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Procedura : 2008/2156(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0420/2008

Testi presentati :

A6-0420/2008

Discussioni :

PV 17/11/2008 - 21
CRE 17/11/2008 - 21

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PV 18/11/2008 - 7.16
CRE 18/11/2008 - 7.16
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Testi approvati :

P6_TA(2008)0543

Discussioni
Lunedì 17 novembre 2008 - Strasburgo Edizione GU

21. Bilancio di un decennio di unione economica e monetaria e sfide future (discussione)
Video degli interventi
PV
MPphoto
 

  Paolo Bartolozzi (PPE-DE ). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio anche il Presidente dell'Eurogruppo e il Commissario nonché i due relatori di questa relazione, perché sono convinto che l'introduzione dell'euro ha dato ai cittadini la possibilità di meglio gestire i propri bilanci familiari, facendo loro realizzare risparmi nella spesa per l'acquisto di beni e servizi e non solo.

Come è stato detto, si è registrato un contenimento del tasso di inflazione che si è attestato in media intorno al 2% e si sono creati in questi dieci anni circa 16 milioni di posti di lavoro, si è contenuto il deficit dei bilanci pubblici che nel 2007 - come è stato ricordato dal Commissario - si è aggirato intorno allo 0,6% del PIL a fronte di un 4% negli anni '80 e '90.

L'euro ha acquistato inoltre un prestigio internazionale ed è diventato moneta appetita anche per i paesi extracomunitari e nonostante le recenti turbolenze finanziarie che hanno inferto colpi molto duri al sistema finanziario e bancario globale, l'euro ha attenuato sicuramente l'impatto devastante di questa crisi finanziaria di portata planetaria, ma oggi c'è il rischio che il rallentamento globale della domanda continuerà a indebolire le esportazioni e a vanificare il vantaggio del tasso di sconto dell'euro, minato dalla svalutazione del dollaro.

Ovviamente degli aggiustamenti anche importanti nella struttura portante dell'euro debbono essere rivisti, mettendo gli Stati membri con un PIL inferiore alla media in condizione di recuperare lo svantaggio. Ben venga quindi una road map dell'UEM che meglio analizzi le divergenze economiche, dia impulso alle riforme strutturali, vigili sulle finanze pubbliche e sui mercati finanziari accelerando la loro integrazione. Tutto ciò può e deve realizzarsi a mano a mano che si uscirà, e speriamo al più presto, da questa situazione di instabilità che pesa tuttora non solo sulle scelte urgenti che i governi nazionali devono mettere in atto, ma anche sul disorientamento in cui versano i risparmiatori, cui occorre dare fiducia per rimettere in moto investimenti, consumi e migliorare il quadro generale entro il quale operare con maggiore tranquillità. In altre parole la responsabilità deve essere collettiva, ma si chiede alle autorità preposte uno sforzo incisivo per giudicare le riforme da sostenere con una rigorosa governance e con una autorevole leadership politica.

 
Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2009Avviso legale