Procedura : 2017/2593(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0241/2017

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B8-0241/2017

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PV 05/04/2017 - 6
CRE 05/04/2017 - 6

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PV 05/04/2017 - 7.1

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0237/2017
31.3.2017
PE598.582v01-00
 
B8-0241/2017

presentata a seguito della notifica da parte del Regno Unito della sua intenzione di recedere dall'Unione europea

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea (2017/2593(RSP))


Gabriele Zimmer, Martina Anderson, Barbara Spinelli, Lynn Boylan, Matt Carthy, Liadh Ní Riada, Kateřina Konečná, Marina Albiol Guzmán, Paloma López Bermejo, Rina Ronja Kari, Patrick Le Hyaric, Martina Michels, Cornelia Ernst, Marie-Christine Vergiat, Marisa Matias, Eleonora Forenza, Maria Lidia Senra Rodríguez, Lola Sánchez Caldentey, Tania González Peñas, Estefanía Torres Martínez, Xabier Benito Ziluaga, Miguel Urbán Crespo a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea (2017/2593(RSP))  
B8-0241

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 3, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto l'articolo 8 TUE,

–  visto il titolo II TUE ("Disposizioni relative ai principi democratici"),

–  viste le conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo tenutasi a Dublino il 28 aprile 1990,

–  vista la sua risoluzione del 13 novembre 2014 sul processo di pace in Irlanda del Nord(1),

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che ogni Stato membro ha il diritto di recedere dall'UE per vie democratiche;

B.  considerando che il Regno Unito è uno Stato multinazionale e che tutti i suoi popoli meritano pari rispetto;

C.  considerando che la libera circolazione dei cittadini irlandesi e britannici tra le isole dell'Irlanda e della Gran Bretagna precede di diversi decenni l'adesione di entrambi i paesi all'allora CEE nel 1973; che gli accordi bilaterali tra il Regno Unito e l'Irlanda possono essere utili per trovare soluzioni amichevoli per quanto riguarda le relazioni future tra l'UE e il Regno Unito;

D.  considerando che il parlamento scozzese ha deciso di tenere un referendum sull'indipendenza della Scozia;

E.  considerando che la pace in Irlanda potrebbe essere minacciata dalla reintroduzione di un qualche tipo di frontiera tra il nord e il sud dell'isola; che l'accordo del Venerdì santo comprende un equilibrio tra tre componenti, ossia le relazioni all'interno dell'Irlanda del Nord, tra Belfast e a Dublino e tra Dublino e a Londra;

F.  considerando che le barriere al commercio, tariffarie e non, di qualsiasi natura sull'isola d'Irlanda avrebbero gravi conseguenze per le industrie e le filiere di trasformazione attive da lunga data nell'intera isola;

G.  considerando che l'industria agroalimentare in Irlanda opera in un modo altamente integrato con numerosi settori che, per loro natura, coprono l'intera isola; che la reintroduzione dei controlli di frontiera in Irlanda, che comprendono controlli sull'origine, requisiti in materia di licenze di importazione, documentazione e formalità burocratiche supplementari, nonché controlli fisici alla frontiera, costituiranno una seria minaccia per questo settore tanto al nord quanto al sud; che l'eliminazione dell'accesso non soggetto a tariffe per il pesce e i prodotti ittici potrebbe costituire una grave minaccia per i pescatori, i produttori e i settori complementari nell'intera isola d'Irlanda; che l'incapacità di garantire la storica reciprocità di accesso per i pescatori dell'intera isola nuocerebbe tanto al nord quanto al sud;

H.  considerando che l'impatto della Brexit colpirà l'Irlanda con particolare durezza, in quanto l'uscita dell'Irlanda del Nord dal mercato unico e dall'unione doganale provocherà enormi danni sul piano politico, sociale ed economico per l'intera isola d'Irlanda, se non sarà mitigato disposizioni che affrontino le questioni della mobilità e delle norme in materia di origine e di cumulo;

I.  considerando che sono in gioco oltre 12 000 posti di lavoro per i lavoratori frontalieri dell'UE occupati a Gibilterra, con potenziali conseguenze devastanti sotto il profilo sociale ed economico per Gibilterra e la regione confinante della Spagna se non saranno mitigate da accordi analoghi;

J.  considerando che il deficit democratico è aumentato come risultato delle politiche e delle scelte dell'UE e che ciò costituisce un problema enorme, in quanto molti cittadini sentono di non essere rappresentati dalle istituzioni; che questo problema può essere affrontato soltanto con cambiamenti politici radicali e attraverso la trasparenza, l'apertura e la difesa dei valori della democrazia, della pace, della tolleranza, del progresso, della solidarietà e della cooperazione fra i popoli;

K.  considerando che la Brexit colpisce in modo particolare i circa 1,2 milioni di cittadini britannici residenti in altri Stati membri dell'UE e gli oltre 3 milioni di cittadini degli Stati membri dell'UE residenti in Gran Bretagna, senza contare l'1,8 milioni di persone nell'Irlanda del Nord che hanno diritto per legge alla cittadinanza irlandese e, in virtù di tale cittadinanza, a quella dell'UE;

L.  considerando che il Regno Unito rimane vincolato dal diritto internazionale e deve continuare ad adempiere agli obblighi derivanti dai trattati internazionali di cui è firmatario, compresa la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la Carta sociale europea e l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici;

M.  considerando che, senza un accordo commerciale bilaterale, l'UE e il Regno Unito applicherebbero reciprocamente le aliquote tariffarie consolidate previste dall'OMC;

N.  considerando che l'UE ha già dimostrato che è possibile trovare modalità pragmatiche per affrontare complesse situazioni territoriali;

I. Principi generali

1.  riconosce e rispetta il fatto che la maggioranza dei votanti del Regno Unito ha votato a favore dell'uscita dall'Unione europea;

2.  riconosce e rispetta il fatto che la maggioranza dei votanti dell'Irlanda del Nord e della Scozia hanno votato per rimanere nell'UE;

3.  ritiene che gli interessi di tutte le parti costituenti del Regno Unito dovrebbero essere protetti e che i loro rappresentanti politici debbano essere inclusi nei negoziati;

4.  respinge qualsiasi tipo di pressione o ricatto durante il processo negoziale; pone l'accento sul fatto che non dovrebbero essere utilizzati né l'avvio della procedura di cui all'articolo 50 né altre disposizioni dei trattati per creare ostacoli ingiustificati all'attuazione di una decisione di uscita dall'UE; sottolinea la necessità di condurre i negoziati nel modo più aperto e collaborativo possibile, conformemente al principio di leale cooperazione, evitando la creazione di inutili ostacoli al conseguimento degli esiti concordati;

5.  si oppone a qualsiasi tentativo di utilizzare le questioni della sicurezza e della difesa come merce di scambio per gli accordi in altri capitoli di negoziato;

6.  sottolinea che l'approvazione da parte del Parlamento europeo dei risultati degli imminenti negoziati è legittima soltanto se in tutte le fasi dei negoziati sono rispettati i diritti di informazione conferitigli e se i rappresentanti legittimi del PE possono partecipare attivamente al processo di elaborazione delle posizioni dell'UE; chiede nel contempo che i corrispondenti processi di elaborazione delle posizioni del PE siano saldamente ancorati nel quadro dei lavori del Parlamento;

7.  insiste affinché nessun accordo tra l'UE e il Regno Unito conduca a un indebolimento delle norme, tra l'altro in materia ambientale, sociale, dei diritti dei lavoratori e dei consumatori, negli Stati membri e/o nell'UE; insiste ugualmente affinché gli accordi tra l'UE e il Regno Unito non mettano a repentaglio la stabilità finanziaria facilitando la liberalizzazione dei servizi finanziari né includano obblighi di liberalizzazione dei servizi pubblici;

8.  esprime la sua volontà di giungere a un accordo sulle future relazioni tra l'UE e il Regno Unito nell'interesse di tutti coloro che vivono nelle diverse giurisdizioni;

II. Accordo di recesso

II.1 Diritti

9.  ritiene di fondamentale importanza garantire rapidamente e incondizionatamente la certezza del diritto ai cittadini degli Stati membri dell'UE residenti nel Regno Unito e ai cittadini britannici residenti in altri Stati membri dell'UE sulla base della reciprocità e della non discriminazione;

10.  ritiene che tali diritti includano, senza limitarvisi: il diritto di soggiorno, il diritto alla parità di trattamento, i diritti sociali, il diritto di accedere ai servizi pubblici, tra cui l'assistenza sanitaria, il diritto all'esportabilità delle prestazioni di sicurezza sociale, il diritto al ricongiungimento familiare, il reciproco riconoscimento dei diplomi universitari e delle qualifiche professionali, compresa la continuazione dei programmi Erasmus al livello attuale, e la mobilità di studenti, docenti universitari e artisti interpreti o esecutori;

11.  chiede, per quanto riguarda il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, una clausola per il mantenimento del regolamento (CE) n. 883/2004 e del relativo regolamento di applicazione (CE) n. 987/2009, nonché del regolamento (CE) n. 859/2003, al fine di salvaguardare gli attuali diritti fino a quando sarà raggiunto l'accordo sulle future relazioni tra l'UE e il Regno Unito; esorta gli Stati membri e il Regno Unito a sottoscrivere e ratificare la convenzione europea di sicurezza sociale (STE n. 078);

12.  invita le istituzioni dell'UE e il governo del Regno Unito a creare, entro tre mesi, disposizioni giuridiche volte a tutelare e salvaguardare i diritti e lo status giuridico dei cittadini degli Stati membri dell'UE e dei cittadini del Regno Unito che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione conformemente ai trattati dell'UE e alla direttiva 2004/38/CE; chiede che tali accordi siano introdotti direttamente e in dettaglio nell'accordo di recesso e siano trasposti nel quadro per le relazioni future;

13.  chiede che si presti particolare attenzione alla mobilità dei lavoratori (lavoratori mobili, lavoratori transfrontalieri, lavoratori frontalieri), concentrandosi soprattutto sulla comprensione dell'unicità della situazione vigente in Irlanda e Gibilterra; ritiene necessario trovare una soluzione anche riguardo ai lavoratori distaccati;

II.2 Finanze

14.  è convinto che il primo passo verso un piano di regolazione finanziaria tra il Regno Unito e l'Unione europea dovrebbe consistere principalmente nella definizione di una metodologia da applicare quando si determinano le attività e le passività comuni dell'UE e la rispettiva quota del Regno Unito, compresi i pagamenti relativi alla quota di impegni da liquidare spettante al paese;

15.  ritiene che, nel caso dei fondi e dei programmi la cui durata finanziaria va oltre la data prevista per l'uscita del Regno Unito dall'Unione, gli impegni del paese dovrebbero essere mantenuti in modo da non pregiudicare i programmi, fino a quando il Regno Unito non avrà lasciato l'UE; è del parere che, qualora il Regno Unito decida di prendere parte ai programmi unionali, esso continuerà ad assumersi i propri impegni finanziari;

II.3 Irlanda

16.  rileva che, dalla ratifica dell'accordo del Venerdì santo e dal ripristino della condivisione del potere nel 2007, l'Unione è stata un partner importante per la pace in Irlanda, grazie al notevole sostegno politico e finanziario offerto, il che ha portato a un maggiore progresso economico e sociale in tutte l'isola;

17.  prende atto degli obblighi in capo all'UE di tutelare le garanzie dell'accordo del Venerdì santo, tra cui le istituzioni politiche, le garanzie sui diritti umani, gli organi irlandesi nonché il diritto costituzionale e giuridico riconosciuto ai cittadini di esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione;

18.  rileva che, secondo le disposizioni del suddetto accordo, è riconosciuto a coloro che nascono sull'isola d'Irlanda, sia nel nord che nel sud, il diritto alla cittadinanza irlandese o britannica o a entrambe e, in virtù del diritto alla cittadinanza irlandese, anche quello alla cittadinanza dell'UE;

19.  chiede che il nord dell'Irlanda goda di uno status speciale all'interno dell'Unione tale da garantire che esso mantenga la possibilità di restare nell'UE e abbia accesso all'unione doganale, al mercato unico e alla giurisdizione della Corte di giustizia dell'Unione europea; chiede altresì che siano mantenute le quattro libertà di circolazione di beni, persone, servizi e capitali;

20.  chiede che i cittadini del nord dell'Irlanda possano esercitare attualmente il diritto di avvalersi della cittadinanza irlandese e, di conseguenza, anche di quella dell'UE; chiede inoltre il rispetto dei diritti e dei doveri associati alla cittadinanza dell'UE;

21.  invita a mantenere flussi di finanziamento futuri quale elemento fondamentale per consolidare e portare avanti il processo di pace;

22.  chiede, quale punto centrale di ogni accordo, che la zona di libero spostamento tra il Regno Unito e l'Irlanda sia pienamente rispettata e sostenuta;

23.  insiste sulla piena attuazione dell'accordo del Venerdì santo e degli accordi successivi;

24.  è consapevole del fatto che l'isola d'Irlanda possa subire trasformazioni sociali ed economiche gravi e significative in conseguenza di qualsiasi accordo futuro tra l'UE e il Regno Unito; invita l'Unione a fare quanto in proprio potere, sul piano economico e politico, per ridurre e migliorare l'impatto negativo che può ripercuotersi sull'isola d'Irlanda;

25.  ritiene necessario che l'UE riconosca gli interessi dell'Irlanda di fronte a eventuali aggressioni britanniche relativamente alle dispute territoriali concernenti Carlingford Lough e Lough Foyle;

III. Disposizioni transitorie

26.  rammenta che, fino alla conclusione dell'accordo di recesso, il Regno Unito è parte integrante dell'Unione europea, gode dei diritti ed è tenuto al rispetto degli obblighi derivanti da tale appartenenza, anche per quanto concerne la leale cooperazione e la necessità di non bloccare decisioni che non lo riguarderanno;

27.  ritiene opportuno, al fine di salvaguardare la certezza giuridica e lo Stato di diritto, prevedere disposizioni transitorie all'interno dell'accordo di recesso per disciplinare la portata, l'applicazione e i mezzi di ricorso relativamente alle sentenze e alle decisioni adottate dal giudice dell'Unione (Tribunale e Corte di giustizia), durante i negoziati di recesso, sulle violazioni del diritto dell'Unione che potrebbero avere ripercussioni prolungate, oltre il periodo negoziale, sui diritti umani e sulle libertà fondamentali;

28.  considera che l'uscita del Regno Unito dall'Unione dovrebbe avere il minor impatto possibile sull'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 e sulle procedure di bilancio annuali ad esso associate; sottolinea che è opportuno salvaguardare pienamente i fondi di coesione e strutturali;

29.  pone l'accento sulla necessità che l'UE raggiunga un accordo transitorio con il Regno Unito, dopo l'accordo di recesso, per impedire l'interruzione delle rotte commerciali durante il periodo di negoziazione dei futuri rapporti commerciali, tenendo conto degli interessi di ogni Stato membro e dei paesi terzi;

30.  sottolinea l'importanza di disposizioni transitorie che garantiscano ai partecipanti a corsi di istruzione o formazione (laurea di primo livello o di secondo livello, apprendistati o altre tipologie di formazione professionale) o a programmi di scambio o di mobilità nel momento in cui il Regno Unito cessa formalmente di essere uno Stato membro, di poter portare a termine tali corsi o programmi alle stesse condizioni finanziarie e giuridiche applicabili all'inizio;

IV. Relazioni future

31.  ritiene che le relazioni future tra l'Unione europea e il Regno Unito dovrebbero fondarsi sui principi del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze;

32.  sottolinea che il mandato per la negoziazione di un nuovo accordo con il Regno Unito dovrebbe prevedere una clausola obbligatoria relativa ai diritti umani e alla democrazia, che comprenda tutti gli obblighi giuridici presenti in ogni accordo con i paesi terzi;

33.  è convinto che il recesso del Regno Unito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo renderebbe estremamente difficile ogni futura cooperazione nell'ambito delle libertà civili, della giustizia e degli affari interni; esorta pertanto fermamente il Regno Unito a continuare ad aderire alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo;

34.  ritiene opportuno prestare particolare attenzione alla protezione dei dati personali, tenendo conto dell'ampia gamma di settori a cui si riferisce; invita pertanto entrambe le parti negoziali a mantenere, come minimo, le attuali norme comuni elaborate a livello europeo, evitando al contempo ogni tentativo di ricorrere a nuovi quadri specifici; ritiene quindi che non dovrebbero esservi deroghe ai regolamenti aggiornati in materia di protezione dei dati;

35.  è convinto che le relazioni future dovrebbero, come minimo, essere basate su norme comuni in vari settori, tra cui ambiente, sicurezza alimentare, regolamento finanziario, diritti dei lavoratori e diritti sociali; ritiene altresì che tali norme non dovrebbero in nessun caso essere al di sotto di quelle attualmente esistenti nell'UE;

36.  sottolinea che le norme dell'UE in materia di lotta contro l'evasione fiscale, l'elusione fiscale e il riciclaggio di denaro dovrebbero costituire una condizione ineludibile per qualsiasi accordo tra l'UE e il Regno Unito; ritiene altresì che tali norme non devono in nessun caso essere meno rigorose di quelle attualmente esistenti nell'UE;

37.  ritiene che l'eventuale decisione della Commissione di accordare uno status equivalente, per quanto riguarda la regolamentazione dei mercati finanziari, a un paese terzo dovrebbe essere soggetta al controllo del Parlamento europeo;

38.  esprime preoccupazione per il fatto che un certo numero di imprese multinazionali che attualmente hanno sede nel Regno Unito hanno annunciato la loro intenzione di delocalizzare le proprie attività in uno Stato appartenente al mercato comune dell'UE in caso di reintroduzione di dazi elevati, ostacoli non tariffari al commercio e limitazioni alle norme in materia di origine tra il Regno Unito, l'UE e i paesi terzi; condanna le pressioni e i ricatti promossi dalle imprese nel settore economico e finanziario, il cui principale obiettivo è rendere più complessa la decisione di uno Stato membro di recedere dall'Unione europea; esprime solidarietà con la lotta di tutti i lavoratori impegnati a difendere il proprio posto di lavoro e i propri diritti;

39.  sottolinea che un accordo commerciale non costituisce un quadro adeguato per affrontare questioni inerenti alla cooperazione normativa tra l'UE e il Regno Unito; pone in evidenza che le future relazioni commerciali ed economiche non possono riprodurre l'approccio adottato nell'ambito del CETA e del TTIP, in quanto ciò equivarrebbe a congelare o ridurre ulteriormente le norme dell'UE o del Regno Unito al fine di mantenere la "convergenza normativa"; insiste sulla necessità di assicurare che il settore finanziario in futuro sia ben sorvegliato e regolamentato con il massimo rigore possibile, sia nell'UE che nel Regno Unito; ricorda il suo rifiuto delle attuali politiche di libero scambio dell'UE e delle disposizioni in materia di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) di qualsiasi tipo integrate negli accordi commerciali bilaterali; esige che la tutela dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente debba costituire un pilastro fondamentale delle future relazioni economiche tra l'UE e il Regno Unito;

40.  sottolinea la necessità di attenuare l'impatto del recesso del Regno Unito dall'Unione europea per i paesi in via di sviluppo, che erano soliti esportare verso il Regno Unito nel quadro del sistema di preferenze generalizzate dell'UE; incoraggia il governo del Regno Unito a prepararsi a istituire un sistema di preferenze commerciali simile per i paesi in via di sviluppo;

41.  è del parere che gli accordi commerciali bilaterali, plurilaterali e multilaterali in vigore dovranno essere riesaminati tenendo conto della nuova situazione, al fine di evitare l'incertezza giuridica e i problemi che potrebbero derivarne nelle relazioni con i paesi terzi; sottolinea la necessità di modificare o rinegoziare gli accordi con i paesi terzi in questo processo e di far sì che in tali accordi prevalga un nuovo orientamento basato sul progresso sociale e ambientale e sulla cooperazione, al fine di affrontare i problemi economici e sociali che hanno contribuito alla decisione sulla Brexit; sottolinea che, in particolare, le quote di accesso al mercato convenute negli accordi commerciali già in essere nel settore agricolo devono essere ridotte e adattate alla realtà degli attuali flussi commerciali fra i partner e l'UE-27;

42.  sottolinea l'importanza del Regno Unito come partner commerciale per il settore agroalimentare irlandese, che rappresenta oltre il 50 % delle esportazioni agroalimentari per alcuni settori e oltre il 40 % delle importazioni agroalimentari; pone inoltre in rilievo il potenziale impatto negativo della Brexit sul settore della pesca;

43.  sottolinea che qualsiasi futuro accordo con il Regno Unito deve impedire il dumping sociale; esorta pertanto il Regno Unito a seguire l'esempio dell'Irlanda e a firmare e ratificare la Carta sociale europea riveduta e il relativo protocollo addizionale che prevede un sistema di reclami collettivi;

44.  è favorevole alla continuazione della cooperazione del Regno Unito con l'Unione europea in una serie di settori, tra cui l'istruzione, la ricerca e la scienza, la sanità, l'energia, la protezione dell'ambiente e la sicurezza alimentare; è altresì favorevole alla continuazione della partecipazione del Regno Unito a progetti per la salvaguardia delle lingue europee minori grazie a vari programmi dell'UE; ritiene che la continuazione della partecipazione del Regno Unito a vari programmi dell'UE dovrebbe essere basata sull'erogazione di un equo contributo finanziario a tali programmi;

45.  ritiene che un futuro accordo di cooperazione dovrebbe riguardare anche le condizioni finanziarie per l'eventuale partecipazione del Regno Unito a strutture e accordi al di fuori del bilancio dell'UE, come il Fondo europeo di sviluppo, i fondi fiduciari e la Banca europea per gli investimenti;

46.  ritiene che ogni Stato membro debba avere il diritto di sviluppare relazioni con il Regno Unito in base ai principi dell'interesse reciproco, dell'amicizia tra i popoli e della cooperazione tra Stati sovrani, tenendo in debita considerazione l'accordo definitivo tra l'UE e il Regno Unito;

V. Questioni correlate

47.  ritiene che la rappresentanza dell'Irlanda negli organi dell'UE debba essere adattata in modo da tenere conto dei cittadini irlandesi/dell'Unione in Irlanda del Nord;

48.  sottolinea la necessità che l'UE e tutte le parti in causa adottino misure specifiche, negli ambiti di rispettiva competenza, per garantire un sostegno alle regioni che risulteranno particolarmente interessate;

VI. Un'altra Europa

49.  reputa necessario riorientare radicalmente le politiche, allontanandosi da quelle perseguite attualmente dall'Unione e sostenute da numerosi Stati membri, per adottare politiche atte a creare una crescita economica sostenibile e la piena occupazione e intese a lottare contro la povertà, l'esclusione sociale e le disuguaglianze di reddito, sia fra gli Stati membri che al loro interno;

50.  sottolinea che la Brexit dovrebbe essere vista come una sfida e un compito finalizzato alla costruzione di un'altra Europa; ritiene che sia un sintomo della necessità di un'Europa basata sulla parità, sul progresso sociale e sulla pace e che una tale Europa debba essere costruita con l'accordo e la partecipazione dei popoli e dei cittadini, nonché con pari diritti tra gli Stati membri;

51.  chiede che sia posta fine alle politiche di austerità dell'UE, anche attraverso l'abrogazione del patto di bilancio (Fiscal Compact); chiede, invece, che siano effettuati investimenti pubblici nell'economia reale orientati alla creazione di posti di lavoro dignitosi e sicuri, che siano adottate politiche attive contro la disuguaglianza e la povertà e che siano favoriti il controllo pubblico e il decentramento del settore bancario;

52.  incoraggia altresì la Commissione a esaminare le azioni necessarie per l'adesione dell'UE alla Carta sociale europea riveduta e a proporre un termine per tale obiettivo; ritiene che le suddette azioni debbano essere adottate al fine di trasformare la Carta sociale europea riveduta in uno dei pilastri fondamentali dell'UE;

53.  ritiene che l'Europa debba garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, una solidarietà tra gli Stati membri che dia impulso alla convergenza economica e sociale verso l'alto, nonché la coesione tra i popoli e i territori;

54.  respinge la strategia europea in materia di sicurezza, la sua politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la sua politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e si oppone fermamente alla cooperazione fra UE e Regno unito nei suddetti ambiti; chiede la fine della cooperazione UE-NATO e respinge l'attuale politica espansionistica della NATO; chiede inoltre lo smantellamento di tutte le basi militari straniere presenti in Europa e lo scioglimento della NATO; si oppone a un'Unione europea della difesa; insiste sul fatto che la Brexit non dovrebbe servire come pretesto per un aumento della spesa militare e si oppone quindi all'aumento dei bilanci degli Stati membri per la sicurezza e la difesa; respinge qualsiasi utilizzazione del bilancio dell'Unione europea per fini militari o civili-militari; insiste sul fatto che gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per la pace;

VII. Disposizioni finali

55.  chiede che il Parlamento europeo sia immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura di negoziazione e di conclusione degli accordi internazionali, come sancito dall'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine di garantire che il Parlamento sia in grado di esercitare un controllo democratico e di decidere in merito all'accordo;

56.  invita il Consiglio e la Commissione a prendere in considerazione la posizione del Parlamento europeo in sede di definizione del mandato a negoziare e a rendere tale mandato pubblico;

o

o  o

57.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

 

(1)

GU C 285 del 5.8.2016, pag. 9.

Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2017Avviso legale