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Procedura : 2006/2209(REG)
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Testi presentati :

A6-0027/2009

Discussioni :

PV 05/05/2009 - 17
CRE 05/05/2009 - 17

Votazioni :

PV 19/02/2009 - 5.2
CRE 19/02/2009 - 5.2
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto
PV 06/05/2009 - 4.6
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0353

Discussioni
Mercoledì 6 maggio 2009 - Strasburgo Edizione GU

16. Dichiarazioni di voto
Video degli interventi
PV
  

Dichiarazioni orali di voto

 
  
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  Presidente. – Procederemo ora con le dichiarazioni di voto di oggi. Sono convinto che questo susciterà forti emozioni tra voi; vi sono numerosi membri che desiderano prendere la parola e credo siano tutti presenti.

 
  
  

- Relazione Stavreva (A6-0259/2009)

 
  
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  Inese Vaidere (UEN).(LV) Signor Presidente, non era del tutto chiaro di quale relazione avrei potuto parlare adesso. Io avevo dichiarato di voler parlare delle relazioni degli onorevoli Stauner, Maldeikis e Corbett. Sì, desidero dire qualcosa, è solo che non ho reagito subito.

Signor Presidente, considerando questo pacchetto da 5 miliardi di euro, la maggior parte dei quali è stata destinata allo sviluppo rurale, desidero sottolineare in particolar modo il fatto che è estremamente importante guardare non solo agli indicatori ufficiali, ma anche alle reali necessità dello sviluppo rurale. Tutti gli Stati membri hanno bisogno della banda larga, ma in alcuni paesi, come nel mio, è necessario migliorare le infrastrutture stradali e adottare anche altri provvedimenti di tutela del paesaggio rurale. Vi sollecito a rivolgere maggiore attenzione alle politiche di convergenza e di coesione e a sostenere maggiormente quegli Stati membri che si trovano in difficoltà economiche e che forse si trovano in una fase di sviluppo economico inferiore rispetto agli Stati membri più vecchi. Vi ringrazio.

 
  
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  Zita Pleštinská (PPE-DE). – (SK) La relazione Stavreva è una delle tre relazioni incluse nel pacchetto integrato da 5 miliardi di euro. L’attuale congiuntura economica evidenzia la mancanza di fondi da investire in progetti nel settore dell’energia e dello sviluppo rurale, che hanno maggiormente risentito della crisi. Apprezzo il fatto che il Parlamento europeo abbia approvato il regolamento proposto nel contesto del piano di ripresa economica europea, che stanzia 1,5 miliardi di euro per tutti gli Stati membri attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

Le aree rurali possono avviare progetti mirati allo sviluppo di connessioni Internet a banda larga. Il territorio svolge un ruolo centrale nel settore agricolo e l’utilizzo e la gestione dei terreni agricoli è di vitale importanza per la soluzione dei nuovi problemi riguardanti cambiamento climatico, fonti rinnovabili di energia, carenza di acqua e biodiversità.

Desidero invitare gli Stati membri a non aspettare ad approntare i loro piani nazionali, ma a farlo rapidamente, per tempo e dettagliatamente, e a fornire informazioni trasparenti riguardo alle nuove clausole legali. Al contempo essi devono adottare processi accelerati e semplificati sia per le spese che per le relazioni.

 
  
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  Neena Gill (PSE). - (EN) Signor Presidente, la mia circoscrizione elettorale nelle West Midlands comprende sia aree urbane che rurali e la clausola della banda larga nelle aree rurali è semplicemente terribile. Permettetemi di citare l’esempio di Knighton, una cittadina sul confine gallese, dove gli imprenditori vengono danneggiati da connessioni di scarsa qualità e stanno tutti gridando: “Salvateci!”. Uno dei miei elettori voleva avviare un’attività offrendo servizi online, questione per lui particolarmente cruciale poiché è diversamente abile e lavorare da casa era in questo caso la soluzione migliore. Sfortunatamente, a causa del monopolio esistente, la connessione è molto lenta e non favorisce la conduzione di un’attività.

Questo sostegno finanziario è fondamentale per le aree rurali e per la ripresa economica e vorrei essere sicura che verrà distribuito in modo equo tra tutti gli Stati membri, dando la priorità alle aree nelle quali la copertura della banda larga non funziona. Invito tutte le parti a riunirsi ora e rapidamente su questa questione e a colmare una volta per tutte questo iniquo divario digitale.

 
  
  

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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, un richiamo al regolamento: molto correttamente lei sostiene che è tardi e ringrazio gli interpreti che sono rimasti. Tuttavia non abbiamo scelto noi di essere qui a quest’ora tarda: è stata una decisione presa oggi dalla presidenza – una decisione incredibilmente arbitraria che non era mai stata presa prima – di rinviare le dichiarazioni di voto a dopo la discussione, invece che a dopo la votazione, come stabilito dal nostro regolamento.

Pertanto, l’attuale presidenza ha violato il regolamento ed è per questo che siamo qui stasera, e tutti noi, che stiamo cercando di rendere le nostre dichiarazioni di voto, stiamo facendo quanto legittimamente possibile per far ascoltare le nostre voci a un Parlamento al quale non piace realmente ascoltare le minoranze.

 
  
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  Presidente. – Onorevole Heaton-Harris, chiarirò una questione del regolamento per lei. Siamo effettivamente a dopo la votazione, ma non immediatamente dopo. Questa differenza ci consente una diversa interpretazione.

Ora è il turno di una relazione sulla quale sono molto felice che l’onorevole Heaton-Harris desideri esprimere un parere, poiché si tratta della relazione dell’onorevole Onesta.

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- Relazione Onesta (A6-0027/2009)

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, col passare del tempo sono stranamente giunto a rispettare il relatore della presente relazione e desidero intervenire riguardo alle petizioni in generale perché mi sono state molto utili. Mentre le persone non comprendono le istituzioni europee e ne hanno leggermente timore, hanno a volte bisogno di registrare una controversia. In passato la procedura di registrazione delle petizioni in quest’Aula è stata leggermente goffa, ma offriva l’opportunità di esprimere un problema ad un livello leggermente diverso, quando potevano avere esaurito molte altre opportunità. Ho portato in quest’Aula le petizioni delle persone di tutta la mia circoscrizione elettorale; l’Earls Barton Seven è stato uno dei casi più famosi.

Il punto è che quella delle petizioni è probabilmente l’unica procedura che valga la pena di tutelare adeguatamente in quest’Aula. Altri regolamenti e procedure e molte altre commissioni diventano insignificanti a paragone della commissione per le petizioni, vista la sua importanza.

 
  
  

- Relazione Corbett (A6-0273/2009)

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, al pari dell’onorevole Corbett, non desidero anticipare i risultati di un secondo referendum in Irlanda e di certo non desidero anticipare l’esito della votazione dello Yorkshire e dello Humber nelle prossime elezioni europee. Tuttavia desidero fare all’onorevole Corbett i miei migliori auguri per qualunque cosa farà dopo avere lasciato quest’Aula in luglio. Mi domando cosa farà il Parlamento senza il proprio relatore per il regolamento, l’uomo che dietro alle quinte, quasi da solo, è riuscito a eliminare i poteri dei gruppi più piccoli e la voce delle minoranze in quest’Aula.

La presente relazione forse non è così malvagia e proprio per questo vale la pena di esaminarla ulteriormente, perché le modifiche al regolamento sono spesso perfettamente eque in apparenza. Ma ciò che conta veramente sono i risultato che ottengono nella pratica e la procedura di applicazione da parte della presidenza e dell’Ufficio di presidenza. Nel caso del pacchetto sul regolamento e sul suo adeguamento al trattato di Lisbona, mi chiedo veramente se non abbia oltrepassato il limite.

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, alcune settimane fa abbiamo discusso della relazione sui regimi totalitari. All’epoca ho fatto osservare che c’era effettivamente un filo conduttore che lega il nazional-socialismo al socialismo sovietico, ed era il socialismo stesso.

Sappiamo che il relatore, l’onorevole Corbett, crede nel progetto europeo. Egli non nasconde affatto di credere in un’ulteriore integrazione politica ed economica; è a favore degli Stati Uniti d’Europa o di una Repubblica federale d’Europa. Tuttavia, nel tentativo di perseguire questi obiettivi, egli sta chiedendo la soppressione dei pareri delle minoranze e sta distruggendo, quasi da solo, il principio della libertà di parola.

Sono consapevole del fatto che l’onorevole Corbett non si cura granché del principio della libertà di parola. Osservando questa relazione, qualsiasi malvagio dittatore del secolo scorso sarebbe stato orgoglioso di avere l’onorevole Corbett al suo fianco.

 
  
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  Daniel Hannan (NI). - (EN) Signor Presidente, dal 2004 in quest’Aula sono passati molti nuovi colleghi provenienti dai paesi in fase di adesione, e sono orgoglioso di poterne dire di essere diventato amico di alcuni di loro. Quando si discute dei brutti tempi che hanno vissuto, ciò che mi colpisce di più è come affermino che la loro reale paura, vivendo nei paesi Comecon, non fosse l’assenza di democrazia né l’assenza del diritto di proprietà, ma l’assenza di uno stato di diritto certo. Se eravate un fastidioso critico del regime, non venivate processati; vi avrebbero semplicemente reso la vita difficile: la vostra patente di guida sarebbe scomparsa misteriosamente nella posta, i vostri figli non avrebbero ottenuto un posto all’università, non avreste trovato che lavori umili.

La mia preoccupazione è che un doppio standard simile stia cominciando a caratterizzare le nostre istituzioni. Quando il presidente Klaus è venuto in quest’Aula, i deputati lo hanno subissato di fischi e grida e hanno vociato contro di lui come una moltitudine di scimmie impazzite e nessuno è stato ripreso. Quando invece abbiamo protestato in favore di un referendum, 14 deputati sono stati multati. Gli ipocriti democratici cristiani possono commettere una frode quasi apertamente e farla franca, ma un euroscettico austriaco, quando ha fotografato le persone che firmavano per una riunione che non c’era, è stato multato per migliaia di euro per non aver compilato correttamente un modulo. Potreste ritenere che questo non sia il luogo per queste affermazioni. Io non sono vissuto sotto quel sistema, ma il presidente Klaus sì, e quando ci mette in guardia verso un suo possibile ritorno, credo dovremmo ascoltarlo.

 
  
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  Richard Corbett (PSE) . – (EN) Signor Presidente, francamente non ho mai sentito tante sciocchezze quante ne siano state pronunciate in merito alla presente relazione. “Dittatura e manipolazione”? Perché mai, se era una relazione così negativa, ha ottenuto una così larga maggioranza?

Il primo errore commesso dai suoi detrattori è che essa non menziona il trattato di Lisbona o la sua attuazione. Quella parte era stata accantonata perché se ne occupasse il prossimo Parlamento, e non è stata affrontata oggi. Sembra che i suoi obiettori non abbiano nemmeno letto la relazione.

In quanto a dire che mira ridurre al silenzio le minoranze, non vi è un singolo emendamento in questa relazione, o in verità in qualsiasi relazione sul regolamento che io abbia prodotto, che abbia un tale effetto. Questo Parlamento è un’istituzione di minoranze, a differenza di alcuni parlamenti nazionali dominati da un singolo partito o dall’esecutivo. Questo è un parlamento nel quale tutti sono una minoranza e mi auguro che tale diversità abbia lunga vita.

Per quanto riguarda le osservazioni – che non hanno nulla a che vedere con questa relazione – sull’aver coperto con urla la voce del presidente Klaus, so che alcuni deputati hanno abbandonato l’Aula durante il suo discorso. Ma quando il primo ministro portoghese ha visitato il nostro Parlamento, voi avete cercato di impedirgli di parlare, lo avete zittito con le vostre urla. Non è nemmeno stato in grado di tenere il suo discorso perché non avete voluto che trasmettesse il suo messaggio proeuropeo.

Pertanto respingo categoricamente quanto è stato detto sulla relazione. Temo di avere terminato il tempo a mia disposizione quindi non posso, com’era mia intenzione, rendere la dichiarazione di voto nella quale intendevo esprimere la mia soddisfazione per il fatto che la mia relazione è stata approvata nella sua interezza, eccetto per un piccolo errore, che credo sia avvenuto quando il PPE ha sbagliato la propria lista di voto. Ci auguriamo di poter correggere la svista nel prossimo Parlamento.

 
  
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  Inese Vaidere (UEN).(LV) Signor Presidente, desidero sottolineare il fatto che il Parlamento europeo è un’istituzione che promuove la democrazia in tutta l’Europa e anche al suo interno, in seno allo stesso Parlamento. Sfortunatamente la presente relazione conteneva diversi punti, varie linee argomentative che non potevo sostenere. Sebbene ispirato dalle più elevate intenzioni, non credo che al Parlamento europeo dovremmo sostenere un regolamento restrittivo e rivolto contro una singola persona. Allo stesso modo, non ritengo che dare al presidente del Parlamento europeo il diritto di decidere se consentire una dichiarazione scritta aumenti la democrazia. Dopotutto i deputati hanno il diritto di parola. Inoltre, facendo ricorso ai cartellini blu, le discussioni potrebbero trasformarsi in un modo per saldare vecchi conti. Purtroppo mi sono sentita in dovere di votare contro queste proposte del Parlamento europeo. Vi ringrazio.

 
  
  

- Raccomandazione per la seconda lettura: Malcolm Harbour (A6-0257/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Non succede sempre che, prima di una relazione, le nostre caselle di posta si riempiano di materiale interessante, favorevole o contrario che sia, e questo è fonte sia di preoccupazione che di ingiustizia. Ho votato a favore della posizione comune per l’approvazione della relazione perché sono soddisfatta del sostegno dimostrate alle proposte che richiedono che i provvedimenti relativi all’accesso a Internet degli utenti debbano rispettare alcuni diritti fondamentali. Le questioni di tutela della vita privata e dei consumatori collegate alle comunicazioni elettroniche sono anche state risolte in modo equo.

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente, questa relazione va dritta al nocciolo di quanto le persone credono di ricevere dall’Unione europea. Nel Regno Unito molte persone ritenevano di ottenere una specie di Europa economica, basata sul commercio, un’Europa per il lavoro. L’onorevole Leinen ha affermato oggi che in realtà era piuttosto un’Europa sociale.

Ciò che abbiamo fatto con le relazioni Harbour e Trautmann è stato essenzialmente scegliere. In realtà abbiamo scelto di non volere un altro provvedimento sul mercato unico. In effetti le persone che ci hanno scritto preoccupate di questa relazione in realtà non avevano capito che si trattava di un provvedimento riguardante il mercato unico.

Se, prima di questa relazione, scaricavate dei file illegalmente – ad esempio musica o film – il vostro fornitore di servizi internet poteva semplicemente bloccarvi e chiudere il vostro account senza preavviso. Con la relazione, la proposta di compromesso avrebbe significato che avreste dovuto essere contattati e avreste potuto contestare il provvedimento. Ora, con il pacchetto approvato – che probabilmente provocherà tentativi di conciliazione che dureranno anni – dovremo andare in tribunale per chiudere siti che potrebbero veramente essere illegali e disgustosi e questo non è di certo ciò che volevano i cittadini in Europa.

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, desidero spiegare il mio voto, in particolare per quanto riguarda la parte vita privata e comunicazioni elettroniche della relazione Harbour. Ritengo che, in un momento in cui stiamo cercando di trovare il giusto equilibrio tra sicurezza nazionale e libertà civili, molti di noi temano che sempre più governi stiano raccogliendo sempre più dati personali. La stampa britannica riporta quasi quotidianamente storie sul nostro grande fratello, il governo laburista, che raccoglie sempre più dati personali sugli individui e che, anche quando viene dimostrata la loro innocenza, rifiuta di restituire i dati. Tuttavia, grazie ad una sentenza della Corte di giustizia europea, i dati di alcune persone innocenti verranno ora restituiti.

E’ interessante che si sia anche discusso del fatto che i consumatori devono essere informati in caso di violazione dei dati personali sulle reti di comunicazione elettronica. Manca qualcosa, in quanto non abbiamo discusso di quello che succede quando servizi informatici come Google o Facebook perdono dei dati personali, e sono lieto che questa relazione solleciti la Commissione ad esaminare più approfonditamente la questione.

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN).(PL) Signor Presidente, il pacchetto telecomunicazioni ha indotto i nostri cittadini a essere insolitamente attivi. Sia singolarmente che in gruppo, gli utenti di Internet sono stati decisivi nella difesa dei propri diritti ad avere libero accesso alle informazioni e ad essere attivi in rete senza restrizioni esterne. E’ un lusso per un parlamentare europeo apprendere da segnali diretti ciò che gli elettori si aspettano, ed è stato grazie agli elettori che ho prestato sufficiente attenzione a questa votazione. Ciò promuove la speranza di un’Europa dei cittadini e che l’Europa non esisterà solo per i funzionari. Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno inviato delle e-mail in proposito.

Sfortunatamente, a causa della contestazione nella fase iniziale della votazione, ho compiuto due volte un errore di voto, che fortunatamente non ha avuto ripercussioni sul risultato finale.

 
  
  

- Raccomandazione per la seconda lettura: Catherine Trautmann (A6-0272/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) L’approvazione di un sistema legale di riferimento ci consente di consolidare i progressi compiuti nel settore delle connessioni Internet permanenti ad alta velocità e delle comunicazioni senza fili e nello sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto per i cittadini dell’Unione europea, giungendo ad una copertura totale di Internet a banda larga. Servono delle clausole giuridiche che regolino i diritti del singolo utente ad utilizzare Internet. Tutto questo mi ha portata a sostenere la relazione dell’onorevole Trautmann.

 
  
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  Daniel Hannan (NI). - (EN) Signor Presidente, osservo che Bruxelles intende ora mettere le mani su Internet. Il commissario Reding ritiene intollerabile che Internet sia regolamentata da una società privata e, ancor più grave ai suoi occhi, una società privata che ha rapporti contrattuali con il Dipartimento americano del commercio.

Lo stesso commissario Reding, in un campo piuttosto affollato, ha concepito quella che potrebbe essere l’argomentazione in assoluto più frivola che io abbia sentito dalla Commissione durante l’ultimo mandato: ha affermato che serve un dominio comune .eu per rendere Internet più accessibile alle donne.

Internet funziona. L’attuale sistema di dominio e registrazioni funziona magnificamente. Potete indicarmi una singola politica UE che abbia almeno la metà del successo di Internet? La politica agricola comune? La politica comune della pesca? Non credo. L’accusa ha terminato.

 
  
  

- Relazione Lulling (A6-0258/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) E’ chiaro che dobbiamo riconoscere la necessità di applicare in modo più efficace il principio di parità di trattamento fra gli uomini e le donne che lavorano come titolari unici di un’azienda e i rispettivi consorti che li sostengono. Ventidue anni fa è stata varata una direttiva in merito. Il Parlamento europeo e la Commissione hanno chiesto ripetutamente il riesame di questa direttiva, ormai obsoleta.

Oggi siamo giunti al punto che abbiamo saltato alcuni emendamenti alla direttiva e abbiamo approvato una nuova direttiva che migliora la situazione di chi sostiene il proprio coniuge, a prescindere dal settore di impiego: agricoltura, artigianato, commercio, piccole e medie imprese o liberi professionisti. Approvo la decisione e ho votato a favore della relazione.

 
  
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  Presidente. – In base al mio orologio è appena iniziato l’ultimo giorno del nostro lavoro di legislatori. Onorevole Heaton-Harris, a lei l’onore.

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, una questione sulla quale le femministe hanno un dibattito in corso è la questione delle madri casalinghe. Permettetemi di affrontare la questione in termini attuali, con il supporto di una signora che si chiama Kristen McCauliff.

Una questione sulla quale le femministe hanno un dibattito in corso è quella delle madri casalinghe. L’episidio “Homer Alone” della terza stagione dei Simpsons affronta proprio questa problematica. La scena si apre su una Marge stressata, e mostra una versione accelerata della sua routine quotidiana. Come una tempesta perfetta, la combinazione di buontemponi alla radio, il traffico intenso, un guidatore maleducato che sta incollato al suo paraurti e Maggie che rovescia il biberon sporcando completamente Marge e la macchina, la porta ad un punto di rottura: Marge ferma la macchina a metà di un ponte creando un vasto ingorgo di macchine in entrambe le direzioni di marcia. Il cronista locale Kent Brockman si presenta per riferire della situazione. E’ a questo punto che emergono le questioni di genere trattate nel libro The Price of Motherhood di Ann Crittenden, quando Brockman dichiara: “Una casalinga sovraccarica di lavoro e sottostimata è impazzita e ha parcheggiato la propria automobile su un ponte”.

Ora, potrei dilungarmi su questo specifico episodio dei Simpsons, ma, ovviamente, non ho il tempo di farlo e presenterò il resto per iscritto perché vale la pena di leggerlo attentamente.

 
  
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  Presidente. – Sono desolato che non possiamo avere dichiarazioni di voto in video, sarebbe meraviglioso.

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, non proverò nemmeno a dar seguito a questo intervento, ma mi limiterò a congratularmi con l’onorevole Heaton-Harris in quanto questa sera – o la notte scorsa a seconda del punto di vista – egli ha tenuto il suo 100° discorso in quest’Aula, e so che voi gli siete riconoscente per questo.

Dobbiamo tutti riconoscere il ruolo estremamente importante delle donne e in particolare dalle mogli nelle piccole imprese e, soprattutto, nei confronti dei lavoratori autonomi. Io stesso, prima di venire eletto, ero un lavoratore autonomo e mia moglie svolgeva un ruolo fondamentale nell’impresa.

E’ assolutamente giusto riconoscere questo e, parlando di donne e piccole imprese, vorrei semplicemente concludere citando le parole di quel grande filosofo che fu John Lennon. Egli ha detto “Woman, I can hardly express my mixed emotions at my thoughtlessness. After all, I am forever in your debt. And woman, I will try to express my inner feelings and thankfulness for showing me the meaning of success” [Donna, faccio fatica a esprimere le mie emozioni contrastanti nei confronti della mia sventatezza. Dopotutto ti sono sempre debitore. E, donna, cercherò di esprimere i miei intimi sentimenti e la mia gratitudine per avermi mostrato il significato del successo].

 
  
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  Neena Gill (PSE). - (EN) Signor Presidente, nell’attuale congiuntura economica ritengo sia cruciale fare tutto quanto è in nostro potere per sostenere quei membri della società che desiderano contribuire alla nostra economia. Questo è il motivo per cui l’Unione europea ha varato in passato leggi in merito al congedo di maternità e di paternità.

Il lavoro impiegatizio dalle nove alle cinque non è un’alternativa per tutti. Vi sono molti lavoratori autonomi, e tra loro vi sono numerose donne che spesso non vengono tenute nella giusta considerazione. Una migliore tutela della maternità aiuterebbe le donne impiegate in agricoltura, commercio e piccole imprese e le incoraggerebbe a impegnarsi in queste industrie vitali, nelle quali ora sono sottorappresentate.

Adesso o mai più: consorti de iure o de facto devono ottenere una posizione professionale chiara, definita e devono poter beneficiare almeno di una posizione paritaria di previdenza sociale rispetto ai lavoratori autonomi. Non vi è alcuna “restituzione al mittente” per loro. E’ opportuno che gli Stati membri garantiscano che il consorte possa avvalersi di regimi di assicurazione malattia, invalidità e pensionistici.

Dobbiamo metter fine a questa farsa delle donne che perdono i loro diritti quando si prendono cura di qualcuno o danno alla luce un figlio.

 
  
  

- Relazione Stauner (A6-0242/2009)

 
  
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  Inese Vaidere (UEN).(LV) Signor Presidente, in generale sono favorevole all’utilizzo delle risorse provenienti dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ed è un fatto positivo aiutare chi si trova ora in difficoltà, che non sempre risiedono nei paesi più sviluppati. Che si tratti di industrie automobilistiche tedesche, francesi o spagnole, mi sembra che fallimenti e difficoltà simili accadano anche nei paesi meno sviluppati, nei piccoli Stati membri. Che alcune decine di persone perdano il proprio impiego in un paese con una popolazione di 2,3 milioni è tanto rilevante quanto la perdita del posto di lavoro da parte di un numero dieci volte superiore di persone in grandi Stati membri. Pertanto desidero vedere questo fondo rivolto principalmente ai piccoli Stati membri, agli Stati membri con un tenore di vita più basso e dove la minaccia della disoccupazione è più forte. Vi ringrazio.

 
  
 

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  Richard Corbett (PSE). - (EN) Signor Presidente, considerato le vostre dichiarazioni sul fatto di che è passata la mezzanotte e sui costi che questo implica per il Parlamento, credo che desisterò. Tuttavia mi chiedevo semplicemente se potesse indicativamente dirci quanto ci sono costati stasera quei tre gentiluomini che hanno recitato le buffonate del signor Homer Simpson e altro, del tutto irrilevante per le nostre discussioni.

 
  
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  Presidente. – Se ricordo bene il regolamento, quando i nostri amici interpreti devono lavorare dopo la mezzanotte hanno diritto ad un’interruzione speciale. Dobbiamo pertanto impiegare nuove squadre per consentire loro un meritato riposo.

Alle 23.59 la regola non si applica, alle 00.01 invece sì, tuttavia non ne conosco il costo esatto.

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- Relazione Stauner (A6-0242/2009)

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN).(PL) Signor Presidente, appoggio il progetto di relazione dell’onorevole Stauner, come ho dichiarato durante la discussione. Sono favorevole ad agevolare l’utilizzo del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Fonte di grande preoccupazione per me è il fatto che finora sia stato utilizzato solo il 3 per cento del fondo. Intendevo votare a favore della relazione e chiedo che questo venga messo agli atti. Fortunatamente il mio errore non ha mutato il risultato finale della votazione. Desidero anche esprimere la mia soddisfazione per il fatto che sono state adottate le relazioni degli onorevoli Peneda e Lambert.

 
  
  

- Relazione Maldeikis (A6-0261/2009)

 
  
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  Neena Gill (PSE). - (EN) Signor Presidente, abbiamo dato il nostro appoggio a questa relazione perché affronta nel modo giusto le difficoltà economiche. Dobbiamo sfruttare la situazione non per chiuderci in noi stessi e chiedere di essere salvati, ma per sviluppare nuove pratiche e tecnologie che ci consentano di rialzarci più forti di ieri.

Signor Presidente, mi conosco e conosco lei; so che il centro dell’interesse del mio gruppo – investire in efficienza energetica e sostenere gli sforzi per creare città intelligenti – rappresenta un’opportunità fantastica per tutti noi e ci offre una visione del futuro. Unitamente a provvedimenti su sicurezza energetica, riduzione delle emissioni e creazione di posti di lavoro, questa relazione adotta un approccio olistico che costituirà il modo migliore di far prosperare l’economia in futuro.

Alcuni parlamentari europei e alcuni partiti politici rifiutano l’idea di investimenti su larga scala in questo momento. La loro miopia mi toglie il respiro e non farà che danneggiarci sul lungo termine. E’ chiaro ciò che dobbiamo fare ora, pertanto sollecito il governo britannico affinché faccia tutto il possibile per rendere disponibili i fondi attraverso questo pacchetto.

 
  
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  Inese Vaidere (UEN).(LV) Onorevoli colleghi, desidero esprimere una valutazione molto positiva sia su questa relazione sia sull’intenzione di utilizzare il supporto finanziario dell’Unione per progetti nel settore dell’energia a sostegno della ripresa economica. E’ chiaro che i progetti legati all’energia costituiscono il nostro futuro e che quei paesi che passeranno ad un’economia caratterizzata da un basso livello di emissioni, e che saranno meglio in grado di trovare e introdurre fonti di energia rinnovabili, prevarranno. A questo proposito la breve scadenza per la presentazione e la valutazione dei progetti suscita qualche preoccupazione, perché forse potrebbe nuovamente creare difficoltà per i nuovi Stati membri. Allo stesso modo, desidero vedere le proposte della Commissione e un programma dettagliato sulle procedure di aumento dei fondi da destinare ai progetti di efficienza energetica. E’ opportuno prendere in considerazione la coibentazione degli edifici, che costituirebbe un significativo contributo non solo a livello nazionale, ma anche regionale. Vorrei che venissero appoggiate le iniziative locali, regionali e individuali. Vi ringrazio.

 
  
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  Daniel Hannan (NI). - (EN) Signor Presidente, in tutte queste discussioni su pacchetti di stimolo e sui programmi di ripresa economica manca un elemento piuttosto importante del quadro generale. Al fine di pompare denaro in un’economia, bisogna prima estrarlo dall’economia stessa. Il modo unilaterale con il quale abbiamo discusso della questione ha raggiunto il culmine al recente vertice del G20, quando i leader del mondo si sono vantati di aver iniettato mille miliardi di dollari nell’economia mondiale.

“Nell’economia mondiale”: da dove provengono, se non – nel senso più ampio – dall’economia mondiale? Dagli anelli di Saturno? Dal rosso suolo dell’adirato Marte? Quindi ciò di cui stiamo parlando veramente è prelevare denaro dalle tasche dei contribuenti e darlo alle burocrazie nazionali o internazionali, da spendere per nostro conto.

Se questo fosse veramente il modo migliore di procedere, se tutti stessimo meglio con funzionari statali che decidono al nostro posto come spendere la nostra ricchezza, avremmo perso la guerra fredda e staremmo tenendo questa discussione in russo.

 
  
  

- Relazione Karas (A6-0139/2009)

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, posso concludere ringraziando tutti gli interpreti e voi tutti.

Credo sia importante riconoscere il contesto nel quale la relazione è stata redatta. Questa è la prima di tutta una serie di relazioni sulla situazione finanziaria, eppure, come ha ricordato il l’onorevole Hannan, sembra che non afferriamo la questione.

Com’è nata la crisi? In realtà è iniziata negli Stati Uniti d’America con il problema dei mutui subprime. Com’è nato il problema dei subprime? Le banche sono state incoraggiate a prestare o costrette a prestare a clienti non affidabili. Pertanto ciò che abbiamo fatto – in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti – è stato accumulare una montagna di debiti.

Quando si tratta di affrontare questa montagna di debiti, piuttosto dello stimolo e dei regolamenti finanziari ad hoc che soffocano l’innovazione preferisco l’approccio alla Jimi Hendrix. Vedendo una montagna di debiti, disse: “Well I stand up next to a mountain and I chop it down with the edge of my hand. I stand up next to a mountain and I chop it down with the edge of my hand”.[Bene, sto in piedi vicino a una montagna e la frantumo con il bordo della mia mano]. Credo che tutti possiamo imparare qualcosa da queste parole.

 
  
  

- Relazione Wojciechowski (A6-0185/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Ho sostenuto l’approvazione della relazione Wojciechowski perché credo che così facendo abbiamo eliminato un esempio reale di ipocrisia. E precisamente eravamo intervenuti in difesa delle vite di diversi animali che vivono al di fuori dell’Unione europea – impegno naturalmente lodevole – ma non riuscivamo a cogliere quanto stava accadendo all’interno della stessa Unione. L’obiettivo della relazione è proprio eliminare tale contraddizione, ed ora possiamo armonizzare la legislazione degli Stati membri in merito agli standard di benessere degli animali durante la macellazione o l’abbattimento. Questa relazione sa di coscienza pulita.

 
  
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  Daniel Hannan (NI). - (EN) Signor Presidente, non è la prima volta e sicuramente non sarà l’ultima che mi ritrovo a chiedermi cosa tutto ciò abbia a che fare con l’Unione europea.

Le procedure di macellazione degli animali riflettono tradizioni culturali, nazionali e religiose diverse, ed è prova di una straordinaria arroganza da parte nostra violare questa delicata area.

Intendo utilizzare il resto del tempo a mia disposizione – poiché, come ha ricordato il presidente, questo è il nostro ultimo giorno di legislatura prima delle elezioni – innazi tutto per ringraziare lei, presidente Onesta, per la pazienza dimostrata e il buon umore durante tutta questa sessione ed estendere i miei ringraziamenti allo staff, agli uscieri e agli interpreti. Se il prolungamento della sessione oltre la mezzanotte ha effettivamente comportato un eccezionale costo aggiuntivo, spero innanzi tutto che parte di questo denaro vada ai loro straordinari. Dimostrano una professionalità dalla quale molti membri di questo Parlamento potrebbero imparare. In secondo luogo desidero chiedere alla presidenza di esaminare nuovamente il regolamento. Il motivo per cui ci troviamo qui è che la votazione non è stata seguita – come esplicitamente previsto dall’articolo 163 – dalle dichiarazioni di voto. L’articolo recita che una volta conclusa la discussione, ciascun membro avrà il diritto di rendere una dichiarazione di voto entro 60 secondi. Considero allarmante il fatto di non aver tenuto in considerazione, arbitrariamente, ciò che il nostro regolamento stabilisce chiaramente.

Se vogliamo modificare questo articolo, va bene. Esiste un procedimento per farlo. Tuttavia, fintanto che l’articolo rimarrà immutato, spetta a noi rispettarlo alla lettera e nello spirito.

 
  
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  Presidente. – Spero mi vorrà scusare se la contraddico, onoverole Hannan, ma la commissione per gli affari costituzionali ha discusso molto tempo fa della questione: “una volta terminata la discussione” non significa “immediatamente dopo la fine della discussione”.

Ci troviamo ora nella fase “una volta terminata la discussione”. Sono comunque certo che lei tornerà sulla questione per un emendamento in merito. Confido in lei.

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN).(PL) Signor Presidente, la macellazione rituale degli animali, che provoca estreme sofferenze, è incompatibile con la nostra civiltà. Non credo che una religione che miri a fare del bene possa chiedere una cosa simile ai suoi seguaci. Tale macellazione è piuttosto un’usanza delle tribù selvagge e primitive e non dovremmo accettarla. Se la tolleranza religiosa è una delle argomentazioni usate, dovremmo aggiungere che vi sono religioni al mondo che praticano l’uccisione rituale delle persone. Dobbiamo accettare anche questo? E’ questa la nostra comunità di valori?

Il rifiuto dell’emendamento n. 28 avrebbe almeno offerto la possibilità di mantenere o introdurre il divieto di simili pratiche in determinati Stati membri. L’adozione dell’emendamento n. 28 rivela la reale volto sanguinario di questo Parlamento. Ho votato a favore di questa relazione nel suo complesso, ma solamente perché altre clausole migliorano la situazione degli animali destinati al macello.

 
  
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  Neena Gill (PSE) . – (EN) Signor Presidente, il momento dell’abbattimento è una delle questioni più importanti ma potenzialmente più delicate sulle quali possiamo legiferare in quest’Aula. Non possiamo comunque semplicemente passare oltre, perché molti dei miei elettori nelle West Midlands sono preoccupati del fatto che la legislazione possa influire sui loro diritti religiosi.

La questione se un animale debba venire tramortito prima di essere abbattuto non è una decisione che deve essere presa in quest’Aula, ma a livello degli Stati membri, attraverso un dialogo aperto e la consultazione con le comunità religiose.

Dobbiamo camminare e non correre. Questo mi pare l’approccio migliore. Il ruolo di quest’Aula non è imporre norme e valori, ma rappresentare e riflettere le opinioni dei suoi elettori e trovare un equilibrio. Possiamo trovare una soluzione insieme. Mentre la maggior parte dei parlamentari europei preferirebbe che tutti gli animali venissero tramortiti prima di essere abbattuti, dovremmo difendere il diritto delle comunità religiose a mangiare la carne secondo il loro credo religioso.

Infine, signor Presidente, desidero ringraziarla a nome di tutti i deputati presenti in quest’Aula stasera, perché credo che vi sia solo chi è o vive solo, e le siamo tutti estremamente devoti; per questo siamo qui stasera .

 
  
  

- Relazione Silva Peneda (A6-0241/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) I modelli sociali europei si trovano attualmente di fronte a molti problemi, quali i cambiamenti demografici e la globalizzazione, che influenzano anche i modelli che stiamo discutendo. Per questo motivo, è necessario modernizzare i modelli sociali europei in vista degli sviluppi a lungo termine, preservando al contempo i loro valori originali.

Considerata l’attuale crisi economica, è estremamente importante che le politiche sociali vadano di pari passo con le politiche economiche. Affinché questi metodi siano efficaci, devono essere strutturati democraticamente, ovvero fondati sul principio di operare dal basso verso l’alto, e devono essere attuati a livello locale, ovvero più vicino ai cittadini. La proposta era ispirata a questi principi e per questo motivo dò il mio sostegno alla relazione redatta sotto la guida dell’onorevole Silva Peneda.

 
  
  

- Relazione Lambert (A6-0263/2009)

 
  
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  Presidente. – Onorevole Oviir, lei non mi disturba affatto; sono felice di comunicarle che lei è l’ultimo oratore, sull’ultima relazione.

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Qualche volta è bene essere i primi ed altre essere gli ultimi. Desidero ricordare i seguenti punti: nell’attuale grave crisi economica, il mercato del lavoro dell’Unione europea è dominato dal fatto che sempre più persone vengono licenziate, il che a sua volta porterà ad un aumento del numero totale di individui che soffrono la povertà e l’isolamento in Europa. Oggi è estremamente importante che il coinvolgimento sociale e la relativa politica del mercato del lavoro vengano anche perseguiti attraverso un approccio integrato e unitario nel piano di ripresa economica europea.

Abbiamo ampiamente discusso della flessibilità della politica del mercato del lavoro. E’ giunto il momento di discutere anche di flessibilità della politica sociale. Intendo dire che la politica del lavoro e la politica di concessione dell’asssistenza sociale dovrebbero essere collegate. L’attuale situazione lo richiede. La relazione ha sostenuto il convolgimento attivo delle persone escluse dal mercato del lavoro e ho ritenuto molto positivo votare in favore dell’approvazione della presente relazione.

 
  
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  Presidente. – Onorevole Oviir, il suo fan club è rimasto fino alla fine.

La prossima seduta inizierà tra non molto perché è già giovedì 7 maggio 2009, ultimo giorno del sesto mandato legislativo del Parlamento europeo.

 
Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2009Avviso legale