Indice 
Resoconto
10-04-2003
Rafforzare le capacità militari dell’Unione
Condizioni severe per la donazione di cellule e tessuti umani
Respinta la proposta di riforma delle convenzioni sulle droghe
Sviluppo futuro di Europol
Bibite dolci: limite agli edulcoranti
Detergenti: verso il divieto dei fosfati
Contaminazione da OGM di alcune sementi
Strategia di informazione e comunicazione per l'UE
Crisi internazionale del caffè
Libera circolazione per gli animali domestici
Transito di cittadini extraeuropei espulsi per via aerea
Restrizioni all'uso di sostanze pericolose
Situazione in Guatemala
Diritti umani a Cuba
Violazione dei diritti umani in Egitto

Voto

Rafforzare le capacità militari dell’Unione
 
Philippe MORILLON (PPE/DE, F)
Relazione sulla nuova architettura europea di sicurezza e difesa – priorità e lacune
Doc.: A5-0111/2003
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 09.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Se l’Europa vuole essere un protagonista credibile e indipendente sulla scena internazionale e un interlocutore affidabile nelle relazioni transatlantiche, si devono rafforzare le capacità militari dell’Unione. È questo il messaggio contenuto nella relazione di Philippe MORILLON (PPE/DE, F), approvata dal Parlamento con 275 voti favorevoli, 96 contrari e 11 astensioni.

I deputati propongono di costruire una nuova architettura europea di difesa e deplorano profondamente l’attuale divisione tra gli Stati membri su questioni cruciali di politica estera. L'Aula propone - in risposta alla strategia di sicurezza nazionale degli USA - lo sviluppo di una strategia di sicurezza dell'Unione europea che definirebbe i valori e gli interessi nel campo della promozione della stabilità su scala mondiale, della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi e descriverebbe l'approccio europeo al problema di rendere il mondo più sicuro. I deputati ritengono inoltre che l'annuncio di tale strategia potrebbe essere utile a sviluppare una migliore cooperazione UE-USA basata su interessi comuni e ridurre le attuali divergenze.

Per quanto riguarda le operazioni militari, i deputati auspicano che l'Unione disponga fin dal 2004 di una forza di 5.000 persone tenute in stato di allerta permanente per operazioni umanitarie e di salvataggio. Entro il 2009 tale forza dovrebbe poter essere eseguire all'interno dell'area geografica europea un'operazione al livello e dell'intensità di quella condotta nel conflitto in Kosovo, in cooperazione con la NATO oppure autonomamente qualora l'Alleanza non sia interessata. I deputati approvano il passaggio dell’operazione «Allied Harmony» nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia dalla NATO all’UE, nonché l’intenzione di assicurare il comando dalla SFOR in Bosnia-Erzegovina. Essi insistono tuttavia affinché il Consiglio informi in modo completo il Parlamento sulle varie azioni, soprattutto per quanto concerne il mandato, le capacità, l’eventuale accesso a strutture della NATO e le incidenze finanziarie.

Il testo propone di aggiungere al trattato, sotto forma di protocollo, una clausola di difesa collettiva simile a quella della NATO, applicabile agli Stati membri che desiderano condividere gli obblighi figuranti nell’articolo V del trattato di Bruxelles. Una «clausola di solidarietà» permetterebbe in futuro agli Stati membri di mobilitare le loro strutture civili e militari nella lotta contro il terrorismo. Sul piano finanziario, i deputati propongono che i costi comuni delle operazioni militari nel quadro della politica europea di sicurezza e difesa (PESD) siano coperti dal budget comunitario: ciò implica una modifica dell’articolo 28 del Trattato UE. Il testo propone anche che, nell’ambito della futura riforma delle Nazioni Unite, all’UE venga assegnato un seggio permanente in seno al Consiglio di sicurezza.

La relazione include poi una riflessione sulle strutture istituzionali dell’UE. I parlamentari sostengono un rafforzamento del ruolo dell’Alto Rappresentante che dovrebbe disporre di un diritto d’iniziativa in materia di gestione delle crisi; le sue funzioni e quelle del commissario responsabile delle relazioni esterne dovrebbero essere riunite nella figura del «Rappresentante esterno dell’Unione europea». Si suggerisce inoltre la creazione di un’Agenzia degli armamenti e della ricerca, nonché di un Istituto europeo di studi superiori di difesa allo scopo di creare negli eserciti e nella popolazione civile l’impulso necessario all’emergere di una cultura di difesa comune.
Il Parlamento esprime interesse per l'iniziativa assunta da Belgio, Francia, Germania e Lussemburgo volta a discutere il 29 aprile 2003 a Bruxelles le prospettive della politica di difesa dell'UE e si augura che altri Paesi vi si associno e che le proposte che emergeranno saranno presentate al Consiglio dell'Unione europea e alla Convenzione.

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Joëlle Fiss
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Condizioni severe per la donazione di cellule e tessuti umani
Peter LIESE (PPE/DE, D)
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla definizione di parametri di qualità e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'analisi, la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule d'origine umana
Doc.: A5-0103/2003
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 09.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento ha votato circa 80 emendamenti alle proposte della Commissione europea relative alla fissazione di norme di qualità e sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, l'analisi, la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule d'origine umana. La relazione di Peter LIESE (PPE/DE, D) è stata approvata con 321 voti favorevoli, 89 contrari e 57 astensioni. Pur rallegrandosi in linea generale delle proposte, l'Aula ha adottato una serie di emendamenti relativi al campo d'applicazione della direttiva, al compenso in caso di donazione, al consenso del donatore, alla preservazione dell’anonimato di quest’ultimo e alle questioni etiche.

Donazione volontaria e non a scopo di lucro
I deputati condividono l'opinione della Commissione, secondo la quale i programmi di trapianto dei tessuti e delle cellule devono essere basati sulla donazione volontaria e non remunerata, sull’anonimato del donatore e del ricevente, sull’altruismo del donatore e sulla solidarietà tra donatore e ricevente. I deputati non intendono tenere da parte il settore privato, ma chiedono che gli Stati membri incoraggino una forte partecipazione del settore pubblico e del settore non commerciale nella fornitura di servizi di trapianto di tessuti e cellule e nella ricerca sulla materia. Un altro emendamento approvato chiede che le donazioni avvengano con il consenso del donatore e senza remunerazione, fatto salvo il rimborso – ad esempio – per le spese di viaggio. Le norme sui rimborsi dovranno comunque essere lasciate alla competenza degli Stati membri.

Tracciabilità e anonimato

I deputati insistono su norme valide in tutta l’UE per garantire la tracciabilità dei tessuti e delle cellule di origine umana. Pur sostenendo fermamente l’anonimato del donatore, l'Aula ha adottato un emendamento in base al quale nel caso di gameti (sperma e ovuli), gli Stati membri possono revocare la regola dell’anonimato per rispettare il diritto dei bambini a conoscere i genitori genetici, ma solo in circostanze eccezionali.

Consenso del donatore

Un altro aspetto chiave riguarda la fornitura di cellule o tessuti umani che, secondo la Commissione, dovrebbe essere effettuata solo quando siano stati soddisfatti tutti i requisiti in materia di consenso obbligatorio in vigore nello Stato membro interessato. Il Parlamento, però, si spinge oltre chiedendo che tutti gli Stati membri tengano conto almeno dei requisiti seguenti:

  • Prima di qualsiasi donazione di tessuti o cellule, il donatore in vita deve aver dato espressamente e chiaramente il suo consenso scritto o, in casi eccezionali, il consenso orale in presenza di testimoni. Il donatore avrà il diritto a revocare il consenso senza incorrere in conseguenze negative fino al momento in cui i tessuti o le cellule donate non siano realmente utilizzate. Il donatore deve essere informato dei suoi diritti e deve avere la possibilità, in un incontro preventivo con un medico, di comprendere gli obiettivi, i rischi e gli inconvenienti del prelievo nonché le condizioni in base alle quali esso sarà condotto.
  • In caso di donazione di tessuti o cellule prelevate da persone decedute, è necessario che il donatore, quando era in vita, non abbia espressamente rifiutato il consenso. In assenza di dichiarazione del donatore, i tessuti o le cellule non possono essere prelevate a meno che la famiglia abbia espresso il preventivo consenso scritto.
  • Cellule e tessuti non possono essere prelevati ai fini della donazione allogena su persone che non siano in grado di esprimere un chiaro consenso con piena efficacia giuridica. A titolo eccezionale, tessuti e cellule rigenerative possono essere prelevati nel rispetto di condizioni severe, quando il ricevente è fratello/sorella del donatore, quando la donazione può salvare la vita del ricevente o quando il potenziale donatore non vi si oppone.

Aspetti etici

I deputati insistono sul fatto che la direttiva riconosce espressamente il diritto degli Stati membri di mantenere o introdurre misure di protezione più rigide sulla base di quanto stabilito dal Trattato. Gli Stati membri dovrebbero quantomeno vietare con tutti i mezzi la ricerca sulla clonazione umana a fini riproduttivi e quella volta a creare embrioni umani unicamente a fini di ricerca o per la fornitura di cellule staminali, compreso il trasferimento dei nuclei di cellule somatiche. Gli embrioni umani clonati e gli embrioni ibridi umano/animale prodotti tramite clonazione, aggregazione o qualsiasi altro metodo, così come cellule e tessuti da essi derivati, non potranno essere utilizzati come materiale per trapianti.

I parlamentari hanno inoltre approvato un emendamento il quale afferma che il prelievo di tessuti dopo un aborto richiede norme specifiche. Non si effettuano interruzioni di gravidanza allo scopo di ottenere tessuti fetali e mediante misure appropriate si garantisce che nessuna donna incinta sia oggetto di pressioni di qualsiasi genere perché si sottoponga ad un aborto allo scopo di ottenere tessuti. Il momento dell'aborto e il metodo con il quale viene effettuato, infine, non sono influenzati dall'intenzione di ottenere tessuti fetali.

La portata della direttiva

La proposta della Commissione esclude dal campo d’applicazione della direttiva il sangue e i prodotti derivati, gli organi umani e i tessuti o le cellule di origine animale. Il Parlamento vuole escludere inoltre l’utilizzo a fini scientifici di tessuti, cellule staminali ematopoietiche del sangue periferico, della placenta e del midollo osseo, cellule riproduttive (ovuli, spermatozoi), cellule e tessuti fetali, cellule staminali adulte ed embrionali. I deputati intendono escludere dalla direttiva i capelli, le unghie e i rifiuti dell’organismo.

Benché i deputati abbiano respinto gli emendamenti con cui si chiedeva che gli organi fossero coperti da questa direttiva, è stato chiesto alla Commissione di presentare entro luglio una proposta legislativa distinta che tratti del trapianto di organi umani: la Commissione dovrebbe infatti tenere conto delle gravi carenze che impediscono la cura di numerosi pazienti. Il Parlamento ha infine adottato un emendamento in base al quale cellule differenziate riprogrammate e cellule o tessuti per la terapia umana geneticamente modificati sono ancora in fase di ricerca, ma pongono comunque vari problemi di regolamentazione che dovranno essere affrontati in tempo debito.

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Leena Maria Linnus
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Respinta la proposta di riforma delle convenzioni sulle droghe
Kathalijne Maria BUITENWEG (Verdi/ALE, NL)
Relazione contenente una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio sulla riforma delle convenzioni sulle droghe
Doc.: A5-0085/2003
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 08.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Dopo il vivace dibattito di martedì in plenaria, il Parlamento ha respinto (169 voti favorevoli, 257 contrari e 13 astensioni) la raccomandazione sulla riforma delle convenzioni ONU sulle droghe. La relatrice, Kathalijne Maria BUITENWEG (Verdi/ALE, NL), ha votato contro la sua stessa raccomandazione dopo che erano stati approvati tre emendamenti presentati dal gruppo PPE-DE e dal gruppo EDD, i quali esortavano i rappresentanti dell'UE a sostenere in ogni modo l'applicazione delle Convenzioni ONU in vigore e chiedevano agli Stati membri la piena applicazione delle stesse. I deputati avevano inoltre votato un emendamento in base al quale l'obiettivo centrale della strategia europea in materia di stupefacenti dovrebbe essere la prevenzione, invece della riduzione del consumo.

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Pia Siitonen
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Sviluppo futuro di Europol
Christian Ulrik von BOETTICHER (PPE/DE, D) e Maurizio TURCO (NI, I)
Raccomandazione al Consiglio sullo sviluppo futuro di Europol
Doc.: A5-0116/2003
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 08.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento ha adottato una raccomandazione al Consiglio sullo sviluppo futuro di Europol dopo aver rifiutato le iniziative della Danimarca e della Grecia, come suggerito dai relatori Maurizio TURCO (NI, I) e Christian Ulrik von BOETTICHER (PPE/DE, D). La raccomandazione reitera gli stessi suggerimenti espressi nella precedente raccomandazione del Parlamento del 30 maggio 2002, ovvero:

  • Per quanto riguarda la base giuridica, il Consiglio dovrebbe sottoscrivere il progetto di articolo 22 (Europol) così come presentato dal Presidium della Convenzione che integra l'Europol nel primo pilastro, nonché convertire la convenzione Europol in un regolamento, da adottare a maggioranza qualificata e in codecisione con il Parlamento;
  • In merito al bilancio, il Consiglio dovrebbe modificare il sistema di finanziamento di Europol;
  • Per quanto concerne il controllo parlamentare, il potere di controllo democratico del Parlamento europeo deve essere rafforzato;
  • In merito alla tutela dei dati, è necessario garantire un livello di protezione dei dati e di controllo equivalente a quello garantito nel primo pilastro. Europol dovrebbe procedere alla rilevazione, permanente e decentrata dei dati relativi all'evoluzione della criminalità internazionale nei territori degli Stati membri e riportare tali dati nelle relazioni annuali da trasmettere al Parlamento;
  • Occorre maggiore cooperazione tra Europol, Eurojust e OLAF;
  • Per garantire la trasparenza, Europol deve applicare al più presto le regole per l'accesso del pubblico ai documenti, fissate dal regolamento (CE) n. 1049/2001. Il Consiglio deve compilare un elenco delle "autorità competenti" della convenzione Europol (per esempio tutti gli enti pubblici esistenti negli Stati membri che, ai sensi del diritto nazionale, sono responsabili della prevenzione e della lotta contro la criminalità). L'elenco deve comprendere le competenze di queste autorità, deve essere reso pubblico e aggiornato periodicamente.

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Bibite dolci: limite agli edulcoranti
Anne FERREIRA (PSE, F)
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 94/35/CE sugli edulcoranti destinati ad essere utilizzati nei prodotti alimentari
Doc.: A5-0049/2003
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 09.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento ha approvato la relazione di Anne FERREIRA (PSE, F) che chiede alla Commissione di inasprire le nuove restrizioni sui livelli massimi di ciclamati (o edulcoranti artificiali) nelle bibite dolci gassate, conformemente alle azioni intraprese per la sicurezza di bibite e alimenti consumati in Europa.

Preoccupati per il fatto che da studi sui topi, i ciclamati - utilizzati nelle bibite consumate in grandi quantità soprattutto da bambini e giovani - sono all'origine dalla riduzione del tasso di testosterone e sono cancerogeni, i deputati ritengono che la proposta della Commissione di portare il livello massimo di tali sostanze nelle bibite gassate dall’attuale 400 mg/l a 350 mg/l non sia sufficiente. Approvando un emendamento dei Verdi con 237 voti favorevoli, 229 contrari e 6 astensioni, il Parlamento ha quindi ridotto tale limite a 100 mg/l (ancora più basso dei 250 proposti dalla commissione per l'ambiente). Il nuovo limite è stato inoltre steso alle bibite a base di latte, oltre a quelle a base di acqua.

La relazione di Anna FERREIRA, adottata con 440 voti favorevoli, 20 contrari e 13 astensioni, accetta la proposta della Commissione – inclusa nella stessa direttiva – di autorizzare due nuovi edulcoranti, il sucralosio e l’aspartame-acesulfame, chiedendo però una revisione entro tre anni. L’utilizzo di altri due edulcoranti, l'aspartame e la stevia (pianta aromatica dolce), dovrebbe essere riesaminato e occorre migliorare l’etichettatura dei prodotti contenenti aspartame. I deputati chiedono infine che la direttiva sia attuata negli Stati membri entro un anno dalla sua entrata in vigore.

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Detergenti: verso il divieto dei fosfati
Mauro NOBILIA (UEN, I)
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai detergenti
Doc.: A5-0105/2003
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 10.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento si è espresso sulla proposta della Commissione relativa a un nuovo regolamento sui detergenti approvando una serie di emendamenti volti a rafforzare il testo con condizioni più severe per le deroghe relative alla biodegradabilità e un’etichettatura più comprensibile per i consumatori. Sulla questione dei fosfati, i deputati hanno invitato la Commissione a presentare una nuova proposta legislativa volta a vietare progressivamente tali sostanze o a limitarne le applicazioni specifiche, entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento. I deputati chiedono inoltre nuove proposte sui test di biodegradazione anaerobica e sulla biodegradazione del prodotto completo, test che non sono trattati nell’attuale proposta.

L’obiettivo dichiarato della Commissione è quello di eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei detergenti e degli agenti di superficie coperti dal regolamento proposto che riprende, attualizza e consolida parzialmente le disposizioni esistenti al fine di aumentare la protezione dell’ambiente e del consumatore. La proposta mira a introdurre un nuovo metodo di misurazione della biodegradabilità e di armonizzazione del sistema delle prove di biodegradabilità e di valutazione complementare dei rischi. La Commissione vuole inoltre introdurre il principio di autorizzazione per l’immissione sul mercato degli agenti di superficie e creare un sistema obbligatorio di etichettatura.

La Commissione pone come condizione preliminare alla deroga per la commercializzazione di agenti di superficie, che quelli che non superano il test di biodegradabilità finale siano soggetti al test di biodegradabilità primaria e, in seguito, a una valutazione complementare dei rischi. L'Aula insiste sul fatto che ci possano essere solo due criteri per tale deroga. Il primo impone l’utilizzo esclusivo a specifici fini industriali o istituzionali, purché il volume delle vendite e dell’utilizzo su tutto il territorio UE non raggiungano un livello tale da costituire una minaccia per l’ambiente e la salute pubblica. Il secondo criterio è che sia dimostrata l'esistenza di un vantaggio globale per l'ambiente e siano garantiti i vantaggi sociali, quali la sicurezza degli alimenti e le norme igieniche.

Per quanto riguarda l’etichettatura, i deputati hanno adottato un emendamento che promuove il raggruppamento delle sostanze per famiglie, meglio conosciute dei singoli componenti e più facilmente riconoscibili dal consumatore. L'Aula sostiene il punto di vista del relatore, Mauro NOBILIA (UEN, I), e afferma che un eccesso di informazioni poco chiare sulle etichette possa portare confusione, negando così il raggiungimento dell’obiettivo iniziale. I parlamentari hanno inoltre adottato un emendamento in base al quale se un prodotto detergente reca una qualsiasi dichiarazione ecologica e non il marchio comunitario Ecolabel, esso deve indicare con chiarezza quali dei criteri relativi al marchio europeo non soddisfa; ciò va segnalato sull'imballaggio accanto alla dichiarazione ecologica e con caratteri tipografici della stessa dimensione di quest'ultima.

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Contaminazione da OGM di alcune sementi
Danielle AUROI (Verdi/ALE, F)
Relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica delle direttive 66/401/CEE relativa alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere, 66/402/CEE relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali, 68/193/CEE relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite, 92/33/CEE relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi, 92/34/CEE relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti, 98/56/CE relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali, 2002/54/CE relativa alla commercializzazione delle sementi di barbabietole, 2002/55/CE relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi, 2002/56/CE relativa alla commercializzazione dei tuberi seme di patate, e 2002/57/CE relativa alla commercializzazione delle sementi di piante oleaginose e da fibra, per quanto riguarda le analisi comparative comunitarie
Doc.: A5-0078/2003
Procedura: Consultazione legislativa
Dibattito: 09.04.2003
Votazione: 10.04.2003

La relazione è stata adottata con alcuni emendamenti che indeboliscono leggermente la posizione della relatrice. Il Parlamento ha votato una modifica della direttiva: gli Stati membri dovranno stabilire che le varietà di sementi non modificate geneticamente contenenti OGM non possono essere immesse sul mercato o, qualora tracce di OGM autorizzate ai sensi della legislazione comunitaria siano inevitabili, devono restare al livello più basso possibile.

Nelle intenzioni della relatrice la direttiva doveva specificare che è necessario fornire le prove dell'adozione di misure atte a evitare la presenza di OGM. Gli emendamenti adottati richiedono invece «una tracciabilità chiara e fattibile per stabilire che la presenza di tracce di OGM è accidentale o tecnicamente inevitabile» .

Per ulteriori informazioni:
Mary Brazier
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Strategia di informazione e comunicazione per l'UE
Juan José BAYONA de PEROGORDO (PPE/DE, E)
Relazione su una strategia d'informazione e comunicazione per l'Unione europea
Doc.: A5-0053/2003
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 08.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento ha adottato con 320 voti favorevoli, 37 contrari e 48 astensioni la relazione di Juan José BAYONA de PEROGORDO (PPE/DE, E) in cui si sottolinea che i cittadini europei hanno diritto ad un flusso permanente, integrale ed imparziale di informazioni sull'UE formulate nelle lingue ufficiali e coufficiali e che siano di facile comprensione. L'informazione deve mettere in evidenza i valori europei comuni, ovvero la democrazia, il pluralismo, la sicurezza, la solidarietà, la parità di opportunità e la coesione, mostrando ai cittadini i vantaggi concreti nella vita quotidiana dell'appartenenza all'Unione.

Secondo un sondaggio effettuato dall'Eurobarometro nella primavera del 2002 solo il 28% degli intervistati ha dichiarato di conoscere «bene» l'UE e solo due persone su dieci hanno dichiarato di prestare attenzione alle informazioni sull'Unione. Tali dati, insieme al tasso di partecipazione alle elezioni europee, passato dal 63% nel 1979 al 49% nel 1999, preoccupano i deputati che sottolineano l'importanza cruciale della politica dell'informazione nella prospettiva dell'allargamento e dell'elaborazione di una Costituzione europea.

Uno sforzo straordinario di informazione, incentrato sull'uso del mezzo televisivo, dovrà essere sostenuto dall'insieme delle istituzioni, dai Paesi membri e da quelli candidati, in vista delle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2004.

Particolare enfasi è data nella relazione alla cooperazione interistituzionale, auspicando una maggiore cooperazione fra Commissione, Parlamento, Consiglio e Comitato delle regioni per rendere più efficaci le campagne di informazione prioritarie sull'UE.

L'insufficienza delle risorse finanziarie a breve e medio termine per una vera politica d'informazione è tuttavia preoccupante ed è necessario introdurre misure di adeguamento amministrativo, strutturale e di formazione del personale finalizzate all'efficace funzionamento degli uffici esterni di rappresentanza e della rete di antenne di informazione (infopoint, carrefour, ecc.).

Per ulteriori informazioni:
Pernilla Jourde
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Crisi internazionale del caffè
Proposta di risoluzione comune sulla crisi del mercato internazio nale del caffè
Doc.: B5-0226/2003
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 10.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento ha adottato con 329 voti a favore, 11 contrari e 2 astensioni, una risoluzione comune, presentata dai Gruppi PPE-DE, PSE, ELDR, Verdi/ALE, GUE/NGL e UEN sulla crisi internazionale del caffè che ha ripercussioni nefaste sui piccoli produttori e tocca alcuni fra i paesi più poveri al mondo, come il Burundi, l'Etiopia, l'Uganda e il Ruanda che dipendono in modo esclusivo dalla coltivazione del caffè. Nonostante i prezzi sul mercato siano particolarmente bassi le quattro multinazionali, Nestlé, Kraft, Sara Lee e Procter & Gamble, che controllano quasi la metà delle vendite mondiali di caffè, registrano margini di profitto in crescita. I parlamentari chiedono a torrefattori e commercianti di caffè di adottare codici di condotta e di corrispondere prezzi all'altezza delle esigenze sociali e ambientali del settore.

I deputati chiedono alla Commissione di ultimare una comunicazione sulle materie prime per presentarla alla tavola rotonda ad alto livello sul caffè tra l'ICO (Organizzazione internazionale del caffè) e la Banca mondiale, che si terrà il 19 maggio 2003 a Londra. La comunicazione dovrebbe contenere, secondo i deputati, un impegno a fornire sostegno ai paesi colpiti dalla crisi, in particolare promuovendo sforzi di diversificazione della produzione. La Commissione è infine invitata a dare sostegno al commercio equo del prodotto, offrendo un accesso migliore ai produttori nel quadro del regime di commercio equo.

Per ulteriori informazioni:
Armelle Douaud
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Libera circolazione per gli animali domestici
Jillian EVANS (Verdi/ALE, UK)
Relazione sul progetto comune, approvato dal Comitato di conciliazione, di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio
Doc.: A5-0102/2003
Procedura: Codecisione, terza lettura
Dibattito: 09.04.2003
Votazione: 10.04.2003

L'approvazione da parte della plenaria dell'accordo raggiunto in conciliazione permetterà l’entrata in vigore di un sistema semplificato per la libera circolazione degli animali domestici nell’UE. La vaccinazione contro la rabbia sarà l’unico requisito per gli spostamenti degli animali domestici tra Stati membri (con le eccezioni della Svezia, del Regno Unito e dell’Irlanda). L'accordo riguarda i seguenti punti:

  • per un periodo transitorio di 8 anni saranno utilizzati entrambi i sistemi di identificazione di cani e gatti, cioè sia i tatuaggi che i sistemi di identificazione elettronica (transponder); in seguito il tatuaggio sarà sostituito dal transponder;
  • la deroga o l’estensione dello status speciale concesso per 5 anni a Regno Unito, Irlanda e Svezia saranno adottate congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio in base alla procedura di codecisione;
  • la portata delle misure adottate dalla Commissione in base alla procedura dei comitati è limitata a misure d’esecuzione transitorie e di natura tecnica.

Il Regno Unito, la Svezia e l’Irlanda manterranno i loro sistemi di quarantena per gli spostamenti diretti di animali domestici provenienti da Paesi in cui la rabbia è ancora endemica; per i Paesi in cui la rabbia è sotto controllo, invece, sarà richiesto un test sei mesi dopo la vaccinazione, prima che l’animale possa entrare in uno di questi tre Stati.

Per ulteriori informazioni:
Richard Freedman
(Strasburgo) Tel.(33) 3 881 73785
(Bruxelles)  Tel.(32-2) 28 41448
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Transito di cittadini extraeuropei espulsi per via aerea
Timothy KIRKHOPE (PPE/DE, UK)
Relazione sull'iniziativa della Repubblica federale di Germania per l'adozione di una direttiva del Consiglio relativa all'assistenza durante il transito nel quadro dell'attuazione di provvedimenti di espulsione per via aerea
Doc.: A5-0104/2003
Procedura: Consultazione legislativa
Dibattito: 08.04.2003
Votazione: 10.04.2003

La relazione è stata rinviata alla commissione parlamentare competente. La proposta modificata è stata respinta con 189 voti favorevoli, 266 contrari e 7 astensioni.

Per ulteriori informazioni:
Danny de Paepe
(Strasburgo) Tel.(33) 3 881 73605
(Bruxelles)  Tel.(32-2) 28 42531
e-mail :  libe-press@europarl.eu.int


Altri documenti approvati

Restrizioni all'uso di sostanze pericolose
I nger SCHÖRLING (Verdi/ALE, S)
Relazione relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante venticinquesima modifica della direttiva 76/769/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia d’immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione – CMR)
Doc.: A5-0099/2003
Procedura: Codecisione, seconda lettura
Dibattito: 10.04.2003
Votazione: 10.04.2003

La relazione è stata adottata.

Per ulteriori informazioni:
Mary Brazier
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Diritti umani

Situazione in Guatemala
Risoluzione comune sul Guatemala
Doc.: B5-0210/2003
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 10.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Nella convinzione che il rispetto dei diritti umani costituisca la base di una pace duratura e di uno sviluppo umano sostenibile e che il diritto all'alimentazione sia garantito solo se vi è il libero accesso alla terra, il Parlamento europeo rileva la preoccupante situazione dei diritti umani in Guatemala, in particolare i diritti degli indigeni, con crescenti violazioni di tali diritti e distruzioni e saccheggi delle coltivazioni. L'Assemblea reputa necessaria una via di uscita a questa crisi attraverso l'attuazione di una politica di sicurezza alimentare e sviluppo rurale da parte del governo guatemalteco, così come richiesto dagli Accordi di pace firmati quasi sei anni fa. I deputati chiedono alle autorità locali di garantire il rispetto dei diritti umani e di porre fine alle minacce ed alle intimidazioni contro dirigenti contadini locali e nazionali punendo i responsabili. Il Parlamento esprime preoccupazione per le discriminazioni di cui sono vittima i popoli indigeni, soprattutto le donne, nonché per la loro espulsione dalle terre in cui lavorano e chiede di ripristinare i loro diritti sulle loro terre.

Il Parlamento rafforza il suo appoggio al lavoro delle Nazioni Unite in Guatemala e dei donatori bilaterali e multilaterali e invita la Commissione ad offrire cooperazione economica per piani di sviluppo rurale e di riforma agraria, a condizione che il governo locale mobiliti le proprie risorse per l'esecuzione di tale piano e rafforzi la commissione CONTIERRA per la risoluzione dei conflitti agrari.


Diritti umani a Cuba
Risoluzione comune sui diritti dell'uomo a Cuba
Doc.: B5-0209/2003
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 10.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento europeo condanna l'arresto avvenuto dopo il 18 marzo 2003 di 70 oppositori e dissidenti a Cuba, accusati di attività sovversiva per aver espresso dissenso nei confronti della politica ufficiale e condannati con pene severissime fino all'ergastolo e alla pena di morte. Il Parlamento chiede l'immediata scarcerazione dei prigionieri e invita le autorità dell'isola a porre fine ad ogni violazione dei diritti umani, rimuovendo tutti gli ostacoli alla libertà di circolazione, di espressione, di informazione, di associazione e all'impegno politico in seno ad un partito, se vuole proseguire il dialogo politico con l'Unione Europea e aderire all'Accordo di Cotonou.

Il Parlamento invita infine il Consiglio e la Commissione a continuare i loro sforzi per promuovere cambiamenti positivi nel regime di Fidel Castro, sulla base dei principi universali in materia di rispetto dei diritti dell'uomo e dei valori democratici.


Violazione dei diritti umani in Egitto
 
Risoluzione comune sulla violazione dei diritti dell'uomo in Egitto
Doc.: B5-0212/2003
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 10.04.2003
Votazione: 10.04.2003

Il Parlamento europeo sulla base delle diverse risoluzioni sui diritti umani in Egitto, chiede alle autorità egiziane di astenersi dal punire relazioni sessuali private tra adulti consenzienti, visto l'arresto di 52 omosessuali al Cairo lo scorso anno che si é concluso con la condanna di 21 persone a tre anni, pena massima imposta dalla legge egiziana.

Il Parlamento esorta le autorità egiziane ad autorizzare il trasferimento in Grecia del prigioniero greco, Kostas Kastanias, considerate le sue precarie condizioni di salute e chiede il rispetto e la tutela della minoranza cristiana copta in Egitto.

I deputati ricordano che il rispetto dei diritti umani, inclusa la libertà di informazione, di parola e di associazione sono valori fondamentali iscritti nell'accordo di associazione UE-Egitto e ribadiscono l'importanza del partenariato euromediterraneo per la promozione dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali.


Redazione: Claudia Delpero (tel.: 72795)
              Oriana Grasso (tel. : 74133)
              Elisabetta Scialanca

Segretariato: Elsa Fossati
              Daniela Rocca Rizzo

Chiusura di redazione: Giovedì 10 aprile 2003, ore 16:30

Codici delle procedure parlamentari

Serie A

Relazioni e raccomandazioni

Serie B

Risoluzioni e interrogazioni orali

Serie C

Documenti di altre Istituzioni

*

Procedura di consultazione

**I

Procedura di cooperazione, prima lettura

**II

Procedura di cooperazione, seconda lettura

***

Parere conforme

***I

Procedura di codecisione, prima lettura

***II

Procedura di codecisione, seconda lettura

***III

Procedura di codecisione, terza lettura

Abbreviazioni

PPE/DE

Partito popolare europeo / Democratici europei

PSE

Partito del socialismo europeo

ELDR

Liberali, democratici e riformatori

Verdi/ALE

Verdi / Alleanza libera europea

GUE/NGL

Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica

UEN

Unione per l’Europa delle Nazioni

EDD

Europa delle democrazie e delle diversità

NI

Non iscritti

B

Belgio

F

Francia

A

Austria

DK

Danimarca

IRL

Irlanda

P

Portogallo

D

Germania

I

Italia

FIN

Finlandia

GR

Grecia

L

Lussemburgo

S

Svezia

E

Spagna

NL

Olanda

UK

Regno Unito

Deputati al Parlamento europeo

Situazione al 10.04.2003

 

B

DK

D

GR

E

F

IRL

I

L

NL

A

P

FIN

S

UK

Totale

PPE/
DE

5

1

53

9

28

20

5

35

2

9

7

9

5

7

37

232

PSE

5

2

35

9

24

18

1

16

2

6

7

12

3

6

29

175

ELDR

5

6

 

 

3

1

1

8

1

8

   

5

4

11

53

GUE/
NGL

 

3

7

7

4

15

 

6

 

1

 

2

1

3

 

49

Verdi/ALE

7

 

4

 

4

9

2

2

1

4

2

 

2

2

6

45

UEN

 

1

   

 

4

6

10

     

2

     

23

EDD

 

3

 

 

 

9

     

3

 

 

   

3

18

NI

3

     

1

1*

 

10

   

5

     

1

30*

Totale

25

16

99

25

64

86*

15

87

6

31

21

25

16

22

87

625*

Deputati entranti: Enrique MONSONÍS DOMINGO (26.03.2003) e Ulla Maija AALTONEN (07.04.2003)
Deputati uscenti: Jean-Marie LE PEN (10.04.2003)

Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2003Avviso legale