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PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
WORD 86k
12 giugno 2002
PE 319.171}
PE 319.729}
PE 319.734}
PE 319.742}
PE 319.753} RC1
 
B5‑0336/2002}
B5‑0348/2002}
B5‑0353/2002}
B5‑0361/2002}
B5‑0372/2002} RC1
presentata a norma dell'articolo 50, paragrafo 5, del regolamento da
   Paolo Bartolozzi e Bernd Posselt, a nome del gruppo PPE-DE
   Francisca Sauquillo Pérez del Arco, Carlos Carnero González, Miguel Angel Martínez Martínez, Margrietus J. van den Berg e Glenys Kinnock, a nome del gruppo PSE
   Bob van den Bos, Colette Flesch e Isidoro Sánchez García, a nome del gruppo ELDR
   Didier Rod, Nelly Maes, e Marie Anne Isler Béguin, a nome del gruppo Verts/ALE
   Joaquim Miranda eYasmine Boudjenah, a nome del gruppo GUE/NGL
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi
   Verts/ALE (B5‑0336/2002),
   ELDR (B5‑0348/2002),
   PSE (B5‑0353/2002),
   PPE-DE (B5‑0361/2002),
   GUE/NGL (B5‑0372/2002),
sulla situazione dei diritti umani in Guinea equatoriale

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani in Guinea equatoriale 

Il Parlamento europeo,

-  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Guinea equatoriale e le dichiarazioni rilasciate da Consiglio e Commissione in merito alle relazioni tra l'UE e questo paese, aderente all'accordo di Cotonou,

-  vista la dichiarazione della Presidenza dell'UE del 10 giugno 2002 concernente la situazione dei diritti umani in Guinea equatoriale,

A.  considerando la detenzione arbitraria e il successivo processo, a partire dello scorso mese di marzo, di decine di opponenti al regime del presidente della Guinea equatoriale, Teodoro Obiang,

B.  considerando che il 14 marzo 2002 sono stati arrestati illegalmente da agenti vicini alla presidenza della repubblica il sig. Felipe Ondo Obiang (ex presidente del Parlamento e fondatore del partito Forza democratica repubblicana – FDR) e alcuni membri della sua famiglia, nonché i sigg. Emilio Ndong Bi Yogo, militante del partito d'opposizione Unione popolare e Obiang Ndong Damaso, ex ambasciatore presso le Nazioni Unite,

C.  considerando che è stato riferito che Guillermo Nguema Elá, ex ministro delle finanze e leader dell'opposizione, sarebbe morto per le lesioni riportate a seguito delle torture cui è stato sottoposto mentre si trovava in stato di detenzione,

D.  considerando che i detenuti non possono comunicare con loro famiglie e i loro avvocati e che, secondo gli osservatori e i giornalisti presenti al processo celebrato nei loro confronti, molti di tali oppositori e loro familiari sono stati vittime di brutali torture e maltrattamenti,

E.  considerando le deplorevoli condizioni in cui tale processo si è svolto dal suo avvio il 23 maggio, in particolare la previa dissoluzione del collegio di avvocati di Malabo da parte del governo e il fatto che gli accusati rischiano la pena di morte,

F.  considerando che, dall'inizio del processo, i giornalisti indipendenti sono stati oggetto di insidiose pressioni su base quotidiana,

1.  stigmatizza la condanna di 68 leader dell'opposizione a pene detentive che vanno dai 6 ai 20 anni a seguito di processi politici che sono considerati a livello internazionale come iniqui e totalmente irrispettosi dei più elementari diritti della difesa;

2.  chiede l'annullamento di questo processo politico ed esige l'immediata liberazione di tutti i prigionieri politici e dei membri delle loro famiglie;

3.  condanna con il massimo vigore la tortura e i maltrattamenti cui sono sottoposti i prigionieri e i loro familiari, in particolare durante il processo di rappresaglia per le dichiarazioni rilasciate dinanzi alla Corte, in violazione di tutte le convenzioni in materia di diritti umani sottoscritte dalla Guinea equatoriale;

4.  esige che sia posta fine alla persecuzione nei confronti dei membri dei partiti dell'opposizione democratica e dei loro familiari;

5.  chiede al presidente Obiang di rispettare i suoi impegni con la comunità internazionale e l'Unione europea avviando una reale transizione verso la democrazia attraverso la convocazione di elezioni libere e il pieno rispetto dei diritti umani;

6.  esorta i membri dell'Assemblea paritetica ACP-UE a sollevare urgentemente il problema della Guinea equatoriale nell'ambito di tale Assemblea;

7.  chiede al Consiglio e alla Commissione di mostrare la massima fermezza nelle relazioni con il governo della Guinea equatoriale e di esigere il rispetto degli impegni; esorta ambedue le istituzioni ad applicare la clausola democratica di cui agli articoli 96 e 97 dell'accordo di Cotonou qualora non venga avviata un'autentica transizione verso la democrazia;

8.  esorta la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo a decidere di inviare in Guinea equatoriale il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e chiede agli Stati membri di seguire da vicino la situazione in tale paese e di proporre alla Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo di tornare a nominare un relatore speciale per tale paese;

9.  incarica il suo Presidente di presentare la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai copresidenti dell'Assemblea paritetica ACP-UE, all'OUA e al governo della Guinea equatoriale.

Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2004Avviso legale