare, nella sua relazione di cui all'articolo 9, se l'ambito di applicazione della direttiva possa essere esteso alle imprese pubbliche non quotate che non rientrano nella definizione di PMI, alle grandi imprese non quotate e agli amministratori con incarichi esecutivi delle società quotate.

Procedura vincolante:

I correlatori sottolineano la necessità di menzionare esplicitamente nella direttiva l'obbligo per gli Stati membri e le società di predisporre mezzi adeguati al conseguimento dell'obiettivo mediante l'adozione di provvedimenti efficaci.

Maggiore trasparenza nella procedura di nomina/elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi:

I correlatori sostengono con vigore la garanzia di una maggiore trasparenza nella procedura di nomina e di elezione dei membri del consiglio di amministrazione, in quanto ciò costituisce l'unico modo per assicurare effettivamente la diversità e una selezione basata su criteri meritocratici.

Rappresentanza equilibrata:

Al fine di conseguire l'obiettivo della parità di genere, i correlatori ritengono che le società debbano adottare le misure necessarie per giungere a una rappresentanza pari almeno al 40% del sesso sotto-rappresentato. Laddove il consiglio senza incarichi esecutivi sia composto solo da tre membri (cosa che renderebbe impossibile il raggiungimento di una quota del 40% per uno dei generi) sarà sufficiente applicare una proporzione di uno a due.

Inadempienza:

Ad avviso dei correlatori, inoltre, le società rivelatesi inadempienti dovrebbero fornire una giustificazione in cui vengano citate le ragioni del mancato rispetto degli obiettivi o degli impegni, e in cui siano indicate le misure concrete che dovranno essere attuate per garantire effettivamente il conseguimento dell'obiettivo di un maggior equilibrio di genere.

Sanzioni:

I correlatori sottolineano inoltre che gli Stati membri sono tenuti a prevedere che le società quotate che non stabiliscono, applicano o rispettano le procedure previste per la nomina o l'elezione di amministratori senza compiti esecutivi siano soggette a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. Propongono di aggiungere l'esclusione da tutte le gare di appalto pubbliche all'elenco delle possibili sanzioni suggerito dalla Commissione, nel quale è stata inserita anche la parziale esclusione dalla concessione di risorse erogate attraverso i Fondi strutturali europei.

I correlatori pongono in risalto l'importanza di garantire un seguito e una revisione efficaci. A tal fine, è essenziale che gli Stati membri trasmettano, a partire dal 2017 e successivamente, con cadenza biennale, una relazione sull'attuazione della direttiva.

Migliorare l'efficacia e le informazioni della direttiva:

I correlatori sono convinti che occorra organizzare campagne di comunicazione e sensibilizzazione al fine di informare in maniera adeguata ed efficace le parti interessate e i cittadini in merito all'impatto della direttiva sia a livello economico che sulla società. Tali campagne d'informazione saranno essenziali per sensibilizzare le società non quotate, incoraggiandole a realizzare l'equilibrio di genere in modo proattivo.

(1)

Dal 2003 al 2011, la percentuale di donne nei consigli di amministrazione è passata dall’8,5 % al 13,7 % ‒ un aumento di 5,2 punti percentuale in poco più di otto anni. Ciò corrisponde a un tasso medio di variazione piuttosto lento di 0,6 punti percentuale all’anno. (Fonte: relazione sullo stato di avanzamento della Commissione europea ‒ http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/files/women-on-boards_en.pdf).

(2)

Il Belgio, la Francia e l’Italia hanno introdotto quote vincolanti correlate di sanzioni, mentre i Paesi Bassi e la Spagna hanno previsto quote prive di sanzioni. Inoltre, la Danimarca, la Finlandia, la Grecia, l’Austria e la Slovenia hanno richiesto norme relative alle società di proprietà statale. (Fonte: relazione sullo stato di avanzamento della Commissione europea).

(3)

In Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito i codici nazionali di governo societario incoraggiano, in misura diversa, la diversità di genere all’interno dei consigli di amministrazione delle società.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA

On. Klaus-Heiner Lehne

Presidente

Commissione giuridica genere

BRUXELLES

On. Mikael Gustafsson

Presidente

Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

BRUXELLES

Oggetto:          Parere sulla base giuridica per la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa (COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD))

Signori Presidenti,

nella riunione del 24 aprile 2013 la commissione giuridica ha deciso di esaminare di propria iniziativa, a norma dell'articolo 37, paragrafo 3, del regolamento la questione di stabilire se è opportuno proporre l'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE quale base giuridica per la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul miglioramento dell'equilibrio di genere.

Per quanto riguarda la proposta in esame, la commissione giuridica e la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM) sono commissioni congiunte a norma dell'articolo 51. La commissione FEMM ha deciso di sostenere la valutazione d'iniziativa della commissione JURI relativa alla base giuridica scelta dalla Commissione europea e lo ha comunicato alla commissione JURI con lettera in data 24 aprile 2013.

Contesto

1. La proposta

La proposta di direttiva prevede misure dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate (articolo 1).

La proposta si applica alle società quotate in borsa, ad esclusione delle PMI (articolo 3). L'articolo 4, paragrafo 1, della proposta stabilisce che gli Stati membri provvedono affinché "le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato procedano alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche."

Per raggiungere tale obiettivo gli Stati membri provvedono affinché, nella selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso (articolo 4, paragrafo 3). Qualora un candidato respinto adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sue qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, l'articolo 4, paragrafo 5, stabilisce che spetta alla società quotata dimostrare che non è stata violata tale disposizione.

La proposta prevede inoltre, come misura complementare, una cosiddetta “quota di flessibilità” per gli incarichi esecutivi (articolo 5, paragrafo 1), cioè l'obbligo per ogni società quotata in borsa di assumere impegni individuali in merito alla rappresentanza equilibrata di entrambi i sessi tra gli amministratori con incarichi esecutivi, da realizzare entro lo stesso termine dell'obiettivo del 40% per i direttori senza incarichi esecutivi.

Qualora una società quotata in borsa non rispetti gli obiettivi per i direttori senza incarichi esecutivi o gli impegni individuali assunti per i direttori con incarichi esecutivi, devono comunicarne le ragioni e descrivere le misure che ha adottato o intende adottare (Articolo 5, paragrafo 3).

La proposta contiene stabilisce altresì una disposizione in materia di sanzioni (articolo 6) che principalmente indica che queste devono essere "effettive, proporzionate e dissuasive" e possono includere sanzioni amministrative o la nullità o l'annullamento da parte di un organo giudiziario della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali che danno applicazione all'articolo 4, paragrafo 1.

L'articolo 7 prevede che le disposizioni della direttiva sono requisiti minimi. L'articolo 8 contiene disposizioni in materia di recepimento e afferma altresì che gli Stati membri che hanno già adottato misure per garantire l'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi possono sospendere l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di amministratori senza incarichi esecutivi a norma della direttiva se possono dimostrare che l'obiettivo del 40% per il sesso sotto-rappresentato può essere raggiunto mediante le loro misure nazionali.

2. Le basi giuridiche della proposta

La proposta della Commissione si basa sull'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE, il cui testo è riportato in appresso.

"(3) Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale, adottano misure che assicurino l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, ivi compreso il principio della parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore."

Analisi

1. Principi stabiliti dalla Corte

Dalla giurisprudenza della Corte di giustizia emergono alcuni principi riguardo alla scelta della base giuridica. In primo luogo, date le conseguenze della base giuridica in termini di competenza sostanziale e di procedura, la scelta del corretto fondamento giuridico riveste un'importanza costituzionale(1). In secondo luogo, a norma dell'articolo 13, paragrafo 2, del TUE, ciascuna istituzione deve agire nei limiti delle attribuzioni che le sono conferite dal trattato(2). In terzo luogo, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, "la scelta del fondamento normativo di un atto comunitario deve basarsi su elementi oggettivi, suscettibili di sindacato giurisdizionale, tra i quali figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto"(3).

2. La scelta della base giuridica da parte della Commissione

La Commissione spiega la scelta della base giuridica come segue: "L'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE è la base giuridica per ogni misura vincolante volta ad assicurare l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, inclusa l'azione positiva."(4)

Nella sua valutazione d'impatto che accompagna la proposta, la Commissione precisa inoltre: "L'articolo 157, paragrafo 3 dello stesso Trattato conferisce all'UE la facoltà di intervenire nelle questioni riguardanti la parità di genere nell'occupazione e nell'impiego. Tale disposizione è la base giuridica per ogni misura vincolante volta ad assicurare l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego".(5)

3. Obiettivo e contenuto della proposta di direttiva

L'obiettivo della direttiva proposta è quello di "garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate" (articolo 1).

I principali elementi della proposta volti a conseguire tale obiettivo sono le norme relative all'equilibrio di genere dei membri del consiglio di amministrazione delle società che non esercitano funzioni direttive (amministratori senza incarichi esecutivi), il particolare un obiettivo pari al 40% e norme in materia di procedura. Tali misure sono illustrate dettagliatamente in precedenza (alla voce Contesto, punto 1).

Il considerando 14 della direttiva proposta indica più dettagliatamente che "La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori [...]".

4. Campo di applicazione dell'articolo 157, paragrafo 3, TFUE

L'articolo 157, paragrafo 3, consente al Parlamento europeo e al Consiglio di "adottare misure che assicurino l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego". Al fine di valutare se l'articolo 157, paragrafo 3, TFUE può essere la base giuridica appropriata per la proposta, occorre determinare se le misure proposte per lo specifico gruppo professionale in questione riguardano aspetti "in materia di occupazione e impiego" come stabilisce tale disposizione.

a) Persone contemplate dalla direttiva proposta

Innanzitutto, occorre identificare le caratteristiche delle persone contemplate dalla direttiva proposta: la proposta punta a stabilire una definizione ampia di "amministratore", "amministratore senza incarichi esecutivi" e "amministratore con incarichi esecutivi"(6) e illustra i vari sistemi relativi alla struttura dei consigli delle società quotate in borsa esistenti negli Stati membri (sistemi "dualistici", "monistici" o misti)(7). Tuttavia, si può pacificamente affermare che i membri del consiglio contemplati dalla direttiva proposta svolgono compiti per conto di una società (compiti di controllo nel caso dei membri del consiglio senza incarichi esecutivi e compiti di gestione nel caso dei membri del consiglio con incarichi esecutivi) in cambio di una retribuzione. Inoltre hanno un rapporto con la società che fa sì che possano essere insediati e rimossi dai loro incarichi in base a procedure che cambiano da Stato membro a Stato membro.

b) aspetti "in materia di occupazione e impiego" a norma dell'articolo 157, paragrafo 3, TFUE

In secondo luogo, nel definire gli aspetti "in materia di occupazione e impiego" che rientrano nell'ambito dell'articolo 157, paragrafo 3, s'incontra la nozione di "lavoratore" che è stato definito dalla Corte di giustizia nella sua giurisprudenza costante(8), anche su questioni di parità di trattamento tra uomini e donne. La Corte ha affermato che tale nozione "non può essere interpretata in vario modo, con riferimento agli ordinamenti nazionali, ma ha portata comunitaria" e che "dev'essere definita in base a criteri obiettivi che caratterizzino il rapporto di lavoro sotto il profilo dei diritti e degli obblighi delle persone interessate". La Corte ha individuato come "caratteristica essenziale" del rapporto di lavoro la circostanza "che una persona fornisca, per un certo periodo di tempo, a favore di un'altra e sotto la direzione di quest'ultima, prestazioni in contropartita delle quali riceva una retribuzione".

La Corte ha considerato inoltre che "la natura giuridica sui generis del rapporto di lavoro riguardo al diritto nazionale non può avere alcuna conseguenza sulla qualità di lavoratore ai sensi del diritto comunitario"(9).

Alla luce di quanto sopra, non è da escludersi che i membri dei consigli di amministrazione, sebbene possano ottenere le loro posizioni a seguito di procedure diverse nei vari sistemi degli Stati membri, possano essere considerati legati da un rapporto di lavoro.

Inoltre, pare pertinente in proposito la sentenza della Corte nella causa C-232/09 Danosa/LKB Līzings SIA(10) relativa alla questione di stabilire se un amministratore con incarichi esecutivi di una società di capitali sia da considerarsi una lavoratrice ai sensi della direttiva sulle lavoratrici gestanti(11). In quel caso, la Corte ha sostenuto che "un membro di un consiglio del genere, il quale fornisce, in contropartita di una retribuzione, prestazioni alla società che l'ha nominato e di cui è parte integrante, che esercita la propria attività sotto la direzione di o il controllo di un altro organo di tale società e che, in qualsiasi momento, può essere revocato dalle sue funzioni senza limitazioni, soddisfa, a prima vista, le condizioni per essere qualificato lavoratore ai sensi della giurisprudenza" della Corte(12). Il rapporto degli amministratori con incarichi non esecutivi rispetto alla società pare evidenziare le caratteristiche contemplate dalla Corte, in quanto essi sono stati insediati nelle loro funzioni, indipendentemente alla procedura che può essere l'assunzione, la selezione o la nomina o una combinazione di esse, e potrebbero essere rimossi dall'incarico da un altro organismo della società, ad esempio dagli azionisti. Pertanto essi potrebbero rientrare nella nozione di lavoratori (visto che sono soddisfatte le condizioni enumerate dalla Corte).

È altresì interessante notare che la Corte, anche nella sentenza Danosa, afferma che ai fini della protezione contro la discriminazione in base al sesso, anche qualora un amministratore non soddisfacesse le condizioni che definiscono un lavoratore ai sensi della normativa dell'UE, e pertanto non rientrasse nel campo di applicazione della direttiva 92/85/CEE o della direttiva 76/207/CEE(13), tale persona rientrerebbe, "qualora il giudice del rinvio la qualificasse come «lavoratore autonomo», nell'ambito della direttiva 86/613(14), che si applica ai lavoratori autonomi e che, come risulta dal suo art. 1, completa la direttiva 76/207 per quanto concerne l'applicazione del principio di parità di trattamento a tali lavoratori"(15). Sebbene la Corte ovviamente si sia pronunciata esclusivamente sugli aspetti disciplinati da tali direttive, è opportuno osservare che un amministratore rientrerebbe in una o nell'altra categoria in quanto essa non contempla neppure la possibilità che questo gruppo professionale non possa rientrare nell'ambito di tali disposizioni.

Ciò detto, vi sono validi elementi per affermare che gli amministratori con incarichi non esecutivi rientrano nel campo di applicazione ratione personae dell'articolo 157, paragrafo 3, TFUE, in particolare in quanto sono tutelate, siano esse lavoratori dipendenti o autonomi, dalla discriminazione a norma dell'acquis esistente grazie alla normativa adottata sulla scorta delle basi giuridiche precedenti e corrispondenti all'articolo 157, paragrafo 3. Sembrerebbe pertanto illogico se non ci si potesse avvalere della medesima base giuridica per nuovi atti legislativi finalizzati al miglioramento della parità di genere come la misura proposta all'esame.

È opportuno analizzare più da vicino le misure già adottate dal legislatore dell'Unione sulla base dell'articolo 157, paragrafo 3, TFUE (e del precedente articolo 141, paragrafo 3, del trattato CE):

– la direttiva 2006/14/CE riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego(16) contiene nel suo articolo 14 norme attinenti "alle condizioni di accesso all'occupazione e al lavoro, sia dipendente che autonomo, (…) indipendentemente dal ramo di attività e a tutti i livelli della gerarchia professionale";

– la direttiva 2010/41/UE sull'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma(17), fondata sull'articolo 157, paragrafo 3, TFUE, si applica, a norma del suo articolo 2, non solo alle lavoratori autonomi, cioè le "persone che esercitino un'attività lucrativa per proprio conto", ma anche ai loro coniugi che partecipino abitualmente all'attività del lavoratore autonomo;

– l'articolo 4 della medesima direttiva 2010/41/CE vieta la discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda "la creazione, la costituzione o l'ampliamento di un'impresa oppure l'avvio o l'ampliamento di ogni altra forma di attività autonoma".

Gli esempi citati dimostrano che l'espressione "in materia di occupazione e di impiego" è stata interpretata dal legislatore come afferente a tutti i tipi di attività professionale e a tutte le dimensioni della vita professionale. Come indicato in precedenza, ciò corrisponde all'interpretazione in senso lato data dalla Corte ai concetti in questione.

c) L'articolo 157, paragrafo 3, TFUE nell'ambito della politica sociale dell'UE

Conformemente al principio di attribuzione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, TFUE e all'articolo 5, paragrafo 1, TFUE, nonché all'articolo 51, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali, nessuna interpretazione della competenze dell'Unione può però avere l'effetto di estendere le competenze dell'Unione oltre i limiti imposti dal trattato. A tale proposito, occorre prestare attenzione al fatto che l'articolo 157, paragrafo 3, TFUE fa parte del Titolo X della Parte terza del TFUE che riguarda la politica sociale dell'Unione, i cui obiettivi, descritti all'articolo 151, sono "la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro".

Alla luce di quanto sopra, si potrebbe sostenere che, poiché la direttiva proposta riguarda aspetti relativi alla composizione dei consigli di amministrazione delle società che rientra nell'ambito del diritto societario degli Stati membri, essa non potrebbe avere come base giuridica sull'articolo 157, paragrafo 3, che rientra nell'ambito della politica sociale dell'Unione. È tuttavia importante osservare che la Commissione pone evidentemente la proposta in un contesto di politica sociale e presenta la proposta come una misura di azione positiva volta a garantire il rispetto del principio fondamentale della parità tra uomini e donne nel diritto dell'Unione e, di conseguenza, ad accrescere l'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione per una serie di motivi esposti nei suoi considerando, quali "l'uso efficiente del capitale umano" (considerando 7), "l'uguaglianza sul mercato del lavoro" (considerando 9) e "colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva" (considerando 9).

d) Una duplice base giuridica?

Il fatto che la proposta faccia riferimento nel contempo a motivi economici e di governance societaria a sostegno delle misure proposte (cfr., ad esempio, i considerando 5 e 7) non è in contraddizione con quanto esposto in precedenza. Parimenti, la presenza di tali elementi non impone il ricorso a una duplice base giuridica. Per quanto riguarda le basi giuridiche plurime, la Corte ha affermato che, se l'esame di un atto dell'UE dimostra che esso persegue una doppia finalità o ha una duplice componente, e se una di queste è identificabile come principale o preponderante, mentre l'altra è solo accessoria, l'atto deve fondarsi su una sola base giuridica, ossia quella richiesta dalla finalità o componente principale o preponderante(18). D'altro canto, se una misura ha contemporaneamente più obiettivi o più componenti tra loro inscindibili, senza che uno di essi assuma importanza secondaria e indiretta rispetto agli altri, tale misura deve basarsi sulle diverse disposizioni pertinenti del trattato(19).

Garantire l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento per uomini e donne in materia di occupazione e impiego costituisce chiaramente l'aspetto principale della proposta. Occorre altresì osservare che la proposta non avanza alcun provvedimento atto ad armonizzare il diritto societario, ma anzi è concepita in modo da applicarsi nel diritto societario degli Stati membri indipendentemente dagli specifici sistemi nazionali e pertanto rispecchia attentamente i vari sistemi che possono esistere negli Stati membri. Sarà opportuno riesaminare questa questione, qualora il tenore delle misure dovesse cambiare in maniera sensibile nel corso della procedura legislativa.

6. L'articolo 157, paragrafo 4, del TFUE come base giuridica

Poiché alcuni sostengono che la base giuridica idonea per le misure del tipo proposto dovrebbe essere l'articolo 157, paragrafo 4, del TFUE, occorre sottolineare che tale disposizione non costituisce una base giuridica, ma si limita a stabilire che, "allo scopo di assicurare l'effettiva e completa parità tra uomini e donne nella vita lavorativa, il principio della parità di trattamento non osta a che uno Stato membro mantenga o adotti misure che prevedano vantaggi specifici diretti a facilitare l'esercizio di un'attività professionale da parte del sesso sottorappresentato ovvero a evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali". Questa disposizione consente quindi agli Stati membri di adottare misure specifiche, ma non vi è alcuna prova che fosse intesa a impedire al legislatore dell'Unione di adottare qualsivoglia misura.

7. Requisiti per le misure di azione positiva

Infine occorre valutare se le misure proposte corrispondono al quadro definito dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla giurisprudenza della Corte in materia di misure di azione positiva. In linea di principio, la Carta vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso nel suo articolo 21, paragrafo 1, ma riconosce altresì all'articolo 23 che il principio della parità non osta all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato. In base alla giurisprudenza costante, la garanzia della parità di accesso all'occupazione e della pari opportunità di promozione per uomini e donne non preclude misure atte a migliorare le pari opportunità per uomini e donne che sono intese, tra l'altro, a eliminare le attuali disuguaglianze che incidono sulle opportunità delle donne(20). Questa eccezione non autorizza comunque le misure che garantiscono una priorità assoluta e incondizionata per le donne in materia di promozione o impiego. Se entrambi i candidati di sesso maschile e femminile posseggono pari qualifiche e se le donne sono meno numerose degli uomini al livello del posto in questione, si può dare precedenza alla promozione di candidati di sesso femminile se ciò non è escluso sulla base di uno o più criteri specifici inerenti ai singoli candidati, tali da non discriminare i candidati di sesso femminile, che facciano pendere la bilancia a favore di taluni candidati di sesso maschile(21).

La direttiva quale proposta contiene all'articolo 4, paragrafo 3, una disposizione che prevede che, in generale, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, ma nello stesso tempo permette una "valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati" e "faccia propendere per il candidato dell'altro sesso". È pertanto prevista la necessaria possibilità di tener conto della situazione personale.

Raccomandazione della commissione giuridica

La commissione ha esaminato la questione nella riunione del 20 giugno 2013. In tale riunione, ha deciso con 11 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni(22), di raccomandare che la base giuridica appropriata per la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in borsa sia l'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più profonda stima.

Klaus-Heiner Lehne

(1)

Parere 2/00, Protocollo di Cartagena (Raccolta 2001, pag. I-9713, paragrafo 5); causa C-370/07, Commissione/Consiglio (Raccolta 2009, pag. I-8917, punti 46-49); parere 1/08, Accordo generale sugli scambi di servizi [2009] Racc. I-11129, punto 110.

(2)

Causa C-403/05, Parlamento/Commissione (Raccolta 2007, pag. I-9045, punto 49 e giurisprudenza ivi citata).

(3)

Si veda, fra la giurisprudenza recente, la causa C-411/06 Commissione/Parlamento e Consiglio (Raccolta 2009 pag. I-7585).

(4)

COM(2012)0614 definitivo, motivazione, pag. 9.

(5)

SWD(2012)0348, pag 24. A tale riguardo, la Commissione non esclude la possibilità di fare ricorso all'articolo 50, paragrafo 1, del TFUE che è la base giuridica per l'adozione di misure volte a realizzare un mercato interno nel diritto societario, intesa come base giuridica integrativa all'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE.

(6)

L'articolo 2 della proposta definisce un "amministratore senza incarichi esecutivi" come "ogni membro dell’organo di amministrazione di una società a struttura monistica diverso da un amministratore con incarichi esecutivi e ogni membro di un consiglio di sorveglianza in una società a struttura dualistica" (articolo 2, punto 5) e un "amministratore con incarichi esecutivi" come "ogni membro dell’organo di amministrazione di una società a struttura monistica impegnato nella gestione corrente della società, e ogni membro di un consiglio di gestione in una società a struttura dualistica" (articolo 2, punto 4).

(7)

COM(2012)0614, motivazione, pag. 11.

(8)

Causa 66/85 Lawrie-Blum [1986], Racc. 2121, punto 17 e 16; Causa C-176/96 Lehtonen and Castors Braine [2000] Racc. I-2681, paragrafo 45; Causa C-138/00 Collins [2004] Racc. I-2703, punto 26; Causa C-456/02 Trojani [2004] Racc. I-7573, punto 15; Causa C-392/05 Alevizos [2007] Racc. I-03505, punto 67; Causa C-166/06 Sari Kiiski / Tampereen kaupunki [2007] Racc. I-07643, punto 25; Causa C-94/07 Andrea Raccanelli / Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften eV [2008] I-05939, punto 33.

(9)

Causa 53/81 Levin [1982], Racc. 1035, punto 16; Causa 344/87 Bettray [1989], Racc. 1621, punto 15 e 16; Causa C-188/00 Kurz [2002] Racc. I-10691, punto 32; e Trojani, punto 16.

(10)

[2010] Raccolta I-11405.

(11)

Direttiva del Consiglio 92/85/CEE, del 19 ottobre 1992, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GU L 348 del 28.11.1992, pag. 1).

(12)

Danosa/ LKB Līzings SIA, ibid., punto 51.

(13)

Direttiva 76/207/CEE del Consiglio, del 9 febbraio 1976, relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro (GU L 39 del 14.2.1976, pag.40).

(14)

Direttiva 86/613/CEE del Consiglio dell'11 dicembre 1986 relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità (GU L 359 del 19.12.1986, pag. 56).

(15)

Danosa / LKB Līzings SIA, ibid., punto 70.

(16)

GU L 204 del 26.07.06, pag. 23.

(17)

GU L 180 del 15.7.2010, pag. 1.

(18)

Causa C-42/97, Parlamento/Consiglio [1999] Racc. I-868, punti 39-40; causa C-36/98, Spagna/Consiglio [2001] Racc. I-779, punto 59; causa C-211/01, Commissione/Consiglio [2003] Racc. I-8913, punto 39.

(19)

Causa C-165/87, Commissione/Consiglio [1988] Racc. 5545, punto 11; Causa C-178/03, Commissione/Parlamento europeo e Consiglio [2006] Racc. I-107, punti 43-56.

(20)

Causa C-476/99, Parlamento/Consiglio [2002] Racc. I-2891, punti 31-50; Causa C-366/99, Griesmar [2001] Racc. I-9383, punti 62-67:

(21)

Causa C-409/95, Marschall [1997] Racc. I-6363, punti 21-35; Causa C-158/97 Badeck e altri [2000] Racc. I-1875, punti 13-67; Causa C-407/98 Abrahamsson e Anderson [2000] Racc. I-5539, punti 39-65.

(22)

Erano presenti al momento della votazione finale Klaus-Heiner Lehne (Presidente, relatore permanente supplente), Evelyn Regner (vicepresidente), Raffaele Baldassarre (vicepresidente), Françoise Castex (vicepresidente), Sebastian Valentin Bodu (vicepresidente), Luigi Berlinguer, Sergio Gaetano Cofferati, Christian Engström, Marielle Gallo, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Eva Lichtenberger, Antonio Masip Hidalgo, Jiří Maštálka, Alajos Mészáros, Angelika Niebler, Bernhard Rapkay, Dimitar Stoyanov, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka e Frédérique Ries (a norma dell'articolo 187, paragrafo 2).


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (20.9.2013)

destinato alla commissione giuridica e alla commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

(COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD))

Relatore per parere: Olle Schmidt

BREVE MOTIVAZIONE

L'obiettivo della politica di uguaglianza di genere, ovvero garantire a uomini e donne parità di accesso alle posizioni di potere e influenza, rappresenta una sfida importante per l'Unione. Il relatore conviene sulla necessità di un'ambiziosa azione legislativa dell'Unione europea che permetta di raggiungere tale obiettivo.

Di conseguenza, sostiene appieno le finalità perseguite dalla Commissione con la direttiva sul miglioramento dell'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate. La proposta non appare tuttavia sufficientemente ambiziosa per ciò che riguarda il campo di applicazione e le misure.

Le società operanti nel settore finanziario possiedono, all'interno dei propri consigli di amministrazione, una percentuale di donne più alta rispetto ad altri settori nell'UE, sebbene un terzo dei consigli di questo settore registri una totale mancanza di rappresentanza femminile.

Il relatore appoggia la scelta di concentrarsi sulle società quotate, anche se sarebbe opportuno che, due anni dopo l'attuazione della direttiva, la Commissione riesaminasse la possibilità di estendere l'ambito di applicazione anche alle società non quotate al di sopra della soglia PMI.

Estensione del campo di applicazione: istituzioni dell'UE e BCE 

Il relatore ritiene che la direttiva dovrebbe essere estesa alle istituzioni e alle agenzie dell'UE nonché alla Banca centrale europea (BCE). La totale mancanza di rappresentanza femminile in seno al comitato esecutivo, al consiglio direttivo e al consiglio generale della BCE è estremamente problematica e conferma il sistematico fallimento della procedura di nomina dei quadri dirigenti nell'Unione europea. Gli Stati membri hanno il compito di promuovere la nomina delle donne agli incarichi di responsabilità.

Anziché confermare lo stereotipo della disuguaglianza, le istituzioni dell'Unione devono fornire il buon esempio in termini di uguaglianza di genere, così da fissare le norme per il settore privato e migliorare la legittimità dell'UE. Occorre quindi integrare i principi della direttiva nelle disposizioni che disciplinano le procedure interne di selezione del personale delle istituzioni europee.

La via da percorrere: il modello "conformità o spiegazione"

Il relatore non condivide la proposta della Commissione intesa a rendere vincolanti gli obiettivi di genere, poiché è essenziale non interferire con i diritti di proprietà dei soci e con la loro libertà di scegliere i rappresentanti del consiglio di amministrazione. In aggiunta, il relatore dubita fortemente che l'aumento della rappresentanza femminile tra gli amministratori senza incarichi esecutivi si ripercuota positivamente sulle posizioni dirigenziali e di alto livello, come previsto dalla Commissione.

La mancanza di studi empirici a sostegno di questa tesi e l'esperienza norvegese delle quote obbligatorie tra i membri del consiglio di amministrazione rivelano la fallacia di questo ragionamento: le quote fisse sostanzialmente non modificano la situazione della disparità di genere.

Per contro, il relatore desidera sottolineare l'importanza di focalizzarsi sull'aumento della presenza femminile a tutti i livelli direttivi, in modo da ottenere una migliore rappresentanza di genere negli incarichi dirigenziali e direttivi ("approccio bottom-up").

Intende quindi proporre una sorta di modello "conformità o spiegazione" simile a quello della legislazione danese, in base al quale le società sono tenute a fissare obiettivi individuali in termini di parità di genere tra amministratori con e senza incarichi esecutivi e a tutti i livelli direttivi aziendali, tenendo presente al contempo le caratteristiche specifiche delle filiali e della società. Le società dovrebbero inoltre essere tenute a predisporre una politica di genere per incoraggiare l'adozione di misure attive per il miglioramento della parità fra uomini e donne al loro interno.

Dovrebbero altresì rendere nota la loro conformità ai seguenti requisiti: la situazione dell'equilibrio di genere in seno ai consigli di amministrazione e a livello direttivo, il suo rapporto con gli obiettivi di equilibrio di genere specificati, la politica di genere e le misure adottate o previste per raggiungere i suddetti obiettivi. Tali informazioni devono essere riportate nella relazione annuale e sul sito web delle società oggetto della direttiva.

La semplice aggiunta di qualche donna tra i membri senza incarichi esecutivi del consiglio di amministrazione della società in questione non è sufficiente. Il modello "conformità o spiegazione" assicura che gli azionisti e i dirigenti delle società interessate riflettano sulla cultura e sulla politica aziendale interna, con la conseguente eliminazione di gran parte degli ostacoli che le donne si trovano ad affrontare nella scalata della gerarchia aziendale.

Le società che non rispettano le procedure per la fissazione di obiettivi individuali e la definizione della politica di genere dovrebbero essere soggette a sanzioni amministrative. Tuttavia, in nessun caso si dovrebbe sanzionare una società per il mancato raggiungimento degli obiettivi di genere stabiliti individualmente, onde evitare di scoraggiare la fissazione di traguardi ambiziosi.

Maggiore trasparenza nell'assunzione dei membri del consiglio di amministrazione

Il relatore accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di incoraggiare una procedura di nomina formalizzata e più trasparente dei membri del consiglio di amministrazione. Tuttavia, l'inversione dell'onere della prova, sulla cui base le società devono dimostrare la correttezza della loro scelta in caso di contestazione da parte di candidati respinti, non risulta un approccio proporzionato. I potenziali ricorrenti dovrebbero essere sufficientemente tutelati dall'obbligo che incombe alla società di fornire i criteri di selezione e dalle leggi antidiscriminazione applicabili.

Il modello "conformità o spiegazione", infine, migliora la trasparenza delle politiche di genere delle società nei confronti di investitori, candidati e pubblico in generale grazie ai requisiti di comunicazione dell'equilibrio di genere proposti dal relatore.

EMENDAMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione giuridica e la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, competenti per il merito, a includere nella loro relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Negli ultimi anni la Commissione europea ha presentato varie relazioni sulla situazione relativa alla diversità di genere nei processi decisionali in ambito economico. La Commissione ha incoraggiato le società quotate dell'Unione europea ad aumentare il numero di donne nei loro consigli attraverso misure di auto-regolamentazione e ad assumere su base volontaria impegni concreti al riguardo. Nella Carta per le donne del 5 marzo 2010, la Commissione europea ha sottolineato che le donne non hanno ancora pieno accesso alla condivisione del potere e della capacità decisionale nella vita politica ed economica, e ha ribadito l'impegno a fare uso delle sue competenze per promuovere una rappresentanza più equa di donne e uomini ai posti di responsabilità. Il miglioramento dell'equilibrio di genere nei processi decisionali figura fra le azioni prioritarie della Strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010-2015.

(4) Negli ultimi anni la Commissione europea ha presentato varie relazioni sulla situazione relativa alla diversità di genere nei processi decisionali in ambito economico. La Commissione ha incoraggiato le società quotate dell'Unione europea ad aumentare il numero di appartenenti al sesso sotto-rappresentato nei loro consigli attraverso misure di auto-regolamentazione e ad assumere su base volontaria impegni concreti al riguardo. Nella Carta per le donne del 5 marzo 2010, la Commissione europea ha sottolineato che le donne non hanno ancora pieno accesso alla condivisione del potere e della capacità decisionale nella vita politica ed economica, e ha ribadito l'impegno a fare uso delle sue competenze per promuovere una rappresentanza più equa di donne e uomini ai posti di responsabilità. Il miglioramento dell'equilibrio di genere nei processi decisionali figura fra le azioni prioritarie della Strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010-2015.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis) Le istituzioni e le agenzie dell'UE dovrebbero dare l'esempio migliorando l'equilibrio di genere. I principi stabiliti nella presente direttiva dovrebbero essere integrati nelle norme che disciplinano le procedure interne di selezione del personale della Commissione europea, del Parlamento europeo e di tutte le istituzioni e agenzie dell'UE, compresa la Banca centrale europea. È opportuno che in tutte le istituzioni dell'UE vengano sviluppate politiche di genere più efficaci che abbiano un impatto sulle assunzioni, sulla formazione e sul funzionamento quotidiano delle varie istituzioni dell'Unione. A tal fine, le istituzioni garantiscono il conseguimento dell'equilibrio di genere nell'assunzione dei quadri superiori, compresi i direttori generali, i direttori e i capi unità.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 ter) Data la loro elevata visibilità, le istituzioni e le agenzie dell'Unione dovrebbero dare l'esempio attuando politiche a favore di un maggiore equilibrio di genere. Per una migliore rappresentatività dei cittadini, occorre prestare particolare attenzione alle politiche di assunzione per i posti di responsabilità. Per ciascuno di tali posti è necessario proporre liste di candidati che rispettino la parità di genere. A decorrere dal 31 dicembre 2018 al più tardi, le istituzioni e le agenzie dell'Unione dovrebbero pubblicare una relazione annuale che illustri gli sforzi compiuti in tal senso.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 6 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 quater) È essenziale che la direzione della Commissione, organo esecutivo dell'UE, migliori il proprio equilibrio di genere onde rappresentare meglio i cittadini europei. Gli Stati membri sono quindi invitati a presentare candidature sia maschili che femminili per ciascuna posizione nel Collegio dei commissari al fine di conseguire l'equilibrio di genere in tale ambito.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 6 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 quinquies) La Banca centrale europea (BCE), il Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) – compreso il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) – e le Autorità europee di vigilanza (AEV) dovrebbero rispettare tutti gli aspetti dell'uguaglianza e della non discriminazione fondata sul genere. Occorre che anche i consigli delle autorità di vigilanza delle AEV siano incoraggiati a presentare, in occasione delle pertinenti audizioni al Parlamento europeo, un elenco di candidati alle posizioni di presidente e direttore esecutivo che sia equilibrato sotto il profilo del genere. La selezione finale delle citate posizioni dovrebbe essere equilibrata per quanto riguarda il genere. È altresì importante che l'equilibrio di genere sia rispettato in seno al Comitato direttivo e ai comitati consultivi del CERS.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 6 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 sexies) Il consiglio di vigilanza della Banca centrale europea (BCE), compresi i ruoli di presidente e di vicepresidente, dovrebbe essere equilibrato dal punto di vista del genere. Ogniqualvolta vi sia un posto vacante nel comitato esecutivo della BCE, gli Stati membri che hanno adottato l'euro come moneta dovrebbero essere incoraggiati a designare due candidati, un uomo e una donna, per coprire il posto in questione. Bisognerebbe altresì incoraggiare gli Stati membri a nominare delle donne come governatori delle banche centrali nazionali (BCN), al fine di conseguire un equilibrio di genere nel Consiglio direttivo e nel Consiglio generale della BCE nonché nel Consiglio generale del CERS.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) L'utilizzo efficiente del capitale umano è il fattore più importante della competitività di un'economia ed è fondamentale per affrontare le sfide demografiche dell'UE, per competere con successo in un'economia globalizzata e per garantire un vantaggio comparativo rispetto ai paesi terzi. Il numero di donne dotate di un elevato livello di istruzione e di qualifiche cresce sempre di più, come dimostra il fatto che il 60% delle persone laureate è di sesso femminile. Continuare a non attingere a questo vivaio nell'ambito dei procedimenti di nomina ai posti decisionali in campo economico significherebbe rinunciare a sfruttare appieno un capitale umano di grande competenza.

(7) L'utilizzo efficiente del capitale umano è il fattore più importante della competitività, dello sviluppo e della crescita di un'economia ed è fondamentale per affrontare le sfide demografiche dell'UE, per competere con successo in un'economia globalizzata e per garantire un vantaggio comparativo rispetto ai paesi terzi. Il numero di donne dotate di un elevato livello di istruzione e di qualifiche cresce sempre di più, come dimostra il fatto che il 60% delle persone laureate è di sesso femminile. Continuare a non attingere a questo vivaio per i posti dirigenziali e decisionali delle società significherebbe rinunciare a sfruttare appieno un capitale umano di grande competenza.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Il conseguimento dell'uguaglianza di genere nell'intera società implica l'istituzione di pari diritti all'istruzione e al lavoro per uomini e donne nonché la condivisione delle responsabilità familiari, domestiche e di assistenza all'infanzia. Il fatto che le donne siano generalmente responsabili di gran parte degli impegni familiari e domestici può ostacolare la loro carriera professionale e l'ottenimento di un incarico di alta responsabilità. La partecipazione attiva e il coinvolgimento degli uomini nelle responsabilità familiari sono fondamentali per conseguire un equilibrio tra vita lavorativa e vita privata e creare pari opportunità professionali per uomini e donne. Occorre prestare attenzione alla lotta contro gli stereotipi di genere, le politiche occupazionali rigide e arcaiche e l'inadeguatezza delle disposizioni in materia di congedo parentale. È necessario prevedere disposizioni che consentano a uomini e donne di conciliare la vita lavorativa e la vita privata, qualora lo desiderino. Gli Stati membri sono incoraggiati a garantire l'attuazione di elementi di protezione sociale quali indennità eque di congedo parentale sia per le donne che per gli uomini, disposizioni più ampie in materia di assistenza all'infanzia e possibilità di congedo parentale condiviso.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento.

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e un modello imprenditoriale più proattivo e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione, considerata la loro rilevante responsabilità economica e sociale, può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento e sulla sostenibilità dello sviluppo economico.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società ha l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese, a garantire una maggiore presenza delle donne e a riconoscere il loro contributo a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società ha l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale. Gli Stati membri dovrebbero pertanto introdurre misure volte a incoraggiare l'avanzamento di carriera delle donne a tutti i livelli attraverso azioni positive, come programmi di creazione di reti e di tutoraggio.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) Nonostante la legislazione europea in vigore destinata a prevenire e contrastare la discriminazione sessuale, nonostante le raccomandazioni del Consiglio specificamente volte ad aumentare la presenza delle donne nelle sedi decisionali economiche e nonostante le azioni di incoraggiamento all'auto-regolamentazione intraprese a livello dell'Unione, le donne continuano ad essere di gran lunga inferiori numericamente agli uomini nei più alti organi decisionali delle imprese in tutta l'UE. Nel settore privato e specialmente nelle società quotate, questo squilibrio di genere è particolarmente significativo e accentuato. Il principale indicatore della Commissione sulla rappresentanza di genere nei consigli delle società mostra che la proporzione di donne partecipanti ai processi decisionali ad alto livello rimane molto bassa. Nel gennaio 2012 le donne occupavano in media solo il 13,7% dei posti nei consigli delle maggiori società quotate degli Stati membri. Fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, le donne rappresentavano solo il 15%.

(10) Nonostante la legislazione europea in vigore destinata a prevenire e contrastare la discriminazione sessuale, nonostante le raccomandazioni del Consiglio specificamente volte ad aumentare la presenza delle donne nelle sedi decisionali economiche e nonostante le azioni di incoraggiamento all'auto-regolamentazione intraprese a livello dell'Unione, le donne continuano ad essere di gran lunga inferiori numericamente agli uomini nei più alti organi decisionali delle imprese in tutta l'UE. Lo stesso vale per alcune istituzioni e agenzie dell'Unione, come la Banca centrale europea, che dovrebbero dare l'esempio e rappresentare tutti i cittadini. Occorre ricordare che, in occasione della nomina di un nuovo membro del Comitato esecutivo della BCE alla fine del 2012, gli stessi capi di Stato e di governo hanno rifiutato di prendere in considerazione la prospettiva della parità di genere, in violazione dell'articolo 2 del trattato e nonostante il parere contrario del Parlamento europeo. Anche nel settore privato lo squilibrio di genere negli organi decisionali è significativo e accentuato. Il principale indicatore della Commissione sulla rappresentanza di genere nei consigli delle società mostra che la proporzione di donne partecipanti ai processi decisionali ad alto livello rimane molto bassa. Nel gennaio 2012 le donne occupavano in media solo il 13,7% dei posti nei consigli delle maggiori società quotate degli Stati membri. Fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, le donne rappresentavano solo il 15%. Le disposizioni della presente direttiva, tuttavia, non provocano alcuna ingerenza indebita nella gestione quotidiana delle società poiché queste ultime mantengono la libertà di selezionare i candidati in base ad aspetti qualitativi o ad altre considerazioni oggettive pertinenti.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi.

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Tuttavia alcuni paesi hanno compiuto progressi altrettanto positivi mediante meccanismi volontari sostenuti da regimi previdenziali solidi, che favoriscono la partecipazione delle donne alla forza lavoro. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) La regolamentazione frammentata e divergente, o l'assenza di regolamentazione, a livello nazionale, per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate, non solo produce discrepanze nel numero di donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e tassi di miglioramento diversi nei vari Stati membri, ma può anche rappresentare un ostacolo al mercato interno, imponendo alle imprese europee quotate requisiti divergenti in materia di governo societario. Queste differenze negli obblighi delle società, siano essi imposti per legge o auto-regolamentati, possono causare complicazioni pratiche per le società quotate che operano a livello transfrontaliero, specialmente in occasione della costituzione di controllate o di fusioni e acquisizioni, così come per i candidati ai posti nei consigli.

(12) La regolamentazione frammentata e divergente, o l'assenza di regolamentazione, a livello nazionale, per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate, produce discrepanze nel numero di donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e tassi di miglioramento diversi nei vari Stati membri.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis) Gli squilibri di genere all'interno delle società aumentano a livello di alta dirigenza. Inoltre, molte delle donne rappresentate ai livelli dirigenziali occupano un posto in settori quali le risorse umane e la comunicazione, mentre gli uomini a tali livelli hanno maggiori probabilità di occupare un posto nella direzione generale o nella "direzione operativa" della società. Poiché i candidati che hanno maturato un'esperienza ai livelli dirigenziali costituiscono la fonte principale per le assunzioni ai posti nei consigli societari, è di fondamentale importanza che aumenti il numero delle donne che avanzano a tali livelli direttivi all'interno delle società. Si tratta di un requisito essenziale per apportare un reale cambiamento alle opportunità delle donne di avanzare ai posti decisionali più alti.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) L'attuale mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione e nei criteri di qualificazione per l'assegnazione dei posti nei consigli nella maggior parte degli Stati membri costituisce una grossa barriera all'introduzione di una maggiore diversità di genere fra i membri dei consigli e incide negativamente sia sulle carriere dei candidati a tali posti, sia sulla libertà di circolazione, così come sulle decisioni degli investitori. Una tale opacità impedisce a potenziali candidati di presentare domanda per posti di amministratore per i quali le loro qualifiche sarebbero fortemente necessarie e di contestare decisioni di nomina dettate da discriminazioni di genere, limitando così la libertà di circolazione nel mercato interno. Le varie strategie degli investitori, d'altro lato, richiedono informazioni legate anche alla capacità e alla competenza dei membri dei consigli: una maggiore trasparenza nei criteri di qualificazione e nelle procedure di selezione per i posti di amministratore permetterebbe agli investitori di valutare meglio la strategia della società e di adottare decisioni con cognizione di causa.

(13) L'attuale mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione, nei criteri di qualificazione per l'assegnazione dei posti nei consigli e nelle nomine a tali posti nella maggior parte degli Stati membri costituisce una grossa barriera all'introduzione di una maggiore diversità di genere fra i membri dei consigli e incide negativamente sia sulle carriere dei candidati a tali posti, sia sulle decisioni degli investitori. Una tale opacità impedisce a potenziali candidati di presentare domanda per posti di amministratore per i quali le loro qualifiche sarebbero fortemente necessarie e di contestare decisioni di nomina dettate da discriminazioni di genere. Le varie strategie degli investitori, d'altro lato, richiedono informazioni legate anche alla capacità e alla competenza dei membri dei consigli: una maggiore trasparenza nei criteri di qualificazione e nelle procedure di selezione per i posti di amministratore permetterebbe agli investitori di valutare meglio la strategia della società e di adottare decisioni con cognizione di causa.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Solo una misura a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime in virtù delle quali le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata fondino le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Una misura a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni competitive uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale, permettendo alle società di sfruttare appieno le opportunità offerte dal mercato interno.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva indica una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro come presupposto fondamentale per rilanciare la crescita e per affrontare le sfide demografiche in Europa. La strategia stabilisce fra gli obiettivi principali il raggiungimento, entro il 2020, di un tasso di occupazione del 75% per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, finalità che può essere realizzata solo in presenza di un chiaro impegno a favore dell'uguaglianza di genere e di un'intensificazione degli sforzi per eliminare tutte le barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L'attuale crisi economica ha accentuato l'esigenza sempre maggiore in Europa di poter fare affidamento sulla conoscenza, la competenza e l'innovazione, e di sfruttare appieno il vivaio di talenti disponibili. Si prevede che il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito economico, in particolare nei consigli, abbia ripercussioni positive sull'occupazione femminile nelle imprese interessate e sull'economia in generale.

(15) La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva indica una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro come presupposto fondamentale per rilanciare la crescita e per affrontare le sfide demografiche in Europa. La strategia stabilisce fra gli obiettivi principali il raggiungimento, entro il 2020, di un tasso di occupazione del 75% per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, finalità che può essere realizzata solo in presenza di un chiaro impegno a favore dell'uguaglianza di genere e di un'intensificazione degli sforzi per eliminare tutte le barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L'attuale crisi economica ha accentuato l'esigenza sempre maggiore in Europa di poter fare affidamento sulla conoscenza, la competenza e l'innovazione, e di sfruttare appieno il vivaio di talenti disponibili. Si prevede che il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito economico, in particolare nei consigli e a livello di alta dirigenza, abbia ripercussioni positive sull'occupazione femminile nelle imprese interessate e sull'economia in generale.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Occorre quindi che l'Unione si prefigga l'obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei consigli delle società, sia per rilanciare la crescita economica e la competitività delle imprese europee che per realizzare un'effettiva uguaglianza di genere sul mercato del lavoro. Tale finalità dev'essere perseguita introducendo requisiti minimi in materia di azione positiva, sotto forma di misure vincolanti volte al raggiungimento di un obiettivo quantitativo relativo alla composizione di genere nei consigli delle società quotate, tenuto conto del fatto che gli Stati membri e gli altri paesi che hanno scelto questo metodo o un approccio simile hanno ottenuto i risultati migliori in termini di riduzione della sotto-rappresentanza delle donne nei posti decisionali in campo economico.

(16) Occorre quindi che l'Unione si prefigga l'obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei consigli delle società, sia per rilanciare la crescita economica e la competitività delle imprese europee che per realizzare un'effettiva uguaglianza di genere sul mercato del lavoro. Tale finalità dovrebbe essere perseguita introducendo requisiti minimi comuni in materia di azione positiva, sotto forma di misure volte al raggiungimento di un obiettivo quantitativo relativo alla composizione di genere nei consigli delle società quotate.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis) È opportuno che la nomina dei membri dei consigli di amministrazione e degli amministratori con e senza incarichi esecutivi rimanga a tutti gli effetti una prerogativa e una responsabilità degli azionisti.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 16 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 ter) Ridurre gli individui a rappresentanti di gruppi diversi nella società, come uomini, donne o minoranze etniche, è contrario all'obiettivo di garantire pari opportunità a tutti. Ciascun individuo deve essere considerato come tale e, di conseguenza, non dovrebbero esistere quote di rappresentanza imposte per legge, tenendo presente che l'impegno individuale delle società è essenziale per modificare, in modo più completo, gli atteggiamenti e le pratiche nei confronti delle donne e degli uomini all'interno delle imprese. Ciò consente, inoltre, alle società di adottare azioni più ampie che non riguardino semplicemente gli amministratori senza incarichi esecutivi. È quindi necessario che tutte le società pongano in essere una politica di genere e che, nella relazione annuale, comunichino informazioni trasparenti sull'equilibrio di genere nei consigli e a livello di alta dirigenza.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 16 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 quater) Gli Stati membri dovrebbero garantire che le società quotate elaborino una politica di genere volta a ottenere una rappresentanza di genere più equilibrata al loro interno. Tale politica può includere una descrizione delle pertinenti misure adottate da una società: nomina di un candidato e di una candidata ai posti più importanti, sistemi di tutoraggio e consulenza sullo sviluppo professionale per le donne, nonché strategie nel settore delle risorse umane per promuovere un'assunzione diversificata. Essa può inoltre prevedere l'offerta di condizioni di lavoro flessibili, ad esempio disposizioni flessibili in materia di congedo parentale così come la prestazione di servizi sovvenzionati di aiuto domestico e assistenza all'infanzia. Nel contempo, tali politiche dovrebbero coinvolgere le organizzazioni del personale in modo che le donne possano beneficiarne a tutti i livelli della società. Ciascuna società può scegliere le politiche che più si confanno alle sue attività e dovrebbe adottare misure attive per aumentare la quota di appartenenti al sesso sotto-rappresentato ai livelli dirigenziali della società.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) Le società quotate in Borsa rivestono una particolare importanza economica e si distinguono per la loro visibilità e il loro impatto sul mercato in generale. Occorre quindi che le misure previste dalla presente direttiva si applichino alle società quotate, definite come società registrate in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in uno o più Stati membri su un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali società fissano le norme per tutta l'economia e si può prevedere che le loro pratiche siano seguite dagli altri tipi di imprese. Il carattere pubblico delle società quotate giustifica che siano regolamentate in più ampia misura, nel comune interesse.

(17) Le società quotate in Borsa rivestono una particolare importanza economica e si distinguono per la loro visibilità e il loro impatto sul mercato in generale. Occorre quindi che le misure previste dalla presente direttiva si applichino alle società quotate, definite come società registrate in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in uno o più Stati membri su un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali società fissano le norme per tutta l'economia e si può prevedere che le loro pratiche siano seguite dagli altri tipi di imprese. Il carattere pubblico delle società quotate giustifica che siano adeguatamente regolamentate, nel comune interesse.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis) Le società non quotate svolgono anch'esse un ruolo di rilievo nell'economia. In linea di principio, sarebbe quindi opportuno includerle nell'ambito di applicazione della presente direttiva. Tuttavia, dal momento che la situazione della parità di genere in tali società solitamente non è nota e che potrebbero essere necessarie disposizioni particolari per riflettere le loro specificità e la loro diversa natura all'interno degli Stati membri e tra di essi, si dovrebbe procedere a tale inclusione solo in una fase successiva. La Commissione potrebbe presentare una proposta a tal fine dopo aver effettuato un'indagine approfondita per ogni aspetto pertinente.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, anche se sono società quotate.

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese. L'esenzione per le PMI dovrebbe applicarsi alle società quotate e potenzialmente, a seguito di una futura proposta della Commissione, potrebbe essere applicata alle società non quotate.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati.

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati, sulla base di consultazioni ampie e approfondite con le parti sociali a livello nazionale. È altresì importante che le organizzazioni del personale siano coinvolte nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche di genere all'interno delle società. La rappresentanza del personale nei consigli delle società quotate costituisce altresì uno strumento positivo per promuovere la diversità grazie alla presa in considerazione delle principali prospettive e di un'autentica conoscenza del funzionamento interno della società.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Occorre obbligare le società quotate dell'Unione a predisporre mezzi adeguati ai fini dell'adozione di procedure idonee per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero procedere alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

(22) Le società quotate dell'Unione dovrebbero essere tenute ad attuare procedure idonee ed efficienti per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero procedere alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. Le società quotate potrebbero, ad esempio, prendere in considerazione la possibilità di creare programmi di formazione e di tutoraggio per il sesso sotto-rappresentato quali uno strumento per raggiungere l'equilibrio di genere, in presenza di un evidente divario di genere nel gruppo di candidati della società per la nomina ai posti nei consigli. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis) Al fine di integrare nel processo decisionale economico una serie più ampia di prospettive ed esperienze, occorre incoraggiare le società quotate a tenere conto, nelle rispettive politiche di assunzione, non solo della parità di genere ma anche della diversità in termini di competenze, età, origine geografica, etnia nonché istruzione ed esperienze professionali.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle società quotate che sono imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese. In virtù di tale influenza dominante, essi hanno a disposizione strumenti per produrre più rapidamente i cambiamenti necessari. Per tali imprese, quindi, è opportuno anticipare la data entro cui dev'essere raggiunto l'obiettivo del 40% almeno del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi.

(23) Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle società quotate che sono imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese. In virtù di tale influenza dominante, essi hanno a disposizione strumenti per produrre più rapidamente i cambiamenti necessari.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche uguali a quelle del candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, e a meno che una valutazione obiettiva, che prenda in considerazione tutti i criteri relativi ai singoli candidati, non faccia propendere per un candidato dell'altro sesso.

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato può avere la precedenza se possiede qualifiche perlomeno uguali. Gli Stati membri dovrebbero garantire che le società che non raggiungono gli obiettivi principali della direttiva comunichino ulteriori informazioni sulle loro procedure di assunzione, selezione e nomina, e in particolare illustrino le misure che attueranno per migliorare l'equilibrio di genere a tale riguardo.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) I metodi di assunzione e di nomina degli amministratori differiscono da uno Stato membro all'altro e da una società all'altra. Possono prevedere che, ad esempio, un comitato di nomina proceda a una pre-selezione di candidati da presentare all'assemblea degli azionisti, oppure la nomina diretta degli amministratori da parte dei singoli azionisti, o ancora la votazione sui singoli candidati o su liste di candidati in sede di assemblea degli azionisti. Le condizioni relative alla selezione dei candidati devono essere soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate. A tale riguardo, la presente direttiva introduce solo un'armonizzazione minima delle procedure di selezione, permettendo di applicare le condizioni definite dalla giurisprudenza della Corte di giustizia per realizzare l'obiettivo di una rappresentanza di genere più equilibrata dei consigli delle società quotate.

(27) I metodi di assunzione, di selezione e di nomina degli amministratori differiscono da uno Stato membro all'altro e da una società all'altra. Possono prevedere che, ad esempio, un comitato di nomina proceda a una pre-selezione di candidati da presentare all'assemblea degli azionisti, oppure la nomina diretta degli amministratori da parte dei singoli azionisti, o ancora la votazione sui singoli candidati o su liste di candidati in sede di assemblea degli azionisti. La presente direttiva rispetta la diversità delle procedure di selezione che dovrebbero fondarsi sulla trasparenza e sul merito, insistendo nel contempo sul raggiungimento dell'obiettivo di aumentare la partecipazione del sesso sotto-rappresentato nei consigli. Le condizioni relative alla selezione dei candidati devono essere soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate. A tale riguardo, la presente direttiva consente una varietà di procedure di selezione, per realizzare l'obiettivo di una rappresentanza di genere più equilibrata dei consigli delle società quotate. Le disposizioni della presente direttiva non provocano alcuna indebita ingerenza nella gestione quotidiana delle società poiché queste ultime mantengono la libertà di selezionare i candidati in base alle qualifiche o ad altre considerazioni pertinenti.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28) La presente direttiva è intesa a migliorare l'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate in Borsa e a contribuire in tal modo alla realizzazione del principio di parità di trattamento fra uomini e donne, riconosciuto come diritto fondamentale dell'Unione. Le società quotate dovrebbero pertanto essere tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, non solo i criteri di qualificazione su cui si è basata la selezione, ma anche la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, ove rilevante, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato del sesso non sotto-rappresentato. Queste limitazioni al diritto al rispetto della vita privata per quanto riguarda il trattamento di dati personali, riconosciuto dagli articoli 7 e 8 della Carta, e l'obbligo per le società quotate di fornire tali informazioni, su richiesta, al candidato respinto, sono necessari e, secondo il principio di proporzionalità, rispondono effettivamente a riconosciute finalità di interesse generale. Sono quindi in linea con le condizioni che regolamentano tali limitazioni, di cui all'articolo 52, paragrafo 1, della Carta, e con la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia.

(28) La presente direttiva è intesa a migliorare l'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate in Borsa e a contribuire in tal modo alla realizzazione del principio di parità di trattamento fra uomini e donne, riconosciuto come diritto fondamentale dell'Unione. Le società quotate dovrebbero pertanto essere tenute a comunicare, ove possibile, su richiesta di un candidato respinto, non solo i criteri di qualificazione su cui si è basata la selezione, ma anche la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri. Queste limitazioni al diritto al rispetto della vita privata per quanto riguarda il trattamento di dati personali, riconosciuto dagli articoli 7 e 8 della Carta, e l'obbligo per le società quotate di fornire tali informazioni, su richiesta, al candidato respinto, sono necessari e, secondo il principio di proporzionalità, rispondono effettivamente a riconosciute finalità di interesse generale. Sono quindi in linea con le condizioni che regolamentano tali limitazioni, di cui all'articolo 52, paragrafo 1, della Carta, e con la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) Qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sua qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, la società quotata dev'essere tenuta a dimostrare la correttezza della scelta.

soppresso

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) È necessario che gli Stati membri prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni della presente direttiva, che possono includere, fra l'altro, sanzioni amministrative e la nullità o l'annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1.

(30) È necessario che gli Stati membri prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni della presente direttiva, che possono includere, fra l'altro, sanzioni amministrative e la nullità o l'annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, e la pubblicazione della decisione di imporre sanzioni amministrative, comprese le informazioni sul tipo e sulla natura della violazione e l'importo della sanzione comminata. Le sanzioni si applicano alle società quotate che non rispettano le procedure previste per la nomina o l'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, della presente direttiva o gli obblighi di comunicazione quali definiti nell'articolo 5 della medesima. Tuttavia, il mancato conseguimento dell'obiettivo quantitativo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, non costituisce una violazione della presente direttiva e non comporta l'applicazione di un regime sanzionatorio.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31) Poiché la composizione di genere del personale si ripercuote direttamente sulla disponibilità di candidati del sesso sotto-rappresentato, gli Stati membri possono decidere che, qualora gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato costituiscano meno del 10% dell'organico di una società, questa non sia tenuta a soddisfare l'obiettivo fissato dalla presente direttiva.

soppresso

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32) Poiché le società quotate dovrebbero mirare ad aumentare la percentuale del sesso sotto-rappresentato in tutti posti decisionali, gli Stati membri potrebbero decidere di considerare realizzato l'obiettivo previsto dalla presente direttiva quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, con o senza incarichi esecutivi.

(32) Poiché le società quotate dovrebbero mirare ad aumentare la percentuale del sesso sotto-rappresentato in tutti posti decisionali, gli Stati membri potrebbero decidere di considerare realizzato l'obiettivo previsto dalla presente direttiva quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, con o senza incarichi esecutivi. Tali società, tuttavia, indicano comunque nelle relazioni annuali e sui loro siti web l'equilibrio di genere tra gli amministratori con incarichi esecutivi e tra gli amministratori senza incarichi esecutivi e le proprie politiche in materia, conformemente all'articolo 5, paragrafi 1, 1 bis e 2, della presente direttiva.

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo.

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate in modo adeguato e facilmente accessibile nella relazione annuale e sul sito web e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione esauriente delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo. Inoltre, le società che sono state inadempienti dovrebbero fornire una giustificazione citando le ragioni della mancata attuazione dei meccanismi appropriati e indicando quali misure concrete dovranno essere attuate per garantire in modo efficace che l'obiettivo del conseguimento di un equilibrio di genere rafforzato è soddisfatto.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35) Gli Stati membri possono avere adottato misure che predispongono mezzi per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna nei consigli delle società, già prima dell'entrata in vigore della presente direttiva. È opportuno che tali Stati membri abbiano la possibilità di applicare le misure adottate al posto dei requisiti procedurali relativi alle nomine, se possono dimostrare che dette misure sono di efficacia equivalente per raggiungere l'obiettivo del 40% almeno di appartenenti al sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso delle società quotate che sono imprese pubbliche.

(35) Gli Stati membri possono avere adottato misure che predispongono mezzi per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna nei consigli delle società, già prima dell'entrata in vigore della presente direttiva. È opportuno che tali Stati membri abbiano la possibilità di applicare le misure adottate al posto dei requisiti procedurali relativi alle nomine, se possono dimostrare che dette misure sono di efficacia equivalente per raggiungere l'obiettivo del 40% almeno di appartenenti al sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate o l'obiettivo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, entro il 1° gennaio 2020. È opportuno che la Commissione valuti se le misure adottate dagli Stati membri sono sufficienti a raggiungere il risultato perseguito e decida se è possibile sospendere gli articoli pertinenti della direttiva onde evitare che interferiscano con le misure nazionali.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38) Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la presente direttiva si limita a fissare obiettivi e principi comuni che non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento di tali obiettivi. Gli Stati membri dispongono di libertà sufficiente per stabilire come realizzare al meglio gli obiettivi previsti dalla presente direttiva tenuto conto del contesto nazionale, in particolare delle norme e prassi relative alle nomine ai posti di amministratore. La presente direttiva non interferisce con la possibilità, per le società, di nominare i membri più qualificati, e lascia a tutte le società quotate un periodo di adattamento sufficientemente lungo.

(38) Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la presente direttiva si limita a fissare obiettivi e principi comuni che non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento di tali obiettivi. Gli Stati membri dispongono di libertà sufficiente per stabilire come realizzare al meglio gli obiettivi previsti dalla presente direttiva tenuto conto del contesto nazionale, in particolare delle norme e prassi relative alle nomine ai posti di amministratore. La presente direttiva non interferisce con la possibilità, per le società, di nominare i membri più qualificati, e lascia a tutte le società quotate un quadro flessibile come pure un periodo di adattamento sufficientemente lungo.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Considerando 38 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 bis) Onde garantire che gli obiettivi sull'equilibrio di genere stabiliti nella presente direttiva siano pienamente attuati dagli Stati membri e integrati nelle politiche specifiche delle pertinenti società e onde verificare le ripercussioni attese della presente direttiva, è opportuno che la Commissione presenti una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione dovrebbe anche valutare gli effetti positivi e negativi dell'eventuale estensione della portata degli obiettivi relativi all'equilibrio di genere alle società non quotate e riesaminare la necessità di introdurre obiettivi giuridicamente vincolanti a livello dell'UE.

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39) Conformemente al principio di proporzionalità, l'obiettivo stabilito per le società quotate dev'essere limitato nel tempo e restare valido solo finché non siano stati realizzati progressi sostenibili nella composizione di genere dei consigli. Per tale ragione la Commissione dovrebbe riesaminare regolarmente l'applicazione della presente direttiva e riferire in merito al Parlamento europeo e al Consiglio. La direttiva giunge a scadenza il 31 dicembre 2028. In occasione del riesame la Commissione deve valutare l'eventuale necessità di prorogare la durata della direttiva oltre tale periodo.

(39) Conformemente al principio di proporzionalità, l'obiettivo stabilito per le società quotate dev'essere limitato nel tempo e restare valido solo finché non siano stati realizzati progressi sostenibili nella composizione di genere dei consigli. Per tale ragione la Commissione dovrebbe riesaminare regolarmente l'applicazione della presente direttiva e riferire in merito al Parlamento europeo e al Consiglio. La direttiva giunge a scadenza il 31 dicembre 2028. In occasione del riesame la Commissione deve valutare l'eventuale necessità di prorogare la durata della direttiva oltre tale periodo. Gli Stati membri dovrebbero cooperare con le parti sociali e la società civile al fine di informare queste ultime in modo efficace circa il significato, il recepimento e l'attuazione della direttiva.

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato procedano alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato adeguino le proprie procedure di assunzione, selezione o nomina onde garantire che la selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi si poggi su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 gli Stati membri provvedono affinché, nella selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 gli Stati membri provvedono affinché, nelle procedure di assunzione, selezione o nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi, possa essere data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni relative alla selezione dei candidati siano soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto della società quotata interessata.

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate siano tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, i criteri di qualificazione alla base della selezione, la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, se del caso, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato dell'altro sesso.

4. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate siano tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, i criteri di qualificazione alla base della selezione.

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6. Gli Stati membri possono esentare dal raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1 le società quotate in cui il sesso sotto-rappresentato costituisca meno del 10% del personale.

soppresso

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7. Gli Stati membri possono stabilire che l'obiettivo di cui al paragrafo 1 è stato raggiunto quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, che si tratti di amministratori con incarichi esecutivi o senza incarichi esecutivi.

7. Gli Stati membri possono stabilire che l'obiettivo di cui al paragrafo 1 è stato raggiunto quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, che si tratti di amministratori con incarichi esecutivi o senza incarichi esecutivi. Tali società indicano comunque, nelle relazioni annuali e sui loro siti web, l'equilibrio di genere tra gli amministratori con incarichi esecutivi e tra gli amministratori senza incarichi esecutivi e i propri impegni in tale ambito, conformemente all'articolo 5, paragrafi 1 e 2, della presente direttiva.

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate assumano impegni individuali in materia di rappresentanza equilibrata di genere fra gli amministratori con incarichi esecutivi, da realizzare entro il 1° gennaio 2020 o, nel caso delle società quotate che siano imprese pubbliche, entro il 1° gennaio 2018.

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate assumano impegni individuali in materia di rappresentanza equilibrata di genere fra gli amministratori con incarichi esecutivi, da realizzare entro il 1° gennaio 2020. Tali impegni mirano a conseguire progressi tangibili rispetto alla situazione attuale di una singola impresa, al fine di garantire una rappresentanza equilibrata di genere tra gli amministratori con incarichi esecutivi.

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nelle quali meno di un terzo delle posizioni di amministratore con incarichi esecutivi e di amministratori senza incarichi esecutivi è occupato dal sesso sotto-rappresentato elaborino una politica di genere sulle modalità per aumentare la quota di appartenenti al sesso sotto-rappresentato a livello esecutivo e non esecutivo nella società.

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato e accessibile sul loro sito web.

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito agli aspetti seguenti:

 

a) alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo tra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi;

 

b) alla presentazione e all'analisi delle misure specifiche prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e ai paragrafi 1 e 1 bis del presente articolo;

 

c) alle misure specifiche previste per l'anno successivo;

 

d) ai progressi compiuti riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo.

 

Le società quotate pubblicano tali informazioni in modo adeguato e accessibile sul loro sito web e nella relazione annuale.

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi dei paragrafi 1 e 1 bis del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri definiscono un regime di sanzioni per le violazioni delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per garantire che sia applicato.

1. Gli Stati membri definiscono un regime di sanzioni per le violazioni delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per garantire che sia applicato. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le sanzioni poste in essere ai fini del rispetto delle disposizioni della presente direttiva.

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e possono comprendere le seguenti misure:

2. Le sanzioni sono effettive, proporzionate e dissuasive e comprendono almeno quanto segue:

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis) la pubblicazione della decisione di imporre sanzioni amministrative, comprese le informazioni sul tipo e sulla natura della violazione [e l'importo della sanzione comminata];

Emendamento  54

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

3. Fermi restando l'articolo 4, paragrafo 6, e l'articolo 4, paragrafo 7, gli Stati membri che prima dell'entrata in vigore della presente direttiva abbiano già adottato misure per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate possono sospendere l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, purché possa essere dimostrato che dette misure consentano agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi delle società quotate entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

3. Fermi restando l'articolo 4, paragrafo 6, e l'articolo 4, paragrafo 7, gli Stati membri che prima dell'entrata in vigore della presente direttiva abbiano già adottato misure per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate possono sospendere l'applicazione dei requisiti procedurali di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4, purché possa essere dimostrato che dette misure consentano agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi delle società quotate entro il 1° gennaio 2020.

Emendamento  55

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Al più tardi il 1° gennaio 2017, e successivamente ogni due anni, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione in merito all'attuazione della presente direttiva. Tali relazioni devono contenere, fra l'altro, informazioni esaustive sulle misure prese per raggiungere gli obiettivi stabiliti all'articolo 4, paragrafo 1, le informazioni necessarie ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, e informazioni sugli impegni individuali assunti dalle società quotate conformemente all'articolo 5, paragrafo 1.

1. Al più tardi il 1° gennaio 2017, e successivamente ogni due anni, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione in merito all'attuazione della presente direttiva. Tali relazioni devono contenere, fra l'altro, informazioni esaustive sulle misure prese per raggiungere gli obiettivi stabiliti all'articolo 4, paragrafo 1, le informazioni necessarie ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, e informazioni sugli impegni individuali assunti dalle società quotate conformemente all'articolo 5, paragrafi 1 e 1 bis.

Emendamento  56

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. La Commissione presenta una relazione di valutazione sull'attuazione degli obblighi delle società quotate di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e all'articolo 5, paragrafo 1, sulla base delle relazioni presentate dagli Stati membri a norma del paragrafo 1. Inoltre, la relazione della Commissione include la situazione dell'equilibrio di genere nei consigli delle società non quotate che superano la soglia delle PMI, quali definite all'articolo 2. La Commissione valuta se presentare una proposta per estendere il campo di applicazione della presente direttiva alle società non quotate che non sono PMI, tenuto conto di tutti i pertinenti sviluppi a livello europeo e internazionale nonché delle specificità e della varia natura di tali società.

 

Qualora la relazione dimostri che gli impegni delle società non hanno prodotto un aumento significativo della quota di appartenenti al sesso sottorappresentato nei consigli delle società quotate e non quotate, la Commissione valuta la possibilità di presentare una proposta legislativa che modifichi gli obblighi stabiliti nella presente direttiva per introdurre misure giuridiche più rigorose.

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 ter. La Commissione presenta una relazione sulle modalità di applicazione e integrazione dei principi della presente direttiva nelle disposizioni che disciplinano le procedure interne di selezione del personale di tutte le istituzioni e agenzie dell'UE. A tal fine tutte le istituzioni e le agenzie dell'UE comunicano alla Commissione entro il 31 dicembre 2018, e successivamente ogni anno, le rispettive statistiche di genere e i progressi compiuti. La Commissione pubblica prontamente tali dati sul suo sito web. Se necessario, la relazione può essere accompagnata da una proposta legislativa intesa a estendere il campo di applicazione della direttiva a tutte le istituzioni e agenzie dell'UE.

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri che, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3, hanno sospeso l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, includono nelle relazioni di cui al paragrafo 1 informazioni che dimostrino i risultati concreti ottenuti grazie alle misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3. La Commissione stila in seguito una relazione speciale in cui stabilisce se dette misure consentano effettivamente agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi entro il 1° gennaio 2018 per le società quotate che sono imprese pubbliche, ed entro il 1° gennaio 2020 per le società quotate che non sono imprese pubbliche. La Commissione pubblica la prima di tali relazioni entro il 1° luglio 2017 e le relazioni successive entro sei mesi dalla trasmissione delle relative relazioni nazionali di cui al paragrafo 1.

2. Gli Stati membri che, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3, hanno sospeso l'applicazione dei requisiti procedurali di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4, includono nelle relazioni di cui al paragrafo 1 informazioni che dimostrino i risultati concreti ottenuti grazie alle misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3. La Commissione stila in seguito una relazione speciale in cui stabilisce se dette misure consentano effettivamente agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi entro il 1° gennaio 2020 per le società quotate. La Commissione pubblica la prima di tali relazioni entro il 1° luglio 2017 e le relazioni successive entro sei mesi dalla trasmissione delle relative relazioni nazionali di cui al paragrafo 1.

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri interessati provvedono affinché le società quotate che, applicando le misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3, non hanno nominato o eletto almeno il 40% di appartenenti al sesso sotto-rappresentato ai posti di amministratore senza incarichi esecutivi nei loro consigli entro il 1° gennaio 2018 se sono imprese pubbliche, ed entro il 1° gennaio 2020 se non sono imprese pubbliche, applichino i requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, a decorrere rispettivamente dall'una o dall'altra data.

Gli Stati membri interessati provvedono affinché le società quotate che, applicando le misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3, non hanno nominato o eletto almeno il 40% di appartenenti al sesso sotto-rappresentato ai posti di amministratore senza incarichi esecutivi nei loro consigli entro il 1° gennaio 2020, applichino i requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4, a decorrere da tale data.

Emendamento  60

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva e riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio al più tardi il 31 dicembre 2021 e successivamente ogni due anni. La Commissione valuta in particolare se gli obiettivi della direttiva siano stati raggiunti.

3. La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio le relazioni di cui ai paragrafi 1 bis e 1 ter al più tardi entro il 31 dicembre 2019 e successivamente ogni due anni. La Commissione valuta in particolare se gli obiettivi della direttiva siano stati raggiunti.

PROCEDURA

Titolo

Equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa

Riferimenti

COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD)

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

22.11.2012

FEMM

22.11.2012

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ECON

22.11.2012

Relatore per parere

       Nomina

Olle Schmidt

14.1.2013

Articolo 51 – Riunioni congiunte delle commissioni

       Annuncio in Aula

       

       

17.1.2013

Esame in commissione

24.4.2013

18.6.2013

 

 

Approvazione

17.9.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

2

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marino Baldini, Jean-Paul Besset, Udo Bullmann, George Sabin Cutaş, Leonardo Domenici, Derk Jan Eppink, Diogo Feio, Markus Ferber, Elisa Ferreira, Ildikó Gáll-Pelcz, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Gunnar Hökmark, Syed Kamall, Othmar Karas, Wolf Klinz, Jürgen Klute, Philippe Lamberts, Astrid Lulling, Ivana Maletić, Arlene McCarthy, Marlene Mizzi, Ivari Padar, Alfredo Pallone, Anni Podimata, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Ivo Strejček, Kay Swinburne, Sampo Terho, Marianne Thyssen, Pablo Zalba Bidegain

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Fabrizio Bertot, Herbert Dorfmann, Sari Essayah, Mojca Kleva Kekuš, Thomas Mann, Gay Mitchell, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Andreas Schwab, Theodoros Skylakakis, Nils Torvalds

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Alda Sousa


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (11.7.2013)

destinato alla commissione giuridica e alla commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

(COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD))

Relatore: Marije Cornelissen

BREVE MOTIVAZIONE

Nell'ottobre 2012, la Commissione ha presentato una proposta legislativa per promuovere l'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa. L'anno precedente, alle società dell'UE quotate in Borsa era stata data un'ultima opportunità di autoregolamentarsi, in modo da avere più donne ai posti di amministratore, quando il vicepresidente della Commissione Reding le aveva invitate a sottoscrivere l'"Impegno formale per più donne alla guida delle imprese europee", nel marzo 2011. Solo 24 società in tutta Europa avevano accolto l'invito. Tenuto conto del persistente scarso numero di donne ai posti di amministratore nelle società e del palese fallimento dell'autoregolamentazione nel migliorare significativamente la situazione negli ultimi decenni, è giunto il momento di intraprendere un'azione legislativa.

Ambito di applicazione: amministratori con/senza incarichi esecutivi

Il relatore suggerisce di applicare l'intera direttiva agli amministratori con e senza incarichi esecutivi. Le disposizioni della presente direttiva non provocano alcuna indebita ingerenza nella gestione quotidiana delle società, dato che queste ultime mantengono la libertà di selezionare i candidati sulla base della qualità o di altre considerazioni pertinenti. La proporzione di amministratori donna con incarichi esecutivi è particolarmente bassa (il 10% nel 2013 rispetto al 17% degli amministratori donna senza incarichi esecutivi). Pertanto, gli articoli principali della direttiva relativi all'adeguamento della procedura di selezione dovrebbero essere applicati a tutti gli amministratori.

Diversità delle procedure

Nella proposta della Commissione si pone particolare enfasi sulla natura specifica delle modalità di selezione dei candidati ai posti di amministratore. La selezione dovrebbe essere trasparente, formulata in modo neutro e basata sulle qualifiche individuali. Tuttavia, il modo in cui gli amministratori sono selezionati o nominati non sempre somiglia alla procedura di assunzione dei normali dipendenti. In alcuni Stati membri, per esempio, gli amministratori sono nominati o eletti dai lavoratori o dai membri dei sindacati, come nel sistema tedesco del "Mitbestimmung". Inoltre, non sempre le qualità individuali sono l'unico criterio pertinente. Un mix tra diverse competenze, esperienze, la nazionalità o considerazioni legate alla rappresentanza possono essere fattori importanti, o addirittura decisivi, nella scelta finale degli amministratori. I sindacati e le imprese hanno chiesto maggiore flessibilità nelle modalità di nomina o selezione.

Pertanto il relatore propone che nell'articolo 4, paragrafo 1, si lasci agli Stati membri e alle società la libertà di decidere come definire la procedura di selezione o nomina, spostando l'attenzione sul risultato. Gli adeguamenti possono assumere forme diverse e potrebbero riguardare le procedure di nomina, assunzione e selezione, fintanto che il loro scopo è raggiungere un risultato di almeno il 40% di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa.

Attenzione all'intero processo di assunzione

La proposta della Commissione concentra l'attenzione esclusivamente sulla singola selezione di candidati alle posizioni di amministratori. Tuttavia, il processo di assunzione degli amministratori non inizia con la fase di selezione, bensì con la fase di definizione di un gruppo di candidati al cui interno effettuare la selezione. Se tale gruppo non include un numero sufficiente di donne capaci e idonee, è improbabile che la scelta ricada su una donna, anche nel caso in cui i criteri di selezione siano assolutamente neutrali rispetto al genere.

Il relatore propone pertanto di includere il gruppo di candidati tra gli obblighi di informazione per le società che non abbiano selezionato donne pur in presenza di una sotto-rappresentanza femminile, imponendo la comunicazione di informazioni sul numero di donne presenti nel gruppo di candidati, oltre che sui criteri adottati per selezionare un candidato e sulle misure che saranno attuate per garantire la presenza di un numero sufficiente di candidati qualificati e idonei del sesso sotto-rappresentato nelle procedure successive.

Obblighi in materia di comunicazione e motivazione

La direttiva dovrebbe rivolgersi a quelle società che non compiono sforzi sufficienti per ottenere risultati adeguati nella promozione della parità di genere nei loro consigli di amministrazione. Il relatore desidera pertanto operare un distinguo tra società che si comportano bene e le società che mettono in campo scarso impegno. Tutte le società dovranno fornire annualmente i dati sulla rappresentanza di genere nei loro consigli di amministrazione nelle relazioni annuali e alle autorità nazionali competenti. Qualora le società abbiano nominato un candidato del sesso sovra-rappresentato, i loro obblighi di divulgazione, comunicazione e motivazione aumenteranno. Dovranno infatti rendere nota la composizione di genere del gruppo di candidati e i motivi e criteri che hanno portato alla scelta del candidato del sesso sovra-rappresentato, oltre a proporre misure per garantire un maggiore equilibrio di genere nel gruppo di candidati e aumentare le opportunità di nomina di un amministratore del sesso sotto-rappresentato in occasione delle future nomine.

Clausola sospensiva

La proposta della Commissione vuole evitare di interferire con le misure nazionali esistenti adottate per aumentare la diversità di genere nei consigli di amministrazione. Il relatore suggerisce di mantenere la possibilità, per gli Stati membri, di sospendere alcuni degli articoli principali della direttiva. Laddove uno Stato membro ritenga che misure volontarie o altre misure consentano anch'esse di raggiungere gli obiettivi della direttiva, dovrebbe avere la libertà di valutare se agire in questo modo. Tuttavia, il relatore propone di rafforzare le tutele che garantiscono che la politica nazionale sia ugualmente efficace nel raggiungere l'obiettivo del 40% indicato dalla direttiva. A tale scopo, la sospensione dovrebbe essere subordinata all'approvazione della Commissione. Se, inoltre, non si sarà raggiunto l'obiettivo intermedio del 30% di donne nei consigli di amministrazione entro il 2017, la direttiva entrerà automaticamente in vigore per lo Stato membro in questione.

Sanzioni e incentivi

Il relatore concorda con l'approccio della Commissione di affidare agli Stati membri la responsabilità principale di applicare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive. Tuttavia, è possibile prevedere incentivi aggiuntivi. Gli Stati membri dovrebbero potere ricompensare le società facendo sì che il raggiungimento dell'obiettivo del 40% diventi un criterio di aggiudicazione delle gare di appalto pubbliche. Le istituzioni dell'UE, inoltre, dovrebbero dare l'esempio assegnando gli appalti esclusivamente a società che abbiano raggiunto l'obiettivo del 40%. Il rispetto della direttiva (da non confondersi con l'obiettivo ultimo) dovrebbe essere una condizione per poter ricevere i finanziamenti dell'UE.

EMENDAMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione giuridica e la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, competenti per il merito, a includere nella propria relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Titolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate in Borsa e delle grandi imprese pubbliche e relative misure

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Visto 1

Testo della Commissione

Emendamento

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 157, paragrafo 3,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 8 e l'articolo 157, paragrafi 3 e 4,

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Visto 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visti l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea,

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Visto 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visto l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Visto 1 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visto l'articolo 4 della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW),

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis) Per conseguire la parità di genere sul posto di lavoro è necessario un modello decisionale equilibrato sotto il profilo del genere a tutti i livelli all'interno dell'impresa, garantendo nel contempo l'eliminazione della disparità retributiva che contribuisce in misura rilevante alla femminilizzazione della povertà.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis) Nelle loro politiche interne in materia di personale, tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione dovrebbero rispettare il principio della parità di genere, in particolare assicurando un processo decisionale equilibrato sotto il profilo del genere a tutti i livelli negli organismi interessati.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) L'utilizzo efficiente del capitale umano è il fattore più importante della competitività di un'economia ed è fondamentale per affrontare le sfide demografiche dell'UE, per competere con successo in un'economia globalizzata e per garantire un vantaggio comparativo rispetto ai paesi terzi. Il numero di donne dotate di un elevato livello di istruzione e di qualifiche cresce sempre di più, come dimostra il fatto che il 60% delle persone laureate è di sesso femminile. Continuare a non attingere a questo vivaio nell'ambito dei procedimenti di nomina ai posti decisionali in campo economico significherebbe rinunciare a sfruttare appieno un capitale umano di grande competenza.

(7) L'utilizzo efficiente del capitale umano è il fattore più importante della competitività di un'economia, per competere con successo in un'economia globalizzata. Esiste un certo numero di donne dotate di un elevato livello di istruzione e di qualifiche, come dimostra il fatto, fra l'altro, che il 60% delle persone laureate è di sesso femminile. Continuare a non attingere a questo vivaio nell'ambito dei procedimenti di nomina ai posti decisionali in campo economico significherebbe rinunciare a sfruttare appieno un capitale umano di grande competenza.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Per garantire la promozione della parità di genere, gli Stati membri dovrebbero adottare disposizioni che permettano a uomini e donne di combinare lavoro e vita familiare, in particolare regimi e aiuti flessibili per le persone che hanno responsabilità di assistenza.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento.

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra sono difatti rafforzati e la qualità del processo decisionale è migliorata grazie all'introduzione di una prospettiva di genere più equilibrata. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione dovrebbe quindi avere un impatto positivo sul loro andamento.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società ha l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società dovrebbe avere l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi.

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi. È pertanto opportuno che gli Stati membri condividano le informazioni e le buone prassi allo scopo di conseguire migliori risultati mediante l'adozione di misure intese a promuovere l'equilibrio di genere.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) L'attuale mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione e nei criteri di qualificazione per l'assegnazione dei posti nei consigli nella maggior parte degli Stati membri costituisce una grossa barriera all'introduzione di una maggiore diversità di genere fra i membri dei consigli e incide negativamente sia sulle carriere dei candidati a tali posti, sia sulla libertà di circolazione, così come sulle decisioni degli investitori. Una tale opacità impedisce a potenziali candidati di presentare domanda per posti di amministratore per i quali le loro qualifiche sarebbero fortemente necessarie e di contestare decisioni di nomina dettate da discriminazioni di genere, limitando così la libertà di circolazione nel mercato interno. Le varie strategie degli investitori, d'altro lato, richiedono informazioni legate anche alla capacità e alla competenza dei membri dei consigli: una maggiore trasparenza nei criteri di qualificazione e nelle procedure di selezione per i posti di amministratore permetterebbe agli investitori di valutare meglio la strategia della società e di adottare decisioni con cognizione di causa.

(13) L'attuale mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione e nei criteri di qualificazione per l'assegnazione dei posti nei consigli nella maggior parte degli Stati membri costituisce una grossa barriera all'introduzione di una maggiore diversità di genere fra i membri dei consigli e incide negativamente sia sulle carriere dei candidati a tali posti, sia sulla libertà di circolazione, così come sulle decisioni degli investitori. Una tale opacità impedisce a potenziali candidati di presentare domanda per posti di amministratore per i quali le loro qualifiche sarebbero fortemente necessarie e di contestare decisioni di nomina dettate da discriminazioni di genere, limitando così la libertà di circolazione nel mercato interno. Le varie strategie degli investitori, d'altro lato, richiedono informazioni legate anche alla capacità e alla competenza dei membri dei consigli: una maggiore trasparenza nei criteri di qualificazione e nelle procedure di selezione per i posti di amministratore permetterebbe agli investitori di valutare meglio la strategia della società e di adottare decisioni con cognizione di causa. È importante che il processo di nomina nei consigli di amministrazione sia chiaro e trasparente e le competenze dei candidati siano considerate su un piano di parità indipendentemente dal genere.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Solo una misura a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di assunzione, selezione e nomina e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore, ma impone alle imprese quotate ed alle grandi società pubbliche prive di una rappresentanza di genere equilibrata di adeguare le proprie procedure di annunci di posti vacanti, assunzione, selezione e nomina che si sono dimostrate necessarie per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Una misura a livello dell'UE è lo strumento principale per contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva indica una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro come presupposto fondamentale per rilanciare la crescita e per affrontare le sfide demografiche in Europa. La strategia stabilisce fra gli obiettivi principali il raggiungimento, entro il 2020, di un tasso di occupazione del 75% per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, finalità che può essere realizzata solo in presenza di un chiaro impegno a favore dell'uguaglianza di genere e di un'intensificazione degli sforzi per eliminare tutte le barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L'attuale crisi economica ha accentuato l'esigenza sempre maggiore in Europa di poter fare affidamento sulla conoscenza, la competenza e l'innovazione, e di sfruttare appieno il vivaio di talenti disponibili. Si prevede che il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito economico, in particolare nei consigli, abbia ripercussioni positive sull'occupazione femminile nelle imprese interessate e sull'economia in generale.

(15) La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva indica una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro come presupposto fondamentale per rilanciare la crescita e per affrontare le sfide demografiche in Europa. La strategia stabilisce fra gli obiettivi principali il raggiungimento, entro il 2020, di un tasso di occupazione del 75% per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, finalità che può essere realizzata solo in presenza di un chiaro impegno a favore dell'uguaglianza di genere e di un'intensificazione degli sforzi per eliminare tutte le barriere alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L'attuale crisi economica ha accentuato l'esigenza sempre maggiore in Europa di poter fare affidamento sulla conoscenza, la competenza e l'innovazione, e di sfruttare appieno il vivaio di talenti disponibili. Si prevede che il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito economico, nei consigli e a tutti i livelli direttivi all'interno dell'impresa, abbia ripercussioni positive sull'occupazione femminile nelle imprese interessate e sull'economia in generale.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Occorre quindi che l'Unione si prefigga l'obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei consigli delle società, sia per rilanciare la crescita economica e la competitività delle imprese europee che per realizzare un'effettiva uguaglianza di genere sul mercato del lavoro. Tale finalità dev'essere perseguita introducendo requisiti minimi in materia di azione positiva, sotto forma di misure vincolanti volte al raggiungimento di un obiettivo quantitativo relativo alla composizione di genere nei consigli delle società quotate, tenuto conto del fatto che gli Stati membri e gli altri paesi che hanno scelto questo metodo o un approccio simile hanno ottenuto i risultati migliori in termini di riduzione della sotto-rappresentanza delle donne nei posti decisionali in campo economico.

Occorre quindi che l'Unione si prefigga l'obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei consigli delle società in tutti gli Stati membri, per rilanciare la crescita economica, incoraggiare la mobilità sul mercato del lavoro e rafforzare la competitività delle imprese europee che per realizzare un'effettiva uguaglianza di genere sul mercato del lavoro. Tale finalità dev'essere perseguita introducendo requisiti minimi in materia di azione positiva, sotto forma di misure vincolanti volte al raggiungimento di un obiettivo quantitativo relativo alla composizione di genere nei consigli delle società quotate e delle grandi imprese pubbliche, tenuto conto del fatto che gli Stati membri e gli altri paesi che hanno scelto questo metodo o un approccio simile hanno ottenuto i risultati migliori in termini di riduzione della sotto-rappresentanza delle donne nei posti decisionali in campo economico.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, anche se sono società quotate.

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, anche se sono società quotate. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia attuare politiche volte a sostenere e incentivare le PMI, al fine di migliorare sensibilmente l'equilibrio di genere a tutti i livelli direttivi e nei consigli delle società.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) In tutti i tipi di consigli esiste una distinzione fra gli amministratori con incarichi esecutivi, che si occupano della gestione quotidiana della società, e gli amministratori senza incarichi esecutivi, che non partecipano alla gestione quotidiana ma svolgono una funzione di sorveglianza. È opportuno che gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva si applichino solo agli amministratori senza incarichi esecutivi, per trovare il giusto compromesso fra l'esigenza di aumentare la diversità di genere nei consigli, da un lato, e, dall'altro, la necessità di ridurre al minimo l'ingerenza con la gestione quotidiana di una società. Inoltre, poiché gli amministratori senza incarichi esecutivi svolgono principalmente funzioni di sorveglianza, è più facile sceglierli tra candidati qualificati esterni all'impresa e in larga misura anche tra candidati che non appartengono allo specifico settore in cui opera una data impresa: si tratta di una considerazione importante per i settori economici in cui un determinato sesso è particolarmente sotto-rappresentato nell'ambito del personale.

(20) In tutti i tipi di consigli esiste una distinzione fra gli amministratori con incarichi esecutivi, che si occupano della gestione quotidiana della società, e gli amministratori senza incarichi esecutivi, che non partecipano alla gestione quotidiana ma svolgono una funzione di sorveglianza. È opportuno che gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva si applichino a tutti gli amministratori.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati.

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati, sulla base di consultazioni ampie e approfondite con le parti sociali a livello nazionale.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Occorre obbligare le società quotate dell'Unione a predisporre mezzi adeguati ai fini dell'adozione di procedure idonee per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero procedere alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

(22) Occorre obbligare le società quotate dell'Unione a predisporre mezzi adeguati ai fini dell'adozione di procedure idonee per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate e le grandi imprese pubbliche nei cui consigli i posti di amministratori sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero adeguare le procedure di assunzione, annunci di posti vacanti, selezione e nomina, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle società quotate che sono imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese. In virtù di tale influenza dominante, essi hanno a disposizione strumenti per produrre più rapidamente i cambiamenti necessari. Per tali imprese, quindi, è opportuno anticipare la data entro cui dev'essere raggiunto l'obiettivo del 40% almeno del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi.

(23) Gli Stati membri esercitano un'influenza dominante sulle grandi imprese pubbliche ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese. In virtù di tale influenza dominante, essi hanno a disposizione strumenti per produrre più rapidamente i cambiamenti necessari. Per tali imprese, quindi, è opportuno anticipare la data entro cui dev'essere raggiunto l'obiettivo del 40% almeno del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) Per determinare il numero di posti di amministratore senza incarichi esecutivi necessario per soddisfare l'obiettivo prefissato occorrono precisazioni supplementari: viste le dimensioni della maggior parte dei consigli, infatti, dal punto di vista matematico è possibile solo superare o rimanere al di sotto dell'esatta quota del 40%. Pertanto, il numero di posti in consiglio necessari per soddisfare l'obiettivo dev'essere quello che si avvicina di più al 40%. Al tempo stesso, per evitare discriminazioni nei confronti del sesso inizialmente sovra-rappresentato, le società quotate non devono essere obbligate a destinare al sesso sotto-rappresentato la metà o più dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi. Ad esempio, gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato devono occupare almeno un posto nei consigli con tre o quattro amministratori senza incarichi esecutivi, almeno due posti nei consigli con cinque o sei amministratori senza incarichi esecutivi e almeno tre posti nei consigli con sette od otto amministratori senza incarichi esecutivi.

(24) Per determinare il numero di posti di amministratore necessario per soddisfare l'obiettivo prefissato occorrono precisazioni supplementari: viste le dimensioni della maggior parte dei consigli, infatti, dal punto di vista matematico è possibile solo superare o rimanere al di sotto dell'esatta quota del 40%. Pertanto, il numero di posti in consiglio necessari per soddisfare l'obiettivo dev'essere quello che si avvicina di più al 40%. Al tempo stesso, per evitare discriminazioni nei confronti del sesso inizialmente sovra-rappresentato, le società quotate e le grandi imprese pubbliche non devono essere obbligate a destinare al sesso sotto-rappresentato più della metà dei posti di amministratore. Ad esempio, gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato devono occupare almeno un posto nei consigli con tre amministratori, almeno due posti nei consigli con quattro, cinque o sei amministratori e almeno tre posti nei consigli con sette od otto amministratori.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche uguali a quelle del candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, e a meno che una valutazione obiettiva, che prenda in considerazione tutti i criteri relativi ai singoli candidati, non faccia propendere per un candidato dell'altro sesso.

(26) In linea con l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e, ove applicabile, con la relativa giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire la trasparenza delle procedure di assunzione, annunci di posti vacanti, selezione e nomina, rispettando nel contempo la vita privata per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, come riconosciuto dagli articoli 7 e 8 della Carta. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche perlomeno uguali a quelle del candidato dell'altro sesso. Gli Stati membri devono garantire che le società che non avanzano verso l'obiettivo principale della direttiva comunichino ulteriori informazioni sulle loro procedure di assunzione, selezione e nomina, e in particolare elaborino piani concreti per migliorare l'equilibrio di genere nei loro consigli.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) I metodi di assunzione e di nomina degli amministratori differiscono da uno Stato membro all'altro e da una società all'altra. Possono prevedere che, ad esempio, un comitato di nomina proceda a una pre-selezione di candidati da presentare all'assemblea degli azionisti, oppure la nomina diretta degli amministratori da parte dei singoli azionisti, o ancora la votazione sui singoli candidati o su liste di candidati in sede di assemblea degli azionisti. Le condizioni relative alla selezione dei candidati devono essere soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate. A tale riguardo, la presente direttiva introduce solo un'armonizzazione minima delle procedure di selezione, permettendo di applicare le condizioni definite dalla giurisprudenza della Corte di giustizia per realizzare l'obiettivo di una rappresentanza di genere più equilibrata dei consigli delle società quotate.

(27) I metodi di assunzione e di nomina degli amministratori differiscono da uno Stato membro all'altro e da una società all'altra. Possono prevedere che, ad esempio, un comitato di nomina proceda a una pre-selezione di candidati da presentare all'assemblea degli azionisti, oppure la nomina diretta degli amministratori da parte dei singoli azionisti, o ancora la votazione sui singoli candidati o su liste di candidati in sede di assemblea degli azionisti. Tale strumento legislativo, pertanto, rispetta la diversità delle procedure di selezione, insistendo al contempo affinché vengano effettuati adeguamenti a tali procedure al fine di raggiungere l'obiettivo di aumentare la partecipazione delle donne nei consigli. Le condizioni relative alla selezione dei candidati devono essere soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate. A tale riguardo, la presente direttiva consente una varietà di procedure di selezione, per realizzare l'obiettivo di una rappresentanza di genere più equilibrata nei consigli delle società quotate.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Considerando 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 bis) Nei casi in cui la preselezione dei candidati si basi sull'elezione o su procedure di voto, ad esempio da parte dei lavoratori o dei loro rappresentanti, le procedure che disciplinano tutto il processo devono essere adeguate in modo da contribuire alla realizzazione dell'obiettivo di un maggiore equilibrio di genere nel consiglio di amministrazione nel suo complesso, garantendo al contempo che il genere dell'amministratore eletto in questa procedura non sia in alcun modo predeterminato.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28) La presente direttiva è intesa a migliorare l'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate in Borsa e a contribuire in tal modo alla realizzazione del principio di parità di trattamento fra uomini e donne, riconosciuto come diritto fondamentale dell'Unione. Le società quotate dovrebbero pertanto essere tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, non solo i criteri di qualificazione su cui si è basata la selezione, ma anche la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, ove rilevante, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato del sesso non sotto-rappresentato. Queste limitazioni al diritto al rispetto della vita privata per quanto riguarda il trattamento di dati personali, riconosciuto dagli articoli 7 e 8 della Carta, e l'obbligo per le società quotate di fornire tali informazioni, su richiesta, al candidato respinto, sono necessari e, secondo il principio di proporzionalità, rispondono effettivamente a riconosciute finalità di interesse generale. Sono quindi in linea con le condizioni che regolamentano tali limitazioni, di cui all'articolo 52, paragrafo 1, della Carta, e con la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia.

(28) La presente direttiva è intesa a migliorare l'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate in Borsa e le grandi imprese pubbliche e a contribuire in tal modo alla realizzazione del principio di parità di trattamento fra uomini e donne, riconosciuto come diritto fondamentale dell'Unione. Le società quotate e le grandi imprese pubbliche dovrebbero pertanto essere tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, non solo i criteri di qualificazione su cui si sono basate l'assunzione, la selezione o la nomina, ma anche la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, ove rilevante, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato del sesso non sotto-rappresentato. Queste limitazioni al diritto al rispetto della vita privata per quanto riguarda il trattamento di dati personali, riconosciuto dagli articoli 7 e 8 della Carta, e l'obbligo per le società quotate e le grandi imprese pubbliche di fornire tali informazioni, su richiesta, al candidato respinto, sono necessari e, secondo il principio di proporzionalità, rispondono effettivamente a riconosciute finalità di interesse generale. Sono quindi in linea con le condizioni che regolamentano tali limitazioni, di cui all'articolo 52, paragrafo 1, della Carta, e con la giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) Qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sua qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, la società quotata dev'essere tenuta a dimostrare la correttezza della scelta.

(29) Qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sua qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, la società o l'impresa in questione devono essere tenute a dimostrare la correttezza della scelta.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) È necessario che gli Stati membri prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni della presente direttiva, che possono includere, fra l'altro, sanzioni amministrative e la nullità o l'annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1.

(30) È necessario che gli Stati membri prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni della presente direttiva, che possono includere, fra l'altro, sanzioni amministrative e la nullità o l'annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, nonché lo scioglimento forzato, disposto da un organismo giuridico competente nel pieno rispetto delle adeguate garanzie procedurali, in caso di infrazioni gravi e ripetute.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31) Poiché la composizione di genere del personale si ripercuote direttamente sulla disponibilità di candidati del sesso sotto-rappresentato, gli Stati membri possono decidere che, qualora gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato costituiscano meno del 10% dell'organico di una società, questa non sia tenuta a soddisfare l'obiettivo fissato dalla presente direttiva.

soppresso

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32) Poiché le società quotate dovrebbero mirare ad aumentare la percentuale del sesso sotto-rappresentato in tutti posti decisionali, gli Stati membri potrebbero decidere di considerare realizzato l'obiettivo previsto dalla presente direttiva quando le società quotate possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, con o senza incarichi esecutivi.

(32) Poiché la percentuale di donne tra gli amministratori con incarichi esecutivi è persino inferiore, sarebbe opportuno definire un incentivo aggiuntivo per aumentare il numero di amministratori donna con incarichi esecutivi. Gli Stati membri potrebbero decidere di considerare realizzato l'obiettivo previsto dalla presente direttiva quando le società quotate possono dimostrare che gli amministratori appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, a condizione che almeno uno degli amministratori con incarichi esecutivi appartenga al sesso sotto-rappresentato.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33) Oltre alle misure riguardanti gli amministratori senza incarichi esecutivi, e anche nell'ottica di migliorare l'equilibrio di genere fra gli amministratori aventi mansioni di gestione quotidiana, le società quotate devono essere tenute ad assumere impegni individuali – da onorare entro il 1° gennaio 2020 – relativamente alla rappresentanza di entrambi i sessi fra gli amministratori con incarichi esecutivi. Tali impegni devono essere volti a realizzare progressi tangibili verso un equilibrio di genere migliore rispetto alla situazione attuale dell'impresa.

(33) Oltre agli incentivi riguardanti gli amministratori con incarichi esecutivi, e anche nell'ottica di migliorare ulteriormente l'equilibrio di genere fra gli amministratori aventi mansioni di gestione quotidiana, le società quotate devono essere tenute ad assumere impegni individuali – da onorare entro il 1° gennaio 2020 ed entro il 1° gennaio 2018 nel caso di grandi imprese pubbliche – relativamente ad una rappresentanza più equilibrata di entrambi i sessi fra gli amministratori con incarichi esecutivi. Tali impegni devono essere volti a realizzare progressi tangibili verso un equilibrio di genere migliore rispetto alla situazione attuale dell'impresa.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo.

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate e alle grandi imprese pubbliche di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società e grande impresa pubblica verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate in modo appropriato e facilmente accessibile nella relazione annuale come pure sul sito web e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione esauriente delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35) Gli Stati membri possono avere adottato misure che predispongono mezzi per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna nei consigli delle società, già prima dell'entrata in vigore della presente direttiva. È opportuno che tali Stati membri abbiano la possibilità di applicare le misure adottate al posto dei requisiti procedurali relativi alle nomine, se possono dimostrare che dette misure sono di efficacia equivalente per raggiungere l'obiettivo del 40% almeno di appartenenti al sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso delle società quotate che sono imprese pubbliche.

(35) Gli Stati membri possono avere adottato misure che predispongono mezzi per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna nei consigli delle società, già prima dell'entrata in vigore della presente direttiva. È opportuno che tali Stati membri abbiano la possibilità di applicare le misure adottate al posto dei requisiti procedurali relativi alle nomine, se possono dimostrare che dette misure sono di efficacia equivalente per raggiungere l'obiettivo del 40% almeno di appartenenti al sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori delle società quotate oppure quello di un terzo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, della presente direttiva entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso delle società quotate che sono grandi imprese pubbliche. Sarebbe quindi opportuno che la Commissione valutasse se sono stati compiuti progressi sufficienti verso gli obiettivi della presente direttiva. Nel caso in cui i progressi siano insufficienti in un determinato Stato membro, le disposizioni della presente direttiva entreranno automaticamente in vigore per tale Stato membro.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37) Benché alcuni Stati membri abbiano adottato disposizioni regolamentari nel settore in oggetto o abbiano incoraggiato l'auto-regolamentazione, e questo con risultati diseguali, la maggioranza di essi non ha intrapreso alcuna azione né indicato la propria volontà di intervenire in modo sufficientemente incisivo. Dalle proiezioni basate su un'analisi esaustiva di tutte le informazioni disponibili sulle tendenze passate e attuali e dalle intenzioni manifestate emerge che l'azione individuale dei singoli Stati membri non permetterà di ottenere nel prossimo futuro una rappresentanza di genere equilibrata fra gli amministratori senza incarichi esecutivi dei consigli delle società dell'Unione, conformemente agli obiettivi stabiliti dalla presente direttiva. Tenuto conto di tali circostanze e dati i divari crescenti fra gli Stati membri in termini di rappresentanza uomo-donna nei consigli della società, l'equilibrio di genere in tali consigli nell'Unione può essere migliorato solo attraverso un approccio comune, e il potenziale di uguaglianza di genere, competitività e crescita può essere realizzato meglio grazie a un'azione coordinata a livello dell'Unione piuttosto che con iniziative nazionali di portata, ambizione ed efficacia diverse. Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo della portata e degli effetti dell'azione, essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, questa può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.

(37) Benché alcuni Stati membri abbiano adottato disposizioni regolamentari nel settore in oggetto o abbiano incoraggiato l'auto-regolamentazione, e questo con risultati diseguali, la maggioranza di essi non ha intrapreso alcuna azione né indicato la propria volontà di intervenire in modo sufficientemente incisivo. Dalle proiezioni basate su un'analisi esaustiva di tutte le informazioni disponibili sulle tendenze passate e attuali e dalle intenzioni manifestate emerge che l'azione individuale dei singoli Stati membri non permetterà di ottenere nel prossimo futuro una rappresentanza di genere equilibrata fra gli amministratori dei consigli delle società dell'Unione, conformemente agli obiettivi stabiliti dalla presente direttiva. Tenuto conto di tali circostanze e dati i divari crescenti fra gli Stati membri in termini di rappresentanza uomo-donna nei consigli della società, l'equilibrio di genere in tali consigli nell'Unione può essere migliorato solo attraverso un approccio comune, e il potenziale di uguaglianza di genere, competitività e crescita può essere realizzato meglio grazie a un'azione coordinata a livello dell'Unione piuttosto che con iniziative nazionali di portata, ambizione ed efficacia diverse. Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo della portata e degli effetti dell'azione, essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, questa può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38) Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la presente direttiva si limita a fissare obiettivi e principi comuni che non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento di tali obiettivi. Gli Stati membri dispongono di libertà sufficiente per stabilire come realizzare al meglio gli obiettivi previsti dalla presente direttiva tenuto conto del contesto nazionale, in particolare delle norme e prassi relative alle nomine ai posti di amministratore. La presente direttiva non interferisce con la possibilità, per le società, di nominare i membri più qualificati, e lascia a tutte le società quotate un periodo di adattamento sufficientemente lungo.

(38) Conformemente al principio di proporzionalità di cui allo stesso articolo, la presente direttiva si limita a fissare obiettivi e principi comuni che non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento di tali obiettivi. Gli Stati membri dispongono di libertà sufficiente per stabilire come realizzare al meglio gli obiettivi previsti dalla presente direttiva tenuto conto del contesto nazionale, in particolare delle norme e prassi relative alle nomine ai posti di amministratore. La presente direttiva non interferisce con la possibilità, per le società, di nominare i membri più qualificati, e lascia a tutte le società quotate e le grandi imprese pubbliche un periodo di adattamento sufficientemente lungo.

Emendamento   36

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva intende garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate, stabilendo misure dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere pur lasciando alle imprese il tempo sufficiente per prendere le necessarie disposizioni.

La presente direttiva intende garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori delle società quotate e delle grandi imprese pubbliche, stabilendo misure dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere pur lasciando alle imprese il tempo sufficiente per prendere le necessarie disposizioni.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) "società quotata": una società registrata in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE, in uno o più Stati membri;

(1) "società quotata": una società situata in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE, in uno o più Stati membri;

Emendamento   38

Proposta di direttiva

Articolo 3

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva non si applica alle piccole e medie imprese ("PMI").

La presente direttiva non si applica alle piccole e medie imprese ("PMI") e alle microimprese; tuttavia gli Stati membri dovrebbero attuare politiche per sostenere e incentivare le PMI a migliorare in modo significativo l'equilibrio di genere a tutti i livelli direttivi e nei consigli di amministrazione.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Articolo 4 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obiettivi riguardanti gli amministratori senza incarichi esecutivi

Obiettivi riguardanti gli amministratori

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato procedano alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate e le grandi imprese pubbliche nei cui consigli i posti di amministratori siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato adeguino le proprie procedure di assunzione, compresi gli annunci di posti vacanti, la preselezione, la selezione o le procedure di nomina per tutti i posti di amministratore, con l'obiettivo di conseguire detta percentuale almeno entro il 1° gennaio 2020, o al più tardi entro il 1° gennaio 2018 in caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

 

Gli Stati membri garantiscono che le società quotate effettuino gli adeguamenti nelle fasi appropriate del processo di assunzione, preselezione, selezione o nomina. In particolare, gli Stati membri garantiscono che le imprese selezionino i candidati ad un posto nel consiglio tra un gruppo bilanciato sotto il profilo del genere.

 

Nella misura in cui la procedura di selezione avviene sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, gli Stati membri garantiscono che tali adeguamenti comprendano l'applicazione di criteri prestabiliti, chiari, formulati in modo neutrale e senza ambiguità.

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Gli Stati membri possono stabilire che l'obiettivo di cui al presente paragrafo sia stato raggiunto quando le società quotate e le grandi imprese pubbliche possono dimostrare che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occupano almeno un terzo di tutti i posti di amministratore, a condizione che siano rappresentate entrambe le tipologie di amministratori, con o senza incarichi esecutivi. Il numero necessario per il raggiungimento dell'obiettivo di un terzo è il numero più vicino alla proporzione di un terzo.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il numero di posti di amministratore senza incarichi esecutivi necessari per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 è il numero più vicino alla proporzione del 40%, ma non superiore al 49%.

2. Il numero di posti di amministratore necessari per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 è almeno del 40%.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 gli Stati membri provvedono affinché, nella selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 e ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 2 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, gli Stati membri provvedono affinché, nell'assunzione, nella selezione e nella nomina degli amministratori, sia data priorità al candidato competente del sesso sotto-rappresentato, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso. I criteri utilizzati per la selezione di cui al primo comma sono chiari, trasparenti e non discriminatori.

 

Nel caso di una procedura di selezione basata sulle competenze, è attribuita la priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è almeno ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza o rendimento professionale.

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate siano tenute a comunicare, su richiesta di un candidato respinto, i criteri di qualificazione alla base della selezione, la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, se del caso, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato dell'altro sesso.

4. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate e le grandi imprese pubbliche siano tenute a comunicare a un candidato respinto, il numero e il genere delle persone comprese nel gruppo di candidati oggetto della selezione, rispettando nel contempo il loro anonimato, ai sensi della normativa dell'UE in materia di protezione dei dati, nonché i criteri di qualificazione alla base dell'assunzione, della selezione o della nomina, la valutazione comparativa obiettiva di tali criteri e, se del caso, le considerazioni che hanno portato a scegliere un candidato dell'altro sesso.

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni relative alla selezione dei candidati siano soddisfatte a uno stadio adeguato della procedura di selezione, conformemente alle disposizioni di diritto nazionale e allo statuto delle società quotate interessate.

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri, conformemente ai rispettivi sistemi giuridici nazionali, adottano le misure necessarie affinché, qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sue qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, spetti alla società quotata dimostrare che non è stata violata la disposizione di cui al paragrafo 3.

5. Gli Stati membri, conformemente ai rispettivi sistemi giuridici nazionali, adottano le misure necessarie per garantire che le società quotate e le grandi imprese pubbliche siano in grado di dimostrare che il loro processo di nomina si è svolto in conformità della norma di cui al paragrafo 3, soprattutto nei casi in cui, qualora un candidato respinto del sesso sotto-rappresentato adduca elementi che permettano di presumere la parità delle sue qualifiche rispetto a quelle del candidato prescelto dell'altro sesso, spetta alla società quotata o alla grande impresa pubblica dimostrare che non è stata violata la disposizione di cui al paragrafo 3.

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6. Gli Stati membri possono esentare dal raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1 le società quotate in cui il sesso sotto-rappresentato costituisca meno del 10% del personale.

soppresso

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate assumano impegni individuali in materia di rappresentanza equilibrata di genere fra gli amministratori con incarichi esecutivi, da realizzare entro il 1° gennaio 2020 o, nel caso delle società quotate che siano imprese pubbliche, entro il 1° gennaio 2018.

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate assumano ulteriori impegni individuali in materia di rappresentanza equilibrata di genere fra gli amministratori con incarichi esecutivi, in conformità con le procedure di cui all'articolo 4.

 

L'obiettivo di tali impegni deve essere il conseguimento di progressi tangibili verso un migliore equilibrio di genere, da realizzare entro il 1° gennaio 2020 o, nel caso delle grandi imprese pubbliche, entro il 1° gennaio 2018.

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato e accessibile sul loro sito web.

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate e alle grandi imprese pubbliche di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno, se applicabile nelle loro relazioni annuali, a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito ai progressi realizzati e alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e ove applicabile, in merito al genere di tutti gli amministratori nominati nel periodo di riferimento, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato, facile e accessibile al pubblico sul loro sito web.

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

3. Qualora una società quotata o una grande impresa pubblica non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione esaustiva delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che l'organismo o gli organismi designati ai sensi dell'articolo 20 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione), siano anche competenti a promuovere, analizzare, controllare e sostenere l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate.

soppresso

Motivazione

La soppressione di questa parte non va vista come cancellazione del testo, ma come ristrutturazione della direttiva. Questa parte figura ora all'articolo 8 bis (nuovo) al fine di estendere la competenza dell'organismo per la parità.

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

2. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e possono comprendere le seguenti misure:

2. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate, progressive e dissuasive e possono comprendere le seguenti misure:

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) sanzioni amministrative;

(a) un avvertimento tempestivo, seguito da sanzioni amministrative progressive;

Emendamento  54

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis) lo scioglimento forzato, disposto da un organismo giuridico competente nel pieno rispetto delle adeguate garanzie procedurali, in caso di infrazioni gravi e ripetute.

Motivazione

Occorre precisare che gli Stati membri dispongono di un'ampia gamma di opzioni all'atto della definizione di un regime sanzionatorio credibile a livello nazionale.

Emendamento  55

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater. Gli Stati membri comunicano le sanzioni previste per il mancato rispetto delle disposizioni della presente direttiva.

Emendamento  56

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri possono introdurre o mantenere disposizioni più favorevoli di quelle previste dalla presente direttiva per garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne nelle società registrate sul loro territorio nazionale, e condizione che tali disposizioni non creino una discriminazione ingiustificata né ostacolino il corretto funzionamento del mercato interno.

Gli Stati membri sono incoraggiati a introdurre o mantenere disposizioni più favorevoli di quelle previste dalla presente direttiva al fine di raggiungere l'obiettivo dell'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne nelle società registrate sul loro territorio nazionale, a condizione che tali disposizioni mirino a conseguire l'obiettivo della presente direttiva e non vadano oltre quanto necessario a tale scopo o non creino discriminazioni ingiustificate.

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Fermi restando l'articolo 4, paragrafo 6, e l'articolo 4, paragrafo 7, gli Stati membri che prima dell'entrata in vigore della presente direttiva abbiano già adottato misure per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate possono sospendere l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, purché possa essere dimostrato che dette misure consentano agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi delle società quotate entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

Fermo restando l'articolo 4, paragrafo 6, gli Stati membri che prima dell'entrata in vigore della presente direttiva abbiano già adottato misure per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate e nelle grandi imprese pubbliche o gli Stati membri che contemplano altre misure, ad esempio misure di autoregolamentazione, intese a garantire una rappresentanza più equilibrata uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate e nelle grandi imprese pubbliche, possono sospendere l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, e l'applicazione dell'articolo 5, paragrafo 1, purché una valutazione della Commissione europea indichi che dette misure consentono agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare o almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi delle società quotate o l'obiettivo di un terzo di cui all'articolo 4, paragrafo7, entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di imprese pubbliche. Lo Stato membro in questione comunica tale informazione alla Commissione.

Motivazione

Anche le misure di autoregolamentazione (ad esempio i codici di autodisciplina), che si sono dimostrate efficaci dovrebbero giustificare la sospensione dei requisiti procedurali.

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 8 bis

 

Organismo per la parità

 

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che l'organismo o gli organismi designati ai sensi dell'articolo 20 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione)1, siano anche competenti a promuovere, analizzare, controllare e sostenere l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate.

 

__________________

 

1 GU L 204 del 26.7.2006, pag. 23.

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Al più tardi il 1° gennaio 2017, e successivamente ogni due anni, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione in merito all'attuazione della presente direttiva. Tali relazioni devono contenere, fra l'altro, informazioni esaustive sulle misure prese per raggiungere gli obiettivi stabiliti all'articolo 4, paragrafo 1, le informazioni necessarie ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, e informazioni sugli impegni individuali assunti dalle società quotate conformemente all'articolo 5, paragrafo 1.

1. Al più tardi il 1° gennaio 2017, e successivamente ogni due anni, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione in merito all'attuazione della presente direttiva. Tali relazioni devono contenere, fra l'altro, informazioni esaustive sulle misure prese per raggiungere gli obiettivi stabiliti all'articolo 4, paragrafo 1, le informazioni necessarie ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, e informazioni sugli impegni individuali assunti dalle società quotate e dalle grandi imprese pubbliche conformemente all'articolo 5, paragrafo 1.

Emendamento  60

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri che, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3, hanno sospeso l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, includono nelle relazioni di cui al paragrafo 1 informazioni che dimostrino i risultati concreti ottenuti grazie alle misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3. La Commissione stila in seguito una relazione speciale in cui stabilisce se dette misure consentano effettivamente agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi entro il 1° gennaio 2018 per le società quotate che sono imprese pubbliche, ed entro il 1° gennaio 2020 per le società quotate che non sono imprese pubbliche. La Commissione pubblica la prima di tali relazioni entro il 1° luglio 2017 e le relazioni successive entro sei mesi dalla trasmissione delle relative relazioni nazionali di cui al paragrafo 1.

Gli Stati membri che, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3, hanno sospeso l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, includono nelle relazioni di cui al paragrafo 1 informazioni che dimostrino i risultati concreti ottenuti grazie alle misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3. La Commissione pubblica in seguito una relazione speciale in cui stabilisce se dette misure consentano effettivamente agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi entro il 1° gennaio 2018 per le grandi imprese pubbliche, ed entro il 1° gennaio 2020 per le società quotate. La Commissione pubblica la prima di tali relazioni entro il 1° luglio 2017 e le relazioni successive entro sei mesi dalla trasmissione delle relative relazioni nazionali di cui al paragrafo 1.

Emendamento  61

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri interessati provvedono affinché le società quotate che, applicando le misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3, non hanno nominato o eletto almeno il 40% di appartenenti al sesso sotto-rappresentato ai posti di amministratore senza incarichi esecutivi nei loro consigli entro il 1° gennaio 2018 se sono imprese pubbliche, ed entro il 1° gennaio 2020 se non sono imprese pubbliche, applichino i requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, a decorrere rispettivamente dall'una o dall'altra data.

Gli Stati membri interessati provvedono affinché le società quotate e le grandi imprese pubbliche che, applicando le misure nazionali di cui all'articolo 8, paragrafo 3, non hanno nominato o eletto almeno il 40% di appartenenti al sesso sotto-rappresentato ai posti di amministratore nei loro consigli entro il 1° gennaio 2018 se sono imprese pubbliche, ed entro il 1° gennaio 2020 se non sono imprese pubbliche, applichino i requisiti procedurali relativi all'assunzione, alla selezione e alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, a decorrere rispettivamente dall'una o dall'altra data.

Emendamento  62

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva e riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio al più tardi il 31 dicembre 2021 e successivamente ogni due anni. La Commissione valuta in particolare se gli obiettivi della direttiva siano stati raggiunti.

3. La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva e riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio al più tardi il 31 dicembre 2021 e successivamente ogni due anni. La Commissione, previa consultazione del Parlamento europeo, del Consiglio e delle parti sociali europee, valuta in particolare se gli obiettivi della direttiva siano stati raggiunti.

Emendamento  63

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Nella sua relazione la Commissione valuta se sia necessario prorogare la durata della direttiva oltre la data specificata all'articolo 10, paragrafo 2, o modificarla, tenendo conto dell'evoluzione della rappresentanza di uomini e donne nei consigli delle società quotate e ai vari livelli dei processi decisionali in campo economico, e considerando se i progressi realizzati siano sufficientemente sostenibili.

soppresso

PROCEDURA

Titolo

Equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa

Riferimenti

COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD)

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

22.11.2012

FEMM

22.11.2012

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

EMPL

22.11.2012

Relatore per parere

       Nomina

Marije Cornelissen

12.12.2012

Articolo 51 – Riunioni congiunte delle commissioni

       Annuncio in Aula

       

       

17.1.2013

Esame in commissione

23.4.2013

19.6.2013

8.7.2013

 

Approvazione

9.7.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

5

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Jean-Luc Bennahmias, Phil Bennion, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Milan Cabrnoch, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Minodora Cliveti, Marije Cornelissen, Emer Costello, Andrea Cozzolino, Frédéric Daerden, Karima Delli, Sari Essayah, Richard Falbr, Marian Harkin, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Patrick Le Hyaric, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck, Ruža Tomašić, Traian Ungureanu, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Roberta Angelilli, Jan Kozłowski, Ria Oomen-Ruijten, Gabriele Zimmer

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Anneli Jäätteenmäki, Jacek Włosowicz


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (4.6.2013)

destinato alla commissione giuridica e alla commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

(COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD))

Relatore per parere: Antonyia Parvanova

BREVE MOTIVAZIONE

La proposta mira a promuovere la parità di genere nei processi decisionali in ambito economico, in particolare nelle società quotate, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del TUE, e a utilizzare il vivaio di competenze esistente ai fini di una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne nei consigli, contribuendo così al corretto funzionamento del mercato interno, agli obiettivi di Europa 2020 dell'Unione e all'intento di portare il tasso di occupazione femminile al 75% entro il 2020.

Il relatore appoggia gli obiettivi perseguiti dalla proposta e accoglie con particolare favore la scelta di una direttiva quale strumento per istituire nell'Unione un sistema giuridico armonizzato e stabilire una maggiore certezza giuridica, ridurre gli oneri amministrativi derivanti da un'applicazione ed esecuzione non omogenea negli Stati membri dei principi dell'uguaglianza di genere nei consigli.

La promozione della parità tra donne e uomini costituisce uno degli obiettivi principali dell'UE, come indicato nei suoi trattati (articolo 3, paragrafo 3, del TUE e articoli 8 e 157 del TFUE) e nella Carta dei diritti fondamentali (articolo 23). Le istituzioni dell'UE hanno intrapreso vari tentativi per promuovere la parità di genere nei processi decisionali in ambito economico. Nel 2010 la Commissione ha collocato l'uguaglianza nel processo decisionale tra le priorità nella sua Carta per le donne (COM (2010)0078 definitivo) e nella sua strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015 (COM (2010)0491 definitivo). Nel marzo 2011 il vicepresidente della Commissione Reding ha lanciato l'iniziativa "Impegno formale per più donne alla guida delle imprese europee", invitando le società a impegnarsi spontaneamente per aumentare fino al 40% entro il 2020 la quota di donne presenti nei consigli. L'invito a sottoscrivere l'impegno è durato un anno, ma lo hanno firmato soltanto 24 imprese.

Nonostante gli sforzi profusi permangono persistenti disparità di genere nelle posizioni dirigenziali delle imprese. Stando ai dati della Commissione le donne occupano attualmente il 15,8% dei posti nei consigli delle più grandi società quotate. I progressi volti a correggere la situazione sono stati lenti e hanno registrato un aumento annuo pari appena allo 0,6%. Nei diversi Stati membri i risultati sono contrastanti.

La proposta della Commissione è appoggiata da tutti i commissari che detengono responsabilità in ambito economico, ovvero dal vicepresidente Tajani (industria e imprenditoria), dal vicepresidente Almunia (concorrenza), dal vicepresidente Rehn (affari economici e monetari), dal commissario Barnier (mercato interno e servizi), dal commissario Andor (occupazione e affari sociali), nonché dal vicepresidente Viviane Reding.

Nel suo contributo il relatore ha individuato vari ambiti particolarmente interessanti per questa commissione, ovvero il funzionamento del mercato interno, la certezza giuridica per le imprese e il riflesso delle preferenze dei consumatori sulle scelte delle imprese in materia di processi decisionali. Il relatore ha prestato la dovuta attenzione alla fragile situazione economica presente nell'UE, esaminando in che modo la proposta in esame possa contribuire positivamente al conseguimento della stabilità finanziaria e della crescita economica a lungo termine.

Secondo i dati della Commissione le donne controllano complessivamente circa il 70% delle decisioni di spesa dei consumatori. Pertanto con un maggior numero di donne in posti dirigenziali è possibile accrescere la comprensione del comportamento economico e delle scelte dei consumatori. I prodotti e i servizi che sono maggiormente in linea con il fabbisogno e le preferenze dei consumatori possono far crescere i dati di vendita.

Un altro aspetto fondamentale consiste nel fornire certezza giuridica alle imprese che operano in più Stati membri, considerata l'attuale disomogeneità all'interno dell'Unione delle norme sulla promozione della parità di genere nei consigli delle società. Tale disparità può avere un impatto negativo sul funzionamento del mercato unico. Le imprese che operano a livello transfrontaliero necessitano di un quadro giuridico coerente e affidabile, affinché possano beneficiare appieno dell'accesso al mercato unico e raggiungere risultati economici adeguati.

Nel contesto dell'attuale clima economico numerosi studi qualitativi mostrano che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Per questa ragione l'aumento della rappresentanza femminile nei consigli delle società quotate nell'Unione non solo alimenta il principio della parità di genere e della non discriminazione, ma può anche avere un impatto positivo sull'andamento organizzativo e finanziario delle imprese interessate.

In considerazione dell'invecchiamento demografico nell'UE, il relatore ritiene che il mancato utilizzo delle potenzialità di metà della popolazione europea all'interno dei consigli delle società potrebbe rallentare lo sviluppo della nostra economia, il recupero delle nostre strutture finanziarie e la valorizzazione del capitale umano disponibile.

Nei suoi emendamenti il relatore invita altresì gli Stati membri a incentivare le imprese a progredire in termini di rispetto del principio della parità di genere nei loro consigli societari e a riferirne in merito, agevolando l'accesso delle donne alle reti imprenditoriali e plasmando la politica delle risorse umane in modo tale da sostenere il vivaio di talenti femminili.

Gli emendamenti proposti sono equilibrati e confermano il testo originario, rafforzando gli aspetti citati. Tali aspetti, una volta inclusi, migliorano la certezza giuridica della proposta e rafforzano i principi chiave della parità di genere, rispettando in questo modo l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali e gli articoli 8 e 157 del TFUE.

EMENDAMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis) Stando alla Commissione1 le donne controllano attualmente la quota maggioritaria della spesa complessiva dei consumatori. Una migliore rappresentanza delle donne nei consigli consentirebbe alle imprese interessate di comprendere meglio le esigenze e il comportamento economico dei consumatori. Di conseguenza possono offrire beni e servizi più in linea con la domanda dei consumatori.

 

________________________

 

1 DG Giustizia della Commissione europea: "Women in economic decision-making in the EU: A Europe 2020 initiative 2012"

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 ter) Le istituzioni e le agenzie dell'UE dovrebbero dare l'esempio migliorando l'equilibrio di genere. I principi stabiliti nella presente direttiva dovrebbero essere integrati nelle norme che disciplinano le procedure interne di selezione del personale della Commissione europea, del Parlamento europeo e di tutte le istituzioni e agenzie dell'UE, compresa la Banca centrale europea. In tutte le istituzioni dell'UE devono essere sviluppate politiche di genere più efficaci che abbiano un impatto sulle assunzioni, la formazione e il funzionamento quotidiano delle varie istituzioni dell'Unione. A tal fine, le istituzioni dovrebbero garantire il conseguimento dell'equilibrio di genere nell'assunzione dei quadri superiori, anche dei direttori generali, dei direttori e dei capi unità.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 6 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 quater) È essenziale che la direzione della Commissione, che è l'organo esecutivo dell'UE, migliori il proprio equilibrio di genere onde rappresentare meglio i cittadini europei. Gli Stati membri sono quindi invitati a presentare candidature sia maschili che femminili per ciascuna posizione nel Collegio dei Commissari al fine di conseguire un equilibrio di genere in seno a detto Collegio.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 6 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 quinquies) La Banca centrale europea (BCE), il Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) – compreso il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) – e le Autorità europee di vigilanza (AEV) dovrebbero rispettare tutti gli aspetti dell'uguaglianza e della non discriminazione sulla base del genere. Occorre che anche i consigli delle autorità di vigilanza delle AEV siano incoraggiati a presentare, in occasione delle pertinenti audizioni al Parlamento europeo, un elenco di candidati alle posizioni di presidente e direttore esecutivo che sia equilibrato sotto il profilo del genere. La selezione finale delle citate posizioni dovrebbe essere equilibrata per quanto riguarda il genere. È altresì importante che l'equilibrio di genere sia rispettato in seno al Comitato direttivo e ai comitati consultivi del CERS.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 6 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 sexies) Il Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea (BCE), compresi i ruoli di presidente e di vicepresidente, dovrebbero essere equilibrati dal punto di vista del genere. Ogniqualvolta vi sia un posto vacante nel Comitato esecutivo della BCE, gli Stati membri che hanno adottato l'euro come moneta dovrebbero essere incoraggiati a designare due candidati, un uomo e una donna, per coprire il posto in questione. Bisognerebbe altresì incoraggiare gli Stati membri a nominare delle donne come governatori delle banche centrali nazionali (BCN), al fine di conseguire un equilibrio di genere nel Consiglio direttivo e nel Consiglio generale della BCE nonché nel Consiglio generale del CERS.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento.

(8) A livello delle imprese è largamente riconosciuto che la presenza di donne nei consigli migliora il governo societario: i risultati di squadra e la qualità del processo decisionale sono difatti rafforzati da una mentalità più collettiva e più diversificata, che assorbe una gamma più ampia di prospettive e permette quindi di raggiungere decisioni più equilibrate. Numerosi studi hanno inoltre mostrato che esiste una correlazione positiva fra la diversità di genere a livello di alta dirigenza e i risultati finanziari e la redditività di un'impresa. Aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli delle società quotate nell'Unione può quindi avere un impatto positivo sul loro andamento organizzativo e finanziario.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una maggiore percentuale di donne nei consigli delle società ha l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

(9) Esistono inoltre elementi che dimostrano che l'uguaglianza sul mercato del lavoro può migliorare sostanzialmente la crescita economica. Rafforzare la presenza femminile nei consigli delle società quotate dell'Unione non solo ha effetti positivi sulle donne che vengono nominate, ma contribuisce anche ad attirare talenti femminili nelle imprese e a garantire una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, dirigenti e dipendenti. Pertanto, una percentuale più rappresentativa di donne nei consigli delle società ha l'effetto positivo di colmare il divario occupazionale fra i generi e la disparità retributiva. Utilizzare pienamente i talenti femminili esistenti permetterebbe agli individui e alla collettività di trarre vantaggi nettamente superiori dall'istruzione. Il fatto che le donne siano sotto-rappresentate nei consigli delle società quotate dell'UE costituisce un'occasione mancata di raggiungimento di una crescita sostenibile a lungo termine per le economie degli Stati membri in generale.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) Nonostante la legislazione europea in vigore destinata a prevenire e contrastare la discriminazione sessuale, nonostante le raccomandazioni del Consiglio specificamente volte ad aumentare la presenza delle donne nelle sedi decisionali economiche e nonostante le azioni di incoraggiamento all'auto-regolamentazione intraprese a livello dell'Unione, le donne continuano ad essere di gran lunga inferiori numericamente agli uomini nei più alti organi decisionali delle imprese in tutta l'UE. Nel settore privato e specialmente nelle società quotate, questo squilibrio di genere è particolarmente significativo e accentuato. Il principale indicatore della Commissione sulla rappresentanza di genere nei consigli delle società mostra che la proporzione di donne partecipanti ai processi decisionali ad alto livello rimane molto bassa. Nel gennaio 2012 le donne occupavano in media solo il 13,7% dei posti nei consigli delle maggiori società quotate degli Stati membri. Fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, le donne rappresentavano solo il 15%.

(10) Nonostante la legislazione europea in vigore destinata a prevenire e contrastare la discriminazione sessuale, nonostante le raccomandazioni del Consiglio specificamente volte ad aumentare la presenza delle donne nelle sedi decisionali economiche e nonostante le azioni di incoraggiamento all'auto-regolamentazione intraprese a livello dell'Unione, le donne continuano ad essere di gran lunga sotto-rappresentate nei più alti organi decisionali delle imprese in tutta l'UE. Nel settore privato questo squilibrio di genere è particolarmente significativo e accentuato, sebbene talune istituzioni e agenzie dell'UE, come la Banca centrale europea, presentino anch'esse uno squilibrio di genere profondamente problematico. Il principale indicatore della Commissione sulla rappresentanza di genere nei consigli delle società mostra che la proporzione di donne partecipanti ai processi decisionali ad alto livello rimane molto bassa. Nel gennaio 2012 le donne occupavano in media solo il 13,7% dei posti nei consigli delle maggiori società quotate degli Stati membri. Fra gli amministratori senza incarichi esecutivi, le donne rappresentavano solo il 15%.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi rischiano di accentuarsi.

(11) La proporzione di donne nei consigli delle società si accresce molto lentamente: negli ultimi anni si è registrato un aumento medio annuo di appena 0,6 punti percentuali. Il tasso di miglioramento varia da uno Stato membro all'altro e ha prodotto risultati fortemente divergenti. Progressi molto più significativi sono stati registrati negli Stati membri che hanno introdotto misure vincolanti. Dati gli approcci molto diversi messi in atto dai singoli Stati membri per aumentare la rappresentanza delle donne nei loro consigli, le crescenti discrepanze fra di essi potrebbero accentuarsi. Pertanto occorre incoraggiare gli Stati membri a scambiarsi informazioni e diffondere le migliori pratiche finalizzate alla promozione dell'equilibrio di genere, compresi i traguardi raggiunti dalle società in cui la composizione dei consigli presenta un equilibrio di genere consolidato.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis) Gli Stati membri dovrebbero adottare strategie orientate verso un cambiamento socioculturale del loro approccio all'equilibrio di genere, le quali prevedano mezzi versatili per incoraggiare la partecipazione delle donne alla gerarchia manageriale e l'adozione di approcci e misure proattivi da parte dei datori di lavoro. Detti mezzi potrebbero comprendere, fra l'altro, la promozione di orari di lavoro flessibili e di posti di lavoro che siano più favorevoli alle famiglie e forniscano l'accesso a servizi per la custodia dei bambini.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) La regolamentazione frammentata e divergente, o l'assenza di regolamentazione, a livello nazionale, per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate, non solo produce discrepanze nel numero di donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e tassi di miglioramento diversi nei vari Stati membri, ma può anche rappresentare un ostacolo al mercato interno, imponendo alle imprese europee quotate requisiti divergenti in materia di governo societario. Queste differenze negli obblighi delle società, siano essi imposti per legge o auto-regolamentati, possono causare complicazioni pratiche per le società quotate che operano a livello transfrontaliero, specialmente in occasione della costituzione di controllate o di fusioni e acquisizioni, così come per i candidati ai posti nei consigli.

(12) La regolamentazione frammentata e divergente, o l'assenza di regolamentazione, a livello nazionale, per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei consigli delle società quotate, non solo produce discrepanze nel numero di donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e tassi di miglioramento diversi nei vari Stati membri, ma può anche rappresentare un ostacolo al mercato interno, imponendo alle imprese europee quotate requisiti divergenti in materia di governo societario. Queste differenze negli obblighi delle società, siano essi imposti per legge o auto-regolamentati, possono causare complicazioni pratiche per le società quotate che operano a livello transfrontaliero, specialmente in occasione della costituzione di controllate o di fusioni e acquisizioni, così come per i candidati ai posti nei consigli. Cionondimeno, la messa in atto delle disposizioni stabilite nella direttiva dovrebbe avvenire indipendentemente dalle diverse modalità con cui gli amministratori senza incarichi esecutivi vengono selezionati nei consigli delle società europee.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis) Uno dei principali fattori per una corretta attuazione della presente direttiva è rappresentato dall'uso efficace di criteri per la selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, criteri che sono fissati in anticipo e in piena trasparenza, e in base ai quali le competenze dei candidati sono considerate su un piano di parità indipendentemente dal genere.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 12 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 ter) In considerazione dell'invecchiamento demografico e della carenza di competenze, il mancato utilizzo delle potenzialità di metà della popolazione europea nei consigli delle società potrebbe rallentare le opportunità di sviluppo della nostra economia e il recupero delle nostre strutture finanziarie. Se la metà del bacino di talenti non viene nemmeno considerata per i posti dirigenziali, il processo e la qualità delle nomine stesse potrebbero risultare compromessi, aumentando in questo modo la sfiducia nei confronti delle strutture di potere imprenditoriali e frenando verosimilmente la valorizzazione efficace del capitale umano disponibile. L'inserimento sistematico di candidati idonei di entrambi i sessi garantisce che i nuovi membri dei consigli siano selezionati tra i migliori candidati, sia maschili che femminili, e che le istanze sociali trovino un riscontro bilanciato nel processo decisionale delle imprese.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Solo una misura a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

(14) La presente direttiva non intende armonizzare in dettaglio le normative nazionali sulle procedure di selezione e sui criteri di qualificazione ai posti di amministratore; è tuttavia necessario introdurre norme minime che obblighino le imprese quotate prive di una rappresentanza di genere equilibrata a fondare le decisioni di nomina degli amministratori senza incarichi esecutivi sull'annuncio di un posto vacante aperto alla presentazione di candidature e su una valutazione comparativa oggettiva delle qualifiche dei candidati in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, per raggiungere l'equilibrio di genere in tale categoria di amministratori. Solo una misura a livello dell'UE può contribuire effettivamente a garantire condizioni uniformi in tutta l'Unione e ad evitare complicazioni pratiche nella vita aziendale.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) Le società quotate in Borsa rivestono una particolare importanza economica e si distinguono per la loro visibilità e il loro impatto sul mercato in generale. Occorre quindi che le misure previste dalla presente direttiva si applichino alle società quotate, definite come società registrate in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in uno o più Stati membri su un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali società fissano le norme per tutta l'economia e si può prevedere che le loro pratiche siano seguite dagli altri tipi di imprese. Il carattere pubblico delle società quotate giustifica che siano regolamentate in più ampia misura, nel comune interesse.

(17) Le società quotate in Borsa rivestono una particolare importanza economica e si distinguono per la loro visibilità e il loro impatto sul mercato in generale. Occorre quindi che le misure previste dalla presente direttiva si applichino alle società quotate, definite come società registrate in uno Stato membro i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in uno o più Stati membri su un mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali società fissano le norme per tutta l'economia e si può prevedere che le loro pratiche siano seguite dagli altri tipi di imprese. Il carattere pubblico delle società quotate giustifica che siano regolamentate in modo adeguato, nel comune interesse.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis) Le società non quotate svolgono anch'esse un ruolo di rilievo nell'economia. In linea di principio, esse potrebbero essere incluse nell'ambito di applicazione della presente direttiva. Tuttavia, dal momento che la situazione della parità di genere in tali società solitamente non è ben nota e che potrebbero essere necessarie disposizioni particolari per riflettere le loro specificità e la loro natura che varia fra gli Stati membri e all'interno di ciascuno di essi, si dovrebbe procedere a tale inclusione solo in una fase successiva. La Commissione dovrebbe svolgere un'indagine in relazione a tutti gli aspetti pertinenti evidenziati sopra e presentare una proposta coerente a tal fine.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, anche se sono società quotate.

(18) È opportuno che la presente direttiva non si applichi alle microimprese e alle piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese. L'esenzione per le PMI dovrebbe applicarsi alle società quotate e, in una fase successiva, a quelle non quotate.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati.

(21) In vari Stati membri una certa percentuale degli amministratori senza incarichi esecutivi può o deve essere nominata o eletta dal personale della società e/o dalle organizzazioni dei lavoratori conformemente al diritto interno o alle prassi nazionali. Gli obiettivi quantitativi previsti dalla presente direttiva devono applicarsi a tutti gli amministratori senza incarichi esecutivi, compresi i rappresentanti del personale. Tuttavia, tenuto conto appunto del fatto che alcuni amministratori senza incarichi esecutivi sono rappresentanti del personale, la definizione delle procedure pratiche per garantire la realizzazione di tali obiettivi deve spettare agli Stati membri interessati, sulla base di consultazioni ampie e approfondite con le parti sociali a livello nazionale.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Occorre obbligare le società quotate dell'Unione a predisporre mezzi adeguati ai fini dell'adozione di procedure idonee per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero procedere alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

(22) Occorre che le società quotate dell'Unione adottino mezzi adeguati ai fini dell'adozione di procedure idonee per soddisfare gli specifici obiettivi relativi alla composizione di genere nei loro consigli. Le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi sono occupati dal sesso sotto-rappresentato per meno del 40% dovrebbero procedere alle nomine per tali posti sulla base di un annuncio di posto vacante aperto alla presentazione di candidature e di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, per raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020. La direttiva fissa quindi, come obiettivo da raggiungere entro tale data, una rappresentanza almeno del 40% del sesso sotto-rappresentato fra gli amministratori senza incarichi esecutivi. Tale obiettivo, in linea di principio, riguarda solo la diversità di genere complessiva fra gli amministratori senza incarichi esecutivi e non interferisce con la scelta concreta dei singoli amministratori, caso per caso, da un'ampia rosa di candidati uomini e donne; in particolare, non esclude alcun particolare candidato a un posto di amministratore, né impone alcun singolo amministratore alle società o agli azionisti. La scelta di membri del consiglio idonei resta quindi alle società e agli azionisti.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche uguali a quelle del candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, e a meno che una valutazione obiettiva, che prenda in considerazione tutti i criteri relativi ai singoli candidati, non faccia propendere per un candidato dell'altro sesso.

(26) In linea con tale giurisprudenza, gli Stati membri devono garantire che la scelta dei candidati più qualificati per i posti di amministratore senza incarichi esecutivi sia basata su un annuncio di posto vacante aperto alla presentazione di candidature e su un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, con riferimento a criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro. Fra i tipi di criteri di selezione che le società potrebbero applicare figurano, ad esempio, l'esperienza professionale nelle mansioni di gestione e/o di sorveglianza, la conoscenza di specifici settori rilevanti come la finanza, il controllo o la gestione delle risorse umane, competenze di leadership e di comunicazione e capacità di lavoro in rete. Il candidato del sesso sotto-rappresentato deve avere la precedenza se possiede qualifiche uguali a quelle del candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, e a meno che una valutazione obiettiva, che prenda in considerazione tutti i criteri relativi ai singoli candidati, non faccia propendere per un candidato dell'altro sesso.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31) Poiché la composizione di genere del personale si ripercuote direttamente sulla disponibilità di candidati del sesso sotto-rappresentato, gli Stati membri possono decidere che, qualora gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato costituiscano meno del 10% dell'organico di una società, questa non sia tenuta a soddisfare l'obiettivo fissato dalla presente direttiva.

soppresso

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo.

(34) Gli Stati membri devono fare obbligo alle società quotate di fornire annualmente alle autorità nazionali competenti informazioni sulla composizione di genere dei loro consigli e sul conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente direttiva, per consentire a tali autorità di valutare i progressi di ciascuna società verso l'equilibrio di genere fra gli amministratori. È opportuno che tali informazioni vengano pubblicate in modo appropriato e facilmente accessibile nella relazione annuale come pure sul sito web e che, qualora la società non abbia raggiunto l'obiettivo prefissato, esse includano una descrizione esauriente delle misure che l'impresa ha intrapreso fino a quel momento e che intende introdurre in futuro per realizzarlo.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva intende garantire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate, stabilendo misure dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere pur lasciando alle imprese il tempo sufficiente per prendere le necessarie disposizioni.

La presente direttiva intende conseguire una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate, stabilendo misure dirette ad accelerare i progressi verso la parità di genere, nel rispetto del quadro economico e giuridico degli Stati membri, pur lasciando alle imprese il tempo sufficiente per prendere le necessarie disposizioni.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato procedano alle nomine per tali posti sulla base di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari, univoci e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

1. Gli Stati membri provvedono affinché le società quotate nei cui consigli i posti di amministratori senza incarichi esecutivi siano occupati per meno del 40% dal sesso sotto-rappresentato procedano alle nomine per tali posti sulla base di un annuncio di posto vacante aperto alla presentazione di candidature e di un'analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri prestabiliti, chiari e formulati in modo neutro, allo scopo di raggiungere la percentuale sopra indicata entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 gli Stati membri provvedono affinché, nella selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, sia data priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

3. Per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 gli Stati membri potrebbero incoraggiare, nella selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi, ad accordare priorità al candidato del sesso sotto-rappresentato se questo è ugualmente qualificato rispetto al candidato dell'altro sesso in termini di idoneità, competenza e rendimento professionale, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati non faccia propendere per il candidato dell'altro sesso.

 

I criteri impiegati per la selezione di cui al primo comma sono chiari, trasparenti e non discriminatori. Essi sono fissati in anticipo e messi a disposizione di ciascun candidato.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Gli Stati membri definiscono nella loro legislazione la fase appropriata della procedura di selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi onde conseguire nel modo più efficace l'obiettivo di cui al paragrafo 1.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter. Qualora la selezione di cui al paragrafo 3 sia eseguita mediante voto degli azionisti o dei dipendenti, le società assicurano che siano fornite ai votanti informazioni adeguate in merito alle misure fissate dalla presente direttiva, comprese le sanzioni comminate alla società in ragione della mancata osservanza.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6. Gli Stati membri possono esentare dal raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1 le società quotate in cui il sesso sotto-rappresentato costituisca meno del 10% del personale.

soppresso

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

7 bis. A prescindere dalla sua composizione o da come sia organizzato, il consiglio di amministrazione è e deve rimanere un organo collegiale inteso a rappresentare collettivamente tutti gli azionisti. Esso deve agire sempre nell'interesse dell'impresa. Occorre prestare particolare attenzione all'equilibrio di genere all'interno del consiglio e garantire una rappresentanza paritaria di entrambi i sessi, affinché siano rispecchiati in modo ottimale gli interessi degli azionisti e in generale la composizione della domanda dei consumatori.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato e accessibile sul loro sito web.

2. Gli Stati membri fanno obbligo alle società quotate di fornire informazioni alle autorità nazionali competenti, una volta all'anno a decorrere da [due anni dopo l'adozione], in merito alla rappresentanza di genere nei loro consigli, distinguendo fra amministratori senza incarichi esecutivi e amministratori con incarichi esecutivi, e in merito alle misure prese riguardo agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e al paragrafo 1 del presente articolo, e di pubblicare tali informazioni in modo adeguato e facilmente accessibile nella relazione annuale e sul loro sito web.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Gli Stati membri dovrebbero introdurre incentivi appropriati per incoraggiare le imprese a progredire, riferendone in merito, nei seguenti ambiti: garanzia del rispetto dei principi della parità di genere nei consigli delle imprese ivi ubicate; maggiori possibilità offerte agli azionisti per trovare candidate ben qualificate e stimolare lo scambio di informazioni e delle migliori pratiche; facilitazione dell'accesso delle donne a importanti reti imprenditoriali per lo sviluppo delle imprese; configurazione della politica delle risorse umane in modo tale da sostenere il vivaio di talenti femminili e garantire l'assenza di pregiudizi di genere.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

3. Qualora una società quotata non rispetti gli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, o gli impegni individuali assunti ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo includono anche le ragioni della mancata realizzazione degli obiettivi o degli impegni e una descrizione esauriente delle misure che la società ha adottato o intende adottare per raggiungere gli obiettivi o per onorare gli impegni assunti.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) nullità o annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1.

(b) nullità o annullamento, da parte di un organo giudiziario, della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi avvenute in violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente all'articolo 4, paragrafo 1. La nullità o l'annullamento della nomina o dell'elezione degli amministratori senza incarichi esecutivi non dovrebbe avere conseguenze sulla validità delle decisioni adottate dal consiglio.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Fermi restando l'articolo 4, paragrafo 6, e l'articolo 4, paragrafo 7, gli Stati membri che prima dell'entrata in vigore della presente direttiva abbiano già adottato misure per garantire una più equilibrata rappresentanza uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate possono sospendere l'applicazione dei requisiti procedurali relativi alle nomine di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3, 4 e 5, purché possa essere dimostrato che dette misure consentano agli appartenenti al sesso sotto-rappresentato di occupare almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi delle società quotate entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

Uno Stato membro che prima dell'entrata in vigore della presente direttiva abbia cercato di ottenere una più equilibrata rappresentanza uomo-donna fra gli amministratori senza incarichi esecutivi o in generale fra gli amministratori (con o senza incarichi esecutivi) nelle società quotate può sospendere l'applicazione degli articoli 4, 5 e 6 della presente direttiva per le società quotate che sono imprese pubbliche, qualora ritenga che gli appartenenti al sesso sotto-rappresentato occuperanno, in media, almeno il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi o in generale un terzo dei posti di amministratore (con o senza incarichi esecutivi) di tali società entro il 1° gennaio 2020, o entro il 1° gennaio 2018 nel caso di società quotate che sono imprese pubbliche.

 

Uno Stato membro cui si applichi il presente comma ne informa quindi la Commissione.

PROCEDURA

Titolo

Equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in borsa

Riferimenti

COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD)

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

22.11.2012

FEMM

22.11.2012

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

IMCO

22.11.2012

Relatore per parere

       Nomina

Antonyia Parvanova

18.12.2012

Articolo 51 – Riunioni congiunte delle commissioni

       Annuncio in Aula

       

       

17.1.2013

Esame in commissione

21.3.2013

11.4.2013

29.5.2013

 

Approvazione

30.5.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

3

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Claudette Abela Baldacchino, Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Preslav Borissov, Jorgo Chatzimarkakis, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, António Fernando Correia de Campos, Cornelis de Jong, Vicente Miguel Garcés Ramón, Evelyne Gebhardt, Małgorzata Handzlik, Stanimir Ilchev, Edvard Kožušník, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Sirpa Pietikäinen, Phil Prendergast, Mitro Repo, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jürgen Creutzmann, Ashley Fox, Ildikó Gáll-Pelcz, Anna Hedh, Roberta Metsola, Kyriacos Triantaphyllides, Sabine Verheyen, Josef Weidenholzer


PROCEDURA

Titolo

Equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa

Riferimenti

COM(2012)0614 – C7-0382/2012 – 2012/0299(COD)

Presentazione della proposta al PE

14.11.2012

 

 

 

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

22.11.2012

FEMM

22.11.2012

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

ECON

22.11.2012

EMPL

22.11.2012

IMCO

22.11.2012

 

Relatore(i)

       Nomina

Evelyn Regner

18.1.2013

Rodi Kratsa-Tsagaropoulou

18.1.2013

 

 

Articolo 51 – Riunioni congiunte delle commissioni

       Annuncio in Aula

       

       

17.1.2013

Esame in commissione

9.7.2013

 

 

 

Approvazione

14.10.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

9

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Regina Bastos, Edit Bauer, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Andrea Češková, Marije Cornelissen, Tadeusz Cymański, Marielle Gallo, Zita Gurmai, Mary Honeyball, Lívia Járóka, Silvana Koch-Mehrin, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Constance Le Grip, Klaus-Heiner Lehne, Astrid Lulling, Antonio Masip Hidalgo, Alajos Mészáros, Elisabeth Morin-Chartier, Angelika Niebler, Antonyia Parvanova, Bernhard Rapkay, Evelyn Regner, Raül Romeva i Rueda, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Francesco Enrico Speroni, Dimitar Stoyanov, Marc Tarabella, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Britta Thomsen, Angelika Werthmann, Cecilia Wikström, Marina Yannakoudakis, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, Mojca Kleva Kekuš, Eva Lichtenberger, Kartika Tamara Liotard, Doris Pack, Rui Tavares, Corien Wortmann-Kool

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jutta Haug, Karin Kadenbach, Jürgen Klute, Judith A. Merkies, María Muñiz De Urquiza, Eva Ortiz Vilella, Andrés Perelló Rodríguez, Andrej Plenković, Catherine Trautmann

Deposito

25.10.2013

Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2013Avviso legale