Procedura : 2012/2553(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0140/2012

Testi presentati :

B7-0140/2012

Discussioni :

OJ 14/03/2012 - 102

Votazioni :

PV 15/03/2012 - 11.4
CRE 15/03/2012 - 11.4

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0135/2012
7.3.2012
PE483.191v01-00
 
B7-0140/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nel Kazakhstan (2012/2553(RSP))


José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok, Ioannis Kasoulides, Elisabeth Jeggle, Cristian Dan Preda, Mario Mauro, Jacek Saryusz-Wolski, Joachim Zeller, Paolo Bartolozzi, Krzysztof Lisek, Eduard Kukan, Ria Oomen-Ruijten, Paweł Zalewski, Francisco José Millán Mon, Marietta Giannakou, Jacek Protasiewicz, Andrzej Grzyb, Alf Svensson, Anna Ibrisagic, Kinga Gál, Elena Băsescu, Piotr Borys, Traian Ungureanu, Peter Šťastný, Inese Vaidere a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nel Kazakhstan (2012/2553(RSP))  
B7‑0140/2012

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Kazakhstan e l'Asia centrale, fra cui la risoluzione sulla strategia dell'UE per l'Asia centrale(1) e quella sul caso di Yevgeny Zhovtis in Kazakistan,(2)

–   Visto l’accordo di partenariato e cooperazione (APC) con il Kazakhstan e le trattative per un nuovo APC,

–   vista la Strategia UE per un nuovo partenariato con l'Asia centrale adottata dal Consiglio europeo il 21-22 giugno 2007 e le relative relazioni di aggiornamento (Progress Report) del 24 giugno 2008 e del 28 giugno 2010,

–   vista la dichiarazione del VP/HR Catherine Ashton del 17 dicembre 2011, sui fatti nel distretto kazako di Zhanaozen, e del 17 gennaio sulle elezioni parlamentari in Kazakhstan,

–   vista la dichiarazione della Commissione dell'ONU per i diritti dell’uomo del 17 dicembre 2011,

–   vista il rapporto preliminare di monitoraggio elettorale congiunto OSCE/ODIHR, OSCE PA e PACE del 16 gennaio 2012 sulle elezioni politiche svoltesi il 15 gennaio 2012,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le relazioni tra l'Unione europea e il Kazakhstan si sono intensificate negli ultimi anni e che il Kazakhstan svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo socio-economico dell'Asia centrale e per la stabilità e la sicurezza della regione;

B.  considerando che il 17 febbraio 2012 il presidente del Kazakhstan ha firmato varie leggi volte a migliorare la base giuridica per le relazioni industriali, i diritti dei lavoratori e il dialogo sociale e a rafforzare l'indipendenza del potere giudiziario; che occorrono ulteriori e costanti sforzi, anche in termini di applicazione effettiva delle leggi vigenti, per assicurare una maggiore democratizzazione, il rispetto dei diritti umani e il rafforzamento della legalità;

 

C. considerando che nella regione di Zhanaozen e in altre regioni kazake, dalla primavera del 2011 è in corso lo sciopero dei lavoratori del settore petrolifero; che il 16 dicembre 2011 a Zhanaozen si sono verificati violenti scontri e che le autorità hanno annunciato un'inchiesta internazionale su tali fatti; che le autorità regionali si sono impegnate a concedere un aiuto finanziario alle famiglie delle vittime;

 

D. considerando che dal dicembre 2011 sembra non siano piщ garantite le attivitа di opposizione e la libertа dei mezzi d'informazione e che per la regione di Zhanaozen si segnalano casi di arresti di membri dell'opposizione e di giornalisti;

 

E.  considerando che, in merito alle elezioni politiche del 15 gennaio, l'OSCE/ODIHR ha osservato un certo numero di carenze nello svolgimento delle elezioni giudicandole non conformi agli standard internazionali;

 

F.  considerando che il Kazakhstan, in quanto membro dell'OSCE di cui ha esercitato la presidenza nel 2010, si è impegnato a rispettare l'organizzazione e ad attuarne i principi fondamentali;

 

G. considerando che Yevgeny Zhovtis, direttore dell'Ufficio internazionale per i diritti umani e lo stato di diritto del Kazakhstan e il giornalista della "Vremya" Tokhniyaz Kuchukov hanno beneficiato di un amnistia con ordinanza del tribunale in data 2 febbraio 2012 dopo essere stati condannati nel settembre 2009 a quattro anni di lavori forzati;

 

1.  sottolinea l'importanza delle relazioni fra l'UE e il Kazakhstan e del rafforzamento della loro cooperazione politica ed economica, anche in aree strategiche come l'ambiente, l'energia, il commercio, i trasporti nonché la lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti; osserva che l'anno trascorso è stato caratterizzato da un'accresciuta cooperazione, da frequenti incontri ad alto livello e dall'avvio delle trattative per un nuovo Accordo di partenariato e cooperazione;

2.  esorta il Kazakhstan a mantenere l'impegno a condurre ulteriori riforme atte a edificare una società aperta e democratica, caratterizzata da una società civile e un'opposizione indipendente e che rispetti i diritti fondamentali e la legalità; sottolinea che il progresso delle trattative sul nuovo accordo dipenderà anche da quelli realizzati in Kazakhstan in materia di riforme politiche;

3.  prende atto della tabella di marcia verso l'adesione del Kazakhstan all'OMC, che promette di creare condizioni più uniformi di concorrenza per le comunità imprenditoriali di ambo le parti, di agevolare e liberalizzare gli scambi e che costituisce un segnale di cooperazione e di apertura; sottolinea che l'adesione comporta per il Kazakhstan l'obbligo di rispettare tutte le norme dell'OMC, compresa la rinuncia alle misure protezionistiche;

4.  prende atto del rapporto preliminare di monitoraggio elettorale OSCE/ODIHR, OSCE PA e PACE in cui si riferisce che le elezioni politiche del 15 gennaio sono state ben gestite sotto il profilo tecnico, ma hanno mancato di osservare i principi democratici fondamentali, a causa della mancata ammissione di alcuni partiti alle elezioni, dell'esclusione di taluni candidati, della convergenza tra stato e partito di governo, della mancanza di trasparenza in fase di conteggio e di casi di brogli;

5.  plaude alle modifiche legislative degli ultimi mesi, volte ad aumentare il numero dei partiti rappresentati in parlamento; saluta il fatto che, dopo le elezioni politiche, sono tre i partiti rappresentati nel nuovo parlamento, il che costituisce un passo importante sulla via dell'affermazione in Kazakhstan della cultura del pluralismo politico-democratico; invita le autorità kazake a realizzare le ulteriori riforme necessarie per giungere a un autentico pluralismo elettorale e a sostenere il funzionamento dei media indipendenti e le attività delle ONG;

6.  invita le autorità kazake ad affrontare in via prioritaria la questione dell'esito della missione OSCE/ODIHR onde permettere all'opposizione di svolgere il suo legittimo ruolo in una società democratica, e ad adottare le misure necessarie per conformarsi agli standard elettorali internazionali; invita il SEAE a sostenere il Kazakhstan in tale compito;

7.  esprime profonda preoccupazione e cordoglio per i tragici fatti verificatisi il 16 dicembre 2011 nel distretto kazako di Zhanaozen, dove 16 persone sono rimaste uccise 110 altre ferite; accoglie con favore l’istituzione di una commissione governativa di inchiesta; invita le autorità kazake a condurre effettivamente l'annunciata inchiesta obiettiva e trasparente, al fine di accertare realmente quanto accaduto, di assicurare alla giustizia quanti si sono resi responsabili di abuso d'ufficio e di permettere un monitoraggio internazionale sulle indagini; chiede accesso incondizionato alla regione per le organizzazioni internazionali e per le organizzazioni della societа civile a livello locale;

8.  invita le autorità kazake e le compagnie interessate a trovare una soluzione pacifica, equa e duratura ai problemi dei lavoratori del settore petrolifero scesi in sciopero, ricorrendo al dialogo sociale; nota che in alcune regioni gli scioperanti hanno individuato una soluzione e revocato l'azione di sciopero; prende nota dell'annunciata disponibilità delle autorità di Zhanaozen a intervenire massicciamente per sostenere la ricostruzione e lo sviluppo a lungo termine nella regione;

9.  esprime indignazione per l'incarcerazione di leader dell'opposizione e di giornalisti dal gennaio 2012 fra cui Aizhangul Amirova, Igor Vinyavskiy e Vladimir Kozlov, co-segretario del Fronte Nazionale; invita le autorità kazake a onorare gli impegni internazionali sottoscritti, compresi quelli assunti in sede OSCE per garantire la libertà di espressione, di riunione e di associazione; sottolinea l'impegno dell'UE a sostenere il Kazakhstan nella sua opera, ad es. tramite l'assistenza tecnica fornita dal SEAE;

10. pone l'accento sul fatto che rappresentanti ufficiali del Kazakhstan hanno preso parte dal gennaio 2012 a incontri aperti e costruttivi con i deputati del Parlamento europeo nella sede di quest'ultimo, con la partecipazione della società civile e delle ONG e che in tali occasioni si siano dimostrati disponibili a un'inchiesta internazionale sui fatti e abbiano promesso informazioni in merito agli arresti operati negli ultimi mesi; si attende che gli annunci siano seguiti da azioni concrete;

11. esprime preoccupazione in merito alla nuova legge sulla sicurezza nazionale firmata dal Presidente del Kazakhstan all'inizio di gennaio e che autorizza conseguenze a carico delle persone che si ritiene abbiano compromesso l'immagine del paese sulla scena internazionale; invita le autorità kazake a fare quanto necessario per migliorare il rispetto dei principi fondamentali e per garantire il libero esercizio dell'attività ai media, ai movimenti di opposizione e alle organizzazioni della società civile;

12. sottolinea l'importanza di avviare dialoghi in materia di diritti umani fra l'UE e le autorità kazake, in cui sia possibile affrontare liberamente ogni tema; invita a rafforzare tali dialoghi al fine di renderli più efficaci e orientati ai risultati, aprendone la partecipazione ai soggetti della società civile;

13. invita l'UE, e in particolare l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a seguire da vicino gli sviluppi della situazione, a significare le proprie preoccupazioni alle autorità kazake, a offrire assistenza e a riferire regolarmente al Parlamento europeo;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo e al parlamento del Kazakhstan.

(1)

P7_TA(2011)0588

(2)

P7_TA(2009)0023

Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2012Avviso legale