Procedura : 2016/2146(INI)
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A8-0366/2016

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OJ 15/12/2016 - 52

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P8_TA(2016)0512

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2 dicembre 2016
PE 585.817v04-00 A8-0366/2016

sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2015

(2016/2146(INI))

Commissione per le petizioni

Relatore: Ángela Vallina

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2015

(2016/2146(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni,

–  visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto il protocollo n. 1 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  viste la rilevanza del diritto di petizione e l'importanza che il Parlamento sia immediatamente informato delle preoccupazioni specifiche dei cittadini e dei residenti dell'Unione europea, come previsto agli articoli 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 228 TFUE,

–  visto l'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, relativo al diritto di petizione al Parlamento europeo,

–  viste le disposizioni del TFUE concernenti la procedura di infrazione, in particolare gli articoli 258 e 260,

  visti l'articolo 52 e l'articolo 216, paragrafo 8, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A8-0366/2016),

A.  considerando che la presente relazione annuale sulle attività della commissione per le petizioni ha come obiettivo quello di presentare un'analisi delle petizioni ricevute nel 2015 e dei rapporti con le altre istituzioni, e di fornire un quadro veritiero degli obiettivi raggiunti nel corso del 2015;

B.  considerando che le petizioni ricevute nel 2015 sono state 1 431, il che rappresenta una flessione del 47 % rispetto al 2014, anno in cui il Parlamento aveva ricevuto 2 714 petizioni; che 943 petizioni sono state considerate ricevibili, di cui 424 sono state esaminate e archiviate rapidamente dopo aver opportunamente informato i firmatari sulle rispettive questioni di interesse, e che 519 petizioni rimangono aperte per ulteriori discussioni in seno alla commissione per le petizioni che 483 petizioni sono state dichiarate irricevibili;

C.  considerando che il numero di petizioni ricevute è modesto rispetto alla popolazione complessiva dell'Unione europea, il che indica che sfortunatamente la grande maggioranza dei cittadini e dei residenti dell'UE non conosce ancora l'esistenza del diritto di petizione e la sua potenziale utilità quale mezzo per richiamare l'attenzione delle istituzioni e degli Stati membri dell'UE sulle tematiche che li riguardano e li preoccupano e che rientrano nell'ambito di attività dell'Unione;

D.  considerando che 483 petizioni sono state dichiarate irricevibili nel 2015 e che vi è ancora molta confusione in merito all'ambito di attività dell'Unione europea, come dimostra l'elevato numero di petizioni irricevibili pervenute (il 33,8 %); che per porre rimedio a tale situazione sarebbe opportuno incentivare e migliorare la comunicazione con i cittadini e spiegare i diversi ambiti di competenza – europea, nazionale e locale;

E.  considerando che ogni petizione viene esaminata e trattata con attenzione, in modo efficiente e trasparente;

F.  considerando che i firmatari sono molto spesso cittadini impegnati per la tutela dei diritti fondamentali e per il miglioramento e il benessere futuro delle nostre società; che l'esperienza di questi cittadini relativa al trattamento dato alle loro petizioni ha un forte impatto nel determinare la loro percezione delle istituzioni europee e del rispetto del diritto di petizione sancito dal diritto dell'Unione europea;

G.  considerando che il Parlamento europeo è l'unica istituzione dell'UE eletta direttamente dai cittadini e che il diritto di petizione offre loro i mezzi per richiamare l'attenzione dei rappresentanti che hanno eletto sui temi che li preoccupano; che purtroppo la commissione per le petizioni non dispone attualmente di una sufficiente capacità di indagine in via autonoma;

H.  considerando che, a norma del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine di promuovere la buona governance e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione devono operare nel modo più trasparente possibile;

I.  considerando che il diritto di petizione deve essere un elemento fondamentale del percorso verso una democrazia partecipativa in cui il diritto di ogni cittadino a partecipare direttamente alla vita democratica dell'Unione è tutelato in modo efficace; che una reale governance democratica e partecipativa dovrebbe garantire la piena trasparenza, l'efficace protezione dei diritti fondamentali e il coinvolgimento effettivo dei cittadini nei processi decisionali; che tramite le petizioni il Parlamento europeo può ascoltare i cittadini, fornire loro informazioni e aiutarli a risolvere i problemi che li interessano, richiamando anche le altre istituzioni dell'UE e le istituzioni degli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze, a compiere ogni sforzo al riguardo; che attraverso le petizioni si deve valutare l'impatto della legislazione dell'UE sulla vita quotidiana dei suoi abitanti;

J.  considerando che gli ultimi avvenimenti verificatisi nel Regno Unito, la crisi umanitaria dei rifugiati, il gravissimo impatto sociale ed economico delle misure di austerità, l'incapacità di risolvere la crisi finanziaria garantendo a tutti i cittadini un'esistenza libera e dignitosa e la piena tutela dei loro diritti fondamentali, l'aumento della xenofobia e del razzismo in tutta Europa mettono in dubbio la fiducia nel sistema e nel progetto europeo nel suo complesso; che la commissione per le petizioni ha la responsabilità e l'impegnativo compito di mantenere e rafforzare un dialogo costruttivo con i cittadini e i residenti dell'UE sulle questioni europee;

K.  considerando che la commissione per le petizioni è l'organo che meglio è in grado di mostrare ai cittadini che cosa l'Unione europea fa per loro e quali sono le soluzioni possibili a livello europeo, nazionale o locale; che la commissione per le petizioni può svolgere un'opera importante spiegando ed eventualmente dimostrando i successi e i benefici del progetto europeo;

L.  considerando che il diritto di petizione dovrebbe rafforzare la capacità di reazione del Parlamento europeo, contribuendo a risolvere i problemi legati soprattutto all'applicazione e al recepimento del diritto dell'UE; che le petizioni costituiscono una preziosa fonte di informazioni di prima mano basate sulle esperienze dei cittadini e contribuiscono a identificare eventuali violazioni e lacune nell'attuazione a livello nazionale della legislazione dell'UE e nel suo successivo monitoraggio da parte della Commissione nel suo ruolo di custode dei trattati; che le petizioni che si fondano sugli ambiti di attività dell'Unione europea e soddisfano i criteri di ricevibilità sono uno strumento fondamentale per individuare precocemente i casi di recepimento tardivo e l'effettiva applicazione del diritto dell'UE da parte degli Stati membri; che, attraverso le petizioni, i cittadini dell'UE possono denunciare le carenze nell'attuazione del diritto dell'Unione e contribuire a individuare violazioni del diritto dell'UE;

M.  considerando pertanto che le petizioni hanno grande importanza per il processo legislativo in quanto offrono alle altre commissioni del Parlamento spunti utili e diretti per l'attività legislativa nei loro rispettivi ambiti; che le petizioni non sono una responsabilità esclusiva della commissione per le petizioni, ma dovrebbero costituire un impegno condiviso da tutte le commissioni del Parlamento europeo;

N.  considerando che attraverso le petizioni i cittadini e i residenti dell'UE possono denunciare la scorretta attuazione del diritto dell'Unione; che in questo modo i cittadini rappresentano un'importante fonte d'informazione per individuare le violazioni del diritto dell'UE;

O.  considerando che, oltre a fornire un riscontro utile sull'applicazione della legislazione vigente, le petizioni possono anche contribuire a individuare le lacune nel diritto dell'UE e a valutare gli effetti dell'assenza di regolamentazione in alcuni ambiti, diventando in tal modo il motore di ulteriori sforzi legislativi;

P.  considerando che la commissione per le petizioni ha fatto un uso maggiore degli strumenti specifici a sua disposizione in quanto commissione, quali le interrogazioni con richiesta di risposta orale e le risoluzioni brevi, con l'obiettivo di dare visibilità alle diverse questioni che preoccupano i cittadini, o la presentazione di interrogazioni e risoluzioni al Parlamento in seduta plenaria, ad esempio le risoluzioni sulla legislazione ipotecaria e gli strumenti finanziari rischiosi in Spagna o sull'interesse superiore del minore in Europa;

Q.  considerando che nel 2015 le petizioni presentate dai cittadini sono state trattate con maggiore celerità ed efficienza, essendosi ridotti i tempi nella corrispondenza con i firmatari; che la segreteria ha compiuto uno sforzo notevole per conseguire tale miglioramento;

R.  considerando che i firmatari concorrono in modo attivo al lavoro della commissione per le petizioni, fornendo informazioni di prima mano supplementari ai suoi membri, alla Commissione e ai rappresentanti degli Stati membri presenti; che, partecipando ai dibattiti e presentando petizioni corredate di dati più dettagliati, contribuiscono a instaurare un dialogo fluido e costruttivo con i membri del Parlamento europeo e con la Commissione; che 191 firmatari hanno presenziato e partecipato alle deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2015; che, sebbene tale cifra possa sembrare relativamente bassa, non si deve dimenticare che le riunioni della commissione per le petizioni sono trasmesse in video o via Internet, consentendo ai firmatari di seguire i dibattiti in diretta e in tempo reale o successivamente in differita;

S.  considerando che è stato adottato un metodo specifico di trattamento delle petizioni relative al benessere dei minori ed è stato creato un apposito gruppo di lavoro sull'argomento, istituito il 17 settembre 2015 e di cui è stata eletta presidente Eleonora Evi;

T.  considerando che la presentazione di una petizione coincide spesso con la simultanea trasmissione di una denuncia alla Commissione, che può comportare l'avvio di una procedura d'infrazione; che nel 2015 il Parlamento europeo ha allertato la Commissione con petizioni e interrogazioni sulle mancanze di alcuni Stati membri nell'applicazione e nell'attuazione di determinate normative dell'UE;

U.  considerando che tali petizioni hanno riguardato denunce su questioni ambientali; che la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora alla Finlandia in merito al recepimento della direttiva sull'acceso del pubblico all'informazione ambientale; che in altri cinque casi relativi all'ambiente la Commissione ha avviato dialoghi bilaterali con gli Stati membri in questione; che i casi riguardavano il gas di scisto, la gestione dei lupi, la scorretta applicazione della direttiva sulla valutazione ambientale strategica e la conformità della legislazione nazionale ai requisiti della direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale;

V.  considerando che le petizioni presentate dai cittadini riguardano anche questioni relative alla giustizia e alla cooperazione giudiziaria, il che in un caso ha spinto la Commissione ad avviare un dialogo bilaterale con uno Stato membro sulle restrizioni da esso imposte riguardo alla modifica del cognome dopo il matrimonio;

W.  considerando che a seguito di varie petizioni la Commissione ha inoltre avviato colloqui bilaterali con diversi Stati membri in merito alle imposte sugli immobili e all'imposta locale sulla residenza pagata dagli studenti;

X.  considerando che la Commissione ha intenzione di rafforzare l'applicazione della legislazione dell'UE sulla base del recepimento e di controlli sistematici della conformità della legislazione nazionale; che la Commissione ha dichiarato che adotterà le misure idonee, compreso l'avvio di nuovi casi EU Pilot e di procedure di infrazione, se verrà a conoscenza di possibili infrazioni del diritto dell'UE;

Y.  considerando che il coinvolgimento del Parlamento in tali procedure permette un controllo supplementare sulle attività di indagine delle istituzioni dell'UE competenti; che nessuna petizione deve essere archiviata mentre è ancora oggetto di indagine da parte della Commissione;

Z.  considerando che la Commissione, attraverso la relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea, pubblica le misure intraprese in relazione alle violazioni del diritto dell'Unione e divulga informazioni sulle procedure d'infrazione tramite comunicati stampa; che tali decisioni sulle procedure di infrazione sono consultabili nella banca dati della Commissione, disponibile sul sito web Europa; che la fornitura di informazioni più dettagliate da parte della Commissione nei suoi rapporti con la commissione per le petizioni per casi legati alle petizioni contribuirebbe a una maggiore trasparenza e a una migliore collaborazione tra le due istituzioni;

AA.  considerando che i principali temi fonte di preoccupazione sollevati nelle petizioni abbracciano un ampio ventaglio di argomenti, tra cui, per esempio, la tutela dell'ambiente (in particolare, il trattamento delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la gestione dei bacini idrografici fluviali, le prospezioni e l'estrazione di gas e idrocarburi), le violazioni dei diritti dei consumatori, l'applicazione della giustizia (in particolare, i diritti di affidamento di minori), i diritti fondamentali (in particolare i diritti dei minori, delle persone con disabilità e delle minoranze), la libera circolazione delle persone, le discriminazioni, l'immigrazione, l'occupazione, il benessere degli animali;

AB.  considerando che il portale web della commissione per le petizioni, entrato in funzione alla fine del 2014, è operativo ma non ancora ultimato; che detto portale mira ad offrire ai cittadini e ai residenti dell'UE uno strumento elettronico per presentare le petizioni e seguirne costantemente l'iter, firmare elettronicamente le proprie petizioni e aderire alle petizioni di altri firmatari il cui contenuto li interessi; che le carenze in alcune funzionalità di base, quali il motore di ricerca, riscontrate durante il 2015 hanno compromesso fino a poco tempo fa il ruolo del portale quale spazio interattivo di scambio tra i cittadini; che tale problema è stato infine risolto;

AC.  considerando che il portale è concepito per aumentare la trasparenza e l'interattività della procedura di petizione e garantisce una maggiore efficienza amministrativa, a vantaggio dei firmatari, dei deputati e del pubblico in generale; che la seconda fase del progetto, tesa soprattutto a migliorare la gestione amministrativa delle petizioni e anche a consentire ai firmatari originali e ai sostenitori di seguire in tempo reale le petizioni, non ha registrato sostanziali progressi nel corso del 2015; che secondo il calendario iniziale avrebbe già dovuto essere ultimata entro tale termine;

AD.  considerando che i continui ritardi nelle fasi successive del progetto hanno generato un carico di lavoro aggiuntivo per la segreteria della commissione per le petizioni a causa della necessità di caricare manualmente i file pertinenti nelle diverse banche dati; che vi sono ancora petizioni in attesa di essere caricate, dal momento che finora soltanto le petizioni aperte ricevute nel 2013, 2014 e 2015 sono state inserite nel portale e che le petizioni ricevute nel 2016 sono attualmente in corso di caricamento nel sistema;

AE.  considerando che sono state colmate alcune lacune, nello specifico quelle relative alla funzione di ricerca e al trattamento della riservatezza del firmatario, e che i lavori sono continuati secondo il calendario previsto nella seconda metà del 2016 per migliorare l'utilità e la visibilità del servizio per i cittadini;

AF.  considerando che la ricevibilità delle petizioni si fonda sui criteri stabiliti all'articolo 227 TFUE; che il concetto di ambito di attività dell'Unione va ben al di là di un mero elenco di competenze; che una dichiarazione di irricevibilità può essere soggetta a un riesame giudiziario se non debitamente giustificata sulla base di questi criteri;

AG.  considerando che i tribunali nazionali hanno la responsabilità primaria di garantire che la legislazione dell'UE sia applicata correttamente negli Stati membri; che, in tale contesto, le sentenze preliminari della Corte di giustizia europea costituiscono un utile strumento a disposizione dei sistemi giudiziari nazionali; che tale procedura è stata poco applicata, o non è stata applicata affatto, in alcuni Stati membri; che le petizioni costituiscono una strada alternativa e indipendente per svolgere indagini e controlli sulla conformità alla legislazione dell'UE e che queste due procedure alternative non dovrebbero pertanto escludersi a vicenda;

AH.  considerando che l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) dovrebbe costituire uno strumento importante per consentire ai cittadini di partecipare direttamente allo sviluppo delle politiche dell'UE e che il suo potenziale deve essere valorizzato pienamente, garantendo nel contempo che i cittadini siano pienamente informati sulle questioni di competenza dell'UE e di competenza nazionale; che i cittadini dovrebbero essere informati meglio circa le principali differenze tra l'iniziativa dei cittadini europei e il diritto di petizione; che il Parlamento ha la responsabilità specifica di rendere questo strumento un vero successo; che, come emerge dalle dichiarazioni rilasciate all'audizione pubblica del 22 febbraio 2015, presso le organizzazioni che hanno registrato una ICE è generale la convinzione che le barriere amministrative debbano essere eliminate se si vogliono conseguire i migliori risultati possibili in materia di partecipazione dei cittadini;

AI.  considerando che, a tre anni dall'entrata in vigore del regolamento (UE) n. 211/2011 il 1° aprile 2012, la commissione per le petizioni ritiene necessario valutarne l'attuazione per individuare le eventuali lacune e proporre soluzioni praticabili e concrete per una sua rapida revisione, con l'obiettivo di migliorarne il funzionamento;

AJ.  considerando che nel 2015, a causa del carico di lavoro della commissione per le petizioni, è stata effettuata una sola missione conoscitiva in relazione alle petizioni trattate nel 2015; che la missione conoscitiva effettuata nel Regno Unito il 5 e 6 novembre 2015 sulla questione dell'adozione senza il consenso dei genitori ha consentito ai membri della delegazione di avere un quadro più chiaro della situazione, avendo essi potuto discutere il problema con i rappresentanti delle diverse istituzioni coinvolte del Regno Unito;

AK.  considerando che nel 2016, una volta normalizzato il carico di lavoro, sono state effettuate tre missioni conoscitive sulle quali era in corso un'indagine nel 2016; che tali missioni costituiscono una speciale prerogativa della commissione per le petizioni e una parte fondamentale del suo lavoro, che implica l'interazione con i firmatari e le autorità degli Stati membri interessati; che i membri delle delegazioni che effettuano tali missioni partecipano su un piano di parità a tutte le attività, compresa la stesura della relazione finale;

AL.  considerando che la commissione per le petizioni ha delle responsabilità nei confronti dell'ufficio del Mediatore europeo, incaricato dell'esame delle denunce dei cittadini e dei residenti dell'UE sui casi di possibile cattiva amministrazione in seno alle istituzioni e agli organi dell'UE, sul quale anch'essa redige una relazione annuale basata sulla relazione annuale del Mediatore europeo;

AM.  considerando che il 26 maggio 2015 il Mediatore europeo Emily O'Reilly ha presentato la relazione annuale per il 2014 al Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz; considerando che il 23 giugno 2015 il Mediatore ha presentato la sua relazione in occasione della riunione della commissione per le petizioni, organo competente per i rapporti con la sua istituzione;

AN.  considerando che la commissione per le petizioni è membro della Rete europea dei difensori civici, che comprende i difensori civici nazionali e regionali e le commissioni per le petizioni e gli organi analoghi degli Stati membri dell'Unione europea, dei paesi candidati all'adesione all'UE e di altri paesi dello Spazio economico europeo e/o dello spazio Schengen; che la commissione per le petizioni del Parlamento europeo è membro a pieno titolo di tale rete, la quale conta attualmente 94 uffici in 36 paesi;

AO.  considerando che ogni petizione è valutata e trattata con la debita attenzione e che ogni firmatario deve ricevere una risposta entro tempi ragionevoli;

AP.  considerando che tutti i firmatari dovrebbero avere la possibilità di presentare direttamente i loro casi alla commissione per le petizioni;

1.  sottolinea che il diritto di petizione dovrebbe rafforzare la capacità di reazione del Parlamento europeo, contribuendo a risolvere i problemi legati principalmente al recepimento e all'attuazione della legislazione dell'UE, dal momento che le petizioni che si basano sugli ambiti di attività dell'UE e soddisfano i criteri di ricevibilità costituiscono un'importante fonte di informazione per individuare le potenziali violazioni e lacune nell'attuazione della legislazione dell'UE; invita la Commissione a fare maggior uso delle sue competenze quando si tratta di garantire l'attuazione efficace della legislazione dell'UE, ad esempio utilizzando più rapidamente la procedura d'infrazione a norma degli articoli 258 e 260 TFUE;

2.  sottolinea l'azione di ascolto e di aiuto nella risoluzione dei problemi che interessano i cittadini svolta dalla commissione per le petizioni; ritiene che le petizioni possano contribuire a valutare meglio l'impatto della legislazione dell'UE sulla vita quotidiana delle persone fungendo da ponte tra i cittadini e le istituzioni;

3.  sottolinea che la commissione per le petizioni ha l'opportunità e l'impegnativo compito di mantenere un dialogo leale e proficuo con i cittadini, congiuntamente alla possibilità di riavvicinare le istituzioni dell'UE ai suoi cittadini; osserva che dovrebbe contribuire a promuovere la democrazia partecipativa; ritiene che, per conseguire tale scopo, è fondamentale fornire una risposta adeguata alle petizioni, sia in termini di tempi di attesa che di qualità della risposta;

4.  ricorda che dovrebbe essere rispettata una rappresentanza equa e proporzionata delle nazionalità dei firmatari nel quadro delle discussioni pubbliche della commissione per le petizioni; osserva che, al fine di rafforzare la dimensione europea della commissione per le petizioni, sarebbe opportuno incoraggiare una rappresentanza adeguata ed equa di tutti gli Stati membri nelle sue discussioni pubbliche;

5.  sottolinea che le petizioni sono anche importanti nel processo legislativo poiché rilevano le lacune esistenti nel recepimento della legislazione dell'UE e forniscono ad altre commissioni del Parlamento europeo informazioni utili e dirette per l'attività legislativa nei loro rispettivi ambiti; plaude alla maggiore interazione tra la commissione per le petizioni e le altre commissioni parlamentari, nonché a una presenza più frequente delle questioni relative alle petizioni nell'ordine del giorno della plenaria; ritiene che le petizioni non siano una responsabilità esclusiva della commissione per le petizioni, ma debbano costituire un impegno condiviso da tutte le commissioni del Parlamento europeo; si rallegra dell'intenzione di creare una rete informale delle petizioni all'interno del Parlamento, con la partecipazione di deputati in rappresentanza di tutte le commissioni, al fine di garantire un coordinamento fluido ed efficace dei lavori relativi alle petizioni; ritiene che la rete debba consentire una migliore comprensione del ruolo delle petizioni nel lavoro parlamentare e rafforzare la cooperazione tra le commissioni sulle questioni sollevate dai firmatari; invita tutte le commissioni parlamentari competenti a prestare la dovuta attenzione alle petizioni loro trasmesse e a compiere gli sforzi necessari per apportare le informazioni richieste per la corretta gestione delle petizioni;

6.  rileva che anche il Parlamento svolge un ruolo politico cruciale in relazione alle azioni di esecuzione della Commissione, esaminando le relazioni annuali sul controllo dell'attuazione del diritto dell'UE e adottando le pertinenti risoluzioni parlamentari; invita la Commissione a tenere conto delle risoluzioni presentate al Parlamento dalla commissione PETI, che individuano specifiche lacune nell'applicazione e nell'attuazione del diritto dell'UE sulla base delle petizioni e la invita ad adottare gli opportuni provvedimenti e a riferire al Parlamento in merito al relativo seguito; invita, inoltre, il Consiglio e il Parlamento a prendere provvedimenti specifici per quanto concerne l'adozione del regolamento 2013/0140/COD sull'esenzione della mosca della frutta (Drosophila melanogaster) dai controlli veterinari alle frontiere esterne dell'UE, come suggerito da alcuni premi Nobel (professori di biochimica) nella petizione n. 1358/2011;

7.  si compiace del fatto che nel 2015 è stato ridotto il tempo di trattamento delle petizioni ma sostiene ciononostante che occorre immediatamente dotare la segreteria della commissione per le petizioni di maggiori risorse tecniche e più personale per garantire un esame attento e un'ulteriore riduzione dei tempi di trattamento, assicurandone nel contempo la qualità;

8.  resta del parere che si debba in particolare garantire che l'irricevibilità o l'archiviazione delle petizioni per via della loro infondatezza sia attentamente motivata ai firmatari;

9.  constata che la Commissione è coinvolta e impegnata nel processo di petizione e risponde nel più breve tempo possibile alle nuove petizioni inviatele dal Parlamento; sottolinea che le risposte della Commissione sono generalmente dettagliate e si riferiscono alle petizioni di sua competenza; ricorda tuttavia che in numerose occasioni la Commissione non fornisce nuove informazioni nelle sue risposte alle petizioni per le quali viene chiesta una revisione in seguito a cambiamenti del loro stato e del contesto; deplora i casi in cui la Commissione si concentra essenzialmente sugli aspetti procedurali e non entra nel merito della questione; ricorda alla Commissione che le petizioni che denunciano una potenziale violazione del diritto dell'UE possono essere archiviate soltanto dopo la conclusione di un loro esame adeguato; osserva l'impegno della Commissione a inviare funzionari generalmente competenti alle riunioni della commissione per le petizioni dato che la qualità del trattamento complessivo delle petizioni migliora quando la Commissione nei dibattiti è rappresentata dai più alti funzionari disponibili; si rammarica del fatto che, durante le riunioni della commissione PETI, le risposte della Commissione si limitano generalmente al contenuto delle risposte ufficiali inviate alla commissione e non apportano alcuna informazione nuova o rilevante che consenta di risolvere le questioni sollevate; rileva che le risposte scritte sono prese in seria considerazione, come anche le spiegazioni fornite durante le discussioni orali tenute dalla commissione per le petizioni;

10.  ritiene che, nel suo ruolo di custode dei trattati, in particolare riguardo alle questioni ambientali, la Commissione dovrebbe andare al di là di una mera verifica formale della conformità procedurale e concentrarsi maggiormente sul contenuto effettivo della questione centrale; ricorda il principio di precauzione e lo spirito ultimo della legislazione ambientale dell'UE teso a evitare danni irreversibili alle zone ecologicamente sensibili; esorta la Commissione ad adottare un approccio che le consenta di utilizzare le proprie competenze e prerogative su base ex-ante;

11.  indica che in futuro si adopererà maggiormente per garantire che la Commissione riferisca periodicamente al Parlamento sull'evoluzione delle procedure di infrazione avviate contro i singoli Stati membri, per favorire una migliore cooperazione e per informare tempestivamente i firmatari interessati sugli sviluppi di tali procedure;

12.  ritiene che, in nome della trasparenza, in uno spirito di collaborazione leale tra le diverse istituzioni dell'UE e in base all'Accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione, quest'ultima, su richiesta e ove previsto, dovrebbe fornire al Parlamento una sintesi dei singoli casi relativi ai procedimenti EU Pilot; ribadisce le precedenti richieste avanzate dalla commissione per le petizioni per garantire l'accesso ai documenti concernenti EU Pilot e la procedura d'infrazione, dal momento che le petizioni portano spesso all'avvio di tali procedure; rinnova il suo invito alla Commissione a informare la commissione per le petizioni degli sviluppi delle procedure d'infrazione direttamente collegate alle petizioni; ravvisa la necessità di assicurare la massima trasparenza nella divulgazione delle informazioni sui procedimenti EU Pilot e sulle procedure di infrazione già terminati;

13.  ritiene che le informazioni necessarie concernenti le procedure d'infrazione avviate a seguito di missioni conoscitive relative alle petizioni debbano essere tempestivamente fornite al Parlamento, in particolare, su richiesta della commissione per le petizioni;

14.  considera fondamentale migliorare la collaborazione con i parlamenti nazionali e le loro commissioni competenti, così come con i governi degli Stati membri, soprattutto per contribuire a garantire che le petizioni siano trattate dalle autorità pertinenti e competenti; ribadisce la sua richiesta di avviare un dialogo strutturato con gli Stati membri sotto forma di incontri periodici con le pertinenti commissioni dei parlamenti nazionali; si compiace della presenza di una delegazione della commissione per le petizioni del Bundestag tedesco alla riunione della commissione per le petizioni del 4 maggio 2015; incoraggia i rappresentanti degli Stati membri e delle autorità locali e/o regionali interessate a partecipare alle riunioni della commissione per le petizioni; ribadisce l'importanza della partecipazione di rappresentanti del Consiglio e della Commissione alle riunioni e alle audizioni della commissione per le petizioni;

15.  riconosce l'impatto di un'applicazione efficace del diritto dell'UE sul rafforzamento della credibilità delle istituzioni dell'UE; ricorda che il diritto di petizione, sancito dal trattato di Lisbona, è un elemento importante della cittadinanza europea e un vero e proprio barometro per monitorare l'applicazione del diritto dell'UE e individuare eventuali lacune; invita la commissione PETI a istituire un incontro regolare con le commissioni nazionali per le petizioni al fine di aumentare la consapevolezza delle preoccupazioni espresse dai cittadini europei nell'UE e negli Stati membri e rafforzare ulteriormente i loro diritti attraverso un migliore processo legislativo e attuativo europeo;

16.  rinnova l'invito, già formulato nella relazione sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2013(1), a lanciare un dialogo strutturato rafforzato con gli Stati membri, per esempio organizzando riunioni periodiche con i membri delle commissioni per le petizioni dei parlamenti nazionali o con altre autorità competenti; invita gli Stati membri a tenere conto delle raccomandazioni formulate nelle relazioni delle missioni conoscitive e durante i dialoghi;

17.  si compiace del fatto che 191 cittadini abbiano presentato le proprie petizioni direttamente alla commissione per le petizioni nel 2015; ricorda la possibilità di ricorrere alle videoconferenze e sostiene un maggiore utilizzo di tale strumento o di qualsiasi altro mezzo che consenta ai firmatari di partecipare attivamente ai lavori della commissione per le petizioni quando non possono essere fisicamente presenti;

18.  prende atto dell'interpretazione restrittiva data dalla Commissione all'articolo 51, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali che stabilisce, tra le altre cose, che la Carta si applica agli Stati membri "esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione"; prende atto che l'articolo 51, paragrafo 2, della Carta stabilisce che la Carta stessa "non estende l'ambito di applicazione del diritto dell'Unione al di là delle competenze dell'Unione"; esorta a dare un'interpretazione più ampia al campo di applicazione della Carta e, in ultima analisi, a rivalutare la pertinenza di tale articolo nelle future revisioni della Carta e dei trattati; sottolinea che nulla impedisce agli Stati membri di impegnarsi nella piena applicazione delle disposizioni della Carta nella loro legislazione nazionale al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei loro cittadini al di là dell'attuazione del diritto dell'Unione e ricorda loro che sono vincolati anche da altri obblighi internazionali;

19.  deplora che i firmatari non siano ancora sufficientemente informati circa i motivi in base ai quali una petizione viene dichiarata irricevibile;

20.  deplora l'interpretazione rigida e restrittiva da parte della Commissione dell'articolo 51 della Carta dei diritti fondamentali, secondo il quale "le disposizioni della […] Carta si applicano alle istituzioni, organi e organismi dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà, come pure agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione"; rammenta che, a causa dell'esistenza dell'articolo 51 della Carta, accade spesso che le aspettative dei cittadini vadano al di là di quanto strettamente consentito dalle disposizioni giuridiche della Carta stessa e siano spesso deluse proprio in virtù della sua interpretazione rigida e restrittiva; chiede alla Commissione di adottare una nuova impostazione più coerente a tali aspettative;

21.  deplora che i cittadini della Polonia e del Regno Unito non siano ancora tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

22.  sottolinea che nel gennaio 2015 due deputati sono stati eletti membri rappresentanti della commissione per le petizioni nelle strutture della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CPRD) e hanno assistito all'esame della relazione iniziale dell'Unione europea e del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità a Ginevra, in Svizzera il 27 e 28 agosto 2015; sottolinea il prezioso lavoro attualmente svolto dalla commissione per le petizioni nel quadro dell'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; prende debitamente atto del fatto che il 2015 è stato un anno molto significativo poiché, per la prima volta, il rispetto degli obblighi in materia di diritti umani nell'UE è stato sottoposto a verifica da parte di un organismo delle Nazioni Unite; si compiace che un comitato delle Nazioni Unite abbia avuto l'opportunità di ascoltare tutti i dettagli relativi tutela fornita dalla commissione per le petizioni; sottolinea che la Commissione ha iniziato integrare le osservazioni finali del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nel processo di trattamento delle petizioni(2); si compiace che l'audizione pubblica "Protezione dei diritti delle persone con disabilità, dalla prospettiva delle petizioni ricevute", organizzata dalla commissione per le petizioni il 15 ottobre 2015, sia stata molto accessibile; richiama l'attenzione sull'importanza delle conclusioni dello studio commissionato dal dipartimento tematico C dal titolo "Il ruolo di protezione svolto dalla commissione per le petizioni nel contesto dell'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità"; considera importante che la commissione per le petizioni continui a organizzare eventi incentrati sulle petizioni relative alla disabilità; chiede che sia rafforzata la capacità della commissione per le petizioni e della sua segreteria affinché possano adempiere in modo adeguato la funzione di protezione; chiede che sia designato un funzionario responsabile del trattamento delle questioni relative alle disabilità; sottolinea l'importante azione di follow-up riguardo alla disabilità data dalla commissione nel 2015 su temi più specifici, ad esempio la ratifica del trattato di Marrakech, lo sblocco della direttiva contro la discriminazione, l'esenzione dai dazi doganali per alcuni prodotti concepiti per la promozione educativa, scientifica o culturale delle persone con disabilità o gli assistenti familiari;

23.  sollecita una rapida ratifica, a livello UE, del trattato di Marrakech per facilitare l'accesso ai testi pubblicati per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, indipendentemente dal conflitto di competenze dinnanzi alla CGUE; ricorda che, nelle osservazioni conclusive di settembre 2015, la commissione CRPD ha messo in luce alcune carenze all'interno dell'UE per quanto concerne il pieno rispetto della Convenzione; osserva che l'UE deve adottare rapidamente un atto europeo modificato sull'accessibilità che includa meccanismi di attuazione e di denuncia efficaci e accessibili; rileva l'esigenza di separare i ruoli della Commissione, allontanandola dal quadro di monitoraggio indipendente, al fine di garantire che tale quadro disponga di risorse adeguate per svolgere le proprie funzioni;

24.  sottolinea la varietà di aree tematiche che costituiscono oggetto delle petizioni presentate dai cittadini, quali i diritti fondamentali, il benessere dei minori, i diritti delle persone con disabilità, i diritti delle persone appartenenti alle minoranze, i diritti dei minori, il mercato interno, la legislazione ambientale, i rapporti di lavoro, le politiche migratorie, gli accordi commerciali, le questioni di sanità pubblica, i trasporti, i diritti degli animali e le discriminazioni;

25.  sottolinea la sensibilità delle petizioni che riguardano i diritti dei bambini poiché in tali casi è necessario rispondere con urgenza e in modo adeguato alle preoccupazioni dei firmatari tutelando nel contempo l'interesse superiore dei minori, nel contesto delle missioni conoscitive che la commissione per le petizioni può organizzare nell'esame di tali petizioni;

26.  ritiene che l'organizzazione di audizioni pubbliche sia uno strumento utile per esaminare in maniera più approfondita le problematiche sollevate dai firmatari che rientrano tra gli ambiti di attività dell'UE, nonché aspetti generali del funzionamento dell'UE e le relative lacune; attira l'attenzione sulle audizioni pubbliche tenute il 26 febbraio 2015 insieme alla commissione per gli affari costituzionali sull'iniziativa dei cittadini europei (ICE), il 23 giugno 2015 sul diritto di petizione, il 15 ottobre 2015 sulla protezione dei diritti delle persone con disabilità e l'11 maggio 2015, in collaborazione con altre tre commissioni, sull'iniziativa dei cittadini europei "Stop alla vivisezione" e considera che il seminario sulle adozioni transfrontaliere, tenuto il 1° dicembre 2015 congiuntamente alla commissione giuridica, sia stata un'iniziativa utile;

27.  considera l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) un nuovo diritto politico dei cittadini, nonché uno strumento importante per la definizione dell'agenda politica per una democrazia partecipativa nell'Unione europea, che consente ai cittadini di essere direttamente e attivamente coinvolti nei progetti e nei processi che li riguardano, e il cui potenziale deve essere senza dubbio valorizzato al massimo e potenziato in misura significativa per ottenere i migliori risultati e per incoraggiare il maggior numero possibile di cittadini dell'Unione a partecipare allo sviluppo futuro del processo di integrazione europea; ritiene altresì che il rafforzamento della tutela dei diritti fondamentali e della legittimità democratica e della trasparenza delle istituzioni debba essere annoverato tra gli obiettivi prioritari dell'UE; ricorda alla Commissione la necessità di dare seguito alle raccomandazioni formulate nella risoluzione del Parlamento europeo del 28 ottobre 2015 sull'iniziativa dei cittadini europei(3) per garantire l'esercizio effettivo del diritto di presentare un'iniziativa dei cittadini europei; ribadisce il proprio impegno a partecipare in modo proattivo all'organizzazione di audizioni pubbliche per il buon esito delle iniziative; si impegna a dare la priorità a livello interistituzionale all'efficacia di detto processo partecipativo e a garantire un adeguato seguito legislativo;

28.  si rammarica del fatto che la Commissione consideri prematura la revisione del regolamento (UE) n. 211/2011, del 1° aprile 2012, entrato in vigore tre anni fa; ritiene che sia necessario valutare in modo esaustivo la sua attuazione pratica al fine di risolvere tutte le carenze riscontrate e proporre soluzioni praticabili per una sua imminente revisione, garantendo che le procedure e le condizioni necessarie per l'ICE siano realmente chiare, semplici, di facile applicazione e proporzionate; accoglie con soddisfazione la relazione della Commissione del 31 marzo 2015 sull'iniziativa dei cittadini europei e la decisione OI/9/2013/TN del Mediatore europeo, e chiede alla Commissione di garantire, in sede di revisione di tale strumento, che l'ICE fornisca un reale contributo all'Unione conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e che siano adottati tutti i provvedimenti giuridici pertinenti al fine di assicurare un seguito adeguato a ogni ICE considerata completata con successo; chiede alla Commissione, viste le varie carenze rilevate, di presentare quanto prima possibile una proposta di modifica del regolamento (UE) n. 211/2011;

29.  richiama l'attenzione sulla propria risoluzione dell'8 ottobre 2015 sulla legislazione ipotecaria e gli strumenti finanziari rischiosi in Spagna(4) alla luce delle petizioni ricevute, in cui il Parlamento ha formulato una serie di raccomandazioni per la corretta applicazione della legislazione dell'UE in materia di diritto ipotecario e di lotta alle pratiche bancarie abusive; invita la Commissione a monitorare da vicino l'applicazione in tutti gli Stati membri della direttiva 2014/17/UE sul credito ipotecario e della direttiva 93/13/CEE concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori e a condividere le migliori pratiche volte a migliorare la protezione dei cittadini in difficoltà finanziarie;

30.  manifesta preoccupazione per le carenze a livello di accesso adeguato alla giustizia in alcuni Stati membri riscontrate in seguito al trattamento di petizioni; ritiene che si tratti di un problema fondamentale da affrontare senza indugio al fine di garantire un corretto funzionamento democratico dell'Unione e l'esercizio dei diritti fondamentali da parte dei suoi cittadini e residenti; ritiene che l'Unione dovrebbe dare l'esempio utilizzando il pilastro della convenzione di Aarhus sull'accesso alla giustizia in materia ambientale;

31.  richiama l'attenzione sulla propria risoluzione del 21 gennaio 2016 sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2014, nonché su quella del 25 febbraio 2016 sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2014;

32.  accoglie con favore la ripresa di un livello più normale di attività nell'ambito delle missioni conoscitive e auspica che il pieno potenziale di questa prerogativa specifica della commissione per le petizioni sia sfruttato nei prossimi anni fino alla fine della legislatura; sottolinea l'importanza dei documenti di lavoro elaborati dopo ogni missione, comprese le raccomandazioni specifiche, ed esorta le diverse autorità interessate a tenerli in debita considerazione; ritiene che sarebbe opportuno valutare periodicamente il grado di conformità a tali raccomandazioni;

33.  sottolinea il lavoro svolto nel 2015 dalla commissione per le petizioni per mettere a disposizione dei firmatari un portale Internet dove potrebbero registrarsi, presentare una petizione, scaricare i documenti di accompagnamento e aderire alle petizioni già dichiarate ricevibili; sottolinea l'aggiornamento del suddetto portale, nel quale sono state caricate le petizioni registrate nel 2013, 2014 e 2015; plaude al fatto che le nuove funzionalità relative alla ricerca, all'adesione e alla riservatezza del firmatario siano state rinnovate e migliorate;

34.  ricorda le misure ancora necessarie per concludere le fasi restanti del progetto di sito Internet delle petizioni, grazie al quale i firmatari potranno ricevere informazioni in tempo reale sullo stato della loro petizione, essere automaticamente notificati riguardo alle modifiche nel processo di trattamento quali la dichiarazione di ricevibilità, il ricevimento di una risposta dalla Commissione o l'iscrizione della petizione all'ordine del giorno di una riunione di commissione e il link per lo streaming sul web, nonché mettersi in contatto diretto la segreteria della commissione per le petizioni per ottenere informazioni chiare e dirette; sottolinea che il sito Internet è una fonte di informazioni fondamentale per i cittadini dell'UE e che sarebbe quindi opportuno fornire informazioni sul ciclo di vita della petizione;

35.  richiama l'attenzione sull'adozione del regolamento (UE) n. 910/2014 in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno; chiede vivamente che i documenti sottoscritti con firma elettronica provenienti da tutti i 28 Stati membri siano accettati dalla commissione per le petizioni, nonché da tutte le istituzioni dell'Unione europea;

36.  pone l'accento sull'importante ruolo svolto dalla rete SOLVIT, una rete per la risoluzione dei problemi tra gli Stati membri che dovrebbe essere esaurientemente sviluppata in tutto il suo potenziale, in collaborazione con gli Stati e i rispettivi centri nazionali SOLVIT nelle loro amministrazioni nazionali; chiede che tale rete sia dotata di maggiori risorse e che si svolga un'analisi più sistematica dei problemi rilevati attraverso SOLVIT, dal momento che questa rete contribuisce a fornire un quadro fedele delle disfunzioni del mercato unico;

37.  chiede al Regno Unito di prendere nota delle raccomandazioni formulate nella relazione sulla missione conoscitiva svolta a Londra i giorni 5 e 6 novembre 2015 dalla commissione per le petizioni, che è stata approvata dalla commissione il 19 aprile 2016;

38.  sottolinea l'importanza della cooperazione con il Mediatore europeo nonché della partecipazione del Parlamento europeo alla Rete europea dei difensori civici; si compiace dei buoni rapporti interistituzionali esistenti tra il Mediatore e la commissione per le petizioni; plaude al lavoro svolto dal Mediatore per migliorare la buona amministrazione nell'UE e apprezza, in particolare, i suoi periodici contributi alle attività della commissione nell'arco dell'intero anno;

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle loro commissioni per le petizioni e ai loro difensori civici nazionali o organi competenti analoghi.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2014)0204.

(2)

Adottate dalla commissione delle Nazioni Unite durante la sua quattordicesima sessione (17 agosto -4 settembre 2015); cfr.: http://tbinternet.ohchr.org/_layouts/treatybodyexternal/Download.aspx?symbolno=CRPD%2fC%2fEU%2fCO%2f1&Lang=en

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0382.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0347.


MOTIVAZIONE

La relazione annuale del 2015 ha lo scopo di fornire un quadro d'insieme sul lavoro della commissione per le petizioni, il cui calendario di attività non corrisponde al programma legislativo della Commissione ma viene stabilito dai cittadini che, nell'esercitare il proprio diritto di petizione presso il Parlamento europeo, esprimono le proprie preoccupazioni circa le diverse politiche e misure legislative dell'Unione.

La relazione annuale intende offrire un'immagine precisa e completa dei lavori della commissione per le petizioni. Tale relazione riporta le statistiche sul numero di petizioni ricevute, trasmesse o archiviate dalla commissione per le petizioni, sui paesi interessati o sugli argomenti trattati. Esse costituiscono un importante strumento quantitativo per la valutazione dell'attività della commissione. La presente relazione tratta anche altri aspetti, come le relazioni con le altre istituzioni europee e le autorità nazionali e regionali.

Diritto di petizione al Parlamento europeo: pilastro della cittadinanza europea

Le statistiche annuali del 2015 mostrano che la maggior parte dei cittadini si rivolge al Parlamento europeo per chiedere aiuto su questioni che riguardano l'ambiente, la giustizia, il mercato interno o i diritti fondamentali.

Altri firmatari cercano di far ascoltare le proprie proposte e suggerimenti inerenti allo sviluppo delle politiche europee mentre altri ancora si rivolgono al Parlamento europeo allo scopo di impugnare le decisioni adottate dalle autorità nazionali e contestare le sentenze dei giudici nazionali. Alcuni denunciano carenze nell'applicazione del diritto dell'UE, sia in ragione di un recepimento scorretto della normativa sia per la mancata applicazione delle norme dell'Unione europea.

Secondo le statistiche, nel 2015 il Parlamento europeo ha ricevuto 1 431 petizioni, dato che indica una diminuzione del 47 % rispetto alle 2 714 pervenute nel 2014. Si può ritenere che gli anni precedenti (2013 e 2014) abbiano segnato un picco nel numero di petizioni ricevute e che la forte diminuzione del 2015 (quasi della metà) rifletterebbe un cambiamento di tendenza dopo l'aumento costante del numero di petizioni pervenute durante l'ultima legislatura.

Analisi statistica delle petizioni ricevute nel 2015 rispetto a quelle ricevute nel 2014

Trattamento delle petizioni

Trattamento delle petizioni

Numero di petizioni

%

Numero di petizioni

%

 

2014

2015

Dichiarate ricevibili e aperte

790

29,1

519

36,3

Dichiarate ricevibili e archiviate

817

30,1

424

29,6

Dichiarate irricevibili

1070

39,4

483

33,8

In attesa di decisione

37

1,4

5

0,3

Totale petizioni registrate

2714

100

1431

100,0

Trattamento delle petizioni

Numero di petizioni

%

Numero di petizioni

%

 

2014

 

2015

 

Dichiarate ricevibili e aperte

790

100

519

100

Dichiarate ricevibili e trasmesse per parere ad altri organismi

77

9,7

42

8

Dichiarate ricevibili e trasmesse per conoscenza ad altri organismi

380

48,1

359

69,2

Dichiarate ricevibili e trasmesse per parere alla Commissione europea

688

87,0

464

89,4

2015

 

2014

Trattamento

Numero di petizioni

Percentuale

 

Trattamento

Numero di petizioni

Percentuale

Dichiarate ricevibili

943

65,9

 

Dichiarate ricevibili

1630

60,0

Dichiarate irricevibili

483

33,8

 

Dichiarate irricevibili

1083

39,9

In attesa di decisione

5

0,3

 

In attesa di decisione

2

0,1

Numero totale

1431

100

 

Numero totale

2715

100

Nel 2015 sono state dichiarate ricevibili 943 petizioni (65,9 % su un totale di 1 431) mentre 483 sono state dichiarate irricevibili (33,8 %).

Nel 2015, il 63,4 % delle petizioni ricevute (ossia 907 petizioni) è stato trattato rapidamente, o perché dichiarate irricevibili (33,8 %) o perché, una volta dichiarate ricevibili, sono state archiviate subito dopo aver fornito informazioni al firmatario o dopo essere state trasmesse per conoscenza ad altre commissioni parlamentari competenti nella materia (29,6 %). La commissione per le petizioni nel 2015 è riuscita a recuperare il ritardo accumulato nel trattamento delle petizioni e a mettersi in pari, fattore questo che ha una forte incidenza sulla qualità dei rapporti con i firmatari poiché questi possono rendersi conto che i tempi di trattamento della loro petizione si riducono.

Vale la pena sottolineare che la percentuale di petizioni dichiarate irricevibili è diminuita rispetto al 2014 (6,1 % nel 2015) mentre la percentuale di petizioni dichiarate ricevibili è aumentata (5,9 %). Il numero di petizioni dichiarate ricevibili e archiviate nelle fasi iniziali della procedura continua a essere stabile, attestandosi intorno al 30 %.

Per quanto riguarda il seguito dato alle petizioni e le decisioni adottate dai membri della commissione per le petizioni esistono evidenti differenze di trattamento tra gli anni 2014 e 2015: la decisione di trasmettere le petizioni per conoscenza ad altri organismi è aumentata di circa il 21 %, mentre la decisione di trasmettere le petizioni per parere ad altri organismi che non siano la Commissione europea si attesta intorno all'8 %. La Commissione continua a essere il partner principale della commissione per le petizioni nel trattamento delle petizioni che non sono archiviate nelle fasi iniziali della procedura, dato che in quasi il 90 % dei casi (464 su 519) tali petizioni sono trasmesse alla Commissione per il loro trattamento e per parere.

Numero di petizioni per paese

Nel 2015 si sono registrati alcuni cambiamenti nell'elenco dei paesi di origine delle petizioni rispetto al 2014: la Spagna occupa sempre il primo posto, seguita da Italia, Germania, Romania e Polonia (nel 2014 la quinta posizione era occupata dal Regno Unito). Si riscontra tuttavia un aumento significativo della percentuale delle petizioni italiane, che passano dal 7,9 % al12,3 %.

I paesi baltici (Lituania, Estonia e Lettonia) occupano ancora una volta gli ultimi posti nell'elenco.

2015

 

2014

Paese

Numero di petizioni

%

 

Paese

Numero di petizioni

%

Unione europea

491

29,7

 

Unione europea

908

28,9

Spagna

213

12,9

 

Spagna

449

14,3

Italia

203

12,3

 

Germania

271

8,6

Germania

153

9,3

 

Italia

248

7,9

Romania

104

6,3

 

Romania

199

6,3

Polonia

57

3,5

 

Regno Unito

109

3,5

Altri

431

26,0

 

Altri

1071

34,0

Numero di petizioni per paese nel 2015

Principali temi delle petizioni

Come già precedentemente indicato, nel 2015 l'ambiente è stato l'ambito che più ha destato preoccupazione per i firmatari, seguito dalla giustizia, dal funzionamento del mercato interno, dai diritti fondamentali e dai trasporti.

2015

 

2014

Temi

Numero di petizioni

Percentuale

 

Temi

Numero di petizioni

Percentuale

Ambiente

174

9,2

 

Giustizia

300

8,3

Giustizia

142

7,5

 

Ambiente

284

7,8

Mercato interno

139

7,3

 

Mercato interno

266

7,3

Diritti fondamentali

84

4,4

 

Diritti fondamentali

208

5,7

Trasporti

84

4,4

 

Salute

173

4,8

Salute

78

4,1

 

Affari sociali

158

4,4

Occupazione

74

3,9

 

Trasporti

117

3,2

Affari sociali

60

3,2

 

Istruzione e cultura

113

3,1

Istruzione e cultura

57

3,0

 

Occupazione

108

3,0

Proprietà e restituzione

32

1,7

 

Proprietà e restituzione

55

1,5

Altri

974

51,3

 

Altri

1,844

50,9

Lingua dei firmatari

Nella classifica delle petizioni in base alla lingua si riscontrano altresì cambiamenti minimi: nel 2015, come nel 2014, il tedesco e l'inglese continuano a essere le due lingue più utilizzate dai firmatari e conservano le loro percentuali in maniera stabile. L'italiano e lo spagnolo si attestano rispettivamente al terzo e al quarto posto (nel 2015 si registra un aumento dell'italiano che passa dal 16,8 al 18,2 %). Queste quattro lingue (DE, EN, IT e ES) coprono i tre quarti delle petizioni ricevute (74,5 %).

L'estone e il lettone figurano nelle ultime posizioni (con una petizione per lingua).

2015

 

2014

Lingua

Numero di petizioni

Percentuale

 

Lingua

Numero di petizioni

Percentuale

Tedesco

306

21,4

 

Tedesco

607

22,4

Inglese

269

18,8

 

Inglese

496

18,3

Italiano

260

18,2

 

Spagnolo

456

16,8

Spagnolo

230

16,1

 

Italiano

400

14,7

Francese

71

5,0

 

Francese

151

5,6

Rumeno

71

5,0

 

Rumeno

135

5,0

Polacco

66

4,6

 

Polacco

105

3,9

Altri

158

11,0

 

Greco

92

3,4

 

 

 

 

Altri

273

10

Numero di petizioni per lingua nel 2014

Nazionalità dei firmatari

In termini di nazionalità, nel 2015 come nel 2014, i tedeschi restano i firmatari più attivi, seguiti da italiani e spagnoli. I firmatari rumeni, polacchi e britannici occupano le posizioni successive. Agli ultimi posti si trovano i cittadini maltesi e lussemburghesi, che complessivamente hanno inviato solo cinque petizioni nel 2015.

2015

 

2014

Nazionalità del firmatario principale

Numero di petizioni

Percentuale

 

Nazionalità del firmatario principale

Numero di petizioni

Percentuale

Germania

295

20,54

 

Germania

551

20,2

Italia

275

19,15

 

Spagna

468

17,1

Spagna

225

15,67

 

Italia

425

15,6

Romania

103

7,17

 

Romania

196

7,2

Polonia

91

6,34

 

Regno Unito

143

5,2

Regno Unito

74

5,15

 

Francia

129

4,7

Francia

63

4,39

 

Polonia

123

4,5

Grecia

40

2,80

 

Grecia

113

4,1

Altri

270

18,79

 

Altri

574

21,9

Numero di petizioni per nazionalità nel 2015

Modalità di presentazione della petizione

Se si considera la modalità di presentazione delle petizioni, risulta invertita la tendenza riscontrata fino al 2014 di inviare le petizioni via e-mail, utilizzando il modulo presente su Internet (dall'80 % nel 2014 al 69,3 % del 2015), mentre ritorna in auge l'invio per posta tradizionale, che aumenta del 10 % (dal 20 % nel 2014 al 30,7 % nel 2015). Come si spiega questa inversione di tendenza proprio nel momento in cui il portale web dovrebbe facilitare l'invio dei documenti che possono essere allegati in formato digitale alla petizione? Forse i cittadini che presentano le petizioni non hanno una grande conoscenza di Internet e delle possibilità che offre, per cui è importante mantenere l'alternativa dell'invio per posta tradizionale al fine di colmare questa lacuna digitale e forse generazionale. È anche possibile che l'accessibilità del portale web debba essere rivista per renderne l'utilizzo più facile e agevole.

2015

 

2014

Modalità di presentazione della petizione

Numero di petizioni

%

 

Modalità di presentazione della petizione

Numero di petizioni

%

E-mail

992

69,3

 

E-mail

2174

80

Lettera

439

30,7

 

Lettera

540

20

Modalità di presentazione delle petizioni nel 2015

Stato delle petizioni

Riguardo allo stato delle petizioni, va sottolineato che la stragrande maggioranza delle petizioni, ossia l'80 %, viene archiviata nell'anno successivo alla dichiarazione della loro ricevibilità e al loro trattamento. Solo un numero limitato di petizioni rimane aperto per più di quattro anni. Le petizioni che restano aperte riguardano, nella maggior parte dei casi, procedure di infrazione avviate dinanzi alla Corte di giustizia oppure questioni cui i membri vogliono dare un seguito più approfondito.

Stato delle petizioni

Anno

Aperte

Archiviate

2015

519

36,3%

912

63,7%

2014

385

14,2%

2330

85,8%

2013

434

15,0%

2457

85,0%

2012

190

9,6%

1796

90,4%

2011

94

6,6%

1320

93,4%

2010

60

3,6%

1596

96,4%

2009

25

1,3%

1899

98,7%

2008

34

1,8%

1852

98,2%

2007

32

2,1% %

1474

97,9%

2006

10

1,0%

1011

99,0%

2005

3

0,3%

1013

99,7%

2004

5

0,5 %

997

99,5%

2003

0

0%

1315

100%

2001

0

0%

1132

100%

2000

0

0 %

908

100%

Analizzando le statistiche delle petizioni, si evince che la maggior parte delle petizioni dichiarate irricevibili lo sono state perché i firmatari continuano a confondere le competenze nazionali con quelle dell'Unione europea, nonché le istituzioni dell'UE con il Consiglio d'Europa o con la Corte dei diritti dell'uomo. Ciò dimostra che è necessario adoperarsi maggiormente per informare meglio i cittadini sul diritto di petizione e su ciò che possono ottenere esercitando tale diritto dinanzi al Parlamento europeo.

Il nuovo portale web diventato operativo nel novembre 2014 consente ai firmatari di registrarsi, creare una petizione, allegare i documenti pertinenti e sostenere o aderire a petizioni già esistenti e dichiarate ricevibili, senza la necessità di creare una nuova petizione.

I firmatari trovano inoltre informazioni sui lavori della commissione per le petizioni e sulle possibilità di ricorso più rapide tramite altre reti a loro disposizione a livello di Unione europea o a livello nazionale (SOLVIT, EU Pilot, la rete dei centri europei dei consumatori, il Mediatore europeo, i difensori civici nazionali o le commissioni per le petizioni dei parlamenti nazionali). Questo spiegherebbe almeno in parte il motivo per cui il numero delle petizioni sia diminuito sensibilmente nel 2015, dal momento che i firmatari si sarebbero rivolti ad altri organismi più vicini o più competenti per risolvere il loro problema.

La Commissione concorda con il Parlamento sull'importanza che la rete SOLVIT sia maggiormente sviluppata, che tutte le persone che ne abbiano necessità siano in grado di accedervi e che SOLVIT debba disporre delle risorse necessarie a tale scopo. Tuttavia, questo è possibile solo attraverso una collaborazione con gli Stati membri poiché i centri nazionali SOLVIT appartengono alle amministrazioni nazionali. La Commissione sta lavorando insieme agli Stati membri per sviluppare appieno il potenziale di SOLVIT e per eseguire un'analisi sistematica dei problemi rilevati.

Secondo la Commissione, quando il firmatario ha dato il proprio consenso e gli Stati membri interessati la loro approvazione (essendo SOLVIT una rete che si prefigge di risolvere i problemi tra gli Stati membri), i dati di SOLVIT potrebbero essere accessibili alla commissione per le petizioni nel caso in cui siano oggetto di petizioni all'esame della stessa. Tuttavia, nel caso in cui la divulgazione dell'informazione possa minacciare la tutela dell'obiettivo di ispezione, ricerca e controllo, tale informazione non può essere rivelata fino al momento in cui la protezione cessa di essere necessaria, a meno che non ci sia un interesse pubblico superiore nella sua divulgazione.

Il nuovo portale web è stato lanciato nel 2014 e si trova all'indirizzo http://www.petiport.europarl.europa.eu/petitions/it/main. Oltre alle funzioni di ricerca, adesione a una petizione esistente e riservatezza dei dati del firmatario, sono state colmate lacune importanti nelle funzionalità della suddetta pagina web. Sono state, inoltre, caricate le petizioni del 2013, 2014 e 2015 e a breve saranno disponibili le petizioni registrate nel 2016, il che rende più trasparenti i lavori della commissione.

Relazioni con la Commissione europea

Il partner naturale della commissione per le petizioni nel trattamento delle petizioni rimane la Commissione europea, che è l'istituzione incaricata di vigilare sull'osservanza e il rispetto della legislazione europea. La Commissione è impegnata nella procedura delle petizioni e risponde nel più breve tempo possibile alle petizioni inviatele dal Parlamento. Le risposte della Commissione riguardano richieste della commissione per le petizioni che rientrano nelle sue competenze. Alle risposte scritte viene dato seguito dai rappresentanti della Commissione europea che offrono spiegazioni dettagliate durante i dibattiti orali in occasione delle riunioni di commissione.

Nella relazione del 2014, si chiedeva alla Commissione di informare la commissione per le petizioni sull'evoluzione delle procedure di infrazione direttamente connesse con le petizioni. Tuttavia l'Accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea prevede che quest'ultima informi il Parlamento europeo su singoli casi.

La Commissione fornisce un'interpretazione restrittiva delle deroghe al regolamento n. 1049/2001, in base a quanto previsto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dal regolamento "Aarhus" (regolamento n. 1367/2006). L'articolo 6, paragrafo 1, del suddetto regolamento stabilisce che vi sia un interesse pubblico prevalente alla divulgazione qualora le informazioni richieste riguardino emissioni nell'ambiente. La Corte di giustizia ha confermato l'attuale politica della Commissione di non divulgazione dei documenti relativi a indagini in corso, in particolare quelle relative a possibili inosservanze del diritto dell'Unione, incluso quando riguardano informazioni ambientali o informazioni sulle emissioni (causa LPN C-514 / 11P e ClientEarth C-612 / 13P).

Uno dei punti di disaccordo tra la Commissione e la commissione per le petizioni è stata l'interpretazione data dalla Commissione alla Carta dei diritti fondamentali e, in particolare, all'articolo 51, che stabilisce, tra le altre cose, che la Carta si applica agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione.

La Commissione interpreta tale disposizione in accordo con la giurisprudenza permanente della Corte di giustizia. Ritiene che la sua interpretazione non implichi che i cittadini non siano tutelati quando hanno la percezione che i loro diritti fondamentali siano violati nei casi in cui non si applica il diritto dell'UE. In questi casi, spetta agli Stati membri garantire che i diritti fondamentali siano rispettati e tutelati, in conformità della propria legislazione nazionale e degli obblighi internazionali in materia di diritti umani. La soluzione deve quindi ricercarsi a livello nazionale attraverso le autorità nazionali competenti, ad esempio un mediatore o le vie legali, e solo dopo aver esaurito gli strumenti interni rivolgendosi alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Dell'intervento di Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione, vale la pena sottolineare l'impegno assunto a esaminare le difficoltà e le restrizioni alle petizioni, in conformità dell'articolo 51 della Carta dei diritti fondamentali.

Relazioni con il Consiglio

La commissione per le petizioni plaude alla presenza del Consiglio alle sue riunioni, ma si rammarica che tale presenza non si traduca in una collaborazione più attiva, che consentirebbe di sbloccare le petizioni nelle quali la collaborazione con gli Stati membri sarebbe decisiva. Sottolinea comunque gli sforzi di taluni Stati membri che seguono assiduamente le riunioni della commissione.

Relazioni con il Mediatore europeo e suoi interventi alla commissione per le petizioni

La commissione per le petizioni intrattiene buoni rapporti interistituzionali con il Mediatore europeo, Emily O'Reilly, che è intervenuto in varie occasioni dinanzi alla commissione. Il Mediatore ha presentato la sua relazione annuale al Presidente del Parlamento europeo il 26 maggio e il 23 giugno 2015 durante le riunioni della commissione per le petizioni.

Il Mediatore europeo ha fatto maggiore ricorso alla sua prerogativa di avviare indagini strategiche di sua iniziativa e ha adottato una nuova strategia per i prossimi cinque anni, che introduce un punto di vista più strategico per far fronte ai problemi sistematici e promuovere la buona amministrazione.

Il Mediatore ha evidenziato i principali temi affrontati nell'ambito delle sue attività (trasparenza delle istituzioni dell'Unione, trasparenza dei gruppi di pressione e delle sperimentazioni cliniche, diritti fondamentali, questioni etiche, partecipazione dei cittadini alle decisioni dell'Unione, progetti e programmi finanziati dall'Unione e politica di concorrenza dell'Unione).

La commissione per le petizioni ha preso parte al decimo seminario nazionale della Rete europea dei difensori civici, che si è tenuto a Varsavia, in Polonia, dal 26 al 28 aprile 2015 ed è stato organizzato in collaborazione con il difensore civico polacco Irena Lipowicz e il Mediatore europeo Emily O'Reilly. Il tema del seminario è stato "Difensori civici contro la discriminazione". Collaborazione con il Servizio giuridico del Parlamento europeo

Cooperazione con il Servizio giuridico del Parlamento

Il Servizio giuridico rappresenta il Parlamento dinanzi a qualsiasi organo giurisdizionale, offre assistenza giuridica a tutti gli organi del Parlamento, assiste regolarmente ai dibattiti della commissione per le petizioni ed emette pareri ogniqualvolta lo richieda il presidente della commissione. Nel 2015 è stato chiamato a formulare un parere sull'accesso alla banca dati elettronica delle petizioni a tutti i membri del Parlamento.

Missioni conoscitive effettuate nel 2015 e visite di altre istituzioni

Ÿ Il 5 maggio 2015, la commissione per le petizioni ha ricevuto la visita di una delegazione della commissione per le petizioni del parlamento tedesco (Bundestag), durante la quale sono state discusse alcune petizioni tedesche alla presenza del presidente Kersten Steinke, riguardanti temi relativi alla fiscalità, alla libera circolazione delle merci e delle persone, all'agricoltura e alla sanità.

Ÿ Il 5 e 6 novembre 2015 è stata condotta una missione conoscitiva a Londra su questioni relative alla tutela dei minori nel Regno Unito e in particolare sul tema delle adozioni non permesse. Alcune delle petizioni accolte dichiarano che le autorità responsabili hanno adottato misure discriminatorie nei confronti dei padri di nazionalità diversa da quella britannica. I membri della delegazione hanno avuto l'opportunità di comprendere meglio la situazione grazie ad incontri con i rappresentanti dei diversi organi competenti del Regno Unito. I membri della delegazione hanno elaborato una relazione corredata di suggerimenti, che sono stati votati in commissione nel 2016.

Audizioni pubbliche e iniziative dei cittadini europei

Ÿ Il 26 febbraio 2015 la commissione per le petizioni ha organizzato, congiuntamente con la commissione per gli affari costituzionali, un'audizione sull'iniziativa dei cittadini europei e sull'applicazione del regolamento n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011.

Ÿ L'11 maggio 2015 la commissione per le petizioni ha organizzato, congiuntamente con le commissioni per l'agricoltura, l'ambiente e l'industria, un'audizione sull'iniziativa dei cittadini europei "Stop Vivisection".

Ÿ Il 23 giugno 2015 la commissione per le petizioni ha organizzato un'audizione sul diritto di petizione. I temi discussi sono stati: il diritto di petizione come diritto fondamentale, inclusa la recente giurisprudenza della Corte di giustizia sul diritto di petizione e l'impatto della commissione per le petizioni nella legislazione europea. All'audizione hanno partecipato vari membri dell'assemblea nazionale del Galles: William Powell, presidente della commissione per le petizioni, e Joyce Watson, deputato della commissione per le petizioni dell'assemblea nazionale del Galles.

Ÿ Il 15 ottobre 2015 la commissione per le petizioni ha organizzato un'audizione sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità, dalla prospettiva delle petizioni ricevute. All'inizio dell'audizione è stato presentato uno studio dal titolo "Il ruolo della protezione della commissione per le petizioni nell'ambito dell'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità", a cura del professore Mark Priestley del centro di studi sulla disabilità dell'Università di Leeds.

Ÿ Il 1° dicembre 2015 la commissione per le petizioni e la commissione giuridica hanno organizzato un seminario sulle adozioni internazionali.

Temi chiave nel 2015

Legislazione ipotecaria e strumenti finanziari di rischio

Ÿ Nel mese di aprile 2015 è stata esaminata una serie di petizioni che testimoniano le tragiche storie personali di migliaia di cittadini che hanno perso parte o tutti i risparmi di una vita, accumulati tramite azioni privilegiate. Altre petizioni si sono fatte portavoce delle denunce delle associazioni della società civile che protestano contro gli sfratti, le clausole abusive nei contratti ipotecari e la mancanza di tutela dei consumatori. La commissione per le petizioni ha presentato una serie di suggerimenti per la corretta applicazione della legislazione dell'UE sul diritto di ipoteca. Nello specifico, la Commissione è stata invitata a monitorare da vicino l'applicazione della direttiva 2014/17/UE sul credito ipotecario in tutti gli Stati membri e a condividere le migliori pratiche per rafforzare la protezione dei cittadini con difficoltà finanziarie, sottolineando che un'educazione finanziaria di base costituirebbe una misura aggiuntiva contro gli effetti del sovraindebitamento. La commissione per le petizioni ha decido di presentare un'interrogazione orale sul tema della legislazione ipotecaria e degli strumenti finanziari di rischio in Spagna e di portare la discussione in Aula con una risoluzione.

Ambiente

Ÿ  A novembre sono state discusse alcune petizioni riguardanti i voli notturni negli aeroporti europei e le gravi conseguenze per coloro che abitano nei pressi degli aeroporti di Colonia/Bonn, Francoforte, Siena, Bruxelles, Charles de Gaulle - Roissy, Madrid Barajas, Bergamo e Ciampino a Roma.

Ÿ A novembre sono state discusse alcune petizioni riguardanti la conservazione del lupo, specie a rischio di estinzione in Europa, in particolare in Sassonia (Germania), Asturie (Spagna) e Svezia.

Disabilità

Ÿ  Numerose petizioni discusse nel settembre del 2015, come quella presentata dalla Federazione europea per la disabilità, che ha raccolto 1 364 984 firme, sui diritti delle persone con disabilità (1 million 4 disability) testimoniano le difficoltà che devono affrontare le persone con disabilità e il fatto che non godono dei diritti e delle libertà fondamentali stabilite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

A gennaio 2015 le onn. Estarás e Cabezón Ruiz sono state elette membri rappresentanti della commissione per le petizioni nelle strutture della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e hanno assistito all'esame della relazione iniziale dell'Unione europea da parte del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità a Ginevra, in Svizzera il 27 e 28 agosto 2015.

Conclusioni

La commissione per le petizioni ha l'opportunità e l'importante compito, in seguito agli ultimi avvenimenti nel Regno Unito, di mantenere il dialogo con i cittadini poiché ha le potenzialità per riallacciare i rapporti tra le istituzioni e i cittadini dell'UE.

La commissione per le petizioni deve ascoltare e contribuire a risolvere i problemi che interessano i cittadini perché, attraverso le petizioni, è possibile valutare l'impatto della legislazione dell'UE sulla vita quotidiana di ognuno. Al contempo deve rafforzare la capacità di reazione del Parlamento europeo, contribuendo a risolvere i problemi connessi in particolare con l'applicazione della legislazione dell'UE, poiché le petizioni, individuando lacune nell'applicazione della legislazione dell'UE, costituiscono un'importante fonte di informazione.

La commissione per le petizioni deve lavorare per riconquistare la fiducia dei cittadini ascoltando e risolvendo i problemi che riguardano i cittadini.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

29.11.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

10

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Margrete Auken, Beatriz Becerra Basterrechea, Heinz K. Becker, Soledad Cabezón Ruiz, Pál Csáky, Rosa Estaràs Ferragut, Eleonora Evi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Peter Jahr, Jude Kirton-Darling, Svetoslav Hristov Malinov, Notis Marias, Edouard Martin, Roberta Metsola, Marlene Mizzi, Julia Pitera, Gabriele Preuß, Laurenţiu Rebega, Yana Toom, Jarosław Wałęsa, Cecilia Wikström, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Kostadinka Kuneva, Ángela Vallina, Boris Zala


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

16

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Yana Toom, , Cecilia Wikström

EFDD

Eleonora Evi

GUE/NGL

Marina Albiol Guzmán, Kostadinka Kuneva, Ángela Vallina,

S&D

Soledad Cabezón Ruiz, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Jude Kirton-Darling, Edouard Martin, , Marlene Mizzi, , Gabriele Preuß, Boris Zala

VERTS/ALE

Margrete Auken, Tatjana Ždanoka

10

-

ECR

Notis Marias

ENF

Laurenţiu Rebega

PPE

Heinz K. Becker, Pál Csáky, Rosa Estaràs Ferragut,, Peter Jahr, Svetoslav Hristov Malinov, Roberta Metsola, Julia Pitera, Jarosław Wałęsa

0

0

-

-

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2016Avviso legale