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Ciclo del documento : RC-B7-0617/2010

Testi presentati :

RC-B7-0617/2010

Discussioni :

Votazioni :

PV 24/11/2010 - 8.6

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 197kWORD 107k
23.11.2010
PE450.447v01-00}
PE450.452v01-00}
PE450.454v01-00}
PE450.455v01-00} RC1
 
B7-0617/2010}
B7-0619/2010}
B7-0620/2010}
B7-0621/2010} RC1

presentata a norma dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi

Verts/ALE (B7‑0617/2010)

ALDE (B7‑0619/2010)

S&D (B7‑0620/2010)

GUE/NGL (B7‑0621/2010)


sull'ACTA


Kader Arif, Véronique De Keyser a nome del gruppo S&D
Niccolò Rinaldi, Marietje Schaake, Alexander Alvaro, Marielle De Sarnez, Renate Weber, Metin Kazak a nome del gruppo ALDE
Carl Schlyter, Eva Lichtenberger, Sandrine Bélier a nome del gruppo Verts/ALE
Helmut Scholz, Rui Tavares, Miloslav Ransdorf, Marisa Matias, a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sull'ACTA  

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 207 e 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

    vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 8,

–    vista la strategia dell'Unione europea per l'applicazione effettiva della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–   vista la conclusione, il 2 ottobre 2010, dell'ultimo ciclo di negoziati sull'accordo commerciale anticontraffazione (ACTA),

–   vista la pubblicazione del testo finale dell'ACTA, il 15 novembre 2010,

–   vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 sull'impatto della contraffazione sul commercio internazionale (2008/2133(INI))(1),

–   vista la sua risoluzione del 10 marzo 2010 sulla trasparenza e la situazione dei negoziati ACTA(2),

–    vista la sua dichiarazione scritta 0012/2010 sulla mancanza di un processo trasparente per l'ACTA,

–   viste le discussioni in plenaria dell'8 settembre e 20 ottobre 2010 sull'ACTA,

–   vista la sua decisione del 20 ottobre 2010 sulla revisione dell'accordo quadro sui rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione,

–   visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione (2003/C 321/01),

–   vista la decisione del Mediatore europeo sulla denuncia 90/2009/(JD)OV relativa all'accesso ai documenti dell'ACTA,

–   visti i pareri espressi dal Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) sui negoziati attualmente condotti dall'Unione europea su un accordo commerciale anticontraffazione e la lettera del gruppo di lavoro sulla protezione dei dati destinata alla Commissione,

–   vista la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno ("Direttiva sul commercio elettronico")(3),

–   vista la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 luglio 2002 relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche(4), quale modificata da ultimo dalla direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009(5),

–   visto l'accordo dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS),

–   viste le conclusioni del Consiglio sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS),

–   vista la controversia DS409 nel quadro dell'OMC, che vede coinvolti l'Unione europea e uno Stato membro, in merito al sequestro di farmaci generici in transito,

–   visto il comunicato stampa dell'OMC relativo al Consiglio TRIPS dell'8 e 9 giugno 2010,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

 

Il trattato di Lisbona

A.  considerando che all'UE spetta la competenza esclusiva in materia di politica commerciale comune (PCC); considerando che, a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento europeo è tenuto a dare la sua approvazione al testo dell'ACTA prima che esso entri in vigore nell'Unione europea,

 

         Osservazioni di carattere generale

      

B.   considerando che la lotta alla contraffazione a livello globale rappresenta un elemento chiave nella strategia politica dell'UE onde garantire condizioni uniformi di concorrenza per i produttori europei e posti di lavoro per i cittadini dell'UE,

 

C.  considerando che l'undicesimo e ultimo ciclo di negoziati sull'ACTA si è concluso a Tokyo, Giappone, il 2 ottobre 2010; che una riunione tecnica per finalizzare la formulazione giuridica si terrà a Sydney (dal 30 novembre al 3 o, se necessario, 4 dicembre 2010),

 

D.  considerando che l'ACTA riguarda questioni di importanza cruciale, quali il rispetto dei diritti fondamentali, la protezione della riservatezza e dei dati, il rispetto per il ruolo importante della gratuità di internet, la salvaguardia della neutralità dei fornitori di servizi e la garanzia di accesso ai medicinali,

 

E.   considerando che l'ACTA è stato presentato al Parlamento europeo dalla Commissione come uno strumento atto a rendere più efficaci le norme che promuovono le esportazioni dell'UE e proteggono i detentori di diritti quando operano sul mercato globale, dato che attualmente subiscono violazioni sistematiche e diffuse dei loro diritti d'autore, marchi, brevetti, progettazioni e indicazioni geografiche,

 

F.   considerando che solo 11 paesi (l'UE viene considerata come un paese), e tra questi solo due paesi in via di sviluppo (Marocco e Messico), hanno partecipato ai negoziati,

 

G.  considerando che l'obiettivo delle parti negoziali è quello di estendere l'ACTA a qualsiasi paese interessato ad aderirvi, inclusi i paesi in via di sviluppo ed emergenti,

 

H.  considerando che, il 6 ottobre 2010, i negoziatori ACTA hanno reso pubblico il testo consolidato e che poi la Commissione ha informato il Parlamento; considerando che il 15 novembre 2010 la Commissione ha reso pubblico il testo finale dell'ACTA,

 

I.    considerando che, in seguito a forti insistenze del Parlamento, il livello di trasparenza dei negoziati è migliorato,

 

J.    considerando che è necessario un chiarimento della base giuridica dell'ACTA,

 

K.  considerando che la Commissione ha fatto riferimento alla decisione del Mediatore per giustificare il fatto che l'ACTA è negoziato come un accordo commerciale e non come un trattato attuativo; considerando che, secondo il Mediatore, la conclusione dell'ACTA può effettivamente comportare la necessità per l'Unione europea di proporre e varare normative; considerando che in tal caso l'ACTA costituirebbe l'unica o la più importante tesi a sostegno di tale legislazione e i cittadini avrebbero un chiaro interesse a essere informati riguardo all'ACTA;

 

L.   considerando che la Commissione, in quanto custode dei trattati, ha l'obbligo di rispettare l'acquis dell'UE; considerando che ciò significa che non può modificare l'acquis in sede di negoziazione di accordi internazionali che incidono sulla legislazione dell'UE;

 

M.  considerando che la Commissione ha più volte affermato durante le discussioni in Aula che l'ACTA comporta unicamente misure esecutive e non contiene disposizioni che modifichino il diritto sostanziale in materia di diritti di proprietà intellettuale nell'UE,

 

N.  considerando che la direttiva 2001/29/CE definisce un quadro giuridico sui diritti d'autore e diritti connessi e prevede un sistema per la loro tutela; che l'articolo 5 della direttiva presenta un elenco esaustivo di deroghe e limitazioni, impedendo pertanto agli Stati membri di introdurne di nuove; che l'ACTA è inteso ad ampliare ulteriormente il grado di tutela per i detentori di diritti prevedendo maggiori competenze in materia di applicazione del diritto d'autore ma che non tratta la possibilità di ampliare la portata delle deroghe e limitazioni vigenti e può limitare la discrezionalità dei tribunali nazionali nell'interpretare in maniera flessibile tali deroghe; che i progressi tecnologici hanno moltiplicato e diversificato i vettori di creazione, produzione e fruizione delle opere creative e che un giusto equilibrio tra gli interessi dei detentori di diritti e quegli degli utenti richiede la definizione di nuovi approcci alla liberalizzazione dell'accesso a tali opere mediante tecnologie digitali; che la Commissione sta elaborando una proposta legislativa sulle cosiddette "opere orfane", volta a facilitare la digitalizzazione e la diffusione delle opere creative in Europa,

 

O.  considerando che le parti dell'ACTA si sono impegnate a rispettare l'obbligo di contribuire alla promozione dell'innovazione tecnologica previsto all'articolo 7 dell'accordo TRIPS; che le politiche fondamentali dell'Unione connesse all'interoperabilità si basano su disposizioni dell'acquis dell'UE che ammettono in taluni casi la decompilazione,

 

Brevetti

 

P.   considerando che nella seduta plenaria del 20 ottobre 2010 il Commissario per il commercio ha invitato il Parlamento ad esprimere il proprio parere sulla questione in sospeso relativa all'eventualità di includere i brevetti nella sezione dell'accordo relativa alla procedura esecutiva in materia civile; che secondo dichiarazioni dei negoziatori dell'ACTA, l'accordo non ostacolerà il transito transfrontaliero di farmaci generici legittimi; che il Parlamento, nella sua risoluzione e nella sua dichiarazione scritta, ha affermato che qualsiasi misura tesa a rafforzare le competenze in termini di ispezioni transfrontaliere e sequestro di merci non dovrebbe compromettere l'accesso universale a farmaci legali, abbordabili e sicuri; che il regolamento n. 1383/2003 del Consiglio, le cui disposizioni sono oggetto di discussione in una controversia OMC, prevede misure esecutive alle frontiere per i beni in transito; che alcuni soggetti, quali compagnie farmaceutiche, produttori di farmaci generici e difensori della salute pubblica, mettono in guardia contro l'inclusione dei brevetti nell'ACTA e i potenziali effetti deleteri per l'innovazione tecnologica, l'accesso ai farmaci e la concorrenza in genere,

 

Q.  considerando l'assenza di una normativa UE sui brevetti,

 

R.   considerando che i brevetti possono essere esclusi dall'ambito di applicazione delle misure esecutive in materia civile; considerando che l'inclusione dei brevetti in detta sezione potrebbe ostacolare l'accesso a farmaci legali a prezzi modici,

 

Accesso ai farmaci

 

S.   considerando che alcuni importanti partner commerciali non aderenti all'ACTA hanno dichiarato nel Consiglio TRIPS dell’OMC che l'ACTA potrebbe essere in contrasto con l'accordo TRIPS e con altri accordi dell'OMC, rappresentare un rischio per le norme e le procedure dell'OMC in quanto opera al di fuori del quadro giuridico di tale organizzazione, pregiudicare l'equilibrio tra diritti, obblighi e flessibilità che era stato minuziosamente negoziato nell'ambito di diversi accordi OMC, distorcere il commercio o erigere barriere commerciali e comprimere le flessibilità contenute nell'accordo TRIPS e nella dichiarazione di Doha del 2001 sull'accordo TRIPS, segnatamente per quanto riguarda la salute pubblica e il commercio di farmaci generici,

 

Diritti fondamentali

 

T.   considerando che nella sua comunicazione del 19 ottobre 2010 la Commissione affermava che "l'azione dell'Unione in materia di diritti fondamentali dev'essere irreprensibile" e che "in questo senso l'Unione deve essere esemplare"; che il 20 ottobre 2010 la Commissione ha dichiarato in Aula che l'ACTA non è ancora stato siglato e che è prerogativa della Commissione, in veste di negoziatore, determinare il punto in cui i negoziati sono tecnicamente conclusi e in cui è possibile siglare l'accordo,

 

U.  considerando che qualsiasi accordo dell'Unione europea sull'ACTA deve ottemperare agli obblighi giuridici che le incombono con riferimento alla legislazione sulla riservatezza e sulla protezione dei dati, come stabilito in particolare nella direttiva 95/46/CE, nella direttiva 2002/58/CE (modificata da ultimo dalla direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009), nella direttiva 2009/136/CE e nella direttiva 2009/140/CE sulle reti e i servizi di comunicazione elettronica, nonché nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte di giustizia dell'Unione europea,

 

V.  considerando che la Commissione è vincolata dall'accordo interistituzione del 2010 e non può pertanto sostenere meccanismi di autoregolamentazione e coregolamentazione qualora siano in causa diritti fondamentali quali il diritto alla libertà di espressione;

 

W. considerando che il 19 ottobre 2010 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulla valutazione d'impatto,

 

X.  considerando che nessuna disposizione dell'accordo ACTA può essere interpretata in modo tale da creare un precedente o da consentire deroghe, presenti o future, o modifiche all'acquis che potrebbero determinare un indebolimento della tutela dei diritti fondamentali previsti dal diritto dell'UE, e che la Commissione e il Consiglio dovrebbero dichiarare esplicitamente che concordano con questo principio,

 

Indicazioni di origine geografica

 

Y.  considerando che la Commissione ha ripetutamente affermato l'importanza di far rispettare la protezione delle indicazioni geografiche (IG); considerando che le parti hanno convenuto che l'ACTA provvederà all'applicazione delle IG,

 

Scala commerciale

 

Z.   considerando che l'articolo 2.14., paragrafo 1, dell'ACTA contiene una definizione di scala commerciale, ai sensi della quale gli atti svolti su scala commerciale comprendono almeno quelli effettuati come attività commerciali volte a conseguire un vantaggio economico o commerciale diretto,

 

AA. considerando che, ai sensi della nota 9 dell'ACTA, le parti contraenti considerano attività illecite soggette a sanzioni penali ai sensi dell'articolo in questione l'importazione o l'esportazione deliberata di prodotti di marca contraffatti o di beni coperti da diritti d'autore piratati su scala commerciale, e una parte contraente può adempiere ai propri obblighi in materia di esportazione e importazione di beni coperti da diritti d'autore piratati o di prodotti di marca contraffatti, disponendo che la distribuzione, la vendita o l'offerta di vendita su scala commerciale di prodotti di marca contraffatti o di beni coperti da diritti d'autore piratati siano considerati alla stregua di attività illecite soggette a sanzioni penali,

 

Procedimenti e sanzioni penali

 

BB. considerando che la sezione dell'ACTA riguardante l'esecuzione penale contiene disposizioni riguardanti i procedimenti penali, la responsabilità penale, i reati, l'applicazione di disposizioni penali e le sanzioni; che la Presidenza del Consiglio ha negoziato le disposizioni in materia di esecuzione penale nell'ACTA per conto degli Stati membri;

 

Diritti di proprietà intellettuale nell'ambiente digitale

 

CC. ritiene che i fornitori di servizi Internet non dovrebbero essere considerati responsabili dei dati che trasmettono o conservano tramite i loro servizi a un punto tale da rendere necessari un controllo o un filtraggio preventivi di tali dati; considerando che, nel parere sull'ACTA, il Garante europeo della protezione dei dati segnala che i fornitori di servizi Internet potrebbero inserire nei loro contratti con i clienti delle clausole che consentano il controllo dei loro dati e l'annullamento degli abbonamenti,

 

DD. che l'articolo 1.2 dell'accordo precisa che ogni parte è libera di determinare le appropriate modalità di attuazione delle disposizioni dell'accordo nell'ambito del proprio ordinamento e prassi giuridici,

 

EE. considerando che le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nell'ambiente digitale rientrano nelle competenze delle autorità giudiziarie nazionali,

 

Comitato ACTA

 

FF. considerando che gli accordi istituzionali dell'ACTA conferiscono al comitato ACTA autorità in materia di, fra l'altro, applicazione e funzionamento dell'accordo, modifica dello stesso, partecipazione non governativa e decisioni concernenti il proprio regolamento e le proprie procedure; che l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea prevede che l'Unione si adoperi per il consolidamento della democrazia,

 

Il trattato di Lisbona

 

1.     rileva che, conformemente al trattato di Lisbona, i poteri del Parlamento sono stati notevolmente ampliati nell'ambito della politica commerciale comune e, in particolare, che il Parlamento è tenuto a dare la propria approvazione a tutti gli accordi commerciali conclusi dall'UE;

 

Osservazioni di carattere generale

 

2.   ribadisce che la lotta alla contraffazione è una priorità nella sua strategia politica internazionale interna ed esterna e che la cooperazione internazionale è un elemento chiave per raggiungere tale obiettivo;

 

3.   deplora che l'impatto globale dell'accordo sia per sua natura limitato dal fatto che i paesi che sono la fonte principale di contraffazioni e la maggior parte dei paesi in via di sviluppo non aderiscono all'accordo;

 

4.   prende atto della conclusione dell'undicesimo ciclo di negoziati sull'ACTA; prende atto della pubblicazione del testo consolidato il 2 ottobre 2010, a seguito del ciclo di Tokyo, e della pubblicazione del testo finale il 15 novembre 2010;

 

5.   deplora che non siano stati resi pubblici tutti i testi del negoziato discussi tra il 10 marzo 2010 e la pubblicazione del testo finale il 15 novembre 2010;

 

6.   si rammarica che detti negoziati e il raggiungimento dell'accordo non si siano svolti nel quadro dei forum multilaterali esistenti (es. OMC e OMPI), motivo per cui il numero attuale di membri è ridotto e la maggior parte dei paesi in via di sviluppo sono esclusi;

 

7.   osserva che l'adesione all'ACTA non è esclusiva e che i paesi in via di sviluppo ed emergenti possono ancora aderirvi; esorta pertanto la Commissione ad astenersi dall'imporre l'accordo ai paesi in via di sviluppo e a sollecitare le altre parti firmatarie dell'ACTA a concordare che le procedure e i termini di adesione all'accordo dovrebbero essere adeguatamente flessibili e tenere in conto i livelli di sviluppo dei paesi aderenti, in linea con le conclusioni del Consiglio sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo;

 

8.   invita la Commissione e il Consiglio a chiarire la base giuridica; chiede alla Commissione di chiarire la ripartizione delle competenze tra il Consiglio e la Commissione per quanto riguarda la sezione dell'ACTA sui procedimenti penali, anche in relazione alla siglatura; insiste che al Parlamento siano presentate le prove che la base giuridica per i negoziati dell'ACTA è pienamente conforme al trattato di Lisbona prima della siglatura;

      

9.   plaude alle ripetute dichiarazioni della Commissione che hanno fatto sì che l'attuazione delle disposizioni dell'ACTA, in particolare quelle relative alla protezione del diritto d'autore nell'ambiente digitale, sia pienamente conforme all'acquis dell'Unione e che l'accordo non introdurrà né perquisizioni alle frontiere né la cosiddetta procedura di risposta graduale ("three strikes"); ritiene che nessuna parte firmataria dell'ACTA, in particolare l'Unione europea, possa essere obbligata dall'accordo a introdurre la procedura "three strikes" o sistemi analoghi;

 

10. sollecita la Commissione a impegnarsi a comprovare per iscritto al Parlamento europeo, a tempo debito prima della siglatura dell'accordo, che l'ACTA non limiterà l'armonizzazione delle deroghe e dei limiti in materia di diritti di proprietà intellettuale e di diritti connessi nell'UE, restringerà le possibilità di futura espansione delle deroghe e dei limiti oltre quelle di cui alla direttiva 2001/29/CE, escluderà future opzioni politiche e un'azione giudiziaria per estendere l'accesso alle opere creative alla luce dei progressi tecnologici con il ricorso alle deroghe, limiterà le opzioni legislative sulle opere orfane né impedirà agli Stati membri di introdurre una legislazione intesa ad estendere l'accesso alle opere soggette a diritti di proprietà intellettuale divenute orfane o a limitare i mezzi di ricorso in caso di violazione di questi ultimi;

 

11. chiede alla Commissione di confermare che l'ACTA non avrà alcuna connessione, né adesso né in futuro, con l'acquis dell'Unione sui diritti fondamentali e sulla protezione dei dati, con gli sforzi che l'UE sta attualmente compiendo per armonizzare le misure esecutive dei DPI e con la direttiva sul commercio elettronico;

 

12  chiede alla Commissione di confermare espressamente, a tempo debito prima dell'avvio della procedura di approvazione da parte del Parlamento, che le disposizioni dell'ACTA non pregiudicano le pertinenti disposizioni dell'acquis dell'Unione, ad esempio le disposizioni contenute nella direttiva sul software (91/205/CE) e nella direttiva sulla società dell'informazione (2001/29/CE), e le misure di esecuzione di dette direttive applicate dagli Stati membri che in taluni casi consentono la decompilazione dei programmi per computer e di aggirare i moduli per una piattaforma fidata (TPM) onde consentire l'interoperabilità, promuovendo così concorrenza e innovazione;

 

Brevetti

 

13. osserva che i brevetti possono essere esclusi dalla sezione dell'ACTA sui procedimenti civili, ma sottolinea che un'esclusione esplicita e assoluta costituisce l'unico modo per garantire che l'ACTA non ostacoli l'accesso a farmaci salvavita legali, a prezzi modici;

 

14. sostiene che un incremento sostanziale dei risarcimenti e di altri ricorsi per eventuali violazioni dei diritti di proprietà intellettuale potrebbe dissuadere i produttori e i terzi che concorrono alla produzione, alla vendita o alla distribuzione di farmaci generici a prezzi modici, specialmente se tali disposizioni fossero applicate ai beni in transito; esprime preoccupazione in merito al fatto che l'applicazione ai brevetti delle disposizioni esecutive in materia civile previste dall'ACTA potrebbe andare contro l'interesse generale, accrescere i rischi di investimento e l'incertezza dei mercati, nonché mettere a repentaglio l'innovazione tecnologica, segnatamente in settori in cui le violazioni sono difficilmente determinabili o comportare la brevettazione di organismi viventi, prodotti indigeni e medicinali tradizionali; chiede alla Commissione di farsi carico, prima di siglare l'accordo, dell'ampia gamma di riserve espresso nella presente risoluzione in merito all'opzione di applicare le disposizioni di esecuzione civile ai brevetti e a presentare poi una relazione al Parlamento;

 

Accesso ai farmaci

 

15. prende atto che il testo dell'ACTA, nel preambolo, stabilisce che l'accordo intende "fornire strumenti efficaci e adeguati che integrino l'accordo TRIPS, ai fini del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, tenendo conto delle diversità nei rispettivi sistemi giuridici e procedure" delle parti aderenti all'ACTA; osserva che riconosce altresì che "i principi sanciti nella dichiarazione di Doha concernente l'accordo TRIPS e la sanità pubblica, adottata il 14 novembre 2001 dall'OMC in occasione della quarta conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Doha nel Qatar" costituiscono le fondamenta del testo dell'ACTA e ritiene pertanto che l'eventuale attuazione dell'ACTA dovrebbe soddisfare detti principi;

 

16. accoglie con favore i miglioramenti nel progetto di testo dell'ACTA che forniscono migliori salvaguardie in materia di riservatezza, sanità pubblica e includono alcune delle misure di tutela dell'accordo TRIPS; sollecita la Commissione a verificare se le disposizioni di salvaguardia nell'ACTA sono applicabili nello stesso modo delle disposizioni esecutive; chiede alla Commissione di dimostrare che l'ACTA non impedirà agli Stati membri di introdurre normative che limitino i mezzi di ricorso per le violazioni, compreso l'ampliamento dell'accesso a opere orfane coperte da diritti d'autore o il ricorso alle flessibilità previste dall'accordo TRIPS, per garantire una gamma completa di opzioni politiche future; chiede alla Commissione di effettuare una valutazione per stabilire se l'ACTA sarà di fatto un accordo vincolante e se l'articolo 1.2 prevede una flessibilità generale in merito a ogni elemento del diritto nazionale che possa essere in contrasto con l'ACTA; chiede alla Commissione di presentare i meccanismi che garantiscono la flessibilità che consente alle parti di adottare deroghe legittime agli obblighi sanciti nell'accordo, che siano coerenti con gli obiettivi e i principi dell'accordo TRIPS e la dichiarazione di Doha su TRIPS e la salute pubblica del 2001;

 

Diritti fondamentali

 

17. sottolinea che la protezione della vita privata e dei dati sono valori centrali dell'Unione europea, riconosciuti all'articolo 8 della Convenzione europea per i diritti umani e agli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che vanno rispettati in tutte le politiche e norme adottate dall'UE, conformemente all'articolo 16 del TFUE;

 

18. esorta la Commissione a presentare al Parlamento, prima di siglare l'accordo, un'analisi giuridica della portata, della legalità e del carattere esecutorio delle misure auspicate nell'ACTA per quanto riguarda la cooperazione tra i fornitori di servizi e i detentori dei diritti, come proposto all'articolo 2.18, paragrafo 3, in particolare in relazione alla questione di come gli sforzi di cooperazione all'interno del mondo degli affari non limiteranno diritti fondamentali dei cittadini, compresi il diritto alla privacy, il diritto alla libertà di espressione e il diritto a un giusto processo;

 

19. esorta nuovamente la Commissione a svolgere, a tempo debito prima di siglare l'accordo, una valutazione dell'impatto dell'applicazione dell'ACTA sui diritti fondamentali e sulla protezione dei dati, sugli sforzi attualmente compiuti dall'UE per armonizzare le misure esecutive dei DPI e sulla direttiva sul commercio elettronico;

 

20. conclude che la Commissione deve informare tempestivamente il Parlamento in merito ai risultati di dette valutazioni;

 

21. esprime preoccupazione per il contenuto dell'articolo 2.X della sezione 3, che menziona il fatto che il bagaglio personale dei viaggiatori, anche quando i beni trasportati sono di natura non commerciale, è coperto dall'accordo a meno che le parti non decidano altrimenti; ritiene che tale articolo costituisca un incentivo affinché le parti adottino norme più severe riguardo ai controlli del bagaglio personale dei viaggiatori alle frontiere, mentre la Commissione invece avrebbe dovuto difendere una maggiore protezione dei diritti fondamentali delle persone, in particolare il diritto alla vita privata, a livello internazionale;

 

22. insiste affinché la Commissione adotti rapidamente provvedimenti in conformità della comunicazione del 19 ottobre 2010 concernente una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali;

 

Indicazioni di origine geografica

      

23. sollecita la Commissione a lavorare attivamente per garantire l'inclusione di pratiche esecutive efficaci per le indicazioni di origine geografica nell'ACTA; sottolinea quanto sia importante proteggere le indicazioni di origine geografica per le società europee e per l'occupazione nell'UE; deplora che l'accordo non dia una definizione relativa alle indicazioni di origine geografica contraffatte nel suo articolo 1.X, dato che tale omissione può generare confusione o, come minimo, complicare il lavoro delle autorità amministrative e giudiziarie nell'interpretazione e nell'applicazione dell'ACTA;

 

24. non concorda con la posizione della Commissione, che afferma di avere garantito considerevoli progressi in relazione alla protezione delle indicazioni di origine geografica; ritiene che, dal momento che le indicazioni di origine geografica continueranno a non essere protette in nessuno dei paesi che non le riconoscono nella propria legislazione nazionale, i progressi registrati in questo campo siano insoddisfacenti;

 

Scala commerciale

 

25. esprime preoccupazione per il fatto che la definizione di scala commerciale nell'ACTA (articolo 2.14, paragrafo 1) va al di là della definizione adottata il 25 aprile 2007 nel quadro delle sue votazioni sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (2005/0127 (COD));

 

26. tiene conto del fatto che la Presidenza del Consiglio ha negoziato la sezione dell'ACTA sui provvedimenti penali per conto degli Stati membri; chiede alla Commissione e al Consiglio di presentare al Parlamento un'interpretazione precisa di "scala commerciale" a cui si fa riferimento nell'articolo 2.14, paragrafo 1 dell'accordo; esorta la Commissione e il Consiglio a riaffermare che l'articolo 2.14, paragrafo 1, non imporrà di modificare in alcun modo l'acquis dell'Unione, in particolare per quanto riguarda il voto del Parlamento europeo sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (2005/0127(COD)); sollecita il Consiglio e la Commissione a procedere, prima di siglare l'accordo, a una valutazione giuridica delle modalità con cui la definizione dell'ACTA "scala commerciale" siano compatibili con la decisione OMC sulla Cina e in linea con i principi UE di proporzionalità e sussidiarietà e non limiteranno il ricorso da parte degli Stati membri alle eccezioni nazionali nel settore delle misure di esecuzione penale;

 

27. ritiene che le parti non dovrebbero essere obbligate a rendere il camcording un illecito penale e, pertanto, accoglie con favore che le parti abbiano stabilito in seguito alle pressioni dell'UE che il camcording sarà considerato un reato unicamente su base facoltativa (articolo2.14, paragrafo 3, e articolo 2.15);

 

Procedimenti e sanzioni penali

 

28. esprime preoccupazione per il fatto che l'ACTA consente alle autorità giudiziarie di emanare un'ordinanza (ossia un'ingiunzione secondo l'articolo 2.X) nei confronti di una parte o di un terzo; rileva che tale potere di ingiunzione contraddice la direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, che prevede l'ingiunzione solo per "prevenire qualsiasi violazione imminente"; rileva inoltre che, a norma di detta direttiva, i terzi devono essere implicati nella violazione per essere potenzialmente soggetti all'ingiunzione dell'autorità giudiziaria;

 

29. chiede che il Garante europeo della protezione dei dati presenti un parere sul più recente testo dell'ACTA;

 

Diritti di proprietà intellettuale nell'ambiente digitale

 

30. deplora il fatto che l'articolo 2.18, paragrafo 3, incarica espressamente le parti (con la formulazione "si adopera") di cooperare con il mondo degli affari per "affrontare con efficacia" le violazioni; rammenta alla Commissione che l'accordo interistituzionale del 2003 stabilisce che essa è tenuta a "far sì che il ricorso ai meccanismi di coregolamentazione e di autoregolamentazione sia sempre conforme al diritto comunitario" e garantisce che "tali meccanismi non si applicano se sono in gioco i diritti fondamentali"; chiede alla Commissione di valutare, in termini globali, se l'ACTA può alterare l'attuale equilibrio nella legislazione UE tra obblighi legali dei fornitori di servizi internet di proteggere i dati personali degli utenti finali e di fornire gli stessi dati ai detentori di diritti di proprietà intellettuale o ad autorità amministrative e giudiziarie;

 

31. esorta la Commissione ad assicurare che la portata dell'accordo sia limitata all'attuale sistema europeo di applicazione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) contro la contraffazione; ritiene quindi che il termine "ingiustificabilmente" non dovrebbe figurare all'articolo 2.X;

 

32. esprime preoccupazione per il fatto che una definizione molto ampia di atti di scala commerciale (articolo 2.14, paragrafo 1) unita a un obbligo di migliorare l'applicazione di sanzioni penali in caso di violazione dei DPI in ambiente digitale (articolo 2.18, paragrafo 1), anche per favoreggiamento e complicità (art. 2.14, paragrafo 4), può incoraggiare le parti contraenti dell'accordo ad adottare una legislazione che condurrà in pratica all'incriminazione degli utenti privati e degli intermediari;

 

Comitato ACTA

 

33. ritiene che il comitato ACTA dovrebbe operare con modalità aperte, inclusive e trasparenti; incarica la Commissione di presentare in tempo utile, prima che il Parlamento esamini il suo parere relativo all'approvazione, le raccomandazioni concernenti la governance del comitato ACTA, con particolare riguardo alla partecipazione del Parlamento europeo e al processo di modifica dell'accordo;

 

34. sottolinea che qualsiasi modifica all'accordo deve essere soggetta dal controllo pubblico di tutte le parti interessate e deve essere oggetto di approvazione parlamentare; chiede alla Commissione di consultare il Consiglio e il Parlamento europeo prima di accettare o proporre qualsiasi modifica all'attuale testo al comitato ACTA, in un processo che assicuri trasparenza, controllo parlamentare e partecipazione pubblica;

 

Condizioni poste dal Parlamento per l'approvazione

 

35. ricorda che l'accordo ACTA necessita dell'approvazione del Parlamento europeo e, eventualmente, della ratifica degli Stati membri per entrare in vigore; invita la Commissione e il Consiglio a non proporre alcuna applicazione provvisoria dell'accordo prima che il Parlamento abbia espresso la sua approvazione; ricorda alla Commissione e al Consiglio che il Parlamento si riserva il diritto di rifiutare di dare la propria approvazione; subordina ogni eventuale approvazione dell'accordo ACTA alla piena cooperazione sulla presente risoluzione;

 

36. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati partecipanti ai negoziati ACTA.

 

 

(1)

Testi approvati, P6_TA(2008)0634.

(2)

Testi approvati, P6_TA(2010)0058.

(3)

GU L 178 del 18.12.09, pag. 1.

(4)

GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37.

(5)

GU L 337 del 18.12.09, pag. 11.

Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2010Avviso legale