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Lunedì 19 aprile 2004 - Strasburgo Edizione GU

Protezione dei consumatori
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  Bartolozzi (PPE-DE ). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la protezione dei consumatori è un obiettivo importante e bisogna impedire che gli operatori disonesti approfittino del mercato interno per ingannare i cittadini offrendo loro prodotti difettosi. In più, gli operatori disonesti sfruttano a loro vantaggio le nuove tecnologie offerte dalla società dell’informazione, minando così la fiducia del consumatore nel commercio elettronico.

Questi problemi riguardano da vicino non solo il consumatore, ma anche le imprese e l’economia nel suo complesso. Nel garantire, quindi, il consumatore è necessario, oltre che creare un corpus di regole chiare ed efficaci, anche migliorare la cooperazione tra le autorità nazionali incaricate della protezione dei consumatori, favorendo lo scambio di informazioni e prevedendo la possibilità per le autorità interpellate dal consumatore di chiedere l’intervento di autorità di un altro paese. Proprio a questo secondo, importante, obiettivo mira la proposta di regolamento che il Parlamento discute e vota questa settimana.

I sistemi nazionali oggi vigenti non sono idonei a prevenire e reprimere gli abusi a livello transfrontaliero e le reti informali esistenti si scontrano con ostacoli di natura giuridica legati, in particolare, alle difficoltà nel flusso di informazioni da un’autorità ad un’altra e, addirittura, alla mancanza in taluni Stati membri di autorità pubbliche preposte alla tutela del consumatore.

Il regolamento prevede, tra l’altro, proprio l’obbligo per gli Stati di designare un’autorità pubblica incaricata della tutela dei consumatori, la quale farà parte di una rete europea. L’autorità di uno Stato membro potrà chiedere assistenza agli altri membri della rete per indagare su eventuali illeciti, per ricevere informazioni e mettere così fine agli abusi compiuti dagli operatori disonesti.

La commissione giuridica ha provveduto a rendere un po’ più garantista la proposta di regolamento, per evitare gli abusi che potrebbero essere compiuti dalle autorità nazionali, per proteggere le informazioni riservate in possesso delle imprese che non siano strettamente necessarie all’inchiesta, per far sì che le richieste di cooperazione siano ragionevolmente motivate e non ostacolino inutilmente gli operatori economici.

La proposta di regolamento prevede, peraltro, procedure talvolta un po’ farraginose, onerose per il consumatore e per la pubblica amministrazione, rischiando di far sì che i costi siano di gran lunga più elevati del danno subìto dal consumatore. Per questo ci opponiamo a talune disposizioni volute dal Consiglio e dalla Commissione che complicherebbero di molto il sistema e se dobbiamo adottare il regolamento nella sua lettura prima dell’allargamento, provvederemo a che si proceda ad una sua revisione, sulla base dell’esperienza acquisita, dopo cinque anni dall’entrata in vigore dello stesso.

 
Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2004Avviso legale