Index 
Plenardebatten
Donnerstag, 15. Dezember 2011 - Straßburg Überprüfte Ausgabe
1. Eröffnung der Sitzung
 2. Lage in Syrien (eingereichte Entschließungsanträge): siehe Protokoll
 3. Neuere Beschlüsse des Rates und die Überarbeitung der EGF-Verordnung durch die Kommission - Inanspruchnahme des Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung (Antrag EGF/2009/019 FR/Renault, Frankreich) (Aussprache)
 4. Programm „Intelligente Energie - Europa“ (Aussprache)
 5. EU-Wettbewerbspolitik  (Aussprache)
 6. Weltmädchentag (schriftliche Erklärung)
 7. Abstimmungsstunde
  7.1. Kontrolle der Ausführung der EU-Mittel zur finanziellen Unterstützung von Afghanistan (A7-0388/2011 - Jens Geier) (Abstimmung)
  7.2. EU-Wettbewerbspolitik  (A7-0424/2011 - Andreas Schwab) (Abstimmung)
 8. Ansprache von Präsident Jerzy Buzek – Ablauf seiner Amtszeit
 9. Abstimmungsstunde (Fortsetzung)
  9.1. Inanspruchnahme des Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung (Antrag EGF/2009/019 FR/Renault, Frankreich) (A7-0396/2011 - Barbara Matera) (Abstimmung)
  9.2. Zugang der Öffentlichkeit zu Dokumenten des Europäischen Parlaments, des Rates und der Kommission (A7-0426/2011 - Michael Cashman) (Abstimmung)
  9.3. Europäische Agentur für die Sicherheit des Seeverkehrs (A7-0372/2011 - Knut Fleckenstein) (Abstimmung)
  9.4. Lage in Syrien (B7-0721/2011 ) (Abstimmung)
  9.5. Entwurf eines Frühwarn-Barometers zur Überwachung makroökonomischer Ungleichgewichte (B7-0690/2011 ) (Abstimmung)
  9.6. Einheitlicher europäischer Verkehrsraum (A7-0425/2011 - Mathieu Grosch) (Abstimmung)
  9.7. Haftbedingungen in der EU (B7-0687/2011 ) (Abstimmung)
  9.8. Abkommen über Partnerschaft und Zusammenarbeit EG-Usbekistan und bilateraler Handel mit Textilien (A7-0427/2011 - George Sabin Cutaş) (Abstimmung)
  9.9. Freizügigkeit der Arbeitnehmer innerhalb der Europäischen Union (B7-0730/2011 ) (Abstimmung)
  9.10. EU-Strategie für Zentralasien (A7-0338/2011 - Nicole Kiil-Nielsen) (Abstimmung)
  9.11. Gesundheit und Sicherheit am Arbeitsplatz (A7-0409/2011 - Karima Delli) (Abstimmung)
 10. Stimmerklärungen
 11. Berichtigungen des Stimmverhaltens und beabsichtigtes Stimmverhalten: siehe Protokoll
 12. Genehmigung des Protokolls der vorangegangenen Sitzung: siehe Protokoll
 13. Aussprache über Fälle von Verletzungen der Menschenrechte, der Demokratie und der Rechtsstaatlichkeit (Aussprache)
  13.1. Aserbaidschan, insbesondere der Fall Rafiq Tagi
  13.2. Die Lage der Frauen in Afghanistan and Pakistan
  13.3. Tunesien: der Fall Zakaria Bouguira
 14. Abstimmungsstunde
  14.1. Aserbaidschan, insbesondere der Fall Rafiq Tagi (B7-0701/2011 ) (Abstimmung)
  14.2. Die Lage der Frauen in Afghanistan and Pakistan (B7-0702/2011 ) (Abstimmung)
  14.3. Tunesien: der Fall Zakaria Bouguira (B7-0712/2011 ) (Abstimmung)
 15. Berichtigungen des Stimmverhaltens und beabsichtigtes Stimmverhalten: siehe Protokoll
 16. Zusammensetzung der Ausschüsse und Delegationen: siehe Protokoll
 17. Vorlage von Dokumenten: siehe Protokoll
 18. Beschlüsse betreffend bestimmte Dokumente: siehe Protokoll
 19. Schriftliche Erklärungen (Vorlage): siehe Protokoll
 20. Übermittlung der in dieser Sitzung angenommenen Texte: siehe Protokoll
 21. Zeitpunkt der nächsten Sitzungen: siehe Protokoll
 22. Schluss der Sitzung


  

PRESIDENZA DELL'ON. ROBERTA ANGELILLI
Vicepresidente

 
1. Eröffnung der Sitzung
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(La seduta è aperta alle 8.35)

 

2. Lage in Syrien (eingereichte Entschließungsanträge): siehe Protokoll

3. Neuere Beschlüsse des Rates und die Überarbeitung der EGF-Verordnung durch die Kommission - Inanspruchnahme des Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung (Antrag EGF/2009/019 FR/Renault, Frankreich) (Aussprache)
Video der Beiträge
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca, in discussione congiunta,

- la dichiarazione della Commissione sulle recenti decisioni del Consiglio e revisione del regolamento FEG da parte della Commissione, e

- la relazione di Barbara Matera, a nome della commissione per i bilanci, sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2009/019 FR/Renault della Francia) (COM(2011)0420 – C7-0193/2011 – 2011/2158(BUD) ) (A7-0396/2011 )

 
  
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  Barbara Matera, relatrice . − Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, quasi 23 milioni di persone sono quest'oggi disoccupate in Europa e più di 113 milioni sono a rischio di povertà ed esclusione.

In questo contesto, l'Unione europea gioca un ruolo cruciale nel finanziare aree d'investimento sociale che risultano difficili da supportare da parte degli Stati membri, le cui finanze sono messe a durissima prova a causa della crisi economica che pesa enormemente su tutti noi.

Tutti gli anni, strumenti come il Fondo sociale europeo, il Fondo di adeguamento alla globalizzazione, Progress Program – soltanto per citarne alcuni – forniscono supporto a milioni di cittadini europei, migliorando le loro competenze, ampliando le prospettive d'impiego, promuovendo l'autoimprenditorialità e la mobilità del lavoro.

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è un fondo giovane, con l'obiettivo principale di fornire sostegno ai lavoratori licenziati a seguito di cambiamenti nei flussi del commercio mondiale tramite il cofinanziamento di politiche attive nel mercato del lavoro.

Alla luce di una rapida escalation della crisi economica e finanziaria nel 2008, la Commissione europea ha proposto una deroga temporanea al regolamento IGF in scadenza alla fine di quest'anno, al fine di ampliare il campo di applicazione dell'IGF per poter offrire sostegno a favore dei lavoratori in esubero come conseguenza diretta della crisi economica e aumentando il tasso di cofinanziamento dell'IGF dal 50 al 65 percento per gli Stati membri.

Dalla mia personale esperienza come standing rapporteur per il Fondo IGF per la commissione per i bilanci ho potuto verificare che l'adozione di tale modifica ha consentito un utilizzo più estensivo del fondo.

Infatti, nei 28 mesi di vita dell'IGF, precedenti all'entrata di questa deroga, sono state presentate – pensate – soltanto 15 domande di finanziamento e hanno coinvolto – dico "soltanto" – 18.000 lavoratori in esubero. Ma è stato proprio dopo l'approvazione di questa deroga che le domande sono quadruplicate.

Gli Stati membri hanno inoltre indicato che senza la deroga temporanea sarebbe stato impossibile sostenere 45.000 lavoratori licenziati dalle proprie aziende per cause di crisi economica e finanziaria.

Inoltre, con l'aumentato tasso di cofinanziamento al 65 percento, l'onere del finanziamento a carico degli Stati membri ha permesso a questi ultimi di poter sostenere tempestivamente i propri lavoratori e le proprie aziende.

Onorevoli colleghi, le previsioni economiche della Commissione europea prevedono che una sostanziale ripresa delle condizioni del mercato del lavoro a livello europeo non è attesa prima del 2013. Quindi queste valutazioni, unite alle difficoltà cui sono sottoposti i bilanci degli Stati membri in virtù degli sforzi del consolidamento fiscale, ci devono obbligare a ritenere necessaria la proroga di scadenza corrente entro questo mese e che sarà attiva dal 1° gennaio 2012.

Purtroppo però, l'esame di questa proposta in seno al Consiglio lo scorso 2 dicembre ha fatto sì che diverse delegazioni – Paesi Bassi, Germania, Svezia, Danimarca, Regno Unito, Lettonia, Repubblica ceca e Slovacchia – si opponessero a tale proposta della Commissione, bloccando l'estensione di questa deroga.

Concludo, signor Presidente, dicendo che questo atto del Consiglio è veramente irresponsabile. Il Fondo è visto dall'opinione pubblica come uno strumento di solidarietà importante per il sostegno finanziario dei nostri cittadini e dei lavoratori licenziati. Non possiamo permettere che il Consiglio blocchi l'estensione della proroga ed auspico pertanto che tutti i colleghi, durante l'odierna votazione, vorranno sostenere simbolicamente la relazione che andrà a favore dei 3.500 lavoratori in esubero da parte della Renault.

 
  
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  Janusz Lewandowski, Member of the Commission . − Madam President, I would like to comment on two points: the crisis derogation and the specific Renault case.

As you know, the European Globalisation Adjustment Fund is a new creation, but it was set up before the impact of the financial crisis on the labour markets of Europe became clear. It became operational by 2007 but, at the end of 2008 (as was mentioned by the rapporteur), we changed the original substance of the fund, as a response to the redundancies among workers due to trade liberalisation and the impact of the globalisation of trade, and also to cover workers made redundant as a result of the financial crisis – and rightly so. This was part of a real anti-crisis response on behalf of the European institutions, increasing the co-financing rate on our side and extending the application of the fund.

This was a key component of our anti-crisis response and also a political message of European solidarity. So far we have received 53 applications under the extended Globalisation Fund application, targeting more than 50 000 workers. But the crisis derogation was, by its nature, a temporary one and – as rightly explained by the rapporteur, Ms Matera – it will expire at the end of the month. As the crisis is not over, the Commission wanted to extend the mandate to extend these derogations until the end of the present financial perspective – that is, until the end of 2013 – and, with the great responsibility here in this room, Parliament adopted this proposal of extended derogation in September without any amendments.

The Council, on the other hand, has failed to extend the derogation, despite – I have to say, although it is not my role to praise the Polish Presidency – the efforts of the Polish Presidency. In practical terms this means the end of the derogation by the end of the year, although that is not the end of the crisis. All the data indicates that the unemployment rate in Europe over the next two years will be not less than 10%. By blocking this proposal, a minority of Member States – with the clear majority in favour of extending the crisis derogation – are putting an end to it. This means that the co-financing rate will come down to 50% and the scope of the Globalisation Fund will be limited to redundancies caused by trade globalisation. We already have in the pipeline ten new applications for the crisis derogation, affecting many thousands of people in Europe. I am afraid that they may not be able to benefit from the scheme if it is not presented fully by the end of 2011.

I must say that I disagree with some of the arguments used on this occasion by the Member States creating a blocking minority in the Council. The major one was that the problems of unemployment are better targeted at local level. There is a clear misunderstanding here, as the European Globalisation Fund is run by shared management, and the response must be designed locally by the Member States and not in Brussels. So this is a misunderstanding and not a real argument for ending the crisis derogations.

There are also other arguments, which I think are not quite in touch with reality, for example that if we support redundant workers, this will relieve the Member States of a sense of responsibility. But it is co-financing, and if we see clearly in the statistics that the rich states are better utilising the Globalisation Fund, that means a real problem of co-financing and sharing responsibility – also financial responsibility – on the part of a Member State.

I also have to say – because this is a clear support of the Globalisation Fund – that so far more than 40% of the workers made redundant due to the crisis but covered by the Globalisation Fund have been able to find another job, so this is working. This is simply working to enhance the labour markets of Europe. But, in practical terms, we have no more crisis derogation in 2012, and I think this is a wrong political message to send to the labour markets: but what can we do? We can only encourage applications under the original trade globalisation criteria, and this is what the Commission can do under the present circumstances.

I have one further, short comment, as this is a joint debate on the specific Renault case. We are taking into consideration the issue, raised by several honourable Members of the European Parliament, of the ex-Renault workers who left the company to join the early retirement scheme and were subsequently negatively affected by the reform of the French pension system. Of course we take their fate into account and are in touch with Renault in order to address the issue. The Renault company has committed itself to taking the necessary measures to ensure that those concerned will not be disregarded and to keep the Commission informed of their actions, but legally the issue has nothing to do with the mobilisation of the European Globalisation Fund. This is a human issue but is not legally an issue of the mobilisation of the European Globalisation Fund, as the workers leaving for the early retirement scheme were not targeted for Globalisation Fund support.

France still has four months to prepare and submit a complete report on the implementation of its measures to handle the fate of the workers. The Commission, for our part, reserves the right to carry out an audit to check that the Globalisation Fund application – and this is in the scope of our responsibility – was properly spent. So here is the role of the Commission.

From the legal point of view, the question is whether the requirements for the Globalisation Fund are fulfilled by the Renault application. Ms Matera is saying yes, I know, but this is the legal case. The Commission shares the review with the Council. Renault has made more than 500 workers (this is one of the criteria) redundant as a direct consequence of the global financial crisis. Our contribution (within the nature of the Globalisation Fund) is to be used to co-finance active labour market policy measures. So the only reasonable conclusion today is that the Globalisation Fund should be mobilised and should contribute in full the amount requested by France. Thank you for listening to both the specific points on derogation and the specific Renault case.

 
  
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  Jean-Paul Gauzès, au nom du groupe PPE . – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, Madame la rapporteure, je voudrais d'abord vous dire que nous nous associons pleinement à l'argumentation développée par Mme Matera sur le bien-fondé ou le mal-fondé d'une décision de suspension des dérogations et, à cet égard, je voudrais remercier Mme Matera pour tout le travail qu'elle fait dans ce domaine. Je partage aussi votre analyse, Monsieur le Commissaire, sur les effets désastreux, sur l'image européenne, de l'arrêt d'une mesure dont l'efficacité a été démontrée.

Je voudrais revenir un instant sur ce dossier Renault – et je m'exprime aussi au nom de mon collègue Dominique Riquet qui, pour des raisons personnelles, n'a pas pu être présent ce matin – pour dire que je partage aussi votre analyse dans cette affaire. Ce dossier a connu des vicissitudes, certainement du fait du mélange de deux aspects: un aspect de mesures éligibles au titre du Fonds d'ajustement à la mondialisation et un aspect purement français concernant les départs volontaires à la retraite. Comme vous l'avez dit, il y a eu, en quelque sorte, un téléscopage entre l'accord initial et la réforme des retraites en France, qui a allongé la durée nécessaire de cotisation, de sorte qu'un certain nombre de salariés – ce nombre varie, de même que les durées – s'inquiètent de leur sort.

Cette préoccupation est aussi la nôtre et il se trouve que je suis, avec mon collègue Riquet, député de la circonscription dans laquelle se trouvent les usines Renault qui sont touchées. Je peux vous dire que nous n'avons pas ménagé nos efforts pour ramener Renault à la raison. Hier encore, j'ai eu au téléphone le responsable du ministère du travail, qui m'a lu les engagements pris par Renault. Je crois que ces engagements sont sérieux, mais je peux vous assurer que, localement, nous mettrons toute notre détermination à faire en sorte que les salariés qui sont touchés par ce problème de retraite – dont vous avez dit qu'il ne figure pas directement dans le dossier – puissent connaître une situation tout à fait apaisée. C'est au titre de ces observations que je souhaite que l'ensemble de mes collègues veuillent bien accorder cette indemnisation à Renault.

(L'orateur accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 149, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ), Întrebare adresată conform procedurii „cartonaşului albastru” . – Domnule Gauzès, aş dori să vă întreb ce părere aveţi despre propunerea Comisiei de a limita mobilizarea Fondului FEG doar pentru companii afectate de comerţul mondial. Spun acest lucru pentru că, din păcate, sunt foarte mulţi lucrători disponibilizaţi din sectorul public şi, din păcate, bugetele publice sunt şi ele afectate de criza economică şi financiară.

Ce părere aveţi, deci, de cele propuse de domnul Comisar vizavi de a limita pe viitor mobilizarea Fondului FEG doar la disponibilizările datorate comerţului mondial?

 
  
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  Jean-Paul Gauzès (PPE ), Réponse "carton bleu" . – Je n'ai pas compris que la proposition de la Commission était celle-ci. J'ai cru comprendre que le commissaire disait, au contraire, qu'il regrettait cette décision et allait faire en sorte que les dossiers qui seraient limites puissent être étudiés avec les critères en vigueur, mais en tenant compte de cette situation de crise dont il a dit – me semble-t-il – qu'elle allait se poursuivre et qu'elle allait continuer à affecter le chômage malheureusement.

C'est pour cela que je disais, tout à l'heure, que j'étais totalement d'accord avec l'analyse du commissaire et de la rapporteure sur ces questions, et que cette décision du Conseil donnait un très mauvais signal quant à l'image de l'Europe dans une période difficile pour les travailleurs.

(L'orateur accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 149, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Estelle Grelier (S&D ), Question "carton bleu" . – Monsieur Gauzès pourrait-il nous préciser la nature des engagements qui ont été pris par Renault auprès de M. Bertrand, le ministre en charge, et qui lui apparaissent sérieux?

 
  
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  Jean-Paul Gauzès (PPE ), Réponse "carton bleu" . – Des explications m'ont été données, hier après-midi encore, par le ministère français du travail, dont le ministre s'est employé à faire avancer ce dossier, dans des conditions qui ne me paraissent pas agréables. Le problème des retraites s'est, en effet, posé dans d'autres entreprises françaises et la question a été réglée, notamment chez Michelin, par exemple, qui n'apparaît pas comme une entreprise réputée de gauche. Ce qui est choquant – je le dis clairement ici –, c'est que Renault, dont 17 % du capital est détenu par l'État, exprime des réticences. Mais j'ai voulu, hier, m'assurer de ces engagements.

Ces engagements – qui m'ont été lus au téléphone, mais je n'ai pas eu le papier – consistent à faire en sorte que les personnes qui se trouveraient en rupture de revenus, du fait de l'allongement des durées de cotisations nécessaires avec la réforme des retraites en France, puissent voir leurs manques de cotisations compensés. Notamment par des offres de travail temporaire, mais il me semble que cette solution, humainement, n'est pas très satisfaisante.

C'est la raison pour laquelle je disais qu'au niveau local – puisque j'ai des contacts avec le préfet de la région, et je suis tout à fait prêt à collaborer avec Mme Grelier pour régler cette question –, je crois que nous avons l'un et l'autre, malgré nos différences politiques, le même souci que les travailleurs qui perdent leur emploi, qui sont confrontés à un accord contractuellement consenti au moment où la situation était différente, ne voient pas leurs droits altérés du fait des évolutions postérieures de la législation.

J'indique que je suis tout à fait d'accord pour mener, avec Mme Grelier, cette bagarre mais j'espère que cela ne sera pas nécessaire.

 
  
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  Frédéric Daerden, au nom du groupe S&D . – Madame la Présidente, ce Fonds mérite largement ce débat car nous nous trouvons à un moment important pour cet outil de politique sociale européenne, qui fait l'objet d'une double révision et dont une mobilisation fait actuellement débat.

Concernant cette mobilisation pour les travailleurs de Renault licenciés en France, le cas est révélateur d'un manque de volonté d'implication des partenaires sociaux, et d'un manque de souplesse et de préoccupation à l'égard de tous les travailleurs. Nous allons d'ailleurs déposer un amendement oral en ce sens.

Concernant la révision visant à prolonger le critère "crise", le fait que certains États membres aient décidé de la bloquer au Conseil est surprenant, heurtant, révélateur d'un état d'esprit antisolidaire et préoccupant, quand on sait que la révision du Fonds post-2013 est sur la table. À cet égard, je me réjouis de la proposition de pérennisation de l'outil par la Commission et de son assouplissement. Néanmoins, restons vigilants sur le point de l'extension aux travailleurs de l'agriculture. Il ne faut pas, par là, dénaturer ce fonds et son objectif de base.

 
  
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  Marian Harkin, on behalf of the ALDE Group . – Madam President, first of all I want to express my real disappointment at the recent Council decision. I cannot say I am shocked, because this is not the first time we have heard such a message from the Council. Are they saying to us that the crisis is over, when the crisis is raging? Refusing to accept that and deal adequately with it is just plain unreasonable. It is also dangerous – but that is another story. Or are they really saying to us that they are giving up on social solidarity and that workers and countries are on their own?

I can understand that some Member States do not support the Globalisation Fund; they believe it is not a suitable instrument. However, four different compromises were presented and none were successful, so I believe some Member States have simply set their face against this fund, which offers European added value to redundant workers who have lost their jobs because of the financial crisis. They want to cut the fund, to minimise it. Yet the number of applications under the crisis derogation continues to rise and, significantly, more and more countries are accessing the fund.

Just as the fund is up and running, the brakes are being applied. We can improve the functioning of the fund – and hopefully we in Parliament will help to do that over the next few months – but the Council ignored the Commission and the strong views of the Parliament, which adopted the Commission’s proposal without amendment. We have been sidelined, and what is incredible is that some of the countries in the blocking minority successfully accessed the EGF for their own citizens who were made redundant due to the crisis, but are now saying to other European citizens that they do not think they should access the fund under the same conditions as their citizens, and that they are going to make it more difficult for them to do this. As I said, I am not shocked, but I am genuinely saddened at the absence of solidarity – it is not a good omen.

(Applause)

 
  
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  Marije Cornelissen, namens de Verts/ALE-Fractie . – Voorzitter, commissaris, dit debat gaat over drie heel verschillende kwesties in verband met het Globaliseringsfonds. Ik zal ingaan op de toekomst van het Fonds na 2014.

We hebben allemaal reikhalzend uitgekeken naar de voorstellen van de Commissie om het Fonds te verbeteren. Er is genoeg te doen om er echt dat snelle-interventiefonds van te maken dat we voor ogen hadden, en er moet ook iets gedaan worden aan het feit dat vooral rijkere en niet de armere lidstaten er gebruik van maken. Wat we helemaal niet aan zagen komen, waren de boeren. Ik heb echt in totale verbijstering het voorstel zitten lezen.

Wat me vooral bevreemdt, is dat u er eigenlijk twee totaal verschillende instrumenten van wilt maken. Een klein sociaal instrumentje voor ontslagen werknemers en een groter instrument van 2,5 miljard voor boeren. Ik vind dat u moet kiezen: of ze zijn hetzelfde, of ze zijn verschillend. Als ze hetzelfde zijn dan kunnen boeren volgens dezelfde regels onder het EFG vallen. Dat zou ik prima vinden. Of ze kunnen gelijk worden behandeld door de door crisis en globalisering getroffen bedrijven onder dezelfde regels te brengen als u nu voor boeren voorstelt. Als EU-beleid of een vrijhandelsverdrag hen dreigt te treffen, kunnen zij hun bedrijf herstructureren, voordat het failliet gaat.

De Vlaamse textielindustrie en de Spaanse keramiekindustrie waren daar enorm bij gebaat geweest nadat de vrijhandel met Azië hun producten uit de markt dreef. Maar in dat geval heb je weer een heel ander instrument, dan wordt het een industrieel instrument en dan mag er ook wel een paar miljard bij.

Volgens mij wil de Commissie met landbouw echt iets heel anders. Neem dan ook dat besluit en kom met een instrument dat hén past, waarover een debat gevoerd kan worden in landbouwverband. Stuur DG Landbouw terug naar de tekentafel, naar zijn eigen tekentafel, om daar het debat uit te vechten en laat de problemen van de ene groep "boeren" niet ten koste gaan van de andere groep "ontslagen werknemers".

 
  
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  Ilda Figueiredo, em nome do Grupo GUE/NGL . – Senhora Presidente, neste debate, depois de ouvir o Senhor Comissário, a primeira palavra só pode ser de indignação face às informações que nos deu, referentes à recusa, por parte do Conselho, do prolongamento da derrogação devido ao prolongamento da crise, para se ter uma cláusula mais favorável no financiamento do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Isto significa que os países com maiores dificuldades económicas e sociais, aqueles onde mais têm encerrado as empresas e mais desemprego existe, são os que menos poderão recorrer a este Fundo.

Como sabemos, já a exigência de 35 % de financiamento nacional para os projectos de apoio aos desempregados que os países apresentavam para financiamento do FEG estava a dificultar a candidatura de alguns Estados-Membros, sobretudo dos que estão na dita situação de assistência financeira. Mas obrigar a que esse financiamento apenas se faça para os casos mais limitados de deslocalização de multinacionais deixa de fora a maior parte dos casos apresentados e ainda não contemplados. Tal situação, só por si demonstra a falta de solidariedade da União Europeia. Mas se a tudo isto juntarmos outras cláusulas do Regulamento do FEG, que conduzem a situações de grande disparidade nos apoios, por terem na base um cálculo que se baseia nos salários pagos no Estado-Membro que recorre ao financiamento para apoio aos seus trabalhadores desempregados, podemos concluir que este Fundo é sobretudo útil para os países mais desenvolvidos e com melhores condições económicas e sociais, como a Alemanha, os Países Baixos e outros, que mantêm a posição de bloqueio relativamente ao prolongamento da derrogação deste Fundo. Por isso, aqui fica o nosso protesto perante esta posição.

Relativamente à questão da Renault, eu gostaria ainda de manifestar toda a solidariedade aos seus cerca de 5 000 trabalhadores que foram vítimas do despedimento, mas lamentamos toda a situação confusa, criada pela França, em torno deste processo de candidatura ao Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização e a sua falta de diálogo com representantes dos trabalhadores. Mantemos, no entanto, a nossa posição de solidariedade com os trabalhadores e o apoio à mobilização deste Fundo apesar das críticas que também continuamos a fazer ao seu Regulamento.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ). - Senhora Presidente, caros Colegas, Senhor Comissário, o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização, que existe desde 2007, disponibiliza anualmente 500 milhões de euros. Impressiona o facto de a totalidade das candidaturas aprovadas desde essa altura, 2007, ter uma contribuição deste Fundo de apenas 370 milhões de euros. Face à crise que nos assola desde 2008, com o consequente aumento do desemprego, temos de melhorar a execução deste Fundo. Esta situação explica-se, entre outros motivos, pela complexidade do Fundo e pelo facto de a comparticipação europeia ser de apenas 65 %, o que coloca entraves aos Estados-Membros que estão em maiores dificuldades financeiras.

Para além da manutenção da derrogação já aqui referida, em plenário, proponho que, à semelhança do que já foi aprovado recentemente pelo Parlamento Europeu relativamente aos fundos da política de coesão e do FEADER, se aprove também um aumento do co-financiamento europeu neste Fundo, passando para 95 % para os Estados-Membros que estão a ser assistidos financeiramente.

No que diz respeito ao relatório em discussão, relativamente aos mais de 4 400 trabalhadores franceses despedidos, afirmo apenas que o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização não pode, em momento algum, ser utilizado como arma de arremesso político, influenciada por calendários eleitorais, pois, tal como é óbvio, prejudica sempre, e em primeira instância, o interesse dos trabalhadores. Por isso, espero que este relatório seja aqui aprovado hoje, neste plenário.

(O orador aceita responder a uma pergunta segundo o procedimento "cartão azul", nos termos do n.° 8 do artigo 149.°)

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL ), Pergunta segundo o procedimento "cartão azul" . – Senhora Presidente, eu gostei de ouvir o nosso colega referir que propunha aqui que este Fundo passasse a ter um financiamento comunitário de 95 % para os projectos apresentados. E o que lhe queria perguntar era o seguinte: eu fiz essa proposta na Comissão do Emprego e dos Assuntos Sociais. Sabe-me explicar por que é que o PPE votou contra?

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), Resposta segundo o procedimento "cartão azul" . – Eu agradeço a pergunta. Em relação ao FEDER, aos Fundos da Política de Coesão, ao Fundo Social Europeu, havia muita gente que também não concordava com o aumento em 10 % relativamente aos Fundos da política de coesão e que evoluiu e mudou de opinião. Relativamente ao FEADER, há muita gente que não concordava com o incremento, também relativamente ao co-financiamento, e que também mudou de opinião.

Estou a fazer uma proposição não para todos os Estados-Membros, mas para os Estados-Membros que estão em assistência financeira. Desconheço se, na Comissão do Emprego, essa proposta era generalizada ou se era só para estes Estados-Membros e, portanto, aquilo que eu defendo, e fui claro- e espero que este plenário também o possa confirmar um dia destes, porque é uma questão até lógica- quanto ao que aconteceu com a política de coesão, o que aconteceu com o FEADER, é lógico que, até por maioria de razão, venha também a ser aprovado para os trabalhadores.

Bem sabemos que o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização não é um fundo concorrente do Fundo Social Europeu, mas é um fundo complementar e, por isso, entendo que faz todo o sentido que, para os países em assistência financeira, a comparticipação passe de 65 % para 95 %.

(O orador aceita responder a uma pergunta segundo o procedimento "cartão azul", nos termos do n.° 8 do artigo 149.°)

 
  
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  Pervenche Berès (S&D ), Question "carton bleu" . – Madame la Présidente, je voudrais demander à M. Fernandes s'il considère que c'est faire de la politique – manifestement, dans sa bouche, cela a l'air d'être une mauvaise chose – que de se préoccuper des conséquences d'une réforme des retraites qui laisse des salariés à l'écart de tout le système d'indemnisations et de revenus. M. Gauzès, qui, à ma connaissance, appartient au même groupe, a considéré qu'il fallait en tenir compte et que l'État actionnaire devait peut-être se préoccuper de cette situation.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), Resposta segundo o procedimento "cartão azul" . – Aquilo que eu disse é que o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização não pode ser usado como arma de arremesso político e influenciado por calendários eleitorais. Estou certo de que estamos todos, ou devemos estar todos, de acordo com esta afirmação.

Hoje teremos a oportunidade de mostrar, com o nosso voto, com a votação aqui em plenário, se esse voto é influenciado por calendários eleitorais ou se tem, em primeiro lugar, a defesa dos trabalhadores. É que, neste processo da Renault, concretamente, tenho visto que ele tem sido algo enviesado, e eu suspeito- mas é uma suspeição que poderá ser desfeita hoje, aqui, com a votação- que o interesse político e o calendário eleitoral poderá estar a influenciar a posição de alguns deputados. Mas espero que a votação, e é necessário uma maioria qualificada aqui hoje, em plenário, demonstre que defendemos, em primeiro lugar, o interesse dos trabalhadores.

 
  
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  Sergio Gutiérrez Prieto (S&D ). - Señora Presidenta, necesitamos, al menos en este debate, un Comisario fuerte con los principios claros y con el coraje político necesario para que no permita que otros miembros del Colegio desvirtúen la razón de ser de este Fondo, y muchísimo menos que sea utilizado como moneda de cambio para realizar cuadraturas del círculo de otras políticas comunitarias.

¿Es necesario compensar a nuestros agricultores por los acuerdos comerciales que mantenemos con otros Estados? Sí. Pero este Fondo no puede convertirse en un instrumento más de la PAC, ni muchísimo menos puede convertirse en un instrumento que, al aumentar su presupuesto, deje sin fondos a los sectores por los que fue creado y que estos sigan sufriendo, todavía hoy, no solo los efectos de la globalización sino también los efectos de la crisis económica.

Porque, además, señor Comisario, 500 millones de euros para ayudar a empresas con dificultades pueden llegar a ser insuficientes. Pero ese mismo dinero para ayudar a esas mismas empresas, y también a centenares de miles de agricultores, es sencillamente ridículo, es engañar a todo el mundo, a empresas y a agricultores.

Señor Comisario, este es un instrumento de solidaridad en momentos donde es más necesaria que nunca. Luche por un Fondo distinto para compensar nuestros acuerdos comerciales. Luche al menos por ampliar este Fondo si es necesario compensar a nuevos sectores, pero luche. Usted todavía está a tiempo —o si no, el señor Andor— de ser el Comisario que necesitamos el conjunto del Parlamento y el conjunto de las instituciones europeas.

 
  
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  Alexander Alvaro (ALDE ). - Frau Präsidentin! Guten Morgen, Herr Kommissar, in dieser letzten Straßburg-Woche dieses Jahres! Kollege Fernandes hat eben zu Recht gesagt: 2007 ist der Europäische Globalisiserungsfonds EGF gegründet worden, und seit 2007 – bedauerlicherweise hört der Kollege der Sozialisten nicht mehr zu – sind 307 Millionen EUR ausgeschüttet worden – von 2,5 Milliarden! Geld alleine ist keine Lösung, wenn Sie Wirtschaftskrisen und die Folgen der Globalisierung bewältigen möchten. Strukturreformen am Arbeitsmarkt, Wirtschaftsreform, Steuerreform, Sozialreform – das sind die Elemente, mit denen Sie einer Globalisierung Herr werden.

Glauben Sie nicht, dass Geld das Füllhorn ist, mit dem Sie langfristig alle Probleme lösen können! Wenn wir glauben, mit dem Europäischen Globalisierungsfonds das Verhalten von Unternehmen noch zu belohnen, die sich nämlich, wie Nokia es gemacht hat, von Bochum nach Rumänien und am Ende außerhalb der Europäischen Union bewegen und in zwei Fällen Geld bekommen haben, dann ist das der falsche Ansatz – und das werden wir sicherlich nicht zulassen. Da hat Kollege Fernandes Recht, und ich teile seine Einschätzung, wenn das Europäische Parlament zum Ort für nationale Wahlkämpfe gemacht wird.

Ich sehe, was in Frankreich passiert ist. Aber ich glaube auch, dass es eine französische Diskussion ist, die hier nicht geführt werden muss. Deswegen wird meine Fraktion, wenn der mündliche Änderungsantrag kommt, diesen ablehnen. Nach wie vor sind Liberale noch mit mehr als 40 Leuten in diesem Haus vertreten. Insofern werden wir diesen mündlichen Änderungsantrag auch zurückweisen können. Ich würde mir viel mehr wünschen, dass wir uns zusammensetzen und überlegen, wie wir im Rahmen auch des mehrjährigen Finanzrahmens den Europäischen Globalisierungsfonds intelligent in die europäische Haushaltspolitik einbauen können, wie wir für mehr Wachstum, mehr Arbeitsplätze sorgen, anstatt mit dem Geld, das wir haben, Arbeitslosigkeit zu perpetuieren.

(Der Redner ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 149 Absatz 8 Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Paul Rübig (PPE ), Frage nach dem Verfahren der blauen Karte . – Herr Kollege Alvaro, ich möchte mich für Ihre Vorschläge bedanken, dass man zusätzliche Instrumente finden sollte. Es geht ja auch darum, wieder Arbeitgeber zu finden, junge, gut ausgebildete Arbeitgeber, die dann in der Lage sind, die Beschäftigung zu sichern. Könnten Sie sich vorstellen, dass hier die liberale Fraktion eine Initiative unternehmen wird?

 
  
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  Alexander Alvaro (ALDE ), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der blauen Karte . – Herr Rübig, ich glaube, das sind genau die Vorschläge, auf denen wir aufbauen können. Wenn wir zusammen – zum Beispiel mit der EVP, aber ich bin mir ganz sicher, dass es auch möglich ist, mit der Progressiven Allianz der Sozialisten und Demokraten und den Grünen zusammenzuarbeiten – Vorschläge erarbeiten, wie wir Mittelständler, wie wir junge entrepreneurs , wie wir startups und die Qualität in den Köpfen, die wir haben, finanzieren und unterstützen können, da glaube ich, kommen wir auf einen gemeinsamen Nenner, und das ist genau der Weg, den wir gehen sollten.

(Der Redner ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 149 Absatz 8 Geschäftordnung zu beantworten.)

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ), Blue-card question . – Madam President, Mr Alvaro says that the behaviour of companies is very good. I would like to ask if he or maybe the Commissioner have statistics relating to the number of people who were successfully reintegrated into the labour market after being beneficiaries of this fund.

 
  
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  Alexander Alvaro (ALDE ), Blue-card answer . – Madam President, actually this is the problem, and we in the Committee on Budgets have asked, in the reports dealing with EAGGF – especially through amendments – for evaluation mechanisms to be put in place, because we as a Parliament do not know exactly how many people have been reintegrated into work with the help of the European Globalisation Fund (maybe Commissioner Lewandowski knows).

We know how many workers we have helped and how many redundant workers have been receiving money out of the Globalisation Fund, but we do not know how many have actually been reintegrated into work.

Just to correct one thing: I did not say that companies are doing good; I said that the European Globalisation Fund is actually taking away the burden from enterprises to elaborate specific social plans. This is something which worries me probably as much as it does you.

 
  
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  Karima Delli (Verts/ALE ). - Madame la Présidente, mes chers collègues, le Fonds d'ajustement à la mondialisation a besoin de ce débat. Cet outil a un rôle positif mais, en premier lieu, je dirai que les procédures sont trop longues pour protéger efficacement les salariés qui ont besoin d'un soutien rapide pour ne pas être livrés à eux-mêmes. Ensuite, la courte histoire de ce Fonds d'ajustement à la mondialisation a déjà été jalonnée de cas très controversés de versements des pouvoirs publics qui n'ont servi qu'à réparer les dégâts causés par des entreprises qui délocalisent sauvagement.

L'Union européenne a peut-être mieux à faire qu'à poser des emplâtres sur des jambes de bois. Il faut, tout d'abord, réfléchir à la manière dont elle autorise un libre-échange sans foi ni loi. À quand l'intégration des critères sociaux et environnementaux dans nos accords commerciaux afin de lutter contre le dumping? Le fameux FEM doit être un outil favorisant absolument aujourd'hui la transition vers des emplois "verts" de qualité, donc des emplois locaux non délocalisables.

Dans le cas précis de Renault, le Fonds d'ajustement à la mondialisation n'autorise pas le cofinancement de mesures passives. Quelle est aujourd'hui la situation dans le cas Renault? Ni le groupe Renault, ni l'État français, ni la Commission européenne n'ont été capables de nous convaincre que les mesures de formation offertes à l'époque aux salariés étaient des mesures actives. Qu'est-ce que cela veut dire? Cela veut dire de réelles formations avec un objectif d'insertion professionnelle. C'est la première chose.

Je pense, ensuite, que le cas, notamment, de tous les salariés qui sont menacés de précarité du fait qu'ils tombent dans le régime de préretraite, n'est pas une question franco-française – comme on l'a dit – mais une question de solidarité européenne. Tous les salariés doivent être traités de la même manière: certains n'ont pas à bénéficier de mesures, alors que d'autres, non.

Je suis contente d'entendre mon collègue, M. Gauzès – que j'apprécie par ailleurs –, nous dire aujourd'hui, dans cet Hémicycle, que Renault s'engage à prendre des mesures concrètes. Je suis un peu triste de ne l'apprendre qu'aujourd'hui. Je pense qu'il aurait fallu qu'il se réveille bien avant.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL ). - Madame la Présidente, je vous remercie d'avoir accepté de reporter mon temps de parole.

Renault est effectivement un cas d'école, l'exemple de ce qu'il ne faut pas faire. Sur les bancs de mon groupe, nous sommes assez partagés et je vais donc m'exprimer au nom de la délégation française.

Renault est une entreprise saine économiquement. Elle dégage chaque année plusieurs milliards de bénéfices, trois milliards pour la seule année 2009. Renault fait ce que nous appelons ici des licenciements boursiers. Chaque année, depuis plusieurs années, ce sont des milliers de salariés qui sont licenciés pour le seul bénéfice des actionnaires, dont l'État français. Ce n'est pas une question de calendrier électoral. Cela se répète depuis plusieurs années chez Renault. Et en ce qui me concerne, mes votes sont constants en la matière. Je ne vois pas où est l'intérêt des salariés en l'espèce.

J'espère vivement que les discussions actuelles sur le Fonds permettront d'en revoir profondément le fonctionnement pour éviter d'accompagner les pires pratiques des grandes entreprises vis-à-vis de leurs travailleurs, traités en l'espèce comme de simples variables d'ajustement. Nous savons qu'en France, les plans d'accompagnement social laissent pour le moins à désirer et que l'objectif d'insertion sociale n'est pas au rendez-vous, tout particulièrement en ce qui concerne Renault.

 
  
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  Damien Abad (PPE ). - Madame la Présidente, il y a en fait deux débats aujourd'hui. Un débat porte sur la question de la prolongation de la dérogation du Fonds d'ajustement à la mondialisation pour les entreprises qui sont touchées par la crise. Bien entendu, moi aussi, je regrette qu'une minorité de blocage au Conseil – comme on l'a eue sur le programme européen d'aide aux plus démunis – puisse s'opposer à la pérennisation de ce Fonds. En même temps, il y a ce débat sur Renault

Ces deux débats sont liés. On ne peut pas, d'un côté, vouloir la prolongation du Fonds et, d'un autre, remettre en cause les 24,5 millions d'euros qui seraient attribués à l'entreprise Renault. J'entends bien qu'il y a des difficultés, que 180 salariés sont concernés notamment par des problèmes d'application liés à la réforme des retraites, mais il ne faut pas tout mélanger. Il ne faut pas, surtout, prendre le Parlement européen en otage de sujets nationaux. Il ne faut pas non plus prendre le Parlement européen en otage à des fins électoralistes. Nous sommes dans un Parlement où le clivage politique – Dieu merci – a la possibilité, bien souvent, d'être dépassé.

Nous avons besoin, ensemble, aujourd'hui, de voter en faveur de cette mobilisation de manière à permettre à l'entreprise, mais aussi aux salariés, de trouver les conditions de leur reclassement. Face à cette crise, qui est grave, en Europe, nous devons être responsables, nous devons être courageux et nous devons défendre l'intérêt général, et uniquement l'intérêt général.

 
  
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  Pervenche Berès (S&D ). - Madame la Présidente, ce Parlement européen s'est prononcé à une très large majorité en faveur de la reconduction du dispositif de crise dans le cadre du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation. Il est assez paradoxal de voir des États membres – dont le représentant et membre du Conseil n'est pas présent ici pour entendre ce débat et nos arguments –, refuser l'extension de la dérogation dans le cadre du mécanisme de crise, à un moment où l'OCDE constate que l'Union européenne et, en particulier, la zone euro est rentrée en récession et a corrigé les perspectives de croissance pour l'année prochaine à 0,2 %. Où est la fin de la crise? Je pose la question au Conseil.

La réalité, c'est qu'il y a au Conseil une minorité de blocage qui pense que, puisque nous sommes en crise, il ne faut plus exercer la règle fondatrice de l'Union européenne, qui est celle de la solidarité. Je demande au Conseil d'entendre le message du Parlement. Nous demandons le maintien de la solidarité au sein de l'Union européenne.

Une seconde, Madame la Présidente, à propos de Renault. J'entends certains dire, dans cet hémicycle qu'il s'agirait de manœuvres électorales. Je demande à la Commission de prendre ses responsabilités et que sa main droite n'ignore pas ce que fait sa main gauche. Je demande que demain, lorsqu'elle se penchera sur la façon dont la réforme des retraites a été mise en place en France, elle tienne compte des dégâts causés par M. Xavier Bertrand et sa réforme des retraites, et qu'elle dise à la France que les effets désastreux de cette réforme des retraites doivent être corrigés.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL ). - Madam President, the decision by eight governments to block the extension of the derogation is a disgrace. It will make it significantly harder for laid-off workers to access the Globalisation Adjustment Fund. It adds insult to the injury of the already-existing inadequacies of that Fund. Workers in Ireland have suffered from mismanagement and bureaucratic delay even as regards how the Fund has been administered, with the result that a significant amount of the money allocated for Dell workers is due to be returned.

Any assistance for workers faced with the tragedy of unemployment is to be welcomed. However, the fund has simply proved to be a tiny sticking plaster on the massive gaping wound of unemployment created by capitalism across Europe. Instead of making it harder for workers to access the fund, it should be made easier, and workers should be put at the very heart of the administration of the fund. More fundamentally, if the EU and national governments are serious about tackling unemployment, they should introduce measures, including nationalisation, to stop multinational corporations from relocating and engaging in a race to the bottom in terms of workers’ wages and conditions.

 
  
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  Estelle Grelier (S&D ). - Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, chers collègues, en conscience et en responsabilité, je voterai contre la demande d'aide présentée par le gouvernement français pour le compte de Renault et je le ferai d'ailleurs à titre personnel.

Parce que ces derniers, contrairement à d'autres groupes, ont refusé de prendre en compte la situation des anciens salariés, dits seniors, licenciés en 2009 et bientôt privés de ressources suite à l'entrée en vigueur de la réforme des retraites. Parce que, avec plus de trois milliards d'euros de bénéfices en 2010, le groupe Renault profite pleinement des potentialités de la mondialisation. Parce qu'il m'apparaît indécent, à l'heure où chacun est invité à se serrer la ceinture, de signer un chèque en blanc de 24,5 millions d'euros sans la moindre contrepartie. Parce qu'enfin, Monsieur le Commissaire, les actions de formation et d'accompagnement présentées par les demandeurs comme des mesures actives de retour à l'emploi, seules éligibles au FEM, sont en réalité déconnectées de toute logique de reprise d'activité.

Il ne s'agit pas de se donner bonne conscience en se donnant l'illusion de soutenir l'industrie européenne. Ce qui compte, au final, c'est bien de soutenir les intérêts des salariés de l'industrie et les emplois qui y sont attachés. Nous sommes en présence d'un cas de dévoiement du FEM et devons en tirer les conséquences pour l'adapter.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE ). - Madam President, I will allow others to deal with the French situation and will address my remarks in particular to the broader place we now find ourselves in. I join with others in expressing my huge concern and disappointment about the Council decision and the blocking minority. I think it does, if you like, build on other concerns which I have about how Europe is currently operating, the mindset of the Council and the impact of that on the wider European solidarity that others have spoken about.

We are in crisis, and it seems very wise that we should extend this mechanism and also improve the way it functions so that the money flows to assist those who are forced out of work to gain employment. But I see a trend emerging here in the Council; we have also had a block on the Aid for the Needy Programme, which will have its life cut short.

I am also concerned, Commissioner – as you will be – about how this will impact on the negotiations for the budget after 2013. I do not envy you in your task or us in ours in trying to have a sustainable budget. But could I address a part of that future? I see in the common agricultural policy reforms that there is a proposal that this fund will be extended to farmers. I rather see this as a blanket, a comfort blanket, which will not exist if we are in the current mindset and will do little to address some of the very damaging aspects of trade negotiations on agriculture, which are also damaging for food security. But I wish you well, Commissioner. I wish there was some Christmas spirit in the Council though.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE ). - Spre deosebire de alţi colegi, salut faptul că acest fond va fi extins şi în domeniul agriculturii.

Liberul schimb este necesar, dar trebuie să evităm pericolul pauperizării producătorilor europeni - şi aceştia sunt afectaţi de globalizare. Fondul se numeşte „Fondul european pentru ajustare la globalizare”, deci trebuie să folosească tuturor celor afectaţi de globalizare.

Consider, de asemenea, că sprijinul în cadrul Fondului trebuie considerat pe deplin compatibil cu obţinerea de fonduri de către beneficiar în cadrul pilonului II al politicii agricole comune - cele două surse de sprijin trebuie să funcţioneze împreună.

Nu în ultimul rând, împărtăşesc preocupările altor colegi legate de inegalităţile de şanse în accesarea fondului dintre diferitele state membre.

 
  
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  Phil Prendergast (S&D ). - Madam President, the Council decision not to continue extending EGF assistance to workers made redundant as a result of the financial crisis is plainly indefensible. While EU leaders rush around the continent trying to prevent financial catastrophe on a global scale, these ministers seem to think the crisis is not impacting on jobs – when unemployment levels reach record highs across the eurozone, being over 14% in Ireland. Unbelievably, the signal the ministers are sending is that these unprecedented rates are not caused by the economic crisis. Ironically, this unfortunate decision was made on the same day the Commission announced an extension of a derogation granting Member States a licence to spend fortunes more bailing out the banks. To add insult to injury, the special arrangement for banks will start the day after the end of this meagre but important EGF provision to support people on the dole because of a crisis triggered by market speculators and reckless bankers.

As a consequence, I must now call on the Commission to prepare and put in place, as soon as possible, a new European crisis fund or a real economy fund in order to assist the many workers made redundant by the toxic fallout of our hyper-financialised economy, which has swept the EU into the woes we see today.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ). - Din păcate, ţara mea, România, nu a apelat până acum deloc la mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare, deşi au avut loc mii de concedieri în întreprinderile din transportul feroviar, în industria siderurgică sau în industria constructoare de nave.

Aş dori să salut eforturile Comisiei pentru prelungirea derogărilor pentru mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare, dar şi eforturile privind reforma acestui fond. Sunt pentru extinderea acestuia către lucrătorii din agricultură şi pentru creşterea ratei de cofinanţare pentru ţările aflate în proces de consolidare fiscală.

Domnule Comisar, printr-o scrisoare pe care v-am adresat-o, v-am întrebat dacă lucrătorii concediaţi din sectorul public, din instituţiile publice pot beneficia de Fondul european de ajustare la globalizare. Răspunsul dumneavoastră a fost că da, dar aş vrea să vă rog ca în viitorul conţinut al acestui regulament să fie mai clar specificată această prevedere, astfel încât să nu creăm o diferenţiere, o discrepanţă şi inegalităţi între lucrătorii din sectorul public şi lucrătorii din sectorul privat, ambele categorii fiind afectate de criza economică şi financiară.

 
  
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  Barbara Matera, relatrice . − Signora Presidente, anzitutto mi compiaccio del calore con cui i colleghi hanno affrontato il dibattito oggi in Aula, perché questo fondo lo meritava, ma lo meritavano soprattutto il suo obiettivo e il suo argomento: stiamo parlando della solidarietà ai cittadini europei! Siamo ormai alla fine del 2011 e voglio concluderlo con un ultimo intervento in Aula con dei buoni auspici, in attesa del prossimo anno.

Il mio primo auspicio è che la prossima Presidenza del Consiglio danese possa riportare fra le priorità della sua agenda politica l'importanza di sostenere la deroga di crisi economica per questo fondo fino al 2013.

Il secondo auspicio è che la Commissione europea possa continuare a sostenere l'ampliamento del raggio d'azione di questo fondo, fino a inglobare anche il comparto agricolo, che sicuramente soffrirà a causa della crisi economica che dovrebbe protrarsi ancora nei prossimi anni, sostenendo anche il settore agricolo.

Infine, mi appello ai colleghi – e mi dispiace che alcuni siano già andati via – affinché sostengano oggi questa relazione che porterà a un esborso di 24 milioni circa di euro alla Renault – di conseguenza allo Stato membro francese. Si tratta di un grandissimo segno di solidarietà, di unione e di coesione del Parlamento europeo, perché sono convinta – così come penso lo siate assolutamente anche voi – che questo Parlamento non può e non deve essere il foro dello sfogo di tutte le imprecisioni, scelte e riforme che avvengono all'interno degli Stati membri.

Confido dunque nel senso di responsabilità di tutti i colleghi: non voglio e non posso credere che alcuni si asterranno o voteranno contro il caso Renault, soltanto perché vogliono e devono seguire la priorità del calendario elettorale del proprio Stato membro! Non lo credo, sono sicura che si dimostreranno responsabili, permettendoci di dare nuovo vigore e nuova credibilità a questo fondo che – qualora i colleghi non dovessero votare compatti a favore dell'esborso di questi fondi – risulterebbero gravemente minati.

 
  
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  Janusz Lewandowski, Member of the Commission . − Madam President, I should like to thank the Members for their comments. I have three short remarks: the first on the crisis derogation. Fortunately the misunderstanding was clarified. Yes, the Commission wanted an extension until the end of 2013, but this was voted down by a blocking minority, including some states which benefited from the scheme. There were good reasons for extending the scheme due to the developments in the labour market, with a sudden recent acceleration of applications – two thirds of all the applications came in 2010 and 2011.

I can agree with Ms Ţicǎu that countries in Eastern Europe undergoing the so-called transformation from the old system to the new system know how painful this might be without globalisation, as our countries can neither be termed developed or under-developed parts of the world; this was rather a mis-developed part of the world, with a lot of industrial stock on the ground but completely useless in terms of a market economy.

My second remark concerns Renault. Thank you, Mr Gauzès, for explaining the action from the local point of view. I can only say that I know a special unit has been set up by Renault to deal with the issue. Our prerogative is to monitor and contact, but I can assure all of you that, from the legal point of view, this case fulfilled all the criteria of the European Globalisation Fund application. What matters is the future: as the Globalisation Fund is on the table in the proposal for 2014-2020, this means that we fully understand the added value of the fund in terms of making the reactions of the Member States more durable and of improved quality in terms of active labour market policy.

What is clear from the mid-term review is that exactly 42% of the workers covered by the scheme under this crisis derogation were able very quickly to find places on the job market. So this is working and is probably very conducive to the reintegration of redundant workers into the labour market.

I agree fully with those who ask for a much quicker response by the Globalisation Fund. This is as slow as the Solidarity Fund, which is also part of the proposal. What was very controversial – and here the remarks of Mr Daerden and Ms Cornelissen are relevant – is whether to extend it to farming. This was done in a very clear context, and the context, as I can reveal, was going into the Mercosur trade liberalisation talks with insecurity in the rural areas around the impact of trade liberalisation on the farming community. For my colleagues, and especially the one responsible for this major deal on trade liberalisation, this was a kind of insurance cover for entering into the trade liberalisation agreements with countries with more competitive pricing for agricultural products. This was the context of the decision to risk the extension of the Globalisation Fund to farming. But this is not at the cost of industrial workers, because we have our estimates in the pipeline, and I think the numbers proposed could be adequate as insurance for both areas: industry and farming.

But I can agree with Mr Alvaro and the others that this is keine Wunderwaffe : this is one of the tools in the toolbox for dealing with a crisis: valuable, therefore extended and should be defended, because this is also a tangible and visible sign in several corners of the European Union that the European institutions are useful, credible and could help.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà oggi alle 11.30.

Dichiarazioni scritte (articolo 149)

 
  
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  Evelyn Regner (S&D ), schriftlich. Der Globalisierungsfonds wurde eingeführt um Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer, die von den weitreichenden Veränderungen aufgrund der Globalisierung, insbesondere von Betriebsverlagerungen in Drittländer, betroffen sind. Damit die Folgen der weltweiten Wirtschafts- und Finanzkrise zumindest etwas abgefedert werden können, ist dieser europäische Fonds für die betroffene Arbeitnehmerschaft unentbehrlich. Er ist auch ein wichtiges Zeichen dafür, dass die EU für die Menschen in Europa da ist und ihnen hilft einen neuen Arbeitsplatz zu finden. Es ist auf keine Weise argumentierbar, dass dieser Fonds zu bis zu 83 % für den schon jetzt am meisten von der EU geförderten Sektor - den Landwirtschaftssektor geöffnet werden soll. Die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer in der Industrie benötigen die Unterstützung jetzt mehr als je zuvor. Zwei Drittel aller Ansuchen um Unterstützung aus dem EGF kamen 2010 und 2011, man kann also daraus schließen, dass die Tendenz steigt, die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer erkennen, dass etwas da ist, woraus sie Hilfe bekommen können. Diese Zahlen zeigen, dass der Fonds von den Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer der Industrie gebraucht werden. Ich plädiere dafür, die Mittel aus dem EGF exklusiv für die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmern in der Industrie zu beschränken.

 

4. Programm „Intelligente Energie - Europa“ (Aussprache)
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca la discussione su:

- l'interrogazione orale alla Commissione di Maria Da Graça Carvalho, Bendt Bendtsen, Paul Rübig, Krišjānis Kariņš, Pilar del Castillo Vera, Romana Jordan Cizelj, a nome del gruppo PPE, Fiona Hall, Sir Graham Watson, a nome del gruppo ALDE, Claude Turmes, a nome del gruppo Verts/ALE, Anni Podimata, Jo Leinen, Teresa Riera Madurell, Silvia-Adriana Ţicău, Britta Thomsen, a nome del gruppo S&D, sul programma Energia Intelligente - Europa (IEE) nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (O-000244/2011 – B7-0668/2011 ), e

- l'interrogazione orale alla Commissione di Rolandas Paksas e Juozas Imbrasas, a nome del gruppo EFD, sul programma Energia Intelligente -Europa II e prospettive finanziarie pluriennali (O-000322/2011 – B7-0672/2011 )

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho, Autora . − Senhora Presidente, Senhor Comissário, em primeiro lugar, gostaria de agradecer a oportunidade de colocar esta questão à Comissão Europeia sobre a continuidade do Programa Energia Inteligente-Europa . A promoção da eficiência energética e a utilização de energias renováveis têm uma importância crucial no crescimento económico e na criação de emprego na Europa. A União Europeia tem vindo a desenvolver estratégias e legislação ambiciosa nesta matéria. No entanto, todas as políticas necessitam de instrumentos fortes e que façam a ligação a nível regional e local. Este programa e a sua agência de execução têm contribuído consideravelmente para a implementação de legislação no campo da energia renovável e da eficiência energética, nomeadamente através do apoio a projectos inovadores. Em particular, actividades como o Pacto dos Autarcas e o Pacto das Ilhas devem ser continuados e intensificados. É especialmente em tempos de crise que programas como estes são fundamentais para a competitividade e para a recuperação económica. Neste contexto, gostaria de perguntar à Comissão o seguinte:

Primeiro, o que tenciona a Comissão fazer para garantir um lugar de destaque ao programa Energia Inteligente-Europa no futuro orçamento plurianual para 2014-2020?

Segundo, como tenciona a Comissão melhorar o sucessor deste programa?

Terceiro, qual é o enquadramento institucional do sucessor deste programa Energia Inteligente-Europa dentro do programa Horizonte 2020 e qual é o nível de financiamento que lhe será atribuído?

 
  
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  Graham Watson, author . − Madam President, the European Union works best when it takes relatively small amounts of money to work with local authorities and other agencies in exchanging best practice and in part-financing policy projects in its policy priority areas.

The Intelligent Energy Europe (IEE) programme and the European Agency for Competitiveness and Innovation are outstanding examples of this in the field of combating climate change, so the Commission will understand the concern of Members of this House when we learn of plans to discontinue a programme which encourages citizens to use energy more wisely and to help the Union to meet its Kyoto commitments.

The Commission has talked about continuing work in this area, about mainstreaming it, about strengthening it in future funding programmes. Commissioner Oettinger was suggesting yesterday that Intelligent Energy Europe might go into the Horizon 2020, but we want to know whether there will be a dedicated programme still. We want to know whether this will have the visibility that the IEE programme has had. We want to know whether it will activate civil society and foster commitment in the same way.

As Ms Carvalho said, the European Local Energy Assistance Facility has leveraged huge amounts of money from a very small investment to help businesses become energy efficient, to retrofit social housing, to improve public transport, to design smart energy buildings and to connect renewable energy production into electricity grids. If that programme were to disappear it would be a real loss to a huge variety of decentralised activities to promote renewable energy and energy saving.

I think at heart the question that Members are asking is this: has the Commission lost its way when it comes to renewable energy? Why is it planning to pump money into gas distribution networks for the benefit of companies that are already making billions in profits, rather than pumping money into the vision that it still professes of a renewable energy Europe, one where we can meet our commitment of cutting carbon by 80% by 2050?

 
  
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  Claude Turmes, Verfasser . − Frau Präsidentin! Herr Lewandowski, ich bin nicht besorgt, ich bin sauer! Nicht auf Sie persönlich, aber auf die Leute in der GD Forschung und in der GD Energie, die dabei sind, eines der sinnvollsten Programme, die wir je im europäischen Budget hatten, das Programm Intelligente Energie – Europa, ersatzlos zu streichen. Studien über Offshore-Wind in der Nordsee, Weiterbildungswerkstätten für Beamte in Regierungen zur Umsetzung der EU-Gebäuderichtlinie, Weiterbildungsveranstaltungen für Architekten und Ingenieure, wie wir Fast-Null-Energie-Häuser bauen, Netzwerke zwischen progressiven Bürgermeistern in Europa – ich könnte die Liste weiterführen. Warum soll all dies jetzt zerstört werden? Warum?

Wenn Frau Geoghegan-Quinn und Herr Oettinger nicht mit einem konkreten Projekt kommen, dann werden wir als Parlamentarier gezwungen sein, das alte CIP-Programm, das Competiton and Innovation Programme , wieder aus der Taufe zu heben und das Programm Horizont 2020 wieder zurückzustutzen auf das, was es sein sollte: ein separates Forschungsprogramm und ein gut organisiertes Innovationsprogramm. Die Kollegen, die hier sind, wissen, wie sehr wir an diesem Programm hängen.

Wir erwarten sowohl von Frau Geoghegan-Quinn als auch von Herrn Oettinger eine konkrete Antwort, schriftlich und recht bald. Diese Abschaffung des Programms Intelligente Energie – Europa ist Gift in einer Zeit, in der wir Bürger und Bürgerinnen in Europa für Europa gewinnen müssen. Wir stoßen die Leute, die in Europa für europäische Politik motiviert sind, vor den Kopf. Das kann nicht sein!

 
  
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  Teresa Riera Madurell, Autora . − Señora Presidenta, mi Grupo ha venido defendiendo con firmeza aumentar el presupuesto de investigación para el desarrollo de tecnologías energéticas sostenibles, y seguirá haciéndolo en las negociaciones del próximo Programa marco.

Pero para que los resultados de la investigación puedan contribuir a los objetivos de nuestra política energética en materia de eficiencia y de energías renovables, necesitan ir acompañados de dos tipos de medidas también muy importantes: en primer lugar, medidas de apoyo a acciones destinadas a promover la penetración en el mercado de las tecnologías energéticas resultantes y, en segundo lugar, medidas para eliminar las barreras no tecnológicas, que podrían confundirse con fallos del mercado, y hacerlo potenciando actividades de capacitación, de formación, de sensibilización, y movilizando inversiones locales y, también, a los actores implicados, como es el caso del Pacto de las Islas.

Hasta ahora, el programa «Energía inteligente - Europa» cubría con notable éxito estos objetivos, tal como han puesto de manifiesto las distintas evaluaciones que se han hecho; un programa que, además, se ha destacado también por su apoyo a las pequeñas y medianas empresas. Por ello, quiero dejar claro, aquí y ahora, el apoyo de mi Grupo a la continuidad de los objetivos del programa y nuestro compromiso para dotarlo de una sólida y clara financiación.

 
  
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  Rolandas Paksas, Autorius . − Iš tikrųjų programa „Pažangi energetika Europai“ sudarė labai palankias sąlygas Bendrijos narėse veikiančioms įmonėms bei valstybės institucijoms rengti galimybių ir rinkos studijas, verslo planus dėl energijos vartojimo sumažinimo, jos naudojimo būdų pakeitimo. Tai didžiulis žingsnis į priekį mažinant prielaidas klimato kaitos kitimui, ribojant bei minimizuojant taršą, efektyviau bei racionaliau panaudojant energijos išteklius. Tačiau jeigu kalbėtume iš tikrųjų apie tikrai pažangią energetiką, šiandien turėtume kalbėti apie kitokius principus, pavyzdžiui, Europos energetiką be iškastinio kuro. Gal vėjo, gal saulės, gal hidroenergiją. Naujų energijos rūšių paieškos turėtų būti tas tikslas, į kurį būtų orientuotos visos pažangią energetiką Europoje įtvirtinančios programos.

Reikia skatinti ir finansuoti valstybių narių investicijas į naujas ir pažangiausias technologijas energijos efektyvumo srityje, į atsinaujinančius energijos šaltinius. Siekiant pažangaus energetikos panaudojimo šiandien būtina žengti iš principo naujus ir drąsius žingsnius. Projektuokime savo ateitį į naujas energijos rūšis, kaip antai vandenilio energetika, naujosios kartos atominės technologijos. Mes esame ta karta, nuo kurios veiksmų priklauso, ar išsaugosime žemę ateities kartoms, ar pasmerksime ją lėtai, bet neišvengiamai mirčiai po 100 ar 200 metų. Pasirinkime tokius veiksmus, vadovaukimės tik tokiais principais, kurie nesudarytų net mažiausių paskatų numarinti tai, ko nesame sukūrę.

 
  
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  Janusz Lewandowski, Member of the Commission . − Madam President, all the questions asked and comments made expressed deep concern over the future of a programme which made a great contribution to energy efficiency and renewable energy across Europe. Therefore I can assure you that the commitment remains and should be reinforced – also in financial terms – in the future.

As many arguments concerning the use and contribution and value added of the Intelligent Energy Europe II programme had already been presented, I do not need to repeat them. But what I have to say is that this not just a subjective feeling. It is also reinforced and fully confirmed by the external evaluation of the programme. I can state with satisfaction that this is both relevant and useful, as it replies to the evolving needs, problems and periods relating to sustainable energy.

The programme was, as you know, supporting more than 500 projects, 50% of which went to small and medium-size enterprises, and this was a clear preoccupation of Mr Paksas.

Two success stories should be in the textbooks highlighting the utility of that kind of common European programme: Solar Keymark and the ELENA facility. These are two clear success stories.

But the major questions were not about the past and present but about the future. My answer is that we have to handle several targets: energy efficiency and renewable energy sources is one of them – a very serious one. However, at the same time we have to respond to the question of energy security and solidarity. This is the question that was so tangible in 2009, when there were cuts in the gas supply via Ukraine – tangible in the kitchens of some Member States.

So we also have to respond to these concerns. This is why we have to share out money in order to reinforce energy efficiency: renewable, yes, but also transborder networks that are really contributing to energy security and solidarity on the continent, which is so dependent on deliveries from third countries which from time to time clearly display their monopoly power.

As to the future, as I was informed – you well know that this is not quite my dossier, but I was studying it before coming to the House – my preoccupation is to achieve better coherence between research, innovation and market update. This is why the Commission placed the programme-related activities as a dedicated energy component of a new framework programme. This is the philosophy of mainstreaming actions, and we have been asked by many sources to mainstream our actions in this respect. This is called Horizon 2020.

I agree – and this is really what I have started as somebody responsible for the budget – that the clearly small amount of money (and I agree, this was a small amount of money: EUR 743 million) via leverage was giving a clear impact. Therefore, this is about clear impact with little money.

I can assure you that energy efficiency and energy-renewable sources activities should be reinforced with more resources within the non-growing budget. Implementation and details are coming in 2012. I know, already in advance, that it should be reinforced, and this is one of the very few chapters or parts of the 2014-2020 budget proposal to grow. The others are either nominally frozen or generally defended as a real constant.

This was the real proposal for the future: to defend the budget as a real constant and really nominally frozen major spending blocks – cohesion and agricultural policy. This is the essence of a programme called Horizon 2020 adopted on 30 November with details to be known at a later stage. Perhaps we should go into a detailed discussion on the basis of these implementing details.

There is, of course, also the place for the Executive Agency for Competitiveness and Innovation. Here again, the external evaluation clearly indicates that this is a useful body. Therefore, the role of this agency in all these related activities should be reinforced. We have an external evaluation (so this is not just our feeling) of both the Intelligent Energy Europe II programme and the Agency for Competitiveness and Innovation, so both would be better placed, in financial terms, in the 2014-2020 programme. Here is my budgetary story. So I can say that this is not just a slogan but a clear indication that in real (also in financial) terms, we fully share the assessment of Parliament as to the value added of these programmes.

 
  
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  Pilar del Castillo Vera, en nombre del Grupo PPE . – Señora Presidenta, Comisario, yo creo que su explicación ha sido una explicación muy lógica, llena de sentido común; lo que pasa es que esas explicaciones, que son realmente muy consistentes, algunas veces compiten también con reflexiones igualmente consistentes.

Y yo creo que, en este momento, lo que hacemos en el Parlamento es una llamada de atención para que un instrumento que ha tenido una historia de éxito no desaparezca por mor de teóricas soluciones que, en principio, teóricamente, pueden resultar más eficientes pero que, en todo caso, lo que harían sería anular el desarrollo de un instrumento que realmente ha contribuido a que muchos programas deriven de él y tengan consecuencias sobre el ahorro energético muy importantes —no voy a mencionarlas todas, pero no cabe duda de que acciones como ELENA, Solar Keymark o GreenLight son líneas de éxito—, y todo ello basado siempre en un pilar fundamental, también en estos momentos de crisis especialmente agudos en Europa, que es el eje de la innovación.

Es imposible que las sociedades que no convierten el eje de la innovación en la fuerza locomotora de su desarrollo puedan sobrevivir en una sociedad global tan competitiva. Y estamos ante un instrumento que ha sido útil precisamente para desarrollar la innovación en el sector energético. Por eso, señor Comisario, nuestra modesta contribución es insistir en que un instrumento como este no se puede desperdiciar, porque está contrastado y, por tanto, hay que considerar realmente con mucha prudencia el que pueda desaparecer este instrumento de energía inteligente para Europa.

 
  
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  Kathleen Van Brempt, namens de S&D-Fractie . – Voorzitter, commissaris, ik hoop dat u de boodschap aan uw collega overbrengt, maar we zijn niet echt tevreden met uw antwoord hier. Als we energieonafhankelijkheid willen realiseren, moeten we resoluut kiezen om tegen 2050 alles op hernieuwbare energie en energie-efficiëntie te zetten. Er zijn geen belangrijkere doelstellingen dan die twee.

Daarvoor moeten we er natuurlijk voor zorgen dat we grote investeringen kunnen doen, en die verantwoordelijkheid moet de Commissie dragen; dan zijn er programma's nodig zoals een programma Intelligente energie voor Europa. Waarom? Om ervoor te zorgen dat er op lokaal niveau, inderdaad met kleinere bedragen, heel grote initiatieven genomen kunnen worden.

De commissaris zegt altijd "the low hanging fruit of energy efficiency ", want daarvoor hebben we die budgetten nodig. Die budgetten moeten duidelijk zijn en besteed worden aan dit programma. Dat is eigenlijk wat we vandaag van u willen horen: dat die budgetten er zijn en dat ze vastliggen voor die doelstellingen.

 
  
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  Francisco Sosa Wagner (NI ). - Señora Presidenta, «¡Luz, más luz!» se dice que pedía Goethe en sus últimos momentos. Hoy el poeta, que fue también un eficaz gobernante, matizaría, a buen seguro, estas afirmaciones invocando el ahorro y la eficiencia. Porque, en una Europa pobre en recursos energéticos, es indispensable que sepamos distinguir entre el consumo necesario que impulsa la economía y el consumo superfluo. Este último es preciso dominarlo y, para ello, urge alentar un cambio drástico en los hábitos de muchos ciudadanos europeos.

Cuando analizamos la crisis económica, pedimos austeridad y también pedimos estímulos al crecimiento. Pues bien, pocos ámbitos mejores para llevar a la realidad estas bellas palabras que el energético, donde se deben conjugar el ahorro y las inversiones necesarias para grandes proyectos, entre ellos la construcción de una red integrada de infraestructuras, cuyo informe tuve el honor de presentar ante este Parlamento.

La Comisión deberá hacer esfuerzos más concretos que los hechos hasta ahora, porque fortalecería la columna vertebral de Europa. Solo una política energética europea sólida y bien tramada, eficiente y ahorradora, puede permitir a Europa caminar erguida y en la buena dirección. Todas las precisiones que vengan de la Comisión en este sentido que he apuntado en mis palabras serán bien recibidas.

 
  
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  Alajos Mészáros (PPE ). - Először is szeretném megköszönni kollégáimnak a kérdés feltevését. Az európai politikának egy olyan innovációs irányvonalat kell képviselnie, amely képes biztosítani az egész Európai Unió számára a hosszú távú és fenntartható energiaellátást. Az orosz gázválság, a fukushimai atomkatasztrófa, és fosszilis tüzelőanyagaink kimerülése arra késztet bennünket, hogy mihamarabbi választ találjunk a jövő energiájának kérdésére. A Bizottság által kidolgozott „Intelligens energia – Európa” program mindenképpen egy ilyen irányvonalat képviselt. Fő célja: tiszta, biztonságos és fenntartható energia biztosítása a jövő generációi számára. Támogatja az energiahatékonyságot, a megújuló energiaforrások használatát, és az üvegházhatású gázok kibocsátásának csökkentését.

Nemcsak a kis- és középvállalkozásainkat tudjuk segíteni ezzel a programmal, de serkenteni tudjuk az innovatív megoldásokat, munkahelyet teremtünk, valamint támogatni tudjuk az oktatás és kutatás kérdéskörét is. Mindezek ellenére a következő támogatási rendszerben sajnos nem kapott specifikus helyet a program. Ezért szeretném a Bizottságot felkérni arra, hogy tegyenek meg mindent azért, hogy ez a program tovább tudjon működni. Úgy gondolom, hogy a Fukushima okozta aggodalmak ellenére az atomenergiát is az intelligens energiák közé sorolhatjuk. Bizonyított, hogy az atomenergia képes korlátlan, tiszta, biztonságos és szén-dioxid-kibocsátással nem járó energiatermelésre. Ilyen energiaforrás lehet jövőben az ITER-projekt eredményeként a fúziós reaktor is. A nukleáris energiának ezért stabil helyet kell kapnia az „Intelligens energia” programban.

 
  
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  Ioan Enciu (S&D ). - Consider că succesul înregistrat de programul în discuţie până în prezent oferă o dovadă solidă cu privire la utilitatea şi funcţionalitatea acestuia. Susţin astfel continuarea programului şi îmbunătăţirea acestuia prin oferirea unei mai bune vizibilităţi în programul-cadru „Orizont 2020”. Totuşi un aspect extrem de important care trebuie subliniat este nevoia unei mai bune promovări a programului „energie inteligentă” şi în noile state membre. Ameliorarea accesului la acest program trebuie să fie echilibrată în statele membre care nu fac parte din astfel de proiecte în prezent, ar trebui stimulate şi încurajate în mod eficient.

De asemenea, o mai bună informare cu privire la proiectele existente şi la modurile de accesare a fondurilor ar duce la o coeziune sporită la nivel european, cât şi la evitarea extinderii actualelor clivaje din punct de vedere al dezvoltării sustenabile.

 
  
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  Béla Kovács (NI ). - Az „Intelligens energia – Európa” program egy kiváló kezdeményezés, abszolút hiteles forrásból. Így már kétség sem félhet az EU-s energiastratégiák teljesüléséhez, ami által az Európai Unió versenyképessége valósággal szárnyalni fog, és rövidesen maga mögé utasítja a feltörekvő országokat, aztán talán később a világ többi részét is. Természetesen mindezt abszolút fenntartható módon. Szegény kínaiak reszkető térddel figyelnek a hihetetlen európai uniós fejlődés felé. Vagy várjunk csak, ha jobban megnézem, a hasukat fogják nevettükben, és attól remeg a térdük is. Nem értik hogyan lehet egy léket kapott, süllyedő csónakból teáskanállal merni a vizet, ráadásul a lék betömése nélkül? Beszéljünk végre komolyan, tisztelt Képviselőtársaim!

Első lépésben az energetika megroppant gerincét kell azonnal helyreállítani, amint azt korábbi felszólalásaimban már többször mondtam. Ha a beteg energetika, főleg az áramtermelés már lábra áll, akkor lehet foglalkozni a szépítkezéssel, azaz az „Intelligens energia – Európa” programmal. De sokat erre sem érdemes költeni. Sajnos a zöldnek nevezett energiát valós árán a polgároknak csak 2%-a tudja megvenni, talán a többi 98-ra is gondolni kéne néha. Sajnálatos módon hiába beszéltem az atomerőmű-építésekről, Kína már lekötötte 20 évre ezeket jó előre. Illetve hát, ha így fogjuk tovább folytatni, akkor Európa előbb vagy utóbb egy skanzen lesz, ahol gyertyával fogunk világítani.

 
  
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  Danuta Jazłowiecka (PPE ). - Pani Przewodnicząca! Jednym z podstawowych celów strategii „Europa 2020” jest ograniczenie emisji gazów cieplarnianych i uczynienie z Unii światowego lidera w zakresie tzw. zielonych technologii. Biorąc pod uwagę obecny kryzys ekonomiczny, cel ten jest niezwykle ambitny i trudny do osiągnięcia. Dlatego też należy docenić, iż mamy skuteczny instrument służący jego realizacji, jakim jest Inteligentna Energia dla Europy. Dekada jego funkcjonowania pokazuje bardzo wyraźnie, iż przyjęte w jego ramach założenia, a także mechanizmy działania przyczyniają się do podniesienia efektywności energetycznej, promowania odnawialnych źródeł energii, a przede wszystkim wymiany doświadczeń pomiędzy naukowcami i ekspertami w tej dziedzinie. Warto, aby to doświadczenie nie zostało zmarnowane. Ważne jest, aby nowa edycja tego programu była otwarta na nowe możliwości technologiczne i surowcowe, które pojawiły się w ostatnim okresie i które pozwalają niektórym państwom członkowskim, szczególnie tym, w których zmiany są pilne i konieczne, na realne obniżenie emisji CO2 . Takim nowym źródłem energii, które daje Europie niezależność energetyczną, a które wymaga uwagi, są np. złoża gazu łupkowego odkryte niedawno w Polsce.

Sukcesem dotychczasowej edycji programu jest fakt, że każdy sfinansowany i zrealizowany projekt da się zweryfikować i ocenić pod względem wymiernych rezultatów, które przynosi. Główna w tym zasługa ekspertów i profesjonalnych zespołów zatrudnionych w związanej z nim agencji wykonawczej. Może warto zastanowić się, czy tego doświadczenia nie udałoby się przenieść na inne instrumenty i mechanizmy po to, aby podnieść efektywność podejmowanych przez Unię i jej państwa członkowskie działań zmierzających w kierunku inteligentnego i zrównoważonego rozwoju.

 
  
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  Edit Herczog (S&D ). - Madam President, we have the EU 2020 Strategy, we have a programme called Intelligent Energy Europe, we have an institution called the Executive Agency for Competitiveness and Innovation and the ELENA Facility, and the Commissioner is saying to us that the best way ahead is to cut all these things.

In fact, such a cut would be the most expensive way to get right away from our target! Therefore, what we have to do is to improve efficiency throughout Europe in order to get more SMEs involved. That is the way forward, and this is what Parliament will stand for – debating Horizon 2020, COSME and the MFF in the coming months.

 
  
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  Mario Pirillo (S&D ). - Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, fra gli strumenti comunitari, il programma "Energia intelligente" è quello di maggior successo. Oltre 500 progetti finanziati, più di 3.000 partner coinvolti – la maggior parte dei quali sono piccole e medie imprese – per non parlare del valore aggiunto che lo stesso programma ha dato al settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica.

Come i miei colleghi, sono preoccupato per il futuro del programma, che ha avuto un ruolo centrale nelle azioni di sensibilizzazione, nello scambio di buone pratiche e nell'applicazione delle politiche energetiche dell'Unione europea.

Chiedo quindi alla Commissione europea cosa intende fare per la prosecuzione del programma, perché interromperlo vanificherebbe le tante aspettative; infine vorrei chiedere qual è la rubrica del piano pluriennale che prevederà il finanziamento necessario.

 
  
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  Seán Kelly (PPE ). - Madam President, I think we learned last weekend how difficult it is to get unanimity on anything at a European level.

Therefore in matters relating to energy savings and efficiency, it takes a long time to penetrate the public’s mind. But I think, largely because of the success of the Intelligent Energy Europe programme, that this is now beginning to happen. From my experience, I am amazed at the number of businesses, towns and villages who have come to me over the last number of months with projects designed to ensure that they can make energy savings and be more efficient through new schemes. So for that reason it is very important that this scheme would continue, either in its present form or integrated into the multiannual financial framework.

I would be confident that Commissioner Oettinger, whom I listened to yesterday at the meeting of the Committee on Industry, Research and Energy, and Commissioner Geoghegan-Quinn, will be of one mind and will form a package whereby all this can happen so that we can reach our targets of 80% savings by 2050.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE ). - Madam President, I think the Commissioner got the message from the House that we like this programme. It is simple, it works and therefore, at the very least, we want its objectives to be maintained and enshrined in any future programme. The concern we have is that we are not reaching our energy efficiency targets, as it will take time for the mindset of the wider public to be engaged in this issue and therefore to change in an appropriate manner.

In relation to Horizon 2020, our concern would be that this concept of intelligent energy might be lost within that bigger programme. Therefore, he must reassure us that this will not be the case. I end by saying that if it is not broken, why are we trying to fix it? I really think the Commissioner should take that message back to his colleagues.

 
  
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  Iosif Matula (PPE ). - Energia inteligentă în Europa oferă bazele dezvoltării sustenabile şi utilizării inteligente a resurselor în domeniile energiei regenerabile, transportului, eficienţei energetice a clădirilor şi al consumului industrial.

Domeniile de acţiune reprezintă piesele de puzzle de care avem nevoie pentru a contura viitorul peisaj sustenabil al UE. Reducerea emisiilor poluante şi îndeplinirea obiectivelor ambiţioase propuse de UE pot avea sorţi de izbândă prin iniţiative ce pornesc de la nivel local şi regional. Este nevoie însă de un cadru centrat de o acţiune, o mai bună informare şi cointeresare a autorităţilor de la aceste niveluri.

Portalurile pentru vehicule curate, soluţiile energetice pentru clădiri sustenabile, măsurile ce vizează mobilitatea urbană sau programele „manage energy” sunt acţiuni concrete ce promovează sustenabilitatea şi eficienţa energetică urbană. Instrumentele de energie financiară ale Comisiei şi ale BEI pot contribui efectiv la punerea în practică a programelor ce promovează sustenabilitatea.

 
  
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  Judith A. Merkies (S&D ). - Voorzitter, commissaris, ik waardeer de poging van de Commissie tot simplificatie, duidelijke doelstellingen en wat u mainstreaming noemt, maar we hoeven niet het wiel opnieuw uit te vinden. Als iets gewoon werkt, dan werkt het en hoef je het niet op een andere manier te laten terugkomen of het anders te gaan noemen. Dan mag het gewoon blijven.

Het programma Intelligente energie voor Europa werkte, dat zegt u ook, het raakte de burger en het raakte het mkb. Inderdaad, mijn collega's zeiden het al, het duurt zó lang om zó dichtbij te komen als Europese Unie, ook wat dit onderwerp betreft. Uw collega Oettinger zei dat gisteren ook. Hij zei dat het programma wel degelijk al was ingepland en dat hij ons later in de week zou laten weten onder welke lijn. Ik vind alleen dat we wel een beetje onnodig op stang zijn gejaagd. Ik zou dit soort dingen voortaan graag van tevoren willen weten en ook willen weten wat een en ander nu precies inhoudt.

Kunt u dan misschien ook vertellen waar dit programma precies komt te staan, hoeveel budget er naartoe gaat, wat de precieze doelen zijn? Wordt het uitgebreid en hoe gaat u het effect ervan in de toekomst meten? En vooral, krijgen we het opnieuw, bijvoorbeeld in het kader van het volgende meerjarig kaderprogramma en het volgende Horizon-programma? Kunnen dit soort programma's niet gewoon blijven?

Overigens wil ik nog even zeggen dat ik vind dat er ook in het Horizon 2020-programma steeds veel aandacht is voor onderzoek; dat is een goede zaak. Juist van deze programma's, die heel praktisch zijn en ten goede komen van het mkb, zijn er veel te weinig en daar moet meer aandacht voor komen.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D ). - Programa „Pažangi energetika Europai“ nuo to laiko, kai ji buvo pristatyta dar 2003 m., sulaukė didelio Europos Sąjungos piliečių ir įmonių susidomėjimo. Iki šio įgyvendinta daugiau nei 500 Europos Sąjungos masto projektų, kurie labai prisidėjo prie Europos Sąjungos inovacinio pajėgumo, žinių visuomenės tobulėjimo, didesnio energetinio efektyvumo, įskaitant atsinaujinančių šaltinių vystymą. Pritariu visiems išsakytiems nuogąstavimams dėl šios programos ateities ir jos perspektyvos ir manau, kad ji turi išlikti ir per ateinantį finansinį laikotarpį. Jai turi būti skiriamas atitinkamas finansavimas, kad projektuose galėtų dalyvauti kuo daugiau mokslo tyrimų institutų bei mažų ir vidutinių įmonių iš visų valstybių narių, tai prisidėtų prie realios pridėtinės vertės kūrimo visoje Europos Sąjungoje.

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ). - Se há uma forma de a União Europeia se afirmar na economia do conhecimento é apoiando claramente a produção de energias a partir de fontes renováveis. Com isso diminuiremos a dependência do petróleo. A União Europeia deve estar comprometida com este desafio, continuando a melhorar o incentivo a esses investimentos.

A título de exemplo, o arquipélago dos Açores, com um processo de formação de origem vulcânica, tem um excepcional potencial geotérmico. Neste caso, o apoio à realização de sondagens de prospecção, impõe-se pela possibilidade de criação de um cluster de renováveis. A Ilha de São Miguel, por exemplo, já atinge cerca de 50 % de produção eléctrica consumida a partir de geotermia. Outro exemplo é o caso da Ilha das Flores que, em alguns períodos do ano já atinge 100 % a partir de energia hídrica. A Ilha da Graciosa está prestes a tornar-se a primeira ilha do mundo cem por cento abastecida a partir de energias renováveis. Este é o caminho e a Europa tem de o assumir convictamente, apoiando estes projectos louváveis das regiões-modelo.

 
  
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  Jaroslav Paška (EFD ). - Pre dosiahnutie trvalo udržateľného hospodárskeho rastu potrebuje mať Európska únia zabezpečený dostatok energetických zdrojov. V súčasnosti je Únia vo veľkej miere závislá od ich dovozu prevažne z Afriky a Ázie. Európa nedisponuje takými zdrojmi ropy, či zemného plynu, aby si mohla dovoliť nehľadať alternatívne energetické riešenia, preto bolo prirodzené spustenie programu inteligentná energia, ktorý má za cieľ podporu využívania obnoviteľných zdrojov energie a moderných udržateľných energetických riešení. Program inteligentná energia je však plánovaný len do konca roka 2013, a preto si už dnes musíme položiť otázku, ako budeme s iniciatívami v oblasti inovatívnych energií a riešení pokračovať po roku 2013. Ja, rovnako ako moji kolegovia, očakávam, vážený pán komisár, že Európska komisia nám v krátkom čase odpovie na túto dnes už veľmi aktuálnu otázku.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE ). - Omawiany program obliguje nas do poprawy efektywności energetycznej. Europa w dalszym ciągu nie wykorzystuje racjonalnie zasobów energii, jakimi dysponuje. Jest bardzo istotne, aby istniejące programy, ukierunkowane na poprawę efektywności, obejmowały coraz szersze grono odbiorców. Edukacja społeczna w takich obszarach jak efektywność i ograniczenie zużycia energii jest najskuteczniejszym sposobem na budowę trwałych rozwiązań w tworzeniu bezpieczeństwa energetycznego i kreowaniu zrównoważonego rozwoju.

Zmiany wprowadzone w nowej polityce muszą w dalszym ciągu iść w parze z działaniami na rzecz ochrony środowiska. Kluczowym działaniem w tym zakresie pozostaje redukcja emisji CO2 oraz ograniczenie zużycia energii. Dbałość o sprawy ochrony środowiska jest naszym obowiązkiem względem przyszłych pokoleń, a droga do osiągnięcia sukcesu w tej kwestii wiedzie przez nowoczesne podejście do spraw związanych z energetyką i sposobem pozyskiwania energii z odnawialnych źródeł.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ). - Solicităm continuarea programului „Inteligent Energy Europe” şi în viitoarea perspectivă financiară. Programul „Inteligent Energy Europe” încurajează adoptarea de soluţii inteligente din punct de vedere al energiei. Pentru perioada 2007-2013 programul dispune de o finanţare de 730 de milioane EUR şi asigură 75% din finanţarea proiectelor desemnate câştigătoare în cadrul cererilor anuale de proiecte.

Acest program a finanţat până acum peste 500 de proiecte europene cu o durată de 2-3 ani, fiecare proiect având 8-9 ţări participante. Aceasta înseamnă peste 3 000 de beneficiari din 31 de ţări. Doar pentru creşterea eficienţei energetice s-au realizat peste 250 de proiecte în sectoare precum transport, industrie, servicii energetice, eficienţă energetică a clădirilor, echipamente.

Apreciez ca fiind deosebit de pozitivă iniţiativa „EU for Energy” finanţată prin programul „Inteligent Energy Europe” care are scopul de a face Europa mai competitivă. Anul acesta, în competiţie s-au înscris 476 de proiecte din partea a 328 de şcoli din toate ţările membre ale Uniunii Europene, precum şi din Norvegia şi Croaţia.

Susţinem, domnule Comisar, continuarea programului „Inteligent Energy Europe” şi în viitorul cadrul financiar.

 
  
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  Janusz Lewandowski, Member of the Commission . − Madam President, you do not need to convince me or the Commission about the usefulness of a programme that is performing so well. This usefulness and cost-effectiveness can be seen in a programme with a not-so-big budget of EUR 743 million that still has a huge leverage effect and impact on energy efficiency and renewable energy in the European Union.

As regards the involvement of small and medium-size companies, only part of the 3 000 partners – that is 1 500 partners – can be classified as small and medium-sized companies. The position of Parliament was not only visible as regards the awards; Parliament was able to increase the budget for this programme for 2011 by EUR 10 million and for 2012 by EUR 7.5 million. This is a commitment which is expressed in budgetary lines as well.

The programme will not disappear. The commitment cannot disappear because this is so conducive to the goals of the 2020 Strategy, and energy efficiency is among the seven priority areas of the Strategy for the Future of Europe.

We also have to respond to the need for mainstreaming programmes. Mainstreaming is clearly indicated in all the evaluations of various programmes of the European Union. Given the constraints of not being able to spend more money, we need in future to look at better spending. This is about the mainstreaming of programmes, not the disappearance of a programme that is performing so well.

What is the future of this programme? It will be placed under a consistent framework which links research development and market update within the growing envelope for Horizon 2020 – growing from EUR 50 billion to EUR 80 billion. The energy component is classified as secure, clean and efficient energy.

We cannot give up on the issue of energy security on the continent, on which we will be so dependent in the coming years. Energy security is an important aspect of Horizon 2020. It is clearly the place for an energy component which is classified as clean and efficient energy; it is the place for intelligent energy and for a dedicated element of this energy component. So it is going to be a very visible commitment, in monetary terms as well.

Of course this is not the only place to find money for intelligent, renewable and efficient energy. As you probably know, this is high in the hierarchy of the goals of the structural funds, which attract a much larger amount of money in so-called interim regions, namely the regions with a per capita GDP of less than 90% of the European Union average. There is a very limited range of goals, and energy efficiency is the number one area of the structural funds to which funding is to be committed in this type of region of Europe.

So we are looking at the position of intelligent energy in the multiannual framework. This could be more than EUR 1 billion instead of EUR 700 million, for example; I cannot give exact figures today, but I know that this is a growing envelope. Therefore, visibility and financial commitment is to be guaranteed in the multiannual framework for 2014-2020. The role of the European Parliament is very clear in shaping the future by shaping the rules of the game in this component of the multiannual framework.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

Dichiarazioni scritte (articolo 149)

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE ), în scris. Strategia Europa 2020 este unul dintre instrumentele politice prin care autorităţile europene şi-au asumat responsabilitatea reformării sistemului energetic şi stimularea obţinerii energiei din surse regenerabile. În acelaşi timp, autorităţile europene trebuie să ţină cont de diversitatea economiilor naţionale şi a regiunilor europene, fiind important ca dezvoltarea programelor din domeniul energetic (inclusiv diversificare surselor de aprovizionare), precum şi stimularea producţiei de energie din surse regenerabile, să ţină cont şi de imperativele contextului local. Nu în ultimul rând, autorităţile europene trebuie să aibă în vedere că, spre deosebire de alte domenii unde costul investiţiilor sau al achiziţiilor care trebuie realizate este mai redus, dezvoltarea programelor energetice presupune eforturi importante.

În aceste condiţii, este extrem de importantă conturarea unei viziuni instituţionale asupra cofinanţării care să servească intereselor Strategiei Europa 2020 – construirea unei economii europene nu numai mai eficiente şi mai competitive, ci şi mai incluzive. Este la fel de important pentru dezvoltarea Uniunii Europene ca executivul comunitar să răspundă prin acţiunile sale problemei finanţării programului „Energie inteligentă pentru Europa”. În egală măsură, finalizarea programului trebuie să constituie prilejul pentru valorificarea optimă a rezultatelor acestora şi construirea unui succesor al acestuia capabil să depăşească problemele cu care EIE s-a confruntat.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ), în scris. Programul european „Energie inteligentă” a reprezentat un element esenţial pentru diversificarea surselor energetice ale Uniunii Europene. Cadrul financiar oferit, precum şi susţinerea Agenţiei Executive pentru Competitivitate şi Inovare au asigurat coerenţa proiectului. Continuarea lui este vitală pentru viitorul securităţii energetice europene.

România a luat parte la numeroase proiecte finanţate prin intermediul acestui program, în special în domeniul energiilor regenerabile. Amintesc aici şi parteneriatul „Ambasadorii managementului energetic”. Beneficiind de un real succes în Franţa, a fost implementat şi în ţara mea. Se urmăreşte pregătirea la nivel local a unui grup de specialişti care să disemineze informaţia în rândul populaţiei. Consultanţa oferită în acest cadru vizează în special categoriile sociale defavorizate, acoperind aproape 160°000 de gospodarii. Se pune accentul pe eficientizarea şi reducerea consumului zilnic de energie electrică.

 
  
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  Elisabetta Gardini (PPE ), per iscritto. L'Unione europea ha sviluppato una serie di ambiziose misure legislative e decisioni strategiche per rendere l'Europa un territorio competitivo e sostenibile. Tuttavia, in tutte le politiche è necessario coinvolgere e attivare i soggetti interessati. Ecco perché il contributo offerto dal programma Energia Intelligente, attraverso la sua Agenzia esecutiva (EACI) nel settore dell'efficienza energetica, è fondamentale. È necessario rilevare che, per la ripresa economica dell´Unione e per il rilancio di tematiche cruciali quali la sicurezza energetica, l’ambiente e la sanità, il programma IEE riveste un’importanza strategica. Tuttavia ritengo indispensabile una semplificazione delle norme di accesso ai finanziamenti per permettere una maggiore partecipazione delle piccole e medie imprese e dei giovani ricercatori ai progetti di ricerca. Non possiamo, infatti, dimenticare i risultati raggiunti, ma dobbiamo anche fare fronte alle nuove sfide create da un mercato globale dove i nostri diretti concorrenti sono la Cina e gli USA. In particolare auspico che nel prossimo Info day , il 24 gennaio 2012, si favorisca la partecipazione dei ricercatori di quelle aree europee che costituiscono i fanalini di coda nella classifica di finanziamenti concessi, per promuovere l´importanza delle pari opportunità tra ricercatori e coordinatori delle varie regioni comunitarie.

 
  
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  Pavel Poc (S&D ), písemně. Současná krize jasně ukázala, že racionální a dobrá řešení ve prospěch občanů nelze získat pouhým působením tržních sil. Vítám výsledky programu Inteligentní energie pro Evropu (IEE), kde nejde jen o konkrétní úspěšné projekty a sdílení jejich výsledků. Jde o budování širšího povědomí o nezbytnosti racionálního chování evropské civilizace. Podporou výzkumu a inovací při investicích do projektů v rámci udržitelné energetiky byla, přes některé dílčí chyby nebo problémy, uvedena samotná otázka udržitelné energetiky na pořad dne. Bez energeticky uvědomělého rozhodování veřejné správy a bez tlaku veřejnosti na takové rozhodování nelze vůbec uvažovat o dosažení cílů, o kterých nyní diskutujeme v rámci práce na směrnici o energetické účinnosti. Víceletý finanční rámec neobsahuje žádnou zmínku o pokračování programu IEE. Horizont 2020, rámcový program pro výzkum a inovace jako součást víceletého finančního rámce pro roky 2014–2020 musí proto převzít roli IEE a především zajistit dostatečné financování tohoto programu. Bez další podpory a usnadnění rozhodovacích procesů respektujících energetickou účinnost nebude možné zajistit internalizaci energetických externalit v oblasti dopravy, ani vytvořit nový impulz v otázce inteligentních sítí. Bez ekonomického a inovativního myšlení nelze začít ve větším měřítku realizovat integrované projekty v oblasti energetiky a bez nich se evropská energetika nestane udržitelnou.

 

5. EU-Wettbewerbspolitik  (Aussprache)
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca la relazione di Andreas Schwab, a nome della Commissione per i problemi economici e monetari, sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'Unione europea (2011/2094(INI) ) (A7-0424/2011 ).

 
  
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  Andreas Schwab, Berichterstatter . − Frau Präsidentin, Herr Vizepräsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Zunächst einmal möchte ich mich bei der Europäischen Kommission für die Vorlage des 40. Jahresberichts zur Wettbewerbspolitik in Europa bedanken und gleichzeitig auch den Kolleginnen und Kollegen der stellungnehmenden Ausschüsse, dem Kollegen Ashley Fox für den Ausschuss für Binnenmarkt und Verbraucherschutz und dem Kollegen Marinescu von der EVP-Fraktion, für ihre Beiträge zur diesjährigen Erarbeitung der wettbewerbspolitischen Stellungnahme des Europäischen Parlaments herzlich danken.

Wir haben uns bemüht, unter Zeitdruck den Bericht, den die Kommission in diesem Jahr vorgelegt hat, auch in diesem Jahr zu verabschieden, damit eine höhere Zusammenhängigkeit zwischen der Antwort des Parlaments und dem Vorschlag der Kommission entsteht. Ich bin allen Kollegen und insbesondere den Schattenberichterstattern im Ausschuss für ihren Einsatz dafür, dass dies heute möglich ist, außerordentlich dankbar. Grund für diese vielleicht auch manchmal etwas größere Hast war, dass wir offenbar bei Ziffer 21 einen aus formalen Gründen mit Bedenken behafteten Punkt aufgenommen haben. Deswegen werde ich beantragen, dass wir die Abstimmung, aber eben nur die Abstimmung, auf Februar vertagen, damit wir diesen Punkt auch im Interesse der Sauberkeit des Berichts für alle Kolleginnen und Kollegen klarstellen können.

In diesem Jahr jährt sich der Jahresbericht der Europäischen Kommission zur Wettbewerbspolitik zum 40. Mal und die europäische Wettbewerbspolitik, die Arbeit der Europäischen Kommission im Bereich des Wettbewerbsrechts, der Beihilfenkontrolle ist für den Binnenmarkt und für die Verbraucherinnen und Verbraucher in diesem Binnenmarkt ein einziger Erfolg. Deswegen glaube ich, dass das Europäische Parlament diese Arbeit der Europäischen Kommission von Zeit zu Zeit auch stärker wertschätzen muss und die Verbindung der Kontrolle marktbeherrschender Strukturen einerseits und des direkten Gewinns für die Verbraucherinnen und Verbraucher andererseits stärker in den Mittelpunkt stellen muss. Wir haben das ganz gut hingekriegt beim Jahrestag der Wettbewerbspolitik und des Verbraucherschutzes, den die polnische Ratspräsidentschaft in Posen vor einigen Wochen veranstaltet hat, wo wir gut gesehen haben, dass Verbraucherschutz und Wettbewerbspolitik zwei Seiten einer Medaille sind. So kommt es, dass wir uns in diesem Jahr mit drei Schwerpunktthemen im Bereich des wettbewerbspolitischen Teils der Europäischen Kommission beschäftigen.

Zum einen möchte das Europäische Parlament in diesem Bericht, den der Ausschuss für Wirtschaft und Währung ja mit sehr breiter Mehrheit angenommen hat, eine noch stärkere Kontrolle der staatlichen Beihilfen, die den Banken im Nachgang zur Lehman-Pleite seit 2008 gewährt wurden, sichergestellt wissen. Herr Kommissar Almunia, wir schätzen Ihre Bemühungen, aber wir glauben, dass in dieser Zeit manche Bank vor dem Konkurs gerettet wurde, die nicht nur wegen der Lehman-Pleite in Schieflage geraten ist, und wir bitten Sie deswegen ganz ausdrücklich, hier ganz genau hinzuschauen und die Kriterien der Mitgliedstaaten für die Vergabe staatlicher Beihilfen im Bankensektor sehr genau im Auge zu behalten. Natürlich ist es noch etwas früh, und natürlich gibt es neue Probleme. Trotzdem wollen wir mit diesem Appell deutlich an Sie herantreten.

Zum Zweiten haben einen weiteren Schwerpunkt, der den Energiebereich betrifft, bei dem auch der Verbraucherschutz eine große Rolle spielt. Wir wollen, dass die oligopolartigen Strukturen im Energiebereich unter stärkere Kontrolle der Europäischen Kommission kommen, weil an dieser Stelle tatsächlich die Verbraucherin und der Verbraucher häufig den Eindruck hat, dass er dem Energieversorger gegenüber mit nur wenigen Rechten ausgestattet ist und die Struktur der Energieversorgung in Europa nach wie vor nicht den Wettbewerbscharakter hat, den wir uns von ihr wünschen.

Zum Dritten beschäftigt sich der Bericht mit rechtlichen Fragen im Zusammenhang mit den Leitlinien bzw. mit der Verordnung 1/2003, auf deren Grundlage die Europäische Kommission ihre Bußgeldbescheide erlässt. Hier wünschen wir uns insbesondere, dass es diesen Vorschlag zu den von Ihnen genannten mono-product businesses , zu kleinen und mittleren Unternehmen sozusagen, in der kommenden Zeit geben wird.

Die gute Zusammenarbeit mit der Europäischen Kommission zur Neustrukturierung dieser Berichte, damit sie etwas lesbarer und einfacher zu vermitteln werden, begrüßen wir sehr. Wir hoffen, dass wir damit den Wert der Wettbewerbspolitik für den Verbraucherschutz und für die Bürgerinnen und Bürger in Europa in den Mittelpunkt stellen können.

 
  
  

ΠΡΟΕΔΡΙΑ: ΑΝΝΥ ΠΟΔΗΜΑΤΑ
Αντιπρόεδρος

 
  
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  Joaquín Almunia, Vicepresidente de la Comisión . − Señora Presidenta, muchas gracias, señor Schwab, por su buen trabajo al realizar este informe sobre nuestro informe relativo a la política de competencia del año 2010. Quiero agradecer también el trabajo hecho por los ponentes de otras comisiones de este Parlamento, como la de Mercado Interior y Protección del Consumidor, y la de Transportes y Turismo, que también han contribuido al mismo.

En el informe sobre la política de competencia del año 2010, la Comisión da cuenta de sus actuaciones, como todos los años; como dice el señor Schwab, 40 informes ya sobre el desarrollo de una política central en la realización del mercado interior y en la creación de condiciones para el crecimiento económico, la innovación y, en general, el progreso de nuestras economías, pensando siempre —y coincido con lo que ha dicho el señor Schwab— en los ciudadanos como consumidores de bienes o como usuarios de servicios: esos son los destinatarios finales de la política de competencia.

Estamos desarrollando la política de competencia en tiempos de crisis, y coincido con la opinión del señor Schwab, y lo debatimos recientemente en la Comisión de Asuntos Económicos y Monetarios cuando presenté el Programa de Trabajo de la Comisión para 2012 en esta área: la política de competencia debe tener en cuenta el que estemos en crisis, pero no debe ser más débil por el hecho de estar en crisis ni en la lucha contra los cárteles, donde, por supuesto, tenemos que seguir siendo extremadamente rigurosos, ni en la política, en las acciones contra los abusos de posición dominante en el mercado. En tiempos difíciles es mucho más negativo para las empresas y para todos los ciudadanos que haya quienes abusen de su poder en el mercado para obtener ventajas particulares en detrimento de los demás competidores y en detrimento de los consumidores.

Tenemos que seguir siendo vigilantes en cuanto a los posibles riesgos para la competencia de las fusiones y adquisiciones, que empiezan a reanimarse porque hay mucha liquidez en empresas, en fondos, dentro y fuera de los límites de la Unión Europea, y hay precios de compra de activos y precios de compra de empresas que se han reducido como consecuencia de la crisis y que despiertan oportunidades. Por lo tanto, en todos los ámbitos de la política de lucha contra los cárteles, contra el abuso de la posición de dominio, en la política de control de fusiones y adquisiciones, seguimos siendo activos, sobre todo porque estamos en crisis.

Y, por supuesto, como ha dicho el señor Schwab, el control de las ayudas de Estado, de las ayudas públicas, es fundamental. Las ayudas públicas, en tiempos de crisis, por una parte aumentan —y ahora me referiré, en concreto, a las ayudas al sistema financiero—, pero también han aumentado en los años de crisis las ayudas a los sectores no financieros, y hemos tenido un marco temporal específico para el control de las ayudas de Estado en tiempos de crisis que ha evitado que se pudiesen materializar tentaciones proteccionistas y ha evitado que se creen barreras en el mercado interior como consecuencia de la utilización en términos defensivos de ayudas públicas para proteger a las empresas de un país frente al resto de los países de la Unión Europea.

Ese marco de ayudas públicas, en este momento, se encuentra con un límite en la mayoría de los Estados miembros, y es que, sometidos como están a programas muy estrictos de consolidación fiscal, tienen que priorizar mucho mejor y de forma mucho más cuidadosa la utilización de sus fondos públicos y, por lo tanto, no les debemos alentar desde la regulación de las ayudas de Estado a gastar más, sino que debemos ser estrictos en el control de las ayudas públicas para que gasten mejor y afinen mejor sus prioridades. Los recursos son más escasos en las arcas públicas y las necesidades de fomentar aquellas actividades con futuro, aquellas actividades que deben tirar de nuestras economías y avanzar hacia un modelo de crecimiento sostenible, inclusivo, compatible con nuestros objetivos medioambientales, es clave.

Y, por último, las ayudas al sistema financiero. Como ha dicho el señor Schwab, ya desde el origen de la crisis en 2007, pero, sobre todo, a partir de la quiebra de Lehman Brothers en septiembre de 2008, nos hemos encontrado, los Estados miembros se han encontrado, las instituciones europeas nos hemos encontrado con un dilema: o bien autorizábamos ayudas excepcionales al sistema financiero o bien el sistema financiero colapsaba. Y el colapso del sistema financiero hubiese significado el bloqueo de nuestras actividades económicas; no podemos mantener la actividad económica sin un funcionamiento razonable del sistema financiero. Pero esas ayudas públicas, en términos básicamente de avales y garantías, pero también de inyección de capital público en una serie de entidades financieras o de apoyos a la liquidez o al tratamiento de activos dañados, han alcanzado un volumen más que considerable.

La Comisión, a través de mi persona como Comisario de Competencia, ha enviado a este Parlamento un documento, un estudio no solo sobre la dimensión de esas ayudas, sino también sobre su impacto hasta el final de 2010 —que espero que en los próximos meses pueda complementarse con lo que ha sucedido en este año 2011—, ayudas al sistema financiero que, en términos generales, se han traducido en torno a 9-10 puntos de PIB en garantías o avales ofrecidos por los Estados miembros en apoyo del sistema financiero.

Hay que decir que solo en un caso, hasta ahora, esos avales y garantías han tenido que materializarse; en el resto de los casos es un riesgo, pero un riesgo que no se ha materializado y que permite, entre tanto, a los Estados miembros, recibir unos ingresos por prestar esa protección, esa garantía. En torno a un 3 % del PIB europeo se ha canalizado a entidades financieras en términos de capital público. Se ha empezado a devolver ese capital público, pero todavía quedan entidades financieras muy importantes en varios países de la Unión en las que el Estado ha tenido que entrar a formar parte de su capital —ahí sí asumiendo riesgos evidentes— y hay un 1 % del PIB destinado a recursos públicos para el tratamiento de activos dañados.

Yo quería haber puesto fin a este sistema especial, excepcional en tiempos de crisis, ahora, a finales de este año. Desgraciadamente, con las nuevas tensiones que se vienen registrando en los mercados financieros desde verano, desde el mes de agosto, esto es imposible. Necesitamos seguir con ese marco excepcional, ese régimen excepcional de ayudas públicas al sistema financiero en tiempos de crisis. Espero que en unos meses, antes de que acabe el año 2012, yo pueda venir a esta Cámara a anunciarles que ya no es necesario ese sistema pero, entre tanto, será necesario con las adaptaciones que hemos incluido.

Lo que sí puedo repetir y reiterar, lo que he dicho ya en este Pleno y en varias ocasiones en la Comisión de Asuntos Económicos y Monetarios, es que el rigor con el que producimos el control de esas ayudas, las exigencias a cambio de las ayudas en términos de reestructuración de las entidades que se benefician de las mismas, en términos de reparto adecuado de los esfuerzos, del «burden-sharing» entre todas las partes que se benefician de esas ayudas, y el establecimiento de requisitos y exigencias para que no se creen distorsiones adicionales en nuestro mercado interior como consecuencia de esas ayudas, esos tres principios siguen estando presentes, incluso están más presentes que nunca en la medida en que la necesidad de ese tratamiento especial en tiempos de crisis se prolonga a lo largo de más de tres años.

Eso es lo que quería decirles. Agradezco de nuevo el trabajo realizado por el señor Schwab, por sus colegas de otras comisiones, por los miembros de este Parlamento con este informe.

Y, por último, coincido con el señor Schwab en que el informe, a partir de la próxima edición, será, como hemos debatido con él y con sus colegas, un informe más sintético en todo aquello que ya se conoce por otras vías —no vamos a repetir en el informe información que está disponible en tiempo real a través de las páginas web o informaciones previas—. Vamos a focalizar mejor el informe en aquellas cuestiones que merecen un análisis y una discusión especial porque, como saben sus Señorías, aunque muchas de las decisiones en política de competencia son competencia exclusiva de la Comisión, mi intención desde el principio —y va a seguir siendo así hasta el final— es mantener a este Parlamento permanentemente asociado y en permanente diálogo con la Comisión para que la política de competencia de la Unión Europea cumpla con todos sus objetivos.

 
  
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  Ashley Fox, rapporteur for the opinion of the Committee on the Internal Market and Consumer Protection . − Madam President, can I start by thanking Andreas Schwab for delivering a sound report on competition policy.

Competition policy within the single market is a key area in which Europe can deliver for its citizens. It has brought many benefits for consumers: reducing costs, making the single market more efficient and removing unjustified obstacles to the free movement of goods, services and capital.

Although competition policy has made great progress in many areas, failures still remain with regard to price transparency, the food supply change and energy prices. Mr Almunia, I agree with you and with Mr Schwab’s comments about controlling state aid. I know we are living in exceptional times but we look forward to you making progress on this issue.

Increasing price transparency should be our key goal for 2012. It is essential for consumers so that they can assess the market and analyse pricing structures. This will help lower prices for all our constituents; something which is more necessary than ever at this difficult time.

 
  
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  Marian-Jean Marinescu, Raportor pentru aviz TRAN . − În domeniul transporturilor sunt câteva puncte esenţiale care trebuiesc clarificate. În domeniul transportului feroviar, realizarea spaţiului feroviar unic european, deschiderea pieţei, continuarea anulării datoriilor istorice ale întreprinderilor din acest sector şi consolidarea organismelor de reglementare sunt factori esenţiali pentru a asigura concurenţa loială.

Trebuiesc continuate procedurile de constatare a neîndeplinirii obligațiilor lansate de Comisie împotriva statelor membre pentru aplicarea neadecvată a primului pachet feroviar. În sectorul aviaţiei, cel mai important aspect este finalizarea cerului unic european pentru că va propune o schemă de performanţă care va aduce transparenţa preţurilor.

Există drepturi ale pasagerilor acum în toate domeniile de transport. Cred că am propus şi cred că este bine să existe şi o cartă pentru turişti, în acelaşi sens. Mulţumesc domnului Schwab şi domnului Fox pentru colaborare.

 
  
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  Markus Ferber, im Namen der PPE-Fraktion . – Frau Präsidentin, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ich darf mich zunächst dem Dank an unseren Berichterstatter und alle, die an dem Bericht mitgearbeitet haben, anschließen, weil es keine Routine ist, auch wenn man sich zum vierzigsten Mal mit der Wettbewerbspolitik auf der Grundlage eines Berichts der Kommission auseinanderzusetzen hat.

Ich darf dem Kommissar für die sehr umfassende Darstellung danken – das Jahr 2010 war ja das Jahr, in dem Sie zum ersten Mal voll verantwortlich für die Wettbewerbspolitik waren. Ich möchte aber doch die Bitte äußern – und Sie haben es ja in Ihrem Beitrag gerade angesprochen –, dass wir gerade im Bereich der öffentlichen Beihilfen im Bankensektor doch zu einer gewissen Abarbeitung kommen sollten, weil ja jetzt aufgrund des neuen Stresstests der europäischen Bankenaufsicht schon wieder eine neue Kapitalisierung im Bankensektor angemahnt wird. Ich glaube nicht, dass das alles zur Stabilität des Bankensystems beiträgt, wenn wir auf der einen Seite noch eine Vielzahl unbeantworteter oder nicht abgeschlossener Altfälle haben und faktisch ja schon wieder neue Fälle dadurch entstehen, dass entsprechender Druck aufgebaut wird, um die Eigenkapitalquote gerade im Bereich der privaten Banken entsprechend zu erhöhen. Hier also wirklich meine dringende Bitte, Herr Kommissar, zu einer schnellen Lösung zu kommen, die auch einen Beitrag dazu leistet, den Bankensektor so zu stabilisieren, dass er sich den Herausforderungen im internationalen Umfeld stellen kann.

Das zweite große Thema, die Fusionskontrolle, wird uns auch in den nächsten Jahren noch verstärkt bewegen. Auch hier kann ich nur dazu auffordern, den bisher klaren und transparenten Weg fortzusetzen, der im Rahmen der Fusionskontrolle bisher von der Kommission eingeschlagen wurde. Es ist im Interesse aller Beteiligten, insbesondere der Verbraucherinnen und Verbraucher, dass wir im Bereich der Fusionskontrolle dafür sorgen, dass Wettbewerb auch in größeren oder in anderen Strukturen – ich will das gar nicht werten – möglich ist.

In diesem Sinne: Danke schön an alle, die hier mitgearbeitet haben! Ich hoffe, Herr Kommissar, dass wir gerade im Bereich Banken bald zu einer Lösung kommen.

 
  
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  Peter Skinner, on behalf of the S&D Group . – Madam President, I would like to thank the rapporteur. There has been much cooperation and good work done between us, the shadows and the competition taskforce which was set up, to which we all belong.

It is a new year, Commissioner, for Parliament and Commission relations, which have been very positive and fruitful. We have made positive progress in key areas. We have looked at sector-specific issues, such as state aid, and sectors of general economic interest, for example. These are proving fruitful engagements with the Commission, but much more must still be done.

In this report – as the rapporteur has just indicated – we have targeted certain specific aspects of interest. I will outline two. First, fining policy, where we have called for greater transparency in the procedures in determining fines adopted for cartels. I agree with the Commissioner and the rapporteur on the need to balance the protection of the consumer with a fair, clear procedure proportionate to the effects. On state aid and the financial sector – much mentioned just now – Member States, either at municipal or federal level, have been forced to stabilise the financial situations in their countries. The Commission is right not to pull the carpet from under the feet of this stability. However, we do need to establish the correct controls to ensure that the level playing field is not ignored. We have to determine what the real need is instead of what is just for advantage and could be proved to be advantageous.

I would like to say that the S&D Group supports this report and supports the rapporteur’s work. He has done much to bring together many of the aspects that we have agreed – and perhaps even disagreed – on in the past. I think these issues are right to be discussed here and I wish him the very best in success on this report.

 
  
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  Sophia in 't Veld, on behalf of the ALDE Group . – Madam President, first of all I would like to extend my thanks to the rapporteur, Mr Schwab, who I think is the real leader of the ‘C Team’ – the competition team – this year. He has done an excellent job.

As you know, Liberals attach great importance to competition policies, not only as a means of protecting consumer interests – as was rightly pointed out – but also to foster innovative, dynamic and competitive European markets. We need to realise that we are not just competing with each other, but that Europe should also be a strong economic actor in the global markets. We need strong competition policies and controls, in particular in times of economic crisis.

Mr Almunia is absolutely right when he says that in these times state aid rules should not be relaxed, but they should actually be much tighter and much stricter than normal, because we have to keep in mind that state aid distorts competition. It is also a question of taxpayers’ money in the end.

Regarding state aid for banks, there is a very good proposal in paragraph 14 of the report for a European system – European solutions – for failing banks. If we had had a European solution then maybe the whole problem of banks that were too big to fail would have had a completely different dimension, because banks are only too big to fail in relation to the authority that bails them out. In contrast, I am not very happy about an earlier report by this House that calls for relaxing the state aid rules for services of general interest.

On the competition dialogue, I am very pleased with the proposals. Our proposals in no way undermine or impinge upon the powers of the European Commission. Quite on the contrary; they reflect the reality of the development of a political union in which economic policies and economic coordination become ever more important.

Finally, I welcome the fact that the European Commission now seems to be moving in the direction of a sector inquiry into online and search advertising. This was long overdue.

 
  
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  Philippe Lamberts, au nom du groupe Verts/ALE . – Madame la Présidente, chers collègues, aujourd'hui, ce sont clairement les banques qui constituent la plus grande menace pour le fonctionnement du marché intérieur et je dirais même pour l'avenir de l'économie européenne.

En effet, certains établissements bancaires ont acquis une taille et un poids excessifs, qui leur donnent un pouvoir de marché insupportable. Ils parviennent à écraser leurs plus petits concurrents et à absorber des activités jusque-là réalisées par d'autres – je pense aux activités de bourses –, dans lesquelles ils veulent s'imposer comme places de marché à la place des bourses établies.

Non contentes d'abuser de leur pouvoir de marché, les plus grandes de ces banques veulent s'arroger un pouvoir politique dont, à mon sens, la réception du patron de la Deutsche Bank au sommet du 21 juillet des chefs d'État et de gouvernement, avec des égards dus aux chefs d'État, a été l'exemple le plus choquant.

Comment est-ce possible? Parce que ces grandes banques jouissent, d'une part, de la garantie implicite du contribuable – comme l'a dit Sophie in 't Veld –, mais également, d'autre part, parce que la Banque centrale européenne leur octroie une garantie de prêteur en dernier ressort, autrement dit, leur garantit une liquidité illimitée.

Il est frappant de constater que cette même Banque centrale, qui trouve insupportable de donner une garantie de prêteur en dernier ressort aux États membres, ne trouve absolument aucun problème à donner cette même garantie à des institutions privées. Je ne vois là que le résultat d'un choix idéologique, qui consiste à dire que, par nature, les gouvernements et les États ne sont pas dignes de confiance, alors que les banques – grandes ou petites – le sont. C'est clairement ce moule idéologique qu'il va falloir casser.

too big to fail,

les banques systémiques, ne devraient tout simplement pas exister.

Too big to fail is too dangerous to exist!

Au-delà de la politique de concurrence que vous menez, Monsieur Almunia – avec succès, je pense –, les textes que nous adopterons en 2012 – la directive "CRD IV", la directive sur la résolution des crises bancaires – devraient, selon moi, être l'occasion pour nous de réduire le pouvoir de marché de ces institutions bancaires. C'est là que nous verrons si nous pouvons trouver, dans cette Assemblée, une majorité pour ramener l'industrie bancaire à une taille et à des pratiques plus compatibles avec l'intérêt général.

 
  
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  Derk Jan Eppink, on behalf of the ECR Group . – Madam President, the cornerstone of EU competition policy has always been the elimination of obstacles to the free movement of goods, services, persons and capital. I am pleased to know that the European Commission increasingly uses economic analyses when shaping competition policy, and I hope that it will continue to follow this course in the future; ultimately competition is about economics.

A balanced approach to competition policy combines elements of both public and private enforcement. Public enforcement is essential to fully achieve the goals of the single market and to ensure the enforcement of EU competition law by the Commission and by the national competition authorities. Private enforcement is compensatory in nature, in the sense that it promotes a personal interest in the private actor initiating it. However, private actions also help to pursue the public interest of deterrence.

I mentioned at a meeting of the Committee on Economic and Monetary Affairs in October that, when it comes to collective redress, Mr Lehne behaves like a shadow Commissioner for competition policy. The ECR Group cannot support his approach of a horizontal instrument. We would like to see a system of access to national collective redress systems for those in other Member States, based on a non-binding framework and specific sectoral measures.

In the 2010 competition policy report I appreciate very much the emphasis on the need to discontinue as soon as possible the temporary state aid rules adopted in the context of the financial and economic crisis. Furthermore, I strongly support the suggestion to the Commission that it should take into account the impact, in terms of distortion of competition, of ECB liquidity support provided to banks during the rescue stage.

Finally, let me thank Mr Schwab, the rapporteur, for his good cooperation. I hope that we can continue to work together in the same constructive spirit.

 
  
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  Claudio Morganti, a nome del gruppo EFD . – Signora Presidente, onorevoli colleghi, una seria politica di concorrenza dovrebbe portare benefici a tutti, in primo luogo ai consumatori che sono poi gli utenti finali del mercato.

La relazione tratta diversi ambiti ancora problematici, come l'energia, le telecomunicazioni e le banche; queste ultime anche alla luce dei profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi mesi. Tuttavia, c'è un settore che non è stato citato e per il quale ho presentato un'interrogazione alla Commissione, che mi ha risposto proprio questa settimana.

Mi riferisco al settore assicurativo, in particolare per quanto riguarda le polizze delle auto e delle moto. La Commissione sostiene che non vi siano problemi poiché sono presenti molto attori che operano sul mercato.

A mio avviso, però, non è solamente la quantità a determinare la concorrenza, ma occorre anche e soprattutto la qualità. In Italia sembra che quest'ultima manchi se è vero, com'è vero, che negli ultimi anni vi è stato un generale, diffuso ed esteso aumento delle polizze, con un danno evidente per tutti i cittadini e i consumatori.

Anche il settore bancario richiede una particolare attenzione, negli ultimi mesi, infatti, diversi paesi europei sono stati costretti a intervenire per il salvataggio di numerosi istituti che rischiavano il fallimento. Non vorrei che adesso i grandi colossi bancari ne approfittassero ancora per attuare delle politiche – spesso concordate tra loro – che non tengono minimamente conto delle reali esigenze dei semplici clienti e dei cittadini.

Anche nei servizi bancari di base sembra vi siano accordi poco trasparenti, tali da mantenere i prezzi elevati in maniera generalizzata. Così facendo si annulla la possibilità di avere una reale ed efficace alternativa, venendo meno alle minime ed essenziali norme di concorrenza.

 
  
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  Hans-Peter Martin (NI ). - Frau Präsidentin! Respekt an den Berichterstatter, da ist Arbeit damit verbunden gewesen. Trotzdem haben wir es natürlich weiter mit Kernproblemen zu tun. Die Kollegen Ferber und Lamberts haben sie angesprochen. Im Bankenbereich ist versagt worden. Dass wir es zugelassen haben, im Rahmen des europäischen Binnenmarkts so viele Institute entstehen zu lassen, die zu systemischen Risiken geworden sind, fällt jetzt den Steuerzahlern auf den Kopf. Da müssen Sie ansetzen, da dürfen Sie nicht weiter die ideologischen Scheuklappen vor sich hertragen und damit rechtfertigen, nicht aktiv zu werden.

Das bringt mich zum Bereich des Kartellrechts. Auch da wäre es längst an der Zeit, die Kennziffern, die genutzt werden, um entsprechende Marktdominanz zu evaluieren, auf den gesamteuropäischen Prüfstand zu stellen und der Frage nachzugehen, ob wir da nicht kleinere Einheiten bräuchten. Wir sehen es in den verschiedensten Bereichen, dass mit diesem Drittelprinzip auch da Konzentrationen entstehen, die die einzelnen Konsumenten eher benachteiligen, als ihnen Vorteile zu bringen.

Dieser Bericht ist zu einem Zeitpunkt entstanden, als wir es mit den Entscheidungen des vergangenen EU-Gipfels noch nicht zu tun hatten. Es wird sehr interessant sein zu beobachten, was für Konsequenzen sich aufgrund des angekündigten Rückzugs der britischen Regierung rund um den Finanzplatz in London ergeben werden und was für Konsequenzen Sie als Kommission daraus ziehen werden. Ich kann nur sagen: Seien Sie wachsam und lassen Sie nicht zu, dass die City of London uns am Schluss nur die lange Nase zeigt.

 
  
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  Krišjānis Kariņš (PPE ). - Cienījamā priekšsēdētājas kundze! Komisāra kungs! Eiropas Savienībā mēs ļoti lielu uzmanību pievēršam budžeta taupības pasākumiem, un pareizi tas jau ir, jo mūsu valdības nevar ilgstoši izdot naudu, kuras tām nav. Taču tikpat svarīgi, vai varbūt vēl svarīgāk nekā domāt par to, kā ietaupīt naudu, mums ir jādomā un jārunā par to, kā mēs veicināsim ekonomikas izaugsmi. Un galvenā atslēga un iespēja mums Eiropā veicināt ekonomikas izaugsmi ir, tieši palielinot iekšējo konkurenci Eiropas Savienībā. Konkrēti es par divām jomām gribu runāt: par pakalpojumu jomu un par enerģētikas jomu. Pakalpojumu joma Eiropas Savienībā sastāda 70 % no visas ekonomiskās aktivitātes, bet mēs zinām, ka joprojām daudziem uzņēmumiem diemžēl tā iespēja faktiski ir liegta – strādāt pāri robežām. Šis sektors ir jāatver. Un tāpat enerģētikas jomā — mēs ļoti labi zinām, ka daudzās Eiropas Savienības dalībvalstīs konkurence enerģētikas tirgū faktiski nepastāv. Piemēram, Latvijā gāzes sektorā joprojām ir simtprocentīgs monopols, turklāt — trešās valsts meitasuzņēmuma monopols. Tātad, lai veicinātu ekonomikas izaugsmi Eiropas Savienībā, ir nopietni jāpievērš uzmanība konkurences palielināšanai gan pakalpojumu jomā, gan enerģētikas jomā. Ieguvēji būs visi Eiropas Savienības pilsoņi. Paldies par uzmanību!

 
  
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  Antolín Sánchez Presedo (S&D ). - Señora Presidenta, Vicepresidente Almunia, el informe sobre la política de competencia de 2010 es el 40º de esta serie de informes de la Comisión.

Los distintos informes reflejan la evolución de la política de competencia y su papel esencial en la sostenibilidad del proyecto europeo. La política de competencia ha establecido un marco exigente para las respuestas extraordinarias a la crisis, respuestas que, en muchos casos, son de recapitalización, de garantías y de ayudas a la liquidez; deben ser proporcionadas, deben establecer un reparto equitativo de cargas y no distorsionar los mercados en detrimento de los competidores, que al final lo es de los clientes, de los consumidores, de los contribuyentes y del conjunto de los ciudadanos.

Un aspecto clave del presente informe se refiere al ejercicio de acciones colectivas para que las víctimas de infracciones a la competencia puedan obtener compensaciones por los daños. Hemos alcanzado un importante consenso en la comisión con la contribución inestimable del señor Schwab. Pero la fórmula elegida de incorporarlo como un anexo al presente informe se ha considerado lamentablemente inadmisible.

Por eso, el presente informe está gravemente mutilado. Yo lo que propongo es posponer la votación para que podamos incorporar el conjunto de compromisos alcanzado en la Comisión de Asuntos Económicos y Monetarios, y este pueda ser objeto de apoyo por el Parlamento.

La Comisión ha anunciado la presentación de una iniciativa durante el próximo año sobre esta materia, y esta iniciativa no puede retrasarse. El Parlamento puede asegurar su coherencia con otras iniciativas que pueden adoptarse y la Comisión debe presentarla con ambición, teniendo en cuenta las especifidades del Derecho de competencia y contemplando todas las medidas necesarias para su efectividad.

 
  
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  Olle Schmidt (ALDE ). - Fru talman! Tack till föredraganden och tack till er, herr kommissionär. Ni är en viktig vakthund i ett Europa som i spåren av den ekonomiska krisen har sett alltför många statliga ingripanden för att klara akuta situationer. Vi vet att bank- och bilsektorn har haft det bekymmersamt, men tillfälliga åtgärder måste just vara tillfälliga så att inte stöd snedvrider konkurrensen. Här har förvisso kommissionen en grannlaga uppgift att väga olika intressen i dystra tider.

Vi behöver utveckla fler metoder för att stärka konsumenternas rättigheter, och en sådan metod är just grupptalan. Genom att förenas i en gemensam grupptalan blir konsumenternas ställning starkare och de kan lättare hävda sina rättigheter än om de står ensamma. Europa behöver en modern rättsordning för att ta tillvara våra vanliga konsumenters rättigheter, dock inte en amerikansk ordning. Jag tycker att Derk Jan Eppink bör tänka om. Det är dystert att EU aldrig kan komma till skott, och detta gäller tyvärr även Europaparlamentet.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, good competition policy should ensure the right environment for an innovative business culture which, in turn, will yield sustainable economic growth. We need to ensure that the EU single market becomes a competitive and dynamic place to do business again.

One area where we must move cautiously is in the development of an increasingly complex regulatory environment, especially for global financial services, where reducing risk needs to be balanced with damaging our global competitiveness. We should only regulate where there has been a proven need and with proportionate measures.

An example would be the G20 agreement to better regulate the world’s derivative markets. However, when we mandate the use of post-trade activities, such as central clearing, we need to ensure that we are not now mandating a new EU monopoly of service. With increased competition comes natural fragmentation of the market, which is then often followed by a wave of consolidation. We are seeing this trend in the plethora of training venues which emerged post-MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) and are now witnessing market consolidation amongst exchanges and Multilateral Trading Facilities.

Legislation needs to be able to withstand these market trends and, where it cannot adequately do so, DG Competition will need to protect Europe’s competitive landscape. We need to ensure effective competition policy at all times so we can encourage new entrants and innovation. This is the only way we will grow.

 
  
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  Jaroslav Paška (EFD ). - Výročná správa o hospodárskej súťaži Európskej únie hodnotí aktuálny stav európskej politiky v tejto oblasti.

Napriek rozsiahlym a početným opatreniam Únie na podporu čestného a korektného súťaženia pri obchodovaní nám naši občania stále signalizujú isté výhrady k spravodlivému fungovaniu subjektov na európskom trhu. Najmä v oblasti cien potravín je neprehľadnosť stanovovania cien veľmi citlivou a pozorne sledovanou otázkou. Precíznejšia analýza nákladov cien a marží vo všetkých oblastiach potravinového dodávateľského reťazca by iste mohla prispieť k objektivizácii výšky cien a zvýšeniu dôvery spotrebiteľov. Rovnako sústavné zvyšovanie cien energií je považované a poznačené výraznou nedôverou spotrebiteľov a presvedčením, že dodávatelia energií zneužívajú svoje dominantné postavenie. Väčšia transparentnosť pri stanovovaní cien energií a lepší dohľad regulačných orgánov by mohli prispieť k obnoveniu dôvery spotrebiteľov aj v tejto oblasti. Absencia reálnej hospodárskej súťaže na roamingovom trhu mobilných operátorov je tiež problémom, ktorý sa premieta do cien a každodenne znepokojuje väčšinu našich občanov.

Preto je dôležité neustále monitorovať úroveň hospodárskej súťaže a operatívne reagovať na vzniknuté deformácie.

 
  
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  Thomas Mann (PPE ). - Frau Präsidentin! Die Wettbewerbspolitik der EU bringt immense Vorteile für Wirtschaft und Verbraucher, leistet substanzielle Beiträge zur Vollendung des freien Verkehrs von Personen, Kapital, Waren und Dienstleistungen. Das Umfeld jedoch ist angesichts der weltweiten Finanzkrise rauer geworden. So sind Hilfen für die Banken in den EU-Mitgliedstaaten marktwirtschaftlich bedenklich, derzeit aber wohl nicht zu umgehen. Im Ausschuss für Wirtschaft und Währung haben wir darauf bestanden, dass diese Maßnahmen über das Jahr 2011 hinaus an strenge Auflagen geknüpft werden müssen. Wettbewerbsverzerrungen sind zu vermeiden, alle Hilfen zu hinterfragen, die zu steigender Marktmacht von einigen Großbanken führen. Wir plädieren für Sanktionen, beispielsweise Geldbußen, wann immer wettbewerbswidriges Verhalten herrscht. Kartellrechtsverletzungen sind hart zu ahnden, transparente Rahmenbedingungen sollen für mehr Konkurrenz sorgen bei der Verwirklichung des Energiebinnenmarkts, aber auch im immer noch unvollkommenen grenzüberschreitenden Verkehr. Genauso bei Rating-Agenturen, die dazu neigen, ihre Vormachtstellung zu missbrauchen. Die EU muss bereit sein, sich an internationalen Netzwerken aktiv zu beteiligen und dabei Führungspositionen zu übernehmen.

Wir haben allen Anlass, unserem Fraktionskollegen Andreas Schwab für seinen ambitionierten Bericht zu danken. Er setzt ein klares Zeichen für einen funktionsfähigen Wettbewerb.

 
  
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  George Sabin Cutaş (S&D ). - Este evident că politica de concurenţă a Uniunii Europene a condus, de-a lungul timpului, la eliminarea a numeroase obstacole în calea liberei circulaţii a bunurilor, serviciilor şi persoanelor şi a permis protejarea intereselor consumatorilor europeni. Cu toate acestea, eu cred că este posibilă îmbunătăţirea regulamentului din domeniu.

Mă voi referi aici la o singură temă dintre cele abordate în acest raport, cea a reglementării agenţiilor de rating de credit. Acest sector de tip oligopol este caracterizat prin bariere la intrarea de piaţă, lipsa de transparenţă şi conflicte de interese.

Evaluările publicate de aceste agenţii, din păcate, nu sunt simple opinii. Ele afectează bunăstarea tuturor cetăţenilor europeni, prin intermediul unor rate mai ridicate ale dobânzii şi a unei volatilităţi crescute a preţurilor. Cu toate acestea, ducem lipsă de norme stricte privind transparenţa şi privind tragerea la răspundere a agenţiilor pentru erorile comise. Executivul european trebuie să îşi intensifice eforturile pentru a spori concurenţa din acest sector. Salut, prin urmare, recenta sa propunere în domeniu, subliniind, totodată, că trebuie luată în considerare şi opţiunea fondării unei Agenţii publice europene pentru ratingul de credit. Independenţa faţă de sectorul privat a unei astfel de instituţii ar avea ca obiectiv creşterea concurenţei şi eliminarea conflictelor de interese.

 
  
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  Cristian Silviu Buşoi (ALDE ). - Vreau şi eu să îl felicit pe colegul Schwab pentru acest foarte bun raport. Trei chestiuni vreau să aduc în discuţie. În ceea ce priveşte regimul temporar de ajutor de stat, trebuie să recunoaştem că acest regim a fost unul util, iar prelungirea acestuia a fost o idee în esenţă bună. Sigur că prelungirea nu poate merge la nesfârşit şi, dacă va fi nevoie să facem aceste prelungiri, trebuie să adăugăm condiţionalităţi stricte, mai ales în ceea ce priveşte sistemul bancar - mă refer aici la distribuirea de dividende, la mărimea bilanţului - pentru că trebuie să fie un echilibru între stabilitatea sistemului bancar şi un grad satisfăcător de concurenţă.

În ceea ce priveşte pachetul energetic, încurajez Comisia să fie foarte atentă în condiţiile în care cele mai multe state membre sunt în întârziere cu implementarea celui de-al treilea pachet privind energia. În ceea ce priveşte cuantumul amenzilor anti-trust, sunt de acord cu eşalonarea plăţilor - nu trebuie să ducem întreprinderile europene în faliment, dar nici nu trebuie să fie o scuză pentru cei care, cu bună ştiinţă, se dedau la practici anticoncurenţiale.

 
  
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  Adam Bielan (ECR ). - Pani Przewodnicząca! Chciałbym na wstępie bardzo serdecznie podziękować sprawozdawcy, panu posłowi Schwabowi, za przygotowanie bardzo dobrego sprawozdania. Niemniej jednak chciałbym zwrócić uwagę na sytuację dosyć kuriozalną: rozpatrujemy sprawozdanie za rok 2010 prawie 12 miesięcy po jego zakończeniu. Uważam, że w przyszłości Parlament powinien zrobić wszystko, żeby przyspieszyć prace. Tym bardziej, że polityka konkurencji jest fundamentalnym narzędziem służącym podnoszeniu jakości towaru i usług, sprzyja również wzrostowi dobrobytu konsumentów.

Swobodny przepływ towarów, usług i kapitału stymuluje rozwój jednolitego rynku, jednocześnie wzmacniając ochronę konsumencką. Kluczowe dla pobudzenia konkurencji i podniesienia wartości wyboru artykułów jest zrównoważenie polityki cenowej. Przykładem szczególnie jaskrawym pozostaje brak konkurencji na rynku roamingu. Mimo wprowadzenia nowych przepisów ramowych w tej dziedzinie nadal widoczna jest potrzeba zwiększenia przejrzystości cen. Konieczne są zatem dalsze działania dla realizacji celu wyeliminowania różnicy pomiędzy kosztami roamingu a taryfami krajowymi. Również w zakresie żywności niska przejrzystość cen oraz złożoność łańcucha dostaw powinna skupić naszą uwagę. Zagwarantowanie konsumentom większego wyboru czy uniknięcie nieuczciwej dyskryminacji z całą pewnością przyczyni się do poprawy sytuacji.

 
  
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  Tomasz Piotr Poręba (ECR ). - Pani Przewodnicząca! W czasie kryzysu Europie potrzeba zwiększenia konkurencyjności, która w znacznym stopniu przyczynia się do jej wzrostu gospodarczego. Kluczowa jest tutaj rola wspólnego rynku, którego prawidłowe funkcjonowanie i rozwój warunkuje właśnie polityka konkurencji. Polityka wzmacniania konkurencyjności może stać się skutecznym narzędziem w walce z kryzysem, jednakże w tym celu musi zostać ona prawidłowo ukierunkowana.

Wszyscy pamiętamy spektakularną klęskę strategii lizbońskiej, która miała uczynić z Unii Europejskiej najbardziej konkurencyjną gospodarkę świata. Próby uczynienia z Unii najbardziej konkurencyjnej światowej gospodarki nie powiodły się ze względu na zmianę dotychczas obowiązującego paradygmatu integracji ekonomicznej. Wszystkie próby zmierzające do sterowania gospodarczego na poziomie europejskim, wliczając w to właśnie strategię lizbońską, poniosły klęskę. Polityka konkurencji powinna więc służyć odkrywaniu potencjału gospodarczego drzemiącego w Europie, a nie być narzędziem skomplikowanej inżynierii ekonomicznej. Nie możemy o tym zapominać, zwłaszcza w czasach kryzysu, kiedy polityka konkurencyjności ma do odegrania szczególną rolę.

 
  
 

(Τέλος της διαδικασίας «catch the eye»)

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE ). - Madam President, I would like to thank my colleague Andreas Schwab for this very readable and excellent competition report and in particular, on behalf of the Committee on Agriculture and Rural Development, for paragraphs 41, 42 and 43, because they deal in particular with the food supply chain. The call for an investigation into the situation in the retail sector because of alleged abuse of market power by dominant retail chains is particularly welcome. But it is not just because it would have a negative effect on small retailers and producers, it also has a negative effect on consumers. If we have too few controlling this chain, we will have less choice as consumers, and that is really bad for us.

I gather that the high-level forum for the better functioning of the food supply chain is making some slow progress. It seems to me that we in this House need to know exactly what is happening in that discussion at Commission level with the stakeholders, and I hope there will be a report brought to Parliament in the middle of next year.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE ). - Pani Przewodnicząca! Polityka konkurencyjności określa zasady funkcjonowania jednolitego wspólnego europejskiego rynku, który jest fundamentem Unii Europejskiej i źródłem jej sukcesów. Chcę zwrócić uwagę na następujące problemy. Po pierwsze, koncentracja, połączenia, fuzje dają poprawę efektywności ekonomicznej, wzmacniają pozycję na rynku nowo powstałego podmiotu gospodarczego, ale pamiętajmy, że dominacja na rynku, monopolizacja prowadzi do ograniczenia konkurencyjności i pogorszenia sytuacji konsumenta. Po drugie, w minionym okresie przeznaczyliśmy ogromne kwoty na ratowanie banków. W ostateczności zapłacił za to podatnik. A równocześnie przez ostatnie dwa lata blokowano program bezpłatnych dystrybucji żywności dla najuboższych w Unii Europejskiej, których koszt wynosi tylko 500 milionów euro rocznie. Wreszcie, należy objąć zwiększonym monitoringiem rynek energii, tak na szczeblu unijnym, jak i krajowym, albowiem występujący wzrost kosztów energii jest bardzo dotkliwy dla konsumenta. Podobna sytuacja zachodzi na rynku żywnościowym. Gratuluję dobrego sprawozdania.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ). - Doresc să îl felicit pe domnul Schwab pentru raportul domniei sale. Vreau să salut adoptarea celui de-al treilea pachet feroviar, care va îmbunătăţi concurenţa în domeniul transportului feroviar. Cred că este un pas înainte pentru realizarea unui spaţiu unic european al transporturilor.

Ca membră a Comisiei ITRE şi raportor al Parlamentului pentru Raportul privind guvernarea electronică, aş dori să subliniez importanţa implementării sistemelor electronice de achiziţii publice pentru creşterea transparenţei şi a accesului la piaţa de achiziţii publice, care se ridică la 16% din produsul intern brut european. De asemenea, pentru ca o companie dintr-un stat membru să participe la o licitaţie publică electronică dintr-un alt stat membru, cer Comisiei să urgenteze modificarea Directivei privind semnătura electronică, astfel încât să asigurăm recunoaşterea mutuală a acesteia pe întreg teritoriul Uniunii Europene.

În final, doamnă Preşedintă, vreau să solicit Comisiei să revizuiască legislaţia, astfel încât să dăm o putere mai mare de negociere consumatorului final. Din păcate, de multe ori cetăţenii nu citesc un contract de servicii şi nici nu au putere de negociere în a modifica clauzele acestuia.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE ). - Aş vrea şi eu să felicit raportorul. Domnul Schwab a depus foarte mult efort şi a elaborat un raport extraordinar. Aş vrea să atrag atenţia asupra restructurării băncilor, care a reprezentat una dintre principalele provocări cu care s-a confruntat Uniunea Europeană în domeniul concurenţei.

Pentru a evita distorsionarea concurenţei, consider că băncile ar trebui să se orienteze către utilizarea resurselor de capital privat, inclusiv prin restructurarea şi convertirea datoriilor în instrumente de capital proprii. Numai dacă este strict necesar şi nu există nicio altă posibilitate guvernele naţionale ar trebui lăsate să intervină, iar, în acest caz, inspectorii naţionali trebuie să se asigure că planurile de recapitalizare nu duc la niciun efect de levier invers excesiv. Trebuie să fim foarte atenţi şi să facem tot posibilul pentru limitarea la minimum a denaturării concurenţei în cadrul pieţei interne şi trebuie să găsim un echilibru între acordarea de ajutoare instituţiilor financiare şi respectarea concurenţei.

 
  
 

(Τέλος της διαδικασίας «catch the eye»)

 
  
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  Joaquín Almunia, Vicepresidente de la Comisión . − Señora Presidenta, muchas gracias a todas sus Señorías por las contribuciones que han hecho a este debate sobre el informe relativo a la política de competencia del señor Schwab y sobre la política de competencia en general.

Quiero repetir una idea que ya he mencionado en la intervención inicial: las ayudas a los bancos, que son muy importantes, no son algo que se decida en la Comisión Europea. La Comisión Europea lo que tiene es la responsabilidad de controlar las condiciones en función de las cuales esas ayudas pueden ser compatibles y las consecuencias para las entidades financieras que reciben esas ayudas, en términos de reestructuración. No es posible que una entidad financiera reciba un solo euro público sin que presente un plan de reestructuración. La Comisión controla asimismo las condiciones en las que se reparten los esfuerzos: no solo los contribuyentes tienen que esforzarse a través de sus Gobiernos y de sus Tesoros para reestructurar entidades financieras; los accionistas y todas las partes implicadas en la entidad financiera también tienen que contribuir, y la Comisión vela por ello. Toda esa ayuda pública, todo ese enorme esfuerzo tiene que evitar que se creen distorsiones de competencia.

Es verdad que no todo se puede hacer a través del control de las ayudas públicas. De hecho, a través del control de las ayudas de Estado en el sistema financiero, la Comisión está compensando la ausencia de una autoridad europea para la resolución de crisis en entidades financieras —mi colega Michel Barnier prepara propuestas al respecto, que ustedes tendrán ocasión de debatir pronto—. Es imprescindible que esa regulación financiera nos permita dotarnos de instrumentos que hoy no existen a escala europea, ni siquiera en muchos países europeos. Solo la existencia de un control de ayudas de Estado nos permite subsanar esa ausencia, pero no es posible seguir así indefinidamente. Y, por supuesto, hay otras muchas cosas que hacer para evitar que la crisis financiera y sus consecuencias sobre los bancos y sobre la economía real se prolonguen en el tiempo; ese debate es muy importante pero no es ahora el momento de hacerlo.

Una última referencia a otras cuestiones que han sido abordadas por sus Señorías en el debate: las cuestiones, extraordinariamente importantes, relativas a la aplicación privada de la política de competencia. En el Programa de Trabajo de la Comisión para el año que viene hay una propuesta de iniciativa legislativa al respecto. Es muy importante el debate sobre las acciones colectivas en relación con esa aplicación privada de la política de competencia. Esperamos con interés las conclusiones del debate de este Parlamento para presentar nuestras propias ideas.

Es muy importante mejorar los derechos de las partes en cualquier proceso de investigación en temas de competencia, y hemos mejorado esos derechos recientemente. Es muy importante prestar atención a los problemas de competencia en determinados sectores económicos; coincido plenamente con los que han citado: la energía, las telecomunicaciones, los ferrocarriles, el transporte aéreo, el sector alimentario, los servicios y los mercados financieros. En todas esas áreas estamos trabajando intensamente, tanto desde el punto de vista del abuso de la posición de dominio —para evitar el abuso de la posición de dominio— como desde el punto de vista del control de fusiones o de la lucha contra los cárteles. Y, por supuesto —y acabo con esto, señora Presidenta—, es muy importante que el rigor en la puesta en práctica de nuestros principios y reglas en materia de libre competencia no solo nos permita profundizar en el mercado interior en beneficio de nuestros ciudadanos, sino que nos permita también ser competitivos fuera y dentro de nuestras fronteras.

 
  
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  Andreas Schwab, Berichterstatter . − Frau Präsidentin! Zunächst einmal möchte ich mich bei allen Kolleginnen und Kollegen für die hilfreichen und wirklich wertvollen Beiträge bedanken. Gerade auch die Schattenberichterstatter haben wertvolle Initiativen in diesem Zusammenhang eingebracht. Kollege Bielan hat darauf hingewiesen, dass wir uns in diesem Jahr mit dem Bericht vom letzten Jahr beschäftigen. Trotzdem ist es der schnellste Bericht, den der Ausschuss für Wirtschaft und Währung, was die Geschwindigkeit der Antwort auf die Vorlage der Kommission anbelangt, gemacht hat. Ich gebe Kollegen Bielan Recht, dass wir das noch verstetigen müssen und dass leider in der Eile auch der eine oder andere Fehler unterlaufen ist, und wir werden deswegen auch die Abstimmung nachher auf Februar verschieben, damit wir die Ziffer 21 so hinbekommen, dass sie auch alle Formalien erfüllt.

Zum Zweiten ist jetzt mehrfach das Thema kollektiver Rechtsschutz angesprochen worden. Ich darf darauf hinweisen, dass ich mit dem Berichterstatter des federführenden Rechtsausschusses, was die Fragen hinsichtlich der Wettbewerbspolitik – also die für die Kronzeugenregelung relevanten Bereiche und die Folgeklage – angeht, gute Kompromisse habe schließen können und dass wir uns deswegen, was die Stellungnahme des Parlaments angeht, auch auf eine gemeinsame Linie verständigen können. Ich hoffe, dass es mit den Kollegen Schattenberichterstattern möglich ist, das möglichst bald im neuen Jahr dann auch zu tun.

Als Ludwig Erhard in den Fünfzigerjahren, basierend auf der Freiburger Schule, die Wettbewerbspolitik beziehungsweise die Kartellkontrolle, die Fusionskontrolle in Deutschland eingeführt hat, war die Industrie außerordentlich kritisch und skeptisch eingestellt. Es ging damals nur gegen die Industrie. Heute stellen wir fest, dass auch die Industrie, gerade auch die kleineren und mittleren Unternehmen, darin große Vorteile sieht und dass deswegen die Wettbewerbspolitik ein Stück weit das Herzstück der europäischen Wirtschaftspolitik ist und wir deswegen die Kommission und den Wettbewerbskommissar Almunia in seinen Aktivitäten nur nachdrücklich unterstützen können.

 
  
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  Πρόεδρος. - Η συζήτησε έληξε.

Η ψηφοφορία θα διεξαχθεί την Πέμπτη 15 Δεκεμβρίου στις 12.00.

Γραπτές δηλώσεις (άρθρο 149)

 
  
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  Vladimír Maňka (S&D ), písomne. Politika hospodárskej súťaže predstavuje základný nástroj, ktorý Európskej únii umožní vybudovať dynamický, efektívny a novátorský vnútorný trh a uspieť v konkurenčnom boji na celosvetovej scéne.

Protekcionizmus a nepresadzovanie pravidiel hospodárskej súťaže však môžu prehĺbiť a predĺžiť krízu.

Kartely sú najvážnejším ohrozením hospodárskej súťaže, spotrebiteľského blahobytu a riadneho fungovania trhov. Nemôžeme ich akceptovať ani v čase hospodárskej krízy.

Dočasný režim uplatniteľný na štátnu pomoc bol prínosný ako počiatočná reakcia na krízu, ale jeho uplatňovanie nemožno nadmieru predlžovať. Dočasné opatrenia a výnimky treba zrušiť čo najskôr a hneď, ako to hospodárska situácia umožní, inak by situácia nemusela byť udržateľná.

Je nevyhnutné zaviesť nový, trvalý systém regulácie uplatňovania pravidiel štátnej pomoci s cieľom vyriešiť nedostatky, ktoré boli zistené v právnom systéme spred krízy, predovšetkým pokiaľ ide o finančný sektor, ako aj napraviť deformácie, ktoré vznikli počas finančnej a hospodárskej krízy.

 
  
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  Monika Smolková (S&D ), písomne. Politika hospodárskej súťaže je prospešnou politikou pre zdravé, konkurenčné podnikateľské prostredie. Preto aj štátna pomoc sa musí vyčleňovať iba takým spôsobom, ktorý nenarušuje hospodársku súťaž, neuprednostňuje existujúce spoločnosti na úkor novo vznikajúcich. Tiež neuprednostňuje veľké spoločnosti pred malými a strednými podnikmi, zahraničných investorov pred domácimi. Pri poskytovaní štátnej pomoci musia byť stanovené jednoznačné kritéria, ktoré sa musia aj dôsledne kontrolovať. Podporujem požiadavku uskutočnenia prieskumu uplatňovania pravidiel štátnej pomoci s cieľom zistiť, či rozdiely medzi jednotlivými členskými štátmi nespôsobujú narušenie hospodárskej súťaže. Ak je poskytnutá výnimka z pravidiel, nech je odôvodnená a v súlade s pravidlami, že nadmerne nenarúša hospodársku súťaž.

 
  
  

(Η ψηφοφορία διακόπτεται για λίγο εν αναμονή της έναρξης της ώρας των ψηφοφοριών)

 
  
  

IN THE CHAIR: DIANA WALLIS
Vice-President

 

6. Weltmädchentag (schriftliche Erklärung)
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  President. − Colleagues, we have a pleasant announcement to start with concerning one of the written declarations submitted by Véronique Mathieu, Roberta Angelilli, Edite Estrela, Jean Lambert and Katarina Neveďalová in support of the International Day of the Girl. It has been signed by more than a majority of Parliament’s component Members and in accordance with Rule 123 of the Rules of Procedure. It will therefore be forwarded to its addressees and published in the Texts Adopted of today’s sitting. The names of the signatories will be published in the Minutes.

 
  
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  Edite Estrela, Autora . − Senhora Presidente, serei muito breve, uma palavra apenas de agradecimento a todos os colegas que apoiaram esta declaração e, em especial, às co-signatárias. E também uma palavra de agradecimento aos activistas da PLANE, EPF e da Associação Mundial de Escuteiros. A atribuição de um dia internacional é uma maneira de chamar a atenção para as dificuldades específicas que as crianças do sexo feminino enfrentam desde o seu nascimento. Esperemos agora que a Assembleia-Geral das Nações Unidas aprove este resolução no próximo dia 19, ou seja, segunda-feira.

 
  
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  President. − Ms Estrela, many congratulations to you and your co-authors.

***

 
  
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  Lothar Bisky (GUE/NGL ). - Frau Präsidentin! Unser Kollege Willy Meyer, Abgeordneter in meiner Fraktion, wurde am 30. Oktober in der Stadt El-Aaiún in der Westsahara von marokkanischen Sicherheitskräften gewaltsam am Verlassen des Flugzeugs gehindert und verletzt. Der Arzt diagnostizierte als Folge der Gewalt verschiedene Kontusionen, muskuläre Nackenprobleme und gefährlichen Bluthochdruck. Dieser Angriff auf ein Mitglied des Europäischen Parlaments ist völlig inakzeptabel. Der Präsident, die Dienststellen des Europäischen Parlaments wie auch die nationalen Behörden haben bei der marokkanischen Regierung interveniert. Bis heute gibt es keine Reaktion aus Marokko. Das können wir nicht wortlos hinnehmen. Ich bitte Sie um Ihre Solidarität. Dieser unerhörte Vorfall ist mir Anlass, an dieser Stelle uns allen noch einmal bewusst zu machen, dass die Menschen in der Westsahara seit Jahrzehnten unter der Unfähigkeit der Politik leiden, den Westsaharakonflikt einer Lösung zuzuführen. Wir dürfen meines Erachtens nicht länger schweigen. Wir sollten uns in der zweiten Hälfte dieser Wahlperiode dieser Frage intensiver zuwenden.

(Beifall)

 
  
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  President. − Mr Bisky, from the response I think you certainly have the solidarity of the House, and my solidarity. The personal integrity and dignity of the office of each and every Member of this Parliament must be respected always. This has already been conveyed to the Moroccan authorities, as our President has written to you already, and will be pursued.

 
  
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  Nicole Sinclaire (NI ). - Madam President, it has come to my attention that there is an increasing trend with regard to written declarations in this Parliament for children to be used. Could the President investigate and inform me what the legal situation is, whether they are paid or unpaid, and, more importantly, the insurance situation as to their welfare?

 
  
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  President. − Ms Sinclaire, we will look into the matter.

 
  
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  Sonia Alfano (ALDE ). - Signora Presidente, vorrei che questo Parlamento esprimesse la propria solidarietà alla popolazione della mia regione, della Sicilia, che nella scorse settimane è stata colpita da una feroce alluvione. Migliaia di persone in provincia di Messina sono ancora fuori casa, e tre persone sono morte, di cui un bambino di 11 anni. Questo per colpa soprattutto della cattiva abitudine a non voler amministrare il proprio territorio.

 

7. Abstimmungsstunde
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  President. − The next item is the vote.

(For the results and other details on the vote: see Minutes)

 

7.1. Kontrolle der Ausführung der EU-Mittel zur finanziellen Unterstützung von Afghanistan (A7-0388/2011 - Jens Geier) (Abstimmung)

7.2. EU-Wettbewerbspolitik  (A7-0424/2011 - Andreas Schwab) (Abstimmung)
 

– Before the vote:

 
  
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  Andreas Schwab, Berichterstatter . − Frau Präsidentin! Auf Basis von Artikel 177 Absatz 4 der Geschäftsordnung möchte ich nach Absprache mit den anderen Fraktionen die Verschiebung der Abstimmung auf Februar beantragen, damit wir sie inhaltlich, was Ziffer 21 angeht, genau hinbekommen.

 
  
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  Udo Bullmann (S&D ). - Frau Präsidentin! Als Koordinator der Sozialdemokraten im Ausschuss für Wirtschaft und Währung kann ich bestätigen, dass der Vorschlag von Herrn Schwab ein fraktionsübergreifender, guter Vorschlag ist, den wir bitten zu unterstützen und dem wir selber folgen werden.

 
  
 

(The postponement of the vote on the Schwab report was approved)

(The vote was suspended for the address by the President)

 
  
  

IN THE CHAIR: JERZY BUZEK
President

 

8. Ansprache von Präsident Jerzy Buzek – Ablauf seiner Amtszeit
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  President. − Dear Colleagues, ladies and gentlemen, Commissioners, honourable guests, ‘If Sparta and Rome perished,’ wrote Jean Jacques Rousseau, ‘what state can hope to last for ever?’ No human institutions are immortal. We Europeans must not be deluded into thinking that our Union is somehow an exception. To remain strong it requires an investment every day in our common future.

To understand where we are today, we need a historic context. In this recent period of prosperity, we fell into the illusion that the EU could simply sail on forever. We have not prepared our Community for difficult and more challenging times. We did not have enough political will and we did not convince our citizens of such a project. We even broke our own rules. Discipline was lost. Three years ago the financial crisis sailed across the Atlantic. We were not prepared for such a situation. Arguments about self-interest began to erode our belief in the common good. And now, our Union has moved into a deep crisis whose causes are as much political and psychological, as economic.

As President of the European Parliament I served you, and Europe’s citizens. I have been incredibly honoured by your choice of two-and-a-half years ago, given with such a great majority. I succeeded my dear friend Hans-Gert Pöttering in office, whom I thank once again for his excellent leadership. I was competing for this post with Ms Eva-Britt Svensson who is not present with us today, but to whom I send my warmest regards. I also pay tribute to our colleagues Mario Mauro and Graham Watson, who supported my candidature to ensure the unity of this Chamber.

I did everything in order not to disappoint your trust. I knew that I could count on you, no matter what our views were. Today I would like to give my report on the work of our Parliament: your work, as well as mine. This is not a detailed report. You will find such a document in your mailboxes in the new year. However, I would like to present what we have achieved together, and what still remains ahead of us.

You know as well as I do that my term as President coincided with an exceptionally difficult time for Europe. First, we introduced the Treaty of Lisbon. Second, we faced the crisis. Third, we observed globalisation at an incredible speed. Fourth, we faced the most important decisions for our future. I wish to outline these four points with you today.

First, let us remind ourselves that in the summer of 2009 we faced the threat that the Treaty of Lisbon might not be ratified by all Member States. I started from convincing the still unconvinced that we needed more Europe. My first official visit was to Ireland, just before the second referendum. Then I went to meet the Czech President. I will never forget that discussion. It started bluntly and ended very positively.

The entry into force of the Treaty of Lisbon changed the way our European Union functions. For me, the most important was Parliament’s place in EU decision-making. We are now the Parliament we always wanted to be.

(Applause)

We are now the Parliament we always wanted to be: a full co-legislator in a two-chamber structure. We achieved a lot, but this is a fight we all need to continue.

To be strong is simply not enough; we need to use our power in everyday practice and to decide. I am proud that the European Parliament, in cooperation with the other EU institutions, is ready to prepare in a few weeks’ time a deep and comprehensive programme to help solve our current economic problems.

Jean Monnet once said ‘everybody is ambitious. The question is whether he or she is ambitious to be or ambitious to do’. We should be ambitious ‘to do’, of course.

You, the Members of the European Parliament, co-decide on nearly all the essential policies and give your consent on almost all international agreements. Who will ever forget our decision to block the SWIFT Agreement with the United States in order to protect the rights of our citizens? I remember the night before the vote, I received a phone call from the US Secretary of State. I told her that as a former Senator, she knows and understands about democratic oversight. She did, and she agreed later during her visit to the European Parliament, that today we have a better agreement than the first one.

Our citizens expect that we exercise power, proper parliamentary scrutiny. In the spirit of Lisbon we have pushed for greater accountability of the European Commission. We negotiated a better Framework Agreement between Parliament and the Commission. The candidate for the President of the Commission came for the first time to our political groups to discuss his five-year manifesto. We established the monthly Question Hour with the President of the European Commission and Commissioners. We used our powers to shape the new European External Action Service so that it was more accountable and representative for the Community as a whole. We insisted on hearings of EU Ambassadors to key posts and that the Vice-President/High Representative should report back to plenary on a regular basis. Equally, we shaped a new relationship with the European Council and its President.

But with new powers comes increased responsibility and increased demands for credibility and transparency. So as a Parliament we also had to respond to that. I am very proud today to say we introduced our own Code of Conduct for Members. It was adopted with a huge majority and was applauded for its clarity and strength.

I believe we should remain committed to the letter and the spirit of what the Treaty of Lisbon represents – using the European institutions and creating a common good and common solutions for the whole community.

Challenge number two was the need for action and overcoming the crisis. Over the last two and a half years we had to deal with a series of very difficult economic and international challenges. We had a crisis within the EU but we also had a critical situation at our borders.

When you elected me as President of the European Parliament, we all thought that the international banking crisis was coming to an end. Instead it came to our shores and took away wealth and jobs from millions of our citizens. Responding to that challenge became our highest priority as the crisis brought an enormous threat to our citizens. A broad package of laws – the ‘six-pack’ – entered into force just two days ago and our European Parliament can be proud of the role it played in shaping this legislation. It is a new economic anti-crisis shield making closer economic cooperation a reality. Thanks to our firmness, attempts to weaken this shield were not successful. Now it may even become a part of the new Treaty under discussion.

We passed legislation increasing the supervision of banks, insurers and the financial sector. For all three institutions responsible – Commission, Council and Parliament – and with their support I proposed a first fast-track procedure for a legislation aiming to combat the crisis; similar to what we used when we established a permanent stability mechanism.

On your behalf I have often stressed the need to complete the internal market and to boost growth and competitiveness. As part of the crisis reaction I was engaged in contacts with the rotating presidencies, the President of the Commission, President Rompuy of the European Council and with the Head of the Euro Group and the President of the ECB.

Our Parliament called for more investment and for bigger support of research, development and green technologies. In today’s Europe, just as it was in the 1950s, energy is at the heart of our economy. This is why I made a special appeal with Jacques Delors to create a genuine European Energy Community. I was proud that this plenary supported this idea.

Let us turn to the challenges we faced in our neighbourhood, both to the south and to the east. If you will permit me I would like to admit a difficult truth. For many years we looked for stability, while not being seriously engaged in defending human rights and building democracy in our neighbourhood. But long-term stability can only come from democracy. We learned this from our history but did not apply it to our closest neighbours. Our Arab neighbours have reminded us that freedom and democracy are for everybody.

On the other hand we, European parliamentarians, were always strong defenders and supporters of all people fighting for freedom, democracy and human dignity. Our annual Sakharov Prize is the most visible example of this. In Parliament we were the first politicians to call for Gaddafi to step down. When I spoke to protestors in Tahrir Square in Cairo and freedom fighters in Martyrs’ Square in Tripoli, they told me: ‘Thank you, Europe. Thank you for believing and being with us.’ I heard from the Prime Minister of Tunisia that ‘the only way for us is Europe’.

However we cannot support democracy only by words. Our external policies and our internal policies must be linked as we, together with the European Commission, proposed in our new neighbourhood policy. If we want to export our democratic model, we need to invest there and to open step-by-step our market for their goods and services. Long-term democracy and stability can only come from growing prosperity – step-by-step.

If I may add one additional remark: I visited the Choucha refugee camp in Tunisia. If we want to present ourselves as credible to our neighbours, we must respond to their expectations and help with their refugee crisis. Three thousand people not having the possibility to go back to their countries is something that the EU should be able to deal with.

The European Union is a lighthouse, a beacon for people across the Mediterranean, but also for those to the east of us: in Georgia, Moldova, Ukraine and many others. This is why I urged, together with many of you, for the creation of the EuroNest Parliamentary Assembly. It is one of our successes. When I travelled from Baku to Yerevan, from Tbilisi to Chisinau, I tried to explain that sitting and negotiating at the same table gives hope for lasting peace. Unfortunately, I regret the situation in Belarus today seems to be worse than it was some thirty months ago.

Talking about the EU’s activities in our neighbourhood, I would like to make a general remark. I am a strong believer in the power of our parliamentary diplomacy. We are trusted both by society and local leaders. This was a success for example in Moldova. One year ago I was actively involved in bringing the various parties to the negotiating table in the efforts to form a pro-European alliance and to move forward with their reforms. Our European ‘soft power’ seems to be as strong as ‘hard power’ when we promote our values and create democratic institutions and procedures. We can see this in the Western Balkans for example.

As I said, as a Parliament we have pushed the human rights agenda very strongly; we have created the Sakharov Prize network as a permanent dialogue on human rights. You and I have spoken hundreds of times on various official visits – to China, to Russia, to the South Caucasus, in defence of individual cases. For someone who was born in an occupied country and brought up in an oppressed country, it is natural to argue for human rights and human dignity. I was proud to see the support I received from you when I came to standing up for this issue.

We did not forget that in many countries in the world women are still oppressed and humiliated. I was a strong partisan of equal treatment of men and women –in politics, in business and in social and family life – in the world and in Europe. Women’s rights are simply human rights.

Point number three: today citizens’ ‘virtual participation’ is changing the world we live in.

Today citizens are much better connected. They are as well-informed as politicians are. This brings quite a new challenge. How to ensure credibility in the decision-making process? How to ensure trust for the activities of our politicians? What can be the role of the European Parliament in this context?

Today a particular responsibility lies with the Parliament – it is not only a guarantor of the stability of the political scene, but also has the task of creating a courageous vision for Europe. The citizens expect that it will present such a vision and a new kind of European dream.

Reconnecting the citizens will help to give another non-economic meaning to the definition of deepening and widening of Europe. Governance, free markets, the single currency – these are absolutely insufficient as a basis for community. We need one more crucial factor. The most important one: European civic activity. As Jean Monnet said, ‘we are not uniting states, we are uniting human beings.’

Let me address the citizens of Europe directly. I understand that you may be disappointed, but Europe in many respects is the best place in the world. It is our European diversity, creativity and openness that can best satisfy your aspirations and passions. Log in to our common European space; it is your space.

And please do not let yourself be persuaded that there is a contradiction between being a good Pole and a good European, a good British citizen and a European citizen, a good Spaniard and at the same time a good European. This alternative is an absolutely false one. Europe allows you to discover the magic of the word ‘and’: being a good citizen of your town, region, country and your continent.

Paradoxically, through this crisis we are starting to see the emergence of a true demos. Europeans can see how interdependent we are. One country can undermine the whole economy, but many countries working together can solve the problem. This is why I have pushed for greater dialogue with people and promoted the idea of a European civic space and in all my visits within the EU. Democracy built in such a way could be stronger than financial markets which are so influential in our political decisions and everyday lives.

And the last point is about planning for our European Union, our common future. I believe that we need something like a New Deal for Europe. Our real problem is the lack of mutual trust and the loss of a sense of meaning. The historian Norman Davis wrote in Vanished Kingdoms, ‘it is precisely through such a loss of purpose that powers fall’.

We need a common project and not a mortgage on the next generation’s future. In the 1930s, while our continent was sliding towards tragedy, President Roosevelt saved democracy and the free market economy in the United States of America with his New Deal. Today our crisis demands a New Deal for Europe.

Let me repeat shortly what I already said, and share my own vision of the future in three points.

First, we need a new wave of political integration. For the long term, the Community interest benefits our individual interest. The idea of a common civilisation and cultural space has been strong in Europe for centuries. What we need today is to find the optimal political solution that will be fitting for our times. Let me be very clear, we do not want a superstate. So let us decide how in practice we can realise the idea of ‘unity in diversity’, while redesigning the necessary solutions.

While discussing possible treaty changes or new treaties, I want to recall that without a return to a genuine spirit of cooperation or – a ‘destiny shared in common’ as Robert Schuman put it – we will not succeed. Change is not about new rules. It is about a commitment to live by those rules. This is about a state of mind.

Second, we need a new wave of economic integration. We need to create a real fiscal and economic union. John Donne once said, ‘no man is an island’. I would say, no country is an island and I do not speak about geography. Member States that want to go forward need to respect the Treaty of Lisbon. No country has the right to stop others working closer together. Those who stay outside cannot expect to be main players.

(Applause)

My hope remains that the frictions that have appeared using this intergovernmental method will lead to more, not less, use of the Treaty of Lisbon and the Community method. For this reason I call for a greater involvement of the European Parliament in this discussion and the decision-making process.

Third and last point, we need to create a true European Civic Space. As I mentioned earlier, while creating a new vision for Europe we need to discuss issues which are close to each of us: security, the possibility to realise your own destiny, an active life in local communities, and the feeling of belonging.

Europe needs more solidarity, more responsibility, more respect for values, as well as enthusiasm. It was built on dreams and we have no right to throw those dreams away.

In order to better reconnect with Europeans, those who think of profit must also think of values. Those who gain wealth must be responsible. Those who are concerned about their prosperity – about which there is nothing wrong – must be concerned about equality, and those who believe in competition must come to believe in justice.

My last sentences: I would like to thank each and every Member of the European Parliament for your contribution and cooperation. Throughout my term in office I have played a part in resolving the tensions between the various EU institutions, leaders of Member States, and the states themselves. On many occasions I have been close to losing hope that a settlement would be found. But in general, we reached a compromise.

This is why I am optimistic today. I have never had doubts about a common Europe. Representing you in Europe, and around the world, I was able to perceive the full, distinctive borders of the European project, as well as its exceptional, human, moral, economic and cultural potential. The European Union is an incredible value, one worth working for and living in. But it is a value that can be created and used only if we are united.

It is this very Europe that I will always serve with energy and determination. It is not only as Hungarian, Czech, Swedish, French or German men and women that we sit in this House. We also sit here as Europeans, to solve European problems and come up with joint solutions. I dream of this European Parliament, uniting so many nations, being a body making real changes on behalf of our citizens.

(Applause)

Mogę z wielką dumą powiedzieć: jestem Polakiem i jestem Europejczykiem i dlatego tak bardzo wierzę w naszą wspólną europejską przyszłość. Nigdy nie bierzmy naszej europejskiej integracji jako danej raz na zawsze, musimy się codziennie o nią troszczyć. Dziękuję bardzo!

(Zgromadzeni zgotowali mówcy owację na stojąco)

 
  
  

IN THE CHAIR: DIANA WALLIS
Vice-President

 

9. Abstimmungsstunde (Fortsetzung)
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  President. − We shall now continue with the vote.

 

9.1. Inanspruchnahme des Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung (Antrag EGF/2009/019 FR/Renault, Frankreich) (A7-0396/2011 - Barbara Matera) (Abstimmung)
 

– Before the vote on paragraph 7:

 
  
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  Estelle Grelier (S&D ). - Nous souhaitons proposer un amendement oral. En effet, après de nombreux contacts, la direction de Renault et l'État français refusent à ce jour de prendre en compte la situation de salariés de l'entreprise qui, en 2009, ont accepté de la quitter et sont concernés par la demande de FEM, et qui ont vu, depuis, leurs droits et revenus dégradés par l'application de la réforme des retraites en France.

La proposition d'amendement est la suivante:

Paragraphe 2 bis: "demande à Renault et à l'État français de s'engager formellement à prendre les mesures juridiques et financières nécessaires pour restaurer l'ensemble des droits et prestations de retraite, tout en leur octroyant une exemption de travail dans des conditions équivalentes, aux travailleurs dont les prestations de retraite ont été affectées par les réformes qui sont entrées en vigueur depuis leur licenciement."

 
  
 

(The oral amendment was not accepted)

 

9.2. Zugang der Öffentlichkeit zu Dokumenten des Europäischen Parlaments, des Rates und der Kommission (A7-0426/2011 - Michael Cashman) (Abstimmung)
 

– Before the vote on the legislative resolution:

 
  
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  Michael Cashman, rapporteur . − Madam President, just before this vote, and whatever the outcome of the vote, I would like Parliament to dedicate this report to Emilio De Capitani, who has served Parliament brilliantly and for a long time as Head of the Secretariat of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs.

(Applause)

 

9.3. Europäische Agentur für die Sicherheit des Seeverkehrs (A7-0372/2011 - Knut Fleckenstein) (Abstimmung)

9.4. Lage in Syrien (B7-0721/2011 ) (Abstimmung)

9.5. Entwurf eines Frühwarn-Barometers zur Überwachung makroökonomischer Ungleichgewichte (B7-0690/2011 ) (Abstimmung)

9.6. Einheitlicher europäischer Verkehrsraum (A7-0425/2011 - Mathieu Grosch) (Abstimmung)

9.7. Haftbedingungen in der EU (B7-0687/2011 ) (Abstimmung)
 

– Before the vote:

 
  
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  Birgit Sippel (S&D ). - Frau Präsidentin! Ich möchte für unsere Fraktion eine kleine Ergänzung vorschlagen, um sicherzustellen, dass auch nach einer Verurteilung die Rechte von Kindern und Müttern gewahrt werden. Wir bitten um Ergänzung nach Ziffer 4. Ich verlese das jetzt auf Englisch:

Reaffirms the importance of granting specific protection to mother detainees and to their children including through the use of alternative measures to detention in the child’s best interest, and calls on Member States and the Commission to actively promote and support such initiatives’.

 
  
 

(The oral amendment was accepted)

– Before the vote on paragraph 6:

 
  
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  William (The Earl of) Dartmouth (EFD ). - Madam President, the oral amendment reads as follows: ‘Stresses that where detention conditions are perceived as poor, or conditions risk falling below the standards required by the Council of Europe’s European Prison Rules, the transfer of prisoners should be specifically prohibited following the issuing of a European arrest warrant’.

 
  
 

(The oral amendment was not accepted)

 

9.8. Abkommen über Partnerschaft und Zusammenarbeit EG-Usbekistan und bilateraler Handel mit Textilien (A7-0427/2011 - George Sabin Cutaş) (Abstimmung)

9.9. Freizügigkeit der Arbeitnehmer innerhalb der Europäischen Union (B7-0730/2011 ) (Abstimmung)

9.10. EU-Strategie für Zentralasien (A7-0338/2011 - Nicole Kiil-Nielsen) (Abstimmung)
 

– Before the vote on paragraph 20:

 
  
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  Nicole Kiil-Nielsen, rapporteure . − Il s'agit d'ajouter:

‘ad hoc parliamentary forum in the framework of the existing Parliamentary Cooperation Committees and interparliamentary meetings with Central Asian countries’

et également

‘and multilateral parliamentary cooperation’.

 
  
 

(The oral amendment was accepted)

 

9.11. Gesundheit und Sicherheit am Arbeitsplatz (A7-0409/2011 - Karima Delli) (Abstimmung)
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  President. − That concludes the vote.

 

10. Stimmerklärungen
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Oral explanations of vote

 
  
  

Report: Jens Geier (A7-0388/011 )

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE ). - Signora Presidente, la gestione dei progetti in zone di guerra come l'Afghanistan non è direttamente paragonabile alla gestione attuata nei paesi sviluppati o nei paesi non colpiti da conflitti, perché gli aiuti sono ovviamente ostacolati anche dalla situazione instabile sul piano della sicurezza.

Occorre però cercare di capire i motivi delle lacune evidenziate nella gestione dei progetti e i relativi fattori di rischio, al fine di migliorare il più possibile la situazione.

Condivido al riguardo la posizione del relatore, che invita la Commissione a una più attenta valutazione dei rischi di frode, corruzione, non conformità all'efficacia degli specifici progetti. È necessario quindi aumentare la trasparenza e la responsabilità dell'utilizzo dei fondi dell'Unione e aiutare sia gli Stati membri che gli altri donatori a non commettere errori comuni.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat în favoarea acestui raport, deoarece sprijinul acordat Afganistanului trebuie menţinut dacă vrem ca progresul în această ţară să fie ireversibil. În condiţiile diminuării prezenţei militare internaţionale, importanţa ajutorului civil va creşte şi mai mult.

Asistenţa oferită de Uniune trebuie să beneficieze de un control bugetar adecvat. Nu este vorba doar de preocupări de ordin contabil, ci de modalităţi de a ne asigura că fondurile sunt folosite într-un mod optim. În acelaşi scop, este nevoie de o mai bună coordonare între donatori, inclusiv în materie de raportare şi audit. Atrag atenţia asupra articolului 22, care formulează propuneri foarte utile pe această temă. Subliniez şi angajamentul României faţă de eforturile de securitate şi stabilizare în Afganistan, după cum o demonstrează participarea la operaţiuni cu aproape 2 000 de militari.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, the report on the budgetary control of EU financial assistance to Afghanistan makes many sound recommendations on how EU aid is managed.

One of the recommendations that has been made is to offer direct budgetary support, under rigorous conditions, to tackle current challenges in management, including corruption, poorly trained staff, unreliable data and a lack of full independence of local audit bodies. I support having a fully independent audit inspection body which would assist in giving oversight to the much-needed direct budgetary support in that country and the need for an annual report on aid to Afghanistan to be submitted to this Parliament.

In principle, this is a valuable initiative, which I can support.

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0396/2011 )

 
  
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  Ashley Fox (ECR ). - Madam President, we have today voted to spend another EUR 500 million of taxpayers’ money by mobilising the European Globalisation Adjustment Fund. I just wonder: do we get good value for that money? Does anyone check to see how many jobs are created or do we in fact just vote for this expenditure to give ourselves a warm feeling that we can somehow resist the process of job losses in Europe?

Perhaps we should take more practical steps to preventing job losses in Europe by making our economy more competitive. This is at a time when the nation states’ finances are under enormous pressure. The EUR 500 million that we voted to spend could have been returned to the Member States. I would suggest that would have been a much better use of the money.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, I voted against the report on the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund as I do not believe that the EU funds should be used for this purpose.

This is a Member State responsibility. I am fundamentally opposed to the use of any of these funds in assisting as this is essentially a long-term problem being addressed by a short-term fix.

It is the EU’s Social Fund which should be used to assist these types of requests. I believe that some of the funds in the European Globalisation Adjustment Fund should therefore be returned at this time to national governments who could better utilise them in terms of supporting innovation in particular, as well as research programmes, in order to help create jobs and stimulate the economy locally across each and every Member State.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR ). - Madam President, we have just voted through GBP 500 million to support a car firm in France. One might say that is a little glitch, a little twitch or knob in the single market – though at GBP 500 million it seems quite a big one – but the single market has always had these imbalances, these national peculiarities.

It has always operated on the basis that some states have essential national interests. You cannot easily reform the common fisheries policy without this receiving a Spanish veto, or the common agricultural policy without a French veto. Germany has particular interests in its heavy industries and, of course, my own country has an interest in the financial services sector.

The difference is, however, that our interest is in preserving the single market, and not in having some protectionist exemption. It was extraordinary to hear in the debate yesterday that the UK was somehow turning its back on the single market when all it was asking for was a guarantee that the single market would apply evenly to financial services and would not be applied asymmetrically, to the detriment of the main financial services sector in Europe.

It is not the UK that has abandoned the free market principles which the Treaty of Rome enshrined, but rather the Member States which are pursuing this new union. This makes the UK’s departure, I am afraid, more or less inevitable.

 
  
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  Nicole Sinclaire (NI ). - Madam President, I have grave concerns about the European Globalisation Adjustment Fund (EGF) and I voted against this report.

I have looked at the history of this report and noticed that the French car firms in particular, both Renault and Peugeot, as well as Dutch companies and German companies are great recipients of this for people they have made redundant.

I am minded of my own constituents in Coventry, the Peugeot Ryton plant, where over 2 000 people were made redundant in 2007 without receiving any assistance or training whatsover. Indeed the Labour government or the current Conservative-led government in the UK has made no claims or put anything into retraining these people or other people whatsoever.

There was also this week an EGF in favour of the Südtirol region of Italy, where the Member here, Mr Dorfmann, says that unemployment is just 3%. Yet we gave EUR 3.9 million to that project. Why? Why are we not training people where we do have serious unemployment but just throwing money away to a region where unemployment is only 3%?

 
  
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  Syed Kamall (ECR ). - Madam President, it is wonderful to see you in the chair. Hopefully we will see much more of you in the next term.

Can I just say at this stage that that there are many opportunities afforded by globalisation. It allows companies to take advantage of global supply chains, many of which are in poorer and developing countries, and it allows us, using market conditions, to take many millions of people out of poverty.

Unfortunately, the downside of globalisation is that there are companies which refuse or fail to take advantage of these opportunities. What they do is seek to protect their positions even though market conditions have changed.

Unfortunately, all that the European Globalisation Adjustment Fund does is to encourage this inertia – not adapting to market conditions, not taking advantage of global supply chains and asking for more taxpayers’ money when that money would be better returned to Member States to be invested in sustainable jobs. It is time we ended the European Globalisation Adjustment Fund and returned the money to Member States.

 
  
  

Report: Michael Cashman (A7-0426/2011 )

 
  
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  Peter Jahr (PPE ). - Frau Präsidentin! Die Transparenz von Dokumenten der europäischen Institutionen zu fördern und zu fordern ist ein wichtiger Baustein für die Beteiligung der Bürgerinnen und Bürger an unserer Politik. Transparenz schafft Vertrauen und Verständnis. Beides sind Voraussetzungen für eine erfolgreiche Zusammenarbeit zwischen Bürgern und Politikern. Aus diesem Grund spreche ich mich auch für einen besseren Zugang der Bürger zu Dokumenten aus.

Dem Bericht des Kollegen Cashman konnte ich allerdings nicht zustimmen, denn es gilt auch, dass gewisse Grenzen eingehalten werden müssen. So kann z. B. nicht jede Sitzung der europäischen Institutionen öffentlich gemacht werden, weil dann die Entscheidungsfindung erschwert wird. Es gibt auch Situationen, in denen diskutiert und abgewogen wird und wichtige Entscheidungen anliegen. Manchmal unterliegen auch die Beratungsgegenstände selber im öffentlichen Interesse der Geheimhaltung.

Transparenz und Datenschutz sind immer ein Spannungsfeld. Der vorliegende Bericht betont zu sehr die Transparenz und vernachlässigt den Datenschutz. Deshalb konnte ich dem Bericht leider nicht zustimmen.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, the report on public access to European Parliament, Council and Commission documents fully appreciates the need for greater transparency and access to institutional documents.

I have therefore supported this report as it extends the definition of what a document is to cover written and electronic material, and to include all sound, visual and audiovisual recordings. It also acknowledges the necessity of having the appropriate safeguards to exempt documents such as those relating to public security and intellectual property rights, which gives the option for refusal in exceptional circumstances as long as this is justified.

I welcome a transparent EU and I hope that all EU institutions, including the European Central Bank, will now publish their minutes in a full and timely way.

 
  
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  Syed Kamall (ECR ). - Madam President, most politicians across the political spectrum on the whole understand that it is important that the citizens who vote for us have access to documents from the European Parliament, the Council and the Commission.

I would hope that we could extend that transparency, at times, to other elements of our decision-making process. While I understand there are times when we might be involved in delicate negotiations at which we might not want to reveal our negotiating positions, surely we should also be pushing for transparency at some of our meetings.

Can you imagine if the Council deliberations on the EU budget were in public? Then politicians could answer their electors as to why, at a time of austerity, when governments and councils are seeking to tighten their belts and control spending, they have asked for more taxpayers’ money to be spent at EU level. Let them justify their decisions to the public.

 
  
  

Report: Knut Fleckenstein (A7-0372/2011 )

 
  
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  Giommaria Uggias (ALDE ). - Signora Presidente, ho espresso voto favorevole alla relazione del collega Fleckenstein nella piena convinzione che un'Agenzia importante come l'EMSA debba essere dotata di un regolamento che preveda compiti chiari e precisi, nonché metta in luce l'effettiva ripartizione delle competenze tra l'Agenzia stessa, la Commissione europea e gli Stati membri.

Sempre più spesso, infatti, assistiamo a incidenti che inquinano i nostri mari, minacciati costantemente anche dall'incremento del trasporto marittimo di merci e materiali pericolosi, spesso anche in zone marittime che godono di una disciplina specifica in relazione al loro valore naturalistico – si pensi alle Bocche di Bonifacio.

In tal senso ho particolarmente apprezzato l'attenzione data dal relatore allo sviluppo del servizio CleanSeaNet e alla rete SaveSeaNet . Il testo risulta molto equilibrato, seppur poliedrico, dal momento che contempera l'esigenza di definire i compiti dell'Agenzia anche attraverso un'ulteriore assunzione di personale, ma che non grava troppo sul bilancio, e sottolinea l'importanza dell'utilizzo di strumenti innovativi quali il GMES nonché lancia un messaggio positivo relativamente al sostegno nel settore delle politiche in materia di uguaglianza di genere.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat pentru acest raport, deoarece apreciez modificarea Regulamentului nr. 1406/2012, aşa cum este prezentată de colegul meu. Este nevoie de un nou cadru financiar şi de o atribuire de competenţe mai clară, pentru ca Agenţia Europeană pentru Siguranţă Maritimă să funcţioneze optim. Consider că ea trebuie să promoveze cooperarea dintre departamentele specializate ale poliţiei de frontieră din statele membre, dar şi din state terţe. Menţionez aici seria de exerciţii navale desfăşurate de poliţia de frontieră română în comun cu garda de coastă turcă în septembrie 2011. Astfel, se consolidează cooperarea dintre statele aflate în bazinul Mării Negre, precum şi reducerea timpului de intervenţie în caz de incidente maritime.

Susţin cooperarea dintre instituţiile de învăţământ de specialitate în scopul schimbului de experienţă şi bune practici. Spre exemplu, Academia navală „Mircea cel Bătrân” este implicată în programul Erasmus.

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE ). - Šiandieną priimtas reglamentas – ne be pirmas dokumentas šioje plenarinėje sesijoje, kuris skirtas Europos Sąjungos vandens telkinių apsaugai. Europos jūrų saugos agentūra jau atlieka itin svarbų darbą siekiant jūrų apsaugos. Tačiau skaudžios pamokos Meksikos įlankoje įrodo, kad Europos Sąjungoje turime imtis griežtesnių veiksmų. EMSA iki šiol vykdo jūrų transporto stebėseną, tačiau šis reglamentas įpareigos praplėsti stebėjimo funkciją.

Buvau šešėlinė nuomonės teikėja dėl šio dokumento nuo Aplinkos komiteto ir ypatingai džiaugiuosi, kad nuo šiol EMSA prižiūrės ne tik taršą iš laivų, bet ir naftos, dujų gavybos bei transportavimo įrenginius.

Taip pat labai svarbu, kad agentūra turėtų tam tikrą įtaką ir bendradarbiavimą su Europos Komisija vykdant tikrinimus trečiosiose šalyse, t. y. tose šalyse, kurios turi bendrą jūrą su Europos Sąjunga, ir tikiuosi, kad efektyvi stebėsena leis užtikrinti efektyvią prevenciją ir efektyvų reagavimą į galimas nelaimes.

Taip pat labai svarbu, kad agentūra turėtų tam tikrą įtaką ir bendradarbiavimą su Europos Komisija vykdant tikrinimus trečiosiose šalyse, t. y. tose šalyse, kurios turi bendrą jūrą su Europos Sąjunga ir tikiuosi, kad efektyvi stebėsena leis užtikrinti efektyvią prevenciją ir efektyvų reagavimą į galimas nelaimes.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, the European Maritime Safety Agency was set up in the wake of the spillage from the oil tanker Erika, and its primary role should be to focus on maintaining maritime safety. An additional role which I support is supporting Member State action to combat piracy. A system for reducing administrative barriers is also an acceptable use of that Agency.

However, I cannot support the widening focus of its role to inland navigation and recruitment of seafarers. Moreover, I believe the suggestion of it having an anti-pollution role is too controversial and thus cannot be supported. In particular, in my Member State, the UK, we have reservations regarding the extension of the Agency’s role in the analysis of the safety of mobile offshore oil and gas installations. I firmly believe that the Maritime Safety Agency should not have competence in this area and that this is completely unnecessary, given that the UK’s North Sea oil field already has high offshore exploration safety standards in place.

 
  
  

Situation in Syria: (B7-0721/2011 )

 
  
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  Mitro Repo (S&D ). - Arvoisa puhemies, jo viisituhatta kuollutta – kuinka kauan kansainvälinen yhteisö aikoo seurata vierestä, kun ihmisiä tapetaan Syyriassa valtion toimesta?

Euroopan unioni ja sen jäsenmaat ansaitsevat kerrankin hatunnoston. Eurooppa on puhunut ja toiminut johdonmukaisesti, asettanut ja kiristänyt pakotteita sekä toiminut YK:n pakotteiden aikaansaamiseksi. EU sekä Euroopan parlamentti ovat jo aiemmin todenneet, että presidentti Bashar al-Assad "must go". Syyriasta on muodostumassa diplomatian ja kansainvälisen politiikan kaksinaismoralismin ja puuttumattomuuden symboli. Korkeassa politiikassa tavallinen ihminen unohtuu ja jää jalkoihin.

Täällä parlamentissa jaettiin eilen mielipiteen vapauden puolesta Saharov-palkinto viidelle aktivistille. Heillä kaikilla oli ratkaiseva rooli Pohjois-Afrikan arabikevään kansannousujen aallossa. Välimeren molemmin puolin kannatetaan demokratiaa, vapautta ja ihmisoikeuksia. Euroopan on oltava mukana tukemassa Syyrian kansaa kohti vapautta, demokratiaa ja ihmisarvoista elämää.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat pentru această rezoluţie, deoarece în Siria continuă represiunea brutală împotriva cetăţenilor. În ultimele luni, regimul a făcut deja peste 5 000 de victime, conform estimărilor ONU. Nu putem asista nepăsători la această situaţie. Comunitatea internaţională trebuie să ia poziţie, iar Uniunea Europeană are datoria de a-şi intensifica demersurile pentru a determina liderii sirieni să oprească violenţele.

Salut deciziile UE privind noile măsuri restrictive împotriva Siriei şi îmi exprim speranţa că ele vor avea rezultatul aşteptat. În acest scop, este important să fie definite cât mai rapid detalii concrete pentru a pune noile sancţiuni în practică. Subliniez importanţa de a evalua constant care măsuri sunt mai eficiente. Apreciez rolul pozitiv jucat de Turcia în ceea ce priveşte reacţia la criza siriană, inclusiv prin efortul de a răspunde urgenţelor umanitare.

 
  
  

Draft scoreboard for the surveillance of macroeconomic imbalances: (B7-0690/2011 )

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat în favoarea rezoluţiei, pentru că Uniunea Europeană are nevoie de un cadru solid pentru prevenirea şi corectarea dezechilibrelor macroeconomice. Indicatorii economici, financiari şi structurali din tabloul de bord vor ajuta la identificarea statelor membre care pot fi afectate de astfel de situaţii. Pentru fiecare indicator se stabilesc praguri de alertă. Este însă important ca ele să fie completate de o analiză economică specifică pentru fiecare ţară.

Atrag atenţia asupra bilanţului aprofundat. El ar trebui să cuprindă o evaluare riguroasă a surselor dezechilibrelor. Rapiditatea şi transparenţa analizei sunt însă esenţiale. În cazul identificării unor dezechilibre macroeconomice grave, este nevoie ca monitorizarea să fie intensificată. Susţin integrarea procedurii de supraveghere a dezechilibrelor economice în viitoarele semestre europene.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, this draft scoreboard for surveillance of macroeconomic imbalances is unnecessary and a waste of this Parliament’s time.

We spent over a year in this Parliament working with the Council of Ministers to get an economic governance ‘six-pack’ of legislation through earlier this year and that ‘six-pack’ of legislation gave the Commission responsibility for devising a scoreboard to detail what were macroeconomic imbalances and what needed to be monitored. That was one year in the making. Therefore we do not need any more layers of complexity in this system.

Last Friday’s summit, if it taught us anything, taught us that we need solid measures to combat the eurozone debt crisis. We need to implement what we have already decided and not devise new procedures at this time of crisis. I cannot support any more interference by Parliament. Let us allow the Commission to get on with their job of devising that scoreboard.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR ). - Madam President, just before the vote, a PPE friend of mine said there was nothing so annoying as people being wise after the event. I responded that we were in fact being wise during the event and had been wise before the event.

What is happening now in the eurozone was not just predictable, it was widely predicted. It had all the inevitability (to choose an apposite parallel) of a Greek tragedy.

We had the hubris of the early days when everybody pretended that Greek and German debt were interchangeable, when a productivity gap of 30% opened up and when the markets did not intervene to impose a correction of their own. Now we are having the nemesis, but we will not have the catharsis until Greece and the other stricken countries are able to print their own currencies, price their way back into the market and start exporting their way to growth again.

One is never popular saying, ‘I told you so’. Nonetheless it does seem a bit unreasonable, if the other Member States are prepared to pay all these extraordinary prices or at least inflict these prices on their peoples, to send us the bill. It is not our problem. We kept the pound.

 
  
  

Report: Mathieu Grosch (A7-0425/2011 )

 
  
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  Giommaria Uggias (ALDE ). - Signora Presidente, ho espresso voto favorevole alla relazione sullo spazio europeo unico dei trasporti del collega Grosch, che ringrazio per il lavoro svolto.

Nello specifico, mi complimento per gli apprezzabili riferimenti alle nuove linee guida sulle TEN-T, che animeranno il futuro dibattito legislativo, nonché per la valorizzazione dell'impiego di strumenti innovativi, quali Galileo, EGNOS e GMES.

Mi rammarico, tuttavia, che non siano stati adeguatamente approfonditi taluni aspetti di fondamentale importanza per la creazione di un vero spazio unico europeo dei trasporti. Specificamente, il carattere insulare di molte realtà europee non ha trovato un approfondimento circostanziato, soprattutto relativamente alla disciplina loro applicabile in tema di obblighi di servizio pubblico, al momento piuttosto confusa e di difficile inquadramento quanto ai diversi modi di trasporto.

Infine, ho trovato il testo carente sotto il profilo dell'attenzione al trasporto di merci pericolose, che necessita di essere adeguatamente trattato e disciplinato, sia al fine di evitare terribili incidenti, sia per gestirli una volta avvenuti, anche in riferimento ai livelli di responsabilità dei soggetti, istituzionali e non, coinvolti.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat în favoarea acestui raport pentru că Uniunea are nevoie de un sistem competitiv, eficient şi integrat de transporturi. Salut propunerea Comisiei privind crearea unei reţele unificate de transport. Ea va contribui la finalizarea pieţei interne în domeniu. Ţin să precizez că, la nivel european, sectorul transporturilor asigură aproximativ 10 milioane de locuri de muncă şi reprezintă în jur de 5% din PIB. Este necesară reducerea diferenţelor între regiunile estice şi vestice ale Uniunii în ceea ce priveşte nivelul de dezvoltare a infrastructurii. Stabilitatea finanţării proiectelor trebuie asigurată.

Atrag atenţia asupra importanţei dezvoltării reţelelor de transport din noile state membre. În ţara mea, proiectul „Autostrada Transilvania”, în valoare de 2,2 miliarde de euro, va asigura o legătură între pieţele europene şi cele central-asiatice.

 
  
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  Peter Jahr (PPE ). - Frau Präsidentin! Im Vergleich zum Jahr 2005 wird der Güterverkehr bis 2030 um 40 % ansteigen, der Personenverkehr um 34 %. Da besteht die Notwendigkeit, verschiedene Verkehrsträger grenzüberschreitend effizient zu kombinieren, um den Anforderungen an einen sicheren, nachhaltigen und umweltfreundlichen Verkehr gerecht zu werden. Besonders der Ausbau der transeuropäischen Verkehrsnetze ist vonnöten. 75 % des Transports spielen sich auf der Straße ab. Der Transportsektor erwirtschaftet gemessen am Bruttoinlandsprodukt 10 % des Wohlstands der Europäischen Union und schafft über 10 Millionen Arbeitsplätze.

Obwohl sich schon viel verbessert hat, leiden wir nach wie vor bei der europäischen Infrastruktur unter den Nachwirkungen des Eisernen Vorhangs, und es gilt wirklich, die Verkehrsverbindungen von Ost nach West und von Nord nach Süd entscheidend zu verbessern. Um auch in Zukunft wirtschaftliches Wachstum generieren zu können, sind Investitionen in die Infrastruktur unvermeidbar. Deshalb habe ich dem Antrag auch zugestimmt und freue mich auf die Veränderungen, die jetzt kommen werden. In diesem Sinne vielen Dank.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, as a resolution on a single European transport area, this report calls for the Commission to put forward proposals on social and working conditions to facilitate the creation of a fully-integrated European transport market for workers. This is something that I cannot support. The report is far too ambitious, and unrealistic targets have been set for reducing the number of road deaths and reducing CO2 emissions from road transport and shipping.

It suggests that the Commission should also develop safe infrastructure for pedestrians and cyclists in towns and work towards doubling the number of users of public transport. The resolution clearly does not respect the principle of subsidiarity, and I feel it would generate more unnecessary bureaucratic legislation for Member States. Even Wales has devolved transport systems. I cannot see how this could work in the UK, let alone across Europe.

 
  
  

Report: Georges Sabin Cutaş (A7-0427/2011 )

 
  
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  Mitro Repo (S&D ). - Arvoisa puhemies, äänestin tämän päätöslauselman puolesta. On syytä olla erittäin huolestunut Uzbekistanin ihmisoikeuksien, demokratisoinnin ja oikeusvaltion tilanteesta. Siellä etenkin lasten pakkotyövoimaa käytetään järjestelmällisesti tekstiiliteollisuudessa. Lasten ja opiskelijoiden terveyttä, työoloja, ikää ja tottelemattomuudesta annettuja rangaistuksia ei ole voitu mitenkään seurata, sillä Uzbekistan kieltää ulkomaisten tarkastajien ja ihmisoikeusedustajien tulon maahan.

Uzbekistanin toimet rikkovat kansainvälisiä ihmisoikeusvelvoitteita ja kansainvälisen työjärjestön sääntöjä. Onneksi tekstiilituotteiden vähittäiskauppiaat Euroopassa ovat nyt päättäneet lopettaa puuvillan ostamisen Uzbekistanista. Se on osoitus eurooppalaisten yritysten etiikasta ja moraalista.

Tämä ei kuitenkaan vielä yksin riitä. Parlamentin ei tule hyväksyä kauppasopimusta ennen kuin Uzbekistanin viranomaiset ovat päästäneet ILOn tarkkailijat maahan. Lisäksi on vahvistettava, että maassa on pantu täytäntöön uudistuksia ja saavutettu huomattavia tuloksia pakkotyövoiman ja lapsityövoiman käytön totaalisesta lopettamisesta niin kansallisella, maakunnallisella kuin paikallisellakin tasolla.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, given that Uzbekistan is the fifth largest producer of cotton and the third biggest exporter of cotton worldwide, I welcome the report on establishing an EC-Uzbekistan Partnership and Cooperation Agreement taking in bilateral trade in textiles. Crucially the report takes into account the concerns of the EU Presidency, UNICEF and the International Labour Organisation (ILO) with respect to the alleged use of forced child labour in the Uzbek textile industry.

It also quite appropriately requests the Commission to conduct a feasibility study on an effective traceability mechanism for goods produced, which would go some way to address the issue of forced child labour. The proposed agreement would also give Uzbek cotton the most-favoured-nation status thus allowing trade with the EU which is free from quantitative restrictions, which can only be good for the long-term development of Uzbekistan.

Finally the report quite rightly calls for an ILO investigation into the alleged forced child labour breaches. Such an investigation should happen without delay. If we take action here and organise this, we should be able to make this trade much better and safer for all involved.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR ). - Madam President, it is nice to see you in the chair and I hope, like other colleagues, to see a bit more of you.

It is difficult to think of a more textbook case of a repressive regime than that in Uzbekistan. That beautiful country with the ancient cities of the Silk Road is being treated more or less as the personal property of the president’s family and of some of their cronies. There is an almost Caligulan tyranny there, and a regime which is involved in drug running and repression – two opponents of the regime were boiled to death while in prison.

And yet the West has tended to hold back from criticism because in the uncertain days immediately after 9/11 the Karimov dictatorship had the wit to declare itself an ally in the war on terror and to make its bases available for use in the Afghan campaign.

This is the error we make again and again in Muslim countries. We made it with the Shah in Iran, we made it in Egypt and we are making it in Saudi Arabia. There is no, or very little, fundamentalism in Uzbekistan. A traveller there does not see beards, does not perceive headscarves and does not hear the call to prayer. However, if we define every opponent of the Karimov tyranny as a fundamentalist, we will eventually make that prediction come true and we will create the very thing we purport to fear.

 
  
  

Freedom of movement for workers within the European Union: (B7-0730/2011 )

 
  
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  Peter Jahr (PPE ). - Frau Präsidentin! Ich gebe ehrlich zu, bei diesem Bericht wohnen zwei Seelen in meiner Brust. Zum einen bin ich natürlich für die Freizügigkeit, für eine Europäische Union, in der sich Menschen und Arbeitnehmer frei bewegen können. Andererseits sollten wir auch ständig die negativen Wirkungen bei diesem Prozess beachten, denn es bringt überhaupt nichts, wenn diese Menschen von einem Sozialsystem ins andere hinüberwandern. Deshalb wünsche ich mir nur eins: dass wir diesen Prozess – den wir alle wollen, ich betone das nochmals – gebührend berücksichtigen und auch die negativen Wirkungen nicht übersehen und gegebenenfalls auch ganz einfach nachsteuern. Denn unstrittig ist: Diese Europäische Union kann sich nur dann erfolgreich entwickeln, wenn sich die Menschen frei bewegen können, wenn sie auch in anderen Regionen Arbeit finden und wenn sie zum wirtschaftlichen Wohlstand beitragen können.

 
  
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  Martin Kastler (PPE ). - Frau Präsidentin, liebe Kolleginnen und Kollegen! Gleich vorneweg: Ich bin auch ein großer Befürworter der Freizügigkeit und finde, es ist ein ganz wichtiges Moment der Europäischen Union, dass wir uns auf diesem Binnenmarkt, in den Dienstleistungsbereichen, in allen Bereichen freizügig bewegen können. Allerdings ist auch ein Grundsatz, der nicht nur in der Europäischen Union, sondern im Rechtsstaat gilt: Pacta sunt servanda – Verträge sind einzuhalten. Und der Vertrag besagt, dass es in der Arbeitnehmerfreizügigkeit eine Klausel gibt von 3 Jahren plus 2 plus 2 Jahren. Daher habe ich diese Entschließung heute nicht unterstützen können, weil sie nur ein Symbol dafür ist, dass wir diese Verträge mitten in der Laufzeit ändern sollen. Ich bin der Ansicht, die Mitgliedstaaten können darüber selbst entscheiden. So steht es in den Verträgen. Das war richtig. Es wird aber auch, wenn die Verträge auslaufen und damit jede Befristung ausgelaufen ist, in den alten Mitgliedstaaten zu keinem Ansturm aus anderen Mitgliedstaaten kommen. Ich bin der großen Überzeugung, dass wir gemeinsam diese Europäische Union voranbringen werden und dass keine Barrieren mehr aufgebaut werden.

 
  
  

Report: Nicole Kiil-Nielsen (A7-0338/2011 )

 
  
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  Norica Nicolai, în numele grupului ALDE . – Am ales să îmi explic votul, pentru că, în calitatea mea de raportor la acest raport m-am abţinut în a-l vota. Înţeleg că există în acest Parlament persoane care evită dezbaterile cu privire la un raport atunci când acest raport nu spune nimic sau nu spune mare lucru, ceea ce este cazul acestei strategii privind Asia Centrală. Deşi Uniunea Europeană a adoptat în 2007 o strategie, deşi acest Parlament are două rezoluţii, raportul nu face în realitate o evaluare a modului în care s-a derulat această strategie; este un inventar de problematici, într-o limbă de lemn penibilă, care dovedeşte foarte clar că nu se cunoaşte nici măcar situaţia zonei. Se vorbeşte despre o situaţie securitară, ignorându-se faptul că sunt şi ţări neutre în zonă. Nu se cunoaşte implicarea acestor ţări în situaţia conflictului din Afganistan.

Dar, dincolo de aceasta, acest raport impune un anumit tip de gândire, care, după părerea mea, este păgubos pentru acest Parlament. Dă indicaţii şi încearcă să exporte modele economice şi culturale unei zone care este total diferită, aruncând această zonă, în continuare, în plaja de influenţă şi de interes a unei Rusii care îşi doreşte refacerea unei foste Uniuni Sovietice. Cred că acest tip de abordare superficială, marcată de o lipsă de informaţie, marcată de prejudecăţi de abordare, cel puţin în relaţiile noastre cu Asia Centrală, nu îşi are locul.

Cred că Asia Centrală poate deveni o prioritate şi este o prioritate pentru multe dintre statele membre, iar faptul că noi condiţionăm o serie de acorduri în zonă de situaţia drepturilor omului este un lucru necesar, dar această condiţionare nu trebuie să rămână declarativă. Ea trebuie urmată de o implicare în acest spaţiu, de o încercare de exportare a modelelor noastre, a bunei practici europene, şi susţinută de o colaborare în materie de educaţie cu aceste ţări.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL ). - Madam President, thousands of oil workers in the Mangystau region of West Kazakhstan have been on strike now for over six months. They are fighting for better working conditions; they are fighting for an increase in pay due to the very harsh conditions they experience – which I saw for myself; they are fighting for the right to have independent trade unions; and they are calling for nationalisation, under workers’ control, of all enterprises in the oil extraction sector.

The Kazakhstan Government and the oil giant Kazmunaigaz have completely ignored the just demands of these workers and have effectively refused to engage in meaningful negotiations. Instead, the workers have been met with very severe and brutal repression. One trade unionist has been murdered; another worker’s daughter has been killed and their lawyer has been jailed for six years. Violence continues against these workers. Another strike activist returned to his home on 30 November to find his whole house and his car had been smashed up, and the police refused even to take a statement from him.

I spoke to a group of workers last week who have launched an international appeal for the trade union movement to show solidarity with their struggle and have also called on the international leaders of the trade union movement to support the struggle of the workers to break the links with the leadership of the so-called Confederation of Free Trade Unions of Kazakhstan, which is completely pro-employer and pro-government. Tomorrow there will be major demonstrations in Kazakhstan and internationally in support of these workers. I will be standing alongside them in solidarity.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat în favoarea acestui raport, deoarece încearcă să sublinieze importanţa relaţiilor strategice cu Asia Centrală. Potenţialul lor nu a fost utilizat pe deplin la nivelul Uniunii, inclusiv din punct de vedere economic şi comercial. Pentru ţările din regiune, cooperarea cu Uniunea Europeană reprezintă accesul la o piaţă de desfacere imensă, o destinaţie alternativă de export, posibilităţi noi de dezvoltare tehnologică şi industrială.

Din perspectiva Uniunii, relaţiile economice oferă oportunităţi pentru diversificarea surselor de aprovizionare cu energie şi materii prime. Este nevoie să fie intensificate eforturile pentru realizarea Nabucco. Totodată, semnalez importanţa lansării altor proiecte vizând interconectarea reţelelor energetice şi de transport. De exemplu, România a propus Kazahstanului să participe la proiectul AGRI vizând transportul de gaz, precum şi conectarea la proiectul oleoductului Constanţa-Trieste.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, Central Asia is strategically important to Europe, and the development of an EU strategy for Central Asia back in 2007 cemented the EU’s acknowledgement of this. A lot of progress has been made since its implementation, with initiatives and programmes aimed at supporting good governance, the rule of law, economic development, trade and investment to name but a few.

However, we are currently operating in a starkly different economic climate compared to that of 2007 and so it is only appropriate that the EU strategy for Central Asia be reviewed and updated accordingly. The main focus of this report is for the EU to strengthen its engagement with Central Asia, particularly with respect to human security and better regional cooperation. It is for these reasons that I have voted for this report.

 
  
  

Report: Karima Delli (A7-0409/2011 )

 
  
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  Mitro Repo (S&D ). - Arvoisa puhemies, äänestin äsken työterveyttä ja työturvallisuutta käsittelevän mietinnön puolesta. Talouskriisin seurauksena jäsenmaat etsivät uusia tapoja nostaa työn tuottavuutta. Yksi tapa nostaa työn tuottavuutta sekä pidentää työntekijöiden työuraa on panostaa aidosti työterveyteen ja työturvallisuuteen. Työn tuottavuuden nostaminen ja työurien pidentäminen eivät kuitenkaan onnistu ilman, että otamme huomioon työntekijöiden inhimilliset tarpeet. Työhyvinvointi ja työn tuottavuus kulkevat aina käsi kädessä.

Onneksi useissa organisaatioissa on jo oivallettu, että ihmisten hyvä fyysinen ja henkinen hyvinvointi säästävät kustannuksia. Sairauspoissaolot vähentyvät ja eläkekustannukset pienentyvät. Kyse on siis myös taloudellisista realiteeteista. Ilman hyvinvoivia työntekijöitä meillä ei ole hyvinvoivia yrityksiä eikä toiveita pärjätä globaaleilla markkinoilla. Siksi kannatankin lämpimästi tätä mietintöä.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ). - Am votat pentru acest raport, deoarece este nevoie să adaptăm aquis-ul comunitar în materie de sănătate şi securitate în muncă la noile riscuri în domeniu. De exemplu, sunt necesare soluţii durabile pentru diminuarea riscurilor psiho-sociale. Măsurile de austeritate din timpul crizei economice nu trebuie să afecteze nivelul de siguranţă la locul de muncă. Ţin să menţionez că angajaţii IMM-urilor sunt expuşi cel mai des riscurilor profesionale. 82% din toate accidentele de muncă şi 90% din toate accidentele mortale se produc în IMM-uri.

Este necesară dezvoltarea unui program european pentru monitorizarea riscurilor profesionale. Sprijin ideea creării unor metode unice de evaluare a impactului în domeniul sănătăţii şi securităţii la locul de muncă. Totodată, strategiile naţionale trebuie să fie aplicate în mod eficient, cu implicarea lucrătorilor şi actorilor sociali.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR ). - Madam President, I have major reservations about this report on health and safety at work, which calls for a European strategy to be developed which will allow for new risks, such as psycho-social risks, and also to include all workers, no matter what their function, in prevention policies. It calls for more legislation in the area of health and safety and for something which is perfectly acceptable – more corporate social responsibility.

All Member States should have appropriate health and safety regimes but, just as in my own country, the UK, we are already buried under the often unnecessary red tape this involves. Common sense, not legislation, now needs to be applied. The proposals made in this report would inevitably increase the administrative burden on small and medium-sized enterprises, which is something that I cannot support. Many SMEs are fighting for survival in the current economically turbulent times. We should be proposing measures that would assist their businesses rather than hinder and bury them in red tape.

 
  
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  Martin Kastler (PPE ). - Frau Präsidentin! Ich habe dem Bericht über die Halbzeitüberprüfung der Strategie der Europäischen Union für Gesundheit und Sicherheit am Arbeitsplatz heute sehr gerne zugestimmt. Ich möchte gerne drei Punkte hervorheben, die ich für besonders wichtig halte. Das ist zum einen die Ziffer 82, der wir heute zugestimmt haben. Mir wäre es noch lieber gewesen, wenn es ein noch klareres Signal gegeben hätte betreffend die work-life balance , alles, was mit der Gesundheit am Arbeitsplatz zu tun hat und auch damit, wie wir die Arbeit regeln, welchen Rhythmus wir den Arbeitnehmern und Arbeitnehmerinnen geben, und wenn vor allem der Sonntagsschutz hier noch genannt würde. Ich selber habe eine Initiative dazu gestartet, und ich glaube, wir können auch alles tun, um im nächsten Jahr den 3. März als einen europaweiten Tag für den arbeitsfreien Sonntag zu unterstützen.

Ziffer 16 ist mir auch besonders wichtig. Denn Burnout ist eine der Krankheiten, die in Europa derzeit die größten Kostenfaktoren darstellen. Eine Strategie zum Burnout brauchen wir dringend, und die Europäische Kommission wird dazu im nächsten Jahr eine Studie veröffentlichen und stellt auch ein Grünbuch in Aussicht. Darüber müssen wir in Europa noch dringend reden.

Als Letztes darf ich als Berichterstatter für das Europäische Jahr 2012 für aktives Altern und Solidarität zwischen den Generationen noch darauf hinweisen: Lassen Sie uns gemeinsam daran arbeiten, dass wir in Gesundheit, in Vitalität und Würde alle achten, ob Arbeitnehmerinnen, ob Arbeitnehmer, ob Unternehmer, dass wir daran arbeiten in Europa.

 
  
  

Written explanations of vote

 
  
  

Report: Jens Geier (A7-0388/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório, tendo em conta que é necessário manter a ajuda ao Afeganistão, devendo, no entanto, verificar-se um controlo mais eficiente da sua execução, apesar de estar plenamente consciente das dificuldades de a mesma se concretizar numa zona de conflito. Esta fiscalização, bem como uma melhor atribuição dos fundos, que deve ser setorial, revelam-se necessárias, assumindo, de forma mais específica, as razões que justificam a utilidade de todos os apoios. A supervisão da utilização dos fundos é extremamente importante, sobretudo se considerarmos que muitos movimentos talibãs se financiam muitas vezes por meio de canais oficiais.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE ), in writing . − I voted in favour of the resolution on budgetary control of EU financial assistance to Afghanistan which points out that currently no direct budget support is granted to this country. I agree with the rapporteur that budget support remains the most appropriate channel to foster capacity building and, therefore, the Commission should be invited to consider sectoral budget support, where appropriate, with rigorous and well-defined conditions. We, Members of the European Parliament, call on the Commission to insist on the establishment of full financial and operational independence of the Control and Audit Office of Afghanistan. Moreover, the EP also urges the Commission to further strengthen coordination with Member States and the donor community in general. I want to stress that the own-initiative report of 15 January 2009 on the control of EU funds in Afghanistan had already asked the Commission to provide a comprehensive annual report including shortcomings identified and measures taken to remedy these shortcomings. Regrettably, until now the Commission has not prepared such a report, therefore, we, Members of the European Parliament, strongly urged the Commission – once more – to implement the recommendation.

 
  
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  Pino Arlacchi (S&D ), in writing . − I strongly support this text because, as my report on a new strategy for Afghanistan denounced one year ago, it clearly underlines that the current arrangements for managing EU funds in Afghanistan are inadequate. Afghanistan is amongst the recipient countries receiving the most civilian aid from the EU general budget. In the period 2002-2010 the combined EU (European Community and Member States) budget for aid to Afghanistan totalled around EUR 8 billion, but a significant proportion of the EU aid was lost along the distribution chain. The main reasons for this are: waste, excessive use of intermediaries, security costs, overbilling and corruption. I strongly believe that the EU must ensure transparency and accountability in relation to the financial assistance provided to the Afghan Government, international organisations and local NGOs, in order to ensure the coherence of aid and the success of Afghanistan’s reconstruction and development.

 
  
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  Corina Creţu (S&D ), în scris . − Apreciez munca raportorilor care au prezentat avantajele şi dezavantajele diverselor forme prin care se acordă ajutor Afganistanului. Apreciez fermitatea cu care cer Comisiei Europene mai multă transparenţă în privinţa acordurilor cu partea afgană pentru a verifica eficienţa utilizării fondurilor. Există nesatisfacţii în legătură cu modul în care sunt utilizate fondurile, legate de gradul ridicat de corupţie al administraţiei afgane. De aceea, recomandările din raport sunt importante şi Comisia Europeană va trebui să ţină cont de ele. Este un raport bine întocmit, profesionist, în favoarea căruia am votat.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE ), par écrit . – J'ai voté en faveur de ce rapport car il rappelle qu'à l'heure actuelle, aucune aide financière budgétaire directe n'est accordée à l'Afghanistan. Il précise cependant que l'appui budgétaire est le meilleur instrument de renforcement des capacités, et qu'il conviendrait par conséquent d'inviter la Commission à envisager, le cas échéant, d'accorder un appui budgétaire sectoriel assorti de conditions rigoureuses et clairement définies. Le rapport invite également la Commission à remédier aux faiblesses relevées et l'engage à insister sur l'établissement de la pleine indépendance financière et opérationnelle de l'organisme afghan de contrôle et d'audit. Par ailleurs, le rapport soulève la question d'une responsabilité renforcée des fonds de l'Union acheminés par des agences des Nations unies en Afghanistan.

 
  
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  Tamás Deutsch (PPE ), írásban . − Az Európai Unió külső országoknak is nyújt pénzügyi támogatást. A Költségvetési Ellenőrző Bizottság az Afganisztánnak nyújtott uniós segítség pénzügyi ellenőrzéséről szóló saját kezdeményezésű jelentést készített. Az Európai Parlamentnek feladata az Unió határain kívüli forrásfelhasználás pénzügyi ellenőrzését is elvégezni. A jelentés elsősorban az Európai Számvevőszék által megfogalmazott ajánlások végrehajtására hívja fel az Európai Bizottságot, illetve sürgeti a fennálló problémák hatékony és gyors kezelését. A jelentéstevő által megfogalmazott intézkedések támogatandóak, hiszen az uniós költségvetés felhasználásának ellenőrzése – az Unió határain belül és kívül – minden európai állampolgár érdeke, és ezért az Európai Parlament kötelessége.

 
  
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  Edite Estrela (S&D ), por escrito . Votei a favor do relatório porque o mesmo tem como objetivo promover uma maior supervisão e responsabilização no uso dos fundos da UE no Afeganistão. A fraude e a corrupção que se instalaram nesse país afetam a administração pública local, importando, por isso, assegurar que as ajudas dos Estados-Membros cumprirão os objetivos a que estão destinadas.

 
  
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  Diogo Feio (PPE ), por escrito . O Afeganistão é, historicamente, um país em que a violência e a instabilidade são uma constante. A queda do regime pró-soviético de Najibullah às mãos dos guerrilheiros islâmicos e a brutalidade do regime dos talibã que se lhe seguiu mergulharam o país em mais um conflito do qual não parece ser capaz de libertar-se não obstante os esforços da comunidade internacional, em particular dos Estados Unidos da América, para que assim seja.

As notícias que vão chegando acerca dos progressos no combate ao terrorismo e da capacidade do governo de Amid Karzai para assegurar a segurança, a liberdade e o Estado de direito no território afegão não são as mais animadoras. Abandonar o Afeganistão à sua sorte põe em causa a segurança não só dos Estados limítrofes, mas de boa parte da comunidade internacional. Acredito que a União Europeia deve procurar ajudar o Afeganistão das formas que considerar adequadas, fazê-lo de maneira a que a ajuda chegue a quem dela mais precisa e ter acesso integral à informação dos organismos internacionais através dos quais canaliza parte dela.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . A guerra civil que tem massacrado o povo afegão levou a comunidade internacional a intervir, a nível diplomático e militar, no Afeganistão para garantir a segurança da população. Na verdade, os rebeldes talibãs não têm dado tréguas ao terrorismo, como provam os ataques, entre outros, ao quartel-general da NATO e à embaixada dos EUA. Apesar dos esforços do governo afegão para pôr cobro ao terrorismo, a realidade é que os rebeldes talibãs continuam as suas ofensivas. O objetivo é que os militares afegãos assumam o controlo da situação e possam substituir os militares estrangeiros. Até lá, é necessário que a UE, comunidade que suporta mais de 50 % da ajuda externa ao Afeganistão, continue a dispor de dotação orçamental, não só para fazer face às despesas com o pessoal, mas também para financiar todos os projetos que tem em curso neste país. A UE deve, pois, continuar a ajudar o governo afegão a ultrapassar esta situação dramática e a instaurar uma democracia em plenitude, ou seja, com o respeito pelas minorias, pela igualdade de género e pelos valores consagrados na Carta Internacional dos Direitos Humanos. Por isso, voto favoravelmente este relatório sobre o controlo orçamental da ajuda financeira da UE ao Afeganistão.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL ), por escrito . Destacamos as críticas feitas pelo relator relativamente à supervisão e à responsabilidade sobre a gestão dos Fundos atribuídos pela UE. Propõem-se, no relatório, medidas que visam melhorar esta situação como: a diversificação da ajuda "a fim de responder a necessidades individuais através do canal de financiamento adequado"; "prestar apoio orçamental directo ao Afeganistão"; "a sociedade civil e os deputados devem participar em cada etapa da execução, supervisão e avaliação dos resultados"; medidas de combate à corrupção.

A questão de fundo é que este relatório não condena, como se impunha, a ocupação do Afeganistão. O relator refere mesmo "que a retirada das tropas pode ter um impacto negativo na economia afegã". Reiteramos a nossa oposição à ocupação militar no Afeganistão. Defendemos que o único caminho para a paz naquela região passa obrigatoriamente pela retirada imediata de todas as tropas ocupantes e pelo respeito da independência e soberania do Afeganistão.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − V uznesení Parlamentu zo 16. decembra 2010 o novej stratégii pre Afganistan boli identifikované viaceré významné otázky týkajúce sa rozpočtovej kontroly finančnej pomoci EÚ pre Afganistan. Práve táto krajina patrí medzi tie, ktoré prijímajú väčšinu civilnej pomoci zo všeobecného rozpočtu Únie. Vážne znepokojujúcou je však skutočnosť, že v distribučnom reťazci sa stráca významná časť medzinárodnej pomoci, predovšetkým plytvanie, príliš vysoké náklady na sprostredkovanie a bezpečnosť, príliš vysoká fakturácia a korupcia. I z tohto dôvodu je nevyhnutné, aby Komisia dohliadala a monitorovala náklady a účinnosť všetkej pomoci EÚ v Afganistane s cieľom zlepšiť jej efektívnosť. Celkovým cieľom rozvojovej pomoci EÚ pre Afganistan by mala byť podpora dlhodobo a trvalo udržateľného rozvoja krajiny vrátane zlepšenia sociálno-ekonomických noriem, uľahčenia tvorby pracovných miest a zvyšovania počtu malých a stredných podnikov, posilnenia odvetvia vzdelávania a zaručenia rovnosti žien a mužov. Takáto pomoc by mala ešte viac uľahčiť budovanie kapacít vo verejnej správe, posilniť právny štát a obmedziť korupciu, a tým napomôcť presun zodpovednosti za bezpečnosť na vládu Afganskej islamskej republiky. Domnievam sa, že je naliehavo potrebné zvýšiť efektivitu pomoci, keďže mnoho ukazovateľov rozvoja ešte stále nevykazuje žiadne výrazné zlepšenie a korupcia a dlhý distribučný reťazec medzinárodnej pomoci zostávajú hlavnými prekážkami pri poskytovaní základných služieb obyvateľom.

 
  
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  Mikael Gustafsson (GUE/NGL ), skriftlig . − ”Jag har röstat ja till betänkandet. Men jag vill göra följande viktiga markeringar:

1) Jag tar avstånd från USA:s och Natos krig i Afghanistan. Fred kan bara skapas om man förhandlar med talibanerna och andra grupper med syftet att genomföra genuint demokratiska val och ge det afghanska folket full nationell bestämmanderätt.

2) Jag anser att den sittande regeringen är mycket korrumperad. Eventuellt EU-bistånd till den afghanska regeringens civila utvecklingsprojekt måste därför vara begränsat och kontrolleras strikt. Målet bör vara att utveckla ett framgångsrikt arbete mot korruption så att en framtida reellt demokratiskt vald och väl fungerande regering kan anförtros en större del av biståndet.

3) Det finns ett antal väl fungerande och kända internationella organisationer och NGOer som bedriver framgångsrikt utvecklingsarbete i Afghanistan, ofta med tyngdpunkt på hälsa och utbildning. De bör i nuvarande läge vara prioriterade för utvecklingen av biståndet.”

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD ), raštu . − Pritariau šiam dokumentui, kadangi Europos Komisija nuo 2002 m. Afganistanui skyrė 2 mlrd. ir išmokėjo per 1,8 mlrd. eurų, numatytų paramai vystymuisi ir humanitarinei pagalbai, o Parlamentas turi atlikti priežiūros vaidmenį, todėl yra prašoma, kad Komisija skaidriu būdu pradėtų taikyti ir viešai paskelbtų šias priemones: su Afganistano Islamo Respublikos vyriausybe sudarytus susitarimus; pradines vertes, rodiklius, tikslus, skaičiavimo metodus ir tikrinimo šaltinius siekiant įvertinti pažangą ir priimti sprendimus, susijusius su veiklos rezultatais grindžiamų kintamo dydžio galimos būsimos paramos biudžetui dalių išmokėjimu; aiškias ir standartizuotas ataskaitas, kuriose objektyviu ir skaidriu būdu būtų įvertinta pažanga, remiantis nustatytais kriterijais ir, jeigu reikia, pateikiant priežastis, kodėl negalėjo būti užtikrinta pradžioje planuota pažanga.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE ), par écrit . – J'ai voté en faveur du rapport relatif au contrôle budgétaire de l'aide financière accordée par l'Union européenne à l'Afghanistan, car il souligne l'importance du soutien budgétaire pour un renforcement des capacités du pays. Il met également en avant les faiblesses relevées par les rapports d'audit de la Cour des Comptes et de cabinets d'audit américains, et demande à la Commission européenne d'y remédier. Il demande également l'instauration de normes d'audit communes.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this report in which the rapporteur examined the audit reports both of the European Court of Auditors (ECA) and of US audit entities. These revealed significant shortcomings in the management of funds for Afghanistan. It is evident that project management in conflict-affected areas such as the one in Afghanistan cannot be directly compared with project management in developed countries or even developing countries not affected by conflicts. There is no doubt that oversight efforts are also hampered by the unstable security situation. At the same time, reliable information on weaknesses in project management and relevant risk factors need to be identified, in order to make improvements as far as possible.

 
  
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  Iosif Matula (PPE ), în scris . − Uniunea Europeană trebuie să-şi respecte statutul de partener cu ţările din afara spaţiului Comunităţii Europene, dar şi de garant al respectării drepturilor omului, al statului de drept, al tuturor instrumentelor democraţiei în întreaga lume. Uniunea Europeană şi-a asumat responsabilitatea sprijinirii Afganistanului pentru consolidarea unui stat de drept. Dar această obligaţie asumată nu înseamnă o lipsă de control a fondurilor europene destinate poporului afgan. În acest context, procesul de stabilizare şi reconstrucţie din Afganistan trebuie sprijinit în continuare. Un sprijin necesar, dar care trebuie însoţit de măsuri suplimentare de control şi coordonare a cheltuielilor, ca urmare a sesizărilor Curţii de Conturi, care a identificat anumite nereguli în gestionarea fondurilor europene.

Trebuie să fim dispuşi să acordăm asistenţă Afganistanului, pentru a ne asigura că instituţiile regionale şi naţionale funcţionează într-un mod eficient şi transparent. În acest sens, este necesar să susținem întărirea rolului parlamentului, al sistemului judiciar şi al autorităţilor de audit din Afganistan. Organele alese la nivel naţional şi subnaţional trebuie ajutate şi încurajate pentru a exercita o supraveghere atentă a utilizării fondurilor europene.

 
  
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  Mario Mauro (PPE ), per iscritto . − L’Unione europea deve continuare a sostenere con forza l’Afghanistan. È necessario risolvere in fretta le carenze rilevate negli ultimi anni, per quanto concerne la democrazia e la corruzione. È cruciale disporre di un'istituzione superiore di controllo che sia pienamente indipendente dall'esecutivo sul piano finanziario e operativo e che sia dotata di capacità e di finanziamenti sufficienti per svolgere l'audit finanziario. Il mio voto è favorevole.

 
  
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  Nuno Melo (PPE ), por escrito . Para uma democracia transparente, é necessária uma instituição superior de auditoria que, em termos financeiros e operacionais, seja totalmente independente do poder executivo. Torna-se necessário identificar os fatores de risco associados à corrupção, à fraude, à sustentabilidade dos projetos, aos subcontratantes e a outras fontes de desperdício ou utilização indevida dos fundos. É imperioso aumentar a transparência e a responsabilidade na utilização de fundos comunitários.

 
  
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  Katarína Neveďalová (S&D ), písomne . − Afganistan je krajina, ktorá bola, a stále je, zmietaná vojnou a konfliktom. Tieto konflikty si neustále vyberajú tvrdú cenu na Afganistane a jeho obyvateľoch. Vojny na území Afganistanu boli príznačné pre túto krajinu prakticky počas celého dvadsiateho storočia. Teroristické útoky v roku 2001 a prítomnosť teroristických organizácii v Afganistane zapríčinila, že ani v súčasnosti sa toho bohužiaľ veľa nezmenilo. Preto plne súhlasím s kolegom Geirom, ktorý navrhuje priamu pomoc Afganistanu z rozpočtu Európskej únie, ktorá momentálne chýba. Pevne verím, že pri prísnej finančnej kontrole takéhoto financovania a skúseností – či už zo strany EÚ, alebo našich Amerických partnerov, sa nám podarí dospieť k takému riešeniu, ktoré Afganistanu naozaj pomôže. Za najdôležitejšie oblasti, okrem nezávislosti súdnictva – ktorú vypichol kolega Geier, považujem zlepšenie situácie v oblasti vzdelávania. Pretože iba touto cestou bude možné dosiahnuť udržateľný rozvoj a vyriešiť situáciu dlhodobo.

 
  
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  Alfredo Pallone (PPE ), per iscritto . − La relazione del collega Geier per la quale ho votato a favore, mira a definire i parametri generali per il controllo sul bilancio europeo relativamente ai fondi destinati all'Afghanistan, il loro utilizzo, le implicazioni positive e negative e i rapporti con altre istituzioni come le agenzie statunitensi che si occupano dei fondi investiti dagli USA e le Nazioni Unite. L'evoluzione continua della situazione politica afghana ha bisogno di un aiuto serio da parte dell'Europa per permettere lo sviluppo di un paese che va indirizzato verso una vera democrazia con diritti e doveri. Il controllo della gestione dei fondi risulta perciò indispensabile per attuare quei progetti mirati che servono per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 
  
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  Γεώργιος Παπανικολάου (PPE ), γραπτώς . – Υπερψήφισα την έκθεση, η οποία παραθέτει μία συγκριτική προσέγγιση των πρακτικών που ακολουθεί η Ε.Ε. και οι Η.Π.Α για τον έλεγχο της χρηματοοικονομικής υποστήριξης στο Αφγανιστάν. Η διαχείριση κονδυλίων πραγματοποιείται κατά κανόνα μέσω ΜΚΟ, αναδόχων κερδοσκοπικού χαρακτήρα, χορηγών και άμεση δημοσιονομική υποστήριξη στην αφγανική κυβέρνηση. Οπωσδήποτε όμως και καθώς οι δομές στο Αφγανιστάν δεν μπορούν να συγκριθούν με τις αντίστοιχες σε ανεπτυγμένες χώρες απαιτεί προσοχή το γεγονός ότι η Ελεγκτική Υπηρεσία του Αφγανιστάν δεν διαθέτει επί του παρόντος ανεξαρτησία από την εκτελεστική εξουσία στο Αφγανιστάν, με αποτέλεσμα να μην τηρούνται τα διεθνή πρότυπα ελέγχου. Την ίδια στιγμή παρατηρείται περιορισμένη ελευθερία στη πρόσβαση των εσωτερικών εκθέσεων ελέγχου, γεγονός που θέτει σε αμφισβήτηση την διαφάνεια των διαδικασιών.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE ), por escrito . Votei favoravelmente o presente relatório por concordar com as suas premissas, designadamente por se manter o compromisso sobre o desenvolvimento sustentável e de longo prazo do Afeganistão e se disponibilizarem recursos adequados após 2014, data em que a responsabilidade pela segurança estará por completo a cargo das autoridades afegãs e em que outros doadores poderão começar a reduzir o seu respetivo financiamento.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − In favour. Following the observations made by the rapporteur of the own-initiative report on a new strategy for Afghanistan, the Committee on Budgetary Control decided to further look into the way EU funds are controlled in Afghanistan. The approach taken by the rapporteur was to try to identify best practices by comparing the way the European Commission is managing the funds with the way funds are being handled by various US agencies. To this end, the rapporteur went on a fact-finding mission to Washington DC and New York City to meet representatives of the Special Inspector for Afghanistan Reconstruction (SIGAR), the Inspector-General of the United States Agency for International Development (USAID), USAID’s office of Afghanistan and Pakistan Affairs, the United States Department of State, the Government Accountability Office, the Congressional Research Service, the World Bank and the United Nations Development Programme (UNDP). The rapporteur also held a meeting with the Afghan Control and Audit Office as well as with various representatives of NGOs involved in Afghanistan.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE ), per iscritto . − Sono passati dieci anni dall'inizio delle operazioni contro i talebani in Afghanistan e la situazione economica e politica mondiale è molto cambiata. Gli Stati Uniti hanno deciso progressivamente si disimpegnare le loro forze nel Paese entro il 2014, mentre dall'altra parte la crisi economica e dei bilanci degli Stati europei sta portando a una contrazione delle spese militari. Per queste ragioni è necessario individuare le migliori pratiche di spesa. La questione del coordinamento degli aiuti continua a essere motivo di preoccupazione. Molte relazioni e testimonianze orali rilevano la mancanza di un coordinamento efficace dell'operato dei donatori internazionali. Ne conseguono alcune sovrapposizioni e il mancato adeguamento dei progetti alle esigenze afghane. Con questo voto si darà maggiore impulso a operazioni di coordinamento e di analisi delle esigenze contingenti.

 
  
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  Charles Tannock (ECR ), in writing . − I voted for the Geier report on the budgetary control of EU financial assistance to Afghanistan. With a plethora of international originations operating in theatre complementing the NATO ISAF mission, it is essential that partners coordinate their efforts to avoid duplication and therefore the needless squandering of resources. Of particular relevance here is the relationship between the EU and UN agencies and the direct EU budgetary support for Afghanistan, where there is a serious risk of duplication. The seemingly ubiquitous problems of government corruption, tribal nepotism, the hazardous security situation for EU officials as targets of the Taliban and poorly trained Afghan officials must be addressed with renewed vigour, and monitored closely. Audit bodies administering financial aid must be transparent and accountable. My hope is that EU financial assistance will assist in the creation of robust institutions and democratic mechanisms within Afghanistan in order that, following the 2014 withdrawal of foreign troops, Kabul can maintain internal security and adequate counter-insurgency capabilities.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . Este relatório de iniciativa pretende analisar a forma como os Fundos da UE são controlados no Afeganistão no âmbito da Estratégia para o Afeganistão. Desta forma, o relator utiliza o método comparativo entre a gestão dos Fundos da UE e das Agências dos Estados Unidos para compreender as falhas e as deficiências na gestão dos Fundos da UE e, simultaneamente, identificar as boas práticas. Tal como é referido no relatório, não existe uma abordagem única para o tipo de modelo de financiamento a utilizar, sendo que isso depende em parte dos objetivos a alcançar. Contudo, o relatório realça que a UE deverá utilizar, neste caso, o financiamento direto do orçamento do Afeganistão, a nível ministerial, reforçando também o controlo orçamental para evitar fraude e corrupção.

Por último, quero frisar a importância de um aumento da coordenação entre os países doadores, de forma a aumentar a eficácia do financiamento e a coordenar informações sobre os problemas na gestão dos projetos com o objetivo de melhorar as ações de ajuda.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI ), schriftlich . Der EU-Ausschuss für Haushaltskontrolle hat beschlossen, die Verwaltung der EU-Mittel in Afghanistan genauer zu untersuchen. Ergebnis dieser Evaluierung war, dass enorme Mängel festzustellen sind. In einer vergleichenden Analyse der Mittelverwaltung von EU und USA listet der Berichterstatter unter der Finanzierungsform "Gemeinsame Verwaltung mit Internationalen Organisationen" zwar den Vorteil einer großen Hebelwirkung und der effektiven Koordinierung der Hilfsleistungen, nennt als Nachteile jedoch notwendige Verhandlungen über Rechenschaftspflicht und Transparenz. Durch diese Analyse kommt er zu dem Schluss, dass als künftige Methode, die "direkte Budgethilfe in den afghanischen Staatshaushalt" gewählt werden sollte - dem stimme ich nicht zu. Zwar erkennt der Berichterstatter die Problematik der Betrugs- und Korruptionsanfälligkeit an, meint jedoch, mit der Klausel, schlecht arbeitenden Verwaltungseinrichtungen die Budgethilfe streichen zu können, ausreichend gegensteuern zu können. Die Rechenschaftspflicht wird unzulänglich erfüllt und die tatsächlichen Hilfsleistungen am Einzelnen sind bestenfalls noch als mittelmäßig zu bezeichnen. Die Nachteile einer "Gemeinsamen Verwaltung mit internationalen Organisationen" sind nicht einfach zu beheben: es sollte eindeutig lauten, dass NGOs, die EU-Mittel zur Verwaltung übertragen bekommen, in periodischen Rechenschaftsberichten klar und eindeutig angeben, wofür wie viel ausgegeben wurde und diese Berichte müssten auch auf der Webseite der Institutionen veröffentlicht werden.

 
  
  

Report: Andreas Schwab (A7-0424/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório que demonstra que a política de concorrência europeia trouxe benefícios para as empresas e os cidadãos europeus. De qualquer modo, é muito importante que seja propiciada uma maior transparência de preços em benefício do consumidor. Por outro lado, sublinho a necessidade de os auxílios estatais serem atribuídos da forma mais criteriosa possível, de modo a não distorcer ou tornar menos transparente o mercado da concorrência.

Por fim, entendo que, na mesma linha do relatório, é necessária uma melhor coordenação europeia para avaliar convenientemente as injeções de liquidez atípicas que o BCE realizou, na medida em que estas não se terão coordenado da melhor maneira com os auxílios estatais que prosseguem o mesmo objetivo.

 
  
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  Roberta Angelilli (PPE ), per iscritto . − Nell'attuale contesto di crisi le priorità dell'Unione devono rivolgersi al rafforzamento del mercato interno, attraverso una politica di concorrenza solida e efficace, che possa sostenere la crescita economica europea in tutti i settori. La politica di concorrenza deve sfruttare al meglio gli strumenti che l'Unione ha a disposizione, facendo salvi i principi della concorrenza e del libero mercato e la tutela dei consumatori. Credo sia necessario trovare una soluzione al fallimento delle banche istituendo un quadro normativo europeo che garantisca regole d'intervento comuni e un monitoraggio da parte della Commissione. Infine, mi auguro che si giunga ad un accordo con il Consiglio per instaurare un dialogo sulla politica di concorrenza con il Parlamento, in modo che quest'ultimo sia considerato con il giusto peso in quanto Istituzione rappresentante tutti i cittadini.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE ), în scris . − În condiţiile rediscutării politicii europene în domeniul concurenţei, este imperativ ca autorităţile decidente să nu uite în acest moment că păstrarea unui echilibru între politicile de stimulare şi cele de concurenţă au constituit şi constituie încă secretul succesului modelului economic şi social european. La fel de important este ca rediscutarea cadrului legislativ să aibă permanent drept reper şi drept obiectiv interesul final al consumatorilor.

Este important ca procedurile de sancţionare a practicilor neconcurenţiale să fie cât mai transparente şi cât mai uşor de înţeles de către consumatorii europeni. La fel de important este şi ca măsurile europene în domeniul concurenţei să crească transparenţa procesului de formare a preţurilor, pentru ca decizia consumatorilor să fie una legitimă şi informată.

Nu în ultimul rând, compensaţiile sau sancţiunile aplicate datorită încălcării procedurilor europene din domeniul concurenţei trebuie reorientate principial şi instituţional către consumatori – în numeroase ocazii, amenzile aplicate producătorilor sau comercianţilor sunt colectate de către stat, consumatorii afectaţi de lipsa concurenţei fiind privaţi astfel de reparaţiile ce se cuvin. Înfiinţarea unui fond european care să acopere costul acţiunilor transfrontaliere în domeniul concurenţei poate suplini deficitul de reglementare sau lipsa de eficienţă a legislaţiilor naţionale, contribuind totodată la dezvoltarea cadrului economic european.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D ), raštu . − Balsavau už šią rezoliuciją dėl Komisijos 2010 m. konkurencijos politikos ataskaitos. Pritariu, kad Komisija turi imtis efektyvių veiksmų skatinti visuotinį konkurencijos reguliavimo vienodinimą. Energetikos politikoje Komisija turėtų aktyviau stebėti energijos rinkų konkurenciją bei pagerinti atsinaujinančiųjų išteklių energijos integravimą į elektros energijos tinklus. Svarbu, kad Komisija stiprintų pastangas atverti konkurenciją kredito reitingų agentūrų sektoriuje bei užtikrintų kredito reitingų kokybę. Komisija turėtų nustatyti, ar konkurencijos iškraipymą lemia viešųjų pirkimų taisyklių taikymo skirtumai ES valstybėse narėse. Taip pat pritariu, jog norint užtikrinti konkurencingą ir efektyvią vidaus rinką ES būtinas sąveikus ir efektyvus tarpvalstybinis transporto infrastruktūros tinklas.

 
  
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  Regina Bastos (PPE ), por escrito . A política de concorrência da União Europeia trouxe muitos benefícios em termos de bem-estar dos consumidores, continuando a ser um instrumento essencial para a supressão dos entraves à livre circulação de mercadorias, dos serviços, das pessoas e dos capitais. A política de concorrência continua a ser essencial para preservar o mercado único e proteger os interesses dos consumidores. A saída da crise exigirá um novo empenho nas políticas de crescimento e no reforço da competitividade da UE à escala interna e global.

O presente relatório, que apoiei, apresenta recomendações relativas à política de concorrência no tocante aos seguintes aspetos: controlo dos auxílios estatais (propõe um sistema permanente de regulação e o fim das medidas temporárias assim que a situação económica o permita); controlo das concentrações, mesmo em tempo de crise, pois estas podem gerar problemas graves no futuro; incentiva a Comissão Europeia a participar na Rede Internacional da Concorrência. Por fim, apela à Comissão Europeia que apresente no início de cada ano um Programa de Trabalho no domínio da Concorrência que inclua os instrumentos vinculativos e não vinculativos relativos à concorrência, a adotar durante o ano seguinte, bem como as consultas públicas previstas.

 
  
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  Sergio Berlato (PPE ), per iscritto . − La politica di concorrenza attuata dall’Unione europea, a mio avviso, ha portato numerosi benefici in termini di benessere dei consumatori e si è profilata come uno strumento essenziale per eliminare gli ostacoli alla libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali. In particolare, ritengo che il regime provvisorio applicato agli aiuti di Stato abbia rappresentato una reazione iniziale molto positiva agli effetti della recente crisi economico-finanziaria. Con riferimento specifico agli aiuti di Stato nel settore finanziario, concordo con il relatore nell'invitare la Commissione a collegarne la proroga oltre il 2011 a vincoli più rigorosi, connessi a una riduzione della composizione e delle dimensioni dello stato patrimoniale degli istituti finanziari. Pur apprezzando il ruolo svolto finora dalla Commissione nel minimizzare le distorsioni nel sistema bancario grazie ad una lettura bilanciata della disciplina europea sugli aiuti di Stato, ritengo che sia necessario introdurre un nuovo sistema normativo permanente in materia di aiuti di Stato, con particolare riferimento al settore finanziario e presentare, in tempi rapidi, la relativa proposta legislativa al fine di disciplinare a livello europeo la risoluzione dei problemi delle banche in situazioni di fallimento.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD ), per iscritto . − Nella relazione si affronta un argomento delicato come quello della politica sulla concorrenza in un periodo difficile, quello attuale, in cui la crisi ha portato in alcuni casi gli Stati membri ad entrare nell’economia privata con aiuti e forme di sostegno finanziario fuori dall’ordinario. La relazione pone giustamente l’accento sulla necessità di tenere il più possibile aperto il panorama economico europeo, tanto più perché in tempo di crisi l’economia ha bisogno, per rilanciarsi, di libertà di iniziativa e non di protezionismi e interventi statalisti. Condivido l’opportunità di promuovere lo scambio tra Commissione europea e associazioni dei consumatori, così come è positiva la proposta di introdurre nuove norme per regolare gli aiuti di Stato in alcuni settori chiave come quello finanziario. Il mio voto alla relazione è pertanto positivo.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D ), raštu . − Balsavau už šį pranešimą, kadangi konkurencijos politika yra esminė priemonė, sudaranti sąlygas Europos Sąjungoje kurti dinamišką, veiksmingą ir novatorišką vidaus rinką ir būti konkurencingai pasaulinėje arenoje. Europos Parlamentas teigiamai vertina, jog Komisija, prasidėjus krizei, nedelsdama ir pagrįstai sureagavo, patvirtindama specialias valstybės pagalbos taisykles ir konkurencijos politiką panaudodama kaip krizės valdymo priemonę. Didelės apimties per krizę teikiama valstybės pagalba, pvz., garantijų schemų, rekapitalizavimo schemų ir papildomomis bankų suteiktos likvidumo paramos formomis, prisidėjo prie didelio viešųjų finansų disbalanso. Komisija toliau turėtų tirti konkurencijos padėtį mažmeninės prekybos sektoriuje, visų pirma, susijusią su dominuojančių mažmeninės prekybos tinklų įtariamu piktnaudžiavimu rinkos galia, dėl kurio nukenčia smulkūs mažmenininkai ir gamintojai, veikiantys žemės ūkio ir maisto produktų rinkoje. Europos Parlamentas taip pat mano, kad konkurencijos politika turėtų prisidėti prie atvirų standartų skatinimo bei taikymo ir veiklos sąveikos užtikrinimo, siekiant išvengti, kad rinkos dalyvių mažuma neužkirstų kelio vartotojams ir klientams dalyvauti vystant technologijas.

 
  
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  Lara Comi (PPE ), per iscritto . − Ho votato a favore di questa relazione in quanto ritengo che la politica della concorrenza sia uno strumento molto importante per la ripresa dell'economia globale, frenata dalle precedenti crisi, economica e di bilancio. Tale politica ha apportato numerosi benefici ai vari Stati membri, in termini di benessere dei consumatori e di eliminazione delle barriere alla libera circolazione dei beni, servizi, capitali e persone. A tal proposito, gli aiuti di Stato hanno svolto un ruolo essenziale nel migliorare il funzionamento dei mercati, attenuando gli effetti della crisi sull'economia reale. Si dovrebbe, a mio avviso, assegnare gli aiuti di Stato in modo da non distorcere la concorrenza e da investire le risorse in ricerca e innovazione. Per stimolare ulteriormente la concorrenza è necessario, inoltre, aumentare la trasparenza sui mercati a beneficio dei consumatori e del sistema economico più in generale.

 
  
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  George Sabin Cutaş (S&D ), în scris . − Am votat în favoarea Raportului anual privind politica de concurenţă a Uniunii Europene, întrucât am considerat că este nevoie de reguli mai stricte în acest domeniu, cu atât mai mult în perioada de criză. Concurenţa trebuie încurajată, în special în sectorul energetic, în cel al agenţiilor de rating de credit şi în cel bancar. Problema băncilor considerate „prea mari pentru a da faliment”, care au primit ajutoare de stat în perioada de criză, trebuie rezolvată. Este surprinzător faptul că aceste instituţii pot beneficia de accesul la lichiditate nelimitată, însă Banca Centrală Europeană îşi exprimă constant reticenţa de a deveni creditor de ultimă instanţă pentru statele membre.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D ), în scris . − Reglementările pe care Uniunea Europeană le pune în aplicare în domeniul concurenței, de mai multe decenii, îşi dovedesc eficienţa, scăderea costurilor pentru convorbirile telefonice în străinătate fiind unul dintre cele mai reprezentative exemple. Uniunea şi statele membre trebuie să îşi continue colaborarea pentru eliminarea oricărui obstacol care apare în calea liberei circulații a bunurilor, serviciilor, persoanelor și capitalului, dar şi pentru actualizări periodice ale reglementărilor în vigoare, tocmai pentru a permite Uniunii să facă faţă provocărilor cu care se confruntă şi evoluţiilor rapide la nivel mondial.

Consider, totodată, că existenţa unor proceduri flexibile permite ca politica în domeniul concurenței a Uniunii să rămână un factor constructiv și stabilizator şi oferă oportunitatea adaptării la situaţiile reale, mai ales în ceea ce priveşte posibilitatea ca toţi consumatorii să poată face o alegere adecvată.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE ), par écrit . – Dans le rapport 2010 que la Commission européenne a rédigé sur la politique de la concurrence, il est clairement fait état du fait que les récentes consolidations du secteur bancaire ont, en réalité, permis à plusieurs institutions financières d'augmenter leurs parts de marché. J'ai voté en faveur de ce rapport car il demande très clairement et instamment à la Commission de continuer à surveiller de près les évolutions du secteur bancaire européen. En ce qui concerne les amendes et les procédures de transaction en cas de violations des règles en matière d'anti-trust et de comportements non concurrentiels, je suis également d'avis que la politique relative à l'imposition d'amendes demeure un outil important de dissuasion et de respect des règles.

 
  
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  Edite Estrela (S&D ), por escrito . Votei a favor do relatório por entender que este é equilibrado no modo como aborda as ajudas do Estado às empresas, bem como na forma como pretende que seja feita a regulação das fusões e aquisições de empresas nos diferentes setores da economia.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . O texto em apreciação, elaborado por Andreas Schwab, analisa o Relatório Anual sobre a Política de Concorrência da União Europeia (UE) relativo ao ano de 2010, numa altura em que se completa o 40.º aniversário deste relatório. Sendo um dos desideratos da UE o funcionamento de um mercado único eficaz e eficiente, a política de concorrência desempenha um papel fundamental quer estimulando a concorrência entre as empresas quer garantindo a transparência nos preços, situação que só beneficia os consumidores.

Apesar da evolução verificada no seu funcionamento, há ainda muitos aspetos a melhorar, tais como o controlo das ajudas estatais que distorcem os mercados e apenas são aceitáveis numa situação inicial como resposta à crise, o combate aos monopólios, a transparência no funcionamento do setor bancário, os concursos públicos, o mercado energético, os transportes aéreos, etc. É também essencial avançar com a revisão das Diretivas sobre os Mercados de Instrumentos Financeiros (DMIF) e sobre o Abuso de Mercado (MAD).

Congratulo-me com a aprovação deste relatório que veio demonstrar que a política de concorrência da UE deve continuar e evoluir, uma vez que veio melhorar a qualidade de vida dos europeus e facilitar a circulação de pessoas, de bens e de serviços.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Pravidlá a postupy politiky hospodárskej súťaže prechádzajú stálym procesom prispôsobovania, aby mohli prispievať k hlavným cieľom EÚ, ku ktorým patrí napr. budovanie jednotného trhu, jeho fungovanie v prospech spotrebiteľov, a k dosiahnutiu konkurencieschopného sociálneho trhového hospodárstva. Pozoruhodnou je skutočnosť, že kým prostredie, v ktorom politika hospodárskej súťaže EÚ funguje, prechádza hlbokými zmenami, ako sú rýchly technologický rozvoj, rozšírenie alebo globalizácia, čas nemá vplyv na rôzne ustanovenia zmluvy z roku 1957, zakazujúce určité protisúťažné dohody a zneužívanie dominantného postavenia, a rovnako sa nedotýka ani ustanovení o štátnej pomoci, čo svedčí o ich vnútornej schopnosti uplatnenia za rôznych okolností. Vzhľadom na výlučné právomoci Komisie v oblasti politiky hospodárskej súťaže, potvrdené Lisabonskou zmluvou, Komisia je oprávnená prijať podrobnejšie pravidlá o tom, ako zamýšľa použiť svoje hlavné nástroje – ustanovenia zmluvy týkajúce sa antitrustovej politiky, ustanovenia o fúziách a o štátnej pomoci. Od počiatku implementácie politiky hospodárskej súťaže EÚ je charakterizovaná predovšetkým dvoma prioritnými črtami, ktoré predstavuje jej príspevok k budovaniu a zachovaniu vnútorného trhu a jej prínos k záujmom spotrebiteľov. Súčasne politika hospodárskej súťaže podporuje hlavné ciele Európskej únie zakotvené v zmluvách – súťažný trh, hospodárska, sociálna a územná súdržnosť a udržateľný rozvoj.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE ), par écrit . – J'ai apporté mon soutien au report du vote du rapport de M. Schwab sur la politique de concurrence de l'Union européenne car un des paragraphes de ce rapport fait référence à l'avis de M. Schwab, de la commission ECON, sur les recours collectifs en le mettant en annexe. Or, le rapport de M. Lehne, de la commission JURI, sur les recours collectifs (JURI étant la commission saisie au fond) doit être adopté en commission JURI en décembre 2011, puis en plénière en février 2012. Le report du vote du rapport de M. Schwab sur la politique de concurrence apparaît donc justifié, afin que l'avis de la commission ECON sur les recours collectifs ne soit pas voté avant le rapport au fond. Ceci ne modifie pas ma position en faveur de la mise en place d'un système européen de recours collectifs prévoyant des garde-fous clairs et efficaces, position que j'ai défendue en tant que rapporteur fictif du PPE sur l'avis de Mme Rapti sur cette question en commission IMCO.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this resolution in which Parliament urges the Commission to link the extension of the temporary state aid to the banking sector beyond 2011 with enhanced and more stringent conditions related to the reduction of the balance sheet composition and size, including a proper focus on retail lending as well as stronger restrictions on bonuses, distribution of dividends and other crucial factors; it deems that these conditions should be explicit and should be assessed and summarised on an ex post basis by the Commission.

 
  
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  Mario Mauro (PPE ), per iscritto . − Il regime provvisorio applicabile agli aiuti di Stato ha rappresentato un fattore positivo contro la crisi, esso tuttavia non può essere prolungato oltremodo. È necessario introdurre un nuovo sistema normativo permanente in materia di aiuti di Stato che abbia l’obiettivo di rimediare alle carenze riscontrate nel sistema giuridico prima della crisi. Particolare attenzione va rivolta al settore finanziario. Il mio voto è favorevole.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL ), par écrit . – Ce rapport est une ode à la concurrence libre et non faussée. Il n'épargne aucun secteur: transports, énergie, télécommunications, "services d'intérêt économique général", banques. Tout y passe. Pas une seule fois l'intérêt général n'est évoqué, et pour cause. Seuls comptent ici les appétits marchands. Du dogmatisme libéral pur jus. Une préparation méthodique au désastre. Une honte. Je vote contre.

 
  
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  Alajos Mészáros (PPE ), írásban . − A Bizottság versenypolitikáról szóló 2010. évi jelentését alapvetően meghatározza a közelmúltban megindult gazdasági válságfolyamatok és következményeik korlátozása, orvoslása. Négy évtizede, a versenypolitika a közösségi építkezés kezdeteitől fogva, nélkülözhetetlen alapja a gazdasági együttműködésnek. Ma a válság által torzított piaci mozgásokra is megoldást kell találni egy korrekt szabályozással. A Bizottság megkísérelt a gazdasági válságra hatékonyan reagálni, az állami támogatásokról fogadott el szabályokat, megmaradva a versenypolitika keretein belül. Egyetértek a jelentéstevők véleményével, miszerint szükséges a versenyszabályok globális közelítése is. A jelentés számos szektorral foglalkozik, ezen belül indokolt a felhívás a belső energiapiaci csomag mielőbbi végrehajtására, hogy megvalósuljon a nyitott és versenyképes egységes energiapiac. A fogyasztók érdekeinek védelmében pedig ugyanúgy fontos a hatékony költségelemzés bevezetése az élelmiszer-ellátási lánc valamennyi szakaszában. A bankszektor megmentésére és a szerkezetátalakításra vonatkozó bizottsági iránymutatások szintén elkerülhetetlenek, az iránymutatások tekintetbevételét és alkalmazását nyomon kell majd követni. Egyetértek a banki ágazat jövőbeni ideiglenes állami támogatásának szigorúbb feltételekhez kötésével, továbbá az etikusabb lakossági hitelezésnek is megfelelő figyelmet kell kapnia. A válság által kialakult piaci torzulások orvoslását csakis közös uniós elhatározással lehet megoldani. Támogattam szavazatommal a Gazdasági és Monetáris Bizottság jelentését, mivel úgy vélem, a versenypolitika kulcstényező az EU dinamikus, jól működő és innovatív belső piaccá történő fejlesztéséhez és a világpiaci versenyképesség megerősítéséhez.

 
  
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  Miroslav Mikolášik (PPE ), písomne . − Finančná a hospodárska kríza, ktorá vypukla na jeseň 2008, naďalej pretrváva a členské štáty sú vystavené hrozbe dlhodobej recesie. Súhlasím s názorom, že protekcionizmus a nepresadzovanie pravidiel hospodárskej súťaže v žiadnom prípade k riešeniu krízy neprispeje. Práve naopak, správne koncipovaná politika hospodárskej súťaže má slúžiť na vybudovanie dynamického a inovatívneho vnútorného trhu, ktorý bude úspešne čeliť svetovej konkurencii. Kartelové dohody zostávajú aj v čase krízy najvážnejším ohrozením hospodárskej súťaže, blahobytu spotrebiteľov a správneho fungovania trhov, a preto ukladanie pokút ako nástroj presadzovania platného práva má svoje opodstatnenie. Domnievam sa však, že Komisia by mala obzvlášť starostlivo skúmať jednotlivé prípady a prihliadať na to, aby výška pokút nenapraviteľne neohrozila ekonomickú životaschopnosť dotknutého podniku, čo by viedlo k jeho úpadku, likvidácii a následne aj vysokej strate pracovných miest. Krízová situácia si totiž vyžaduje, aby odpovede na nastolené výzvy zohľadňovali komplexný ekonomický a sociálny kontext a nepenalizovali ešte viac občanov EÚ.

 
  
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  Alfredo Pallone (PPE ), per iscritto . − La politica di concorrenza e il rafforzamento del mercato interno devono essere una delle priorità dell'azione dell'Unione europea, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale in cui è fondamentale sfruttare al meglio le potenzialità che l'Unione ci offre. Mi auguro poi che la nuova strategia rafforzi la protezione relativa alle transazioni transfrontaliere, in particolare per quanto concerne i prodotti e i servizi on-line e sostenga l'inclusione finanziaria. Date le peculiarità dei vari settori, come ad esempio quello finanziario, è opportuno effettuare delle differenziazioni per meglio coprire le specifiche esigenze. Nel fare questo, però, auspico che i principi della concorrenza e del libero mercato siano altrettanto presi in considerazione, in quanto un consumatore più protetto e responsabilizzato deve contare sulle efficienze che un mercato aperto e concorrenziale gli forniscono.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − In favour. The European Parliament welcomes the Commission report on competition policy 2010; highlights, on the occasion of the 40th anniversary of this report, that EU competition policy has brought numerous benefits in terms of consumer welfare and has been an essential tool to eliminate obstacles to the free movement of goods, services, persons and capital; points out that competition policy continues to be an essential tool for preserving the single market and protecting the consumer interest; stresses that some rules need to be updated to deal with new challenges. The European Parliament also notes that the combined effect of robust principles and flexible procedures has enabled competition policy to be a constructive and stabilising factor in the EU’s financial system and in the real economy in general.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE ), na piśmie . − Przyjęliśmy dziś ważne sprawozdanie na temat rocznego sprawozdania dotyczącego polityki konkurencji UE. Jest to już 40 raport, gdyż polityka ta należy do podstawowych w Unii i jest bardzo ważna dla funkcjonowania jednolitego europejskiego rynku, który – jak to już powiedziałem w czasie dyskusji – jest podstawą sukcesu gospodarczego w Unii. Cieszę się, że Komisja, a szczególnie Komisja Pana Barroso, wykazuje dużą aktywność w zakresie regulacji warunków konkurencji na rynkach finansowych. Działalność powstałych agencji monitorowania i nadzoru przyczyni się zapewne do zdyscyplinowania rynków finansowych. Także działania podjęte przez Komisję Europejską w obszarze rynku telekomunikacji przyniosły pozytywne rezultaty. Musimy mieć jednak świadomość o potrzebie nowych uregulowań na rynku usług, a także energetycznym i żywnościowym.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE ), per iscritto . − La crisi finanziaria ed economica che si è manifestata nell'autunno 2008 non è ancora stata superata, anzi, negli ultimi mesi le turbolenze finanziarie e i timori di recessione si sono di nuovo aggravati. In questo contesto la politica di concorrenza può essere un valore aggiunto e può diventare uno strumento di gestione della crisi. Il clima in materia è favorevole e collaborativo con la cittadinanza, come dimostra il fermento delle associazioni dei consumatori nel campo del diritto europeo della concorrenza. Con questo voto si procede nella direzione di una maggiore trasparenza dei prezzi, essenziale per stimolare la concorrenza nel mercato unico e offrire ai consumatori una reale possibilità di scelta. E' necessario, tra le tante misure da adottare, anche l'istituzione di un sistema di prestazioni per garantire trasparenza nella tariffazione dei servizi.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . Ao longo dos últimos anos, a União Europeia tem vindo a enfrentar uma grave crise económica, financeira e social, tendo as Instituições europeias adotado diferentes políticas com vista a solucionar os problemas existentes. Entre as medidas adotadas, salienta-se a política de concorrência como um instrumento fundamental de gestão da crise, que pretende criar um mercado interno mais dinâmico, eficaz e competitivo à escala global.

Voto favoravelmente o presente relatório por concordar que exista uma maior transparência a nível dos preços praticados pelas empresas, que sejam adotadas medidas específicas para solucionar a crise bancária, que exista um reforço dos apoios concedidos às empresas na área da investigação e da inovação e que sejam supervisionadas as concentrações empresariais. Saliento como positiva a necessidade realçada no relatório de se fomentar a concorrência em todos os setores e não só no setor de serviços, que representa 70% da economia europeia.

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0396/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo este relatório sobretudo porque é necessário apoiar os milhares de trabalhadores despedidos em resultado do pedido de insolvência da Renault, mas não posso deixar de lamentar o tempo excessivo que levou este processo de candidatura. Aproveito para sublinhar que é muito importante que este programa se mantenha no próximo Quadro Financeiro Plurianual 2014-2020. A UE terá sempre o dever de acompanhar estas situações, defendendo o modelo social europeu de modo a proteger as empresas e os trabalhadores fragilizados por situações diversas, na linha dos critérios já contemplados no atual quadro e procurando ainda alargar o seu espetro de atuação.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE ), par écrit . – Je me félicite de la décision prise par le Parlement européen de mobiliser 24,5 millions d’euros pour financer la reconversion de 3582 personnes licenciées par Renault. Le secteur de l’automobile n’étant pas épargné par la crise, il est important que l’Union européenne intervienne pour en limiter les effets. Alors que ce Fonds n’est en principe mobilisable que pour aider les travailleurs victimes de la mondialisation, l’UE a décidé d’en élargir la portée pour les pertes d’emploi liées à la crise. Toutefois, je regrette que cette décision n’ait pas été reconduite pour l’année 2012. Plus encore, j'avais regretté le vote négatif des socialistes français qui, trop souvent, préfèrent l'idéologie à l'aide réelle aux travailleurs européens.

 
  
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  Zoltán Bagó (PPE ), írásban . − Nem támogattam Franciaország támogatási kérelmét, melyet a Renault s.a.s. vállalatnál és hét gépjárműipari beszállítójánál történt 4445 fő (közülük 3582 támogatásra jogosult) elbocsátására tekintettel igényelt. A jelentés az európai adófizető polgárok pénzének elköltéséről dönt. Nem vagyok meggyőződve arról, hogy az Európai Globalizációs Alkalmazkodási Alapot ilyen célra kellene használni, amelyet véleményem szerint a tagállam felelős megoldani. A költségvetésből ezen támogatási kérelemre megítélt összeget fordíthatná az Unió olyan régiók munkahelyteremtésének megsegítésére, ahol a munkanélküliség valóban nagy arányban van jelen. A jelentés történetéből kiderül, hogy a támogatásból a Renault és a Peugeot, illetve holland és német vállalatok kapnak majd közvetlenül.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D ), raštu . − Balsavau už šią rezoliuciją dėl Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo (EGF) lėšų mobilizavimo Prancūzijai, siekiant skirti 24,5 mln. EUR įsipareigojimų ir mokėjimų asignavimų sumą. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas teikia paramą ir padeda vėl integruotis į darbo rinką darbuotojams, atleistiems iš darbo dėl su globalizacija susijusių esminių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių bei dėl tiesioginio pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės poveikio. 2009 m. spalio mėn. Prancūzija pateikė paraišką ir kreipėsi pagalbos dėl 4 445 atleidimo atvejų (iš jų 3 582 atvejais numatyta parama) iš įmonės „Renault s.a.s“ ir jos septynių automobilių pramonės tiekėjų įmonių. Nuo 2008 m. įmonę „Renault“ smarkiai veikė dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės išaugusios kredito kainos ir sugriežtintos kreditavimo sąlygos. Dėl to sumažėjo „Renault“ automobilių paklausa ir pablogėjo įmonės ekonominė padėtis. Remiantis Komisijos vertinimu, paraiška atitinka EGF reglamente nustatytus teisės gauti paramą kriterijus. Pritariau, kad EGF lėšos būtų mobilizuotos finansinei paramai pagal Prancūzijos pateiktą paraišką, siekiant paremti darbuotojų, atleistų iš darbo dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės padarinių, grįžimą į darbo rinką.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE ), în scris . − Am votat pentru acest raport, deoarece consider că lucrătorii concediați trebuie sprijiniți în demersul de a-și găsi un nou loc de muncă. Este nevoie ca asistența Uniunii în acest sens să fie mai dinamică. Cofinanțarea politicilor active în domeniul muncii prin FEG este cu atât mai importantă în perioada crizei financiare și economice.

Lucrătorilor disponibilizați de la întreprinderea Renault din Franța ar trebui să li se acorde asistență financiară. Subliniez că este nevoie ca procedura de eliberare a subvențiilor să fie accelerată. Eficiența şi transparența acordării acestora sunt extrem de importante. Consider că rata de cofinanțare de 65% prin Fondul european de ajustare la globalizare nu trebuie micșorată. Reamintesc că, în luna septembrie, compania Nokia a decis relocarea afacerii din România în Asia. Ca urmare, peste 2200 angajați urmează să fie disponibilizați începând cu luna ianuarie 2012. Pentru sprijinirea financiară a acestora, România se pregătește să solicite asistenţă financiară prin FEG.

 
  
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  Regina Bastos (PPE ), por escrito . O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afetados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir 1 de Maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência direta da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com esta grave crise, destacando-se o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego. Assim, apoiei o presente relatório que diz respeito à mobilização de 24.493.525 euros do FEG a favor da França, com o objetivo de apoiar os trabalhadores despedidos pela empresa Renault S.A.S. e em sete dos seus fornecedores.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE ), par écrit . – Polémique franco-française, la mobilisation du FEM pour Renault a suscité de nombreuses controverses, qui ne doivent cependant pas nous faire oublier le fond de la question: le vote d'aujourd'hui était, au delà de la polémique, un vote pour ou contre le FEM. Au moment où nous travaillons sur la prolongation de ce fonds au delà de 2013 - qui est une des seules actions concrètes de l'UE pour faire face aux conséquences sociales de la crise, il faut le rappeler - il me semblait important de marquer mon soutien au FEM. Certes, il semble que, dans le cas de Renault, toutes les règles n'ont pas été pleinement respectées (financement de formations dites passives au lieu de formation actives), et que l'entreprise française a montré une certaine résistance à fournir les informations qu'on lui demandait. Trouver une solution pour les salariés aujourd'hui en difficulté est donc une nécessité. Sur le long terme, ce cas français nous montre la nécessité d'améliorer la gestion du FEM dans la prochaine période budgétaire.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL ), γραπτώς . – Παρά το γεγονός ότι πάντα ψηφίζω υπέρ της χρήσης του Ταμείου Παγκοσμιοποίησης, σε αυτή την περίπτωση ψήφισα αρνητικά. Πρόκειται για αίτημα που αφορά την αυτοκινητοβιομηχανία Renault, στην οποία μετοχές έχει και το γαλλικό κράτος. Η Renault, παρά την οικονομική κρίση, συνεχίζει να έχει μεγάλα κέρδη αλλά εδώ και χρόνια χρησιμοποιεί χρήματα από τον κρατικό και τον ευρωπαϊκό προϋπολογισμό για να προχωράει σε μαζικές απολύσεις εργαζομένων. Στη συγκεκριμένη περίπτωση θέλει να κάνει το ίδιο, για 3.000 εργαζόμενους, να μην εξασφαλίσει δηλαδή, από τα δικά της χρήματα και κέρδη, τα απαραίτητα για τα υποχρεωτικά επιδόματα και το "κοινωνικό σχέδιο" που σύμφωνα με τη γαλλική νομοθεσία οφείλει να εφαρμόσει. Όπως καταγγέλλουν και τα γαλλικά συνδικάτα, η Renault εδώ και χρόνια δεν κάνει τίποτα για την προάσπιση των δικαιωμάτων των εργαζομένων αλλά ούτε και για τη διατήρηση των θέσεων εργασίας.

Τέλος, με το συγκεκριμένο θέμα, επιχειρείται να αναληφθεί οικονομικά η ευθύνη των αρνητικών συνεπειών που έχουν προκύψει από τη μεταρρύθμιση του συνταξιοδοτικού συστήματος στη Γαλλία. Όμως αυτό δεν μπορούμε να το στηρίξουμε· οι αξιοπρεπείς συντάξεις είναι υποχρέωση του κάθε κράτους μέλους και δικαίωμα όλων των εργαζομένων, οπότε η λύση δεν εξασφαλίζεται με πρόσκαιρα "φιλανθρωπικά" μέσα αλλά με τη δημόσια στήριξη βιώσιμων Ασφαλιστικών Ταμείων.

 
  
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  Mário David (PPE ), por escrito . Apesar de lamentar os factos que deram origem a este procedimento por parte da Renault e de sete dos seus fornecedores, foi com agrado que vi esta mobilização do FEG, no valor de cerca de 24,5 milhões de euros, após duas votações na Comissão dos Orçamentos, sendo que na primeira se rejeitou o pedido. Esta primeira reprovação ocorreu com os votos dos socialistas do S&D e dos grupos parlamentares dos ECR e dos NI. Os deputados socialistas, muito em especial, usaram este procedimento como arma de arremesso contra o Governo francês. Ora, parece-me evidente que fazer chicana política com a situação de desemprego de alguns milhares de trabalhadores não é, de todo, correto. Além disso, o precedente da utilização do FEG para outros fins que não os seus específicos também me parece bastante recriminável. Espero agora que este valor seja mobilizado o mais rapidamente possível, como solicitado pela relatora.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE ), par écrit . – J'ai voté en faveur de ce rapport qui autorise la mobilisation du Fonds d'ajustement à la mondialisation pour 3 582 salariés français licenciés par le constructeur automobile Renault. Ce fonds permet à nos concitoyens les plus gravement touchés par la crise d'obtenir un soutien supplémentaire de l'Union européenne, sans que l'État n'ait à mettre la main à la poche.

 
  
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  Diogo Feio (PPE ), por escrito . A Renault, empresa emblemática no sector automóvel europeu, despediu 4.445 trabalhadores. Os problemas da empresa afectaram também sete das suas fornecedoras que conhecem hoje sérias dificuldades. Este facto torna ainda mais patente o momento preocupante que a economia europeia atravessa e como esta afecta as empresas e as famílias.

Espero que a indústria automóvel europeia possa recuperar o papel que já teve, a nível mundial, e que as suas principais marcas consigam sobreviver à crise que a todos afecta. Faço votos de que a mobilização do Fundo possa ser aprovada de modo a acorrer prontamente aos trabalhadores que dele possam beneficiar e que este auxílio complementar possa contribuir para o seu reingresso no mercado de trabalho.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . Em Julho de 2011, a Comissão adotou uma proposta de decisão do PE e do Conselho sobre a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG), criado em 2006 com o objetivo de apoiar os trabalhadores despedidos devido à globalização, a favor da França. Trata-se da décima terceira candidatura de 2011 e prevê a mobilização de um montante de 24.493.525 euros para atenuar o efeito social provocado pelo despedimento de 4.445 trabalhadores de sete empresas do setor automóvel (candidatura EGF/2009/019 FR/Renault-France). A complexidade na aplicação deste Fundo e a sua baixa taxa máxima de comparticipação (65%) têm originado um recurso diminuto a este Fundo, de tal modo que, em cinco anos, apenas foi consumido 14% (370 milhões de euros) do montante total disponível.

Congratulo-me com a aprovação desta proposta de decisão, que votei favoravelmente, e insto a Comissão e o Conselho a apresentarem, a este Parlamento, uma proposta de aumento da taxa máxima de comparticipação do FEG, passando de 65% para 95%, a favor dos Estados-Membros que se encontrem em processo de assistência financeira, como é o caso de Portugal e da Grécia, tal como aprovado, recentemente, pelo PE em relação aos Fundos de Coesão e ao FEADER.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Bod 28 Medziinštitucionálnej dohody zo 17. mája 2006 medzi Európskym parlamentom, Radou a Komisiou o rozpočtovej disciplíne a riadnom finančnom hospodárení umožňuje uvoľnenie prostriedkov z Európskeho fondu na prispôsobenie sa globalizácii (EGF) prostredníctvom nástroja flexibility s ročným stropom 500 mil. EUR nad rámec príslušných okruhov finančného rámca. Pravidlá, ktoré sa uplatňujú na finančné príspevky z fondu EGF, sú stanovené v nariadení Európskeho parlamentu a Rady (ES) č. 1927/2006 z 20. decembra 2006, ktorým sa zriaďuje Európsky fond na prispôsobenie sa globalizácii. Francúzsko predložilo 9. októbra 2009 žiadosť EGF/2009/019 FR/Renault o finančný príspevok z EGF v dôsledku prepúšťania v podniku Renault s.a.s. a jeho siedmich dcérskych podnikov vo Francúzsku. V žiadosti sa uvádza 1 384 prepustených pracovníkov v spoločnosti Renault s.a.s. a u jej šiestich dodávateľov a ďalších 3 061 prepustených pracovníkov v spoločnosti Renault s.a.s. a u jej siedmich dodávateľov mimo referenčného obdobia, ktorí sú však zahrnutí do rovnakého plánu prepúšťania založeného na dobrovoľnom odchode. Po dôkladnom preskúmaní žiadosti Komisia dospela k záveru, že podmienky na pridelenie finančného príspevku boli splnené.

 
  
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  João Ferreira e Ilda Figueiredo (GUE/NGL ), por escrito . A minha votação, neste caso Renault, foi sobretudo um voto de protesto pela atuação do PPE, que impediu a votação de uma alteração do Grupo Liberal exigindo que os direitos dos trabalhadores da Renault não fossem postos em causa por recentes decisões do Governo francês. Recorde-se, por outro lado, que a Renault teve lucros de milhões de euros e que o Estado francês é um dos acionistas desta empresa. Mas, como afirmei em plenário, relativamente à questão da Renault, importa, em primeiro lugar, manifestar toda a solidariedade aos seus cerca de 5000 trabalhadores que foram vítimas do despedimento. Por outro lado, é lamentável toda a situação confusa, criada pela França em torno deste processo de candidatura ao FEG, a sua falta de diálogo com os representantes dos seus trabalhadores e a pouca transparência quanto à evolução do processo, como foi salientado por diversos eurodeputados franceses, designadamente do nosso Grupo.

Mantemos a nossa posição de solidariedade com os trabalhadores e o apoio à mobilização deste Fundo sempre que haja transparência no processo, apesar das críticas que também continuamos a fazer ao seu regulamento.

 
  
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  Lorenzo Fontana (EFD ), per iscritto . − Ho votato in modo favorevole alla relazione, poiché sebbene il comportamento della Renault possa essere considerano scorretto, si tratta comunque dello strumento FEG che supporta appunto il reinserimento dei lavoratori, colpiti dalla crisi, nel mercato del lavoro. Il mio voto è favorevole perché altrimenti molti lavoratori francesi resterebbero privi di tale supporto.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE ), in writing . − I support the application of the French Government to access the EGF on behalf of redundant workers of Renault. This application has taken a long time to progress through the system and has had its fair share of controversy. However, it is important that we always keep a clear perspective on EGF applications. This fund is intended to provide tailor-made packages for workers – that is the core issue.

 
  
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  Jacky Hénin (GUE/NGL ), par écrit . – Le Fonds d'adaptation à la mondialisation a été créé pour aider les salariés et les entreprises victimes de la mondialisation et pour permettre aux salariés de redevenir employables. Mais dans les faits, ce sont trop souvent les organisateurs de la concurrence sauvage entre les peuples, pour grossir les dividendes, qui sont demandeurs.

Ici, Renault et un certain nombre de ses sous-traitants entendent être soutenus, alors que leurs suppressions d'emplois n'ont d'autre but que d'augmenter leurs bénéfices. Plus grave, Renault – comme nous l'ont rapporté les salariés – a utilisé ce mécanisme pour organiser un départ anticipé à la retraite. Ainsi, de nombreux salariés proches de la retraite ont-ils été occupés à apprendre à coller du papier peint, à faire du jardinage, à conduire une moto ou un bateau...

Le gouvernement français ayant décidé de repousser l'âge de départ à la retraite, un certain nombre d'entre eux sont aujourd'hui confrontés à une situation inadmissible. Ils ont donné leur santé à leur entreprise et risquent de se retrouver sans ressources plusieurs mois avant de pouvoir faire valoir leurs droits à la retraite.

Favorables à ce que les aides publiques puissent soutenir le développement industriel et la recherche, pour relancer l'emploi, nous ne pouvons soutenir une utilisation abusive de fonds publics.

 
  
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  Brice Hortefeux (PPE ), par écrit . – Le Parlement européen a enfin approuvé la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation en faveur de l'entreprise Renault et de ses 3582 salariés qui ont fait le choix du départ volontaire. Cette mesure concernera les usines d'Ile-de-France, de Haute-Normandie et du Nord-Pas-de-Calais. L'Union européenne va ainsi accorder une aide de 24,5 millions d'euros, la somme la plus élevée jamais versée jusqu'ici. C'est une excellente nouvelle pour l'industrie française et ses salariés en attente de la décision de déblocage des fonds qui avait été retardée par les socialistes français. Je considère que l'instrumentalisation à des fins politiques d'une affaire qui n'avait strictement rien à voir avec des enjeux purement nationaux est une manœuvre inacceptable qui n'a pas sa place au Parlement européen. C'est pourquoi je me réjouis que les socialistes français qui ont une nouvelle fois tenté, en séance, de faire adopter un amendement destiné à faire pression sur le gouvernement, aient été mis en échec.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD ), raštu . − 2009 m. spalio 9 d. Prancūzija pateikė paraišką mobilizuoti EGF lėšas dėl darbuotojų atleidimo iš įmonės „Renault s.a.s.“ ir septynių jos tiekėjų įmonių. Paraiška yra susijusi su 4 445 darbuotojais, iš kurių 3 582 teiktina parama ir kurie atleisti iš įmonės „Renault s.a.s“ ir jos septynių tiekėjų įmonių per ataskaitinį keturių mėnesių laikotarpį nuo 2009 m. balandžio 1 d. iki 2009 m. liepos 31 d. Ši paraiška atitinka finansinei paramai taikomus reikalavimus, kaip nustatyta Reglamento (EB) Nr. 1927/2006 10 straipsnyje. Todėl pritariau Komisijos pasiūlymui mobilizuoti 24 493 525 EUR sumą.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE ), par écrit . – J'ai apporté mon soutien au rapport sur la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation (FEM) en faveur des salariés de Renault afin de permettre le financement de la reconversion de 3582 travailleurs ayant choisi un départ volontaire. Les travailleurs concernés venaient d'usines essentiellement basées en Ile-de-France, en Haute-Normande et dans le Nord-Pas de Calais. Le FEM est un instrument indispensable, manifestation concrète de la solidarité au sein de l'Union européenne.

 
  
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  Constance Le Grip (PPE ), par écrit . – J'ai voté en faveur de la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation (FEM) pour l'entreprise Renault et de ses salariés. L'aide obtenue - 24,5 millions d'euros, soit le montant le plus élevé qui ait jamais été accordé par le FEM - servira à financer la reconversion de 3582 travailleurs ayant choisi un départ volontaire dans des usines du groupe situées en Ile-de-France, Haute-Normandie et dans le Nord-Pas-de-Calais. Je me réjouis de ce vote positif, qui envoie un message de solidarité et une aide très concrète à une industrie automobile française et des salariés qui se battent dans un contexte de compétition mondiale très dur. Un temps menacé par l'opposition des socialistes français, cette aide a finalement été validée grâce à la détermination des eurodéputés de la majorité présidentielle. Les socialistes européens sont parvenus à ramener leurs membres français à la raison, évitant que des considérations électorales ne l'emportent sur l'intérêt des salariés.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this proposal for a decision on the mobilisation of the EGF in favour of France in order to support the reintegration in the labour market of workers made redundant due to the global financial and economic crisis.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL ), par écrit . – Ce rapport valide le versement d'un remboursement que Renault ne mérite pas. Cette entreprise, qui affiche un bénéfice de 1,2 milliards d'euros au premier semestre de cette année, multiplie les plans de licenciements. Elle remplace ses salariés par des travailleurs intérimaires précaires. Aujourd'hui, elle pousse le cynisme jusqu'à laisser sur le carreau des centaines d'anciens salariés à qui elle avait donné, en 2009, l'assurance du versement des Assedic jusqu'à la date prévue de départ en retraite. La réforme des retraites est passée par là. Renault, dont l'État français reste le principal actionnaire, ne l'avait pas vu! Pire: Renault propose à ces anciens salariés des missions d'intérim comme seule solution! Récompenser une telle monstruosité sociale relève de l'indécence.

 
  
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  Nuno Melo (PPE ), por escrito . A UE é um espaço de solidariedade e nela se enquadra o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do fator trabalho, que são praticados em vários países, nomeadamente a China e a Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG destina-se a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas e é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi, no passado, utilizado por outros Estados-Membros da UE, cabendo agora dar esse auxílio à França que apresentou um pedido de assistência relativo a um caso de 4.445 despedimentos, dos quais 3.582 potenciais beneficiários, na empresa Renault S.A.S. e em sete das empresas suas fornecedoras do setor da indústria automóvel.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI ), schriftlich . Die im Bericht zum Ausdruck kommenden Erwartungen hinsichtlich weiterer Verbesserungen bezüglich des Verfahrens des EGF und die Forderung nach einem höheren Maß an Effizienz und Transparenz sowie eine bessere Wahrnehmbarkeit des Fonds sind begrüßenswert. Gerade in Zeiten wirtschaftlicher Ungewissheit ist es umso wichtiger auch jenen Menschen besser helfen zu können, die aufgrund der derzeit vorherrschenden Finanz- und Wirtschaftskrise ihre Arbeit verloren haben. Die geforderten Verbesserungen sollten es dem Fond ermöglichen, zukünftig noch gezielter und schneller eingriffen zu können. Eine effiziente Inanspruchnahme von Hilfsleistungen für die von hoher Arbeitslosigkeit betroffenen Gebiete ist essentiell. Schließlich wäre es fatal, wenn arbeitslos gewordene Menschen aufgrund eines langwierigen EGF-Verfahrens nicht möglichst umgehend geholfen werden kann. Aus diesem Grund unterstütze ich die im Bericht dargelegten Forderungen und Erwartungen. Ich habe daher auch meine Zustimmung erteilt.

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE ), kirjalikult . − Toetasin antud raporti vastuvõtmist, pidades kahetsusväärseks, et vastav hindamisperiood on kestnud Prantsusmaa Renault’ taotluse puhul juba üle kahe aasta. Kahjuks tegi taotluse rahuldamise keeruliseks asjaolu, et koondatud töötajad valisid varajase pensioniskeemi, mistõttu tekkis vastuolu tänaste EGFi regulatsioonidega. Koondatud inimeste õigused pensionile muutusid aga pensionireformi käigus ning kannatajateks olid heausksed töötajad. Tunnustan aga Prantsusmaa valitsuse ja kõigi osapoolte tehtud jõupingutusi olukorra lahendamiseks ning pean õigeks siiski finantseerida Renault’ taotlust EGF-i vahenditest. Pean väga oluliseks antud fondi olemasolu, mis pakub suurt tuge majanduskriisi tõttu koondatud inimestele uue töökoha leidmisel läbi ümberõppe. Loodetavasti leiavad EGF-ist tuge ka need liikmesriigid, kes seni pole fondist toetust saanud, just kõrge omaosaluse või siis ebapiisava haldussuutlikkuse tõttu. Positiivseks näiteks on aga Holland, kes on seadnud eesmärgiks maksimaalse Euroopa Liidu toetuste ärakasutamise.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE ), por escrito . O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado para prestar um apoio complementar a trabalhadores atingidos pelas consequências de mudanças estruturais importantes dos padrões do comércio mundial. Em 11 de julho de 2011, a Comissão adotou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da França, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. Trata-se da décima terceira candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 24.493.525 euros do FEG a favor da França, tendo por base 4.445 despedimentos para 3.582 dos quais é pedida assistência, na empresa francesa Renault e em sete das empresas suas fornecedoras, durante o período de referência de quatro meses que decorreu de 1 de abril de 2009 a 31 de julho de 2009. Cumprindo-se todos os requisitos necessários para acionar o presente mecanismo de ajuda financeira, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Miguel Portas (GUE/NGL ), por escrito . Abstive-me da votação da mobilização do Fundo de Ajustamento à Globalização (FEAG) no caso Renault. As ações de formação aos trabalhadores já foram efetuadas e financiadas pelo Estado francês e pela própria Renault. Tratava-se, neste caso, de reembolsar o Estado francês e a Renault, o que não deveria ser feito.

A Renault declarou lucros de 1,2 mil milhões de euros no primeiro semestre de 2011, continua a insistir nos seus planos de redução de pessoal e substitui contratos sem termo por contratos precários. Pior: faz tudo isto com a cumplicidade do Estado francês, à custa do dinheiro pago pelos contribuintes europeus. Por outro lado, este Fundo tem sido alvo de ataque por parte de alguns dos Estados-Membros que dele mais têm beneficiado, entre eles a Alemanha, a Holanda, a Suécia, a Dinamarca e o Reino Unido. O FEAG é um dos poucos instrumentos da União que visa ajudar a reintegração dos trabalhadores, no contexto da atual crise social económica e financeira, garantido programas de formação ajustados a cada trabalhador. Permitir a deturpação do uso deste Fundo para que as grandes multinacionais europeias efetuem reestruturações, sem atender aos custos sociais das mesmas, é a outra forma de acabar com este Fundo.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − Abstained. The Group has serious doubts about this case and the quality of the training measures organised.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . O Regulamento (CE) n.º 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de Dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objetivo de apoiar os trabalhadores que perdem os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. Devido ao despedimento de 3.582 trabalhadores da empresa Renault e de sete empresas suas fornecedoras localizadas nas regiões francesas de Île-de-France (53%), Haute-Normandie (29,5%) e Nord-Pas-de-Calais (12,5%), a França solicitou a mobilização do FEG com o intuito de obter financiamento europeu para apoiar a situação laboral dos trabalhadores em causa. Concordo com o valor solicitado de 24.493.525 euros que será canalizado para prestar um apoio individualizado, pontual e temporário a trabalhadores despedidos devido aos efeitos da globalização e da crise económico-financeira. Por fim, entendo que as Instituições europeias devem enveredar todos os esforços no sentido de melhorar as disposições processuais e orçamentais do FEG, efetuando uma rápida e eficiente mobilização do Fundo a favor dos trabalhadores.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ), în scris . − Această cerere îndeplinește condițiile pentru stabilirea contribuțiilor financiare, astfel cum sunt prevăzute la articolul 10 din Regulamentul (CE) nr. 1927/2006. Cererea nu acoperă lucrătorii de la Renault, care au optat pentru pensionare anticipată și nu au putut beneficia de asistență din partea FEG în temeiul Regulamentului (CE) nr. 1927/2006, dar ale căror drepturi de pensie au fost afectate de aplicarea între timp a reformei pensiilor. Susţin mobilizarea sumei de 24 493 525 EUR din FEG, pentru sprijinirea lucrătorilor la care se referă cererea.

Măsurile finanțate prin FEG ar trebui să conducă la ocuparea pe termen lung a forței de muncă. Solicităm Comisiei să asigure o monitorizare fermă și atentă, precum și îndrumare, în vederea garantării faptului că oferta de formare propusă corespunde tendințelor economice locale. Totuşi, asistența FEG nu trebuie să înlocuiască acțiunile care țin de responsabilitatea întreprinderilor în temeiul legislației naționale sau al contractelor colective de muncă și nici măsurile de restructurare a întreprinderilor sau a sectoarelor.

 
  
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  Joachim Zeller (PPE ), schriftlich . Dem heute zur Abstimmung stehenden Bericht Matera konnte ich nicht zustimmen, weil ich darin einen Missbrauch des Globalisierungsfonds sehe. Die Entlassung der Arbeitnehmer bei Renault in Frankreich, die für die Arbeitnehmer sehr zu bedauern ist, ist keine Frage der „Globalisierung“, sondern der internen Unternehmenspolitik. Dem Renault-Konzern geht es wirtschaftlich nicht schlecht, und wenn sie auf einigen Märkten nicht „aus der Hüfte“ kommen, liegt das an firmeninternen Schwierigkeiten, was Service und Lieferung von Neufahrzeugen anbelangt. Renault hat darüber hinaus Produktionskapazitäten auf „Dacia“ verlagert, weil es sich in Rumänien billiger produzieren lässt, und plant erhebliche Investitionen im Ausland (z. B. in Brasilien). Wenn darunter jetzt französische Arbeitnehmer durch Arbeitsplatzverlust leiden müssen, ist das für mich kein Grund, diesen Großkonzern dafür mit ca. 25 Millionen Euro aus dem europäischen Haushalt zu belohnen, anstatt dass der französische Staat den Konzern in Mithaftung für die soziale Absicherung seiner entlassenen Arbeitnehmer nimmt.

 
  
  

Report: Michael Cashman (A7-0426/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório. Em primeiro lugar porque, com o Tratado de Lisboa, exige-se que a Comissão tudo faça para que as instituições, órgãos, organismos e agências da União Europeia funcionem de forma mais transparente. Penso também que nos cabe aproveitar esta oportunidade para tentar transformar este regulamento no único quadro jurídico para o acesso do público a todos os documentos tratados pelas instituições, órgãos, organismos ou agências da UE, não esquecendo que os utilizadores finais são os cidadãos. É nosso dever e obrigação tornar o acesso tão fácil quanto possível do ponto de vista do utilizador. Para além disso, é necessário aproveitar esta oportunidade para tentar ordenar as diferentes disposições de forma mais coerente e razoável, de modo a que as instituições possam trabalhar conjuntamente, no sentido de definir normas e diretrizes comuns para o tratamento dos diferentes tipos de documentos.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE ), in writing . − I voted against the resolution on public access to European Parliament, Council and Commission documents as it goes far beyond the goal to create more transparency by better access to documents for the citizens. Moreover, the report takes on issues that cannot be the subject of the regulation at all. I supported the position of the EPP Group, that the report does not only transgress the law and interinstitutional agreement in force but violates as well the safeguarding of competition proceedings, sensitive and personal data. The report defines as a ‘document’ all data and content which is somehow linked to the politics, the measures and the decisions of all institutions of the EU; this includes in a broad way also preparative, confidential and classified documents. Therefore this definition includes not only documents but also pieces of information. As a consequence the citizens would have access to procedures, which goes far beyond the normal access to documents and which would open the floodgates to public influence.

 
  
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  Liam Aylward and Pat the Cope Gallagher (ALDE ), in writing . − We fully support transparency in the decision-making and administrative workings of the European institutions and are in favour of several measures in this report seeking to increase transparency and access to information for European citizens. However, a number of points in the report go far beyond measures required for increased transparency and in the interests of the privacy of our constituents, who often contact us – as their public representatives – with matters and queries of a personal or sensitive nature, it was necessary to vote against this report.

 
  
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  Zoltán Bagó (PPE ), írásban . − Nem támogattam az Európai Parlament, a Tanács és a Bizottság dokumentumaihoz való nyilvános hozzáférésről szóló európai parlamenti és tanácsi rendeletre irányuló javaslatról készült jelentést, mert annak tartalma nem egyezik az Európai Néppárt és saját politikai értékeimmel. Elfogadhatatlannak tartom, hogy mindenki hozzáférhessen az Unió intézményeinek, szerveinek, hivatalainak vagy ügynökségeinek dokumentumaihoz. Emellett a dokumentumok teljes nyilvánosságának feltétele a gyakorlatban is nehezen megvalósítható, ezért úgy gondolom, a polgárok könnyebb döntéshozatali részvételére nem a teljes nyilvánosság a megoldás. Nem indokolt, ha ezen dokumentumok nyilvánosságra kerülése más alapjogokat sért, pl. személyiségi jogokat. Azonban egy kevésbé túlzó és egyoldalú, kompromisszumos megoldást legközelebb szívesen támogatok, ami közelebb áll a néppárti állásponthoz, hiszen a jelentés témája rendkívül fontos lenne.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE ), par écrit . – Aujourd'hui, au delà du contexte économique et monétaire européen difficile, nous nous trouvons face à une crise profonde de la démocratie européenne. L'UE souffre encore d'un manque de compréhension de ses décisions aux yeux des citoyens qui se sentent toujours aussi éloignés de celles-ci. Le défi de rapprocher l'Europe des citoyens est plus que jamais d'actualité: garantir la transparence des décisions émanant de l'UE ainsi qu'un accès libre aux documents du trio Institutionnel est essentiel si nous voulons relever ce défi. Le Parlement européen est déjà une institution ouverte et transparente offrant une grande publicité de ses réunions et rapports. C'est bien grâce à davantage de transparence que les citoyens peuvent participer en pleine connaissance de cause au processus démocratique. J'ai donc voté en faveur de ce rapport visant à renforcer l'accès public aux documents et la démocratie dans l'Union européenne. Cette ouverture de l'accès aux documents offre la possibilité notamment aux acteurs politiques nationaux de vérifier les actes des institutions européennes, elle intègre tout contenu quel qu'en soit le support concernant une matière relevant de la compétence d'une institution de l'Union. Nous pouvons ainsi progresser sur la voie de la transparence dans le but de clarifier l'opacité des décisions de "Bruxelles" pour tous les citoyens européens.

 
  
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  Adam Bielan (ECR ), na piśmie . − Popieram otwartość działania instytucji europejskich i umożliwienie obywatelom jak najszerszego dostępu do dokumentów. Będąc wyrazem prawa do dobrej administracji, przejrzystość jest również doskonałym narzędziem jej kontroli. Rozszerzenie definicji dokumentu również na wszelkie nośniki elektroniczne może zdecydowanie ułatwić dostęp do nich. Praktyka internetowych transmisji prac Parlamentu, zarówno na szczeblu plenarnym, jak i posiedzeń komisji stanowi dobry przykład jawności i otwartości prac. Również Komisja powinna dać jasny sygnał gotowości zapewnienia bardziej przejrzystych sposobów funkcjonowania instytucji, organów, urzędów i agencji unijnych. Przejawem blokowania informacji publicznej mogą być różnorakie ograniczenia dostępu do dokumentów, także na etapie ich opracowywania. Dlatego decyzja o odmowie udostępnienia dokumentu powinna wynikać z jasno i precyzyjnie sformułowanych reguł określających szczególne wyjątki. Obywatel powinien otrzymać wyczerpującą argumentację podstawy takiej decyzji. Popieram rezolucję.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D ), raštu . − Balsavau už šį pranešimą, nes mūsų, europarlamentarų, kaip piliečių atstovų, užduotis yra užtikrinti, kad piliečiams Lisabonos sutartimi suteikta teisė susipažinti su ES institucijų, įstaigų ir organų bet kurios formos dokumentais būtų tinkamai įgyvendinama. Taigi, pritariu Parlamento pozicijai ir pakeitimams, kuriais, visų pirma, Komisijos 2008 metais ir šiais metais pateikti pasiūlymai būtų sujungiami į vieną dokumentą, tuo jį supaprastinant. Europos Parlamentas taip pat papildė Komisijos pasiūlymą nuostatomis dėl papildomų paraiškų informacijai gauti, gero ir atviro administravimo principo įgyvendinimo pereinamuoju laikotarpiu, taip pat nuostatomis, uždraudžiančiomis bet kokią diskriminaciją, bei taip pat nuostatomis, draudžiančiomis atsisakyti teikti piliečiams informaciją dėl galimų techninių nesklandumų ar nesutapimų.

 
  
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  Cristian Silviu Buşoi (ALDE ), în scris . − După cum bine ştim, accesul cetăţenilor la documentele oficiale ale UE este o chestiune foarte importantă pentru transparenţa instituţiilor europene şi a altor organisme ale UE. Apreciez ideile raportorului şi mai ales perseverenţa cu care le susţine, acesta fiind cel de-al doilea raport pe această temă, din cauza blocajului survenit după adoptarea primului raport.

În primul rând, trebuie evidenţiat faptul că accesul cetăţenilor la documentele UE creşte gradul de transparenţă al instituţiilor UE, ceea ce are drept consecinţă un nivel mai ridicat de încredere şi apropierea cetăţenilor faţă de UE. Mă bucur să văd că raportul a făcut o serie de modificări ambiţioase la propunerea Comisiei, propuneri care oferă cetăţenilor un acces mai larg faţă de textul Comisiei, acesta ignorând jurisprudenţa CJUE în ce priveşte unele aspecte (de exemplu, în cauza Turco c/ Consiliu). În al doilea rând, definiţia „documentelor” reţinută este mult mai potrivită decât cea a Comisiei. Documentele părţilor terţe deţinute de instituţii trebuie să fie accesibile conform sistemului actual, care a funcţionat destul de bine. De asemenea, susţin sistemul de clasificare a documentelor propus de raportor şi consider că este suficient pentru menţinerea nivelului de protecţie necesar pentru buna funcţionare a instituţiilor UE.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE ), por escrito . A abertura que o Tratado de Lisboa proporciona deve ser aproveitada para fazer chegar aos cidadãos a mensagem de que as instituições, organismos e agências da UE estão prontos a elevar a transparência da União ao nível do que é exigido pelo novo Tratado. Só com uma maior transparência da legislação europeia e dos mecanismos de tomada de decisão é que conseguiremos aproximar a UE dos cidadãos, reforçando a legitimidade democrática do sistema político.

A aprovação deste Regulamento tornará o acesso do público aos documentos tratados pelas instituições, organismos e agências da UE mais fácil, dando a oportunidade de ordenar as diferentes disposições existentes de forma mais coerente e razoável, com vista a tornar o processo europeu de tomada de decisão mais compreensível. Infelizmente, ainda não se chegou a acordo, com divergências que vão desde a definição dos documentos, à extensão das excepções de acesso aos documentos, à protecção de dados pessoais e ao tratamento de documentos classificados. Porém, este impasse institucional dá uma imagem muito negativa da UE e das suas instituições, pelo que apelo a ambos os co-legisladores para darem sinais de uma maior abertura e sentido de compromisso em beneficio dos cidadãos e de salvaguarda do seu direito fundamental de acesso aos documentos e participação no processo político.

 
  
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  Corina Creţu (S&D ), în scris . − Am votat în favoarea propunerii de regulament privind accesul public la documentele Parlamentului European, ale Consiliului şi ale Comisiei. Efectele asupra sarcinilor funcţionarilor de a redacta, înregistra, negocia, clasifica şi arhiva documente UE ar trebui armonizate, protejând în acelaşi timp eficienţa şi transparenţa instituţiilor UE. Odată cu intrarea în vigoare a Tratatului de la Lisabona, e normal ca mesajul să fie de creştere a transparenţei modului de funcţionare a instituţiilor, oficiilor, organelor şi agenţiilor UE, inclusiv pentru a apropia forurile europene de cetăţeni.

 
  
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  Edite Estrela (S&D ), por escrito . Votei a favor do relatório pelo facto de promover uma maior transparência no processo legislativo e administrativo das Instituições.

 
  
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  Göran Färm, Anna Hedh, Olle Ludvigsson, Jens Nilsson, Marita Ulvskog och Åsa Westlund (S&D ), skriftlig . − I stort är vi positiva till Cashmans rapport som vi anser vara ett stort steg i rätt riktning för att öppna upp EU-institutionerna och ge allmänheten insyn i EU:s arbete.

Vi är skeptiska till det förslag till säkerhetsklassificering av dokument som föreslås. Vilken klassificering som institutionerna använder berör inte direkt allmänhetens tillgång till handlingar.

Bara för att en handling är klassad på ett visst sätt blir den inte automatisk undantagen från att omfattas av förordningen. Vi anser därför att säkerhetsklassificering bäst regleras i annan lagstiftning.

Vi befarar dessutom att systemet riskerar att leda till en överklassificering (där fler handlingar än nödvändigt blir hemligstämplade), och därmed till mindre öppenhet.

 
  
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  Diogo Feio (PPE ), por escrito . A abertura das instituições europeias e a clareza dos seus procedimentos constituem garantias de que as sociedades civis e as opiniões públicas dos Estados-Membros não só são informadas como são parte integrante e informada do seu processo decisório. Não obstante o relativo afastamento das populações, potenciado pelo processo atribulado e nem sempre claro e isento de críticas que conduziu à entrada em vigor do Tratado de Lisboa, as instituições europeias devem persistir e empenhar-se verdadeiramente na disponibilização, em tempo útil, da maior parte de documentos possível, contribuindo, desta forma, para minorar aquele fosso.

Não posso, ainda assim, deixar de lamentar que se tenha aproveitado a melhoria necessária do quadro jurídico de acesso aos documentos para desconsiderar, de modo populista, a efectiva necessidade de confidencialidade de alguns procedimentos, documentos e informações. Assim, num acordo de toda a esquerda parlamentar que deixou de fora o PPE, é consagrada uma visão que vai muito além do acesso normal do público aos documentos das Instituições, com a qual não posso estar de acordo.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . Podemos dizer que a transparência é a essência da democracia e que deve estar ao seu serviço. A União Europeia (UE), como exemplo de funcionamento democrático, sentiu a necessidade de mostrar aos cidadãos que não tem nada a esconder e, por isso, há dez anos aprovou o seu primeiro regulamento sobre a transparência. O relatório elaborado pelo colega Michael Cashman debruça-se sobre a proposta de regulamento do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão relativamente ao acesso do público aos documentos das instituições da UE. O acesso à informação e aos documentos dos organismos públicos - ainda que, por vezes, possa ser embaraçoso - é um direito fundamental dos cidadãos e deve ser tratado como tal. Todavia, é necessário salvaguardar uma certa confidencialidade em determinados assuntos quer por razões pessoais e de direitos de autor quer para evitar o aproveitamento indevido por parte de quem possa ter acesso privilegiado a determinada informação.

Votei favoravelmente o relatório presente porque entendo que deve haver transparência em todas as decisões dos organismos públicos desde que sejam salvaguardadas, como parecem estar, as exceções: os documentos classificados como confidencias e os relativos à vida privada nos termos do Estatuto dos Deputados e dos Funcionários.

 
  
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  João Ferreira e Ilda Figueiredo (GUE/NGL ), por escrito . Os cidadãos devem ter um acesso garantido, e tão fácil quanto possível do ponto de vista do utilizador, a todos os documentos tratados pelas instituições, órgãos, organismos e agências da União Europeia. A informação e o conhecimento do que é tratado e decidido nestas instâncias pode ser bastante importante para que os povos saibam quem decidiu e o que decidiu sobre as áreas que, invariavelmente, terão implicação direta nas suas vidas.

Este relatório, embora ainda tenha muito espaço para melhorias, é um passo positivo no sentido de aumentar a transparência das instituições da UE. Por isso, votámos a favor.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Článkom 255 Zmluvy o založení Európskej únie v znení zmenenom a doplnenom Amsterdamskou zmluvou sa udeľuje občanom Európskej únie a fyzickým a právnickým osobám, ktoré bývajú alebo majú registrované sídlo v členskom štáte, právo na prístup k dokumentom Európskeho parlamentu, Rady a Komisie. Zásady a obmedzenia, ktorými sa spravuje toto právo na prístup, boli ustanovené nariadením (ES) č. 1049/2001 o prístupe verejnosti k dokumentom Európskeho parlamentu, Rady a Komisie, ktoré nadobudlo účinnosť 3. decembra 2001. Keďže však v ňom došlo k viacerým podstatným zmenám, v záujme jasnosti a lepšej zrozumiteľnosti by bolo vhodné toto nariadenie prepracovať. Transparentnosť v legislatívnom procese je pre občanov nadmieru dôležitá. Preto by inštitúcie mali aktívne šíriť dokumenty, ktoré sú súčasťou legislatívneho procesu. A takéto kroky by mali byť podporované aj v ostatných oblastiach. Vzhľadom na veľmi citlivý obsah niektorých dokumentov je však potrebné a nevyhnutné mať za každých okolností na pamäti, aby sa s nimi zaobchádzalo osobitným a zodpovedným spôsobom.

 
  
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  Louis Grech (S&D ), in writing . − I welcome the Cashman report on public access to EU documents, as I believe the proposed measures will help make our EU institutions more transparent and accountable to citizens. Citizens have a right to know that not only the European Commission and Parliament but also the Council of Ministers are accountable to them. At times, there is an unfair perception that important decisions are simply taken in Brussels and then ‘imposed’ on national governments. Making clear how ministers and prime ministers vote in the Council will allow citizens to be better informed about how decisions are made on EU policies that affect them. The report should also be welcomed because it clarifies rules and imposes limits on which EU documents can be classified. Parliament inserted a rule stating that EU documents can only be classified where their disclosure would undermine the essential interests of the EU or one of its Member States, most notably on public security and defence matters. My hope is that we can now have constructive negotiations with the Council and Commission to reach an agreement and enhance the EU’s accountability and credibility with citizens.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE ), par écrit . – Huit ans après l'entrée en vigueur du règlement européen sur le droit d'accès aux documents des institutions européennes, la Cour de justice de l'Union européenne (CJUE) ou encore les enquêtes du médiateur de l'Union européenne dénoncent régulièrement certaines limites et des résistances dans l'application de ce règlement. J'ai donc voté en faveur de ce nouveau règlement qui prévoit "un accès à TOUS les documents (c'est-à-dire tout contenu quel que soit son support concernant une matière relevant de la compétence de l'Union européenne) détenus par TOUTES institutions, organes, agences de l'Union européenne pour tous les citoyens", les restrictions étant réduites au maximum ; d'où une nette avancée en matière de transparence et de démocratie au sein de l'Union européenne. Nos institutions européennes sont en permanence accusées d'opacité et d'incompréhensibilité, et j'espère que ce règlement permettra un accès plus ouvert, plus direct aux documents de nos institutions.

 
  
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  Sylvie Guillaume (S&D ), par écrit . – J'ai voté en faveur du rapport de mon collègue Michael Cashman sur l'accès du public aux documents des institutions européennes, car il consacre un droit fondamental prévu par la Charte des droits fondamentaux. De plus, ce rapport envoie un message de transparence, de responsabilité et de démocratie aux citoyens, en leur permettant d'avoir un accès large et plus aisé aux documents de l'Union européenne, quel que soit leur contenu, et ce avec peu d'exceptions. Cet accès est un enjeu crucial à l'heure où la gouvernance économique de l'Union européenne va être renforcée. C'est pourquoi j'ai voté contre les dispositions du Parti Populaire européen visant à affaiblir l'exigence de transparence, car il est important que les citoyens soient en mesure de prendre connaissance des décisions et qu'ils puissent exercer leur droit de contrôle démocratique.

 
  
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  Monika Hohlmeier (PPE ), Renate Sommer (PPE), schriftlich . Wir haben gegen den Bericht zur Neufassung der Verordnung zum Zugang der Öffentlichkeit zu Dokumenten gestimmt. Der Bericht geht weit über das Ziel von mehr Transparenz durch einen besseren Zugang der Bürger zu Dokumenten hinaus. Bestehende Gesetzgebung und interinstitutionelle Vereinbarungen werden ignoriert, und der Schutz von geistigem Eigentum, sensiblen und persönlichen Daten wird missachtet. Verwaltungsvorgänge und -entscheidungen, auch zu Personalfragen, sollen veröffentlicht werden. Gleiches gilt für den Schutz von Geschäftsgeheimnissen und sensiblen Informationen im Rahmen von Zulassungsverfahren, Gerichtsverhandlungen und Wettbewerbsverfahren. Der Bericht liefert schwammige, unklare und viel zu weit gefasste Definitionen. Als Dokument werden alle Daten und Inhalte definiert, die in irgendeinem Zusammenhang mit den Politiken, Maßnahmen, Entscheidungen aller Organe und Institutionen der EU stehen. Dazu zählen weitgehend auch vorbereitende, vertrauliche und geheime Dokumente sowie alle damit zusammenhängenden Informationen. Die Definition umfasst damit nicht nur Dokumente, sondern auch Informationen. Durch die Veröffentlichung von Informationen aus laufenden interinstitutionellen Verfahren, z.B. informellen Trilogverhandlungen, entsteht ein öffentlicher Zugang zum Verfahren. Dies würde der Einflussnahme von außerhalb Tür und Tor öffnen. Lobbyisten hätten direkten Zugang zur Gesetzgebung. Der Bericht ist nicht im Sinne unserer Bürger. Er würde eine Flut von nutzlosen Informationen herbeiführen, damit die Intransparenz erhöhen und unsere Arbeit unmöglich machen.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD ), raštu . − Pritariau pasiūlymui, nes įsigaliojus Lisabonos sutarčiai, Komisija raginama aiškiau parodyti piliečiams, kad yra pasirengusi skaidresniu būdu teikti informaciją apie tai, kaip veikia ES institucijos, įstaigos, organai ir agentūros. Teisės aktų rengėjai turi pasinaudoti šia galimybe ir pabandyti paversti šį reglamentą tikru ir išskirtiniu teisiniu pagrindu, pagal kurį būtų suteikta galimybė visuomenei susipažinti su visais ES institucijų, įstaigų, organų ir agentūrų dokumentais, atsižvelgiant į tai, kad piliečiai yra galutiniai jų naudotojai. Turime pareigą padaryti taip, kad būtų galima kuo lengviau ir paprasčiau susipažinti su Europos Parlamento, Tarybos ir Komisijos dokumentais.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE ), par écrit . – J'ai voté contre le rapport de M. Cashman relatif à l'accès public aux documents du Parlement européen, du Conseil et de la Commission européenne, car il va bien au-delà du simple objectif d'amélioration de la transparence des travaux des institutions européennes. Le rapport met de côté la législation existante, et ne prend pas en compte la protection des données personnelles et sensibles. Le rapport n'apparaît pas comme une amélioration au bénéfice des citoyens européens. Il confond documents et information, et conduit à une surpublication de documents inutiles qui ne permettent pas une meilleure information des citoyens.

 
  
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  Marian-Jean Marinescu (PPE ), în scris . − Am votat împotriva Raportului privind Accesul public la documentele Parlamentului European, Comisiei şi Consiliului, deoarece acest raport nu ajută la îndeplinirea obiectivului european de mai multă transparenţă. În plus, acest raport ignoră legislaţia existentă şi acordurile interinstituţionale. De asemenea, textul propus nu ia în considerare protecţia părţilor în caz de concurenţă şi datele cu caracter personal. Nevoia de transparenţă trebuie să fie un principiu de bază pentru legislaţia europeană, iar publicul trebuie să aibă drept de acces la toate documentele relevante privind legislaţia UE, dar această transparenţă nu trebuie să creeze confuzie şi să identifice accesul la documente cu accesul la informaţii premergătoare anumitor decizii instituţionale. Această identificare ar fi în detrimentul instituţiilor, deoarece publicarea de informaţii informale referitoare la proceduri în curs ar putea face ca deciziile interinstituţionale să fie influenţate de grupuri de lobby, de exemplu. Consider că accesul la documente trebuie să aibă un suport juridic, să contribuie la transparenţa şi la eliminarea birocraţiei, nu să creeze confuzii.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this proposal from my colleague Michael Cashman on public access to documents. It is a measured response to increasing demands from the European citizens but also from national institutions and regional authorities, primarily the national parliaments, for improved access to the documents held by the EU institutions.

 
  
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  Mario Mauro (PPE ), per iscritto . − Il mio gruppo si è sempre battuto per la massima trasparenza della legislazione e dei meccanismi decisionali dell'Unione europea. Sono quindi favorevole ad un accesso ampio, da parte dei cittadini, ai documenti dell'UE. La relazione in questione va ben oltre tali obiettivi e si occupa di questioni che a mio modo di vedere non possono affatto essere oggetto di un siffatto regolamento. I documenti segreti e preparatori sono un esempio di questa esagerazione.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE ), in writing . − The European Parliament is the most transparent of all EU institutions. Agendas and legislative documents, including amendments, are available online prior to any vote. Members of the public can follow committee and plenary proceedings in person or via live web-streaming. Voting results are published, including details of which MEPs voted and how they voted in the case of roll-call votes. Although this report prioritises transparency, it goes too far and actually poses a potential threat to the smooth working of the Parliament. The text confuses ‘access to documents’ with ‘administrative procedures’ and goes beyond the remit of its legal base. This also puts into question the interinstitutional agreement on the use of classified material. Transparency is of the utmost importance, as is the ‘space to think’. Although I am in agreement with the main thrust of this report, I abstained in the final vote.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL ), par écrit . – Vaste affaire que la communication au public des documents du Conseil, de la Commission et du Parlement. Même nous, députés, avons du mal à nous les procurer et ils mettent souvent des semaines à être transcrits dans les langues de l'Union. Seul un amendement aborde plus précisément la question des langues, pourtant cruciale. Je vote donc contre, pour m'opposer au mépris anti-français constant des institutions européennes, que la France rémunère pourtant très largement.

 
  
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  Nuno Melo (PPE ), por escrito . Votei contra o presente relatório por considerar que este vai demasiado longe no que respeita à transparência legislativa. Não posso concordar que documentos relevantes e confidenciais possam ser disponibilizados na Internet sem qualquer controlo. O acesso do público aos documentos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão é importante, mas não deve ser generalizado, devendo existir um direito de reserva quando se trate de documentação sensível e devendo, nesses casos, o seu acesso sem qualquer restrição ser avaliado.

 
  
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  Gay Mitchell (PPE ), in writing . − I wish to explain why the Irish EPP delegation abstained from the vote on the Cashman report. The European Parliament is the most transparent of the EU institutions with agendas and legislative documents, including amendments, available online prior to any vote. The public has the right to follow committee and plenary proceedings in person. Plenary sessions and committees are also web-streamed, allowing all EU citizens and journalists to follow sessions live. Voting results are published, including details of which MEPs voted and how they voted in the case of roll-call votes. Decision-making in the European Parliament in the absence of a standing governing coalition (like most national parliamentary systems) requires a permanent search for possible compromises. This ‘space to think’ needs to be safeguarded to preserve the functioning of the EP’s system of compromise. The Cashman report confuses access to documents with administrative procedures and goes beyond the remit of its legal base. This also puts into question the interinstitutional agreement on the use of classified material. The Irish EPP delegation fully supports transparency but public access to documents must also meet legal requirements. In this regard, we do not feel the Cashman report is satisfactory.

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE ), raštu . − Dažnai skundžiamės visuomenės susidomėjimo Europos Sąjungos institucijų veikla stoka. Tačiau viena to priežasčių – piliečiai nežino, kas vyksta šiose institucijose, kaip jose priimami sprendimai, negali susipažinti su institucijų darbo dokumentais, o mato tik galutinį dokumentą, kartais nesuprasdami, kuriuo svarstymo metu atsirado viena ar kita nuostata. Žinoma, yra tam tikrų sričių, kuomet negalima atskleisti visų duomenų. Pavyzdžiui, tiriant bylas dėl konkurencijos teisės pažeidimo, manau, jog didesnis piliečių interesas yra sąžiningos konkurencijos užtikrinimas, o ne prieiga prie dokumentų. Taigi, nors iš esmės pritariu dokumentui, tačiau nesutinku su visais patvirtintais pakeitimais, todėl per galutinį balsavimą susilaikiau.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE ), por escrito . Votei favoravelmente o presente relatório por concordar com os objetivos de aumentar a transparência do Regulamento, sem o tornar demasiado específico e de difícil aplicação, e de melhorar as práticas das instituições tirando proveito das experiências do passado. O acesso do público aos documentos do Parlamento Europeu, do Conselho e da Comissão pode constituir-se como uma forma de garante da transparência nos meios decisórios europeus.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − In favour. The rapporteur, Mr Cashman, was also responsible for the proposal for revision of Regulation (EC) No 1049/2001. There he put forward some crucial modifications to the European Commission’s proposal presented on 30 April 2008. The European Parliament voted on and supported those on 11 March 2009. After the EP’s election in June 2009 Mr Cashman was reappointed as rapporteur on the dossier. On 1 December the Lisbon Treaty entered into force and to a large extent modified the legal framework for the revision of this regulation. Already in 2006 he drafted the resolution of the European Parliament approved overwhelmingly by MEPs, containing a list of recommendations for improvement of the current regulation. In this perspective, when the Commission presented its proposal for revision in 2008, expectations were very high as to how the standards on public access to EU documents could be improved. However, despite some positive modifications inserted in the proposal which are clearly justifiable, like the extension of the beneficiaries of this regulation, and conformity with the Aarhus Convention, others would, in my view, represent a step backwards for transparency, especially if we consider that most of the European Parliament’s requests of 2006 have not been taken into account.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . Este relatório pretende que haja uma maior transparência no acesso ao público dos documentos de todas as instituições, órgãos, organismos e agências da União Europeia, tal como expresso no artigo 255.º do Tratado de Lisboa. Contudo, esta proposta vai além do seu objetivo inicial e regula matérias indevidas. Para além de violar os acordos interinstitucionais em vigor e os procedimentos de concorrência, põe em causa informação pessoal e considerada sensível. A definição geral do conceito de documento inclui também documentos preparatórios, confidenciais e classificados e as próprias iniciativas de negociações, nomeadamente os trílogos informais. O que passará a acontecer é que os cidadãos terão acesso a negociações e procedimentos que poderão pôr em causa as conclusões finais devido à influência pública.

Por estas razões, voto negativamente este relatório, uma vez que a transparência e o acesso dos documentos da UE não devem passar por cima da reserva da vida privada, da proteção de dados e da proteção dos segredos comerciais e das informações sensíveis em termos judiciais e de concorrência.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ), în scris . − Am votat pentru Rezoluţia legislativă referitoare la propunerea de modificare a regulamentului privind accesul public la documentele Parlamentului European, ale Consiliului și ale Comisiei. După intrarea în vigoare a Tratatului de la Lisabona, temeiul juridic pentru accesul public la documente este articolul 15 alineatul (3) din versiunea consolidată a Tratatului privind funcționarea Uniunii Europene. Această dispoziție extinde dreptul de acces public la documentele tuturor instituțiilor, organelor, oficiilor și agențiilor Uniunii. Prezentul regulament se aplică tuturor documentelor deținute de o instituție, organ, oficiu sau agenție a Uniunii, prin aceasta înțelegându-se documente întocmite sau primite de către entitatea respectivă și aflate în posesia sa, din toate domeniile de activitate ale Uniunii. Această dispoziție este aplicabilă Curții de Justiție, Băncii Centrale Europene și Băncii Europene de Investiții numai în cazul în care acestea exercită funcții administrative.

Transparența ar trebui, de asemenea, să consolideze principiile bunei administrări în instituțiile, organele, oficiile și agențiile Uniunii, conform articolului 41 din Cartă și articolului 298 din TFUE. Procedurile administrative interne ar trebui definite în consecință și ar trebui puse la dispoziție resurse financiare și umane suficiente pentru a pune în practică principiul deschiderii. Instituțiile iau măsurile necesare pentru crearea unei interfeţe comune pentru registrele instituțiilor.

 
  
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  Derek Vaughan (S&D ), in writing . − It is vitally important that EU institutions are made more transparent in order to encourage greater citizen participation. I voted in favour of this resolution, which takes a positive step towards a fully transparent and accountable EU. In addition to allowing citizens access to important information upon request this resolution also places importance on encouraging institutions to actively disseminate documents. This progressive resolution has my full support because it will bring the EU closer to its citizens and strengthen the democratic process.

 
  
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  Axel Voss (PPE ), in writing . − I voted against the report on the revision of the regulation on public access to documents, because it goes far beyond the aim of more transparency. Existing legislation and interinstitutional agreements are ignored and the protection of competition cases, sensitive and personal data is disregarded. Bureaucratic procedures and decisions, which also comprise aspects regarding the staff, will be published. The same goes for intellectual property, business secrets and sensitive information in the context of admission procedures, trials and competition proceedings. The report provides woolly and vague definitions. Documents are taken to mean any data or content connected in any way with the EU’s policies, measures or decisions of the bodies and institutions. This also broadly includes preparatory, confidential and secret documents as well as all related information. Hence the definition comprises not only documents but also information. The publication of information about ongoing interinstitutional proceedings, e.g. informal trialogue negotiations, creates a public access to the procedure. This would open those negotiations to direct influence from outside, e.g. through lobbying. The report is not in the interests of our citizens. It would bring a flood of useless documents and information, thereby leading to less transparency and render our work impossible.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI ), schriftlich . Um den Bestimmungen des Lissabonvertrags in Hinblick auf mehr Transparenz zu entsprechen, muss die Verordnung dringend überarbeitet werden. Alle Dokumente müssen öffentlich zugänglich gemacht werden, um möglichst schnell auf die wachsenden Forderungen von Bürgern und nationalen Einrichtungen reagieren zu können. Gleichzeitig ist es wichtig, dass die öffentlich gemachten Dokumente klar formuliert sind sowie der Zugang für die Bürger einfach und nutzerfreundlich gestaltet wird. Der öffentliche Zugang zu Dokumenten stärkt das Vertrauen der Bürger in die EU, da sie dadurch Entscheidungen auf EU-Ebene besser nachvollziehen können. Da der abgeänderte Verordnungsvorschlag mehr Transparenz gewährleistet, ohne dabei das Instrument zu verkomplizieren, habe ich zugestimmt.

 
  
  

Report: Knut Fleckenstein (A7-0372/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório, considerando que existe espaço para alargar as atividades da AESM de modo a que a experiência e os serviços técnicos que possui possam ser aplicados a uma maior variedade de políticas. Mais especificamente, os seus sistemas de controlo do tráfego poderão contribuir para a criação de um espaço marítimo europeu sem barreiras, possibilitando assim o transporte marítimo de mercadorias e passageiros entre Estados-Membros sem mais formalidades do que as aplicadas ao transporte rodoviário. Isto evitaria uma distorção da concorrência a favor do modo menos ecológico. Com o mesmo intuito, a AESM poderá aconselhar a Comissão sobre a maneira de reforçar a compatibilidade mútua do SafeSeaNet e do Sistema de Informação Fluvial de modo a reduzir os custos administrativos.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE ), par écrit . – Créée en 1999, suite à la marée noire causée par le naufrage du pétrolier Erika, l’Agence européenne pour la sécurité maritime promeut la coopération entre les Etats membres en matière de sécurité maritime et de prévention de la pollution causée par les navires. Elle offre également une assistance en cas de pollution grave. La catastrophe « Deepwater Horizon » survenue après l’explosion d’une plateforme pétrolière dans le golfe du Mexique a montré qu’il était nécessaire de renforcer les capacités de l’Agence. C’est pourquoi j’ai voté en faveur du rapport Fleckenstein.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D ), raštu . − Balsavau už šią teisėkūros rezoliuciją dėl Europos jūrų saugumo agentūros (EJSA). Komisijos pasiūlymu siekiama iš dalies pakeisti Reglamentą Nr. 1406/2002 dėl Europos jūrų saugumo agentūros tam, kad būtų aiškiai nurodyti dabartiniai EJSA uždaviniai ir vaidmuo, kad būtų išplėsti EJSA uždaviniai įtraukiant naujas tarptautiniu ir ES lygmeniu vystomas sritis. Pritariu, jog mokslinių tyrimų srityje EJSA turėtų aktyviau dalyvauti ES jūrų tyrimuose. Taip pat reikia aiškiau apibrėžti EJSA pagalbą Komisijai ir valstybėms narėms įvairiose tarptautinėse ir regioninėse organizacijose, suvienyti ir susieti tarpusavyje skirtingas EJSA eksploatacinių tarnybų priežiūros sistemas bei supaprastinti EJSA veiklos teisinį pagrindą, siekiant išplėsti techninio EJSA bendradarbiavimo su kaimyninėmis šalimis galimybę. EJSA įgaliojimai turėtų aprėpti ne tik laivų, bet ir atviroje jūroje veikiančių naftos įrenginių veiklą.

 
  
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  Sergio Berlato (PPE ), per iscritto . − L'aspettativa dei cittadini europei è che vengano loro forniti servizi pubblici efficienti nel campo della sanità, istruzione, trasporti e sicurezza. Tuttavia, constatiamo in molti Stati membri, l'incapacità a trattare in modo soddisfacente il problema della gestione dei rifiuti. Negli ultimi anni la gestione dei rifiuti è diventato un problema sociale di primaria importanza: la difficoltà di gestire tali questioni provoca effetti negativi non solo sulla salute umana e sul benessere, ma anche sull'ambiente nel senso più ampio. Nonostante l'Unione abbia adottato un progetto di normativa per garantire un quadro giuridico atto a trattare la problematica, da un'analisi delle politiche di gestione dei rifiuti emergono informazioni contrastanti: alcuni Stati membri, tra cui Danimarca, Paesi Bassi, Austria e Svezia, sono molto avanzati, mentre molti altri paesi dell'UE evidenziano un forte ritardo nell'attuazione di strategie in materia di rifiuti che hanno portato a gravi violazioni della normativa europea. Appare, a mio avviso, chiara l'urgenza di attuare una politica coerente in materia di gestione dei rifiuti in Europa. Concordo, pertanto, con il relatore nel ritenere valida la proposta della Commissione che prevede una procedura di verifica della gestione dei rifiuti più proattiva associata a un sistema di allarme preventivo in materia di conformità.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD ), per iscritto . − La relazione è senza dubbio condivisibile nel suo impianto di fondo. Tuttavia contiene parti che non possono trovarmi d’accordo. La prima criticità deriva dal fatto che le modifiche del regolamento dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima apriranno alla possibilità che l’Europa offra assistenza tecnico-scientifica in materia di sicurezza marittima a Paesi candidati all’ingresso e a Paesi di vicinato. Tra questi, quindi, potrebbe esserci la Turchia a beneficiare di assistenza da parte dell’EMSA, cosa che non considero positivamente. Il secondo aspetto che mi trova contraria riguarda invece la perdita di poteri da parte degli Stati membri a favore della Commissione all’interno del consiglio direttivo dell’Agenzia. Il mio voto alla relazione è quindi contrario.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D ), raštu . − Balsavau už šį pranešimą, kadangi yra pasiūlyta ilgalaikių pakeitimų, įsteigiant Europos jūrų saugumo agentūra (EJSA). Europos jūrų saugumo agentūra, įkurta 2002 m. ir pradėjusi savo veiklą nuo 2003 m. kovo mėn., siekia užtikrinti veiksmingą ir vienodą jūrų saugumą, apsaugoti ir remti kovos su tarša mechanizmus. Be to, Europos jūrų saugumo agentūra teikia valstybėms narėms ir Europos Komisijai mokslinę bei techninę pagalbą, kad šios galėtų taikyti Bendrijos teisės aktus. Šios agentūros veikla yra svarbi, kadangi ji nuo savo veiklos pradžios jau yra atlikusi daugiau nei 100 įvairiausiu tyrimų, susijusių su saugumu, apsauga ir taršos iš laivų prevencija. Agentūra taip pat suorganizavo daugybę renginių savo darbo srityje ir atliko išsamias technines ataskaitas. Taigi, Europos jūrų saugumo agentūra yra pripažinta kaip gerai veikianti organizacija, kuri yra efektyvi ir padedanti valstybėms narėms sutaupyti didžiąją dalį lėšų.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE ), por escrito . A EMSA, que presta apoio e assistência técnica em matéria de segurança e de proteção marítima na área da poluição causada por navios, tem tido uma importância cada vez maior na defesa do ambiente marítimo. Congratulo-me com o facto de o presente relatório vir reforçar aspetos pelos quais me tenho batido e que já foram aprovados por este plenário através do relatório Ford. São estes: mecanismos de prevenção e resposta em caso de desastres ambientais relacionados com plataformas de exploração de petróleo e gás.

No momento de crise económica e financeira que hoje vivemos, e numa lógica de economia de escala, faz todo o sentido utilizar as infraestruturas existentes e alargar as competências da Agência. Destaco a necessidade de coordenação à escala da UE e com os países vizinhos para garantir as melhores práticas e a harmonização das várias abordagens nas várias regiões da UE quer ao nível da prevenção de acidentes quer ao nível da resposta. Só com uma abordagem global conseguiremos uma maior segurança das atividades no setor do petróleo e do gás e fazer face aos danos ambientais, económicos e sociais causados por eventuais acidentes em alto-mar.

 
  
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  Corina Creţu (S&D ), în scris . − Am votat în favoarea propunerii de regulament al Parlamentului European şi al Consiliului de modificare a Regulamentului de instituire a unei Agenţii Europene pentru Siguranţă Maritimă. Propunerea Comisiei se bazează pe o consultare din 2008 cu părţile interesate ale EMSA, pe o evaluare externă şi pe o evaluare a impactului realizată de Comisie. De asemenea, propunerea reflectă strategia pe cinci ani a EMSA, adoptată de Consiliul de administraţie al acesteia. Comisia a publicat, de asemenea, un raport (COM(2011)0286 ) în care se arată că utilizarea unui sistem de detectare şi de monitorizare a deversărilor de petrol al UE reduce costurile cu aproximativ 20%, în comparaţie cu utilizarea sistemelor naţionale.

Ca urmare a punerii în aplicare a celui de-al treilea pachet de măsuri privind siguranţa maritimă, EMSA a primit deja atribuţii noi. EMSA a încheiat o serie de contracte privind navele de intervenţie în caz de deversări de petrol aflate în stand-by cu operatori privaţi care vor trece, în caz de urgenţă, de la activitatea lor normală la starea de intervenţie în situaţii de poluare. Propunerea Comisiei precizează că aceste nave ar putea fi utilizate, totodată, în combaterea poluării provenite de la alte surse, inclusiv de la platformele petroliere.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D ), în scris . − Uniunea Europeană şi statele membre fac eforturi importante pentru a preîntâmpina efectele poluărilor accidentale, mai ales în cazul poluării maritime generate de platforme sau tancuri petroliere, iar propunerea înfiinţării unui serviciu european comun de pază de coastă este cu atât mai bine venită în situaţii de acest gen, care necesită intervenţii rapide şi coordonarea eficientă a acţiunilor de intervenţie.

 
  
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  Mário David (PPE ), por escrito . A Agência Europeia de Segurança Marítima (AESM), cuja sede é em Lisboa, tem vindo a impor-se como um dos principais players institucionais no setor marítimo europeu/internacional. No seguimento da adoção do terceiro pacote marítimo, surgiu a necessidade de alargar o âmbito da ação da AESM, as suas competências, atribuições e missão. Nesse sentido, considero que o presente relatório da Comissão TRAN vai de encontro aos já identificados objetivos da concretização do futuro espaço marítimo europeu sem barreiras por concretizar: uma melhor assistência aos Estados-Membros em caso de poluição por parte de plataformas de gás ou petróleo pela inclusão da assistência aos nossos países vizinhos na redução da poluição marítima ou em caso de desastre, bem como pela introdução de novos procedimentos com vista a melhorar a governança da Agência. Saliento o importante sinal dados aos nossos países vizinhos, na semana em que igualmente votámos o meu relatório sobre a revisão da Política Europeia de Vizinhança. Este relatório prevê mais Europa, maior eficiência no seu funcionamento e um novo papel para a nossa União na área geográfica onde nos integramos. E tudo isto a partir da cidade de Lisboa. Foi por todas estas razões, que votei favoravelmente este relatório.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE ), par écrit . – J'ai voté en faveur de ce rapport qui permet de faire un nouveau pas vers une politique maritime européenne ambitieuse, adaptée au trafic maritime de nos côtes. Il est essentiel de se munir d'outils de réaction rapide afin de contenir les dégâts causés par les accidents pouvant avoir des conséquences environnementales et économiques désastreuses pour nos territoires.

 
  
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  Edite Estrela (S&D ), por escrito . Votei a favor do relatório por considerar que esta agência tem dado um contributo importante para a proteção do ambiente, limitando o número de acidentes marítimos e respetivos danos. Nesse sentido, vejo com bons olhos que se proceda ao reforço do mandato e meios desta instituição.

 
  
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  Diogo Feio (PPE ), por escrito . A AESM foi criada, em 2003, como resposta ao naufrágio do petroleiro Erika e às contingências ambientais por ele criadas. Desde então, a sua missão tem estado centrada na prevenção de desastres no mar e na segurança marítima. Pretende agora alargar-se a sua actividade "na criação de um espaço marítimo europeu sem barreiras", possibilitando o transporte marítimo de mercadorias e passageiros entre Estados-Membros, sem mais formalidades do que as aplicadas ao transporte rodoviário. Tal missão afigura-se-me essencial no actual momento económico que a Europa atravessa, já que o mar poderá criar importantes oportunidades de negócio e de comércio que só podem e devem ser encorajadas.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . A Agência Europeia para a Segurança Marítima (AESM) foi criada pelo Regulamento (CE) n.º 1406/2002 do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho tendo em vista responder à problemática criada com o naufrágio do petroleiro Erika , em 12 de dezembro de 1999, o qual libertou 15.000 toneladas de fuelóleo e poluiu 450 quilómetros do litoral da Bretanha. A AESM tem como missão prestar assistência e apoio técnico em ordem à proteção marítima em situações de poluição provocada por navios, assumindo, por isso, um papel crucial na defesa do ambiente marinho.

Tanto a proteção dos oceanos como a criação de mecanismos de controlo ou de combate à poluição devem ser vistos a uma escala global no sentido de poupar recursos e de agilizar procedimentos. Tendo em conta a experiência da AESM, torna-se necessário alargar as suas competências e dotá-la de meios para que reforce a luta contra a poluição e a pirataria, bem como o apoio e a vigilância das embarcações de pesca e de transporte.

Congratulo-me com a aprovação desta proposta que vai alargar as competências da AESM, contribuindo assim para podermos desfrutar de um meio aquático mais saudável, mais protegido e mais capaz de garantir a sobrevivência das gerações futuras.

 
  
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  João Ferreira e Ilda Figueiredo (GUE/NGL ), por escrito . Como pretensa resposta ao acidente do petroleiro Erika, foi criada, em 2003, a Agência Europeia de Segurança Marítima. Com base em preocupações ambientais justas, esta agência impõe-se em larga escala às autoridades e jurisdições nacionais, imbuída do espírito federalista e centralista da UE, atropelando a soberania dos Estados-Membros nas suas estratégias marítimas, em especial naqueles com importantes Zonas Económicas Exclusivas, como é o caso de Portugal, país da UE com maior área marítima.

Consideramos muito preocupante a insistência na criação da denominada Guarda Costeira Europeia, pelo seu caráter securitário, de controlo e vigilância, aspetos da soberania dos Estados-Membros que, através das autoridades nacionais, garantem este controlo, vigilância e exploração das suas ZEE. O relatório considera necessária a concretização do "espaço marítimo europeu sem barreiras", com uma "política marítima integrada europeia", uma "guarda costeira europeia", vigilância por satélite ao nível europeu e sistemas de identificação automático.

Ao fim e ao cabo dissolvem-se as justas iniciais preocupações ambientais em exagerados instrumentos e políticas supranacionais, usurpando responsabilidades e competências que apenas a cada Estado-Membro pertencem, incluindo as suas estratégias e políticas de cooperação com os restantes países da União e países terceiros.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Po nehode ropného tankera Erika a po veľkom znečistení ropou spôsobenom touto nehodou Komisia koncom roka 2000 navrhla nariadenie, ktorým sa ustanovuje Európska námorná bezpečnostná agentúra (EMSA) ako odborný orgán na účely zaručenia vysokej, jednotnej a efektívnej úrovne námornej bezpečnosti a zabránenia znečisťovania z lodí v EÚ. Európsky parlament a Rada prijali nariadenie 1406/2002 dňa 27. júna 2002. Nariadenie nadobudlo účinnosť v auguste toho istého roka a EMSA začala svoju činnosť v marci 2003. V súlade s článkom 22 uvedeného nariadenia správna rada zabezpečila v roku 2007 nezávislé externé hodnotenie vykonávania uvedeného nariadenia. Na základe tohto hodnotenia vydala v júni 2008 odporúčania na zmeny nariadenia, ako aj agentúry a jej pracovných postupov. Niektoré ustanovenia je potrebné vysvetliť a aktualizovať, pričom EMSA by okrem toho mala dostať celý rad ďalších úloh odrážajúcich vývoj politiky námornej bezpečnosti na úrovni EÚ a na medzinárodnej úrovni. Ťažba ropy, zemného plynu a výrobných činností na mori predstavujú riziká pre námornú dopravu a morské prostredie. Aj z tohto dôvodu je dôležité, aby agentúra v rámci svojich možností vynakladala potrebné úsilie súvisiace so snahou minimalizovať podobné riziká.

 
  
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  Pat the Cope Gallagher (ALDE ), in writing . − The European Maritime and Safety Agency is regarded as an effective organisation, which provides EU Member States with significant savings. The EMSA is playing an important role in terms of reducing the risk of maritime accidents, marine pollution from ships and the loss of human life at sea. I fully support the proposal to provide the EMSA with greater scope to assist neighbouring countries as search and rescue operations know no geographical or political boundaries. However, it is regrettable that the Commission has yet to undertake a study into the creation of a European coastguard despite the adoption of the directive on ship source pollution which mandates the Commission to do so. I also welcome the fact that both Norway and Iceland are active members of the European Maritime and Safety Agency in my capacity as the Chairman of the European Parliament delegation to the EEA and EFTA states.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE ), par écrit . – En 1999, l'Erika faisait naufrage au large des côtes bretonnes, entraînant une terrible catastrophe environnementale. Dans la foulée, l'Agence européenne pour la sécurité maritime (AESM) était créée pour lutter contre la pollution maritime. Plus de 10 ans après, et alors que l'échouage récent du TK Bremen sur les côtes bretonnes est venu nous rappeler avec violence qu'une catastrophe environnementale est toujours possible, j'ai voté en faveur de ce rapport, qui tend à renforcer le rôle de l'Agence en étendant son champ d'activité. En plus de l'assistance technique et scientifique qu'elle fournit déjà, l'Agence pourra notamment intervenir sur les pollutions causées par les activités de prospection et de production de pétrole et de gaz en mer. Nous l'avons vu l'an passé dans le Golfe du Mexique, les dommages causés par ce genre d'accident sont considérables. En renforçant les pouvoir de l'AESM, l'Union européenne se donne les moyens de se prémunir contre ce genre de catastrophe.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD ), raštu . − Naftos ir dujų žvalgybos ir gavybos jūroje veikla kelia pavojų jūrų transportui ir jūrų aplinkai. Svarbų vaidmenį šioje srityje atlieka Europos jūrų saugumo agentūra užtikrinant aukštą, vienodą ir veiksmingą jūrų saugumo ir taršos iš laivų prevencijos lygį. Manau, kad agentūra turėtų veikti Europos Sąjungos labui. Tai apima ir agentūros veiksmų laisvę už Europos Sąjungos teritorijos ribų savo kompetencijos srityse, skatinant vykdyti Europos Sąjungos jūrų saugumo politiką, su trečiosiomis šalimis bendradarbiaujant techniniais ir moksliniais klausimais. Išplėstos agentūros užduotys turi būtų apibrėžtos aiškiai ir tiksliai, kad nebūtų dubliavimosi ir būtų išvengta bet kokios painiavos. Mano įsitikinimu, yra būtina užtikrinti aukšto, vienodo ir efektyvaus lygio saugą ir saugumą jūroje, naudoti turimus pajėgumus pagalbai, užkirsti kelią jūrų taršai, įskaitant iš atviroje jūroje veikiančių naftos ir dujų įrenginių, ir reaguoti į ją bei kurti Europos jūrų erdvę be kliūčių. Todėl balsuodamas pritariau šiam dokumentui.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE ), par écrit . – J'ai apporté mon soutien à ce rapport relatif à la révision du règlement instituant l'Agence européenne pour la sécurité maritime, qui vise à renforcer le mandat de l'Agence en le recentrant sur ses deux missions principales (la sûreté et la sécurité maritimes), tout en tenant compte des moyens dont elle dispose pour exercer ses compétences.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE ), în scris . − EMSA, agenția înființată în 2003 ca urmare a poluării cauzate de naufragiul petrolierului „Erika”, are ca rol asigurarea unui nivel ridicat, unitar și eficient de siguranță maritimă și prevenirea poluării cauzate de nave în UE. Regulamentul propus de către Comisie se referă la faptul că ar trebui să se utilizeze la maxim cunoștințele agenției în acest domeniu și să se consolideze rolul acesteia în acordarea de sprijin și asistență organismelor sau entităților interesate (Comisie și statele membre) în ceea ce privește prevenirea poluării provenite de la instalațiile de petrol.

Trebuie să extindem activitățile EMSA astfel încât experiența sa și serviciile sale tehnice actuale să poată fi folosite în cazul unei game mai largi de politici. Modificările anterioare la care a fost suspus statutul agenției nu sunt suficiente pentru abordarea noilor provocări cu care se va confrunta EMSA, o bună parte a acestora reprezentând provocări externe fie doar pentru EMSA, fie pentru EMSA și UE în ansamblul ei.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this report, which points out that an EU oil spill detection and monitoring system reduces costs by around 20% compared to national systems.

 
  
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  Nuno Melo (PPE ), por escrito . Os naufrágios do Erika (1999) e do Prestige (2002) levaram a União Europeia a reforçar a segurança marítima através de várias medidas legislativas. É neste contexto que se insere a criação da Agência Europeia da Segurança Marítima cujo objetivo é assistir a Comissão e os Estados-Membros em matéria de segurança marítima, de proteção do transporte marítimo e de prevenção da poluição causada pelos navios.

Expressei o meu voto favorável a propósito do texto apresentado para alteração do Regulamento que institui a Agência Europeia da Segurança Marítima. As alterações em causa permitirão maiores ganhos de eficiência e menores custos, dando um passo importante rumo a uma política marítima europeia ambiciosa e desenvolvendo ferramentas de resposta rápida para evitar danos causados por desastres marítimos que podem ter consequências muito graves do ponto de vista ambiental e económico.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE ), por escrito . A Agência Europeia da Segurança Marítima é uma organização por todos reconhecida como eficaz e funcional e que oferece aos Estados-Membros poupanças consideráveis, operando a nível europeu com as economias de escala que gera. Por estes factos, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Rovana Plumb (S&D ), în scris . − Regulamentul propus, de modificare a Regulamentului (CE) nr. 1406/2002 de instituire a unei Agenții Europene pentru Siguranță Maritimă (EMSA), reprezintă o oportunitate pentru consolidarea funcțiilor EMSA existente pentru a stimula realizarea obiectivelor în materie de protecție a mediului și capacitatea de reacție la accidente în apele UE. Sarcinile agenției au legătură atât cu deversările accidentale, cât și cu cele ilegale. Inițial acestea se concentrau pe poluarea cu hidrocarburi. Începând cu 2007, agenția a fost însă activă și în domeniul poluării maritime provocate de substanțe periculoase și nocive (de exemplu, substanțe chimice).

Agenția ar trebui să efectueze inspecții în țările terțe din regiunea mediteraneană și regiunea Mării Negre și a Mării Baltice, în ale căror ape se desfășoară activități de explorare și producție de petrol și gaze, precum și să ofere asistență țărilor terțe respective să își consolideze capacitatea de îmbunătățire a siguranței operațiunilor lor offshore. Cooperarea cu statele terțe la implementarea sarcinilor ar trebui întărită pentru a permite o abordare mai rapidă. Organizarea sistemului de monitorizare și detecție a deversărilor de hidrocarburi la nivelul UE este de asemenea mai puțin costisitoare pentru contribuabilul european (cu aproximativ 20%) și mai eficientă decât realizarea acestui lucru la nivel național.

 
  
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  Crescenzio Rivellini (PPE ), per iscritto . − Oggi, durante la sessione plenaria, è stata votata la relazione "Agenzia europea per la sicurezza marittima". L'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) è stata istituita in risposta alla marea nera provocata dal naufragio della petroliera "Erika". Le attività dell'Agenzia sono iniziate nel marzo 2003. Il regolamento istitutivo dell'EMSA è stato modificato tre volte. L'ultima proposta della Commissione dovrebbe mirare a introdurre cambiamenti duraturi, anche se occorrerà più tempo per i negoziati.

La relazione sostiene che l'aumento dei compiti dell'EMSA dovrà realisticamente riflettersi nel suo bilancio e nel personale in modo che possa far fronte ai nuovi incarichi proposti dalla Commissione: contribuire ai sistemi di monitoraggio del traffico allo scopo di ottenere uno spazio europeo marittimo senza barriere; assistere la Commissione e gli Stati membri nella prevenzione dell'inquinamento dalle fuoriuscite di petrolio provvedendo ad aumentare il ruolo nella già esistente CleanSeaNet ; assistere i paesi vicini nella riduzione dei rischi di inquinamento.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − In favour. The Commission’s proposal is based on a 2008 consultation with EMSA’s stakeholders, an external evaluation and a Commission impact assessment. It also reflects EMSA’s five-year strategy, adopted by its Administrative Board (where all Member States are represented). The Commission has also published a report (COM(2011)286) showing that an EU oil spill detection and monitoring system reduces costs by around 20% compared to national systems. EMSA has already been given new tasks as a result of the implementation of the third maritime safety package. It has concluded a number of ‘stand-by oil spill response vessel contracts’ with private operators who will switch from their regular activity into pollution response mode in case of emergency. The Commission proposal would make clear that such vessels could also be used to combat pollution from other sources, including oil rigs. Norway and Iceland are the only third countries who participate in EMSA. The Commission recommends extending the possibility of technical assistance to accession countries, European neighbourhood partners and countries taking part in the Paris Memorandum of Understanding (MoU).

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE ), per iscritto . − L'Agenzia europea per la sicurezza marittima è stata istituita in risposta alla marea nera provocata dal naufragio della petroliera "Erika" e le sue attività sono iniziate nel marzo 2003. Il regolamento istitutivo dell'EMSA è stato modificato tre volte. Quest'ultima proposta dovrebbe mirare a introdurre cambiamenti duraturi, anche se occorrerà più tempo per i negoziati. La risoluzione del Parlamento del 7 ottobre 2010 stabilisce che il mandato dell'EMSA "dovrebbe essere esteso dalle navi agli impianti offshore" e chiede "che l'eventuale conferimento di nuove funzioni di questo tipo si rifletta nel bilancio e nell'organico dell'EMSA". I compiti aggiuntivi dell'EMSA devono trovare un riscontro realistico nel bilancio e nell'organico dell'Agenzia. In caso contrario si rischia di compromettere la sua essenziale funzione di promozione della sicurezza marittima.

 
  
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  Vilja Savisaar-Toomast (ALDE ), kirjalikult . − Lugupeetud juhataja, kolleegid! Toetasin tänasel hääletusel raportit, mis laiendab Euroopa Meresõiduohutuse Ameti (EMSA) volitusi. EMSA on oma 8 tegutsemisaasta jooksul teinud tõhusat tööd nii mereohutuse kui ka merereostuse valdkonnas. Tegemist on tõhusa ning hästi juhitud organisatsiooniga. Nagu juba mainitud, laiendatakse EMSA mandaati, mis annab võimalused Euroopa Liidu ühtse merenduspiirkonna ja ühtse turu väljakujundamiseks, kasutades selleks nii nn sinise vööndi pilootprojekti kui ka satelliitjälgimissüsteeme. Samuti antakse EMSA-le oluline roll Euroopa Liidu meremeeste väljaõppe ja kvalifikatsiooni tõstmisel, samuti meremeheameti atraktiivsemaks muutmisel. Kolmas oluline täiendav roll on avamere gaasi- ja naftarajatiste jälgimine. Oluliseks pean EMSA koordineerivat rolli, mis võimaldab liikmesriikides olevaid mereohutusalaseid ressursse ja oskusi ratsionaalsemalt ära kasutada. Aitäh!

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE ), per iscritto . − Tutto il mio sostegno per questa proposta di modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce l’Agenzia EMSA. Abbiamo infatti bisogno di maggiore collaborazione tra l'agenzia, gli Stati membri e la Commissione, perché l'EMSA ci fornisca assistenza tecnica, operativa e scientifica nei settori di intervento contro l'inquinamento causato dalle navi, nonché la risposta all'inquinamento marino provocato da petrolio derivante da impianti petroliferi e di gas e sostenere i meccanismi d'intervento antinquinamento marino degli Stati membri. Per quel che riguarda le competenze dell’Agenzia in materia satellitare - GMES - voglio sottolineare come, a fronte delle grandi risorse nazionali messe in campo e dei sistemi satellitari già oggi in orbita, il tema sia molto sensibile per la governance dei sistemi satellitari europei; non ritengo perciò opportuno allargare le competenze dell’Agenzia alla governance delle risorse spaziali. In considerazione dell’importanza sotto gli aspetti di politica internazionale e di sicurezza della gestione del mare (ed in particolare della frontiera marittima meridionale dell’Unione), mi sembra opportuno tutelare il ruolo degli Stati membri relativamente alla governance dell’Agenzia.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . A alteração ao Regulamento que institui a Agência Europeia da Segurança Marítima tem como objetivo alargar as competências desta agência europeia que tem dado provas da sua capacidade técnica. Assim, a partir desta reformulação, há um reforço da prevenção, assistência e luta contra a poluição marinha, nomeadamente nas plataformas de petróleo e gás. Para que o seu desempenho continue, este ajustamento deve ser acompanhado, sempre que necessário, por uma reafetação de pessoal e de financiamento.

Este relatório reveste-se da maior importância, numa altura em que a UE aposta na sua vertente marítima, para o reforço da denominada economia azul, fazendo face à crise económica que vivemos. As riquezas infindáveis dos recursos marinhos são globais. Uma catástrofe ocorrida no Atlântico Norte terá efeitos nefastos ao longo de todo o Atlântico. Por isso, a resposta e a cooperação com os países terceiros é essencial. A cooperação entre as agências europeias e as instituições europeias é muito importante, uma vez que as primeiras detêm competências técnicas essenciais para o desenvolvimento das políticas setoriais europeias.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ), în scris . − Am votat pentru Rezoluţia referitoare la propunerea de modificare a Regulamentului (CE) nr. 1406/2002 de instituire a unei Agenții Europene pentru Siguranță Maritimă (AESM), deoarece scopul extinderii atribuţiilor AESM este asigurarea unui nivel ridicat, unitar și eficient de siguranță maritimă și prevenirea poluării cauzate de nave.

Deşi AESM trebuie să pună accentul pe sarcinile prioritare în domeniul siguranței maritime, agenţiei ar trebui să i se încredințeze și sarcini suplimentare, care să reflecte dezvoltarea politicii privind siguranța maritimă la nivelul UE și la nivel internațional. Agenția a demonstrat deja că anumite atribuții, precum sistemele de monitorizare prin satelit, pot fi îndeplinite mai eficient la nivel european. În situația în care aceste sisteme pot fi utilizate pentru a susține alte obiective ce țin de politici, statele membre fac economii la bugetele lor naționale, ceea ce reprezintă o adevărată valoare adăugată europeană. AESM trebuie să acționeze în interesul Uniunii și să respecte orientările Comisiei, promovând politica Uniunii în domeniul siguranței maritime prin intermediul cooperării științifice și tehnice cu țările terțe.

La un an de la data intrării în vigoare a noului regulament, Comisia prezintă un studiu privind un sistem de coordonare a serviciilor naționale de pază de coastă, evidențiind clar costurile și beneficiile acestuia.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL ), par écrit . – Je me suis abstenue sur la modification de ce règlement. Ce règlement avait institué en 2006 l'Agence européenne pour la sécurité maritime, dont l'objectif premier était de lutter contre les catastrophes maritimes. Parmi les amendements, j'ai soutenu ceux qui réaffirment cet objectif en citant des exemples historiques comme celui de l'Erika. Il est plus que jamais nécessaire que les Etats membres travaillent ensemble pour lutter contre ceux qui polluent nos mers et se coordonnent pour limiter au maximum les conséquences des catastrophes qui se produisent. Mais cet objectif pourrait être mis à mal par l'élargissement des compétences de cette agence, diluant ainsi sa lutte pour la préservation des mers et des littoraux au sein de multiples autres objectifs.

 
  
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  Oldřich Vlasák (ECR ), písemně . − Hlasoval jsem proti návrhu nařízení (ES) č. 1406/2002, kterým se zřizuje Evropská agentura pro námořní bezpečnost (EMSA). Důvodů je hned několik. Zaprvé, předmětné nařízení již bylo třikrát modifikováno, poslední novelizace přitom proběhla v roce 2006. Legislativu bychom podle mého názoru ale měli měnit co nejméně. Zadruhé, cílem předkládané navrhované novely nařízení je rozšíření úkolů agentury EMSA. Já však považuji navrhovaný záběr úkolů agentury za příliš široký, v návrhu nařízení mi chybí v tomto ohledu jasné upřesnění kompetencí. Zatřetí, mám obavy z nastavení rozpočtu. Jsem totiž přesvědčen, že dodatečné úkoly agentury EMSA by měly být řešeny přeřazením již stávajících zaměstnanců agentury, a ne novým náborem zaměstnanců.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE ), par écrit . – J'ai soutenu ce texte, qui est une base satisfaisante pour une seconde lecture. Je regrette que certains de mes collègues aient dénaturé les missions fondamentales de l'Agence européenne pour la sécurité maritime, en les étendant à des domaines non pertinents. Il faut être réaliste, et ne demander à l'Agence que ce qu'elle peut faire, particulièrement dans un contexte de restrictions budgétaires. Elle doit demeurer l'organisme légitime pour garantir la sécurité et la sûreté des zones maritimes communautaires. Selon moi, l'Agence devrait être compétente et disposer de moyens adéquats pour prévenir toute cause de pollution et lutter contre ses effets désastreux pour l'environnement et la santé humaine, en mer et sur nos côtes. Créée à l'origine pour éviter que des catastrophes comme le naufrage de l'Erika, se reproduisent, l'Agence est un pilier de la protection de nos mers. Je serai vigilante pour que son action soit à la fois utile et efficace, et pour qu'elle puisse intervenir en coordination avec les Etats. Les mers sont des écosystèmes fragiles, des espaces surexploités, où se déroulent des activités dangereuses ou illicites. A nous de les protéger en nous donnant les moyens de les préserver. C'est la portée de ce règlement, et c'est mon ambition.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI ), schriftlich . Die seit 2003 bestehende Europäische Agentur zur Sicherheit des Seeverkehrs (EMSA) bedarf einer Neugestaltung und einer Ausweitung des Aufgabenspektrums. Wichtig sind insbesondere effektive Maßnahmen gegen Meeresverschmutzung durch Schiffe und deren wirksame Sanktionierung. Weiters muss es Aufgabe der EMSA sein, die Attraktivität maritimer Berufe zu stärken und die Mitgliedstaaten dahingehend zu beraten. Ich habe zugestimmt.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE ), per iscritto . − Ho espresso il mio voto favorevole al testo presentato dall'onorevole Fleckenstein che modifica il regolamento istitutivo dell'EMSA, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima. Chiarendo in modo più specifico rispetto al passato i compiti dell'Agenzia, con le modifiche introdotte si mira ad ottenere una maggior efficienza e una minor spesa: tra i vari compiti dell'EMSA ci saranno dunque l'assistenza nella prevenzione dell'inquinamento derivante dagli impianti off-shore per l'estrazione di gas e petrolio, la lotta contro la pirateria ed i traffici illegali compiuti per via marittima, il potenziamento di sistemi di monitoraggio del traffico volto ad ottenere uno spazio europeo marittimo senza barriere.

 
  
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  Artur Zasada (PPE ), na piśmie . − W dzisiejszym głosowaniu poparłem dokument dotyczący Europejskiej Agencji ds. Bezpieczeństwa na Morzu. EMSA wielokrotnie udowodniła, że jest ważnym ogniwem w europejskim systemie bezpieczeństwa. W kontekście katastrofy w Zatoce Meksykańskiej zgadzam się z propozycją rozszerzenia kompetencji EMSA o nadzór nad platformami wydobywającymi gaz i ropę naftową. Zgadzam się również z nowymi priorytetami, co do których osiągnęliśmy międzyinstytucjonalny kompromis: urzeczywistnieniem koncepcji europejskiej przestrzeni morskiej bez barier, promowaniem zawodów związanych z morzem oraz poprawą bezpieczeństwa instalacji morskich. Jednocześnie w kontekście dzisiejszej dyskusji chciałbym przypomnieć Komisji o pomyśle, który jakiś czas temu zgłosiłem. Apeluję o zorganizowanie wspólnego Europejskiego Centrum Kształcenia Morskiego. Celem takiego Centrum byłoby koordynowanie dostosowania zmian w systemach dydaktycznych wyższych szkół morskich na terenie Unii Europejskiej do zmieniających się potrzeb transportu morskiego Wspólnoty.

 
  
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  Janusz Władysław Zemke (S&D ), na piśmie . − Głosowałem za rozporządzeniem rozszerzającym zakres działalności Agencji ds. Bezpieczeństwa na Morzu. Agencja ta w ciągu 8 lat swojej działalności dowiodła, że jest coraz bardziej skuteczna. Chciałbym jednak zwrócić uwagę na fakt, że rozszerzanie zakresu pracy Agencji musi być skorelowane z dodatkowymi środkami finansowymi. W latach 2007-2013 zapewniono Agencji 154 mln euro. Teraz jej perspektywy finansowe są zupełnie niejasne. Obawiam się zatem, że słuszne rozszerzenie skali działania Agencji napotka przeszkodę w postaci braku dodatkowych środków.

 
  
  

Situation in Syria: (B7-0721/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório, na medida em que são urgentes investigações independentes sobre a violação dos direitos humanos e das liberdades fundamentais por parte do Governo sírio e, para tal acontecer, é necessário que este país acolha os membros de organizações internacionais. Neste domínio, a UE deve protagonizar um conjunto de ações tendentes a ajudar a encaminhar este país rumo à democracia e ao respeito pelos direitos humanos. Deve exigir-se, desde já, que a Síria abra as suas fronteiras aos refugiados sírios que foram perseguidos e intimidados pelo Governo.

 
  
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  Adam Bielan (ECR ), na piśmie . − Panie Przewodniczący! Według ostatnich szacunków ONZ już ponad cztery tysiące ofiar, w większości cywilów, pochłonęła nie kończąca się, krwawa rozprawa prezydenta Assada ze społeczeństwem. Po raz kolejny w ciągu ostatnich miesięcy podejmujemy problem Syrii na forum Parlamentu, co wydatnie pokazuje konieczność zintensyfikowania działań w celu ustabilizowania sytuacji w tym kraju. Popierając rezolucję, pragnę wyrazić żal z powodu rosyjskiego i chińskiego weta dla rezolucji Rady Bezpieczeństwa potępiającej reżym syryjski. Jednocześnie domagam się natychmiastowego zaprzestania stosowania przemocy wobec obywateli Syrii. Budująca jest natomiast postawa Ligi Arabskiej dążącej do pokojowego rozwiązania konfliktu. Szczególne uznanie pragnę skierować także w stronę Turcji udzielającej schronienia ogromnej rzeszy uchodźców. Jednocześnie apeluję o podjęcie działań dyplomatycznych względem Iranu wciąż aktywnie wspierającego syryjski reżym i jego brutalne represje. Powstrzymanie rozlewu krwi musi być nadrzędnym celem naszej polityki wobec Syrii.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE ), în scris . − Regimul din Siria trebuie condamnat ferm de un spaţiu democratic precum UE, unde drepturile omului sunt o valoare fundamentală. Există dovezi clare ale măsurilor brutale de represiune adoptate de regimul sirian împotriva propriului popor, inclusiv a copiilor şi femeilor, acestea din urmă având, de altfel, o mare contribuţie în lupta pentru democraţie din Siria. Este nevoie ca autorităţile siriene să înceteze imediat represiunea violentă împotriva demonstranţilor paşnici şi hărţuirea familiilor acestora şi să îi elibereze pe toţi protestatarii, prizonierii politici şi jurnaliştii deţinuţi.

Trebuie ca regimul de la Damasc să permită neîntârziat accesul organizaţiilor internaţionale umanitare, a celor din domeniul drepturilor omului şi al mass mediei internaţională. Este singurul mod de a demonstra bunăvoinţă din partea conducătorilor Siriei şi ataşament faţă de valorile democratice. Acest lucru trebuie să se desfăşoare în paralel cu anchete independente transparente care să investigheze încălcările sistematice, grave şi pe scară largă ale drepturilor omului şi ale libertăţilor fundamentale comise de autorităţile şi forţele militare de securitate siriene. Toţi cei responsabili trebuie traşi la răspundere neîntârziat la nivel internaţional. Poporul sirian are revendicări legitime şi se impune promovarea unui dialog politic naţional, cu participarea tuturor forţelor democratice şi a societăţii civile din Siria.

 
  
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  Corina Creţu (S&D ), în scris . − Din păcate, „Toamna Arabă” nu ne-a oferit aceleaşi motive de speranţă precum „Primăvara Arabă”. Poziţia dură a guvernului sirian a generat o poziţie la fel de dură a opozanţilor guvernului, care nu văd decât o soluţie militară pentru rezolvarea crizei. Nu cred că este în interesul UE să susţină în Siria o soluţie similară celei din Libia. Nu cred că diplomaţia şi-a epuizat soluţiile în cazul Siriei. Niciodată violenţa nu rezolvă lucrurile, ci le complică, fără să mai punem la socoteală suferinţele celor nevinovaţi.

Un aspect important îl reprezintă determinarea tuturor membrilor comunităţii internaţionale de a respecta sancţiunile. Poate că un dialog cu Federaţia Rusă, China şi alţi aliaţi tradiţionali ai Siriei, care nu văd cu ochi buni sancţiunile, ar putea determina o schimbare de atitudine. Cert este că avem obligaţia de a face tot ce depinde de noi pentru ca represiunea de pe străzile oraşelor siriene să înceteze, iar procesul de democratizare să devină o realitate.

 
  
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  Proinsias De Rossa (S&D ), in writing . − Bashar al-Assad must immediately resign as President of Syria. His dictatorial regime is facing increasing international isolation because of its continuing brutal repression of the Syrian people. The UN Security Council should refer the crimes against humanity committed by the al-Assad regime against the Syrian people to the International Criminal Court. I welcome the sanctions imposed by the EU on the Syrian regime on 14 November and 1 December and would encourage the EU and the UN to introduce further measures that target the Syrian regime but that minimise the negative impact on the Syrian people. I applaud the courage and determination of the Syrian people, particularly its women, in their struggle for freedom, dignity and democracy. The Syrian opposition should seek to establish a united platform committed to achieving freedom and democracy and respect for human rights for all in Syria. It should continue to engage with the international community. The EU must be ready to develop a new partnership with Syria once al-Assad goes and a transition to democracy begins.

 
  
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  Diogo Feio (PPE ), por escrito . O regime do partido Baath de Bashar Al-Assad encontra-se praticamente isolado na cena internacional, dando as primeiras mostras de desagregação e tendo sido já alvo de condenação por parte das Nações Unidas, da Liga Árabe, da União Europeia e dos Estados Unidos da América, entre outros.

No dia em que atribuímos o Prémio Sakharov 2011 a cinco protagonistas da Primavera Árabe, dos quais dois são sírios, é tempo de recordar as populações vítimas dos crimes das forças policiais e militares ao serviço do regime – a ONU fala já em 5.000 mortos - e de desejar que a comunidade internacional possa manter a pressão junto daquele, de modo a contribuir para uma mudança efectiva na Síria. Não obstante as recentes promessas feitas por Assad quanto a uma nova constituição, a eleições livre e liberdade pessoal e de associação, a realidade demonstra que, até ao momento, estas não passam de declarações inconsequentes, o que não pode deixar de lamentar-se.

Cabe à União Europeia apoiar o esforço dos moderados que protagonizam o desejo de mudança na Síria e de trabalhar no sentido de tornar possível a concretização do sonho da Primavera Árabe que hoje esta câmara celebra.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . As convulsões sociais e políticas pela instauração de regimes democráticos verificadas em alguns países do Mediterrâneo Sul e conhecidas como Primavera Árabe também chegaram à Síria. Todavia, o presidente Bashar al-Assad e o seu regime, não obstante todas as condenações a que têm estado sujeitos por parte da UE e de várias instituições internacionais, nomeadamente a Liga dos Estados Árabes, teimam em cavalgar um regime totalitário que não respeita, minimamente, os direitos do Homem. Na verdade, há conhecimento de perseguições a médicos só por terem socorrido as vítimas do regime, de recusa no acesso aos detidos e na entrada de ajuda humanitária à população cuja situação piora devido aos cortes no fornecimento de eletricidade e no abastecimento de água. A repressão brutal de milhares de civis está a desencadear uma corrida às armas. Teme-se uma guerra civil e o massacre da população. Por isso, é urgente que o regime sírio termine com a violência e aceite a constituição de uma plataforma única, com a participação dos opositores ao regime, para preparar a transição para a democracia.

Assim, voto favoravelmente esta proposta de resolução comum, solidarizo-me com o povo sírio e apoio todas as medidas decididas no seio da ONU.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL ), por escrito . Esta resolução insere-se numa linha de repetição do processo que conduziu à intervenção da NATO na Líbia. As pressões e manipulações que constam deste relatório evidenciam-no.

Apoiando abertamente a ingerência e a violação do direito internacional, a maioria deste Parlamento procura moldar a realidade à medida das ambições da NATO e das suas principais potências. Invocando a "incapacidade do governo sírio para assumir a sua responsabilidade de proteger a população", procuram criar as condições para impor a "abertura de corredores humanitários" - vocabulário bem conhecido de outras agressões militares (dos Balcãs à Líbia), o que significa uma intervenção militar. Não por acaso, escondem-se as manifestações realizadas na Síria pela defesa da soberania do povo sírio, a integridade territorial do país e a sua recusa de qualquer intervenção externa. Uma escalada militar na Síria comporta o perigo de desestabilizar toda a região.

A situação é complexa e o caminho, desta feita, tem mais obstáculos para a concretização das ambições do imperialismo. Rússia e China parecem não estar dispostas a repetir a aprovação, no Conselho de Segurança da ONU, de uma resolução que abra caminho a uma intervenção militar, como o fizeram com a Líbia. Obviamente, votámos contra esta resolução.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL ), por escrito . Estamos perante a repetição da manipulação e da pressão que conduziu à intervenção da NATO na Líbia. Apoiando abertamente a ingerência e a violação do direito internacional, a maioria do PE procura redesenhar a realidade à medida da ambição da NATO ou de países da região, nomeadamente a Turquia, que pretendem intervir militarmente na Síria.

Invocando a "incapacidade do Governo sírio para assumir a sua responsabilidade de proteger a população", procuram criar as condições para impor a "abertura de corredores humanitários" na fronteira sírio-turca, o que só poderá ser feito pela via de uma intervenção militar. Apoiam, implicitamente, o Exército Livre da Síria e o recurso ao confronto interno para desencadear uma guerra civil. E escondem que, entre as manifestações realizadas na Síria, quase todas têm como ponto comum a defesa da soberania do povo sírio, a integridade territorial do país e a recusa de qualquer intervenção externa, independentemente das mudanças que pretendem.

Uma escalada militar na Síria comporta o perigo de desestabilizar toda a região. A situação é complexa e o caminho está cheio de obstáculos para as ambições do imperialismo. Rússia e China parecem não estar dispostas a repetir o que fizeram com a Líbia no Conselho de Segurança da ONU.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Podľa odhadov OSN viac ako 4 000 ľudí, z toho viac ako 300 detí, bolo zabitých, mnoho ďalších bolo zranených, viac než 14 000 je údajne zadržaných a desiatky tisíc hľadajú útočisko v susedných krajinách alebo boli vnútorne vysídlené v období od marca 2011. Takáto neúnosná je situácia v Sýrii v dôsledku brutálnej represie vládnuceho režimu voči obyvateľstvu, a to napriek skutočnosti, že takéto konanie bolo i na medzinárodnej úrovni jednoznačne odsúdené. Násilné zákroky a hrubé porušovanie ľudských práv zo strany sýrskych úradov a vojenských a bezpečnostných síl proti civilistom však žiaľbohu naďalej pokračujú a prehlbujú sa. Reformy a amnestie vyhlásené a prisľúbené prezidentom Bashar al-Assadom sa doposiaľ neuskutočnili a režim i v dôsledku toho stratil všetku dôveryhodnosť. Stále väčší počet Sýrčanov čelí zhoršujúcej sa humanitárnej situácii vedúcej k humanitárnej kríze, systematicky narastá násilie, porušovanie ľudských práv a základných slobôd. Je nevyhnutné, aby sýrske úrady a vojenské a bezpečnostné sily okamžite ukončili všetky prejavy násilia, mučenia, prenasledovania a represie voči civilnému obyvateľstvu a okamžite prepustili všetkých svojvoľne zadržiavaných politických väzňov. Je nevyhnutné vynaložiť úsilie o promptné, nezávislé a transparentné vyšetrovanie s cieľom zabezpečiť, aby všetky osoby zodpovedné za tieto zločiny proti ľudskosti, boli zadržané a za svoje konanie sa zodpovedali.

 
  
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  Sylvie Guillaume (S&D ), par écrit . – Je soutiens fermement la résolution du Parlement européen sur la situation en Syrie, car il est primordial que la communauté internationale et l'Union européenne continuent à exercer une pression forte et constante sur le régime syrien afin que cesse la répression violente et brutale de la population. Le régime a déjà causé la mort insoutenable de 5000 hommes, femmes et enfants, dont 15 personnes tuées ce lundi 12 décembre, et ce dans l'impunité la plus totale. Il est donc urgent que nous renforcions nos efforts communs pour exiger le départ de Bachar Al-Assad et la mise en place d'enquêtes sur d'éventuels crimes contre l'humanité.

 
  
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  Τάκης Χατζηγεωργίου (GUE/NGL ), γραπτώς . – Οι συριακές αρχές πρέπει να σταματήσουν άμεσα τη χρήση βίας ώστε να σπάσει ο φαύλος κύκλος της αιματοχυσίας που μόνο αλλότρια συμφέροντα ωφελεί. Είναι επίσης επάναγκες να προωθηθούν τα δίκαια αιτήματα του συριακού λαού, ο οποίος απαιτεί μεταρρυθμίσεις για βελτίωση της ποιότητας ζωής του. Εν τούτοις, δεν πρέπει να ξεχνάμε πως ο λαός της Συρίας είναι ο μόνος που έχει το δικαίωμα να λύσει εσωτερικά πολιτικά προβλήματα και να καθορίσει το μέλλον της χώρας του χωρίς ξένες υποδείξεις και επεμβάσεις. Τηρήσαμε αποχή στο ψήφισμα για την Συρία επειδή δεν μπορούμε να συναινέσουμε στη χάραξη πολιτικής, η οποία προετοιμάζει το έδαφος για στρατιωτική επέμβαση σε κυρίαρχο κράτος με τα ίδια τραγικά αποτελέσματα που ζήσαμε στη Γιουγκοσλαβία, στο Ιράκ, στο Αφγανιστάν και στη Λιβύη. Δεν μπορούμε να αποδεχτούμε τη συγκάλυψη της παρεμβατικής πολιτικής που αναπτύσσουν στα εσωτερικά της Συρίας οι ΗΠΑ και γειτονικές χώρες με πρωτοστάτη την Τουρκία. Η διεθνής κοινότητα δεν βοηθά με την επιβολή κυρώσεων που πλήττουν αναπόφευκτα και τον συριακό λαό. Το σημαντικότερο είναι να αρχίσει ένας ενδο-συριακός διάλογος με στόχο την πολιτική και ειρηνική διέξοδο από τη σημερινή επικίνδυνη κατάσταση που απειλεί τη χώρα και τον λαό της. Η ΕΕ πρέπει να στηρίξει την έναρξη του ενδο-συριακού διαλόγου.

 
  
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  Eija-Riitta Korhola (PPE ), kirjallinen . − Arvoisa puhemies, pidän tervetulleena sitä, että Euroopan parlamentti ottaa jälleen voimakkaasti kantaa Syyrian tilanteeseen, ja siksi äänestin tämän päätöslauselman puolesta.

Arabikeväänä tunnettu tapahtumasarja on osoittanut, että arabimaiden väestö ei todellisuudessa tue tilannetta, jossa johtajilla ei ole demokraattista mandaattia. Lännessä vallinnut kylmän sodan aikainen ajattelutapa, jossa diktaattoreita siedettiin ellei jopa suosittu, mikäli se vain sopi oman leirin poliittisiin tarkoitusperiin, oli niin syvälle juurtunut, että tapahtumien nopeus tuli reaalipolitiikkaan tottuneille länsimaille yllätyksenä. Mikäli Muammar Gaddafi olisi onnistunut kukistamaan Libyan orastaneen vallankumouksen alkuunsa, olisi väistämättä seurannut laajamittaisia ja perinpohjaisia siviiliväestöön kohdistuvia kostotoimia. On olemassa todellinen vaara, että vastaava toteutuu Syyriassa, mikäli ulkopuolinen painostus hellittää ja tämänhetkiset vallanpitäjät saavat jälleen vakiinnutettua asemansa.

Ikävä kyllä historiallisesta näkökulmasta pelkät taloudelliset pakotteet ovat toimineet moderneina aikoina vain kourallisessa tapauksia, ja ne ovat laajamittaisina kohdistuneet pääsääntöisesti siihen väestönosaan, jonka etuja niillä yritetään ajaa. On siis varauduttava siihen mahdollisuuteen, että sotilaallinen interventio on väistämätön. Turkkihan on jo luonut yksipuolisilla toimillaan rajansa tuntumaan turvavyöhykkeen, minkä kansainvälinen yhteisö on vähintään implisiittisesti hyväksynyt.

Libyan väestön pelastanut YK: turvallisuusneuvoston päätöslauselma 1973 oli käänteentekevä. Siinä Eurooppa otti pitkästä aikaa maailmanpolitiikassa todellisen aloitteen. Mikäli Syyrian kriisiin ei löydy rauhanomaista ratkaisua, tulee varautua siihen, että vastaavalle aloitekyvylle löytyy jälleen tarvetta.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this resolution, which calls on the Syrian regime to lift the siege of Homs and allow in international aid and relief efforts and to withdraw all Syrian forces from the towns and cities of Syria

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL ), par écrit . – La résolution condamne la répression menée par le régime syrien. Elle prône une transition pacifique et appelle les forces d'opposition à éviter la militarisation du conflit. Elle dénonce la collaboration active d'entreprises européennes au régime syrien. Pour ces raisons, je la soutiens.

Mais le texte demande l'établissement de corridors humanitaires dans le cadre du Conseil de sécurité. Cela implique nécessairement un déploiement militaire en Syrie. Le texte propose aussi que l'Union européenne, la Ligue arabe, la Turquie et l'opposition en négocient les modalités. De telles négociations devraient avoir lieu dans le cadre de l'ONU. En effet, la présence de la Ligue arabe, qui a approuvé la répression au Bahreïn, n'est pas appropriée.

Des clauses contraignantes prévenant le risque d'escalade militaire devraient être garanties. En effet, l'utilisation de la résolution sur la Libye pour faire intervenir l'OTAN doit servir de leçon. Le texte ne prévoit rien de tel. Je vote contre, par méfiance.

 
  
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  Nuno Melo (PPE ), por escrito . Tendo em conta que a violenta repressão e as graves violações dos direitos humanos pelas autoridades sírias e pelas forças militares e de segurança contra civis pacíficos continuam a intensificar-se, que diversas povoações e cidades continuam sob o assédio de forças governamentais, sem acesso a alimentos, medicamentos ou comunicações, reitero a condenação à repressão brutal do regime sírio, apelando a que se envidem todos os esforços para viabilizar uma transição democrática no país. O regime vem perdendo toda a sua credibilidade, pelo que a situação constitui uma ameaça à segurança e à estabilidade de toda a região do Médio Oriente.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI ), schriftlich . Die von der EU bis dato erlassenen Maßnahmen wie Waffenembargo, Kontensperrungen, Investitionsverbot und Importstopp von Öl belasten sicherlich die syrische Konjunktur. Es ist wichtig, dass weiterhin nicht nur der Westen, auch die Arabische Liga und der Golf-Kooperationsrat Assad zu ernsthaften Reformen und zur Beendigung des Blutvergießens auffordern. Zudem scheint der Widerstand in der Bevölkerung zu wachsen, man denke nur an die jüngsten Generalstreiks. Auch wenn die Opposition nun bei den großen Akteuren auf Werbetour unterwegs ist, muss klar sein, dass eine militärische Intervention seitens der Union nicht in Frage kommt. Ich habe in diesem Sinne für die Resolution gestimmt.

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE ), raštu . − 5 000 režimo aukų – ir kiekviena diena Sirijoje nusineša vis daugiau gyvybių, tarp jų šimtai vaikų. Šiame fone ES, Arabų lygos ir kitų tarptautinių veikėjų sprendimų paieškos yra sveikintinos, o tai, kad iki šiol nebuvo galima susitarti JT Saugumo Taryboje dėl kai kurių šalių blokavimo, apgailėtina. Ar tai, kad šių šalių valdžia nesugeba atsiriboti nuo legitimumą praradusio Asado režimo, rodo, kad jie pateisina brutalų susidorojimą su taikiais protestuotojais ir imtųsi panašių priemonių prieš savo piliečius? Tai nerimo signalas šių šalių piliečiams. Jei situacija ir toliau vystysis tokia pačia linkme, Sirijoje gali kilti visuotinis ginkluotas susipriešinimas ir humanitarinė katastrofa. Tarptautinė bendruomenė turi imtis veiksmų, kad užkirstų tam kelią.

 
  
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  Alfredo Pallone (PPE ), per iscritto . − La situazione in Siria, purtroppo, non è delle più semplici. Le discussioni riguardanti questo ambito si fanno sempre più accese a causa dei continui risvolti critici. Dalla scorsa primavera stiamo vivendo un periodo di duri scontri e manifestazioni su tutto il territorio siriano, al fine di ottenere un qualcosa del quale, noi tutti, siamo esportatori e custodi, la democrazia. In queste zone del mondo a volte la parola democrazia, potere del popolo, sembra un'utopia, un qualcosa di così lontano e così irraggiungibile considerata come una minaccia. Coloro che detengono il potere non possono concepire che ci sia una collaborazione, una condizione di parità e dialogo pacifico tra le parti per la costruzione di uno Stato migliore e per la loro poltrona, per il loro prestigio, sono disposti a rischiare di distruggere il proprio popolo. Lo scenario attuale continua ad essere drammatico, c'è bisogno di maggiore rispetto e di una soluzione immediata.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE ), por escrito . Dei o meu voto favorável à presente resolução por concordar com o apelo a uma transição pacífica e autêntica para a democracia, que satisfaça as reivindicações legítimas do povo sírio e se baseie num processo inclusivo de diálogo político a nível nacional com a participação de todas as forças políticas democráticas e as organizações da sociedade civil do país.

 
  
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  Crescenzio Rivellini (PPE ), per iscritto . − Abbiamo votato oggi una risoluzione di compromesso di vari gruppi politici che stigmatizza in maniera forte le repressioni operate contro i civili da parte del governo di Damasco. Personalmente seguo con apprensione l'evoluzione degli avvenimenti in Siria, soprattutto in quanto considero necessario riflettere in maniera approfondita sulle possibili prospettive di uscita dalla crisi prima ancora di prospettare delle soluzioni che potrebbero avere conseguenze a lungo termine potenzialmente ancora più destabilizzanti.

Se da una parte è assolutamente inderogabile e necessario, infatti, garantire il rispetto della libertà di espressione ma sopratutto l'incolumità dei cittadini, è tuttavia altrettanto importante considerare la prospettiva della comunità internazionale e in particolare garantire che, se un cambiamento ai vertici istituzionali ci possa essere, questo non avvenga con l'avvicendamento di esponenti che turberebbero il già fragile equilibrio politico della regione

 
  
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  Robert Rochefort (ALDE ), par écrit . – La situation en Syrie est profondément préoccupante. Malgré une condamnation internationale quasi unanime, les autorités syriennes continuent d'exercer une répression violente contre leur population, et ne cessent de commettre de graves violations des droits de l'Homme à l'encontre de civils non violents. Le bilan de cette répression est dramatique : d'après les estimations des Nations unies, depuis le mois de mars 2011, plus de 5 000 personnes - dont plus de 300 enfants ! - ont été tuées, un nombre supérieur encore a été blessé, plus de 14 000 personnes seraient détenues et des dizaines de milliers d'autres se sont réfugiées dans les pays voisins ou ont été déplacées à l'intérieur de la Syrie. A travers le vote de cette résolution, j'ai souhaité condamner une fois de plus, avec la plus grande fermeté, la répression brutale exercée par le régime syrien contre sa population, et réaffirmer ma solidarité avec le peuple syrien dans sa lutte non violente pour la liberté, la dignité et la démocratie. Nous demandons une nouvelle fois au président Bachar el-Assad et à son régime d'abandonner immédiatement le pouvoir afin qu'une transition politique puisse se mettre en place en Syrie.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − In favour. According to UN estimates, since the start of the violent crackdown on peaceful protesters in Syria in March 2011, more than 4 000 people have lost their lives, including 307 children, and thousands more have been injured, arrested or tortured or have disappeared as a result of the brutal repression by the Syrian regime against its population. The UNHRC resolution of 2 December highlights in particular the extensive violations of children’s rights and the sexual violence against civilians, including against male detainees and children, committed by the Syrian armed and security forces. The EP had to react.

 
  
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  Tokia Saïfi (PPE ), par écrit . – Une fois de plus une résolution sur la Syrie ! La répression brutale exercée actuellement par le régime syrien contre sa population est scandaleuse et doit cesser. Bachar El-Assad ne dispose plus d'aucune légitimité, il doit abandonner immédiatement le pouvoir et mettre fin à la répression contre les Syriennes et les Syriens qui aspirent simplement à plus de libertés. Chaque jour qui passe nous rapproche d'une crise humanitaire majeure. Aujourd'hui déjà près de 7% de la population sont affectés, particulièrement les femmes, les enfants et les personnes âgées. Récemment, un dixième train de sanctions a été adopté par l'Union européenne, mais il faut continuer à exercer des pressions contre le régime syrien. Les sanctions doivent être ciblées, réduisant au minimum les répercussions défavorables sur la population. J'appelle à la libération au plus vite des protestataires, des prisonniers politiques, des défenseurs des droit de l'homme et des journalistes qui sont actuellement détenus.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE ), per iscritto . − Alla luce del continuo deterioramento della situazione in Siria proseguono gli sforzi dell’UE per aumentare la pressione sul regime di Assad. L’UE ha affermato, fin dallo scorso agosto, che Assad ha perso ogni legittimità e deve farsi da parte. È stata ampliata lo scorso novembre la lista dei soggetti sottoposti a misure restrittive, in parallelo ad una sospensione dei prestiti della Banca Europea degli Investimenti alla Siria. Sanzioni nel settore petrolifero e sugli investimenti sono state adottate a settembre e sono state rafforzate il 1° dicembre. Sono state aggiunte anche misure attinenti gli equipaggiamenti per le intercettazioni telefoniche e di internet. E´ stata di recente ventilata anche l’eventuale ipotesi di creare un corridoio umanitario in Siria. Per concludere, e alla luce di quanto detto, ritengo che quella di rafforzare il raccordo UE-Turchia sulle prospettive della crisi siriana potrebbe essere la miglior soluzione, tenuto conto del ruolo fondamentale rivestito da Ankara.

 
  
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  Charles Tannock (ECR ), in writing . − I voted, along with my group, the ECR, in favour of the joint text on Syria. In recent weeks and months, the situation in Syria has been extremely unsettled, with widespread protest against the Al-Assad regime since March of this year. The method used by the government to control the situation has been violent repression, and many protesters have lost their lives exercising their fundamental human right to freedom of expression, with the UN estimating that 4 000 people, mostly civilians, have lost their lives so far. We voted in favour of the proposed text as we feel that it highlights well both the plight of the Syrian people and the crimes committed by its government. It takes a strong line, as required, that urges the government not only to put a stop to the violent repression of its population and to launch independent investigations into the actions of its security forces, but also to instigate a system of democratic reform in order to widen political participation and to lift its censorship of newspapers and the Internet.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . Desde março de 2011 que os tumultos na Síria, levados a cabo pelas autoridades lideradas pelo regime de Bashar al-Assad, têm levado a inúmeros atentados contra o povo sírio, desde execuções, prisões injustificadas e um sem número de mortos e feridos. O cerco a inúmeras cidades tem deixado as populações sem acesso a alimentação, saúde e comunicações. Apesar das sanções impostas pela UE e das declarações feitas pela comunidade internacional para o fim dos massacres, as autoridades sírias ignoram estes sucessivos apelos. A recusa da China e da Rússia, como membros efetivos do Conselho de Segurança das Nações Unidas, em aplicar sanções demonstra que o multilateralismo desta organização internacional bloqueia medidas-chave para a estabilidade mundial. Por outro lado, saúdo os esforços, por parte da Liga Árabe, de demover as ações das autoridades nacionais sírias. Este continuar de atropelos aos direitos humanos deve ser travado. A UE deve falar a uma só voz e impulsionar os seus parceiros internacionais a cooperarem para se alcançar o fim das atrocidades cometidas pelas autoridades sírias.

 
  
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  Κυριάκος Τριανταφυλλίδης (GUE/NGL ), γραπτώς . – Οι συριακές αρχές πρέπει να σταματήσουν άμεσα τη χρήση βίας, ώστε να σπάσει ο φαύλος κύκλος της αιματοχυσίας που μόνο αλλότρια συμφέροντα ωφελεί. Είναι επίσης επάναγκες να προωθηθούν τα δίκαια αιτήματα του συριακού λαού, ο οποίος απαιτεί μεταρρυθμίσεις για βελτίωση της ποιότητας ζωής του. Εν τούτοις, δεν πρέπει να ξεχνάμε πως ο λαός της Συρίας είναι ο μόνος που έχει το δικαίωμα να λύσει εσωτερικά πολιτικά προβλήματα και να καθορίσει το μέλλον της χώρας του χωρίς ξένες υποδείξεις και επεμβάσεις. Τηρήσαμε αποχή στο ψήφισμα για τη Συρία επειδή δεν μπορούμε να συναινέσουμε στη χάραξη πολιτικής, η οποία προετοιμάζει το έδαφος για στρατιωτική επέμβαση σε κυρίαρχο κράτος με τα ίδια τραγικά αποτελέσματα που ζήσαμε στη Γιουγκοσλαβία, στο Ιράκ, στο Αφγανιστάν και στη Λιβύη. Δεν μπορούμε να αποδεχτούμε τη συγκάλυψη της παρεμβατικής πολιτικής που αναπτύσσουν στα εσωτερικά της Συρίας οι ΗΠΑ και γειτονικές χώρες με πρωτοστάτη την Τουρκία. Η διεθνής κοινότητα δεν βοηθά με την επιβολή κυρώσεων που πλήττουν αναπόφευκτα και το συριακό λαό. Το σημαντικότερο είναι να αρχίσει ένας ενδο-συριακός διάλογος με στόχο την πολιτική και ειρηνική διέξοδο από τη σημερινή επικίνδυνη κατάσταση που απειλεί τη χώρα και το λαό της. Η ΕΕ πρέπει να στηρίξει την έναρξη του ενδο-συριακού διαλόγου.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL ), par écrit . – Je me suis abstenue sur la résolution du Parlement européen votée sur la Syrie. Cette résolution affirme son soutien au peuple syrien, et condamne fermement le régime de Bachar el-Assad, mais elle reste relativement floue sur de potentielles mesures de l'UE ou de la communauté internationale. La résolution demande notamment "l'envoi d'observateurs internationaux afin d'empêcher les attaques contre les civils" et "trouver de nouvelles manières de renforcer leur assistance non militaire aux forces". Le paragraphe le plus flou concerne le Conseil de sécurité de l'ONU, dont on dit qu'il n'a pas été capable de répondre aux événements de Syrie (c'est assez vrai, mais la faute à qui?) et qu'il doit maintenant assumer sa responsabilité (admettons), mais sans préciser comment. J'ai donc préféré m'abstenir sur cette résolution. Je me félicite cependant de l'attribution du prix Sakharov cette semaine à Razan Zaitouneh (avocate syrienne pour la défense des droits de l'Homme) et à Ali Farzat (caricaturiste syrienne), qui est un symbole fort du soutien du Parlement européen à la lutte du peuple syrien.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI ), schriftlich . Nach Schätzungen der Vereinten Nationen verloren über 5000 Menschen in Syrien in den Aufständen gegen das Assad-Regime ihr Leben - darunter auch rund 300 Kinder. Das Europäische Parlament erneuert in seiner Entschließung seine Aufforderung gegenüber dem syrischen Regime, die Staatsmacht abzugeben. Da Präsident Assad jedoch weiterhin jede Mittäterschaft ablehnt und die Schuld an der Gewalt an Banden bewaffneter Krimineller abschiebt, fordert das Parlament weitere Sanktionen. An die sich organisierende Oppositionsbewegung richtet das Parlament die Forderung nach einem friedlichen Übergang zu einer demokratischen Ordnung und mahnt, dass eine unkontrollierte Militarisierung und Gewaltanwendung keinen geeigneten Schutz der Zivilbevölkerung darstellt.

 
  
  

Draft scoreboard for the surveillance of macroeconomic imbalances: (B7-0690/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório porque o momento atual requer a aplicação imediata deste painel de avaliação que deve prevenir e corrigir desequilíbrios excessivos na União Europeia e, especialmente, na Zona Euro. Além disso, com a entrada em vigor do Regulamento (UE) n.º 1176/2011, o novo mecanismo tem ainda objetivos que considero muito importantes, nomeadamente: uma convergência sustentada dos comportamentos das economias dos Estados-Membros e uma coordenação mais estreita das políticas económicas. No entanto, ressalvo a minha posição de que a União Europeia no seu todo tem que ter um plano para o desenvolvimento económico e que apenas a cooperação intergovernamental não é suficiente para ultrapassarmos a presente crise.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL ), γραπτώς . – Ο πίνακας αποτελεσμάτων των μακροοικονομικών ανισορροπιών αποτελεί βασικό εργαλείο για την εφαρμογή της νομοθετικής δέσμης για την οικονομική διακυβέρνηση. Για την Ενωτική Αριστερά, το συγκεκριμένο πακέτο οικονομικής διακυβέρνησης είναι η λάθος απάντηση στην κρίση. Δεν έχει στόχο τον συντονισμό των οικονομιών, όπως ισχυρίζεται, αλλά την επιβολή ενός μόνιμου μνημονίου λιτότητας σε όλη την Ευρώπη, σε όλους τους εργαζόμενους. Όπως φαίνεται και από τη σύνθεση του εν λόγω πίνακα αποτελεσμάτων, έτσι όπως διαμορφώθηκε, η σύγκλιση μεταφράζεται σε αύξηση της ανταγωνιστικότητας μέσω της θεσμοθέτησης της λιτότητας και της συρρίκνωσης των μισθών, των συντάξεων και των δικαιωμάτων. Δείκτες σχετικοί με την εισοδηματική ανισότητα και τη μείωση της φτώχειας απουσιάζουν από τον πίνακα, ενώ ο δείκτης για την ανεργία έχει πολύ μικρή βαρύτητα. Η ευρωζώνη αντιμετωπίζει τεράστια δομικά προβλήματα που δημιουργούν ανισορροπίες και βαραίνουν κυρίως τους εργαζόμενους είτε στις πλεονασματικές είτε στις ελλειμματικές χώρες. Καθώς το πακέτο οικονομικής διακυβέρνησης, και κατά συνέπεια ο πίνακας αποτελεσμάτων των μακροοικονομικών ανισορροπιών, αδυνατούν να προσφέρουν δίκαιες και ριζοσπαστικές λύσεις για την έξοδο της Ευρώπης από την κρίση και τη βιωσιμότητα της οικονομικής της λειτουργίας, ψήφισα αρνητικά στη συγκεκριμένη πρόταση ψηφίσματος.

 
  
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  George Sabin Cutaş (S&D ), în scris . − Am votat în favoarea Rezoluţiei privind tabloul de bord pentru supravegherea dezechilibrelor macroeconomice, deoarece aceasta subliniază importanţa coordonării mai strânse a politicilor economice ale statelor membre. Consider, de asemenea, că atât deficitele, cât şi excedentele de cont curent trebuie supravegheate, ambele contribuind la crearea dezechilibrelor macroeconomice.

 
  
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  Edite Estrela (S&D ), por escrito . Votei a favor das propostas de resolução por considerar que as mesmas poderão contribuir, no âmbito do pacote legislativo sobre a governação económica, de 16 de novembro de 2011, para uma maior articulação e coordenação das políticas macroeconómicas dos Estados-Membros. Considero que as propostas também são positivas por irem ao encontro da necessidade de se proceder a uma análise mais completa da realidade económica de cada Estado-Membro.

 
  
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  Diogo Feio (PPE ), por escrito . Incluído no pacote do pacote da governança económica encontra-se o novo mecanismo para deteção e correção de potenciais desequilíbrios macroeconómicos na União Europeia e, em especial, na Zona Euro. Incluída ainda no pacote da governação económica encontra-se uma declaração da Comissão Europeia, na qual esta assume o compromisso de monitorizar e acompanhar, de forma igual, tanto os países deficitários como os países excedentários. Na verdade, e como defendeu o Parlamento Europeu na altura da aprovação do pacote, é importante acompanhar a situação de todos os Estados-Membros de forma igual porque a interligação é de tal forma estreita que possíveis desvios em determinados Estados-Membros podem ter origem em medidas implementadas noutro Estado-Membro.

Assim, e de modo a que possam ser corretamente identificados os problemas e as soluções a ser aplicadas, é essencial um quadro macroeconómico de toda a União. Por fim, e devido à extrema importância deste novo mecanismo, o Parlamento Europeu insta a Comissão a desenvolver ainda mais o painel de avaliação e a tornar alguns indicadores mais explícitos, de modo a garantir uma aplicação transparente.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . A atual crise económica e financeira obrigou a UE a analisar em pormenor as contas nacionais para detetar a origem dos desequilíbrios macroeconómicos. Em 16 de novembro de 2011, foi aprovado, no âmbito de um conjunto de normativos sobre governação económica, o Regulamento (UE) n.º 1176/2011 do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho visando prevenir e corrigir eventuais desvios orçamentais. A presente proposta de resolução surge na sequência da pergunta com pedido de resposta oral, nos termos do n.º 5 do artigo 115.º do Regimento, e tem por base o documento elaborado pelos serviços da Comissão denominado Painel de avaliação para a supervisão dos desequilíbrios macroeconómicos: projeto inicial . Para evitar novas derrapagens financeiras de alguns Estados-Membros, que possam levar a uma nova crise, e no conjunto das propostas six pack , haverá uma supervisão macroeconómica com incidência nos países que apresentem balanças correntes deficitárias ou excedentárias.

Assim, voto favoravelmente esta proposta de resolução porque entendo que deve haver rigor na gestão dos dinheiros públicos para que os mercados, sobretudo financeiros, retomem a confiança perdida e para que a UE possa, finalmente, assumir a liderança em termos de crescimento económico e de criação de emprego rumo aos objetivos preconizados na Estratégia UE 2020.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Hlavným cieľom novovytvoreného mechanizmu dohľadu je prevencia a náprava makroekonomických nerovnováh v Európskej únii. Podľa nariadenia (EÚ) č. 1176/2011 medzi ďalšie ciele nového mechanizmu patrí trvalá konvergencia hospodárskej výkonnosti členských štátov a užšia koordinácia hospodárskych politík. V súčasnej hospodárskej situácii je nevyhnutné, aby bol rámec pre makroekonomický dohľad vytvorený čo najskôr a aby čo najskôr začal fungovať. Vlády členských štátov musia byť pripravené konať v súvislosti s prípadnými problémami, keďže len tak je možné zabezpečiť, aby mal rámec dohľadu požadovaný účinok. V súvislosti s vytvorením budúcich makroekonomických tabuliek (ktoré môžu obsahovať širokú škálu ukazovateľov), musia tieto ukazovatele musia vychádzať z nezávislých a overiteľných oficiálnych štatistických údajov Európskeho štatistického systému a Európskeho systému centrálnych bánk. Som toho názoru, že transparentné vykonávanie tohto nového politického nástroja má veľký význam, a i preto je potrebné, aby Komisia zabezpečila dodanie všetkých dokumentov alebo pracovných dokumentov týkajúcich sa hodnotiacej tabuľky Parlamentu i Rade na rovnocennej úrovni.

 
  
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  Ildikó Gáll-Pelcz (PPE ), írásban . − Az eredménytábla alapján készített értékelésekben a mutatók kiválasztása a makrogazdasági egyensúlyhiány és a versenyképesség alakulása tekintetében legrelevánsabb területeket helyezi előtérbe, különös hangsúlyt fektetve az euróövezet zökkenőmentes működésére. Üdvözlendő a Bizottságnak az általa használni kívánt adatforrásokról és statisztikai transzformációkról tett nyilatkozata, úgy vélem, hogy ez a helyes irány, s ezt támogatom. Mindezek mellett persze fontos az is, hogy a Bizottság vegye figyelembe a rendelkezésre álló legfrissebb adatokat, és hogy biztosítson teljes átláthatóságot a tekintetben, hogy mely adatok kerülnek felhasználásra. Hangsúlyozandó továbbá annak fontossága is, hogy a makrogazdasági egyensúlyhiány felügyeletét célzó új eljárást hozzák összhangba és integrálják a soron következő európai szemeszterrel. Azonban nem szabad elfelejtenünk azt sem, hogy az eredménytábla fontos információközvetítő szerepet játszik, mivel a mutatók kiválasztása egyértelmű szemléletalakító üzenetet közvetít a politikai döntéshozók és az érintett felek részére a makrogazdasági fejlemények azon típusairól, amelyek aggodalomra adhatnak okot, és amelyeket emiatt fokozottan kell felügyelni. Összefoglalva tehát a gazdasági elemzésekben gondoskodni kell arról, hogy minden – az eredménytáblából vagy más forrásból származó – információt együttesen, átfogó elemzés keretében értékeljenek, ezért minden ezt a célt szolgáló indítványt támogatni tudok.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD ), raštu . − Pritariau šiam dokumentui, nes pagrindinis naujai sukurto priežiūros mechanizmo tikslas – perviršinių makroekonominių disbalansų prevencija ir naikinimas Europos Sąjungoje, ypač euro zonoje. Naujasis mechanizmas taip pat skirtas ilgalaikiam valstybių narių ekonominės veiklos rezultatų suartėjimui ir glaudesniam ekonominės politikos derinimui užtikrinti. Atsižvelgiant į dabartinę ekonominę padėtį itin svarbu, kad būtų kuo greičiau sukurta ir taikoma makroekonominės priežiūros sistema.

 
  
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  Krišjānis Kariņš (PPE ), rakstiski . − Eiropas Parlaments plenārsesijā Strasbūrā pieņēma rezolūcijas priekšlikumu par rādītāju kopsavilkumu makroekonomiskās nelīdzsvarotības uzraudzībai. Šis priekšlikums ietver ieteikumus Komisijas darba dokumentam (SEC(2011)1361 ) par rādītājiem, kas jāizmanto makroekonomiskās nelīdzsvarotības uzraudzībai dalībvalstīs. Komisijas darba dokuments (SEC(2011)1361 ) ir likumsakarīgs turpinājums iesāktajam darbam, lai novērstu un koriģētu makroekonomisko nelīdzsvarotību Eiropas Savienībā nākotnē, par kuru savus ieteikumus ir jāizsaka arī Eiropas Parlamentam. Šis rezolūcijas priekšlikums ietver aicinājumu visām iesaistītajām pusēm rīkoties pēc iespējas ātrāk, lai izveidotu šo uzraudzības sistēmu, tāpat uzsver nepieciešamību rīcības plāna izstrādei domino efekta gadījumā un neatkarīgas un pārbaudāmas statistikas nepieciešamību. Es atbalstīju šo rezolūcijas priekšlikumu, jo uzskatu, ka uzraudzības sistēma ir stabilitātes pamats un garants, un likumsakarīgs turpinājums sešu ekonomiskās uzraudzības tiesību aktu kopumam, kuru izstrādē es piedalījos un kuru Eiropas Parlaments pieņēma šā gada septembrī.

 
  
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  David Martin (S&D ), in writing . − I voted for this resolution, which takes note of the Commission’s intention to provide, by the end of 2012 and in time for the subsequent European Semester, a new set of indicators and related thresholds for the financial sector, and asks the Commission to make explicit the relationship between such financial sector indicators and the dashboard envisaged in the European Systemic Risk Board (ESRB) regulation.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL ), par écrit . – Ce rapport avalise la mise en place des instruments du contrôle de la Commission sur les politiques budgétaires des États membres. Les tableaux de bord en discussion permettent à celle-ci de distribuer bons et mauvais points, et de déclencher les sanctions quasi automatiques prévues par le "six-pack". Les quelques améliorations proposées des indicateurs ne changent strictement rien à la logique de souveraineté limitée qu'organise la gouvernance économique. Pire, le texte appelle à l'application de celle-ci. Je vote contre.

 
  
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  Nuno Melo (PPE ), por escrito . O mecanismo de supervisão recentemente estabelecido tem por objetivo a prevenção e correção de desequilíbrios macroeconómicos excessivos na União Europeia e, nomeadamente, na área do euro. De acordo com o Regulamento (UE) n.º 1176/2011, o novo mecanismo tem ainda como objetivos uma convergência sustentada dos comportamentos das economias dos Estados-Membros e uma coordenação mais estreita das políticas económicas.

Assim, e atendendo à situação económica atual, é essencial que o quadro de supervisão macroeconómica esteja a funcionar o mais rapidamente possível. Sou da opinião que os efeitos indiretos potenciais das políticas dos Estados-Membros e da União deverão ser identificados e discutidos numa fase precoce (por exemplo, por ocasião da Análise Anual do Crescimento) e, em qualquer caso, tanto antes como após a adoção de programas de convergência/estabilidade.

 
  
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  Sławomir Witold Nitras (PPE ), na piśmie . − Parę dni temu weszły w życie zapisy tzw. sześciopaku. Aby ten pakiet legislacyjny mógł działać w sposób możliwie najbardziej efektywny, niezbędne jest ustalenie odpowiedniego zestawu wskaźników makroekonomicznych i wskazanie ich poziomów alarmowych, warunkujących zastosowanie mechanizmów prewencyjnych i korekcyjnych, tj.: które zagwarantują możliwość wczesnego wychwytywania nierównowagi zewnętrznej i wewnętrznej gospodarek państw członkowskich i pozwolą na adekwatną reakcję Komisji Europejskiej. Rezolucja Parlamentu Europejskiego jest reakcją na propozycje KE dotyczącą tych właśnie wskaźników i wskazuje obszary, w których można udoskonalić propozycję Komisji. Przede wszystkim uwagę zwrócić należy na niewystarczające uwzględnienie efektów „spillover” i dynamiki stopy bezrobocia. Należy także zauważyć, że PE nie był konsultowany w tej materii, co sprawia, że projekt rezolucji wypracowany przez komisję ECON jest jedynym efektywnym sposobem, by głos Parlamentu w tej sprawie został wysłuchany. Dlatego też głosowałem za przyjęciem projektu rezolucji.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE ), por escrito . Votei favoravelmente a presente resolução relativa ao projeto de Painel de Avaliação para a Supervisão dos Desequilíbrios Macroeconómicos. Concordo com a afirmação de que futuros painéis de avaliação macroeconómicos devem incluir uma gama mais vasta de indicadores baseados em estatísticas oficiais, independentes e verificáveis, elaboradas pelo Sistema Estatístico Europeu e pelo Sistema Europeu de Bancos Centrais.

 
  
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  Miguel Portas (GUE/NGL ), por escrito . O painel de indicadores apresentado pela Comissão é parte constituinte do pacote da governação económica aprovado pelo Parlamento Europeu, em setembro de 2011, e foi confirmado no último Conselho Europeu. O Regulamento conferia à Comissão o poder de apresentar o painel de indicadores sobre os desequilíbrios macroeconómicos dos Estados-Membros que, em caso de desvio, incorrem num procedimento de desequilíbrio excessivo. Este procedimento assenta numa lógica punitiva inaceitável. No caso, ela é tanto mais injusta quanto se penalizam os défices comerciais, mas o mesmo não acontece com os excedentes que podem ser tão perniciosos para os interesses económicos globais da União quanto os primeiros. Do painel de indicadores estão ainda ausentes aspetos tão importantes como os níveis de pobreza. Na verdade, tudo isto decorre do facto de a Comissão ter colocado o Parlamento perante um facto consumado em vez de procurar dialogar para alcançar um quadro mais equilibrado de indicadores. Por estes motivos votei contra esta resolução.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE ), in writing . − In favour. The European Parliament recalls that the main objective of the newly established surveillance mechanism is the prevention and correction of excessive macroeconomic imbalances in the European Union and, in particular, in the eurozone; it recalls that, in accordance with Regulation (EU) No 1176/2011, further objectives of the new mechanism include sustained convergence of economic performances of the Member States and closer coordination of economic policies. The European Parliament also stresses that, in the light of the current economic situation, it is essential for the macroeconomic surveillance framework to be up and running as soon as possible.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D ), par écrit . – La résolution portant sur le projet de tableau de bord pour la surveillance des déséquilibres macroéconomiques qui a été adoptée par la majorité du Parlement européen ne prend pas en compte, à mon sens, les indicateurs les plus pertinents pour une convergence soutenue des performances économiques des États membres et une coordination plus étroite des politiques économiques.

En effet, les indicateurs concernant la pauvreté et les inégalités de revenu auraient été les bienvenus, de même que l'indicateur de chômage, qui devrait être considéré comme un indicateur indépendant, sur un pied d'égalité avec les autres indicateurs. Puisque tous les amendements concernant ces indicateurs ont été rejetés par la majorité conservatrice du Parlement européen, j'ai décidé de voter contre cette résolution.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE ), por escrito . Saliento como positiva a presente resolução, dado que estabelece o novo mecanismo de supervisão como responsável por prevenir e corrigir os desequilíbrios macroeconómicos na União Europeia e, particularmente, na Zona Euro. Conforme já tive oportunidade de referir aquando da aprovação dos relatórios sobre governação económica, considero que deve existir uma maior coordenação e convergência económica entre Estados-Membros, eliminando-se disparidades orçamentais e défices excessivos prejudiciais para a União Europeia. Entendo ainda como fundamental que os Estados-Membros estejam preparados para enfrentar os reais problemas das suas contas, devendo realizar audições públicas com vista a obter um melhor desenho institucional do novo quadro de supervisão.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D ), în scris . − Referitor la Rezoluţia Parlamentului cu privire la tabloul de bord pentru supravegherea dezechilibrelor macroeconomice, am votat pentru amendamentele 5 şi 6, prin care solicităm Comisiei să prezinte propuneri de indicatori privind inegalitatea veniturilor și reducerea sărăciei şi care subliniază că este necesar ca indicatorul privind șomajul să fie considerat un indicator independent, la același nivel cu ceilalți indicatori. De asemenea, am votat în favoarea amendamentului 1, care constată că pragurile preconizate până în prezent pentru dezechilibrele de cont curent (+6%, -4%) nu sunt coerente cu principiul simetriei și favorizează flagrant, a priori, statele membre care au excedente de cont curent.

Am votat în favoarea amendamentului 2, care subliniază că abordarea adoptată în cazul costurilor unitare ale muncii pare să fie puțin coerentă cu dispozițiile articolului 6 din Regulamentul privind prevenirea și corectarea dezechilibrelor macroeconomice, în care se menționează în mod explicit respectarea deplină a articolului 152 din TFUE, deoarece în acest articol se stabilește de la bun început un nivel al creșterii salariilor nominale care să declanșeze mecanismul de alertă chiar și în situațiile în care ratele de creștere a PIB-ului și a productivității ar permite o creștere peste pragul stabilit.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL ), par écrit . – J'ai voté contre le rapport sur le tableau de bord pour la surveillance des équilibres macroéconomiques. Ce texte est un résultat du paquet "gouvernance" qui vise à mettre sous contrôle autoritaire de l'Union européenne le budget des Etats, en appliquant un traitement doctrinaire en dehors de toute réalité économique. C'est encore un texte de plus parmi d'autres. Cet éparpillement dilue la vraie face de la politique néolibérale européenne et de nos chefs de gouvernements et nous impose ainsi une austérité semblant naturelle. L'outil voulu par ce texte reste peu clair, un combat reste à mener sur sa construction. On sait déjà que les variables d'analyses des économies ne seront pas neutres, et que le social est toujours la variable d'ajustement. Le tableau de surveillance est un instrument statistique qui va avoir un impact sur les politiques des Etats membres et le social sans être contrôlé par les citoyens.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI ), schriftlich . Aktuelle Daten zeigen, dass die weitere Entwicklung der Eurozonen-Volkswirtschaften tendenziell divergiert. Im Zuge des "Economic Governance"-Paketes wurde auch ein System zur Überwachung makroökonomischer Ungleichgewichte inklusive einem Frühwarnsystem beschlossen. Aufgrund der letzten Statistiken von Eurostat fordert das Europäische Parlament nunmehr eine zügige Aufnahme der Arbeit des "Scoreboard". Ich habe zugestimmt.

 
  
  

Report: Mathieu Grosch (A7-0425/2011 )

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D ), por escrito . Aprovo o presente relatório, pois os transportes desempenham um papel importante para a coesão das cidades e das regiões. Saliento portanto a necessidade de se aplicar integralmente o princípio de coesão territorial instituído pelo Tratado de Lisboa, de modo a que as regiões mais remotas e isoladas não sejam tratadas como regiões de segunda categoria.

Para termos um Espaço Único de Transportes é importante assegurar que os que mais sofrem pela distância não sejam esquecidos, mas sim alvo de políticas públicas europeias que beneficiem a sua conexão com o resto do continente europeu e assim contribuam para a sua convergência a nível europeu. Neste aspeto, realço a necessidade de uma atenção especial às Regiões Ultraperiféricas. A criação de um Espaço Europeu Único de Transportes enquanto objetivo da futura Política Europeia de Transportes está, por isso, intrinsecamente ligada à política regional, ambiental, económica, social e do emprego. Não tenho dúvidas que devido a esta ligação, o setor dos transportes pode inclusive prestar um importante contributo para a estratégia Europa 2020.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE ), par écrit . – Indispensables à la mobilité, les transports concourent pleinement à l’achèvement du marché intérieur. La libre circulation des biens, des personnes et des travailleurs en dépend. Eléments clés de la cohésion territoriale et de la compétitivité de l’Union, les transports requièrent une attention particulière. J’ai donc voté en faveur du rapport Grosch, qui prône la création d’un espace européen unique des transports. Pour y parvenir, des objectifs à atteindre à l’horizon 2020 doivent être fixés. De même, des normes européennes en matière de sécurité, d’énergie et d’environnement doivent être promues. Enfin, l’attention particulière accordée à la recherche et l’innovation soulignée dans la Stratégie Europe 2020 vaut également pour le secteur des transports.

 
  
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  Liam Aylward (ALDE ), i scríbhinn . − Ós rud é go bhfostaíonn an Comhlimistéar Iompair Eorpach 10 milliún duine agus go gcruthaíonn sé 5% de rachmas an Aontais, ní foláir go mbeadh stráitéis chomhtháite maidir leis an gComhlimistéar Iompair Eorpach a chomhordú ar bharr chlár oibre an Mhargaidh Aonair amach anseo.

In Éirinn, is daoine faoi aois a gcúig bliana fichead 38% dóibh siúd a fuair bás ar bhóithre na tíre agus mar sin aontaím leis an rapóirtéir go mba chóir cur chuige dírithe comhtháithe a fhorbairt d’fhonn caighdeáin slándála cúrsaí iompair a fheabhsú. Tacaím go hiomlán lena bhfuil sa Tuarascáil maidir le breis mhachnaimh a dhéanamh ar an timpeallacht oibre agus ar choinníollacha oibre agus fostaíochta do mhuintir an AE atá ag obair san earnáil iompair.

Molaim a bhfuil ann maidir le hiarraidh ar an gCoimisiún anailís a dhéanamh ar leibhéal an bhonneagair, dlús na ngréasán iompair agus caighdeán seirbhísí iompair na hEorpa. Ní mór go ndéanfaí simpliú ar chúrsaí riaracháin chun cabhrú le soghluaiseacht daoine, seirbhísí agus earraí san AE.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D ), raštu . − Balsavau už šią rezoliuciją dėl Komisijos baltosios knygos „Bendros Europos transporto erdvės kūrimo planas. Konkurencingos efektyviu išteklių naudojimu grindžiamos transporto sistemos kūrimas“. 2011 m. kovo mėn. priimtoje Europos Komisijos baltojoje knygoje numatyta išsami konkurencingos transporto sistemos kūrimo strategija bei pagrindiniai tikslai, kurių bus siekiama iki 2050 m. Sutinku su Parlamento nuomone, jog didelė ES priklausomybė nuo importuojamo iškastinio kuro kelia didelę riziką ES ekonominiam saugumui ir gali varžyti ES išorės politikos pasirinkimo lankstumą. Manau, jog būtina užtikrinti sėkmingą Transeuropinio transporto tinklo (TEN-T) plėtojimą, efektyviai sujungti visų ES regionų transporto tinklus ir panaikinti ES valstybių narių infrastruktūros išsivystymo lygio skirtumus. Pritariu, kad valstybės narės įsipareigotų iki 2020 m. pašalinti pagrindines žinomas visų rūšių transporto kelių problemines atkarpas ir iki 2025 m. naujųjų valstybių narių transporto infrastruktūra pasiektų kitų valstybių narių lygį. Komisija turėtų didinti TEN-T projektų finansavimo stabilumą. ES bendras finansavimas turėtų būti grindžiamas principu „naudok arba prarasi“. Turime imtis ryžtingų veiksmų aiškiai formuojant, tobulinant ir įgyvendinant būsimos efektyvios ir konkurencingos ES transporto politikos tikslus. Kadangi pagrindiniai 2001 m. Baltosios knygos tikslai buvo įgyvendinti tik iš dalies arba visai neįgyvendinti, turime tinkamai išanalizuoti ir pasimokyti iš praeities klaidų.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE ), par écrit . – L'idée d'un espace européen unique et interconnecté dans lequel les différents modes de transports sont complémentaires est la bonne. C'est la trajectoire qu'il faut prendre afin de réduire les émissions de gaz à effet de serre. Cependant, un point-clé a déterminé mon vote final. A l'occasion d'un vote sur la refonte des directives concernant le secteur ferroviaire lors de la dernière session plénière, je me suis opposé à l'idée qu'on demande à la Commission européenne de faire en 2012 des propositions visant à la séparation entre la gestion des infrastructures et les opérations de transport, ainsi que visant à l'ouverture du marché intérieur des transports ferroviaires de passagers. Cette idée était réitérée dans le rapport Grosch. Or, j'estime que, malgré le fait qu'elle ait été votée en novembre dans le rapport précédent, cela reste une mauvaise idée. J'ai donc voté contre ce rapport d'initiative qui contenait en outre des dispositions visant à favoriser la circulation des "méga camions" comme on les appelle, dont l'avantage écologique reste discutable, c'est le moins que l'on puisse dire!

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD ), per iscritto . − Ho espresso voto negativo per questa relazione. Certamente, molti dei punti in essa contenuti sono più che condivisibili. Mi riferisco soprattutto ai paragrafi che auspicano la liberalizzazione delle ferrovie, la quale gioverebbe in particolar modo al mercato ferroviario italiano. Tuttavia, è problematico il supporto indiscusso che la relazione mostra nei confronti del progetto TEN-T. Tale progetto, che riguarda la costruzione di reti ferroviarie, autostradali e fluviali trans-europee, sta mostrando sempre più aspetti critici. Si tratta di un'opera "faraonica" la cui fattibilità è in dubbio, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista della progettazione, come dimostrano i lenti e ambigui progressi compiuti finora. Come la Lega Nord ha sempre sostenuto, il nostro territorio non ha bisogno di grandiose opere irrealizzabili, ma piuttosto di una maggiore attenzione alle sue esigenze concrete ed immediate. Per il momento, l'intera gestione del progetto TEN-T sembra superficiale e mal programmata, ed è per questo che non posso esprimermi favorevolmente a riguardo.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D ), raštu . − Balsavau už šį pranešimą, kadangi Europos Sąjungoje vienas iš pagrindinių sektorių yra transporto sektorius, suteikiantis apie dešimt milijonų darbo vietų ir sukuriantis penkis procentus viso bendro vidaus produkto (BVP). Transporto sektorius yra itin svarbus ir turi daug potencialo plėtotis, tiekti naujoves tokiose srityse kaip transportas, logistika ir judumas. Be to, Europos Sąjungoje transportas gali būti naudingas ir kitose srityse, kaip antai, inovacijų, mokslinių tyrimų, aplinkos, tvaraus ekonomikos, augimo ir energetikos. Šis sektorius taip pat nemažai gali daug prisidėti prie Europos Sąjungos ekonomikos augimo strategijos „Europa 2020” tikslų įgyvendinimo. Atsižvelgiant į ekonominius, užimtumo, aplinkos, socialinius ir teritorinius aspektus, reikėtų užbaigti kurti Europos transporto vidaus rinką, toliau atveriant transporto tinklus bei rinkas. Europos Komisija turėtų užtikrinti, kad pasiūlymai dėl paslaugų visų rūšių transporto rinkose atvėrimo nesukeltų socialinio dempingo, nesumažintų paslaugų kokybės, nesudarytų sąlygų privačioms monopolijoms ar oligopolijoms atsirasti. Siekiant tinkamai spręsti transporto ir judumo problemas, ypač kylančias miestų teritorijose, reikalinga integruota transporto politika, apimanti visą transporto ir logistikos vertės grandinę. Reikėtų stiprinti politikos formuotojų Europos institucijose veiklos koordinavimą, taip pat Europos logistikos ir judumo forume vykdyti nuolatinį dialogą ir konsultacijas su logistikos pramonės, transporto paslaugų teikėjų ir klientų atstovais.

 
  
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  Lara Comi (PPE ), per iscritto . − Ho votato a favore di questa relazione in quanto ritengo che uno spazio comune per i trasporti sia un traguardo importante per l'Unione europea e i suoi cittadini. Credo sia essenziale la creazione di tale spazio al fine di aumentare l'efficienza economica del settore e la protezione dell'ambiente, ma anche per garantire migliori condizioni sociali e di occupazione per i cittadini della nostra comunità. I trasporti sono di fondamentale importanza per i cittadini poiché assicurano loro la libertà di muoversi all'interno dell'Unione. Costituiscono, inoltre, un pilastro per lo sviluppo dell'Unione, per la coesione sociale tra i vari Stati membri e contribuiscono a rendere l'UE un centro di ricerca e innovazione strategico. La creazione di uno spazio unico europeo rappresenta, perciò, un fattore di connessione con la politica regionale, ambientale, sociale, economica ed occupazionale. Auspico, quindi, un'armonizzazione delle regolamentazioni riguardanti i trasporti in modo che ciascun paese possa effettuare investimenti di lungo periodo nel settore, così da consentire una ripresa dell'economia, soprattutto alla luce della crisi economica e finanziaria che ci ha duramente colpiti.

 
  
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  Corina Creţu (S&D ), în scris . − Un raport salutar despre o măsură salutară, care va oferi mai multă coerenţă proiectelor de dezvoltare a infrastructurilor la nivelul Uniunii, va genera o mai raţională alocare a resurselor şi va pune capăt risipei, va încuraja folosirea noilor tehnologii în domeniu, inclusiv pentru reducerea poluării. Remarc accentul pus pe dezvoltarea în continuare a transportului feroviar în ţările membre. Remarc, în acest context, faptul că FMI şi CE au condiţionat acordarea unor împrumuturi României de desfiinţarea a peste 1500 de kilometri de căi ferate. Este o abordare cel puţin nefericită, care vine în contradicţie cu strategiile propuse de această foaie de parcurs. Am votat în favoarea adoptării raportului, pentru că am convingerea că măsurile propuse vor determina o mai bună integrare a reţelelor de transport din ţările membre şi o dezvoltare a lor în ţările nou admise.

 
  
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  Marielle De Sarnez (ALDE ), par écrit . – Il est indispensable que l’Union européenne se dote d’un plan ambitieux en matière de transports afin de réduire la mortalité routière mais aussi l’emprunte carbone. D’ici 2020, le nombre de personnes décédées sur les routes européennes devra avoir diminué de moitié par rapport à 2010. Le Parlement demande aussi une réduction globale de 20% des émissions de CO2 issues des transports routier, maritime et aérien par rapport aux niveaux de 1990. Enfin, les villes européennes sont invitées à développer des infrastructures sécurisées pour les piétons et les cyclistes. La qualité des structures européennes de transport doit constituer une priorité pour l’Union européenne, car le nombre d’usagers de transports devrait croître de 34% d’ici à 2030.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE ), par écrit . – J'ai voté en faveur du rapport de notre collègue Mathieu Grosch qui permet de mieux appréhender l'avenir du transport européen. Les objectifs fixés dans ce livre blanc placent de nouveaux jalons vers un réseau européen facilitant les déplacements de nos citoyens tout en réduisant l'empreinte environnementale.

 
  
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  Edite Estrela (S&D ), por escrito . Votei a favor do relatório por considerar que o mesmo contribui para o reforço da qualidade e segurança dos transportes europeus, promovendo metas coerentes e concretas para que esses objetivos sejam alcançados. Destaco ainda a importância dada às questões ambientais através da descarbonização deste setor, bem como através de uma aposta clara na investigação e no desenvolvimento de sistemas de gestão inteligentes para todos os modos de transporte.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE ), por escrito . O relatório em análise, elaborado por Mathieu Grosh, assenta no Livro Branco da Comissão Europeia, aprovado em março de 2001, e denomina-se Roteiro do espaço único europeu dos transportes – Rumo a um sistema de transportes competitivo e económico em recursos . Todos sabemos que a mobilidade é indispensável ao funcionamento das sociedades, nomeadamente a uma economia competitiva e à liberdade dos cidadãos. Ao longo dos últimos anos, foi dada prioridade aos transportes rodoviários em detrimento da ferrovia. Agora, e tendo em conta a estratégia Europa 2020, temos de ter em conta aspetos fundamentais como a segurança rodoviária em ordem a diminuir o número de mortos e de feridos, a proteção ambiental (com a redução para metade das emissões de CO2), as fontes de energia ecológica e a sustentabilidade económica. Estamos a falar de mais de dez milhões de postos de trabalho e de cerca de 5% do PIB.

Porque advogo a criação de um Espaço Único Europeu dos Transportes, votei favoravelmente este relatório e espero que a implementação dos novos instrumentos melhore todos os transportes, em especial nas regiões periféricas da UE, e dê um novo impulso à rede transeuropeia e às propostas ferroviárias.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL ), por escrito . A liberalização do sector dos transportes e a consequente privatização de tudo o que gera lucro sob pressupostos (nunca verificados) de melhoria da qualidade do serviço, de melhores preços e mais empregos tem levado, pelo contrário, a prejuízos para os utentes, trabalhadores e economias nacionais. Esta política europeia de transportes poderá servir os interesses de alguns grupos económicos e multinacionais, que buscam uma rede de transportes à sua medida. Atente-se no exemplo elucidativo da multinacional alemã DB, que controla hoje mais de 60% do sector da carga no transporte ferroviário. Mas, certamente, não servirá os interesses dos trabalhadores e das populações, das PME, que vêm os custos dos transportes a subir e a qualidade a descer, à medida que avança a liberalização aqui preconizada.

O roteiro do espaço europeu único dos transportes desenvolve-se em torno da criação de um mercado interno europeu de transportes através da abertura das redes e mercados, passando também pelo denominado céu único europeu e o comércio europeu de licenças de emissão. Neste contexto, de nada valem os pios apelos à Comissão para que certifique a inexistência de dumping social, da deterioração da qualidade dos serviços e de monopólios e oligopólios. Obviamente, votámos contra este relatório.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL ), por escrito . Mais uma vez, vingou a proposta de liberalização do sector dos transportes. A consequente privatização de tudo o que gera lucro, sob pressupostos (nunca verificados) de melhoria da qualidade do serviço, de melhores preços e mais empregos, tem levado, pelo contrário, a prejuízos para os utentes, trabalhadores e economias nacionais.

Esta política europeia de transportes poderá servir os interesses de alguns grupos económicos e multinacionais, que buscam uma rede de transportes à sua medida. Atente-se no exemplo elucidativo da multinacional alemã DB, que controla hoje mais de 60% do sector da carga no transporte ferroviário. Mas, certamente, não servirá os interesses dos trabalhadores e das populações, nem das PME, que vêm os custos dos transportes subir e a qualidade descer, à medida que avança a liberalização aqui preconizada. O roteiro do espaço europeu único dos transportes desenvolve-se em torno da criação de um mercado interno europeu de transportes através da abertura das redes e mercados, passando também pelo denominado céu único europeu e comércio europeu de licenças de emissão.

Neste contexto, de nada valem os pios apelos à Comissão para que certifique a inexistência de dumping social, da deterioração da qualidade dos serviços e de monopólios e oligopólios.

Votámos contra este relatório.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D ), písomne . − Doprava je kľúčovým prvkom pre európske hospodárstvo a spoločnosť. Má kľúčový význam pre vnútorný trh, pre životnú úroveň občanov, ktorým umožňuje slobodne cestovať, taktiež pomáha hospodárskemu rastu a vytváraniu pracovných miest. Musí však byť udržateľná vzhľadom na nové výzvy, ktorým spoločnosť čelí. Keďže však má globálny charakter, účinnosť jednotlivých akcií si vyžaduje silnú medzinárodnú spoluprácu. Budúca prosperita európskeho kontinentu bude závisieť od schopnosti všetkých jeho regiónov udržať si úplnú a konkurencieschopnú integrovanosť do svetového hospodárstva. A efektívna doprava zohráva pri plnení tohto cieľa veľmi dôležitú úlohu. Stále pretrvávajú prekážky hladkého fungovania účinnej hospodárskej súťaže na vnútornom trhu. Cieľom ďalších desaťročí by i preto malo byť vytvorenie skutočného jednotného európskeho dopravného priestoru odstránením všetkých prekážok zostávajúcich medzi jednotlivými druhmi dopravy a vnútroštátnymi systémami. Domnievam sa, že vhodný spôsob k dosiahnutiu vytýčeného zámeru spočíva i v zjednodušení integračného procesu a podpore vzniku nadnárodných a multimodálnych prevádzkovateľov.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE ), par écrit . – Malgré quelques réserves, j'ai voté en faveur de ce rapport qui se fixe des objectifs ambitieux et positifs, visant notamment à réduire les émissions de CO2 dans le secteur des transports à l'horizon 2020. Cela étant, je regrette que les méga trucks (ces camions géants allant jusque 60 tonnes et 25 mètres de longueur) soient abordés dans ce rapport. En effet, ces monstres de la route constituent un véritable danger pour la sécurité routière, car ils ne sont absolument pas adaptés aux infrastructures, qu'ils risquent par ailleurs de détériorer très fortement. Pour le reste, en adoptant des mesures fortes pour la réduction des émissions de CO2 dans tous les modes de transport ou en ébauchant ce que pourrait être la mobilité et le transport de demain, ce rapport marque est une véritable avancée.

 
  
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  Филиз Хакъева Хюсменова (ALDE ), в писмена форма . − Дадох своята подкрепа за предложената резолюция, защото транспортна политика има важно значение за развитието на европейските региони, осигурява значителна заетост и е ключов фактор за запазването на конкурентната позиция на ЕС на световно равнище. Вярвам, че транспортният сектор има сериозен потенциал за подкрепа на целите на Стратегията „Европа 2020“ в области като устойчив икономически растеж, иновации и енергетика. В тази връзка споделям позицията, че е необходима по-сериозна подкрепа за развитието на инфраструктурата в новите държави-членки, което би спомогнало за намаляване на различията в развитието на отделните региони и за постигането на единно европейско транспортно пространство. Важна за повишаването на ефективн