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Ciclo del documento : B6-0446/2008

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B6-0446/2008

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PV 24/09/2008 - 15
CRE 24/09/2008 - 15

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PV 25/09/2008 - 7.5
CRE 25/09/2008 - 7.5

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 94kWORD 47k
17 settembre 2008
PE413.299
 
B6‑0446/2008
presentata a seguito delle interrogazioni orali B6‑0460/2008 e B6‑0461/2008
a norma dell'articolo 108, paragrafo 5, del regolamento
da Rebecca Harms, Claude Turmes e Caroline Lucas
a nome del gruppo Verts/ALE
sull'aumento dei prezzi dell'energia

Risoluzione del Parlamento europeo sull'aumento dei prezzi dell'energia 
B6‑0446/2008

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Una politica energetica per l'Europa" (COM(2007)0001),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo dell'8 e 9 marzo 2007 e il Piano d'azione del Consiglio europeo (2007-2009) denominato "Una politica energetica per l'Europa" (PEE),

–  vista la sua risoluzione del 26 settembre 2007 su una politica estera comune dell'Europa in materia di energia(1),

–  visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando che l'economia dell'Unione europea, almeno in alcuni settori, non è pronta a far fronte ai prezzi attuali dell'energia, in particolare ai prezzi del petrolio,

B.  considerando che l'aumento e soprattutto la volatilità dei prezzi dell'energia costituiscono un grave problema per i nuclei familiari a basso reddito nell'Unione europea che sono eccessivamente colpiti dai costi elevati dei trasporti e del riscaldamento, dovuti essenzialmente all'aumento del prezzo del petrolio, ma anche di talune attività e servizi che consumano energia quali la pesca, l'agricoltura, i trasporti stradali e un numero limitato di industrie ad alta intensità energetica,

C.  considerando che la speculazione che riguarda i fondi d'investimento speculativi (hedge funds) ma anche i giganti del petrolio e le società del gas e dell'elettricità rappresenta un importante fattore dell'aumento dei prezzi registrato negli ultimi mesi a livello mondiale ed europeo,

D.  considerando che il Parlamento europeo è consapevole del fatto che i prezzi dell'energia dipendono da vari fattori che non possono essere influenzati direttamente dai responsabili politici dell'Unione europea, quali ad esempio la volatilità del prezzo del petrolio a livello mondiale e il legame tra i prezzi del petrolio e del gas, e che ritiene pertanto che esista un margine limitato per l'adozione di misure politiche a breve termine intese a ridurre il costo unitario del petrolio, del gas e dell'elettricità,

E.  considerando che il Parlamento europeo è consapevole del fatto che l'economia mondiale è sull'orlo di una crisi globale delle risorse, che è determinata da un utilizzo altamente inefficiente delle risorse e dalla dipendenza dai combustibili fossili, in un mondo in cui il principale modello economico occidentale viene adottato a una velocità imprevedibile da economie emergenti con un'elevata densità di popolazione, che guidano una vera e propria corsa ai prezzi per tutti i tipi di risorse energetiche, come pure di altre risorse e beni, inclusi i prodotti alimentari,

F.  considerando che il maggiore potenziale per ridurre i costi globali dell'energia è dato dall'aumento della produttività energetica e dal risparmio energetico,

G.  considerando che il Parlamento europeo è altresì consapevole delle numerose possibilità di cui dispongono l'Unione europea, i governi nazionali e le amministrazioni locali per aiutare i cittadini più poveri in materia di energia e i settori economici colpiti, adottando misure coordinate a breve termine quali i pagamenti diretti destinati a ridurre la povertà energetica, gli aiuti diretti o gli sgravi fiscali per taluni settori dell'economia, nonché una migliore informazione e un più facile accesso alle misure di risparmio energetico a breve e medio termine,

I.  considerando che le energie rinnovabili come pure le politiche e le misure di risparmio energetico e di efficienza energetica rappresentano l'unico modo per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili convenzionali,

J.  considerando che le legislazioni destinate a promuovere le fonti energetiche rinnovabili nel settore dell'elettricità hanno prodotto, o hanno incentivato, sviluppi sostenibili negli Stati membri,

K.  considerando che il miglioramento dell'efficienza energetica di almeno il 20% entro il 2020 è essenziale per raggiungere con successo l'obiettivo del 20% di energie rinnovabili, aumentare la nostra indipendenza energetica e realizzare gli obiettivi dell'Unione europea in materia di cambiamenti climatici,

1.  sottolinea che, a meno che non si realizzi un cambiamento concertato nella politica energetica e nel consumo energetico, nei prossimi decenni la domanda di energia nell'Unione europea continuerà a crescere; riconosce a tale riguardo che la lotta contro i cambiamenti climatici sarà più difficile e implicherà nel contempo costi elevati per i consumatori e le imprese e un aumento dei prezzi dell'energia;

2.  invita il Consiglio ECOFIN ad affrontare la speculazione relativa ai prezzi dell'energia in modo fermo ma realistico, definendo un codice di condotta comune inteso a evitare la speculazione nelle borse dell'energia e introducendo politiche coordinate in materia di tassazione dei profitti eccezionali realizzati dagli speculatori e dalle grandi società del settore energetico; ritiene che le entrate derivanti da tale tassazione potrebbero costituire la base per la creazione di fondi nazionali per l'innovazione e gli aiuti nel settore del petrolio;

3.  invita la Commissione a definire un corpus di norme comuni a tutti gli Stati membri dell'Unione europea, al fine di sostenere determinati settori economici con misure mirate, senza creare forti distorsioni nel mercato interno dell'Unione europea;

4.  esorta i governi degli Stati membri a tutti i livelli ad affrontare seriamente il problema della povertà energetica nell'Unione europea e a elaborare politiche di emergenza concrete per i settori che sono particolarmente colpiti;

5.  sottolinea che mediante l'adozione di misure a livello nazionale si dovrebbe garantire la continuità delle politiche dell'Unione europea relative al mercato interno dell'energia e ai cambiamenti climatici, in modo tale da non causare alcuna distorsione nel mercato interno dell'Unione europea; invita pertanto la Commissione, il Consiglio ECOFIN e il vertice dei capi di Stato e di governo a definire un insieme di norme e di regole minime chiare per reagire in modo fermo e coordinato all'attuale aumento dei prezzi;

6.  invita la Commissione e il Consiglio ECOFIN a respingere con determinazione le iniziative populiste e controproducenti, come le richieste di ridurre l'aliquota IVA sui prodotti energetici primari quali il petrolio e il gas, e a privilegiare misure strutturali intelligenti a lungo termine, come la proposta di ridurre l'IVA sui beni e i servizi a basso consumo energetico, presentata al Primo ministro britannico;

7.  ricorda che le energie rinnovabili e l'efficienza energetica figurano tra i modi migliori per proteggere i consumatori e l'industria dal doppio impatto dell'aumento delle importazioni di energia e dei prezzi dei carburanti; sottolinea che lo sviluppo di una politica energetica non deve creare nuove barriere sociali e che i prezzi dell'energia devono essere trasparenti e competitivi;

8.  riconosce che esiste una notevole possibilità di ridurre la domanda di energia in un modo efficace sul piano dei costi; ricorda che il potenziale di risparmio energetico nell'Unione europea è pari al 40%, ma che per raggiungere questo scopo occorre fissare obiettivi rigorosi e vincolanti; si rammarica, a tale riguardo, del fatto che finora non è stato fissato alcun obiettivo vincolante per quanto riguarda il risparmio energetico e l'efficienza energetica nel quadro dell'impegno assunto dall'Unione europea nella lotta contro i cambiamenti climatici;

9.  esorta pertanto l'Unione europea e i suoi Stati membri ad adottare misure concrete per ridurre la domanda di energia e a realizzare urgentemente forti investimenti in un'economia dell'efficienza energetica, al fine di ridurre notevolmente la nostra dipendenza dall'energia prodotta da combustibili fossili e di raggiungere gli obiettivi definiti nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e nel relativo Protocollo di Kyoto; invita pertanto la Commissione ad avviare un ampio programma inteso a trasformare l'Unione europea nell'economia più efficiente del mondo sotto il profilo energetico entro il 2020;

10.  sottolinea inoltre che l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, abbinato a misure di conservazione dell'energia, diminuisce la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di energia e riduce in tal modo i rischi politici ed economici legati a tali importazioni;

11.  invita la Commissione a garantire che il risparmio energetico, l'efficienza energetica e le energie rinnovabili figurino tra le priorità della futura politica energetica dell'Unione europea, in particolare nel quadro del prossimo esame strategico della politica energetica dell'Unione europea, trattandosi di soluzioni realmente sostenibili per ridurre la dipendenza dell'Unione europea dai combustibili convenzionali;

12.  sottolinea la necessità di incentivare l'innovazione nel settore dell'energia prodotta da combustibili fossili, imponendo alle centrali elettriche alimentate da combustibili fossili un limite per le emissioni di gas a effetto serra che sia neutro dal punto di vista tecnologico;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 219 E del 28.8.2008, pag. 206.

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2008Avviso legale