Comunicati stampa
 

Il Parlamento condanna tutti i totalitarismi

Elezioni 2009 - Giustizia e affari interni - 02-04-2009 - 13:58
Sessioni plenarie
Condividi

Nel condannare i crimini commessi da tutti regimi totalitari, il Parlamento sottolinea il successo dell'integrazione europea e l'esigenza di evidenziarne le conquiste, anche con una visione comune della Storia. Chiedendo di mantenere vive le memorie del passato, senza però imporre un'interpretazione politica dei fatti, sollecita l'apertura completa degli archivi segreti, specie in Russia. Auspica poi la proclamazione di una "Giornata europea del ricordo" delle vittime del totalitarismo.

Adottando con 553 voti favorevoli, 44 contrari e 33 astensioni una risoluzione sostenuta da PPE/DE, ALDE, UEN e Vedi /ALE, il Parlamento esprime anzitutto il proprio «rispetto per tutte le vittime dei regimi totalitari e antidemocratici dell'Europa e rende omaggio a coloro i quali hanno combattuto contro la tirannia e l'oppressione». Inoltre, riconfermando «la sua posizione unanime contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia», «condanna fermamente e inequivocabilmente tutti i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani commesse da tutti i regimi totalitari e autoritari». Rilevando «l'unicità dell'Olocausto», osserva infatti che, in Europa, nel corso del XX secolo, «milioni di persone sono state deportate, incarcerate, torturate e assassinate da regimi totalitari e autoritari». Rileva poi che l'Unione europea «ha una responsabilità particolare nel promuovere e salvaguardare la democrazia e il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, sia all'interno che all'esterno del suo territorio».
 
In proposito, il Parlamento osserva che, fin dall’inizio, l’integrazione europea «è stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha comportato l’Olocausto, e all’espansione dei regimi comunisti totalitari e non democratici nell’Europa centrale e orientale». D'altra parte, il processo di integrazione europea ha avuto successo e «ha ormai portato a un’Unione europea comprendente paesi dell’Europa centrale e orientale che hanno vissuto sotto regimi comunisti dalla fine della Seconda guerra mondiale ai primi anni ’90», mentre le precedenti adesioni di Grecia, Spagna e Portogallo, hanno contribuito a garantire la democrazia nel Sud dell’Europa. Un emendamento del PSE approvato a larga maggioranza dall'Aula precisa che questi tre paesi sono stati «oppressi per lungo tempo da regimi fascisti».
 
Il Parlamento invita quindi la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi ulteriormente per rafforzare l'insegnamento della storia europea ed «evidenziare la conquista storica dell'integrazione europea e il forte contrasto tra il tragico passato e l'ordine sociale pacifico e democratico che caratterizza oggi l'Unione europea». Anche perché «l’Europa non sarà unita fino a quando non sarà in grado di conseguire una visione comune della propria storia, non riconoscerà il nazismo, lo stalinismo e i regimi fascisti e comunisti come retaggio comune e non avvierà un dibattito onesto e approfondito sui i crimini da essi perpetrati nel secolo scorso».
 
In tale contesto, il Parlamento si dice inoltre convinto che «un'opportuna conservazione della memoria storica, una rivalutazione globale della storia europea e il riconoscimento a livello europeo di tutti gli aspetti storici dell'Europa moderna rafforzeranno l'integrazione europea». Sottolinea quindi  l'importanza di mantenere vive le memorie del passato, «perché non può esservi riconciliazione senza verità memoria», e di rafforzare la consapevolezza europea dei crimini commessi dai regimi totalitari e non democratici promuovendo una documentazione e resoconti che testimonino del «tragico passato europeo».
 
Osservando che «nessun organo o partito politico detiene il monopolio sull'interpretazione della storia e che tali organi e partiti non possono proclamare di essere oggettivi», il Parlamento nota che «le interpretazioni politiche ufficiali dei fatti storici non dovrebbero essere imposte attraverso decisioni a maggioranza dei parlamenti e che un parlamento non può legiferare sul passato». D'altra parte rileva che «le interpretazioni distorte della storia possono alimentare politiche esclusiviste fomentando quindi l'odio e il razzismo». 
 
Al riguardo, il Parlamento deplora che, vent'anni dopo il crollo delle dittature comuniste nell’Europa centrale e orientale, «in alcuni Stati membri sia ancora indebitamente limitato l’accesso a documenti di importanza personale o necessari per la ricerca scientifica». Chiede quindi «un autentico sforzo per l’apertura completa degli archivi», compresi quelli degli ex servizi di sicurezza interni, della polizia segreta e delle agenzie di intelligence, adottando al contempo provvedimenti volti a garantire che tale processo «non sia strumentalizzato a fini politici». Si dice infatti convinto che l’obiettivo finale della divulgazione e della valutazione dei crimini commessi dai regimi comunisti totalitari sia la riconciliazione, «che può essere raggiunta attraverso l'ammissione di responsabilità, la richiesta di perdono e il rafforzamento della rinascita morale». Invita inoltre il Consiglio e la Commissione a sostenere le attività di ONG come “Memorial” nella Federazione russa, attivamente impegnate nella ricerca e raccolta di documenti relativi ai crimini commessi durante il periodo stalinista.  
 
Il Parlamento chiede inoltre l’istituzione di «una piattaforma della memoria e della coscienza europee» e di un centro/memoriale paneuropeo di documentazione per le vittime di tutti i regimi totalitari. Rileva anche l'importanza di ricordare coloro che si sono attivamente opposti allo Stato totalitario e che «dovrebbero essere scolpiti nella coscienza degli europei come eroi dell'epoca totalitaria, per la loro dedizione, la fedeltà agli ideali, l'onore e il coraggio». Auspicando il rafforzamento degli attuali strumenti finanziari pertinenti, al fine di sostenere la ricerca storico-scientifica sulle questioni sopra delineate, chiede che il 23 agosto sia proclamata "Giornata europea del ricordo" delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, «da commemorare con dignità e imparzialità».
 
L'Aula ha infine respinto un altro emendamento dell'UEN che invitava la Commissione e il Consiglio ad estendere il campo di applicazione della decisione quadro sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia, ai crimini commessi da tutti i regimi totalitari, «poiché attualmente esso si limita ai reati commessi dal regime nazista», con lo scopo di applicare criteri simili ai crimini commessi da entrambi i principali regimi totalitari e riservare un trattamento analogo all'apologia, alla negazione o alla minimizzazione grossolana di tali crimini. Ha anche bocciato la proposta dello stesso gruppo che invitava il Consiglio e la Commissione a compiere i passi necessari per introdurre l'opportuna denominazione dei campi di concentramento e di sterminio tedeschi e sovietici «al fine di evitare che la colpa del genocidio sia addossata alle vittime anziché ai perpetratori».
 
 
Risoluzione su coscienza europea e totalitarismo
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 25.4.2009
Votazione: 2.4.2009
 
RIF.: 20090401IPR53245