Procedura : 2010/2088(INI)
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A7-0175/2011

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PV 08/06/2011 - 6.11
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P7_TA(2011)0264

RELAZIONE     
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27 aprile 2011
PE 460.599v02-00 A7-0175/2011

su "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Relatore: Anna Rosbach

Relatore per parere (*): Nikolaos Chountis, commissione per i problemi economici e monetari

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione del 20 agosto 2009 dal titolo "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento (COM(2009)0433),

–   vista la conferenza "Beyond GDP" (Non solo PIL) organizzata dal Parlamento, dalla Commissione, dal Club di Roma, dal WWF e dall'OCSE nel novembre 2007 a Bruxelles,

–   vista la relazione della Commissione sulla misura delle prestazioni economiche e del progresso sociale (relazione Stiglitz), presentata il 14 settembre 2009,

–   visti l'iniziativa globale sull'economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB), approvata dai leader del G8 +5 nel giugno 2007, e i relativi risultati pubblicati nel 2009 e nel 2010,

–   visto il rapporto Stern sull'economia del cambiamento climatico, pubblicato il 30 ottobre 2006,

–   vista la dichiarazione di Istanbul, firmata durante il secondo forum mondiale dell'OCSE su "Statistiche, conoscenze e politiche" il 30 giugno 2007,

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2009, del 25 e 26 marzo 2010 e del 17 giugno 2010,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 10 novembre 2009 (Economia e finanza) in materia di statistiche,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 23 ottobre 2009 (Ambiente) su un'economia ecoefficiente nel contesto dell'agenda di Lisbona per il periodo successivo al 2010 e la strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile,

–   vista la proposta di regolamento della Commissione relativo ai conti economici ambientali europei (COM(2010)0132),

–   visti gli orientamenti integrati per le politiche economiche e occupazionali europee nell'ambito della strategia UE 2020 proposti dalla Commissione il 27 aprile 2010,

–   viste le comunicazioni sulla governance europea: Legiferare meglio (COM(2002)0275), Esame strategico del programma per legiferare meglio nell'Unione europea (COM(2006)0689), Secondo esame strategico del programma per legiferare meglio nell'Unione europea (COM(2008)0032), Terzo esame strategico del programma per legiferare meglio nell'Unione europea (COM(2009)0015),

–   visto il piano d'azione dell'UE "Produzione e consumo sostenibili" (COM(2008)0397),

–   visti gli strumenti statistici esistenti, quali EU-SILC, la Rassegna sulle statistiche del lavoro (LFS), gli Eurobarometri, la Rassegna dei valori europei e la Rassegna sociale europea (ESS),

–   vista la Rassegna europea sulla qualità della vita (EQLS), coordinata da Eurofound, che fornisce un ritratto esauriente della qualità della vita e delle condizioni di vita nei paesi europei (in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati) dotata di oltre 120 indicatori che forniscono dati comparativi nei paesi(1),

–   viste le sue risoluzioni del 10 marzo(2) e del 16 giugno 2010(3) sulla strategia UE 2020, la sua risoluzione dell'8 ottobre 2009(4) sul Vertice del G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre 2009, la sua risoluzione del 15 giugno 2006(5) sulla strategia riveduta per lo sviluppo sostenibile e la sua risoluzione del 24 aprile 2008(6) sul Libro verde sugli strumenti di mercato utilizzati a fini di politica ambientale e ad altri fini connessi,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0175/2011),

A. considerando che è sempre più riconosciuta da tutte le istituzioni internazionali la necessità di migliorare dati e indicatori che completino il PIL come indicatore dell'intero sviluppo sociale,

1.  si compiace della comunicazione della Commissione dal titolo "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento" in quanto possibile strumento complementare in grado di contribuire al miglioramento delle analisi e dei dibattiti politici;

2.  sottolinea che il PIL è un indicatore dell'attività economica dei mercati diventato un parametro standard usato dai responsabili politici di tutto il mondo; sottolinea, in particolare, che il PIL è una misura della produzione e non misura la sostenibilità ambientale, l'uso efficiente delle risorse, l'inclusione sociale o il progresso sociale in generale; sottolinea inoltre che il PIL può essere ingannevole, intendendo con questo che le misure di riparazione a seguito di eventi quali incidenti e catastrofi naturali sono considerate un beneficio anziché un costo;

3.  nota che, oltre a quelli atti a misurare lo sviluppo e la produttività economici, esistono altri indicatori che influenzano e spiegano il tenore di vita di un paese e che finora non sono stati quantificati benché siano disponibili;

4.  sottolinea la necessità di sviluppare indicatori supplementari per la misurazione del progresso economico e sociale a medio e lungo termine; chiede lo sviluppo di indicatori chiari e misurabili che prendano in considerazione i cambiamenti climatici, la biodiversità, l'efficienza delle risorse e l'inclusione sociale; invita inoltre a sviluppare indicatori più strettamente incentrati sulla prospettiva a livello di nucleo familiare che rilevino informazioni su reddito, consumi e ricchezza;

5.  accoglie positivamente l'iniziativa della Commissione di presentare un indice sulla pressione ambientale da presentare insieme al PIL, che includerà inizialmente i seguenti grandi assi della politica ambientale: "cambiamento climatico e uso dell'energia", "natura e biodiversità", "inquinamento atmosferico e impatto sulla salute", "uso dell'acqua e inquinamento idrico", "produzione di rifiuti e uso delle risorse";

6.  si attende che lo spostamento dell'attenzione su indicatori più ampi e maggiormente sostenibili comporti una focalizzazione più sistematica sui fattori sociali e ambientali nei paesi in via di sviluppo, inclusi il cambiamento climatico, la biodiversità, la sanità, l'istruzione e la governance, e permetta quindi di rivolgere le politiche di sviluppo in modo mirato alle popolazioni più bisognose e svantaggiate; sottolinea che tali indicatori dovrebbero essere compatibili e coerenti con le iniziative mondiali esistenti, come l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite;

7.  evidenzia la necessità di misurare la qualità di vita nelle società; ritiene che nel raggiungimento e mantenimento della qualità della vita siano coinvolti fattori importanti e generalmente riconosciuti quali la salute, l'istruzione, la cultura, l'occupazione, gli alloggi, le condizioni dell'ambiente ecc.; è pertanto del parere che agli indicatori atti a misurare tali fattori si debba dare maggiore rilievo; suggerisce che gli indicatori EQLS che riguardano i settori essenziali della qualità della vita siano presi come base nell'ulteriore sviluppo di indici sia qualitativi che quantitativi;

8.  prende atto delle misure e degli strumenti adottati a livello europeo per misurare e analizzare i possibili impatti delle iniziative legislative sul progresso, quali le valutazioni d'impatto, incluse le analisi costi-benefici, costi-efficacia e con criteri multipli, le valutazioni dei rischi, la raccolta di dati, le statistiche, i conti economici ambientali, le analisi politiche a vari livelli, le relazioni sul monitoraggio dell'attuazione e dell'applicazione e le verifiche effettuate in diversi ambiti della legislazione dell'UE; appoggia pienamente l'istituzione di un solido quadro giuridico per i conti economici ambientali europei quale passo positivo nell'ambito del processo "Non solo PIL";

9.  prende atto della crescente consapevolezza, a livello internazionale, dei limiti del PIL come indicatore del progresso sociale, delle risorse naturali e dei servizi ecosistemici, delle grandi trasformazioni come quelle derivanti dal cambiamento climatico e dallo sviluppo sostenibile; riconosce i progressi compiuti in diverse sedi, quali il PSNU, la Banca mondiale, l'OCSE e la Commissione, tra gli altri, per quanto riguarda lo sviluppo di indicatori intesi a misurare e ad analizzare i progressi;

10. sottolinea l'importanza di concordare un approccio sistemico per la definizione di un sistema "non solo PIL" coerente che contribuisca a migliorare l'analisi e i dibattiti politici;

11. sottolinea che la sfida consiste nello sviluppare una serie di indicatori chiari e comprensibili, che siano al contempo coerenti sotto il profilo teorico, pertinenti sul piano politico ed empiricamente misurabili e che garantiscano la comparabilità tra paesi e regioni; evidenzia la necessità che tale lavoro avvenga in stretta cooperazione con le altre istituzioni e organizzazioni interessate;

12. sottolinea la necessità di elaborare statistiche affidabili, armonizzate e tempestive e di ottenere serie di dati e indicatori concernenti un lungo periodo che possano essere utilizzati per elaborare proiezioni sui futuri sviluppi e definire le politiche; raccomanda che le varie banche dati gestite dalle autorità pubbliche siano meglio utilizzate e combinate, applicando una metodologia simile e standard, definizioni, classificazioni e norme contabili comuni in ciascuno Stato membro, al fine di garantire la qualità e la comparabilità dei dati; chiede che la raccolta e il trattamento dei dati avvenga in conformità dei principi di indipendenza professionale, imparzialità, oggettività, riservatezza statistica ed economicità, accordando comunque la dovuta attenzione alle problematiche di tutela dei dati personali; è del parere che Eurostat debba svolgere un ruolo di rilievo in tale processo;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

     EQLS copre i seguenti campi essenziali del concetto di qualità della vita: risorse economiche e povertà; salute e accesso alle cure sanitarie; occupazione e qualità del posto di lavoro; equilibrio tra vita familiare e lavorativa; relazioni familiari e sostegno; inclusione/emarginazione sociale (vita comunitaria e partecipazione sociale); istruzione e formazione; qualità degli alloggi e ambiente locale; capitale sociale e qualità della società; qualità dei servizi pubblici; benessere soggettivo (inclusione della felicità, della soddisfazione esistenziale, dell'ottimismo circa il futuro).

(2)

     Testi approvati, P7_TA(2010)0053.

(3)

     Testi approvati, P7_TA(2010)0223.

(4)

     Testi approvati, P7_TA(2009)0028.

(5)

     Testi approvati, P6_TA(2006)0272.

(6)

     Testi approvati, P6_TA(2008)0182.


MOTIVAZIONE

Il prodotto interno lordo (PIL) rappresenta il valore aggiunto aggregato di tutte le attività economiche basate sul denaro. Il PIL è la più conosciuta unità di misura dell'attività macroeconomica. Ideato negli anni '30, il PIL è usato dai responsabili politici di tutto il mondo ed è ampiamente citato nei dibattiti pubblici.

Il PIL è ormai considerato un indicatore globale dell'intero sviluppo sociale e del progresso in generale. Esso non può tuttavia costituire una base affidabile per il dibattito politico. In particolare, il PIL non misura la sostenibilità ambientale né l'inclusione sociale.

È sempre più evidente la necessità di migliorare dati e indicatori per completare il PIL. Questa consapevolezza è alla base di una serie di iniziative internazionali. Nel novembre 2007 il Parlamento europeo (insieme alla Commissione, al Club di Roma, al WWF e all'OCSE) ha organizzato una conferenza intitolata "Beyond PIL" (Non solo PIL). La conferenza ha evidenziato un grande consenso da parte dei decisori politici, degli esperti economici e ambientali e della società civile in merito all'elaborazione di indicatori per completare il PIL, allo scopo di sostenere il processo decisionale mediante informazioni più complete.

Nella comunicazione della Commissione "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento" sono proposte diverse misure per completare il PIL in modo appropriato. Si tratta in particolare di elaborare indicatori più completi che forniscano una base di conoscenze più affidabile.

Il relatore sostiene in linea di massima la richiesta della Commissione di adottare un'unità di misura chiaramente definita, che vada oltre il PIL, ovvero che lo completi nel contesto del processo decisionale e della valutazione. A parere del relatore, nel dibattito politico e scientifico in corso da anni l'obiettivo dell'approccio non è controverso. Il problema riguarda piuttosto come realizzare questo approccio attraverso indicatori chiaramente definiti e quantificabili. Appare chiaro come un simile progetto possa andare a buon fine unicamente ponendo l'accento sull'uso di dati affidabili.

Mancano spesso informazioni, dati e indicatori definiti in modo chiaro. A livello di Unione europea e degli Stati membri sono state avviate numerose iniziative per colmare le lacune in questi ambiti. È tuttavia difficile individuare un metodo coerente. Per quanto riguarda gli indicatori, esistono, ad esempio, numerose attività a livello nazionale e internazionale, che sono ormai poco chiare. In particolare, in tutte le discussioni sugli indicatori non bisogna dimenticare che essi da soli non forniscono un contributo sufficiente per il dibattito politico, il processo decisionale e la valutazione. È invece necessario un approccio globale che tenga conto delle misure esistenti e che possa trovare applicazione nella prassi politica.

È importante sviluppare uno strumento in grado di integrare il PIL, da elaborare in modo tale che possa avere un uso pratico e si basi su indicatori chiaramente definiti e dati di alta qualità.

La comunicazione della Commissione propone una serie di singole misure difficili da valutare. Queste iniziative non sono integrate in una strategia graduale globale che indichi in che modo sia possibile utilizzare il nuovo approccio "Non solo PIL".

Nella presente relazione si invita la Commissione a presentare una strategia graduale per l'approccio "Non solo PIL", che illustri come applicare il nuovo approccio in maniera pragmatica nel lavoro politico quotidiano. A parere del relatore, il dibattito non potrà progredire finché la questione non sarà chiarita.


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (2.12.2010)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sul tema "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Relatore per parere (*): Nikolaos Chountis

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione i seguenti suggerimenti:

–   vista la dichiarazione di Istanbul dell'OCSE dal titolo "Measuring and Fostering the Progress of Societies" ("Misurare e promuovere il progresso delle società"), adottata il 30 giugno 2007,

–   vista la proposta di regolamento relativo ai conti economici ambientali europei (COM(2010)0132), presentata dalla Commissione,

–   vista la relazione della commissione per la misurazione delle prestazioni economiche e del progresso sociale (relazione Stiglitz, Sen e Fitoussi del 2008),

1.  si compiace dell'iniziativa della Commissione europea di avviare un piano d'azione serio, globale e lungimirante costituito da cinque azioni per migliorare il prodotto interno lordo (PIL) come indicatore di valutazione dell'attività economica e per completare il PIL con altri indicatori che tengano in considerazione dimensioni essenziali del benessere e del progresso dell'uomo, come quelle economiche, ambientali e sociali;

2.  suggerisce di mirare a una serie limitata di pertinenti indicatori, che potrà essere in seguito agevolmente integrata da altri indicatori, e a una serie di indicatori sintetici che possono rappresentare due prospettive complementari sull'ambiente attraverso un indicatore monetarizzabile (come il risparmio netto rettificato) e uno fisico (come l'impronta ecologica, l'impronta di carbonio o altri indicatori di disaccoppiamento), nonché alcuni indicatori più ampi in relazione all'inclusione sociale e al benessere umano, come l'indice di GINI e l'indice di povertà umana (o indice di salute sociale); suggerisce di migliorare il PIL in quanto tale; indica, a titolo di esempi, l'indice di benessere economico sostenibile, gli indici di progresso effettivo nonché l'indice di benessere nazionale; raccomanda a Eurostat di operare in stretta cooperazione con gli altri centri di ricerca e le organizzazioni che hanno elaborato detti indicatori, al fine di renderli più precisi e applicabili;

3.  ritiene che le politiche nazionali e dell'Unione saranno valutate in base alla loro capacità di progredire verso il raggiungimento di obiettivi sociali, economici e ambientali e di migliorare il benessere degli europei, e che il PIL non sia sufficiente a registrare la complessa realtà socioeconomica delle sfide nazionali e regionali; sottolinea che l'uso di nuovi indicatori sociali e ambientali complementari è pienamente coerente con gli obiettivi della strategia Europa 2020 e di altre importanti iniziative, obiettivi che non possono essere raggiunti utilizzando unicamente il PIL come criterio;

4.  ritiene che pur essendo un solido parametro di misura delle attività macroeconomiche, il PIL presenti numerosi punti deboli come indicatore dello sviluppo sociale complessivo; rileva, in particolare, che esso non registra fattori sociali importanti come la disoccupazione, la sottoccupazione, la speranza di vita o la qualità del sistema sanitario e dell'istruzione, non tiene conto delle disparità nella distribuzione del reddito, delle attività non commerciali che concorrono alla creazione di valore economico (come il volontariato, il lavoro domestico e le attività illegali) e delle esternalità ambientali negative, e aumenta quando vengono investite risorse per contrastare sviluppi negativi come l'incremento dei problemi sociali, cosicché l'evento distruttivo in sé (in tutte le sue forme) è misurato dal PIL come un guadagno economico;

5.  rileva che i cittadini, nel considerare la loro qualità di vita, apprezzano ad esempio ambienti sociali sicuri dove sia facile trovare alloggi confortevoli e lavoro, dove i loro figli possano crescere bene, dove si rivolga la dovuta attenzione all'integrazione degli stranieri, siano offerti servizi sociali e, a distanze accettabili, sia possibile godere della natura; si rammarica della difficoltà di raccogliere dati comparabili su tali aspetti;

6.  ritiene che, alla luce della sempre più stretta interdipendenza fra problematiche economiche, sociali e ambientali, il PIL sia il principale indicatore che consente di tenere conto delle diverse caratteristiche socioeconomiche su scala europea e debba rimanere il criterio principale per determinare il livello delle dotazioni finanziarie della futura politica di coesione, ma sottolinea la necessità di tenere maggiormente conto dei fattori ambientali e sociali a livello nazionale e regionale e di stabilire anche criteri adeguati a tal fine;

7.  osserva che fondate prove empiriche dimostrano l'esistenza di una soglia oltre la quale la crescita del PIL è progressivamente disaccoppiata da un parallelo miglioramento del tenore di vita e della sostenibilità;

8.  saluta con favore, quale passo positivo e importante, le cinque azioni presentate dalla Commissione per meglio misurare il progresso in un mondo che cambia, e ricorda l'intenzione di utilizzare tali indicatori come nuovi orientamenti e parametri per valutare la formulazione delle politiche e l'attuazione delle stesse; sottolinea l'importanza che tali azioni siano sviluppate in stretta cooperazione a livello internazionale;

9.  sottolinea che il PIL è il principale indicatore che può combinare i criteri ambientali, sociali, economici e dei trasporti per misurare il benessere a tutti i livelli nell'UE; teme che dall'attribuzione di un'eccessiva importanza ad altri indicatori deriverà un processo decisionale arbitrario e casuale e una burocrazia eccessiva, con il risultato di rendere più difficile il conseguimento degli obiettivi connessi all'uguaglianza regionale, a scapito delle regioni europee più povere e più svantaggiate dal punto di vista geografico;

10. ritiene che, per migliorare e completare il PIL in quanto indicatore statistico fondamentale per orientare il processo di definizione delle politiche incentrato sulla misurazione della produzione destinata al mercato di un'economia, siano necessari profondi e radicali cambiamenti del sistema in modo da tenere adeguatamente conto dei parametri economici, ambientali e sociali nel processo di pianificazione, attuazione e valutazione delle politiche economiche, ambientali e sociali, e ritiene che occorra in particolare una maggiore tempestività nella raccolta ed elaborazione dei dati;

11.  appoggia pienamente l'istituzione di un solido quadro giuridico per i conti economici ambientali europei quale passo positivo nell'ambito del processo "Non solo PIL"; reputa molto importante che, non appena il sistema sarà pienamente operativo, i conti economici ambientali europei siano utilizzati in modo attivo e accurato in tutti gli attinenti processi di definizione delle politiche quale contributo fondamentale per valutazioni d'impatto, piani d'azione, proposte legislative e altre importanti realizzazioni del processo politico e giudica altresì molto importante che il sistema sia attentamente coordinato e valutato, affinché possa costituire la premessa per ulteriori sviluppi in tale ambito;

12.  invita pertanto la Commissione a mantenere il PIL quale indicatore fondamentale per la programmazione delle misure volte ad aumentare il benessere e le prestazioni economiche e a individuare su tale base le regioni ammissibili agli aiuti in ambito europeo, continuando ad accordare alle autorità nazionali, a tal riguardo, un margine di manovra affinché esse possano utilizzare al livello adeguato altri indicatori sociali, ambientali e infrastrutturali che consentano di tenere conto delle condizioni specifiche di regioni e città e di raggiungere gli obiettivi della strategia UE 2020;

13. sottolinea la necessità di elaborare statistiche affidabili, armonizzate e tempestive e di acquisire serie di dati e indicatori su vasta scala temporale che possano essere utilizzati per elaborare proiezioni sui futuri sviluppi e definire le politiche; raccomanda che le varie banche dati gestite dalle autorità pubbliche siano meglio utilizzate e combinate, applicando una metodologia simile e standard, definizioni, classificazioni e norme contabili comuni in ciascuno Stato membro, al fine di garantire la qualità e la comparabilità dei dati; chiede che la raccolta e il trattamento dei dati avvenga in conformità dei principi di indipendenza professionale, imparzialità, oggettività, riservatezza statistica ed economicità, ma anche con il dovuto riguardo alle problematiche di tutela dei dati personali; è del parere che Eurostat debba svolgere un ruolo di rilievo in tale processo;

14.  si compiace della disponibilità della Commissione a cooperare con altre organizzazioni governative, la società civile e i centri di ricerca; ricorda quanto sia importante coinvolgere i cittadini in questo dibattito fondamentale e fornire fonti di informazione gratuite e facilmente accessibili a tutti i cittadini, in modo da rendere comprensibile l'effettivo contenuto dei diversi indicatori, il modo in cui si è giunti alla loro formulazione, le loro interconnessioni e ciò che essi realmente misurano, e affinché sia possibile seguire la loro evoluzione nel tempo; chiede che il Parlamento europeo sia coinvolto da vicino nei futuri sviluppi in materia;

15. sottolinea la necessità di elaborare una serie di indicatori che misurino gli sviluppi macroeconomici esterni e interni non fiscali che, in talune circostanze, possono influire sulle finanze pubbliche e rileva che tale serie di indicatori potrebbe includere la bilancia delle partite correnti, le attività nette con l'estero, la produttività e il costo unitario della manodopera, il tasso di cambio effettivo reale e i prezzi del credito e delle attività nel settore privato;

16.  sottolinea tuttavia che, mettendo in discussione il PIL come unico indicatore statistico e introducendo indicatori supplementari, si imprimerà una nuova direzione alle politiche economiche a livello nazionale ed europeo e si introdurranno nuovi aspetti relativi alla qualità dello sviluppo e alla prosperità dei cittadini.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

1.12.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Udo Bullmann, Pascal Canfin, Nikolaos Chountis, George Sabin Cutaş, Leonardo Domenici, Derk Jan Eppink, Diogo Feio, Elisa Ferreira, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, José Manuel García-Margallo y Marfil, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Liem Hoang Ngoc, Gunnar Hökmark, Wolf Klinz, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Philippe Lamberts, Werner Langen, Astrid Lulling, Hans-Peter Martin, Arlene McCarthy, Alfredo Pallone, Anni Podimata, Antolín Sánchez Presedo, Peter Simon, Peter Skinner, Theodor Dumitru Stolojan, Ramon Tremosa i Balcells, Corien Wortmann-Kool

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sophie Auconie, Sari Essayah, Robert Goebbels, Carl Haglund, Thomas Händel, Danuta Maria Hübner, Sophia in ‘t Veld, Thomas Mann

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Edvard Kožušník


PARERE della commissione per lo sviluppo (27.10.2010)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su "Non solo PIL: misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Relatore per parere: Nirj Deva

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il concetto di "crescita", che fa riferimento a indicatori economici quantitativi, non va confuso con "sviluppo", che fa riferimento a criteri qualitativi, che comprendono la qualità della vita e il miglioramento delle condizioni di vita (qualità dell'ambiente, della salute, l'equa ridistribuzione dei redditi, le relazioni sociali ecc.); sollecita quindi l'UE ad astenersi da una semplice politica di sviluppo "orientata alla crescita";

2.  sottolinea che la correlazione tra benessere e PIL non è automatica, ma condizionata, dato che dal PIL sono escluse una serie di attività non di mercato (quali l'assistenza all'infanzia, l'assistenza agli anziani e ai malati, ecc.) che influenzano il benessere; ricorda altresì che se il benessere e il PIL possono andare di pari passo nei paesi in via di sviluppo, ci sono anche casi in cui talune politiche possono contribuire al benessere, mentre rallentano la crescita, come nel caso della conservazione dell'ecosistema forestale; ritiene pertanto che, in linea con l'obiettivo di coerenza delle politiche di sviluppo, sono necessari indicatori alternativi al PIL per fornire un quadro rappresentativo delle condizioni economiche, sociali e ambientali;

3.  auspica che la proposta della Commissione di misurare le prestazioni sulla base di indicatori sia ambientali che puramente economici sia compatibile e coerente con le iniziative mondiali esistenti, come l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite;

4.  ricorda che il PIL non è un buon indicatore del benessere; si attende che lo spostamento dell'attenzione su indicatori più ampi e maggiormente sostenibili comporti una concentrazione più sistematica sui fattori sociali e ambientali nei paesi in via di sviluppo, inclusi il cambiamento climatico, la sanità, l'istruzione e la governance, e permetta quindi alle politiche di sviluppo di rivolgersi in modo mirato alle popolazioni più bisognose e svantaggiate; pone l'accento sulla necessità di estendere i conti nazionali alle questioni ambientali e sociali per far sì che questa serie di indicatori funzioni correttamente;

5.  accoglie con favore l'iniziativa non solo PIL presa dalle istituzioni europee per smettere di limitare il modo in cui si misurano la ricchezza delle nazioni e il benessere dei cittadini;

6.  intende controllare rigorosamente ogni nuovo strumento per garantire che non determini una riduzione dell'aiuto allo sviluppo, in particolare in relazione all'impegno dell'Unione europea di destinare lo 0,7% del proprio PIL allo sviluppo entro il 2015.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.10.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Michael Cashman, Véronique De Keyser, Nirj Deva, Charles Goerens, Catherine Grèze, Enrique Guerrero Salom, András Gyürk, Eva Joly, Filip Kaczmarek, Franziska Keller, Gay Mitchell, Norbert Neuser, Bill Newton Dunn, Birgit Schnieber-Jastram

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Horst Schnellhardt, Bart Staes

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eider Gardiazábal Rubial, Anna Ibrisagic, Miroslav Mikolášik


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (11.11.2010)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su "Non solo PIL: misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Relatore per parere: Marian Harkin

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–   visti gli strumenti statistici relativi a talune dimensioni del progresso sociale, del benessere e dello sviluppo sostenibile in Europa quali EU-SILC, la Rassegna sulle statistiche del lavoro (LFS), gli Eurobarometri, la Rassegna dei valori europei e la Rassegna sociale europea (ESS),

–   vista la Rassegna europea sulla qualità della vita (EQLS), coordinata da Eurofound, che fornisce un ritratto esauriente della qualità della vita e delle condizioni di vita nei paesi europei (in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati) dotata di oltre 120 indicatori che forniscono dati comparativi nei paesi(1),

–   vista la relazione STIGLITZ (Relazione della commissione sulla misurazione della performance economica e del progresso sociale(2)) che offre una rassegna delle sette dimensioni di cui tenere conto per lo sviluppo di nuovi indicatori,

A. considerando che il PIL, pur essendo un importante indicatore della crescita economica, da solo non rappresenta uno strumento sufficiente per elaborare le politiche che facciano fronte alle sfide del 21esimo secolo e deve essere utilizzato insieme ad altri indicatori della coesione economica e sociale e a indicatori ambientali,

B.  considerando che la crisi finanziaria, economica e sociale dimostra che una strategia economica basata unicamente sul PIL non consente di sviluppare un modello sostenibile, rendendo così altamente necessario avere accesso a un’informazione pertinente e completa sull’evoluzione dei reali redditi familiari,

C. considerando che visto che la povertà e l’emarginazione sociale costituiscono un affronto alla dignità umana, nell’attuale fase di sviluppo sociale nell’Unione europea il progresso vuol dire innanzitutto facilitare la partecipazione individuale e collettiva a livello politico, sociale e democratico per tutti, eliminando le divisioni sociali e la povertà,  

D. considerando che il benessere economico non sempre è collegato allo sviluppo sociale e che pertanto un processo decisionale coerente ha bisogno di un insieme di dati che includano indicatori più esaurienti, che incorporino le conquiste e le perdite sociali e ambientali insieme ad indici che misurino lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita,

1.  nota che, poiché spesso non è realizzata una distribuzione verticale della ricchezza, esiste un divario crescente tra i dati statistici ufficiali relativi alle prestazioni economiche e la percezione da parte dei cittadini della loro condizione e qualità di vita, e che inoltre ciò può portare a una mancanza di fiducia nei confronti dell'amministrazione e del processo democratico; nota che il benessere soggettivo in Europa è influenzato non solo dal reddito, ma anche dalla qualità percepita della società(3) e pertanto chiede indici più accurati della qualità della vita;

2.  sottolinea la necessità di coinvolgere la società, inclusi i partner sociali e le organizzazioni rappresentative nella selezione di indicatori al fine di costruire un consenso anche con l’uso congiunto di indicatori alternativi relativi alla condizione e alla sostenibilità dell’ambiente, ai livelli di inclusione sociale, al benessere sociale, all'integrazione sociale e all'equità, al fine di costruire il consenso necessario per sviluppare una visione condivisa degli obiettivi sociali;  

3.  è preoccupato che vi sia un ritardo sostanziale nella raccolta e nella fornitura di dati relativi alle conseguenze sociali della recente crisi finanziaria, economica e occupazionale; chiede pertanto che indici sia qualitativi che quantitativi siano pubblicati in modo tempestivo, e ove opportuno basati sui vari tipi di famiglie, per una migliore definizione delle politiche, anche in vista di una reazione più mirata e del controllo dell’andamento nel tempo al fine di raggiungere il migliore equilibrio possibile tra il consolidamento finanziario, lo sviluppo e la coesione sociale;

4.  sottolinea la necessità di fondare gli indicatori su dati statistici che siano pertinenti, tempestivi, accurati, accessibili, comparabili e coerenti per tutti gli Stati membri;

5.  invita la Commissione a introdurre in via prioritaria e con urgenza, oltre al PIL, indicatori della situazione sociale e ambientale, in quanto il PIL si riferisce solo ad aspetti economici di sviluppo, per poter definire un quadro più esauriente del benessere e della coesione;

6.  chiede un nuovo partenariato tra tutti gli attori pertinenti (Eurostat, istituti statistici nazionali, organismi di ricerca, governi nazionali, agenzie UE) al fine di sviluppare indicatori del benessere e dello sviluppo sostenibile che diano agli organi decisionali una serie di misure aggiuntive per il fenomeno multidimensionale del benessere e della qualità della vita;

7.  ritiene che la Commissione dovrebbe aggiungere indicatori alternativi agli strumenti convenzionali per valutare il progresso verso la realizzazione degli obiettivi definiti nella Strategia UE 2020;

8.  ritiene che l’obiettivo di innovazione non possa essere raggiunto se non è accompagnato dalla creazione di indicatori che consentano di definire e valutare un ambiente che favorisca l’innovazione;

9.  evidenzia la necessità di misurare la qualità di vita nelle società con particolare attenzione ai gruppi che sono particolarmente a rischio di emarginazione e nota che tale misurazione richiederà studi sociali sistematici, valutazioni d’impatto e indici relativi almeno alle seguenti categorie: sanità e aspettativa di vita, povertà, istruzione, occupazione, famiglia, criminalità, alloggi, tempo libero, impegno politico e culturale, livello di fiducia del pubblico, collegamento, benessere materiale, sociale e mentale, ambiente, protezione sociale e capitale sociale;

10. suggerisce che gli indicatori EQLS che riguardano i domini essenziali della qualità della vita siano presi come base nell’ulteriore sviluppo di indici sia qualitativi che quantitativi;

11. nota che, oltre a quelli atti a misurare lo sviluppo e la produttività economici, esistono altri indicatori che influenzano e spiegano il benessere di un paese e che finora non sono stati misurati (quantificati);

12. sottolinea la necessità di misurare la capacità di gestione del reddito da parte dei cittadini e il loro grado di benessere in termini di beni finanziari e materiali, includendo il reddito minimo e la misura in cui esso protegge i beneficiari dalla povertà e l’adeguatezza dei regimi di previdenza sociale; occorrono inoltre vari indicatori per settori quali: l’indebitamente, la qualità e l’accessibilità degli alloggi, il costo delle forniture energetiche e l’accesso ai servizi pubblici, alla formazione, alla cultura, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, alla cura dei minori e alle cure sanitarie;

13. sottolinea che gli indicatori pertinenti esistono e invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto delle rilevazioni e dei risultati sulla base di questi indicatori insieme ai dati PIL per l’introduzione, la programmazione e la valutazione delle politiche sociali;

14. nota che la coesione sociale ed economica rappresenta un obiettivo di fondamentale importanza per l’UE che richiede indici che riflettano l’equità della distribuzione orizzontale e verticale della ricchezza nella società, tra varie categorie sociali e nelle varie regioni, e che questi indici agevolino l’analisi dell’equità della distribuzione e il controllo dell’inclusione sociale e della partecipazione sociale nell’UE;

15. evidenzia la necessità di quantificare il lavoro retribuito e non retribuito, di tipo familiare o volontario, e di utilizzare inoltre come indicatore il tasso di disoccupazione;

16. invita ad adottare il Manuale sulla misurazione del volontariato dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e ne chiede la promozione da parte di tutti gli Stati membri per registrare le azioni prese dalla società civile utilizzando indicatori misurabili e incoraggiando in modo più marcato queste iniziative;

17. prende atto della decisione del Consiglio, del 17 giugno 2010, in virtù della quale gli Stati membri conservano la competenza in materia di fissazione degli obiettivi nazionali di riduzione del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione, in base a uno o più dei tre indicatori approvati dal Consiglio; è del parere che, qualora uno Stato membro si limiti a utilizzare l'indicatore relativo ai "nuclei familiari privi di occupazione", esso rischi di ignorare sistematicamente problemi quali la povertà dei lavoratori, la povertà energetica, la povertà infantile e l'esclusione sociale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.11.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

5

15

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Jean-Luc Bennahmias, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Sergio Gaetano Cofferati, Marije Cornelissen, Frédéric Daerden, Karima Delli, Proinsias De Rossa, Frank Engel, Sari Essayah, Richard Falbr, Ilda Figueiredo, Pascale Gruny, Marian Harkin, Roger Helmer, Stephen Hughes, Martin Kastler, Ádám Kósa, Jean Lambert, Patrick Le Hyaric, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Rovana Plumb, Sylvana Rapti, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Raffaele Baldassarre, Jürgen Creutzmann, Tamás Deutsch, Julie Girling, Jelko Kacin, Jan Kozłowski, Antigoni Papadopoulou, Evelyn Regner

(1)

EQLS copre i seguenti campi essenziali del concetto di qualità della vita: risorse economiche, povertà; salute e accesso alle cure sanitarie; occupazione e qualità del posto di lavoro; equilibrio della vita famigliare e lavorativa; relazioni familiari e sostegno; inclusione/emarginazione sociale (vita comunitaria e partecipazione sociale); l'istruzione e la formazione, qualità degli alloggi e ambiente locale; capitale sociale e qualità della società; qualità dei servizi pubblici; benessere soggettivo (ad inclusione della felicità, della soddisfazione esistenziale, dell’ottimismo circa il futuro);

(2)

http://www.stiglitz-sen-fitoussi.fr/documents/rapport_anglais.pdf

(3)

Secondo le conclusioni di Eurofound tra l’ultimo trimestre 2007 e il settembre 2009, in generale in tutta l’UE il livello medio di soddisfazione di vita è diminuito di circa il 4%. L’andamento di questa modifica della soddisfazione di vita riflette i cambiamenti subiti dal PIL in paesi quali gli Stati Baltici ma non corrisponde al declino relativamente modesto del PIL osservato in paesi quali Malta o la Francia. (Fonte : Andamento della qualità nella vita nell’UE: 2003-2009, Eurofound, 2010).

All’interno dei paesi le differenze di reddito e la corruzione percepita hanno un notevole impatto sulla fiducia nelle istituzioni politiche. (Fonte : Eurofund-2a Rassegna sulla qualità della vita europea)


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (12.11.2010)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su "Non solo PIL: misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Relatore per parere: Marisa Matias

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–   vista la Dichiarazione di Istanbul dell'OCSE, del 30 giugno 2007, sul tema "Misurare e favorire il progresso delle società",

–   visti gli orientamenti integrati per le politiche economiche e occupazionali europee nell'ambito della strategia UE 2020 proposti dalla Commissione il 27 aprile 2010,

–   vista la proposta di regolamento relativo ai conti economici ambientali europei (COM(2010)0132) presentata dalla Commissione il 9 aprile 2010,

–   vista la relazione della Commissione sulla misura delle prestazioni economiche e del progresso sociale (relazione Stiglitz, Sen e Fitoussi, 2008) presentata il 14 settembre 2009,

–   visti l'iniziativa globale sull'economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB), approvata dai leader del G8 +5 nel giugno 2007, e i relativi risultati pubblicati nel 2009 e nel 2010,

–   vista la comunicazione della Commissione, del 25 giugno 2008, sul piano d'azione "Produzione e consumo sostenibili" e "Politica industriale sostenibile"(COM(2008)0397),

–   visto il progetto di consultazione pubblica del Centro comune di ricerca dell'Istituto dell'ambiente e della sostenibilità, del 16 agosto 2010, intitolato "Decoupling indicators, Basket-of-products indicators – Waste management indicators – Framework, methodology, data basis and updating procedures" (Disaccoppiamento degli indicatori - indicatori relativi a panieri di prodotti - indicatori della gestione dei rifiuti – quadro, metodologia, base dati e procedure di aggiornamento),

A. considerando l'esigenza di tradurre in orientamenti il dibattito sui vantaggi e i limiti del PIL come parametro di misurazione e valutazione delle prestazioni sociali ed economiche nonché, per associazione, del progresso sociale,

B.  considerando che il PIL rimane un indicatore fondamentale per misurare l'attività macroeconomica, ma che lo stesso non tiene adeguatamente conto degli aspetti non legati al mercato e che, di conseguenza, deve essere integrato da un insieme ristretto e utilizzabile di altri indicatori più adatti a valutare, ad esempio, l'inclusione sociale o agli obiettivi ambientali,

C. considerando che gli indicatori basati su medie statistiche non sono in grado di rispecchiare le accresciute disuguaglianze sociali ed economiche,

D. considerando che occorre distinguere tra benessere attuale e futuro; considerando che occorre porre l'accento sulla necessità di valutare anche la sostenibilità, sia nelle sue dimensioni economiche che in quelle ambientali,

1.  prende atto della proposta della Commissione di elaborare indicatori che, in aggiunta al PIL, contribuiscano a valutare il progresso della società nell'ambito dei tre pilastri costituiti dalle dimensioni economica, sociale e ambientale, e siano volti a fornire informazioni più esaustive e aggiornate a sostegno delle decisioni politiche a livello locale, nazionale e regionale;

2.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione, del 20 agosto 2009, intitolata "Non solo PIL - misurare il progresso in un mondo in cambiamento" (COM (2009)0433 definitivo), che evidenzia la necessità di migliorare e integrare il PIL; esprime il proprio appoggio, in particolare, al lavoro intrapreso per estendere i conti nazionali ai fattori ambientali e sociali;

3.  riconosce gli obiettivi dell'Unione in materia di cambiamento climatico e ritiene che per conseguirli sia necessario un aumento dell'efficienza sotto il profilo energetico e delle risorse al di là dello sviluppo del PIL, processo questo che porterà a nuovi modelli economici; ritiene pertanto che, se da un lato la crescita economica è fondamentale per la prosperità della società, dall'altro è essenziale sviluppare, dando loro il giusto peso, indicatori complementari in grado di misurare aspetti diversi della qualità della vita;

4.  ritiene che nel raggiungimento e mantenimento della qualità della vita siano coinvolti fattori importanti e di generale accettazione quali la salute, l'istruzione, la cultura, l'occupazione, gli alloggi e le condizioni dell'ambiente; è pertanto del parere che gli indicatori atti a misurare tali fattori siano anch'essi importanti e che si debba dar loro maggiore rilievo;

5.  ricorda l'iniziativa faro "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse", inclusa nella strategia UE 2020, e sottolinea la necessità di sviluppare e utilizzare indicatori appropriati per misurare il raggiungimento dei suoi obiettivi;

6.  sottolinea l'importanza di processi decisionali fondati su dati reali e pone in rilievo il fatto che gli indicatori sociali e ambientali integrativi rappresentano uno strumento obiettivo in vista di processi decisionali aziendali sani che contribuiscano all'innovazione, all'efficienza sotto il profilo energetico e delle risorse nonché alla riduzione dei costi;

7.  invita a sviluppare indicatori più strettamente incentrati sulla prospettiva a livello di nucleo familiare che rilevino informazioni su reddito, consumi e ricchezza e siano quindi in grado di rispecchiare meglio le preoccupazioni dei cittadini riguardo al benessere materiale;

8.  è del parere che l'utilizzo di altri indicatori, che potrebbero al massimo essere complementari rispetto al PIL, dovrebbe essere basato sulla comprovata utilità degli stessi ai fini di una migliore rappresentazione dell'attività macroeconomica; sottolinea che solo attraverso il PIL è possibile tenere adeguatamente conto di varie caratteristiche socioeconomiche su scala europea, ma riconosce la necessità di integrare fattori sociali e ambientali a livello nazionale e regionale e di stabilire a tal fine criteri adeguati, prendendo eventualmente in considerazione, in tale contesto, l'inclusione di aspetti non legati al mercato come la produzione domestica e il volontariato nonché le esternalità positive e negative delle attività economiche e la sostenibilità delle attività nel tempo;

9.  invita la Commissione a mantenere anche in futuro il PIL come indicatore decisivo per l'ammissibilità agli aiuti nell'ambito della politica regionale; teme che l'utilizzo di eventuali altri indicatori possa mettere a rischio i principali obiettivi della politica di coesione a scapito delle regioni più povere e geograficamente svantaggiate; ritiene tuttavia che le autorità nazionali possano continuare ad applicare, al livello appropriato del processo decisionale, altri indicatori sociali, ambientali e infrastrutturali che tengano conto delle caratteristiche specifiche di regioni e città nell'ambito della strategia UE 2020;

10. sottolinea la necessità di sviluppare indicatori supplementari per la misurazione del progresso economico e sociale a medio e lungo termine, che prendano in considerazione i cambiamenti climatici, l'efficienza sotto il profilo delle risorse e l'inclusione sociale;

11. invita a sviluppare indicatori selezionati che integrino le misurazioni statistiche medie rispecchiando la distribuzione e la disuguaglianza tra le categorie sociali;

12. invita la Commissione a intensificare gli sforzi per mettere a punto un quadro di valutazione per lo sviluppo sostenibile che analizzi, sotto il profilo ambientale ed economico, la conservazione delle risorse necessarie per garantire il benessere futuro (ivi incluse le risorse naturali e il capitale fisico e umano) e l'investimento nelle stesse;

13. invita a sviluppare una metodologia comune e raffrontabile in materia di indicatori complementari e ad avviare in tale ambito una più ampia collaborazione tra Eurostat e gli uffici nazionali esistenti nonché tra l'UE e i suoi partner del G20; sostiene pertanto gli sforzi profusi dalla Commissione per sviluppare metodologie atte a valutare e comunicare i progressi compiuti riguardo agli aspetti più importanti della politica di protezione dell'ambiente, sottolineando altresì l'importanza di adottare indicatori che siano accettati e comparabili al di fuori del territorio dell'UE;

14. appoggia la raccomandazione del Consiglio di estendere i conti nazionali ai fattori ambientali e sociali attraverso la definizione di metodi accettati a livello internazionale;

15. osserva che, per conseguire miglioramenti sulla base dei risultati raggiunti, individuare le lacune nelle informazioni disponibili e, ove necessario, sviluppare nuovi indici, occorrono una ricerca continua e investimenti nelle capacità degli uffici di statistica;

16. rileva che non sono necessari uffici o enti statistici supplementari; chiede di ampliare la cooperazione tra gli uffici nazionali ed Eurostat.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.11.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Ivo Belet, Jan Březina, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Lena Ek, Ioan Enciu, Gaston Franco, Adam Gierek, Fiona Hall, Jacky Hénin, Romana Jordan Cizelj, Arturs Krišjānis Kariņš, Philippe Lamberts, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Marisa Matias, Judith A. Merkies, Angelika Niebler, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Michèle Rivasi, Paul Rübig, Amalia Sartori, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Britta Thomsen, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

António Fernando Correia De Campos, Andrzej Grzyb, Jolanta Emilia Hibner, Yannick Jadot, Silvana Koch-Mehrin, Ivari Padar, Vladko Todorov Panayotov, Markus Pieper, Peter Skinner, Silvia-Adriana Ţicău, Catherine Trautmann, Hermann Winkler

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marek Henryk Migalski


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (3.12.2010)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento"

(2010/2088(INI))

Relatore per parere: Danuta Maria Hübner

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che "Misurare il rendimento economico e la prosperità delle regioni" si configura chiaramente come un aspetto della politica di coesione e strutturale, e rientra pertanto nell'ambito di competenza della commissione per lo sviluppo regionale;

2.  accoglie favorevolmente la proposta della Commissione intesa a dibattere dei vantaggi di una serie di indicatori sociali e ambientali complementari rispetto al PIL – che dovrebbe essere riconosciuto come il criterio principale – da mettere in futuro a disposizione delle politiche dell'UE con lo scopo di migliorare le condizioni per l'adozione delle decisioni, segnatamente in relazione alla politica di coesione, e di rispondere meglio alle preoccupazioni dei cittadini europei; appoggia a tal fine le attività di Eurostat e invita la Commissione a elaborare una nuova comunicazione su tutti gli indicatori disponibili, tenendo conto della strategia UE 2020;

3.  sottolinea che l'allegato II del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione(1) prevede l'uso dei criteri del tasso di disoccupazione, del tasso di occupazione, del livello di istruzione dei lavoratori e della densità demografica nella fase dell'assegnazione dei finanziamenti a titolo dell'obiettivo "Competitività regionale e occupazione"; sottolinea altresì l'importanza di definire criteri appropriati e di integrare altri indicatori complementari rispetto al PIL a livello nazionale e regionale per l'esecuzione mirata dei programmi nelle regioni e nelle città;

4.  ritiene che il PIL costituisca un riferimento essenziale e uno strumento efficace per misurare la crescita economica delle regioni; è del parere che la sua risoluzione del 7 ottobre 2010 sulla politica di coesione e la politica regionale dell'UE dopo il 2013(2) offra il quadro idoneo per il dibattito sull'ammissibilità ai fondi regionali dell'UE; ritiene altresì che, al momento di definire e di porre in atto le politiche dell'UE, potrebbero essere aggiunti al livello appropriato del processo decisionale strumenti addizionali basati su criteri ambientali e sociali e altri fattori, al fine di agevolare una valutazione globale dello sviluppo regionale come anche di guidare la politica di coesione, il cui obiettivo primario è di conseguire lo sviluppo equilibrato di ogni regione dell'UE tenendo conto delle varie peculiarità, comprese le regioni periferiche, ultraperiferiche e di frontiera;

5.  sottolinea che i finanziamenti congiunti per i Fondi strutturali, il Fondo di coesione, il Fondo di sviluppo rurale e il Fondo per la pesca per il periodo 2007-2013 si basano rigorosamente sul PIL degli Stati membri; ricorda che questo concetto è conforme al principio di solidarietà nell'Unione europea, in quanto lo scopo della politica di coesione è di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle regioni europee;

6.  ritiene che vi sia una complessità intrinseca nella struttura economica regionale e un certo livello di interdipendenza tra gli aspetti economici, sociali ed ambientali; è del parere che, sebbene continui ad essere uno strumento di misura pertinente e rigoroso dello sviluppo nell'esecuzione dei programmi nelle regioni e nelle città, il PIL è talvolta suscettibile di fornire un'immagine incompleta che non tiene in nessun conto la reale situazione nelle regioni; ritiene pertanto che dovrebbe avere luogo un dibattito solido, corretto, aperto e scientifico sulla validità di altri indicatori complementari rispetto al PIL; sottolinea che, se da un lato il PIL dovrebbe rimanere il principale criterio per l'obiettivo 1, dall'altro dovrebbero essere utilizzati anche altri criteri per organizzare in categorie e secondo priorità il sostegno alle regioni dell'obiettivo 2, sulla base delle rispettive sfide sociali, economiche, ambientali, demografiche e geografiche cui esse devono far fronte, in conformità del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio; osserva che gli Stati membri potrebbero prendere in considerazione la possibilità di esaminare altri indicatori – ad esempio, fattori ambientali e sociali – che forniscano una visione più ampia del benessere della società, delle caratteristiche specifiche delle regioni e delle città degli obiettivi 1 e 2, e del valore aggiunto prodotto dalle politiche dell'UE a livello nazionale, con lo scopo di non lasciare vaste zone a basso sviluppo al di fuori del progresso offerto dalla politica europea comune di coesione;

7.  ricorda che i temi della salute, dell'istruzione, della protezione dei cittadini, dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture, della sostenibilità ambientale, dell'equità e dell'integrazione sociale fanno pienamente parte del modello costitutivo dello sviluppo europeo, al pari delle questioni economiche; aggiunge che la qualità di vita e la vulnerabilità economica, sociale, geografica, demografica e ambientale delle regioni dovrebbero essere prese in considerazione quando si tratta di valutare progetti che ottengono finanziamenti a titolo della politica di coesione, al fine di realizzare gli obiettivi della strategia UE 2020 e di sviluppare un'economia di mercato sociale equilibrata;

8.  invita pertanto la Commissione a mantenere il criterio del PIL e a continuare a fare riferimento ad esso come al criterio principale da utilizzare per determinare l'ammissibilità all'assistenza a titolo della politica regionale a livello europeo per il prossimo periodo di programmazione 2014-2020; evidenzia che, a tale riguardo, e in vista di tracciare un quadro più globale delle politiche di coesione regionale, è necessario lasciare alle autorità nazionali la facoltà di utilizzare, nelle sedi decisionali più appropriate, al momento della definizione e della messa in atto delle politiche dell'UE, altri indicatori; ritiene che, per quanto attiene all'esecuzione dei programmi regionali, in linea con il principio di sussidiarietà, il dibattito su indicatori da aggiungere al PIL misurabili con facilità e precisione, come anche la loro presa in considerazione potrebbero fornire una visione più generale dei risultati delle politiche di coesione regionale, in modo tale che le competenze nazionali possano realizzare obiettivi centrali a livello dell'UE;

9.  è del parere che, se gli Stati membri dispongono di prove scientifiche che confermano esperienze positive e durature maturate con l'applicazione di indicatori economici, ambientali e sociali globali che tengono conto delle peculiarità di ciascuna regione nella loro politica nazionale di distribuzione in fase di assorbimento dei Fondi strutturali e di coesione, saranno necessarie ulteriori indagini sull'affidabilità, l'adeguatezza e la possibile applicazione di tali indicatori al fine di affrontare sfide europee comuni;

10. ricorda che l'integrazione di criteri addizionali deve rispettare il principio della concentrazione degli interventi della politica di coesione nelle regioni in ritardo di sviluppo;

11. osserva che l'applicazione rigorosa del criterio del PIL per determinare l'ammissibilità delle regioni a titolo dell'obiettivo "Convergenza" crea un effetto soglia notevole a scapito delle regioni non ammissibili a detto obiettivo; invita pertanto la Commissione a valutare la possibilità di stabilire un obiettivo intermediario tra "Convergenza" e "Competitività regionale e occupazione" per attenuare detto effetto;

12. ritiene che una coesione finanziata dall'UE non dovrebbe sfociare in investimenti che non tengano conto delle reali preoccupazioni dei cittadini europei.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

30.11.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Charalampos Angourakis, Sophie Auconie, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, Zuzana Brzobohatá, Alain Cadec, Francesco De Angelis, Tamás Deutsch, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Constanze Angela Krehl, Jacek Olgierd Kurski, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Wojciech Michał Olejniczak, Markus Pieper, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Csanád Szegedi, Nuno Teixeira, Michail Tremopoulos, Viktor Uspaskich, Lambert van Nistelrooij, Hermann Winkler, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Vasilica Viorica Dăncilă, Bairbre de Brún, Jens Geier, Andrey Kovatchev, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Elisabeth Schroedter, Dimitar Stoyanov, László Surján, Evžen Tošenovský, Sabine Verheyen

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrea Češková

(1)

GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.

(2)

P7_TA(2010)0356.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.4.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

59

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

János Áder, Elena Oana Antonescu, Kriton Arsenis, Sophie Auconie, Pilar Ayuso, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Martin Callanan, Nessa Childers, Chris Davies, Esther de Lange, Anne Delvaux, Bas Eickhout, Edite Estrela, Elisabetta Gardini, Julie Girling, Nick Griffin, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Dan Jørgensen, Christa Klaß, Holger Krahmer, Jo Leinen, Corinne Lepage, Peter Liese, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Miroslav Ouzký, Vladko Todorov Panayotov, Gilles Pargneaux, Antonyia Parvanova, Andres Perello Rodriguez, Sirpa Pietikäinen, Mario Pirillo, Pavel Poc, Vittorio Prodi, Michèle Rivasi, Anna Rosbach, Oreste Rossi, Dagmar Roth-Behrendt, Carl Schlyter, Horst Schnellhardt, Richard Seeber, Bogusław Sonik, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Salvatore Tatarella, Åsa Westlund, Glenis Willmott, Sabine Wils, Marina Yannakoudakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

João Ferreira, Jutta Haug, Rovana Plumb, Michèle Rivasi, Birgit Schnieber-Jastram, Bart Staes, Struan Stevenson, Eleni Theocharous, Giommaria Uggias, Anna Záborská

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2011Avviso legale