Procedura : 2012/2553(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B7-0135/2012

Testi presentati :

RC-B7-0135/2012

Discussioni :

OJ 14/03/2012 - 102

Votazioni :

PV 15/03/2012 - 11.4
CRE 15/03/2012 - 11.4
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 146kWORD 84k
13.3.2012
PE483.186v01-00}
PE483.191v01-00}
PE483.192v01-00}
PE483.193v01-00}
PE483.195v01-00} RC1
 
B7-0135/2012}
B7-0140/2012}
B7-0141/2012}
B7-0142/2012}
B7-0143/2012} RC1

presentata a norma dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi

ECR (B7‑0135/2012)

PPE (B7‑0140/2012)

ALDE (B7‑0141/2012)

S&D (B7‑0142/2012)

Verts/ALE (B7‑0143/2012)


sul Kazakhstan


José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok, Ioannis Kasoulides, Elisabeth Jeggle, Cristian Dan Preda, Mario Mauro, Jacek Saryusz-Wolski, Paolo Bartolozzi, Krzysztof Lisek, Eduard Kukan, Ria Oomen-Ruijten, Paweł Zalewski, Francisco José Millán Mon, Marietta Giannakou, Jacek Protasiewicz, Andrzej Grzyb, Alf Svensson, Anna Ibrisagic, Kinga Gál, Elena Băsescu, Piotr Borys, Traian Ungureanu, Peter Šťastný, Inese Vaidere, Monica Luisa Macovei a nome del gruppo PPE
Liisa Jaakonsaari, Ana Gomes, Vilija Blinkevičiūtė, Kristian Vigenin, Marek Siwiec, Emilio Menéndez del Valle a nome del gruppo S&D
Norica Nicolai, Leonidas Donskis, Marietje Schaake, Alexander Graf Lambsdorff, Graham Watson, Marielle de Sarnez, Sonia Alfano, Kristiina Ojuland a nome del gruppo ALDE
Nicole Kiil-Nielsen, Barbara Lochbihler a nome del gruppo Verts/ALE
Charles Tannock, Valdemar Tomaševski a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sul Kazakhstan  

Il Parlamento europeo,

–   viste le disposizioni generali sull'azione esterna dell'Unione di cui all'articolo 21 del TUE e la procedura per la conclusione degli accordi internazionali stabilita all'articolo 218 del TFUE,

–   vista la strategia dell'UE per l'Asia centrale,

–   visto l'accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e il Kazakhstan entrato in vigore nel 1999, e in particolare l'articolo 2 (sezione "Principi generali"),

–   vista la strategia dell'UE per un nuovo partenariato con l'Asia centrale, adottata dal Consiglio europeo il 21-22 giugno 2007, e viste le relazioni di aggiornamento del 24 giugno 2008 e del 28 giugno 2010,

–   vista la dichiarazione del Consiglio sul Kazakhstan del 24 maggio 2011,

–   viste le dichiarazioni dell'Unione europea sul Kazakhstan al Consiglio permanente dell'OSCE del 3 novembre e del 22 dicembre 2011 e del 19 gennaio, del 26 gennaio e del 9 febbraio 2012, nonché le dichiarazioni del vicepresidente/alto rappresentante dell'UE, Catherine Ashton, del 17 dicembre 2011, sugli eventi nel distretto di Zhanaozen, e del 17 gennaio 2012, sulle elezioni parlamentari del 15 gennaio 2012 in Kazakhstan,

–   viste la dichiarazione relativa ai risultati preliminari e le conclusioni della missione guidata dall'OSCE/ODIHR incaricata dell'osservazione delle elezioni parlamentari del 15 gennaio 2012,

–   vista la dichiarazione del rappresentante dell'OSCE per la libertà dei media, del 25 gennaio 2012, sulla situazione dei media in Kazakhstan,

–   vista la dichiarazione del direttore dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE, del 1° febbraio 2012, sulla repressione nei confronti dell'opposizione kazaka,

–   vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2011 su una strategia dell'UE per l'Asia centrale(1),

–   visto il paragrafo 23 della sua risoluzione del 16 febbraio 2012 sul Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani(2),

–   visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che l'Unione europea e il Kazakhstan potrebbero trarre notevoli benefici da una cooperazione più stretta e che il Parlamento europeo sostiene questo obiettivo, sottolineando nel contempo che la cooperazione economica deve procedere di pari passo con la cooperazione politica e basarsi sulla volontà politica di mettere in atto e difendere valori comuni, dato il ruolo fondamentale che il Kazakhstan svolge per lo sviluppo socio-economico dell'Asia centrale e per la stabilità e la sicurezza della regione;

B.  considerando che nel giugno 2011 sono stati avviati i negoziati per un nuovo accordo rafforzato UE-Kazakhstan, che dovrebbe sostituire l'accordo di partenariato e di cooperazione attualmente in vigore;

C. considerando che il 17 febbraio 2012 il presidente del Kazakhstan ha firmato varie leggi volte a migliorare la base giuridica per le relazioni industriali, i diritti dei lavoratori e il dialogo sociale e a rafforzare l'indipendenza del potere giudiziario;

D. considerando che il 16 dicembre 2011 numerose persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite durante i disordini che hanno avuto luogo nella città di Zhanaozen, nel Kazakhstan occidentale, dove oltre 3000 persone hanno manifestato pacificamente sulla piazza principale a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori del settore petrolifero, che dallo scorso maggio scioperavano per un aumento dei salari e migliori condizioni e per il diritto di scegliere la propria rappresentanza sindacale;

E.  considerando che le autorità hanno comunicato la morte di 17 persone dopo che, stando a fonti indipendenti e testimoni oculari, la polizia antisommossa ha attaccato i manifestanti aprendo il fuoco sui civili, tra cui gli scioperanti disarmati e le loro famiglie; che dopo gli scontri le autorità kazake hanno dichiarato lo stato di emergenza, vietando l'accesso di giornalisti e osservatori indipendenti a Zhanaozen; che lo stato di emergenza è stato infine revocato il 31 gennaio 2012, ma che i testimoni hanno dichiarato che il bilancio delle vittime potrebbe essere molto più alto; che le autorità regionali si sono impegnate a concedere un aiuto finanziario alle famiglie delle persone che hanno perso la vita in questi avvenimenti;

F.  considerando che non vi è ancora chiarezza riguardo a quanto è effettivamente avvenuto a Zhanaozen il 16 dicembre 2011; che le autorità hanno inizialmente tagliato le comunicazioni e l'accesso alla città è stato controllato in virtù di uno stato d'emergenza che si è protratto fino al 31 gennaio 2012; che le intimidazioni e i violenti attacchi nei confronti dei mezzi d'informazione indipendenti, insieme al clima di paura che si è instaurato tra i cittadini, continuano a ostacolare l'emergere di una maggiore chiarezza al riguardo;

G. considerando che dal dicembre 2012 all'incirca 43 persone sono state arrestate e sono accusate di reati che prevedono condanne fino a sei anni di reclusione, inclusi noti leader e attivisti dello sciopero dei lavoratori del petrolio, tra cui Talat Saktaganov, Roza Tuletaeva e Natalya Azhigalieva; che alcuni giovani accusati di attività islamiste sono stati arrestati il 3 febbraio 2012 nella città di Uralsk poiché sospettati di organizzare agitazioni di massa a Zhanaozen;

H. considerando che il presidente del Kazakhstan ha chiesto un'indagine esaustiva degli eventi, ha istituito una commissione governativa guidata dal primo vice primo ministro e ha invitato esperti internazionali, tra cui esperti dell'ONU, a partecipare al processo d'indagine; che diversi funzionari di polizia sono sotto inchiesta per aver fatto fuoco inopportunamente, anche se finora nessuno di loro è stato incriminato;

I.   considerando che, secondo diverse fonti, i detenuti sarebbero sottoposti a torture e maltrattamenti; che è necessario avviare un'indagine credibile, seguita da un'azione legale adeguata, anche per quanto riguarda questo aspetto;

J.   considerando che l'OSCE ha giudicato che le elezioni politiche del 15 gennaio 2012 non si siano svolte in conformità delle sue norme, date le numerose irregolarità nel voto e l'impiego di risorse pubbliche e slogan per aumentare la popolarità del partito al governo, il che non ha creato le condizioni necessarie per lo svolgimento di elezioni autenticamente pluraliste, nonostante si ritenga che questa volta vi sia stata una buona gestione a livello tecnico;

K. considerando che il 6 gennaio 2012 il presidente del Kazakhstan ha firmato la legge sulla sicurezza nazionale, che accresce l'autorità dei servizi di sicurezza e afferma che gli individui ritenuti colpevoli di nuocere all'immagine del paese sulla scena mondiale possono essere considerati "distruttivi" e dovranno subirne le conseguenze;

L.  considerando che gli ultimi mesi sono stati caratterizzati dal deterioramento della situazione dei diritti umani in Kazakhstan, come emerge dalle dichiarazioni dell'Unione europea al Consiglio permanente dell'OSCE e dalle recenti dichiarazioni del rappresentante dell'OSCE per la libertà dei media e del direttore dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE;

M. considerando che nel settembre 2011 le autorità hanno approvato una legge sulla religione che obbliga tutti i gruppi religiosi a effettuare una nuova registrazione e comprende disposizioni che potrebbero vietare ai cittadini kazaki di praticare la loro fede liberamente; che, inoltre, tutte le leggi recentemente adottate in materia di mezzi di comunicazione di massa e sicurezza nazionale includono disposizioni che accentuano i tratti illiberali del sistema politico del Kazakhstan e sono contrarie agli obiettivi di democratizzazione dichiarati;

N. considerando che l'8 agosto 2011 il tribunale della città di Aktau ha giudicato Natalia Sokolova, il legale dei lavoratori del settore petrolifero, colpevole di aver "incitato alla discordia sociale" e "partecipato attivamente ad assemblee non autorizzate", condannandola a 6 anni di reclusione;

O. considerando che, nella prospettiva di accrescere la propria rispettabilità a livello internazionale, il Kazakhstan ha assunto la presidenza dell'OSCE nel 2010 e si è impegnato ad attuare una serie di riforme democratiche e a rispettare i principi fondamentali di questa organizzazione;

P.  considerando che negli ultimi due mesi i partiti e le organizzazioni dell'opposizione, Alga, Azat e il Movimento socialista del Kazakhstan , i mezzi d'informazione indipendenti, tra cui i giornali Vzglyad, Golos Republik e Respublika e il canale televisivo satellitare Stan TV, nonché i sindacati indipendenti, tra cui Zhanartu, e altre organizzazioni della società civile sono stati oggetto di repressioni sempre più dure, che hanno portato all'arresto, tra l'altro, di Vladimir Kozlov, leader del partito Alga, e di Igor Vinyavski, caporedattore di Vzglyad; che, il 28 gennaio, circa 1000 persone hanno partecipato ad Almaty a una protesta non autorizzata contro la repressione, invitando le autorità a porre fine alle persecuzioni politiche;

Q. considerando che i partiti dell'opposizione hanno annunciato di voler organizzare una manifestazione di protesta il 24 marzo ad Almaty in occasione del centesimo giorno dalle uccisioni a Zhanaozen;

R.  considerando che Vladimir Kozlov è stato arrestato e tenuto in isolamento poco dopo il suo rientro da incontri con il Parlamento europeo e con il Servizio europeo per l'azione esterna, e che ciò fornisce all'UE ulteriori motivi di preoccupazione, sottolineando l'importanza di preservare la possibilità per le nostre istituzioni di dialogare con un'ampia varietà di attori nei paesi partner senza che questo abbia conseguenze negative sui nostri interlocutori;

1.  sottolinea l'importanza delle relazioni fra l'UE e il Kazakhstan e del rafforzamento della loro cooperazione politica ed economica, anche in campi strategici come quelli della democrazia, dei diritti umani, dell'ambiente, dell'energia, del commercio e dei trasporti, oltre che nella lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti; sottolinea che lo scorso anno è stato caratterizzato da un'accresciuta cooperazione, da frequenti incontri ad alto livello e dall'avvio dei negoziati per un nuovo accordo di partenariato e cooperazione;

2.  esprime la sua profonda preoccupazione e il suo cordoglio per gli eventi accaduti il 16 dicembre 2011 nel distretto kazako di Zhanaozen, in cui 17 persone hanno perso la vita e altre 110 sono rimaste ferite;

3.  condanna fermamente la violenta repressione attuata dalla polizia contro i manifestanti a Zhanaozen e chiede che sull'accaduto si svolga un'indagine indipendente e credibile, cui partecipi una componente internazionale;

4.  dichiara la sua intenzione di continuare a intrattenere dialoghi con gli attori della società civile, quale componente delle sue relazioni con il Kazakhstan e in linea con le pratiche adottate nelle sue relazioni con altri paesi terzi; si attende rispetto per questi dialoghi e sottolinea di non essere indifferente al benessere dei suoi interlocutori;

5.  ritiene che la cattiva gestione della vertenza di lavoro nel settore petrolifero nel Kazakhstan occidentale sia stata la causa principale del crescente malcontento popolare che ha preceduto gli eventi di metà dicembre 2011; è convinto che per raggiungere la pace sociale e una stabilità sostenibile siano essenziali il riconoscimento - nelle parole e nei fatti - del diritto dei lavoratori a organizzarsi, un dialogo basato sul rispetto reciproco tra rappresentanti sindacali, datori di lavoro e autorità, la reintegrazione dei lavoratori licenziati o il loro collocamento in nuovi posti di lavoro, il sostegno alle famiglie che soffrono le conseguenze dei recenti avvenimenti e la costruzione della fiducia nelle autorità preposte all'applicazione della legge;

6.  invita il SEAE a monitorare da vicino il processo a carico delle persone accusate di aver organizzato le manifestazioni e a riferirne al Parlamento;

7.  si rallegra del recente rilascio del difensore dei diritti umani Yevgeny Zhovtis, direttore della sezione kazaka dell'Ufficio internazionale per i diritti umani e lo stato di diritto, e del giornalista della "Vremya" Tokhniyaz Kuchukov, che hanno beneficiato di un'amnistia in virtù di una decisione giudiziaria in data 2 febbraio 2012 dopo essere stati condannati, nel settembre 2009, a quattro anni di detenzione in un campo di lavoro;

8.  si duole che per il resto siano rare le eccezioni alla tendenza negativa negli sviluppi concernenti i diritti umani in Kazakhstan, che è in atto da parecchio tempo e si è recentemente acuita, e invita le autorità kazake a fornire garanzie riguardo alla sicurezza delle famiglie degli attivisti arrestati;

9.  sollecita le autorità kazake a compiere ogni sforzo per migliorare la situazione dei diritti umani nel loro paese; sottolinea che l'avanzamento dei negoziati per il nuovo accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'UE e il Kazakhstan deve essere subordinato ai progressi nella realizzazione delle riforme politiche; esorta il Kazakhstan a mantenere l'impegno dichiarato ad attuare ulteriori riforme al fine di edificare una società aperta e democratica, con una società civile e un'opposizione indipendenti e che rispetti i diritti fondamentali e lo stato di diritto;

10. plaude alle modifiche legislative attuate negli ultimi mesi, volte ad allargare il ventaglio di partiti che possono presentare candidati al parlamento; prende atto del fatto che, dopo le ultime elezioni politiche, sono tre i partiti rappresentati nel nuovo parlamento; si rammarica del fatto che a vari partiti di opposizione non viene consentito di iscriversi, e incoraggia le autorità kazake a intraprendere le ulteriori riforme che sono necessarie per assicurare elezioni realmente pluralistiche e a sostenere il funzionamento dei media indipendenti e le attività delle ONG;

11. invita le autorità kazake a occuparsi in via prioritaria delle questioni sollevate dall'OSCE/ODIHR, in modo da permettere all'opposizione di svolgere il suo legittimo ruolo in una società democratica, e ad adottare tutte le misure necessarie per conformarsi agli standard elettorali internazionali; invita il SEAE a sostenere il Kazakhstan nell'affrontare questi problemi;

12. prende atto della tabella di marcia per l'adesione del Kazakhstan all'OMC, che contribuirà a creare parità di condizioni per le comunità imprenditoriali di ambo le parti e agevolerà e liberalizzerà gli scambi, e invia un messaggio di cooperazione e apertura; sottolinea che l'adesione comporterà per il Kazakhstan l'obbligo di rispettare tutte le norme dell'OMC, compresa l'abolizione alle misure protezionistiche;

13. esprime la propria indignazione per gli arresti di leader dell'opposizione e giornalisti verificatisi da gennaio 2012, e invita le autorità kazake a porre fine al giro di vite nei confronti dell'opposizione e dei media indipendenti nel paese e a liberare tutte le persone incarcerate per motivi politici, tra cui Vladimir Kozlov, leader del partito Alga, Igor Vinyavskiy, redattore capo del giornale Vzglyad, e Natalia Sokolova, legale che difende i lavoratori in sciopero del settore petrolifero, nonché tutte le persone menzionate nelle recenti dichiarazioni dell'UE al Consiglio permanente dell'OSCE che sono ancora detenute; chiede che Vladimir Kozlov possa entrare in contatto con la sua famiglia, compresa sua moglie, e che si proceda a una valutazione medica indipendente del suo stato di salute;

14. sollecita le autorità kazake a migliorare rapidamente il loro livello di rispetto delle libertà di riunione, associazione, espressione e religione, in accordo con le raccomandazioni dei rappresentanti e degli organi dell'OSCE e prestando scrupolosa attenzione agli impegni internazionali assunti dal Kazakhstan, come pure alle promesse fatte prima che fosse presa la decisione di permettere al Kazakhstan di esercitare la presidenza dell'OSCE nel 2010; richiama l'attenzione sul pregevole piano d'azione nazionale per i diritti umani adottato nel 2009, ed esorta le autorità kazake ad attuarlo pienamente;

15. è convinto che le autorità e la società kazake trarrebbero enormi benefici dall'adozione di tali misure, anche in termini di stabilità e sicurezza e di una ripresa di quella crescita del prestigio internazionale del paese che si era costantemente registrata in precedenza;

16. sottolinea l'importanza dei dialoghi sui diritti umani fra l'UE e le autorità kazake se in essi è possibile affrontare apertamente tutte le questioni; invita a rafforzare tali dialoghi al fine di renderli più efficaci e orientati ai risultati e ad aprirne la partecipazione agli attori della società civile;

17. invita l'UE, e in particolare l'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a seguire da vicino gli sviluppi della situazione, a sollevare presso le autorità kazake tutte le questioni che suscitano preoccupazione, a offrire assistenza e a riferire regolarmente al Parlamento europeo;

18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente/alto rappresentante e al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Repubblica del Kazakhstan e all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

 

 

(1)

P7_TA-PROV(2011)0588

(2)

P7_TA-PROV(2012)0058

Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2012Avviso legale