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Interrogazioni parlamentari
25 novembre 2013
E-013366-13
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Andrea Zanoni (ALDE)

 Oggetto:  Ispezioni subacquee della società norvegese Spectrum alla ricerca di idrocarburi lungo le coste croate del mar Adriatico e possibile perturbazione dell'ecosistema marino
 Risposta(e) 

Dall'inizio di settembre del 2013 la società norvegese Spectrum sta effettuando la scansione dei fondali del mar Adriatico lungo le coste croate alla ricerca di giacimenti di idrocarburi (greggio e metano) intrappolati nelle rocce; per l'esattezza, le ricerche interessano un'area di 12.000 chilometri quadrati(1). L'attività verrebbe effettuata gratuitamente e spontaneamente da parte della società stessa, senza pertanto che sia stata in precedenza indetta alcuna gara pubblica. La metodologia operativa utilizzata, tuttavia, è fonte di inquinamento acustico subacqueo e desta non poche perplessità in ordine ai suoi possibili effetti negativi sull'ecosistema marino. Secondo Sigrid Lüber, presidente dell'Organizzazione internazionale per la difesa del mare «Ocean Care», la tecnica adoperata dallo speciale sottomarino utilizzato nell'attività ispettiva si chiamerebbe «2D» e prevedrebbe l'emissione ogni dieci secondi di un muro di onde sonore di 240-260 decibel, molto più forte, pertanto, di quello originato dai motori di un jet in fase di decollo, che non superano i 140 decibel(2). «Ocean Care», infatti, si è attivata per chiedere l'interruzione di tali attività almeno sino all'adozione di misure di contenimento del rumore e denuncia, in particolare, l'assenza di confronto pubblico con le autorità, nonostante vi siano enormi rischi per il patrimonio ittico croato e per lo sviluppo turistico del paese(3). Secondo Draško Holcer, presidente dell'ONG croata Blue World Institute of Marine Research and Conservation (BWI), le specie ittiche più a rischio sarebbero i delfini e le balene che possono percepire le onde sonore anche a chilometri di distanza; onde di tale intensità, in particolare, danneggerebbero il loro sistema uditivo provocando lesioni ed emorragie e, a lungo andare, la loro fuga dall'habitat(4). Si segnala, infine, che lungo alcune coste italiane sempre dell'Alto Adriatico si sta verificando una concomitante ecatombe di tartarughe marine comuni (Caretta caretta), con 165 esemplari morti in meno di due mesi; gli esperti, tuttavia, ritengono che essa sia probabilmente dovuta ad altre cause(5).

Tutto ciò premesso, la Commissione:
1. è a conoscenza dello svolgimento di tale attività di ricerca subacquea di idrocarburi nel mar Adriatico mediante l'utilizzo della controversa tecnica poc'anzi illustrata?
2. Può chiarire se ritiene la stessa rispettosa della normativa UE di settore e, in caso negativo, se intende contattare le autorità croate in proposito?

(1) Cfr. articolo del quotidiano «La Voce del Popolo»: http://goo.gl/yPwGKs.
(2) Cfr. articolo del quotidiano «Il Piccolo» di Trieste: http://goo.gl/0jmkX6.
(3) Cfr. pagina dedicata alla questione nel sito web dell’organizzazione: https://www.oceancare.org/en/alarm_campaign_croatia/.
(4) La società in questione ha già svolto simili «sondaggi» nel Mediterraneo orientale, nel Mare del Nord, nel Golfo del Messico e lungo le coste di Brasile, Uruguay, Indonesia e Sud Africa. I vertici della stessa precisano di rispettare i parametri internazionali e che le operazioni vengono svolte previa verifica dell'assenza di cetacei nel raggio di un chilometro. La società ricorda altresì che la propagazione del suono nell'acqua è inferiore rispetto a quanto non accada nell’aria.
(5) Cfr. articolo del quotidiano «Corriere della Sera»: http://goo.gl/iaXQaC.

 GU C 239 del 23/07/2014
Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2013Avviso legale