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Mario Monti sulla crisi: "Più cooperazione europea in materia fiscale"

Politica sociale - 02-02-2010 - 17:40
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Impatto sociale della crisi: tasche vuote? ©BELGA/imagebroker/ulrich niehoff

Impatto sociale della crisi: tasche vuote?

Intervenendo un seminario della commissione speciale sulla crisi, l'ex-commissario europeo ha insistito sulla necessità di andare avanti con il mercato unico e non cedere alle sirene del protezionismo, ma di renderlo "accettabile" dal punto di vista sociale. La ricetta? Una maggiore cooperazione europea in materia di tasse, per evitare che il 'dumping fiscale' benefici i capitali a scapito dei lavoratori. I deputati hanno discusso anche di come riformare i sistemi pensionistici europei.

"La disoccupazione in Europa è al 10%, fra i giovani arriva fino al 20%. Servono riforme del sistema sociale entro i prossimi due anni." - così il liberale tedesco Wolf Klintz, presidente della commissione speciale sulla crisi, ha introdotto giovedì 28 gennaio l'intervento di Mario Monti sulla "crisi e le sue conseguenze sociali".
 
Il presidente della Bocconi ha subito messo in luce la sfida principale: combinare il completamento del mercato unico con adeguate tutele sociali. L' "economia sociale di mercato", caposaldo dell'Europa e "obiettivo del Trattato di Lisbona", può realizzarsi solo a patto che le due dimensioni, quella del "mercato" e quella "sociale" non siano separate. Anche se - secondo il professore - le politiche sociali devono restare di competenza nazionale.
 
Qual è, allora, la leva da muovere a livello europeo? Perché l'integrazione economica non si trasformi in un boomerang contro l'Europa, serve una politica fiscale più coordinata. "Non dovremmo avere paura di ammettere che probabilmente bisognerà alzare le tasse nei prossimi anni. Allora, meglio farlo in modo coordinato a livello europeo". La "competizione fiscale" fra Paesi europei, infatti, produce conseguenze in generale "ingiuste", e nessun beneficio sociale per i lavoratori.
 
La deputata socialista Pervenche Berès, incaricata del rapporto finale del Parlamento sulla crisi, ha risposto affermando che "il mercato ha mostrato di non produrre da solo l'equilibrio sociale sperato", e ha chiesto a Monti, consulente speciale di Barroso per il rilancio del mercato interno, di essere più ambizioso sul fronte sociale, di trovare gli strumenti giusti per integrare "elementi sociali nella politica economica europea", perché il Trattato di Lisbona, a differenza dei precedenti, includa finalmente questa dimensione.
 
Riforma dei sistemi pensionistici
 
Dopo l'intervento di Monti, la riunione si è concentrata soprattutto su come i sistemi pensionistici europei, già fragili a causa della riduzione delle entrate negli erari, potranno affrontare l'invecchiamento della popolazione.
 
 L'economista dell'OECD Edward Whitehouse ha incitato a "riformare i sistemi di previdenza, perché il costo dell'invecchiamento della popolazione sarà dieci volte più elevato del costo della crisi", che - se non si agisce - potrebbe trasformarsi in una "crisi sociale lunga decenni".
 
Il commento del popolare austriaco Othmar Karas sul bisogno di rendere i diversi sistemi previdenziali europei "più comparabili" e "più legati a un modello europeo" è stato accolto con scetticismo: i sistemi nazionali sono così diversi, che è difficile immaginare un possibile denominatore comune.
 
I prossimi passi
 
La commissione speciale sulla crisi continuerà la serie di audizioni e incontri per stilare una lista di raccomandazioni nei prossimi mesi. L'On. Pervenche Berès presenterà il suo progetto di rapporto il 29 aprile. La plenaria dovrebbe approvarlo definitivamente in settembre.
 
RIF.: 20100128STO68174