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Mercoledì 11 febbraio 2004 - Strasburgo Edizione GU

Ravvicinamento delle disposizioni di diritto procedurale in materia civile
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  Bartolozzi (PPE-DE ), in sostituzione del relatore . – Signor Presidente, signora Commissario, colleghi, il numero assai elevato e sempre crescente di scambi commerciali e di spostamenti di persone all’interno dell’Unione europea favorisce sempre di più la possibilità che singoli cittadini o imprese si trovino coinvolti in controversie giudiziarie di carattere transfrontaliero. Si tratta di quelle cause nelle quali le parti sono domiciliate in Stati membri diversi e che presentano, per tale motivo, elementi di difficoltà. Il rischio, in tali situazioni, è che i soggetti interessati rinuncino a far valere i propri diritti a causa degli ostacoli che incontrano ad agire in giudizio in un paese straniero – del quale non conoscono la legislazione e le procedure – e dei costi che devono sopportare. Inoltre, in molti casi – come, ad esempio, nelle controversie di modico valore – le spese di giudizio possono essere addirittura superiori alla posta in gioco. In altre parole, è un vero mercato interno posto dall’esistenza di uno spazio comune di giustizia, dove privati e imprese possano accedere indifferentemente e senza penalizzazioni al sistema giudiziario di ciascuno Stato membro.

In questa cornice si collocano i due Libri verdi che formano oggetto della presente iniziativa. Il primo affronta i temi della trasformazione in strumento comunitario e del rinnovo della Convenzione di Roma del 1980 sulle obbligazioni contrattuali. La trasformazione in strumento comunitario della Convenzione di Roma, oggi in esame, si aggiunge a quanto già avvenuto alla Convenzione di Bruxelles, ed è sicuramente utile al fine di garantire l’applicazione diretta e l’uniforme interpretazione da parte della Corte di giustizia. A completare la disciplina della materia dovrebbe arrivare, in futuro, lo strumento comunitario denominato Roma II, contenuto nella recente proposta di regolamento sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali, di cui è relatrice la collega Wallis.

La necessità di integrare i tre strumenti è di tutta evidenza e suggerisce non solo di procedere in tempi rapidi alla trasformazione in strumento comunitario della Convenzione di Roma mediante l’adozione di un apposito regolamento, in modo che il corpus normativo del diritto internazionale privato sia omogeneo sotto il profilo della fonte di produzione, ma altresì di arrivare, in una fase successiva, anche a una vera e propria codificazione che raccolga insieme sistematicamente le disposizioni comunitarizzate di Bruxelles I, Roma I e Roma II, e ciò anche in vista dell’allargamento dell’Unione europea.

Quanto alle innovazioni da apportare ai contenuti della Convenzione di Roma, si potrebbe innanzitutto introdurre il principio secondo cui, nel caso di scelta di una legge di uno Stato terzo, sia assicurata comunque la supremazia delle disposizioni imperative del diritto comunitario, come nel caso di tutela della parte più debole, lavoratori dipendenti o consumatori.

Occorre poi ampliare il campo di applicazione delle norme della Convenzione al contratto di assicurazione, introdurre alcune precisazioni, dovute all’esigenza di coordinamento con la normativa comunitaria vigente, alle norme dettate per i contratti di consumo e di lavoro, nonché per gli scambi relativi al commercio elettronico.

Anche il secondo Libro verde presentato dalla Commissione, relativo all’istituzione di un procedimento europeo di ingiunzione di pagamento e di una procedura per accelerare il contenzioso in materia di controversie di modesta entità, è di estrema importanza. Per molti cittadini europei ed imprese – soprattutto piccole e medie – riveste un’importanza non trascurabile la discussione certa e anche rapida dei crediti, soprattutto quando la vertenza assuma connotati transfrontalieri perché il debitore è domiciliato all’estero, oppure perché l’esecuzione della sentenza deve farsi all’estero.

Il valore aggiunto di questi procedimenti, che dovrebbero essere istituiti con regolamento comunitario, per gli stessi motivi che abbiamo illustrato con riferimento alla Convenzione di Roma, sarebbe dato dalla possibilità di avere l’esecuzione senza ricorso all’exequatur in tutto il territorio dell’Unione, consentendo di recuperare ingenti masse di crediti non contestati oppure di definire cause che altrimenti i creditori sarebbero in principio scoraggiati a intentare.

Il regolamento dovrà inoltre definire l’intera procedura di ingiunzione, indicando anche i presupposti per la richiesta del creditore, in modo da realizzare un procedimento comune con certezza di procedura e, possibilmente, di costi. Per l’ingiunzione di pagamento europea, dunque, occorre aggiungere qualche considerazione: si tratta di valutare, in primo luogo, se essa si debba limitare alle cause transfrontaliere, oppure si possa applicare anche alle controversie tra parti domiciliate nello stesso Stato. Tenuto conto che non tutti gli Stati hanno, nel proprio ordinamento processuale, un procedimento speciale di questa natura – e che, laddove esso esiste, presenta notevoli differenze – per non operare una disparità di trattamento fra diverse categorie di creditori sembrerebbe auspicabile lasciare facoltà alle parti di poter impiegare questo strumento anche nelle controversie interne.

 
Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2004Avviso legale