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 Indice 
 Testo integrale 
Procedura : 2015/2114(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0338/2015

Testi presentati :

A8-0338/2015

Discussioni :

PV 16/12/2015 - 19
CRE 16/12/2015 - 19

Votazioni :

PV 17/12/2015 - 9.11

Testi approvati :

P8_TA(2015)0472

Discussioni
Mercoledì 16 dicembre 2015 - Strasburgo Edizione rivista

19. Esportazioni di armi: applicazione della posizione comune 2008/944/PESC (discussione)
Video degli interventi
PV
MPphoto
 

  Sergio Gaetano Cofferati (S&D ). Signora Presidente, onorevoli colleghi, la vendita di armi è sempre un tema difficile da affrontare, delicatissimo, lo è ancora di più in questi anni nei quali l'Europa ha visto risorgere delle guerre e ha visto ritornare con tanta virulenza il fenomeno del terrorismo.

Credo che occorra guardare con molta attenzione a due fenomeni che si sono registrati nel corso degli ultimi tempi. Il primo è quello che riguarda l'aumento costante del fatturato delle aziende che producono armi, non soltanto quelle che vengono esportate, ma anche quelle che sono in dotazione in Europa. Il secondo è la violazione sistematica, palese, degli otto criteri della posizione comune del 2008. Sono violazioni sotto gli occhi di tutti. Per questa ragione ben venga un regolamento in grado non soltanto di fissare delle autorità, ma di restringere gli spazi per chi produce e vende armi e soprattutto di dettare regole agli Stati che sono interessati da questo processo.

Per questa ragione, vorrei sottolineare quattro aspetti fra quelli che già sono stati affrontati. Il primo è quello che riguarda la trasparenza: è inaccettabile che grandi paesi europei non forniscano i dati sulla vendita delle armi, inaccettabile, anche perché dietro c'è l'ipocrisia di chi dice di voler combattere la guerra e il terrorismo e poi non fa il minimo indispensabile per poter governare questo processo.

Il secondo è quello che riguarda l'intermediazione: è cresciuto il brokeraggio, va colpito e disintegrato, in termini ovviamente politici. Terza cosa, che è molto importante, è che insieme alla vendita delle armi c'è la vendita delle tecnologie, che sono ugualmente pericolose.

Da ultimo le sanzioni. Senza sanzioni gli Stati membri continueranno ad avere atteggiamenti e comportamenti disinvolti contrari alle tesi che sostengono.

 
Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2016Avviso legale