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 Indice 
 Testo integrale 
Procedura : 2016/2269(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0340/2017

Testi presentati :

A8-0340/2017

Discussioni :

PV 15/11/2017 - 24
CRE 15/11/2017 - 24

Votazioni :

PV 16/11/2017 - 7.10
CRE 16/11/2017 - 7.10

Testi approvati :

P8_TA(2017)0451

Discussioni
Mercoledì 15 novembre 2017 - Strasburgo Edizione rivista

24. Lotta contro le disuguaglianze come leva per stimolare crescita e occupazione (discussione)
Video degli interventi
PV
MPphoto
 

  Sergio Gaetano Cofferati (S&D ). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, nella sua ottima relazione il collega López ha opportunamente sottolineato che la crisi ci consegna, a proposito delle disuguaglianze, due grandi blocchi di temi: il primo è quello di carattere sociale, il secondo è quello di carattere economico.

Nel corso di questi anni, alcuni paesi europei hanno contrastato la crisi con insensate politiche di rigore, diminuendo le protezioni sociali, riducendo l'effetto e la quantità di welfare a disposizione, nell'idea che l'economia sarebbe ripartita così, facendo costare di meno il costo del lavoro, mentre invece la competizione che deriva da parti più deboli di popolazioni del mondo ha avuto il sopravvento.

Dall'altra parte si sono infranti anche antichi, eppur già inefficaci, strumenti redistributivi. Gli scandali sistematici sul fisco, che è rimasto sostanzialmente intatto come elemento di pressione negativa sulla parte più povera della popolazione europea, quella che lavora e che ha un reddito dipendente, e ha consentito alle aziende, invece, di sfuggire dagli obblighi e dalla lealtà verso gli Stati, hanno fatto saltare gli elementi di coesione che garantivano anche un'adeguata capacità competitiva al sistema economico.

Quando il lavoro diventa precario e non è protetto e i diritti individuali e collettivi non sono riconosciuti la produttività ne risente inevitabilmente. Dunque, quello che oggi siamo chiamati a fare è cercare di rimettere in campo politiche redistributive eque, giuste, di proteggere i più deboli e di lottare contro la povertà. Per questa ragione, credo che il reddito minimo sia lo strumento giusto, è uno strumento universale che dà a tutti le stesse protezioni e le stesse occasioni. Poi bisogna migliorare le condizioni di lavoro, perché lavorando meglio le persone lavorano di più. Oggi, quello che abbiamo di fronte, invece, è un mondo nel quale si penalizzano quelli che lavorano e li si costringe a subire dei condizionamenti che inevitabilmente si riversano sulla quantità e qualità del loro lavoro.

 
Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018Avviso legale