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Interrogazioni parlamentari
23 agosto 2012
E-007660/2012
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Andrea Zanoni (ALDE)

 Oggetto: Grave inquinamento dell'aria a Pederobba (in provincia di Treviso) e combustione di ingenti quantità di pneumatici e pet-coke per la produzione di cemento
 Risposta(e) 

La trasformazione dei cementifici in inceneritori è un «fenomeno» in corso in Italia da almeno 10 anni. In Veneto ci sono 5 cementifici, tra i quali il Cementificio di Pederobba (in provincia di Treviso) dove dal 1996 è stata autorizzata dalla Provincia di Treviso un'attività «sperimentale» di co-incenerimento di pneumatici. La quantità di pneumatici autorizzata per la combustione è aumentata dalle 30 000 tonnellate/anno iniziali alle 60 000 attuali, ovvero in detto cementificio vengono bruciati circa la metà dei pneumatici che ogni anno vengono bruciati in Italia.

Il cementificio si colloca all'ottavo posto tra gli stabilimenti più impattanti d'Italia per le emissioni di monossido di carbonio(1) e si trova proprio nel comune di Pederobba, che risulta essere tra i quattro Comuni della provincia di Treviso con il maggior carico emissivo(2); va infine precisato che oltre alla combustione dei pneumatici si realizza quella di altrettante tonnellate di Pet-coke.

Il cementificio di Pederobba emette circa 600 000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) all'anno, pari a quanto emette una città di 60 000 abitanti(3). A Pederobba l'ARPAV(4) ha effettuato uno studio approfondito sugli inquinanti nell'aria, il quale ha stabilito che i valori di concentrazione di benzo(a)pirene monitorati presso tutti i siti di Pederobba, con la sola eccezione di Cimitero, si collocano su livelli indicativi sensibilmente superiori al limite previsto dalla normativa, ovvero a 1,7 ng/mc contro il livello di legge fissato a 1,0 ng/mc(5).

A dicembre 2012, il cementificio ha ottenuto dalla Provincia di Treviso l'Autorizzazione integrata ambientale (AIA) senza però che sia stata valutata l'ubicazione dello stabilimento nell'alveo del fiume Piave (a confine con un'area SIC e ZPS) e senza ridurre la quantità di rifiuti bruciati o miscelati al cemento.

Nel giugno 2012 la Regione Veneto ha autorizzato a Pederobba due cogeneratori a biomasse, uno alimentato a olio di colza da 999 kW di potenza e uno a legno e tralci di vite da 490 kW, senza tenere in considerazione che questa decisione non può che peggiorare ulteriormente la situazione ambientale già fuori norma.

Alla luce di quanto esposto, si chiede alla Commissione, in merito a questo grave caso di contaminazione di un intero territorio, di verificare il rispetto da parte delle autorità italiane delle direttive UE relative alla tutela della salute e della qualità dell'aria.

(1)Fonte: Relazione Legambiente «Mal'Aria» del 2009 su dati del 2006
(2)Fonte: Zonizzazione Tecnica della provincia di Treviso sulla base delle fonti di pressione e dello stato della qualità dell'aria- ARPAV luglio 2006
(3)http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/Registro_INES/Ricerca_per_complesso_industriale/RicercaINES.html
(4)ARPAV: Agenzia Regionale Protezione Ambiente Veneto
(5)Sintesi del progetto «comparto cemento» nel Comune di Pederobba — 2010 ARPAV pag. 11

 GU C 229 E del 08/08/2013
Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2012Avviso legale