Procedura : 2016/2693(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0591/2016

Testi presentati :

RC-B8-0591/2016

Discussioni :

PV 12/05/2016 - 8.2
CRE 12/05/2016 - 8.2

Votazioni :

PV 12/05/2016 - 9.2

Testi approvati :

P8_TA(2016)0219

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 295kWORD 83k
11.5.2016
PE582.609v01-00}
PE582.611v01-00}
PE582.613v01-00}
PE582.616v01-00}
PE582.618v01-00}
PE582.620v01-00} RC1
 
B8-0591/2016}
B8-0593/2016}
B8-0595/2016}
B8-0598/2016}
B8-0600/2016}
B8-0602/2016} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

Verts/ALE (B8-0591/2016)

ECR (B8-0593/2016)

S&D (B8-0595/2016)

GUE/NGL (B8-0598/2016)

PPE (B8-0600/2016)

ALDE (B8-0602/2016)


sul Gambia (2016/2693(RSP))


Cristian Dan Preda, Elmar Brok, Tomáš Zdechovský, Andrej Plenković, Davor Ivo Stier, Eva Paunova, Milan Zver, Ildikó Gáll-Pelcz, David McAllister, Brian Hayes, Maurice Ponga, Bogdan Brunon Wenta, Adam Szejnfeld, Jarosław Wałęsa, Giovanni La Via, Tunne Kelam, Patricija Šulin, Ivan Štefanec, Dubravka Šuica, Ivana Maletić, Therese Comodini Cachia, Sven Schulze, Luděk Niedermayer, Eduard Kukan, Pavel Svoboda, Romana Tomc, Lefteris Christoforou, Csaba Sógor, Roberta Metsola, Michaela Šojdrová, Claude Rolin, József Nagy, Krzysztof Hetman, Stanislav Polčák, László Tőkés, Inese Vaidere, Ramona Nicole Mănescu a nome del gruppo PPE
Victor Boştinaru, Eric Andrieu, Nikos Androulakis, Maria Arena, Francisco Assis, Zigmantas Balčytis, Hugues Bayet, Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, José Blanco López, Vilija Blinkevičiūtė, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Nicola Caputo, Andrea Cozzolino, Andi Cristea, Nicola Danti, Isabella De Monte, Monika Flašíková Beňová, Knut Fleckenstein, Doru-Claudian Frunzulică, Eider Gardiazabal Rubial, Elena Gentile, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Neena Gill, Michela Giuffrida, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Sergio Gutiérrez Prieto, Richard Howitt, Cătălin Sorin Ivan, Liisa Jaakonsaari, Afzal Khan, Jude Kirton-Darling, Miapetra Kumpula-Natri, Cécile Kashetu Kyenge, Javi López, Juan Fernando López Aguilar, Krystyna Łybacka, David Martin, Edouard Martin, Marlene Mizzi, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Victor Negrescu, Momchil Nekov, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Pina Picierno, Tonino Picula, Miroslav Poche, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Daciana Octavia Sârbu, Siôn Simon, Monika Smolková, Tibor Szanyi, Claudia Tapardel, Marc Tarabella, Patrizia Toia, Elena Valenciano, Julie Ward, Josef Weidenholzer, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho a nome del gruppo S&D
Ruža Tomašić, Angel Dzhambazki, Mark Demesmaeker, Raffaele Fitto, Monica Macovei, Kay Swinburne, Ryszard Antoni Legutko, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Czarnecki, Anna Elżbieta Fotyga, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Pirkko Ruohonen-Lerner, Jana Žitňanská a nome del gruppo ECR
Nedzhmi Ali, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Marielle de Sarnez, Gérard Deprez, Martina Dlabajová, Nathalie Griesbeck, Antanas Guoga, Marian Harkin, Filiz Hyusmenova, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Kaja Kallas, Ilhan Kyuchyuk, Valentinas Mazuronis, Javier Nart, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Carolina Punset, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Robert Rochefort, Marietje Schaake, Jasenko Selimovic, Hannu Takkula, Pavel Telička, Ramon Tremosa i Balcells, Ivo Vajgl, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans, Paavo Väyrynen, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Xabier Benito Ziluaga, Tania González Peñas, Kateřina Konečná, Merja Kyllönen, Jiří Maštálka, Lola Sánchez Caldentey, Barbara Spinelli, Estefanía Torres Martínez, Miguel Urbán Crespo, Marie-Christine Vergiat a nome del gruppo GUE/NGL
Jean Lambert, Maria Heubuch, Heidi Hautala, Bart Staes, Ernest Urtasun, Barbara Lochbihler, Tamás Meszerics, Jordi Sebastià, Davor Škrlec, Bodil Valero, Igor Šoltes, Bronis Ropė, Judith Sargentini a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Piernicola Pedicini, Laura Ferrara, Laura Agea, Isabella Adinolfi a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sul Gambia (2016/2693(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Gambia,

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2015 sulle priorità dell'UE per il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 2015(1),

–  viste le numerose interrogazioni parlamentari sulla situazione in Gambia,

–  vista la dichiarazione del 17 aprile 2016 del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sulla situazione dei diritti umani in Gambia,

–  viste le numerose dichiarazioni rese dalla delegazione dell'UE in Gambia,

–  vista la risoluzione della commissione dell'Unione africana, del 28 febbraio 2015, sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica del Gambia,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 17 aprile 2016 dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon,

–  visti la relazione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, elaborata dal relatore speciale sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, e l'addendum: missione in Gambia, del 2 marzo 2015,

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in Gambia, dell'11 maggio 2015,

–  visto la relazione del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla revisione periodica universale (UPR) sul Gambia, del 24 dicembre 2014,

–  visto l'accordo di partenariato di Cotonou firmato nel giugno 2000,

–  vista la Costituzione gambiana,

–  vista la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo,

–  vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli,

–  vista la dichiarazione delle Nazioni Unite, del 1981, sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o sul credo,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che Yahya Jammeh ha assunto il potere in Gambia nel 1994, in seguito a un colpo di Stato; che è stato eletto presidente nel 1996 ed è stato successivamente rieletto per tre mandati in circostanze controverse;

B.  considerando che le elezioni presidenziali sono previste per il 1° dicembre 2016, mentre quelle legislative per il 6 aprile 2017; che le ultime elezioni presidenziali, tenutesi nel 2011, sono state condannate dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) per l'assenza di legittimità e per essere state accompagnate da repressioni e intimidazioni ai danni dei partiti dell'opposizione e dei loro elettori;

C.  considerando che una manifestazione pacifica svoltasi il 14 aprile 2016 a Serekunda, alla periferia della capitale Banjul, in favore di una riforma elettorale ha scatenato reazioni violente da parte delle forze di sicurezza gambiane e ha portato alla detenzione arbitraria dei manifestanti, tra cui numerosi membri del Partito democratico unito (UDP); che Solo Sandeng, leader dell'opposizione e membro dell'UDP, è deceduto durante la detenzione, poco dopo essere stato arrestato in circostanze sospette;

D.  considerando che i membri dell'UDP si sono radunati nuovamente il 16 aprile 2016 per chiedere giustizia per la morte di Solo Sandeng e il rilascio degli altri membri del loro partito; che la polizia ha lanciato gas lacrimogeni sui manifestanti e ha arrestato diverse persone;

E.  considerando che un altro leader dell'opposizione, Ousainou Darboe, e alti rappresentanti del partito sono stati arrestati e continuano a essere sotto la custodia dello Stato; che, secondo quanto riportato, sarebbero gravemente feriti;

F.  considerando che ad Alagie Abdoulie Ceesay, direttore della radio indipendente Teranga FM, arrestato il 2 luglio 2015 dall'Agenzia nazionale di intelligence (NIA), è stato negato per tre volte il rilascio su cauzione, nonostante le precarie condizioni di salute;

G.  considerando che nel marzo 2016 il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha pubblicato un parere, adottato durante l'ultima sessione del dicembre 2015, in cui si sottolineava che Alagie Abdoulie Ceesay era stato privato della libertà in modo arbitrario e si chiedeva al Gambia di rilasciarlo e di far cadere ogni accusa contro di lui;

H.  considerando che in Gambia i difensori dei diritti umani e i giornalisti sono vittime di pratiche abusive e di una legislazione repressiva e sono costantemente oggetto di vessazioni e intimidazioni, arresti e detenzioni, sparizioni forzate, oppure sono costretti all'esilio;

I.  considerando che in Gambia la tortura e altre forme di maltrattamento sono utilizzate regolarmente; che, secondo quanto riferito, le persone subiscono continuamente brutali torture o altri maltrattamenti, finalizzati a estorcere loro "confessioni" che sono poi utilizzate nei tribunali, come emerso dalla relazione redatta dopo la visita nel 2014 in Gambia del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti;

J.  considerando che le detenzioni arbitrarie ad opera della NIA e della polizia sono all'ordine del giorno, come nel caso dell'ex vice ministro dell'Agricoltura, Ousman Jammeh, e degli studiosi islamici Sheikh Omar Colley, Imam Ousman Sawaneh e Imam Cherno Gassama, e che le persone sono spesso detenute in assenza di accuse e oltre il limite di 72 ore entro il quale un sospettato deve essere fatto comparire dinanzi a un giudice, in violazione della Costituzione;

K.  considerando che la legislazione contro l'omosessualità in vigore in Gambia prevede lunghi periodi di detenzione e multe pesanti per "omosessualità aggravata"; che le persone LGBTI sono spesso vittime di attacchi, minacce o arresti arbitrari da parte delle forze di sicurezza e che alcune di esse sono state costrette ad abbandonare il paese per la propria incolumità;

L.  considerando che il Gambia è uno dei quindici paesi più poveri al mondo e che quasi un quarto della sua popolazione vive in condizioni di insicurezza alimentare cronica; che il paese è fortemente dipendente dagli aiuti internazionali; che, dal 2015, 14 475 gambiani hanno richiesto asilo nell'UE;

M.  considerando che la situazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto in Gambia desta reali preoccupazioni; che l'UE affronta queste questioni dalla fine del 2009 in un dialogo a norma dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou, seppur con limitati risultati concreti;

N.  considerando che, alla luce delle preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani, l'UE ha drasticamente ridotto i suoi aiuti al Gambia, sebbene continui a essere il maggiore donatore per il paese, con un totale di 33 milioni di EUR stanziati per il periodo 2015-2016 del programma indicativo nazionale (PIN); che dopo la riduzione degli aiuti, nel giugno 2015 il presidente Jammeh ha immediatamente espulso l'incaricato d'affari dell'UE in Gambia, Agnes Guillard;

O.  considerando che il PIN per il periodo 2015-2016 per il Gambia prevede investimenti in agricoltura e sicurezza alimentare, come pure nel settore dei trasporti, ma nessuno stanziamento di fondi a favore dello sviluppo della società civile, della governance democratica o della promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto;

P.  considerando che il Gambia è membro dell'ECOWAS; che nel luglio 2014 l'UE e l'ECOWAS hanno sottoscritto un accordo di partenariato economico (APE) che sarà ratificato nel 2016; che gli APE rafforzano non solo il commercio equo e solidale, ma anche i diritti umani e il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

Q.  considerando che il Gambia è uno Stato membro dell'Unione africana (UA), una parte contraente della Carta africana e un firmatario della Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo;

R.  considerando che la legge di modifica della legge elettorale del 2015 esclude i partiti di opposizione con un aumento dei costi e rende il Gambia uno dei paesi in cui è più dispendioso competere per una carica pubblica, limitando, in questo modo, i diritti dei cittadini;

1.  esprime massima preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione della sicurezza e dei diritti umani in Gambia e deplora gli attacchi perpetrati il 14 e il 16 aprile 2016 contro i partecipanti a manifestazioni pacifiche;

2.  chiede il rilascio immediato di tutti i manifestanti arrestati nell'ambito delle proteste del 14 e del 16 aprile; chiede al governo della Repubblica del Gambia di garantire un giusto processo a tutte le persone detenute perché sospettate di aver partecipato al tentativo incostituzionale di cambiamento di governo; chiede alle autorità del Gambia di garantire la loro integrità fisica e psicologica in ogni circostanza e di assicurare che chi è ferito riceva senza indugio assistenza medica; esprime preoccupazione per le testimonianze di torture e maltrattamenti di altri prigionieri;

3.  esorta le autorità gambiane a svolgere un'indagine rapida e indipendente su tali eventi ed esprime profonda preoccupazione, in particolare, per la notizia del decesso in carcere dell'attivista di opposizione Solo Sandeng;

4.  condanna fermamente le sparizioni forzate, le detenzioni arbitrarie, le torture e le altre violazioni dei diritti umani perpetrate a danno delle voci del dissenso, tra cui giornalisti, difensori dei diritti umani, oppositori e critici politici, come pure delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, durante il governo del presidente Yahya Jammeh; chiede che tutti i prigionieri tenuti in isolamento siano sottoposti a processo o rilasciati;

5.  chiede all'UE e all'UA di collaborare con il Gambia per istituire misure di salvaguardia contro la tortura, garantire un accesso indipendente ai prigionieri e riformare tutte le norme che interferiscono con i diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, tra cui quelle riguardanti i reati di sedizione, diffamazione e diffusione di informazioni false, previsti dal codice penale, e l'emendamento alla legge sull'informazione e la comunicazione del 2013, che prevede la censura dell'espressione online;

6.  invita il Gambia a ratificare la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti;

7.  invita il governo del Gambia a indagare sulle prove di violazioni dei diritti umani commesse dalla NIA, a introdurre norme volte a garantire pari diritti ai cittadini, anche in merito ai problemi relativi alle disuguaglianze, e a portare avanti i progetti per la creazione di una commissione nazionale per i diritti umani, conformemente ai principi di Parigi sulle istituzioni per i diritti umani, con l'obiettivo di monitorare i presunti casi di violazioni dei diritti umani e svolgere indagini al riguardo;

8.  esorta il governo del Gambia e le autorità regionali ad adottare tutte le misure necessarie per fermare le discriminazioni e gli attacchi a danno delle persone LGBTI e la loro criminalizzazione, nonché per garantire il loro diritto alla libertà di espressione, anche mediante la rimozione dal codice penale gambiano delle disposizioni che criminalizzano le persone LGBTI;

9.  chiede alle autorità gambiane di evitare ogni forma di discriminazione religiosa, di incoraggiare un dialogo pacifico e inclusivo tra tutte le comunità e di adoperarsi a favore di tale dialogo;

10.  invita l'ECOWAS e l'UA a portare avanti il proprio impegno per quanto concerne le violazioni dei diritti umani commesse attualmente dal regime gambiano; rammenta che la sicurezza e la stabilizzazione sono tuttora grandi sfide nella regione dell'Africa occidentale e insiste sulla necessità che l'UA e l'ECOWAS monitorino da vicino la situazione in Gambia e si impegnino in un dialogo politico permanente con le autorità gambiane sul rafforzamento della democrazia e dello Stato di diritto;

11.  esorta il governo della Repubblica del Gambia a ratificare la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo prima delle elezioni presidenziali previste per dicembre 2016;

12.  invita il governo del Gambia ad instaurare un dialogo autentico con tutti i partiti politici di opposizione in merito alle riforme legislative e politiche volte a garantire lo svolgimento libero ed equo delle elezioni e il rispetto della libertà di associazione e di riunione, conformemente agli obblighi internazionali del paese; rammenta che la piena partecipazione alle elezioni nazionali libere e indipendenti da parte dell'opposizione e della società civile indipendente è un fattore importante per il successo delle elezioni stesse;

13.  incoraggia la comunità internazionale, comprese le organizzazioni locali per i diritti umani e le ONG, come pure la delegazione dell'UE in Gambia e le altre istituzioni internazionali pertinenti, a monitorare attivamente il processo elettorale, prestando particolare attenzione alla garanzia del rispetto pubblico della libertà di associazione e riunione;

14.  invita il governo del Gambia ad adottare tutte le misure necessarie per garantire, in ogni circostanza, il pieno rispetto della libertà di espressione e della libertà di stampa; chiede, a tal proposito, di riformare le disposizioni della legge sull'informazione e la comunicazione in modo che la legislazione nazionale sia resa conforme alle norme internazionali;

15.  esprime preoccupazione per il fatto che il PIN 2015-2016 per il Gambia non preveda alcun sostegno o finanziamento a favore della società civile o della governance democratica, della promozione dello Stato di diritto e della tutela dei diritti umani; invita la Commissione a garantire che la governance democratica, lo Stato di diritto e la tutela dei diritti umani costituiscano i settori prioritari di qualsiasi accordo di cooperazione allo sviluppo considerato in futuro tra l'UE e il Gambia;

16.  invita la delegazione dell'UE in Gambia ad avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, tra cui lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, per monitorare attivamente le condizioni di detenzione in Gambia e per accompagnare e monitorare le indagini sulla repressione delle proteste del 14 e del 16 aprile 2016 da parte del governo e sul trattamento dei manifestanti detenuti, come pure a intensificare gli sforzi per collaborare con gli esponenti dell'opposizione politica, i leader studenteschi, i giornalisti, i difensori dei diritti umani, i sindacalisti e i rappresentanti delle persone LGBTI;

17.  esorta l'UE e i suoi Stati membri a effettuare una consultazione pubblica a norma dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou e a valutare la possibilità di congelare ogni forma di assistenza non umanitaria al governo del Gambia e di imporre divieti di viaggio e altre sanzioni mirate ai funzionari responsabili di gravi violazioni dei diritti umani;

18.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, ai governi dei paesi membri della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, al governo e al Parlamento del Gambia, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

 

 

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Testi approvati, P8_TA(2015)0079.

Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2016Avviso legale