Procedura : 2010/2656(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0257/2010

Testi presentati :

B7-0257/2010

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Votazioni :

PV 06/05/2010 - 7.3

Testi approvati :

P7_TA(2010)0149

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0246/2010
28.4.2010
PE439.779v01-00
 
B7-0257/2010

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul Kirghizistan


Elmar Brok, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Paolo Bartolozzi, Filip Kaczmarek, Cristian Dan Preda a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sul Kirghizistan  
B7‑0257/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Kirghizistan, in particolare quella del 12 maggio 2005,

–   vista la strategia dell'Unione europea per un nuovo partenariato con l'Asia centrale, adottata dal Consiglio europeo il 21 e 22 giugno 2007,

–   visto l'accordo di partenariato e cooperazione (APC) tra l'UE e il Kirghizistan, entrato in vigore nel 1999,

–   vista la dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante Catherine Ashton sulla situazione in Kirghizistan del 7 e 8 aprile 2010,

–   viste le dichiarazioni UE al Consiglio permanente dell'OSCE sulla situazione in Kirghizistan in data 22 aprile 2010,

–   viste le conclusioni del Consiglio sul Kirghizistan del 26 aprile 2010,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'UE ha un evidente interesse in un Kirghizistan pacifico, democratico ed economicamente prospero; che l'impegno del Kirghizistan nei confronti del diritto internazionale, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto nonché del'economia di mercato promuoverà la sicurezza e la stabilità;

 

B.  considerando che il Kirghizistan è membro dell'OSCE e che, in tale contesto, si è impegnato a rispettare le libertà fondamentali, i diritti dell'uomo e lo Stato di diritto e ad applicare i criteri democratici dell'OSCE,

 

C.  considerando che serpeggia delusione tra i cittadini in merito all'inadempienza da parte del governo riguardo alle promesse di democrazia e di una migliore governance compiute in occasione della Rivoluzione dei Tulipani nel 2005,

 

D.  considerando che le proteste popolari hanno portato ad un violento scontro nel quale sono morte almeno 84 persone e oltre 400 sono rimaste ferite; che il Presidente Bakiyev è fuggito dalla capitale e poi dal paese ed è stato rapidamente formato un governo provvisorio composto da ex esponenti dell'opposizione, molti dei quali in posti di potere durante il primo periodo successivo alla Rivoluzione dei Tulipani del 2005,

 

E.   considerando che l'Unione europea deve sempre mantenere il proprio impegno volto a integrare i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto in tutti gli accordi con i paesi terzi e a promuovere le riforme democratiche mediante politiche coerenti che ne rafforzino la credibilità quale attore regionale,

 

F.  considerando che il Kirghizistan è strategicamente situato vicino all'Afghanistan e nei pressi della valle di Ferghana che, geograficamente, politicamente ed economicamente, si trova nel cuore dell'Asia centrale,

 

G. considerando che la presenza dell'UE in Kirghizistan, essenzialmente come donatore di aiuti, è significativa e mette l'Unione europea in una buona posizione per assumere un ruolo più importante nel sostegno del paese,

 

1.  esprime profondo rammarico per la perdita di vite umane ed esprime l'auspicio che si trovi una soluzione pacifica al conflitto in Kirghizistan, basata su principi democratici, Stato di diritto e rispetto dei diritti dell'uomo;

2.  invita tutte le parti coinvolte nel conflitto ad adoperarsi al massimo per tutelare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali del popolo del Kirghizistan, essendo i diritti dell'uomo il tessuto di base sul quale è costruita e funziona una comunità;

3.  si compiace dell'annuncio del governo provvisorio, secondo cui si svolgeranno un referendum costituzionale ed elezioni parlamentari per rafforzare la democrazia e la responsabilità politica; invita il governo provvisorio a rispettare gli obblighi internazionali del Kirghizistan e a garantire che le elezioni siano libere ed eque;

4.  sottolinea che, dal punto di vista istituzionale, un quadro costituzionale coerente e stabile è essenziale per la prevenzione di futuri disordini sociali e garantire un futuro di pace per il popolo del Kirghizistan; accoglie con favore in quest'ottica la cooperazione del governo provvisorio con la Commissione di Venezia;

5.  incoraggia il governo provvisorio ad adottare misure per combattere l'elevato tasso di disoccupazione come importante misura per garantire la stabilità politica del paese a lungo termine;

6.  rileva che la profonda mancanza di risorse e la vulnerabilità del Kirghizistan rendono il paese estremamente dipendente dal sostegno esterno; rileva altresì nelle sue vicinanze una grave carenza di modelli di governance democratica e correttamente funzionante e di positivo sviluppo sociale, per cui l'aiuto internazionale rivestirà importanza cruciale;

7.  sottolinea l'importanza di un impegno attivo con il governo provvisorio, al fine di esplorare e sfruttare le possibilità di promuovere il buon governo e altri obiettivi strategici dell'UE previsti nella strategia dell'Asia centrale, anche al fine di agevolare l'impegno e le attività delle istituzioni finanziarie internazionali;

8.  richiama l'attenzione sul fatto che gli sviluppi in Kirghizistan influenzano gli sviluppi regionali e internazionali e ad un tempo ne sono influenzati; è convinto che vi siano grandi sovrapposizioni tra interessi della Russia, degli USA e di altri, in particolare per quanto riguarda l'Afghanistan e la crescita del radicalismo islamico nella regione, anche in Kirghizistan; ritiene che questo dovrebbe consentire di limitare la concorrenza geopolitica e la ricerca di sinergie; ritiene che il successo in questo ambito potrebbe avere effetti positivi più ampi sulle relazioni internazionali e la sicurezza internazionale;

9.  invita la Commissione e il Consiglio a esaminare urgentemente se esistano o possano essere create le condizioni per il lancio di un importante nuovo programma di aiuti per il Kirghizistan, coordinato a livello internazionale, tenendo conto non da ultimo di quanto forte sia l'effettivo impegno del governo provvisorio del Kirghizistan in termini di democratizzazione e di governo pulito; ritiene che, se si reputa esistano condizioni sufficientemente favorevoli, l'UE dovrebbe prendere l'iniziativa di organizzare una conferenza dei donatori internazionali per il Kirghizistan;

10. invita la Commissione, tenendo conto della situazione attuale, a verificare se sia necessario inviare aiuti umanitari d'urgenza;

11. invita la Commissione a chiedere l'utilizzo dello strumento di stabilità e ad elaborare proposte in materia di riassegnazioni dei fondi dello strumento di cooperazione allo sviluppo per garantire che la risposta a breve e medio termine dell'Unione europea alla nuova situazione in Kirghizistan possa essere adeguata;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al governo provvisorio del Kirghizistan, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale dell'OSCE nonché al Segretario generale del Consiglio d'Europa.

 

Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2010Avviso legale