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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 96kWORD 42k
16 gennaio 2003
PE 326.589
 
B5‑0060/2003
presentata a seguito della dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 37, paragrafo 2, del regolamento
da Benedetto Della Vedova e altri
Fame nel mondo ed eliminazione delle barriere commerciali nei confronti dei paesi più poveri del mondo

Risoluzione del Parlamento europeo su Fame nel mondo ed eliminazione delle barriere commerciali nei confronti dei paesi più poveri del mondo 
B5‑0060/2003

Il Parlamento europeo,

–  visti i risultati del World Food Summit tenutosi a Roma nel giugno 2002

–  vista la dichiarazione adottata dalla Conferenza Ministeriale di Doha

–  vista il regolamento (CE)n o 2820/98 relativo allo Schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate (Generalised System of Preferences - "GSP"), come modificato dal regolamento 416/2001 del Consiglio (iniziativa "Everything but arms")

A.  considerando che , come evidenziato dal recente World Food Summit di Roma, organizzato dalla FAO, ogni ora nel mondo 900 persone muoiono di fame, che 800 milioni di persone, di cui 300 milioni di bambini, non hanno cibo a sufficienza e che la situazione, come avverte la FAO, è in via di aggravamento nei paesi più poveri dell'Africa meridionale,

B.  considerando che una recente analisi della Banca Mondiale ha indicato che attraverso il solo strumento della liberalizzazione degli scambi internazionali si potrebbero far uscire dalla povertà oltre 320 milioni di persone entro il 2015 e che uno studio dell'Oxfam ha evidenziato come un aumento dell' 1% della quota dell'Africa sub sahariana sulle esportazioni mondiali genererebbe un incremento del reddito annuo di quei paesi di circa 70 miliardi di USD, che è cinque volte quanto ricevono in aiuti, e una diminuzione del 20% (pari a 60 milioni di individui) di quanti vivono sotto la soglia della povertà,

C.  constatando come l'inclusione crescente nel commercio mondiale abbia consentito negli ultimi decenni a molti paesi, in particolare dell'Asia, di avviare e consolidare il proprio sviluppo e di ridurre drasticamente la povertà; e che, al contrario, in quei paesi, in particolare dell'Africa sub-sahariana, emarginati dagli scambi internazionali, la piaga della fame e della povertà continua a dilagare,

D.  ricordando che la recente iniziativa "Everything but arms" della Commissione, che è rivolta proprio ai 48 paesi più poveri del mondo e che è tesa alla totale eliminazione dei dazi applicati alle loro esportazioni verso l'UE tranne che per le armi, ne prevede l'attuazione lungo un lasso di tempo che giunge alla fine del 2009,

E.  sottolineando che l'elemento "tempo" è cruciale in qualunque azione politica, ma lo è soprattutto per i milioni di persone che vivono nella povertà, e che, dunque, ritardare quelle misure che possono contribuire a combatterla negherà loro concrete speranze nella loro lotta quotidiana per la sopravvivenza,

F.  considerato che l'elevato livello delle tariffe applicate dai paesi sviluppati sui prodotti dei paesi in via di sviluppo (che, secondo Oxfam sono in media 4 volte superiori a quelle applicate dai PVS nei confronti dei paesi sviluppati) costa loro, secondo stime della WB, circa € 100 miliardi, ovvero il doppio di quanto ricevono in aiuti,

G.  considerando il ruolo fondamentale dei settori primari, e di quello agricolo in particolare, nell'economia dei paesi più poveri,

1.  ritiene che lo sviluppo del commercio internazionale abbia rappresentato, ed ancor più potrà rappresentare nel futuro, uno strumento concreto ed efficace nel perseguire una drastica riduzione della povertà; deplora che, fino ad oggi, ai paesi più poveri, a causa delle politiche protezioniste dei paesi ricchi, sia stata preclusa, insieme all'accesso ai mercati ricchi, una possibile via di uscita dalla povertà;

2.  afferma la necessità e l'urgenza che l'UE elimini da subito le barriere tariffarie e le quote sulle importazioni di prodotti provenienti dai paesi meno sviluppati (LDCs), e riduca in modo generalizzato, se necessario unilaterale, le tariffe applicate nei confronti dei paesi in via di sviluppo avviandone e tempificandone l'eliminazione;

3.  ritiene che il calendario di applicazione dell'iniziativa "Everything but arms" - che, di fronte all'urgenza e alla drammaticità della lotta alla povertà è eccessivamente e ingiustificatamente diluito nel tempo, in particolare su prodotti fondamentali come riso e zucchero, i cui dazi verranno ridotti del 50% solo a fine 2007, per essere poi completamente rimossi solo alla fine del 2009 - ne limiti gravemente l'efficacia; chiede pertanto il rilancio dell'iniziativa "Everything but arms" attraverso la sua applicazione integrale entro il 2003 e il suo allargamento a un più ampio numero di paesi;

4.  ritiene che - coerentemente con la dichiarazione ministeriale concordata a Doha tesa all'avvio di un "development round" e che indica l'obiettivo di elaborare un "fair and market-oriented trading system" nel settore agricolo - una efficace politica di lotta alla fame e al sottosviluppo non possa prescindere da una radicale riforma delle politiche agricole attuate dai paesi sviluppati, che creano eccessi di capacità produttiva e, in particolare attraverso i sussidi alle esportazioni, gravi effetti di "dumping" nei confronti degli agricoltori delle economie più povere;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi dei paesi membri.

Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2004Avviso legale