Procedura : 2011/2881(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0555/2011

Testi presentati :

B7-0555/2011

Discussioni :

Votazioni :

PV 27/10/2011 - 8.6
CRE 27/10/2011 - 8.6

Testi approvati :

P7_TA(2011)0471

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0542/2011
24.10.2011
PE472.752v02-00
 
B7-0555/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell’articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Egitto e in Siria, in particolare per quanto riguarda le comunità cristiane


Elmar Brok, Mario Mauro, Ioannis Kasoulides, Cristian Dan PredaTokia Saïfi, Magdi Cristiano Allam, Othmar Karas, Ria Oomen-Ruijten, Gabriele Albertini, Inese Vaidere, Elena Băsescu, Elisabeth Jeggle, Monica Luisa Macovei, Zuzana Roithová, Nadezhda Neynsky, Roberta Angelilli, Thomas Mann, Constance Le Grip, Salvatore Iacolino, Bernd Posselt, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Sari Essayah, Anne Delvaux a nome del gruppo PPE

sulla situazione in Egitto e in Siria, in particolare per quanto riguarda le comunità cristiane  
B7‑0555/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull’Egitto e sulla Siria,

–   viste le dichiarazioni del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sulla Siria dell’8 e 31 luglio, del 1°, 4, 18, 19, 23 e 30 agosto, del 2, 12, e 23 settembre e dell’8 ottobre 2011,

–   vista la risoluzione votata dal Parlamento europeo il 20 gennaio sulla situazione dei cristiani nel contesto della libertà religiosa, in cui il Parlamento europeo ha chiesto all’Alto rappresentante di predisporre in seno alla Direzione diritti umani del Servizio europeo per l’azione esterna una capacità permanente per seguire la situazione delle restrizioni governative e sociali alla libertà religiosa e ai diritti ad essa correlati e di riferire annualmente in merito al Parlamento,

–   viste le conclusioni del Consiglio dell’Unione europea - Affari esteri riunitosi il 20 febbraio, che invitavano l’Alto rappresentante Catherine Ashton a riferire sulle misure adottate e sulle proposte concrete per rafforzare ulteriormente l’azione dell’Unione europea per la promozione e la tutela delle libertà di religione e di credo,

–   viste le conclusioni sulla Siria del Consiglio Affari esteri del 10 ottobre 2011,

–   visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966, di cui l’Egitto e la Siria sono parti,

–   visto l’articolo 110, paragrafo 2, del proprio regolamento,

Egitto

A. considerando che il 9 ottobre almeno 28 cittadini egiziani, cristiani copti, sono stati uccisi e oltre 350 feriti al Cairo da forze militari, dopo una protesta contro un attacco a una chiesa nella provincia di Assuan;

B.  considerando che dall’inizio degli eventi della “primavera araba” circa 100 000 copti hanno lasciato l’Egitto;

Siria

C. considerando che in Siria dal marzo 2011 – quando è cominciata la violenta repressione delle proteste pacifiche – le uccisioni sistematiche, le violenze e le torture hanno conosciuto una drammatica escalation, e l’esercito e le forze di sicurezza siriane continuano a rispondere con uccisioni mirate, torture e arresti di massa, tanto che, secondo stime delle Nazioni Unite, più di 3000 persone hanno perso la vita, molte altre sono state ferite e migliaia di persone sono state arrestate; considerando che la situazione umanitaria di molti siriani si sta deteriorando a seguito delle violenze e degli spostamenti di popolazione;

D. considerando che secondo alcune stime la popolazione cristiana in Siria sarebbe scesa dal 10 all’8 %, principalmente a causa di migrazioni; che migliaia di cristiani iracheni si sono trasferiti in Siria per sfuggire alle violenze mirate contro di loro in Iraq; che in Siria molti cristiani temono di essere vittime della violenza settaria presente nel paese;

Egitto

1.  condanna fermamente le uccisioni di manifestanti da parte delle forze di sicurezza in Egitto; esprime il suo sincero cordoglio alle famiglie delle vittime; invita le autorità a garantire che le forze di sicurezza non facciano un ricorso eccessivo e del tutto sproporzionato alla forza, e chiede un’indagine approfondita e indipendente sulla violenta repressione che è stata praticata contro i manifestanti al Cairo;

2.  invita le autorità egiziane a garantire nel paese piena libertà religiosa a tutti i cittadini, compresi i cristiani copti, e a far sì che le comunità cristiane copte non siano vittime di aggressioni violente e possano vivere in pace ed esprimere liberamente le proprie convinzioni in tutto il paese; chiede che le chiese siano adeguatamente protette, affinché cessino le continue aggressioni e distruzioni di tali luoghi di culto da parte di estremisti islamici;

3.  invita le autorità egiziane a creare, con la partecipazione di membri del governo, della società civile e delle organizzazioni internazionali, un sistema che consenta di registrare e rendere noto al pubblico ogni attacco compiuto contro minoranze religiose in Egitto;

4.  invita gli Stati membri a subordinare gli aiuti militari stranieri all’Egitto alla condizione che le armi consegnate nel contesto di tali aiuti non siano utilizzate contro civili disarmati;

5.  invita le autorità egiziane a rilasciare i 28 cristiani arrestati a Maspero;

6.  invita le autorità egiziane a prendere a proprio carico le spese mediche delle vittime dei recenti scontri e a rimborsare anche, a titolo di indennizzo, le spese conseguenti;

7.  sollecita le autorità egiziane a porre fine alla discriminazione dei cristiani copti, ad esempio sopprimendo il riferimento alla religione in tutti i documenti ufficiali;

8.  esorta le autorità egiziane a garantire a tutti i cittadini egiziani, compresi i cristiani copti, pari dignità e pari opportunità di accesso a tutti gli incarichi pubblici e politici, compresa la rappresentanza nelle forze armate, in parlamento e nel governo;

9.  esorta l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione europea, Catherine Ashton, ad assicurare l’attuazione e il rispetto di queste condizioni ed esigenze;

10. esprime la convinzione che sia necessario che venga adottata una Costituzione prima dello svolgimento delle elezioni legislative;

11. ritiene che la Costituzione debba prevedere esplicitamente la tutela del diritto alla libertà religiosa e la protezione delle minoranze;

12. chiede che il governo provvisorio egiziano sia sostituito quanto prima possibile da un governo formato in base ai risultati di libere elezioni;

13. invita le autorità egiziane ad adottare misure per porre fine ad atti criminali compiuti con motivazioni religiose, come il rapimento di ragazze copte che vengono costrette a convertirsi all’Islam (sono circa 1000 i casi documentati);

14. chiede che il Codice penale egiziano sia modificato in modo da qualificare come reati gli atti di proselitismo con cui si esercita una coercizione al fine di costringere persone a convertirsi a credi religiosi diversi dal proprio;

15. ritiene, considerando che le relazioni tra UE ed Egitto sono fondate sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che l’UE debba riservarsi il diritto di adottare misure contro l’Egitto in caso di gravi violazioni dei diritti umani di qualsiasi cittadino egiziano, compresi i cristiani copti, che sono oggetto di discriminazioni istituzionalizzate, persecuzioni, massacri, e sono costretti a fuggire dal loro paese; sottolinea la necessità che l’UE si tenga pronta ad adottare ulteriori misure per aiutare il popolo egiziano che si sta battendo con mezzi pacifici per un futuro democratico;

Siria

16. condanna fermamente le uccisioni, gli arresti di massa e le torture di civili, manifestanti pacifici e loro familiari; è sgomento per la brutale repressione condotta dal regime siriano contro la sua popolazione; rinnova il proprio invito al presidente Bashar al Assad e al suo regime a lasciare immediatamente il potere per consentire una transizione politica in Siria;

17. è profondamente preoccupato per la situazione dei cristiani in Siria, in particolare per la loro sicurezza; condanna gli atti d’incitamento al conflitto interconfessionale; sollecita le autorità siriane attuali e future ad assicurare una protezione affidabile ed efficiente alla comunità cristiana nazionale;

18. esprime il suo sincero cordoglio alle famiglie delle vittime; loda il coraggio e la determinazione del popolo siriano e sostiene con forza la sua aspirazione a conquistare il pieno rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali nonché la garanzia di migliori condizioni economiche e sociali;

19. ribadisce il suo invito al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio e alla Commissione a continuare a incoraggiare e sostenere l’emergere di forze democratiche d’opposizione siriane organizzate, sia all’interno che all’esterno del paese; plaude agli sforzi compiuti dall’opposizione politica per stabilire una piattaforma unitaria e prende atto della creazione del Consiglio nazionale siriano;

20. si compiace dell’impegno dell’UE a continuare a sollecitare una forte azione delle Nazioni Unite al fine di aumentare la pressione internazionale; rinnova il proprio invito ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare Russia e Cina, a non bloccare una risoluzione che condanni l’uso letale della forza da parte del regime siriano e chieda urgentemente che vi si ponga fine, e a mettere in atto sanzioni qualora ciò non avvenga; sostiene con forza la decisione dell’UE del 23 settembre di adottare ulteriori sanzioni contro il regime siriano; sottolinea la necessità che l’UE si tenga pronta ad adottare ulteriori misure per aiutare il popolo siriano che si sta battendo con mezzi pacifici per un futuro democratico;

21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Federazione Russa, al governo e al parlamento della Repubblica popolare cinese, all’Amministrazione e al Congresso degli Stati Uniti d’America, al Segretario generale della Lega araba, al governo della Repubblica araba d’Egitto e al governo e al parlamento della Repubblica araba siriana.

Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2012Avviso legale