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Ciclo del documento : B8-0445/2017

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B8-0445/2017

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PV 05/07/2017 - 8.13
CRE 05/07/2017 - 8.13

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0440/2017
28.6.2017
PE605.564v01-00
 
B8-0445/2017

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8-0319/2017

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


sulla politica industriale (2017/2732(RSP))


Patrizia Toia a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla politica industriale (2017/2732(RSP))  
B8-0445/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 9, 151, 152, 153, paragrafi 1 e 2, e l'articolo 173,

–  visti gli articoli 14, 27 e 30 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3, del TUE e il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 novembre 2010 dal titolo "Un'agenda per nuove competenze e l'occupazione: un contributo europeo verso la piena occupazione" (COM(2010)0682),

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2014 sulla reindustrializzazione dell'Europa per promuovere la competitività e la sostenibilità(1),

–  vista la comunicazione della Commissione del 22 gennaio 2014 dal titolo "Per una rinascita industriale europea" (COM(2014)0014),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2015 dal titolo "Commercio per tutti – Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015)0497),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 dal titolo "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica" (COM(2012)0582),

–  visti gli orientamenti politici del Presidente Juncker dal titolo "Un nuovo inizio per l'Europa: il mio programma per l'occupazione, la crescita, l'equità e il cambiamento democratico",

–  vista la sua risoluzione del 5 ottobre 2016 sulla necessità di una politica europea di reindustrializzazione alla luce dei recenti casi di Caterpillar e Alstom(2),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 dicembre 2016,

–  viste le conclusioni del Consiglio sull'agenda per la competitività industriale, sulla trasformazione digitale dell'industria europea e sul pacchetto finalizzato alla modernizzazione delle tecnologie e dei servizi pubblici nel mercato unico digitale,

–  vista la sua risoluzione del 9 marzo 2011 su una politica industriale per l'era della globalizzazione(3),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 aprile 2016 dal titolo "Digitalizzazione dell'industria europea – Cogliere appieno i vantaggi di un mercato unico digitale" (COM(2016)0180),

–  vista la sua risoluzione del 1° giugno 2017 sulla digitalizzazione dell'industria europea(4),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 29 maggio 2017 relative a "Una futura strategia di politica industriale dell'UE",

–  vista l'interrogazione alla Commissione sulla creazione di un'ambiziosa strategia industriale per l'UE come priorità strategica per la crescita, l'occupazione e l'innovazione in Europa (O-000047/2017 – B8-0319/2017),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

1.  sottolinea il ruolo essenziale dell'industria quale motore della crescita, dell'occupazione e dell'innovazione in Europa;

2.  sottolinea l'importanza di rafforzare e modernizzare la base industriale in Europa, ricordando nel contempo l'obiettivo dell'UE di garantire che il 20 % del PIL dell'Unione sia basato sull'industria entro il 2020;

3.  invita la Commissione a presentare entro i primi mesi del 2018, insieme agli Stati membri, una proposta legislativa su una strategia dell'Unione per una politica industriale coerente e onnicomprensiva a favore della reindustrializzazione dell'Europa, stabilendo un piano d'azione concreto che includa obiettivi ambiziosi e tempistiche per le misure legislative e non legislative volte al conseguimento di tali obiettivi; invita la Commissione a basare tale strategia sulla valutazione dell'impatto dell'integrazione della politica industriale nelle iniziative politiche strategiche dell'UE e su un ampio dialogo con le parti interessate, comprese le parti sociali e il mondo accademico; sottolinea che tale strategia dell'Unione deve basarsi, tra l'altro, sulla digitalizzazione (in particolare l'integrazione delle tecnologie intelligenti, dell'analisi dei megadati e della robotica nella catena del valore industriale), sulla sostenibilità, sull'economia circolare, sull'efficienza energetica e sull'adeguatezza delle risorse; ritiene che il quadro europeo di regolamentazione debba consentire alle imprese di adattarsi ai cambiamenti e di adottare azioni preventive al fine di contribuire alla creazione di posti di lavoro di qualità, alla crescita e alla convergenza regionale;

4.  evidenzia il ruolo delle PMI quale colonna portante dell'industria dell'UE e sottolinea la necessità di portare avanti una politica industriale dell'UE compatibile con le PMI; sottolinea la necessità di sostenere la creazione di un ambiente favorevole alle imprese, creando condizioni di parità per tutte le PMI dell'UE e le imprese dell'economia sociale (ad esempio, le cooperative) e sostenendo i cluster, le reti di imprese e i poli dell'innovazione digitale pertinenti;

5.  è convinto che l'industria europea debba essere considerata un valore strategico per la competitività e la sostenibilità dell'UE; sottolinea il fatto che soltanto un'industria forte e resiliente nonché una politica industriale orientata al futuro permetteranno all'UE di far fronte alle varie sfide che l'attendono, tra cui la sua reindustrializzazione, la sua transizione verso la sostenibilità e la creazione di un'occupazione di qualità; sottolinea che la Commissione e gli Stati membri devono prevedere meglio siffatte situazioni socioeconomiche e garantire la competitività e la sostenibilità del nostro tessuto industriale;

6.  sottolinea che, per sostenere l'industria dell'Unione nel far fronte alle sfide poste dai rapidi mutamenti del contesto economico e normativo nell'attuale mondo globalizzato, è essenziale accrescere l'attrattività dell'industria europea per richiamare investimenti diretti esteri ed europei (IDE);

7.  chiede alla Commissione di prendere in considerazione la competitività industriale e la sostenibilità in tutte le sue principali iniziative politiche;

8.  sottolinea che, secondo i dati statistici disponibili e le indagini svolte, le donne sono sottorappresentate nella maggior parte degli impieghi in ambito scientifico, ingegneristico e dirigenziale e con inquadramento superiore; constata che le donne sono fortemente sottorappresentate nei settori dell'istruzione e nelle professioni in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico ("Science, Technology, Engineering and Math", STEM) e costituiscono solo il 24 % dei professionisti nel settore della scienza e dell'ingegneria; sottolinea il fatto che le donne professioniste nelle industrie manifatturiere rappresentano un valore per l'UE, il quale necessita di tutte le risorse disponibili affinché l'UE si riprenda definitivamente dalla crisi economica e finanziaria e sia in grado di affrontare i cambiamenti sociali; invita la Commissione a identificare le sfide e gli ostacoli che le donne si trovano ad affrontare nel diventare imprenditrici e a promuovere e sostenere la leadership delle donne, anche attraverso la parità dei salari e l'accesso equo a tutte le posizioni lavorative;

9.  sottolinea la necessità di sfruttare appieno il potenziale dell'industria in termini di tecnologie ambientali e di garantire che le industrie sviluppino e diffondano costantemente le migliori tecniche disponibili e le innovazioni emergenti, creando in tal modo un vantaggio competitivo per l'industria europea, che dovrebbe mirare a offrire prodotti più sostenibili al più basso costo del ciclo di vita;

10.  sottolinea la necessità di integrare gli aspetti ambientali nelle altre politiche, come l'economia, l'industria, la ricerca e l'innovazione, in modo da stabilire un approccio coerente e comune; ritiene che le azioni realizzate all'interno dell'Unione dovrebbero essere inoltre affiancate da azioni rafforzate sul piano internazionale e dalla cooperazione con i paesi terzi al fine di affrontare le sfide comuni;

11.  ritiene che la riduzione degli oneri amministrativi e dei costi di conformità per le imprese, come anche la necessità di garantire standard elevati di protezione dei consumatori, dei lavoratori, della salute e dell'ambiente, debbano essere elementi fondamentali di qualsiasi politica di reindustrializzazione nell'UE;

12.  chiede che la politica industriale dell'UE si fondi su obiettivi e indicatori chiari – tra cui obiettivi ambiziosi in materia di efficienza energetica, risorse e clima – e su un approccio basato sul ciclo di vita e sull'economia circolare;

13.  chiede l'integrazione nella strategia industriale dell'UE di strumenti e misure efficaci di finanziamento "verde" per contribuire a migliorare la trasparenza del mercato per quanto riguarda il "rischio carbonio" e sottolinea la necessità di facilitare lo sviluppo sostenibile dell'industria per quanto riguarda il conseguimento degli obiettivi stabiliti nell'accordo di Parigi;

14.  chiede una maggiore coerenza fra la politica commerciale e quella industriale, per far sì che la politica commerciale tenga conto delle esigenze dell'industria europea e che la nuova generazione di accordi commerciali non determini nuove delocalizzazioni e un'ulteriore deindustrializzazione nell'UE; rileva, in tale contesto, l'importanza di far progredire il dibattito su come rafforzare la reciprocità in materia di appalti pubblici e investimenti; accoglie con favore l'iniziativa di analizzare gli investimenti da parte dei paesi terzi nei settori strategici;

15.  sottolinea il ruolo delle parti sociali nello sviluppo di una strategia industriale coerente, che deve comprendere una dimensione sociale per garantire che i diritti dei lavoratori non siano compromessi dalla transizione industriale in atto; sottolinea che il successo dell'innovazione sul luogo di lavoro dipende dalla partecipazione dei lavoratori e, in particolare, dalle buone relazioni industriali tra lavoratori e dirigenza, in quanto l'innovazione è spesso il risultato dell'identificazione da parte dei lavoratori nelle modalità per migliorare il loro ambiente di lavoro, i prodotti finiti o i metodi di fabbricazione;

16.  sottolinea che l'industria europea deve far fronte a una concorrenza globale e chiede pertanto alla Commissione di riesaminare le definizioni di mercato e l'attuale serie di norme dell'UE in materia di concorrenza al fine di tenere conto dell'evoluzione dei rispettivi mercati mondiali e, quindi, consentire partenariati e alleanze strategici nonché l'emergere degli attori con una massa critica sufficiente per far fronte alla concorrenza internazionale; invita inoltre la Commissione a rivedere la legislazione dell'UE in materia di concorrenza al fine di tenere conto in maniera più adeguata dell'emergere del ruolo dei principali attori nazionali nei paesi terzi, prendendo in considerazione le norme ambientali, sociali e fiscali in modo da evitare nuove forme di dumping;

17.  sottolinea che l'UE deve dotarsi di una strategia anti-dumping e anti-sovvenzioni che sia coerente, efficace e compatibile con l'OMC e che tenga conto di ogni tipo di dumping, compresa l'inosservanza delle norme sociali, ambientali e fiscali internazionali;

18.  invita la Commissione a prestare maggiore attenzione al ruolo delle imprese pubbliche con sede all'estero che sono sostenute e sovvenzionate dai rispettivi governi secondo modalità vietate per le imprese dell'UE, in base alle norme del mercato unico dell'UE;

19.  invita la Commissione a passare al vaglio gli investimenti esteri diretti (IED) dei paesi terzi nell'UE, a fini di sicurezza e protezione dell'accesso alle principali tecnologie del futuro, pur tenendo conto del fatto che l'Europa dipende in larga misura dagli IED e dovrebbe, in linea generale, rimanere molto aperta agli investimenti esteri;

20.  invita la Commissione a istituire un quadro normativo per le piattaforme al fine di garantire la coerenza delle normative nell'Unione europea, con una particolare attenzione alla necessità di certezza normativa, norme chiare e appropriate e condizioni di parità;

21.  invita la Commissione a presentare proposte legislative in merito alla libera circolazione dei dati, alla sicurezza informatica e alla proprietà dei dati atte a sostenere la competitività dell'industria europea e la sua trasformazione digitale, garantendo nel contempo i livelli più elevati di protezione dei dati;

22.  sottolinea la necessità di un impegno coordinato dell'UE per continuare a promuovere nuove competenze, la riqualificazione, il perfezionamento professionale e la formazione permanente, come sostenuto dalla Commissione nella sua Agenda per nuove competenze e per l'occupazione; chiede un'adeguata consultazione con le parti sociali sul loro sviluppo;

23.  chiede la promozione di alleanze trasversali in materia di innovazione, al fine di superare gli approcci di politica industriale a compartimenti stagni, che soffocano il potenziale innovativo; ritiene che gli investimenti pubblici rivestano un ruolo strategico nello sviluppo di tale obiettivo e chiede che l'UE sostenga gli investimenti pubblici nell'innovazione;

24.  ricorda l'importante ruolo dell'UE in materia di standardizzazione ed è favorevole a che si ponga fortemente l'accento sull'assunzione di un ruolo guida da parte dell'UE negli organismi internazionali di normalizzazione;

25.  prende atto della necessità di coordinare gli sforzi dell'UE volti a ridurre la dipendenza dalle risorse di paesi terzi attraverso un approccio articolato in quattro linee d'azione principali, ovvero:

a.  un equo accesso al mercato internazionale delle risorse,

b.  un'industria estrattiva interna sostenibile,

c.  l'innovazione nelle tecnologie di efficienza e

d.  l'economia circolare,

prevedendo contributi dell'UE alla governance globale multilaterale delle politiche relative alle risorse;

26.  ritiene che le macrotendenze della globalizzazione e della digitalizzazione rappresentino le sfide più grandi per le imprese europee e i loro lavoratori e mettano alla prova, nel contempo, i responsabili delle politiche per via dell'elevato dinamismo del loro sviluppo e della loro natura trasversale; è convinto, pertanto, che la politica europea debba essere adattata per poter sostenere la crescita industriale europea e garantire posti di lavoro di qualità nel settore manifatturiero in un simile contesto in rapida evoluzione; sottolinea che la nuova strategia in materia di politica industriale deve allineare la politica industriale con diversi settori strategici – i più importanti dei quali sono il commercio, l'ambiente, la ricerca, gli investimenti, la concorrenza, l'energia e il clima – per definire un approccio coerente; è convinto che una strategia in materia di politica industriale debba combinare elementi orizzontali con approcci specifici ai settori strategici importanti in maniera intelligente;

27.  si dichiara favorevole a un approccio globale dell'UE in materia di politica industriale che attribuisca un'elevata priorità al rafforzamento delle catene di valore dell'UE e all'integrazione di tutte le regioni dell'UE in una rete industriale europea cui sia stato impresso nuovo slancio, garantendo nel contempo la coesione territoriale globale;

28.  chiede l'adozione di una strategia industriale equilibrata a livello regionale, in grado di colmare il divario tra le regioni più industrializzate e quelle meno industrializzate dell'Unione contribuendo al conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di convergenza regionale;

29.  sottolinea l'importanza dell'adozione tempestiva di una strategia dell'Unione, in quanto potrebbe anche influenzare le discussioni su quali settori privilegiare nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP), con particolare riferimento agli strumenti del meccanismo per collegare l'Europa (MCE), del 9º programma quadro (PQ) e dei fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE);

30.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

(1)

GU C 482 del 23.12.2016, pag. 89.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0377.

(3)

GU C 199 E del 7.7.2012, pag. 131.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2017)0240.

Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2017Avviso legale