Procedura : 2016/2727(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0623/2016

Testi presentati :

B8-0623/2016

Discussioni :

PV 25/05/2016 - 18
CRE 25/05/2016 - 18

Votazioni :

PV 26/05/2016 - 6.6

Testi approvati :

P8_TA(2016)0233

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0623/2016
19.5.2016
PE582.644v01-00
 
B8-0623/2016

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sui flussi di dati transatlantici (2016/2727(RSP))


Axel Voss, Monika Hohlmeier, Michał Boni, Roberta Metsola, Esteban González Pons, Anna Maria Corazza Bildt a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sui flussi di dati transatlantici (2016/2727(RSP))  
B8-0623/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE), il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e gli articoli 6, 7, 8, 11, 16, 47 e 52 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (in appresso, "la direttiva sulla protezione dei dati")(1),

–  vista la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio, del 27 novembre 2008, sulla protezione dei dati personali trattati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale(2),

–  visti il regolamento (UE) 2016/679, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) e la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio(3),

–  vista la decisione 2000/520/CE della Commissione, del 26 luglio 2000 (la decisione "Approdo sicuro"),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 27 novembre 2013, intitolata "Ripristinare un clima di fiducia negli scambi di dati fra l'UE e gli USA" (COM(2013)0846),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 27 novembre 2013, sul funzionamento del regime "Approdo sicuro" dal punto di vista dei cittadini dell'UE e delle società ivi stabilite (la comunicazione "Approdo sicuro") (COM(2013)0847),

–  vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 6 ottobre 2015 nella causa C-362/14 Maximillian Schrems/Data Protection Commissioner (EU:C:2015:650),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 6 novembre 2015, relativa al trasferimento di dati personali dall'UE agli Stati Uniti d'America in applicazione della direttiva 95/46/CE a seguito della sentenza della Corte di giustizia nella causa C-362/14, (Schrems) (COM(2015)0566),

–  vista la dichiarazione del 3 febbraio 2016 del gruppo di lavoro "Articolo 29" sulle conseguenze della sentenza Schrems,

–  vista la legge sul ricorso giudiziario ("Judicial Redress Act") del 2015, firmata dal presidente Obama il 24 febbraio 2016 (H.R.1428),

–  vista la legge statunitense sulla libertà ("Freedom Act") del 2015(4),

–  viste le riforme delle attività di spionaggio elettronico degli Stati Uniti di cui alla direttiva presidenziale 28 (PPD-28)(5),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 29 febbraio 2016, intitolata "Trasferimenti transatlantici di dati – Ripristinare la fiducia attraverso solide garanzie" (COM(2016)0117),

–  visto il parere 01/2016 del gruppo di lavoro "Articolo 29", del 13 aprile 2016, in merito al progetto di decisione sull'adeguatezza dello scudo UE-USA per la privacy,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la protezione dei dati personali, il rispetto della vita privata e delle comunicazioni, il diritto alla sicurezza, il diritto di ricevere e diffondere informazioni e il diritto di esercitare un'attività commerciale sono diritti fondamentali che l'UE deve tutelare e mantenere in equilibrio tra loro al suo interno in virtù della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

B.  considerando che a tali diritti fondamentali possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall'Unione o all'esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui; che il quadro dell'UE per la tutela dei diritti fondamentali e il perseguimento di obiettivi di interesse generale è in costante evoluzione;

C.  considerando che le economie degli Stati Uniti e dell'Unione rappresentano oltre il 50 % del PIL mondiale, il 25 % delle esportazioni mondiali e oltre il 30 % delle importazioni mondiali; che il valore delle relazioni economiche tra UE e Stati Uniti è il più elevato al mondo, con un commercio transatlantico totale di 1 090 miliardi di USD nel 2014 rispetto al totale degli scambi commerciali degli Stati Uniti con il Canada e la Cina, per un valore, rispettivamente, di 741 miliardi di USD e 646 miliardi di USD;

D.  considerando che anche le relazioni transatlantiche in materia di investimenti sono le più importanti al mondo, dal momento che gli investimenti reciproci totali di Stati Uniti ed Europa ammontano a circa 4 000 miliardi di USD;

E.  considerando che i flussi di dati tra gli Stati Uniti e l'Unione, a circa 15 terabit al secondo, sono di gran lunga i più importanti a livello mondiale e superano all'incirca del 55 % i flussi di dati tra gli Stati Uniti e l'Asia e del 40 % quelli tra gli Stati Uniti e l'America latina;

F.  considerando che la capacità di accedere, accumulare e trasferire dati oltre frontiera è legata alla globalizzazione di Internet e che il volume dei flussi di dati transatlantici riflette la penetrazione di Internet negli Stati Uniti e nell'Unione – rispettivamente, all'incirca dell'85 % e del 90 % – e l'importanza dei dati per sostenere e favorire le relazioni economiche bilaterali;

G.  considerando che la libera circolazione di dati a livello transfrontaliero tra gli Stati Uniti e l'Unione è fondamentale per gli scambi e gli investimenti dell'UE e degli Stati Uniti, dal momento che i consumatori sulle due sponde dell'Atlantico si servono sempre più frequentemente di Internet per acquistare beni e servizi sui reciproci mercati, le operazioni e i servizi transatlantici tra imprese sono una realtà, il libero flusso di dati per finalità interaziendali è ormai una pratica quotidiana e gli investimenti nei centri dati che forniscono l'accesso al cloud negli Stati Uniti e nell'Unione si basano sui flussi di dati transfrontalieri;

H.  considerando che i flussi di dati transatlantici offrono inoltre agli Stati Uniti e all'Unione l'opportunità di espandere il commercio e gli investimenti nei paesi in via di sviluppo con la progressiva espansione di Internet a livello mondiale, il che mette in evidenza il potenziale di crescita del commercio internazionale online e la necessità della libera circolazione dei dati;

I.  considerando che le piccole e medie imprese (PMI) sono leve essenziali per entrambe le economie dell'UE e degli Stati Uniti e costituiscono i principali fattori in grado di promuovere l'occupazione, e che il libero flusso di dati ha creato nuove opportunità per le PMI di partecipare agli scambi internazionali e di godere di un migliore accesso a nuovi mercati in altri continenti;

J.  considerando che la digitalizzazione delle economie delle Stati Uniti e dell'UE rende il flusso di dati a livello transfrontaliero un elemento fondamentale per la competitività delle imprese a livello interno e mondiale, in particolare quelle che operano nel commercio elettronico; che gli Stati Uniti e l'Unione sono i due principali esportatori netti al mondo di servizi che possono essere forniti in forma digitale;

K.  considerando che nel 2012 l'Unione ha esportato servizi che possono essere forniti in forma digitale per un valore di 465 miliardi di dollari USA (USD) e ne ha importato una quantità pari a un valore di soli 297 miliardi di USD, il che ha comportato un'eccedenza commerciale di 168 miliardi di USD; che nel 2014 le importazioni statunitensi dall'UE di servizi che possono essere forniti in forma digitale hanno rappresentato il 54 % di tutte le importazioni bilaterali di servizi;

L.  considerando che i servizi che possono essere forniti in forma digitale sono stati i catalizzatori della crescita dell'economia di Internet in Europa, dal momento che oltre 400 000 europei hanno sviluppato applicazioni mobili e che, nel 2013, dalla più ampia economia delle applicazioni dipendevano 1,8 milioni di posti di lavoro in Europa, contribuendo all'economia dell'UE con 17,5 miliardi di EUR; che il mercato delle applicazioni è un mercato digitale globale;

M.  considerando che la direttiva UE sulla protezione dei dati adottata nel 1995, che disciplina la protezione dei dati personali nell'Unione, sarà sostituita nel prossimo futuro dal regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD); che il regolamento generale sulla protezione dei dati prevede che il trasferimento di dati personali dall'UE verso un paese terzo avvenga solo a determinate condizioni, come ad esempio a seguito di una constatazione dell'adeguatezza, la quale costituisce un importante meccanismo in grado di consentire il trasferimento di dati personali verso un paese terzo qualora la Commissione constati che il paese in questione garantisce un livello adeguato di protezione della privacy;

N.  considerando che finora si è riconosciuto che i seguenti paesi/territori offrono un livello adeguato di protezione dei dati: Andorra, Argentina, Canada, le Isole Fær Øer, Guernsey, l'Isola di Man, Jersey, Uruguay, Israele, Svizzera e Nuova Zelanda; che Stati Uniti, Canada e Australia sono considerati paesi adeguati ai fini del trasferimento del codice di prenotazione;

O.  considerando che il 26 luglio 2000 la Commissione ha riconosciuto che i principi di "Approdo sicuro" in materia di riservatezza e le relative "Domande più frequenti" pubblicate dal Dipartimento del commercio degli Stati Uniti garantivano una protezione adeguata per il trasferimento di dati personali dall'UE, e che tale decisione "Approdo sicuro" prevedeva il trasferimento di dati personali dall'UE a imprese negli Stati Uniti aderenti ai principi dell'approdo sicuro;

P.  considerando che dal 2014 gli Stati Uniti e l'UE stanno rinegoziando il regime "Approdo sicuro" in seguito alle fughe di notizie e alle rivelazioni di Edward Snowden nonché alle accuse di sorveglianza elettronica di massa dei cittadini dell'UE da parte del programma di sorveglianza dell'NSA e di utilizzazione dei dati raccolti da parte di società private statunitensi, nell'ottica di affrontare il problema della perdita di fiducia all'interno dell'UE riguardo alla tutela della riservatezza dei dati personali trasferiti negli Stati Uniti;

Q.  considerando che, nella causa C-362/14, Maximillian Schrems / Data Protection Commissioner, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha dichiarato invalida la constatazione della Commissione nell'ambito del regime "Approdo sicuro", secondo cui gli Stati Uniti garantiscono un livello di protezione adeguato delle informazioni personali provenienti dall'UE, il che ha creato l'urgente necessità di concludere i negoziati relativi allo scudo UE-USA per la privacy, in modo da garantire la certezza giuridica quanto alle modalità di trasferimento dei dati personali dall'UE verso gli Stati Uniti;

R.  considerando che, a seguito della sentenza nella causa Schrems, la Commissione ha ripreso i negoziati con gli Stati Uniti relativamente a un nuovo quadro, al fine di rispondere alle preoccupazioni della Corte di giustizia dell'Unione europea; che il 2 febbraio 2016 la Commissione e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo su un nuovo quadro per i trasferimenti transatlantici di dati, lo scudo UE-USA per la privacy;

S.  considerando che, nel suo parere 1/2016, il gruppo di lavoro "Articolo 29" accoglie con favore i notevoli miglioramenti apportati dallo scudo per la privacy rispetto alla decisione "Approdo sicuro" e che, nello specifico, il gruppo reputa l'inserimento delle definizioni principali, i meccanismi istituiti per garantire il controllo dell'elenco dello scudo per la privacy nonché i controlli interni ed esterni della conformità, ora obbligatori, un passo avanti positivo; che il gruppo di lavoro ha inoltre espresso forti preoccupazioni circa gli aspetti commerciali e l'accesso da parte delle autorità pubbliche ai dati trasferiti nell'ambito dello scudo per la privacy;

T.  considerando che la procedura di adozione di una decisione di adeguatezza non prevede un processo formale e adeguato di consultazione delle parti interessate, in particolare delle imprese e delle PMI sulle quali tale procedura ha un notevole impatto;

U.  considerando che la legge statunitense sul ricorso in sede giudiziaria, che fornisce ai cittadini europei e ai cittadini di altri paesi alleati degli Stati Uniti la facoltà di esaminare e rettificare le informazioni inesatte ad essi attinenti detenute dalle agenzie federali degli Stati Uniti in virtù della legge americana sulla privacy, è stata adottata il 20 ottobre 2015 dalla Camera dei rappresentanti, approvata il 28 gennaio 2016 dalla commissione per la giustizia del Senato e firmata il 24 febbraio 2016 dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama;

V.  considerando che l'adozione della legge sul ricorso in sede giudiziaria era la condizione principale imposta dal Parlamento europeo ai fini dell'approvazione dell'accordo quadro UE-USA, nonché un aspetto importante dei negoziati sulla scudo UE-USA per la privacy;

W.  considerando che le PMI rappresentavano il 60 % delle società che si avvalevano dell'accordo "Approdo sicuro", che consentiva loro di beneficiare di procedure di conformità semplificate ed efficienti in termini di costi anziché ricorrere a norme vincolanti d'impresa o a clausole contrattuali tipo, le quali garantiscono un livello di protezione equivalente ma richiedono un investimento di gran lunga maggiore in termini di risorse amministrative da predisporre; che le PMI possono trarre il massimo vantaggio dal nuovo scudo per la privacy;

X.  considerando che la privacy e la protezione dei dati negli Stati Uniti sono integrate in un sistema globale che disciplina e tutela la riservatezza dei dati, in particolare per quanto riguarda le categorie più sensibili di dati personali, come quelli in materia di salute, finanza, comunicazioni elettroniche e minori;

Y.  considerando che le leggi nazionali degli Stati membri dell'UE in materia di sorveglianza si caratterizzano per la loro varietà e il loro ampio margine di discrezionalità quanto alla necessità di sorveglianza e garanzie onde limitare le interferenze con i diritti e le libertà fondamentali;

1.  accoglie con favore la conclusione dei negoziati tra l'Unione europea e gli Stati Uniti sullo scudo per la privacy, dopo oltre due anni di negoziazioni tra la Commissione europea e il Dipartimento del commercio degli USA;

2.  si compiace dell'adozione, da parte del Congresso degli Stati Uniti, della legge sul ricorso in sede giudiziaria e ricorda di aver richiesto da tempo l'adozione di una simile legge quale condizione indispensabile per la messa a punto dell'accordo quadro UE-USA e per la conclusione dei negoziati sullo scudo per la privacy;

3.  riconosce che lo scudo UE-USA per la privacy differisce sostanzialmente dal regime "Approdo sicuro", in quanto prevede una documentazione molto più dettagliata che impone obblighi più specifici alle imprese che intendono aderire al regime, ivi compresi pesi e contrappesi in grado di assicurare che i cittadini europei interessati possano esercitare i loro diritti qualora i relativi dati vengano trattati negli Stati Uniti;

4.  si compiace che il gruppo di lavoro "Articolo 29" abbia riconosciuto i significativi miglioramenti apportati dallo scudo per la privacy rispetto al regime "Approdo sicuro";

5.  prende nota delle preoccupazioni sollevate dal gruppo di lavoro "Articolo 29" e del suo approccio costruttivo, e sottolinea inoltre che il principio della durata limitata della conservazione dei dati, menzionato nel parere, dovrebbe innanzitutto essere chiarito nell'Unione europea, dove la situazione e le norme continuano a essere incerte a seguito della sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia europea nel 2014;

6.  prende atto della dichiarazione rilasciata dal presidente del gruppo di lavoro "Articolo 29", secondo cui le garanzie essenziali individuate dal gruppo dovrebbero essere valide anche per gli Stati membri dell'UE;

7.  si rammarica del fatto che la procedura per l'adozione delle decisioni di adeguatezza non preveda un processo formale di consultazione delle parti interessate, tra cui le imprese e in particolare le organizzazioni rappresentative delle PMI;

8.  rileva che, mentre il regime "Approdo sicuro" non prevedeva limitazioni specifiche all'accesso da parte del governo statunitense ai dati trasferiti verso gli Stati Uniti, la documentazione relativa al quadro dello scudo per la privacy include impegni vincolanti da parte del governo degli USA sotto forma di lettere del direttore dell'Intelligence nazionale, del Segretario di Stato e del dipartimento di Giustizia;

9.  sottolinea che, dal 2013, il Congresso e il governo degli Stati Uniti hanno adottato oltre venti riforme inerenti alle leggi e ai programmi in materia di sorveglianza, tra cui la legge sulla libertà ("Freedom Act"), che vieta la raccolta di massa di dati, la direttiva presidenziale 28, in virtù della quale la protezione del diritto alla vita privata e delle libertà civili degli individui residenti al di fuori degli Stati Uniti diventa parte integrante della politica di sorveglianza degli USA, gli emendamenti alla legge sui servizi di intelligence stranieri ("Foreign Intelligence Act") e la legge sul ricorso giudiziario ("Judicial Redress Act"), che estende le misure in materia di protezione dei dati ai cittadini dell'Unione europea; ritiene che tali riforme siano fondamentali per valutare l'impatto delle interferenze con i diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati sanciti agli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

10.  prende atto e si compiace delle recenti iniziative intraprese dal governo e dal Congresso degli Stati Uniti, tra cui il progetto di legge sulla riservatezza delle e-mail ("Email Privacy Bill"), approvato all'unanimità dalla Camera dei rappresentanti nell'aprile 2016 e inteso a modificare la legge sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche del 1986 ("Electronic Communications Privacy Act", ECPA), come pure l'adozione, nel gennaio 2016 da parte della Camera dei rappresentanti e nel marzo 2016 da parte del Senato, della legge sul miglioramento della libertà di informazione ("Freedom of Information Improvement Act", FOIA), e sostiene con forza la promulgazione di tale legge, in modo da dimostrare i significativi sforzi politici profusi dagli Stati Uniti per migliorare la protezione della vita privata per tutti gli individui;

11.  accoglie con favore la creazione, presso il dipartimento di Stato, del meccanismo del Mediatore, che agirà in modo indipendente dai servizi di sicurezza nazionali e contribuirà a garantire mezzi di ricorso individuale e l'esercizio di un controllo indipendente;

12.  osserva con soddisfazione che, in virtù del quadro dello scudo per la privacy, i cittadini europei interessati dal trasferimento dei dati dispongono di vari mezzi di ricorso negli Stati Uniti: in primo luogo i reclami possono essere presentanti o direttamente all'impresa o attraverso il dipartimento del Commercio previa consultazione di un'Autorità per la protezione dei dati (APD), oppure a un organismo indipendente per la risoluzione delle controversie; in secondo luogo, per quanto riguarda le interferenze con i diritti fondamentali per motivi di sicurezza nazionale, è possibile intentare un'azione di diritto civile presso i tribunali statunitensi oppure presentare i reclami simili al Mediatore indipendente istituito di recente; infine i reclami concernenti le interferenze con i diritti fondamentali per motivi di interesse pubblico o amministrazione della giustizia possono essere trattati mediante mozioni contro i mandati di comparizione; incoraggia la Commissione e le APD a fornire ulteriori orientamenti per garantire che tutti i suddetti mezzi di ricorso siano più facilmente accessibili e ampiamente disponibili;

13.  valuta positivamente l'importante ruolo attribuito dal quadro dello scudo per la privacy alle APD degli Stati membri nel valutare e approfondire le denunce legate alla protezione dei diritti alla vita privata e alla vita familiare sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e nel sospendere i trasferimenti di dati, e plaude all'obbligo imposto al dipartimento del Commercio statunitense di risolvere tali reclami;

14.  ricorda che uno degli obiettivi fondamentali dell'UE a tale riguardo dovrebbe essere la protezione dai dati personali trasferiti al suo principale partner commerciale internazionale e che lo scudo per la privacy contribuirà a garantire che i diritti fondamentali degli interessati dell'UE siano protetti durante il trasferimento dei dati;

15.  ricorda inoltre che la certezza giuridica e, nello specifico, la presenza di norme chiare e uniformi sono fondamentali per lo sviluppo e la crescita delle imprese, in particolare delle PMI, e mette pertanto in guardia contro qualsiasi tentativo di pregiudicare la finalizzazione dello scudo per la privacy, il che comporterebbe, per migliaia di imprese di ogni tipo e dimensione, tanto nell'Unione europea quanto negli Stati Uniti, una diffusa incertezza, un limbo giuridico e gravi ripercussioni sulle loro attività e sulla loro capacità di operare oltreoceano;

16.  sottolinea che le PMI rappresentavano il 60 % delle imprese che si avvalevano dell'accordo "Approdo sicuro" e che sono quelle che beneficeranno maggiormente del nuovo scuro per la privacy; invita la Commissione, in stretta collaborazione con le APD, ad assicurare a tali imprese chiarezza, precisione e accessibilità maggiori in relazione all'attuazione e al funzionamento dello scudo per la privacy;

17.  ritiene che lo scudo per la privacy sia fondamentale per colmare il divario tra l'approccio europeo e americano in materia di privacy e che sia pertanto essenziale per ricostruire la fiducia a livello transatlantico; si dichiara fiducioso che, non appena diventerà un quadro di conformità consolidato, lo scudo per la privacy sarà soggetto a rigoroso controllo da parte delle autorità di regolamentazione e della Commissione mediante il meccanismo annuale di riesame congiunto, in modo da garantire la sua solidità e validità giuridica;

18.  invita la Commissione a mettere pienamente in atto la propria responsabilità, conformemente al quadro dello scudo per la privacy, di sottoporre a riesame periodico il suo accertamento dell'adeguatezza e le relative giustificazioni giuridiche, con l'obiettivo di garantire che i dati personali siano adeguatamente protetti e che il quadro funzioni in modo efficiente senza indebolire inutilmente altri diritti fondamentali, quali il diritto alla vita privata e alla sicurezza, il diritto di ricevere e comunicare informazioni e il diritto alla libertà di impresa; sollecita altresì la Commissione a riferire al Parlamento su base annua in merito alle sue precise conclusioni e alle misure correttive al riguardo;

19.  riconosce che lo scudo per la privacy è parte di un dialogo più ampio tra l'UE e i paesi terzi, tra cui gli Stati Uniti, in materia di riservatezza dei dati, commercio, sicurezza e diritti connessi nonché obiettivi di interesse condiviso; invita pertanto tutte le parti a collaborare in vista della creazione e di un netto miglioramento di quadri internazionali e normative nazionali attuabili e armonizzati che permettano di conseguire tali obiettivi;

20.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Congresso degli Stati Uniti e al governo degli Stati Uniti.

 

(1)

GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.

(2)

GU L 350 del 30.12.2008, pag. 60.

(3)

GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89.

(4)

https://www.congress.gov/114/plaws/publ23/PLAW-114publ23.pdf

(5)

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2014/01/17/presidential-policy-directive-signals-intelligence-activities

Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2016Avviso legale