Procedura : 2016/2008(INI)
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Ciclo del documento : A8-0041/2017

Testi presentati :

A8-0041/2017

Discussioni :

PV 15/03/2017 - 19
CRE 15/03/2017 - 19

Votazioni :

PV 16/03/2017 - 6.10
CRE 16/03/2017 - 6.10

Testi approvati :

P8_TA(2017)0095

RELAZIONE     
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16 febbraio 2017
PE 589.225v03-00 A8-0041/2017

sulla e-democrazia nell'Unione europea: potenziale e sfide

(2016/2008(INI))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatore: Ramón Jáuregui Atondo

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla e-democrazia nell'Unione europea: potenziale e sfide

(2016/2008(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la raccomandazione del Consiglio d'Europa CM/Rec(2009)1 sulla democrazia elettronica (e-democrazia), adottata dal Comitato dei Ministri il 18 febbraio 2009, quale primo strumento giuridico internazionale a definire le norme nel campo della democrazia elettronica,

–  visti il trattato sull'Unione europea, in particolare gli articoli 2, 3, 6, 9, 10 e 11, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli dall'8 al 16, dal 18 al 20 e 24,

  viste la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Convenzione europea sui diritti umani e la Carta sociale europea,

–  vista la sua risoluzione del 28 ottobre 2015 sull'iniziativa dei cittadini europei(1),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Piano d'azione dell'UE per l'eGovernment 2016-2020 – Accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione" (COM(2016)0179),

  visto l'indice di sviluppo del Governo elettronico (EGDI) dell'ONU per il 2014,

–  visti i tre studi intitolati "Potenziale e sfide dell'e-partecipazione nell'Unione europea", "Potenziale e sfide delle e-votazioni nell'Unione europea" e "Il contesto giuridico e politico per la creazione di un documento d'identità europeo", pubblicati dal dipartimento tematico C nel 2016,

  visti i due studi STOA dal titolo "E-public, e-participation and e-voting in Europe – prospects and challenges: final report" ("Cittadini, partecipazione e voto nell'era digitale in europa: prospettive e sfide. Relazione finale"), del novembre 2011, e "Technology options and systems to strengthen participatory and direct democracy" ("Opzioni e sistemi tecnologici per rafforzare la democrazia diretta e partecipativa"), che sarà pubblicato nel 2017,

  visti i lavori sulla democrazia elettronica sviluppati dalla Conferenza delle assemblee legislative regionali europee (CALRE) nell'ambito del sistema di cooperazione dell’ONU IT4all,

–  vista la sua risoluzione dell’8 settembre 2015 su "Diritti umani e tecnologia: impatto dei sistemi di sorveglianza e di individuazione delle intrusioni sui diritti umani nei paesi terzi"(2),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0041/2017),

A.  considerando le recenti crisi e le difficoltà in ambito finanziario, economico, politico e sociale che stanno gravemente colpendo i singoli Stati membri e l'Unione nel suo complesso e in un momento in cui tutti gli Stati membri si trovano di fronte a sfide globali quali i cambiamenti climatici, la migrazione e la sicurezza; che la relazione dei cittadini con la politica è diventata sempre più tesa, poiché essi si allontanano dai processi decisionali politici e vi è un crescente rischio di disaffezione dei cittadini nei confronti della politica; che la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini e della società civile nella vita democratica, oltre alla trasparenza e all’informazione, sono essenziali per il funzionamento della democrazia, come pure per la legittimazione e l'assunzione di responsabilità di ciascun livello della struttura di governo multi-livello dell'UE; che c'è un'evidente necessità di migliorare il collegamento democratico fra cittadini e istituzioni politiche;

B.  considerando che la nostra società è cambiata ad una velocità inaudita negli ultimi decenni e che il cittadino ha la necessità di esprimersi in maniera più frequente e più diretta in merito a questioni che determinano il futuro della società e considerando che sarebbe opportuno che le istituzioni politiche di conseguenza investano nell'innovazione democratica;

C.  considerando che l'affluenza alle urne durante le elezioni europee è in costante diminuzione dal 1979 e che nelle elezioni del 2014 è crollata al 42,54 %;

D.  considerando che è importante riconquistare la fiducia dei cittadini nei confronti del progetto europeo; che gli strumenti di democrazia digitale possono contribuire a promuovere una cittadinanza più attiva, migliorando la partecipazione, la trasparenza e la responsabilità nel processo decisionale, rafforzando i meccanismi di controllo democratico e la conoscenza dell'UE al fine di dare ai cittadini più voce nella vita politica;

E.  considerando che la democrazia dovrebbe evolvere e adattarsi ai cambiamenti e alle opportunità correlati alle nuove tecnologie e strumenti TIC, che devono essere considerati un bene comune che, laddove attuato in modo appropriato e accompagnato da un adeguato livello di informazione, potrebbe contribuire alla creazione di una democrazia più trasparente e partecipativa; che, a tal proposito, ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di essere formato sull'uso delle nuove tecnologie;

F.  considerando che i progressi nella sicurezza informatica e nella protezione dei dati sono fattori essenziali per incrementare l'uso delle nuove tecnologie nella vita istituzionale e politica e per incentivare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali attraverso di esse;

G.  considerando che la diffusione di nuovi strumenti di comunicazione digitale e di piattaforme aperte e di collaborazione può dare spunto e fornire nuove soluzioni per promuovere la partecipazione e l'impegno politico dei cittadini, riducendo al tempo stesso l'insoddisfazione e l’apatia degli stessi nei confronti delle istituzioni politiche, nonché contribuendo a innalzare il loro livello di fiducia, trasparenza e affidabilità nei confronti del sistema democratico;

H.  considerando il pacchetto di misure di sostegno alle comunicazioni elettroniche, tra cui l'iniziativa WIFI4EU o lo sviluppo del 5G in Europa, presentato dal presidente Juncker nel corso dell'ultimo discorso sullo stato dell'Unione;

I.  considerando che i dati di governo aperto possono promuovere la crescita economica, aumentare l'efficienza del settore pubblico e migliorare la trasparenza e l'assunzione di responsabilità delle istituzioni europee e nazionali;

J.  considerando che l'accesso ad uguali condizioni ad una rete neutrale costituisce condizione imprescindibile per garantire l'effettività dei diritti fondamentali della persona;

K.  considerando che la democrazia elettronica potrebbe favorire lo sviluppo di forme complementari di impegno in grado di contribuire ad attenuare la crescita della disaffezione dei cittadini nei confronti della politica tradizionale; che, inoltre, potrebbe contribuire a promuovere la comunicazione, il dialogo, e la consapevolezza e l'interesse nei confronti della nostra Unione, la sua politica e le sue politiche, favorendo così il sostegno dei cittadini al progetto europeo e riducendo il cosiddetto "deficit democratico" europeo;

L.  considerando che le nuove forme di partecipazione a uno spazio pubblico virtuale sono inscindibili dal rispetto dei diritti e dei doveri collegati alla partecipazione allo spazio pubblico, che comprendono ad esempio i diritti procedurali in caso di diffamazione;

M  considerando che è indispensabile, al fine di assicurare il ruolo della rete come uno strumento democratico valido ed efficace, eliminare il divario digitale e fornire ai cittadini un'adeguata alfabetizzazione sui media e competenze digitali;

N.  considerando che i sistemi delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) sono al cuore dei moderni processi di governo, ma che sono ancora necessari sforzi volti a migliorare la fornitura di servizi di amministrazione pubblica elettronica;

O.  considerando che la votazione elettronica potrebbe aiutare le persone che vivono o lavorano in uno Stato membro di cui non sono cittadini o in un paese terzo, nell'esercizio del loro diritto di voto; considerando che devono essere garantite la sicurezza e la segretezza nelle fasi di emissione e registrazione del voto nelle procedure di voto elettronico, segnatamente per la possibilità di attacchi informatici;

Potenziale e sfide

1.  sottolinea i potenziali benefici della democrazia elettronica, intesa come il sostegno e il potenziamento della democrazia tradizionale tramite le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e che può integrare e rinforzare i processi democratici consentendo una maggiore emancipazione dei cittadini tramite diverse attività online, tra cui ad esempio l'amministrazione pubblica elettronica, la governance elettronica, le deliberazione elettronica, la partecipazione elettronica e le votazioni elettroniche; accoglie con favore il fatto che i nuovi strumenti di informazione e comunicazione permettano il coinvolgimento di sempre più cittadini nei processi democratici;

2.  sottolinea che la raccomandazione del Consiglio d'Europa CM/Rec(2009)1 invita gli Stati membri a garantire che la democrazia elettronica promuova, assicuri e migliori la trasparenza, la responsabilità, la reattività, l'impegno, la discussione, l'inclusione, l'accessibilità, la partecipazione, la sussidiarietà e la coesione sociale; ricorda che tale raccomandazione fa appello agli Stati membri affinché si elaborino misure che possano rafforzare i diritti dell'uomo, la democrazia e lo Stato di diritto;

3.  sottolinea che l'obiettivo della democrazia elettronica è promuovere la cultura democratica che arricchisce e potenzia le pratiche democratiche, fornendo mezzi aggiuntivi per aumentare la trasparenza e la partecipazione dei cittadini, ma non stabilisce un sistema democratico alternativo a detrimento della democrazia rappresentativa; evidenzia che la democrazia elettronica di per sé non garantisce la partecipazione politica e che, per perseguire la partecipazione politica dei cittadini, bisogna anche tenere in considerazione un ambiente non digitale parallelo alla democrazia elettronica;

4.  sottolinea l'importanza del voto elettronico e della votazione remota via Internet come sistemi in grado di ampliare l'inclusione dei cittadini e facilitare la partecipazione democratica, soprattutto nelle aree che sono geograficamente e socialmente più emarginate, offrendo numerosi vantaggi potenziali, in particolare per i giovani, per le persone a mobilità ridotta, gli anziani e le persone che vivono o lavorano in modo permanente o temporaneo in uno Stato membri di cui non sono cittadini o in un paese terzo, a patto che vengano garantiti standard più rigorosi possibile in materia di tutela dei dati; ricorda che, al momento dell'attuazione della votazione remota via Internet, gli Stati membri devono rispettare la trasparenza e l’affidabilità del calcolo dei voti e rispettare i principi di parità di voto, segretezza del voto, accesso al voto e suffragio libero;

5.  sottolinea la necessità che tutti i processi di interazione digitali siano basati sul principio di apertura istituzionale, rispettando la combinazione di trasparenza in tempo reale e partecipazione informata;

6.  mette in evidenza e incoraggia l'uso della partecipazione elettronica quale caratteristica principale della e-democrazia e ritiene che essa comprenda tre forme di interazione tra istituzioni dell'UE e governi da un lato e cittadini dall'altro, segnatamente: informazione elettronica, consultazione elettronica e processo decisionale elettronico; riconosce che molti casi di partecipazione elettronica a livello nazionale, regionale e locale possono essere considerati buoni esempi di come le TIC possano essere utilizzate nell'ambito della democrazia partecipativa; incoraggia gli Stati membri a sviluppare ulteriormente tali pratiche a livello nazionale e locale;

7.  sottolinea che le TIC contribuiscono a promuovere spazi di partecipazione e deliberazione che aumentano a loro volta la qualità e la legittimità dei nostri sistemi democratici;

8.  sottolinea la necessità di coinvolgere i giovani nel dibattito politico e rileva che l'uso delle TIC nelle procedure democratiche può essere uno strumento efficace a tal scopo;

9.  Ricorda il primo caso di votazione elettronica in Europa, ovvero le votazioni giuridicamente vincolanti svoltesi in Estonia nel 2005 ma sostiene che, affinché eventuali votazioni elettroniche possano affermarsi con successo in altri Stati membri, sarà necessario valutare la garanzia di una effettiva partecipazione di tutta la popolazione, e valutare altresì i benefici e le sfide, nonché le implicazioni di approcci tecnologici diversi o divergenti; sottolinea che l'esistenza di connessioni Internet sicure e ad alta velocità e di infrastrutture per l'identità elettronica sicure sono prerequisiti importanti per il successo della votazione elettronica; sottolinea la necessità di sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie negli attuali sistemi di votazione tradizionali e ritiene che possano essere compiuti progressi significativi attraverso la condivisione delle migliori pratiche e della ricerca a tutti i livelli politici;

10.  rileva la sfida che dare una risposta alle preoccupazioni dei cittadini sull'uso degli strumenti di democrazia online rappresenta; è dell'opinione che affrontare le preoccupazioni relative alla sicurezza e assicurare la privacy sono di importanza fondamentale per garantire la fiducia dei cittadini nell'arena politica digitale emergente;

11.  sottolinea che i processi democratici richiedono dibattiti approfonditi ad ogni livello della società dell’UE, nonché controllo e riflessioni per garantire l'equità, la pienezza e la razionalità delle deliberazioni; mette in guardia contro il rischio di distorsione e manipolazione del risultato delle valutazioni degli strumenti di discussione online; ritiene che la trasparenza di tutti gli attori che interagiscono e forniscono informazioni sulle campagne che si stanno potenzialmente promuovendo, direttamente o indirettamente, sulle piattaforme digitali di partecipazione siano la migliore garanzia contro questo rischio;

12.  rileva che, per una democrazia funzionante, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei processi democratici è una dimensione fondamentale; sottolinea, di conseguenza, che l'introduzione degli strumenti della democrazia elettronica dev'essere accompagnata da adeguate strategie di comunicazione e di formazione;

13.  sottolinea l'importanza di integrare la partecipazione elettronica nel sistema politico al fine di incorporare i contributi dei cittadini nel processo decisionale e garantire che essi abbiano un seguito; rileva che una mancanza di preparazione da parte dei responsabili politici provoca delusione e sfiducia;

14.  evidenzia che l'uso degli strumenti TIC dovrebbe integrare altri canali di comunicazione con le istituzioni pubbliche, allo scopo di evitare qualsiasi tipo di discriminazione sulla base delle competenze digitali o della mancanza di risorse e infrastrutture;

Proposte per migliorare la democrazia con le TIC

15.  ritiene che la partecipazione ai processi democratici si basi, innanzitutto, sull'accesso reale e non discriminatorio alle informazioni e alla conoscenza;

16.  invita inoltre l'UE e gli Stati membri ad astenersi dall'adottare misure superflue volte a limitare arbitrariamente l'accesso a Internet e l'esercizio dei diritti umani fondamentali, quali misure di censura sproporzionate o criminalizzazione della legittima espressione di critiche e dissenso;

17.  invita gli Stati membri e l'UE a fornire gli strumenti educativi e tecnici per il rafforzamento della responsabilizzazione democratica dei cittadini e il miglioramento delle competenze nell'ambito delle TIC e ad offrire l'alfabetizzazione digitale e un accesso digitale equo e sicuro per tutti i cittadini dell'UE, al fine di colmare il divario digitale (inclusione digitale) a beneficio, in ultima analisi, della democrazia; incoraggia gli Stati membri a integrare l'acquisizione delle competenze digitali nei programmi scolastici e nella formazione permanente, e a privilegiare programmi di formazione digitale per gli anziani; sostiene lo sviluppo di reti con le università e gli istituti di formazione al fine di promuovere la ricerca nel campo dei nuovi strumenti di partecipazione e la relativa attuazione; invita inoltre l'UE e gli Stati membri a promuovere programmi e politiche volti a sviluppare un apprezzamento critico e consapevole dell'uso delle TIC;

18.  propone di progredire nella valutazione dell'uso delle nuove tecnologie per migliorare la democrazia nelle amministrazioni europee integrando, quali indicatori oggettivi per misurare la qualità dei servizi on-line;

19.  raccomanda che il Parlamento europeo, in quanto unica istituzione europea direttamente eletta, svolga un ruolo di primo piano nel rafforzamento della democrazia elettronica; ritiene a tal fine che vadano sviluppate soluzioni tecnologiche innovative che permettano ai cittadini di poter comunicare nel merito con i propri deputati, condividendo con loro anche le proprie preoccupazioni;

20.  esorta a semplificare i linguaggi e i procedimenti istituzionali e a organizzare i contenuti multimediali in modo da spiegare gli elementi alla base dei principali processi decisionali, per promuovere la comprensione e la partecipazione; insiste sulla necessità di diffondere questo accesso alla partecipazione digitale tramite strumenti segmentati e proattivi che permettano di accedere a tutti i documenti integrati nei fascicoli parlamentari;

21.  esorta gli Stati membri e l'UE a realizzare infrastrutture digitali ad alta velocità e economicamente accessibili, in particolare nelle regioni periferiche, rurali e meno sviluppate dal punto di vista economico, e ad assicurare l'uguaglianza tra i cittadini, prestando particolare attenzione ai cittadini più vulnerabili e fornendo loro competenze per garantire un utilizzo sicuro delle tecnologie; raccomanda che le biblioteche, le scuole e gli edifici in cui vengono offerti servizi pubblici siano adeguatamente forniti di un’infrastruttura informatica moderna, ad alta velocità, che sia parimenti accessibile a tutti i cittadini, in particolare alle categorie più vulnerabili, quali le persone disabilità; rileva la necessità di stanziare adeguate risorse finanziarie e di formazione a tale scopo; raccomanda alla Commissione di stanziare risorse per i progetti volti a migliorare le infrastrutture digitali nell'ambito dell'economia sociale e solidale;

22.  sottolinea che le donne sono sottorappresentate nel processo decisionale politico a tutti i livelli, nonché nei settori degli strumenti TIC; osserva che le donne e le ragazze affrontano spesso stereotipi di genere in relazione alle tecnologie digitali; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a investire in programmi mirati che promuovano l'istruzione e la formazione nell'ambito degli strumenti TIC e la partecipazione digitale per le donne e le ragazze, in particolare quelle provenienti da ambienti vulnerabili ed emarginati, utilizzando l'apprendimento formale e informale;

23.  osserva che, al fine di garantire la pari accessibilità di tutti i cittadini agli strumenti di democrazia digitale, la traduzione multilingue è importante quando le informazioni sono destinate a essere diffuse e lette da tutti i cittadini in paesi con più di una lingua ufficiale o da persone provenienti da diversi contesti etnici;

24.  incoraggia gli Stati membri e l'UE a promuovere, sostenere e attuare meccanismi e strumenti che consentano la partecipazione dei cittadini e l'interazione con i governi e le istituzioni dell'UE, quali piattaforme di crowdsourcing; sottolinea che le TIC dovrebbero consentire l'accesso a informazioni indipendenti, la trasparenza, l'assunzione di responsabilità e la partecipazione al fine di migliorare la qualità delle decisioni politiche adottate; invita in questo senso a rendere più adatti alle sfide della e-democrazia tutti gli strumenti di comunicazione e relazioni con la cittadinanza della Commissione europea, in particolare il portale Europe Direct; si impegna a rendere più accessibili, comprensibili, educativi e interattivi tutti gli strumenti esistenti di seguito legislativo e invita la Commissione a fare lo stesso sul proprio sito Internet;

25.  invita gli Stati membri e l'Unione europea a riflettere sui contenuti presenti nei rispettivi siti istituzionali relativi al funzionamento della democrazia, al fine di proporre strumenti pedagogici, affinché siano consultabili e maggiormente comprensibili per i giovani, da un lato, e di renderli accessibili alle persone disabili, dall'altro;

26.  incoraggia le amministrazioni ad attuare l'impegno verso questo principio di apertura istituzionale tramite cambiamenti nel loro piano strategico e nella cultura aziendale, nei bilanci e nei processi di cambiamento organizzativo, motivati dall'obiettivo di migliorare la democrazia attraverso l'applicazione delle nuove tecnologie;

27.  chiede che venga istituita una piattaforma online al fine di organizzare la consultazione preventiva dei nostri concittadini prima di qualsiasi decisione da parte del legislatore europeo, per coinvolgerli maggiormente nella vita pubblica;

28.  ritiene indispensabile accompagnare l'installazione di questi nuovi strumenti con campagne di informazione sulle possibilità offerte e di promozione dei valori civici di responsabilità e di partecipazione;

29.  ricorda l'importanza dell'iniziativa dei cittadini europei quale strumento di coinvolgimento e partecipazione diretta di questi alla vita politica dell'Unione; invita perciò la Commissione a rivederne i meccanismi di funzionamento per poterne sfruttare appieno il potenziale, seguendo le raccomandazioni espresse dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 28 ottobre 2015 (2014/2257(INI)); richiama quindi l'importanza di semplificare e snellire gli adempimenti burocratici che lo riguardano e di fare un uso maggiore delle TIC, ad esempio attraverso le piattaforme digitali e altre applicazioni compatibili con dispositivi mobili, al fine di aumentare la semplicità di fruizione di questo strumento importante e di farlo conoscere a un pubblico più vasto; ritiene che l'uso delle nuove tecnologie potrebbe migliorare, in particolare, il sistema di raccolta delle firme online tramite l'utilizzo dei servizi di identificazione e autenticazione (e-IDAS) che metterebbe in condizione i cittadini di ricevere e scambiare più facilmente informazioni in merito a ICE esistenti o potenziali affinché possano partecipare attivamente alle discussioni e/o supportare le iniziative stesse;

30.  sottolinea che diversi processi della Commissione, quali le consultazioni pubbliche online, le attività di partecipazione elettronica e le valutazioni d'impatto, potrebbero trarre beneficio da un più ampio utilizzo delle nuove tecnologie allo scopo di stimolare la partecipazione pubblica e aumentare l'assunzione di responsabilità di tali processi, la trasparenza delle istituzioni dell'UE e di potenziare la governance europea; ricorda la necessità, a tal fine, di rendere i processi di consultazione pubblica effettivi e fruibili dal più vasto pubblico possibile, limitando al minimo le barrire tecniche;

31.  sottolinea la necessità di maggiori informazioni per i cittadini sulle piattaforme di partecipazione elettronica esistenti a livello unionale, nazionale e locale;

32.  invita la Commissione ad ampliare e sviluppare la partecipazione elettronica nel quadro della revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale che verrà avviata nel 2017, e a incoraggiare lo sviluppo e il finanziamento di nuovi strumenti legati alla cittadinanza digitale dell'Unione; raccomanda inoltre alla Commissione di porre la propria attenzione a soluzioni open source che possono essere facilmente presentate in tutto il mercato unico digitale; invita, in particolare, la Commissione a integrare il riutilizzo di progetti precedenti come la piattaforma D-CENT, un progetto finanziato dall'UE che fornisce strumenti tecnologici per la democrazia partecipativa);

33.  sottolinea che lo sviluppo dell'amministrazione elettronica dovrebbe costituire una priorità per gli Stati membri e le istituzioni dell'UE e accoglie con favore l'ambizioso e completo piano d'azione per l'eGovernement della Commissione, per il cui successo sarà fondamentale un'adeguata attuazione a livello nazionale e il coordinamento dei finanziamenti unionali disponibili, in sinergia con le agenzie e autorità nazionali per il digitale; ritiene che ulteriori sforzi debbano essere compiuti per incoraggiare l’open data e l'uso di strumenti informatici basati su open source e software liberi, sia nelle istituzioni dell'UE che negli Stati membri;

34.  sollecita una maggiore cooperazione a livello dell'UE e raccomanda di procedere allo scambio di buone pratiche in materia di progetti di e-democrazia, come mezzo per avanzare verso una democrazia che sia più partecipativa e deliberativa e che risponda alle richieste e agli interessi dei cittadini e miri a coinvolgerli nei processi decisionali; rileva la necessità di conoscere gli atteggiamenti dei cittadini nei confronti dell'attuazione della votazione remota via Internet; invita la Commissione a fornire una valutazione indipendente o una consultazione dell'opinione pubblica riguardo alla votazione online, con un’analisi dei pro e dei contro, come opzione aggiuntiva per i cittadini per esprimere il loro voto affinché gli Stati membri possano esaminarla entro la fine del 2018;

35.  sottolinea la necessità di proteggere, a titolo prioritario, la privacy e i dati personali nell'utilizzo degli strumenti di democrazia elettronica e di promuovere una maggiore sicurezza nell'utilizzo di Internet, in particolare per quanto concerne la sicurezza delle informazioni e dei dati, compreso il “diritto all’oblio”, e di prevedere garanzie contro i software di sorveglianza e la verificabilità delle fonti; chiede, inoltre, un ulteriore utilizzo dei servizi digitali basati su strumenti chiave come l'identità digitale sicura e criptata, in conformità del regolamento EIDAS; Promuove registri pubblici digitali sicuri e la convalida delle firme elettroniche onde evitare intrusioni fraudolente multiple, in linea con le norme europee e internazionali sui diritti umani e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte di giustizia europea; sottolinea infine che le problematiche relative alla sicurezza non devono dissuadere dall'inclusione di singoli cittadini e gruppi nei processi democratici;

36.  insiste sulla necessità di migliorare la democrazia attraverso la tecnologia che dovrebbe essere utilizzata in un ambiente sicuro, protetto dall’abuso di strumenti tecnologici (spambot, analisi comportamentali anonime, appropriazione d'identità) e ricorda la necessità di rispettare i più elevati standard giuridici;

37.  ricorda il ruolo fondamentale svolto dagli informatori (generalmente attraverso Internet) nel portare alla luce casi di corruzione, frode, cattiva gestione e altre forme di violazione che minacciano la salute e la sicurezza pubbliche, l'integrità finanziaria, i diritti umani, l'ambiente e lo stato di diritto, garantendo al tempo stesso il diritto dei cittadini a essere informati;

38.  esorta i rappresentanti pubblici a partecipare attivamente, con i cittadini, ai consessi esistenti pienamente indipendenti e a usare i nuovi mezzi di comunicazione e piattaforme informatiche, allo scopo di dare impulso al dibattito e allo scambio di opinioni e proposte con i cittadini (parlamento elettronico) e creare un collegamento diretto con essi; invita i gruppi politici del Parlamento europeo e i partiti politici europei ad incrementare le occasioni di confronto pubblico e partecipazione digitale per la cittadinanza;

39.  invita i deputati e le altre istituzioni dell’UE a continuare a migliorare la trasparenza del loro operato, in particolare nell'attuale difficile contesto politico, e invita le autorità pubbliche a esaminare la possibilità di istituire piattaforme digitali, compresi i più recenti strumenti informatici; incoraggia i rappresentanti eletti a utilizzare tali strumenti e a comunicare e a impegnarsi in modo efficace con gli elettori e con le parti interessate in modo efficiente al fine di informarli in merito alle attività dell'UE e alle attività parlamentari, rendendo così più aperti i processi di deliberazione e definizione delle politiche e di aumentare la consapevolezza della democrazia europea;

40.  si compiace delle iniziative del Parlamento nel campo della partecipazione elettronica; sostiene i continui sforzi per rafforzare il carattere rappresentativo, la legittimità e l’efficacia del Parlamento e incoraggia i deputati a fare un più ampio ricorso alle nuove tecnologie al fine di sfruttarne appieno il potenziale, tenendo conto al contempo dei dovuti limiti imposti dal diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali; rileva la necessità di un ampio processo di riflessione su come migliorare l'uso delle TIC da parte dei deputati, non solo per coinvolgere i cittadini ma anche in merito alla normativa, alle petizioni, alle consultazioni e ad altri aspetti rilevanti del loro lavoro quotidiano;

41.  incoraggia i partiti politici a livello nazionale e dell'UE a sfruttare al meglio gli strumenti digitali al fine di sviluppare nuovi metodi di promozione della democrazia al loro interno, compresa la trasparenza nei processi di gestione, finanziamento e decisione, nonché al fine di permettere una migliore comunicazione e coinvolgimento dei loro membri e sostenitori con la società civile; li incoraggia altresì ad avere elevati standard di trasparenza e responsabilità nei confronti dei cittadini; suggerisce a tal fine di valutare possibili modifiche dello statuto dei partiti europei che includano e incentivino le pratiche di partecipazione digitale,

42.  invita l'UE e le sue istituzioni ad aprirsi maggiormente alla sperimentazione con i nuovi metodi di partecipazione elettronica, quali il crowdsourcing a livello dell'UE e a livello nazionale, regionale e locale, tenendo conto delle migliori pratiche già sviluppate all'interno degli Stati membri e, a tal fine, ad avviare progetti pilota specifici; ribadisce, allo stesso tempo, la necessità di integrare tali misure con campagne di sensibilizzazione volte a spiegare le potenzialità di tali strumenti;

43.  invita le istituzioni europee ad avviare un processo partecipativo al fine di elaborare una Carta europea dei diritti in Internet, facendo riferimento, tra gli altri testi, alla Dichiarazione dei diritti in Internet pubblicata dalla Camera dei deputati italiana il 28 luglio 2015, che sancisce tutti i diritti fondamentali nella nuova epoca digitale, al fine di promuovere e garantire a tutti i diritti relativi alla sfera digitale, tra cui il vero e proprio diritto di accesso a Internet e alla neutralità della rete;

44.  osserva la grande quantità di informazioni eterogenee attualmente reperibili su Internet e sottolinea che la capacità di pensiero critico dei cittadini deve essere rafforzata in modo che tutti siano in grado di discernere meglio tra le fonti affidabili e non affidabili di informazioni; invita pertanto gli Stati membri ad adeguare e aggiornare la legislazione per far fronte agli sviluppi in corso e ad attuare e applicare appieno la legislazione in vigore sull'incitamento all'odio, sia offline sia online, garantendo nel contempo i diritti fondamentali e costituzionali; sottolinea che l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero sviluppare azioni e politiche per rafforzare le competenze trasferibili e il pensiero critico e creativo e l'alfabetizzazione digitale e mediatica, nonché l'inclusione e la curiosità tra i cittadini, specie tra i giovani, affinché possano fare scelte informate e contribuire in modo positivo ai processi democratici;

°

° °

45.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0382.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0288.


MOTIVAZIONE

L'applicazione e lo sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) stanno cambiando profondamente le società moderne. Si tratta di una grande rivoluzione tecnologica i cui esponenti principali sono Internet e le diverse reti di comunicazione e interazione sociale ad esso associate. Anche il settore della politica, in particolare l'aspetto della partecipazione dei cittadini, non sfugge al suo impatto.

La diffusione dei nuovi strumenti di comunicazione digitale e delle piattaforme aperte e di collaborazione ha creato un nuovo modo di comunicare, discutere e partecipare ai temi di interesse pubblico, superando il monopolio dei mezzi di comunicazione tradizionali come nessi delle relazioni tra cittadini e politica.

Tali cambiamenti sopraggiungono in un periodo in cui il senso di indifferenza e sfiducia di ampie fasce della società nei confronti della democrazia stessa e del suo funzionamento è in forte aumento. Nonostante la democrazia rappresentativa sia ben radicata nel nostro continente, negli ultimi decenni la sua credibilità è stata messa alla prova dalla crescente sfiducia dell'opinione pubblica nei confronti del suo modo di operare e dei risultati ottenuti dalle istituzioni rappresentative. Esistono diversi fattori che spiegano tale preoccupante fragilità del nostro sistema politico. Le decisioni economiche, talvolta adottate da parte di organismi privi di capacità rappresentativa e lontani dagli spazi nazionali democratici, generano un serio conflitto tra democrazia locale e governo sovranazionale. Inoltre, la complessità tecnica di tali decisioni non è facilmente comprensibile per i cittadini. La crisi finanziaria ed economica occorsa negli ultimi dieci anni a livello mondiale ha provocato una forte diminuzione del livello sociale delle classi medie e lavoratrici del mondo occidentale, aumentando il malcontento sociale nei confronti del sistema. Infine, la corruzione presente in determinati sistemi e paesi riduce fortemente la fiducia dei cittadini nella politica e nei suoi rappresentanti.

Sia l'Unione europea sia gli Stati membri ricevono sempre più critiche in cui si sottolinea la necessità di migliorare il funzionamento interno dei parlamenti, degli esecutivi e delle amministrazioni e di rafforzare i meccanismi di controllo democratico. I cittadini, sempre meglio informati, chiedono una maggiore partecipazione e trasparenza per quanto concerne i processi decisionali nonché un ampliamento delle possibilità di interazione tra politica e cittadini.

In tale contesto, la diffusione dei nuovi strumenti di comunicazione digitale e delle piattaforme aperte e di collaborazione può dare spunto a soluzioni creative e complementari per migliorare le capacità e il rendimento della democrazia rappresentativa, arricchendola con un'importante fonte di legittimità. La democrazia elettronica non mira a definire un sistema democratico alternativo, ma a promuovere, garantire e migliorare la trasparenza, l'assunzione di responsabilità, la capacità di risposta, la partecipazione, la discussione, l'inclusione, l'accessibilità, la sussidiarietà e la coesione sociale, come previsto dalla raccomandazione del Consiglio d'Europa CM/Rec(2009)1.

La dottrina distingue tre concetti, sebbene alcuni di essi si sovrappongano in modo evidente:

- e-government: si riferisce all'applicazione delle TIC al funzionamento del settore pubblico e in particolare alla prestazione elettronica di informazioni e servizi ai cittadini da parte delle pubbliche amministrazioni (ad esempio il pagamento di una contravvenzione stradale);

- e-governance: si riferisce all'applicazione delle TIC per stabilire canali di comunicazione che consentano di incorporare i diversi soggetti che abbiano qualcosa da dire nel corso dell'elaborazione delle politiche pubbliche (ad esempio la consultazione elettronica dei cittadini sull'eventualità di modificare un determinato limite di velocità o una consultazione locale sul bilancio);

- e-democracy: si riferisce all'utilizzo delle TIC per creare canali di consultazione e partecipazione cittadina (ad esempio parlamento, iniziative, votazioni, petizioni e consultazioni elettronici, ecc.).

L'attuale situazione nell'Unione europea

La Commissione europea ha posto l'accento sulla partecipazione e la governance elettroniche, soprattutto dal 2009. La Commissione effettua già consultazioni pubbliche online e valutazioni d'impatto, di norma prima di avanzare proposte normative, al fine di aumentare la partecipazione pubblica e migliorare la governance europea. Tali processi potrebbero trarre vantaggio da un uso più ampio e accessibile delle nuove tecnologie in modo da includere tutte le parti interessate nel ciclo di vita della pianificazione politica e rafforzare la governance europea.

Le TIC possono inoltre contribuire ad ampliare e sviluppare da un lato l'amministrazione elettronica, al fine di avanzare verso una forma di democrazia più partecipativa e deliberativa, e dall'altro la partecipazione digitale nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale.

Il Parlamento europeo ha pubblicato diversi studi ("Il futuro della democrazia in Europa: tendenze, analisi e riforme" nel 2008 e "Pubblica amministrazione, partecipazione e voto elettronici in Europa - Prospettive e sfide" nel 2012) in cui si analizzano i nuovi strumenti nonché i vantaggi e le difficoltà che essi comportano.

Inoltre, il trattato di Lisbona ha introdotto nell'UE uno strumento di democrazia partecipativa all'avanguardia: l'iniziativa dei cittadini europei. Tale meccanismo, istituito nel 2012, ha fatto registrare oltre 35 richieste, di cui 3 hanno raggiunto la soglia di un milione di firme e, pertanto, hanno ricevuto una risposta ufficiale dalla Commissione. L'uso delle nuove tecnologie potrebbe contribuire ad ampliare la diffusione di tale strumento e migliorare alcuni aspetti tecnici come il sistema di raccolta delle firme online.

E-democracy: grandi opportunità o rischi potenziali?

Le nuove tecnologie della comunicazione hanno un enorme potenziale per migliorare i processi di partecipazione pubblica al sistema democratico e devono essere considerate un bene pubblico al servizio di una democrazia più trasparente e partecipativa. Il loro potenziale di trasformazione non deve limitarsi ai processi elettorali, ma deve includere tutti gli aspetti della partecipazione pubblica ai processi politici e, in particolare, le tre forme di interazione tra le amministrazioni e i cittadini, segnatamente l'informazione, la consultazione e il processo decisionale digitali.

Tale aspirazione non deve tuttavia escludere i rischi associati a questa nuova era tecnologica né dimenticare che la tecnologia non è mai un fine, ma solo un mezzo per raggiungere gli obiettivi citati. In particolare, dobbiamo tenere conto dei seguenti elementi:

- il gap digitale: l'accesso alle nuove tecnologie è un requisito fondamentale per sfruttare il loro potenziale di trasformazione nell'ambito dei processi democratici. Tuttavia, in molti paesi vi sono ancora zone prive delle condizioni necessarie per accedere alla rete e tutte le società presentano fasce della popolazione che non hanno le competenze tecniche per utilizzarla (analfabeti digitali);

- frode elettorale: i sistemi di votazione dovranno impedire irregolarità di qualsiasi natura che possano inficiare il fedele rispetto della volontà degli elettori;

- tutela della riservatezza e dei dati personali: poiché è impossibile garantire la sicurezza totale dei dati, la privacy può essere pregiudicata, in particolare per quanto riguarda i dati sensibili nell'ambito delle opinioni pubbliche;

- l'esigenza di tenere conto dei processi democratici: le procedure democratiche prevedono generalmente un ampio dibattito e la conciliazione dei diversi punti di vista: la rete non è sempre il luogo ideale in cui discutere in modo razionale e approfondire un argomento. L'attività online non sempre consente di distinguere l'opinione pubblica dalle posizioni che sembrano preponderanti, in ragione del ruolo svolto dagli utenti più attivi in rete;

- l'esperienza ha dimostrato che l'uso di informazioni e reti da parte di interessi privati è in aumento e ciò potrebbe portare a considerare, erroneamente, un interesse particolare come un interesse generale, compromettendo pertanto la dimensione etica e della trasparenza. Le richieste settoriali di esperti e lobby delle TIC non dovrebbero prevalere sulle esigenze della società nel suo insieme.

La possibile rotta da seguire

Esperti, istituzioni, governi e l'opinione pubblica in generale hanno avanzato diversi suggerimenti e raccomandazioni. Dopo aver discusso approfonditamente con i suoi colleghi, il relatore ritiene che le seguenti proposte potrebbero essere incluse nella relazione ed essere affrontate a livello sia europeo sia nazionale:

- considerando che la rivoluzione digitale è una realtà esistente e che influenzerà inevitabilmente la vita quotidiana dei cittadini, è opportuno fornire gli strumenti pedagogici e tecnici per migliorare le competenze in materia di TIC a beneficio, in ultima analisi, della democrazia;

- è altresì necessario favorire il superamento del gap digitale, garantire l'accesso generalizzato alle tecnologie per tutti i cittadini (e-inclusion) e promuovere una maggiore sicurezza nell'utilizzo di Internet, in particolare per quanto concerne la sicurezza delle informazioni e dei dati, la creazione di registri pubblici digitali sicuri e l'autenticazione delle firme digitali uniche per evitare intrusioni fraudolente multiple;

- la tecnologia digitale potrebbe essere impiegata per migliorare i processi di consultazione pubblica e di valutazione d'impatto, aiutando a migliorare la governance nel processo decisionale;

- promuovere e dare impulso ai meccanismi di partecipazione e interazione dei cittadini con le istituzioni e i loro rappresentati pubblici. Le TIC devono consentire l'accesso alle informazioni, la trasparenza, l'apertura ad ascoltare in modo attivo, il dibattito e, pertanto, potrebbero facilitare il superamento del gap tra i cittadini e un migliore processo decisionale, nonché l'assunzione di responsabilità, ecc.;

- esortare i rappresentanti pubblici a partecipare attivamente ai fori esistenti allo scopo di dare impulso al dibattito e allo scambio di opinioni e proposte con i cittadini;

- procedere allo scambio di progetti di buone pratiche in materia di e-democracy come mezzo per avanzare verso una democrazia più partecipativa e deliberativa, che risponda alle domande e agli interessi dei cittadini;

- creare reti di collaborazione con le università e i centri di studi per dare slancio alla ricerca e alla realizzazione di nuovi strumenti e canali di comunicazione e di partecipazione;

- promuovere la cooperazione a livello europeo, in particolare in materia di trasparenza delle istituzioni europee e di partecipazione dei cittadini al processo decisionale democratico;

- fornire ai partiti politici nuovi strumenti per l'apertura e la connessione ai loro sostenitori e simpatizzanti.

Per concludere, ritengo che occorra sottolineare che le innovazioni tecnologiche, di per sé, non risolveranno il problema della sfiducia dei cittadini nella politica, né trasformeranno in modo sostanziale le nostre democrazie. Le ragioni di tale crisi sono profonde e legate alla politiche, all'aumento dei processi di globalizzazione e a una crescente insoddisfazione nei confronti del funzionamento dei sistemi democratici europei e delle loro istituzioni. Ciononostante, occorre monitorare continuamente la reale utilità della rivoluzione tecnologica, non solo allo scopo di prevenire un falso ottimismo in merito alle sue capacità di risolvere gli attuali problemi della democrazia parlamentare, ma anche per evitare di creare nuovi problemi che le TIC non sarebbero in grado di risolvere.


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (14.10.2016)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulla e-democrazia nell'Unione europea: potenziale e sfide

(2016/2008(INI))

Relatore per parere: Isabella Adinolfi

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce i continui e rapidi cambiamenti tecnologici che si stanno verificando nella società dell'informazione, le profonde trasformazioni che tali cambiamenti hanno comportato nella società nel suo complesso, in particolare per quanto riguarda gli aspetti dell'istruzione e della cittadinanza, nonché le sfide e le opportunità correlate ai vari strumenti TIC, ai nuovi media e alle altre nuove tecnologie; incoraggia, a tal fine, lo sviluppo di criteri per valutare il valore aggiunto dell'impegno online;

2.  osserva che un numero crescente di cittadini usa gli strumenti TIC, i nuovi media e le nuove tecnologie per accedere a informazioni sempre più diversificate, scambiare punti di vista e far sentire la propria voce, impegnarsi e partecipare alla vita politica e al processo decisionale collettivo a livello locale, nazionale e dell'UE; ritiene pertanto essenziale accrescere l'inclusione e l'alfabetizzazione digitali, eliminando così il divario digitale esistente, che rappresenta un notevole ostacolo all'esercizio della cittadinanza attiva;

3.  ricorda che la partecipazione dei cittadini al processo decisionale democratico attraverso l'uso di strumenti TIC necessita di un contesto giuridico favorevole che garantisca il diritto alla vita privata, alla libertà di espressione e ad un'informazione indipendente, nonché ad investimenti che consentano ai cittadini che possiedono un'alfabetizzazione e competenze digitali e mediatiche adeguate di beneficiare appieno e di accedere a parità di condizioni ad un'infrastruttura tecnica TIC con prestazioni elevate;

4.  ricorda che è necessario introdurre standard tecnici ambiziosi per tutta l'Unione, intesi a ridurre in modo sostanziale ed efficace il divario digitale esistente, in conformità della situazione specifica dei vari Stati membri; sottolinea la necessità di garantire parità di accesso a Internet a prezzi accessibili e in condizioni di parità e sicurezza per tutti, tutelando la libertà di espressione, il diritto alla privacy, con particolare attenzione alla tutela dei dati personali, ed il principio di neutralità della rete, nonché di garantire un accesso equo ai servizi pubblici online ed ai servizi di identificazione elettronica; invita altresì la Commissione e gli Stati membri a tenere conto di tutti gli ostacoli fisici, geografici e sociali che si frappongono alla partecipazione online, indipendentemente dal reddito o dalla condizione sociale e personale, specie nelle aree meno accessibili e a prevenire qualsiasi tipo di discriminazione come stabilito dall'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali;

5.  osserva l'utilizzo crescente dei media sociali per motivi di socializzazione e comunicazione, nonché il loro maggiore utilizzo nel settore creativo e culturale; ritiene che l'uso più esteso delle TIC alla vita quotidiana e secondo le prerogative della vita moderna dei cittadini richieda la promozione dell'inclusione digitale delle persone di tutte le età, per contrastare il divario digitale nell'UE;

6.  ritiene che gli strumenti TIC e i nuovi media siano cruciali e svolgeranno un ruolo sempre più significativo in sinergia con i canali offline, al fine di accrescere il senso di appartenenza all'UE, di impegno civico e di inclusione sociale e di fornire informazioni e conoscenze equilibrate sull'UE, la sua storia e i suoi valori e i diritti fondamentali, al fine di stimolare il pensiero critico ed un dibattito pubblico costruttivo sull'Unione europea;

7.  osserva che la democrazia digitale ha il potenziale per aumentare il senso di appartenenza all'Unione tra i cittadini, un aspetto particolarmente importante nell'attuale clima euroscettico;

8.  osserva la grande quantità di informazioni eterogenee attualmente reperibili su Internet e sottolinea che la capacità di pensiero critico dei cittadini deve essere rafforzata in modo che tutti siano in grado di discernere meglio tra le fonti affidabili e non affidabili di informazioni; invita pertanto gli Stati membri ad adeguare e aggiornare la legislazione per far fronte agli sviluppi in corso e ad attuare e applicare appieno la legislazione in vigore sull'incitamento all'odio, sia offline sia online, garantendo nel contempo i diritti fondamentali e costituzionali; sottolinea che l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero sviluppare azioni e politiche per rafforzare le competenze trasferibili, il pensiero critico e creativo e l'alfabetizzazione digitale e mediatica, l'inclusione e la curiosità tra i cittadini, specie tra i giovani, affinché possano fare scelte informate e contribuire in modo positivo ai processi democratici;

9.  osserva che gli strumenti TIC, sebbene offrano un ampio accesso a diverse fonti di informazione, danno anche adito alla diffusione di contenuti di bassa qualità, che possono essere difficilmente distinti da fonti affidabili e serie ed essere fuorvianti per i cittadini; sottolinea pertanto la fondamentale necessità di una corretta formazione di alfabetizzazione mediatica rivolta ai cittadini, soprattutto ai più giovani;

10.  invita alla prudenza, dato che i dibattiti politici online spesso producono opinioni troppo polarizzate e possono essere inclini a discorsi che fomentano l'odio, mentre le voci moderate sono spesso trascurate;

11.  riconosce che la democrazia digitale può avere un impatto positivo solo quando i cittadini sono bene informati, possiedono le capacità e competenze per essere critici nei confronti delle informazioni errate e di parte e sono in grado di identificare i tentativi di propaganda;

12.  prende atto che i rischi e gli obiettivi di cui sopra pongono enormi sfide per insegnanti ed educatori, nei contesti formali, non formali e informali; invita pertanto l'Unione ed i suoi Stati membri ad aumentare gli investimenti nello sviluppo e nella formazione permanente, combinando metodi online e offline, incoraggiando l'apprendimento tra pari, lo scambio di buone prassi e la costruzione di capacità e creando opportunità di insegnamento e apprendimento in modo innovativo, inclusivo e non discriminatorio;

13.  sottolinea che l'Unione europea ed i suoi Stati membri dovrebbero, in particolare a livello regionale e locale, promuovere programmi di apprendimento permanente basati sulle TIC in materia di alfabetizzazione digitale, inclusione e partecipazione e impegno civici, sviluppando azioni e politiche, inclusa la ricerca, e rendendole facilmente accessibili ai cittadini più vulnerabili, specie le ragazze e le donne, i cittadini LGBTI, le persone con disabilità ed altre categorie e minoranze socialmente svantaggiate; sottolinea che tali programmi dovrebbero essere concepiti e utilizzati nell'interesse di tutti i cittadini, al fine di affrontare il bullismo cibernetico, la stigmatizzazione e altre forme di violenza online, nonché l'esclusione dalla vita politica, sensibilizzando nel contempo i cittadini su tali tematiche ed evitando le divisioni e le discriminazioni all'interno della società;

14.  sottolinea che le donne sono sottorappresentate nel processo decisionale politico a tutti i livelli, nonché nei settori degli strumenti TIC; osserva che le donne e le ragazze affrontano spesso stereotipi di genere in relazione alle tecnologie digitali; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a investire in programmi mirati che promuovano l'istruzione e la formazione nell'ambito degli strumenti TIC e la partecipazione digitale per le donne e le ragazze, in particolare quelle provenienti da ambienti vulnerabili ed emarginati, utilizzando l'apprendimento formale e informale; nota l'importanza fondamentale dell'inclusione digitale delle persone di tutte le età e chiede, a tal fine, alla Commissione di sfruttare appieno gli strumenti TIC ed i nuovi media e le tecnologie per promuovere dinamiche positive online che contribuiscano allo sviluppo umano, alla pace e ai diritti umani; ritiene che, anche in tale contesto, gli strumenti di democrazia digitale possano aiutare a ridurre il deficit democratico ed il declino della partecipazione politica nell'Unione ed a facilitare l'impegno e la partecipazione nella sfera pubblica; chiede l'elaborazione di iniziative specificamente mirate alle giovani generazioni nonché agli anziani, dato che si tratta di due gruppi colpiti da un divario generazionale; chiede lo sviluppo di un approccio critico all'utilizzo di tali tecnologie al fine di proteggere le persone ed in particolare i bambini da tutti i rischi correlati;

16.  rammenta che coinvolgere ulteriormente i cittadini nei processi concernenti le politiche europee ha il potenziale per rinnovare il loro sostegno all'Unione europea, riducendo il cosiddetto "deficit democratico" dell'Unione; sottolinea pertanto il potenziale degli strumenti di democrazia digitale a tal fine, pur riconoscendone i limiti intrinseci dovuti alle loro particolari esigenze, sia a livello tecnico (elevato livello di penetrazione di Internet, diffusa connettività Wi-Fi, connessione Internet ad alta velocità, ecc.) sia a livello pratico (alfabetizzazione e competenze digitali e mediatiche, lingue disponibili, ecc.);

17.  ritiene essenziale che l'Unione e gli Stati membri conducano una riflessione strategica al fine di sviluppare e lanciare strumenti di democrazia online che siano in grado di fornire un'ampia varietà di fonti per la diffusione di informazioni indipendenti e affidabili, onde sostenere modelli di apprendimento aperti e innovativi, tenendo in considerazione la diversità culturale e linguistica europea e gli interessi specifici dei gruppi minoritari, sviluppare la qualità del dibattito pubblico, incoraggiare la partecipazione civica nei processi decisionali e stimolare un impegno politico attivo dei cittadini attraverso meccanismi di democrazia diretta e partecipativa, che siano in grado di rafforzare e, ove opportuno, completare la democrazia rappresentativa;

18.  osserva che, al fine di garantire la pari accessibilità di tutti i cittadini agli strumenti di democrazia digitale, la traduzione multilingue è importante quando le informazioni sono destinate a essere diffuse e lette da tutti i cittadini in paesi con più di una lingua ufficiale o da persone provenienti da diversi contesti etnici;

19.  avverte che, mentre gli strumenti di democrazia digitale potrebbero essere utili per il coinvolgimento dei cittadini nei processi europei, essi non sostituiscono gli strumenti democratici tradizionali e i loro risultati non dovrebbero essere considerati come l'espressione rappresentativa dell'opinione dei cittadini nel suo complesso;

20.  sottolinea che gli strumenti di democrazia digitale sono essenziali per promuovere la responsabilità, la trasparenza e la buona governance nella pubblica amministrazione, ampliando il dibattito pubblico poiché consentono ai cittadini di impegnarsi in un dialogo attivo come "scrittori-lettori" (wreaders) nella vita politica locale, nazionale ed europea; ritiene che, al fine di promuovere in modo efficace l'impegno e la fiducia dei cittadini, sia necessario un cambiamento nella cultura governativa al fine di includervi maggiore responsabilità e controllo; invita la Commissione e gli Stati membri a rendere la consultazione delle parti interessate, della presa di decisioni politiche e dei processi legislativi ancora più trasparente, accessibile, digitalizzata, consultiva, inclusiva, affidabile, responsabile ed equa, aprendo delle opportunità per un controllo diretto ed una vigilanza attiva dei rappresentanti eletti dai cittadini e dalle associazioni;

21.  sottolinea che, secondo l'analisi dell'OCSE, la democrazia digitale presenta tre dimensioni, ossia l'informazione, la consultazione e la partecipazione attiva; osserva che a tal fine sono necessarie cultura di governo, cultura organizzativa, competenze specifiche, regole e modalità di partecipazione definite e un effettivo coinvolgimento nei processi decisionali;

22.  ritiene che la democrazia digitale possa aumentare la trasparenza del processo decisionale nella democrazia rappresentativa e possa avere un impatto positivo sulla fiducia dei cittadini nei loro rappresentanti eletti;

23.  sottolinea che le sfide per la sicurezza rappresentate dagli strumenti di democrazia digitale debbano essere affrontate in modo ragionevole e proporzionale, mediante meccanismi di controllo trasparenti, sicuri e distribuiti, che riproducano misure preventive che sono già necessarie nel contesto offline, con particolare riferimento alla prevenzione della frode e della manipolazione elettorali nelle votazioni online, garantendo i diritti alla privacy dei cittadini e la protezione dei loro dati da un uso improprio, dai software di sorveglianza di terzi e da altre interferenze;

24.  osserva che la trasparenza, la sicurezza e l'esistenza di meccanismi di controllo democratico durante l'intera procedura di democrazia digitale sono di vitale importanza al fine di garantire i diritti dei cittadini alla privacy e alla non sorveglianza;

25.  chiede alla Commissione di sviluppare e attuare progetti pilota specifici, come stabilito nell'agenda digitale, e di continuare a fornire sostegno mediante altri fondi e programmi dell'UE, come Europa per i cittadini, ponendo l'accento sulla mobilità e sulla partecipazione dei giovani, al fine di promuovere e rafforzare i programmi per una cittadinanza europea attiva e responsabile, al fine di consolidare la democrazia come un'esperienza politica e sociale che deve essere appresa, vissuta e sottoscritta;

26.  invita la Commissione a continuare a sostenere le iniziative intese a promuovere e rafforzare i programmi per una cittadinanza europea responsabile e attiva, in particolare Erasmus+, il meccanismo per collegare l'Europa, i Fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 ed Europa creativa; chiede, a tal fine, il rafforzamento e la promozione delle piatteforme eTwinning, European Schoolnet e E-Teaching, e di programmi quali il servizio volontario europeo, che promuovono la cittadinanza attiva.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Damian Drăghici, Jill Evans, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Luigi Morgano, Michaela Šojdrová, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Ilhan Kyuchyuk, Emma McClarkin, Hannu Takkula

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

9.2.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Richard Corbett, Diane James, Ramón Jáuregui Atondo, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Helmut Scholz, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Claudia Țapardel

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Diane Dodds, Sylvie Goulard, Enrique Guerrero Salom, Jérôme Lavrilleux, Rainer Wieland

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Ramón Luis Valcárcel Siso


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

15

+

ALDE

Sylvie Goulard, Maite Pagazaurtundúa Ruiz

EFDD

Isabella Adinolfi

GUE/NGL

Helmut Scholz, Barbara Spinelli

PPE

Jérôme Lavrilleux, György Schöpflin, Ramón Luis Valcárcel Siso, Rainer Wieland

S&D

Richard Corbett, Enrique Guerrero Salom, Ramón Jáuregui Atondo, Pedro Silva Pereira, Claudia Țapardel

VERTS/ALE

Max Andersson

1

-

NI

Diane James

0

0

 

Correzioni di voto

+

 

-

0

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2017Avviso legale