La Marina militare americana sta costruendo una nuova stazione di telecomunicazioni, Mobile User Objective System (MUOS), nei pressi del comune di Niscemi (Sicilia), in una zona che interessa una popolazione di oltre 300 000 abitanti. I lavori di tale impianto, che secondo alcune stime potrebbe arrivare sino a 2 milioni di Watt di potenza, stanno causando grave allarme e preoccupazione nella popolazione locale, oltre che gravi danni paesaggistici ed ambientali e serie ripercussioni negative sulla fauna e sulla flora presenti. Con l'interrogazione E-005147/2012, veniva già evidenziato come il sito prescelto sia caratterizzato da intense emissioni elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze, in quanto dal 1991 è presente, in prossimità dello stesso abitato, una centrale di telecomunicazione della marina militare USA, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), che conta 40 antenne in banda HF per comunicazioni di superficie ed una antenna radiatore verticale operante nella banda LF, per comunicazioni sotto la superficie del mare.
Inoltre, la base NRTF si trova all'interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi, inserita nella rete Natura 2000 come sito di importanza comunitaria e sulla quale, in base al piano territoriale del 2008, non è concesso realizzare nuove costruzioni o infrastrutture, compresa l'installazione di antenne e tralicci.
Considerato che rispetto al progetto MUOS non vi è stata alcuna forma di consultazione e partecipazione della popolazione interessata, così come previsto dall'articolo 6 della direttiva 2011/92/UE, si chiede alla Commissione di far sapere se:
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siano state rispettate la direttiva 85/337/CEE, come modificata dalle direttive 97/11/CE e 2003/35/CE (VIA), e la direttiva 2001/42/CE (VAS) che prevedono, tra l'altro, la valutazione d'incidenza riferibile all'articolo 6 della direttiva «Habitat»;
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siano state rispettate le norme ed i principi contenuti nella direttiva 92/43/CEE, modificata dalla direttiva 97/627CE, e nella direttiva 2009/147/CE;
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sia stata correttamente esperita, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della direttiva «Habitat» una valutazione di incidenza, a cui deve essere sottoposto qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito della rete Natura 2000, dato che tale valutazione si applica sia agli interventi che ricadono all'interno delle aree Natura 2000, sia a quelli che pur sviluppandosi all'esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati nel sito, considerata anche la decisione della Commissione 2011/85/UE che adotta i SIC per la regione biogeografia mediterranea;
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sia stato rispettato l'articolo 6 della direttiva 2011/92/UE sulla consultazione e partecipazione popolazione interessata;
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sia disponibile un quadro generale della situazione.