Procedura : 2016/2228(INI)
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A8-0032/2017

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PV 15/03/2017 - 17
CRE 15/03/2017 - 17

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PV 16/03/2017 - 6.8
CRE 16/03/2017 - 6.8

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P8_TA(2017)0093

RELAZIONE     
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8 febbraio 2017
PE 589.323v02-00 A8-0032/2017

su una politica integrata dell'Unione europea per l'Artide

(2016/2228(INI))

Commissione per gli affari esteri

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Relatore: Urmas Paet, Sirpa Pietikäinen

(Riunioni congiunte delle commissioni – articolo 55 del regolamento)

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per la pesca
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una politica integrata dell'Unione europea per l'Artide

(2016/2228(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), conclusa il 10 dicembre 1982 e in vigore dal 16 novembre 1994, la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni del 13 settembre 2007(1),

–  visto l'accordo adottato a Parigi il 12 dicembre 2015 in occasione della XXI Conferenza delle parti dell'UNFCCC (l'accordo di Parigi) e il voto del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla ratifica dell'accordo,

–  visti la convenzione di Minamata, la convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, il protocollo di Göteborg, la convenzione di Stoccolma, la convenzione di Århus e la convenzione sulla diversità biologica,

–  visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale il 25 settembre 2015, dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile)(2),

–  vista la convenzione dell'UNESCO concernente la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale, del 16 novembre 1972,

–  viste la convenzione n. 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e la dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni,

–  vista la dichiarazione di Ilulissat, annunciata il 28 maggio 2008 dai cinque Stati costieri dell'Oceano Artico durante la conferenza sull'Oceano Artico tenutasi a Ilulissat, Groenlandia,

–  vista la dichiarazione circumpolare Inuit sui principi di sviluppo delle risorse di Inuit Nunaat(3),

  vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (UNDRIP), adottata dall'Assemblea generale il 13 settembre 2007 con la risoluzione 61/295,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulle questioni relative all'Artide, in particolare quelle del 20 giugno 2016, del 12 maggio 2014, dell'8 dicembre 2009 e dell'8 dicembre 2008,

  viste la strategia globale dell'UE per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea, pubblicata nel giugno 2016, dal titolo "Visione condivisa, azione comune: un'Europa più forte", e la relazione PESC dal titolo "Le nostre priorità nel 2016", quale approvata dal Consiglio il 17 ottobre 2016,

–  viste la comunicazione congiunta della Commissione e del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), del 27 aprile 2016, dal titolo "Una politica integrata dell'Unione europea per l'Artico"(4), la comunicazione congiunta della Commissione e del VP/AR, del 26 giugno 2012(5), dal titolo "Definire una politica dell'Unione europea per la regione artica" e la comunicazione della Commissione, del 20 novembre 2008, dal titolo "'L'Unione europea e la regione artica",

–  viste le strategie artiche nazionali degli Stati artici, in particolare quelle del Regno di Danimarca (2011), della Svezia (2011) e della Finlandia (2013) nonché quelle di altri Stati membri dell'UE e di altri Stati del SEE,

  vista la decisione del Consiglio 2014/137/UE, del 14 marzo 2014, sulle relazioni fra l'Unione europea, da un lato, e la Groenlandia e il Regno di Danimarca, dall'altro,

–  visti la dichiarazione sull'istituzione del Consiglio artico e l'attuale programma del Consiglio artico per il periodo 2015-2017, sotto la presidenza statunitense,

  vista la dichiarazione emessa a Kirkenes (Norvegia) il 3 e 4 giugno 2013 in occasione del XX anniversario della cooperazione euroartica di Barents,

–  viste le dichiarazioni rilasciate dalla Conferenza dei parlamentari della regione artica (CPAR) e dalla Conferenza parlamentare di Barents (BPC), in particolare la dichiarazione adottata in occasione della XII conferenza della CPAR tenutasi a Ulan Ude (Russia) dal 14 al 16 giugno 2016,

  vista la dichiarazione congiunta rilasciata in occasione della terza riunione ministeriale della dimensione settentrionale rinnovata, tenutasi a Bruxelles il 18 febbraio 2013,

  viste le dichiarazioni adottate dal forum parlamentare della dimensione settentrionale nel maggio 2015 a Reykjavik (Islanda), nel novembre 2013 ad Arcangelo (Russia), nel febbraio 2011 a Tromsø (Norvegia) e nel settembre 2009 a Bruxelles,

–  visto il codice internazionale per le navi che incrociano nelle acque polari, adottato dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO),

  vista la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL),

  visti la convenzione in materia di spandimento di idrocarburi, il fondo per ripulire la marea nera e il fondo supplementare,

–  viste le sue risoluzioni del 21 novembre 2013 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune (conformemente alla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sulla politica estera e di sicurezza comune)(6), del 12 settembre 2013 sulla dimensione marittima della politica di sicurezza e di difesa comune(7), del 22 novembre 2012 sul ruolo della politica di sicurezza e di difesa comune in caso di crisi di natura climatica e disastri naturali(8) e del 12 settembre 2012 sulla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sulla politica estera e di sicurezza comune(9),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'Artide, in particolare quelle del 12 marzo 2014 sulla strategia dell'Unione europea per la regione artica(10), del 20 gennaio 2011 su una politica europea sostenibile per il Grande Nord(11) e del 9 ottobre 2008 sulla governance artica(12),

–  viste le sue risoluzioni del 2 febbraio 2016 sulla revisione intermedia della strategia dell'UE sulla biodiversità(13) e del 12 maggio 2016 sul seguito e sul riesame dell'Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile(14),

–  viste le pertinenti raccomandazioni della delegazione per le relazioni con la Svizzera e la Norvegia, alla commissione parlamentare mista UE-Islanda e alla commissione parlamentare mista dello Spazio economico europeo (delegazione SINEAA)

  vista la strategia spaziale per l'Europa, pubblicata dalla Commissione il 26 ottobre 2016 (COM(2016)0705),

  visto il regolamento (UE) 2015/1775 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 ottobre 2015, sul commercio dei prodotti derivati dalla foca,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni comuni della commissione per gli affari esteri e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ai sensi dell'articolo 55 del regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per la pesca (A8-0032/2017),

A.  considerando che l'UE è un attore globale; che l'UE vanta un impegno di lunga data nell'Artide, fondato sulla storia, sulla geografia, sull'economia e sulla ricerca; che tre dei suoi Stati membri (Danimarca, Finlandia e Svezia) sono paesi artici; che l'Artide è circondata da acque internazionali e che i cittadini e i governi di tutto il mondo, compresa l'Unione europea, condividono la responsabilità della sua tutela;

B.  considerando che l'impegno dell'UE nella regione nordica e in quella artica è iniziato già nei primi anni novanta con la sua partecipazione alla creazione del Consiglio del Mar Baltico (CBSS) e del Consiglio euroartico di Barents (BEAC), nonché con la piena adesione della Commissione a tali organismi;

C.  considerando che la politica per la dimensione settentrionale, che concerne sia gli affari interni dell'UE sia le sue relazioni esterne, è divenuta un partenariato paritario tra l'UE, la Russia, la Norvegia e l'Islanda; che, oltre ai partner della dimensione settentrionale, partecipano a questa politica congiunta anche diverse organizzazioni multilaterali, quali il Consiglio artico, il Consiglio del Mar Baltico e il Consiglio euroartico di Barents, mentre il Canada e gli Stati Uniti partecipano in veste di osservatori; che la politica copre una zona geografica vasta e svolge un ruolo importante, grazie una cooperazione regionale concreta, a livello di sviluppo sostenibile, salute pubblica e benessere sociale nonché cultura, protezione ambientale, logistica e trasporti;

D.  considerando che l'UE ha gradualmente costruito e potenziato la sua politica per l'Artide; che il modo migliore di portare avanti l'evoluzione dell'impegno e gli interessi comuni dell'Unione è avvalendosi di mezzi comuni coordinati; che le sfide relative all'Artide richiedono una risposta congiunta a livello regionale e internazionale;

E.  considerando che l'Artide fa fronte a sfide sociali, ambientali ed economiche uniche;

F.  considerando che la regione artica europea ha una densità della popolazione molto bassa e si sviluppa su una vasta area caratterizzata dall'assenza di collegamenti di trasporto quali strade, ferrovie e collegamenti aerei est-ovest; che la regione artica europea soffre di una carenza di investimenti;

G.  considerando che per l'Artide è in vigore un ampio quadro giuridico internazionale;

H.  considerando che il Consiglio artico è il principale forum per la cooperazione artica; che nei suoi vent'anni di esistenza il Consiglio artico ha dimostrato la capacità di mantenere la cooperazione in uno spirito costruttivo e positivo, di adattarsi alle nuove sfide e di assumere nuove responsabilità;

I.  considerando che gli Stati artici detengono la sovranità e la giurisdizione sul proprio territorio e sulle proprie acque; che occorre rispettare il diritto della popolazione dell'Artide di perseguire l'utilizzo sostenibile delle proprie risorse naturali;

J.  considerando che sta crescendo l'interesse nei confronti della regione artica e delle sue risorse, a causa dei cambiamenti del suo ambiente e della scarsità di risorse; che l'importanza geopolitica della regione è in aumento; che gli effetti dei cambiamenti climatici e la concorrenza crescente per l'accesso all'Artide e alle sue risorse naturali, come pure le attività economiche in crescita, hanno portato nella regione rischi, comprese minacce all'ambiente e alla sicurezza dell'uomo, ma anche nuove opportunità, ad esempio in relazione a una bioeconomia sostenibile e altamente sviluppata; che a causa dei cambiamenti climatici si apriranno nuove rotte di navigazione e la disponibilità di nuove zone di pesca e risorse naturali potrebbe comportare l'aumento dell'attività umana e delle sfide ambientali nella regione;

K.  considerando che l'Artide rappresenta da tempo un ambito di cooperazione internazionale costruttiva e che è necessario che continui a essere una zona a basse tensioni;

L.  considerando che una buona accessibilità, per collegare meglio le zone rurali della regione nordica con il resto dell'UE, è un presupposto per lo sviluppo economico sostenibile e competitivo dei centri di crescita settentrionali, tenendo conto della crescente attenzione dimostrata da investitori e parti interessante nei confronti delle loro risorse inutilizzate e del loro ruolo quali punti focali di interesse ecologico;

M.  considerando che la Federazione russa nel 2015 aveva già stabilito almeno sei nuove basi a nord del Circolo polare artico, compresi sei porti in acque profonde e 13 aerodromi, e ha incrementato la sua presenza nell'Artide in termini di forze terrestri;

N.  considerando che un ecosistema artico solido, sano e sostenibile, abitato da comunità vitali, riveste un'importanza strategica per la stabilità politica ed economica dell'Europa e del mondo; che l'Artide ospita oltre la metà delle zone umide del mondo e svolge un ruolo essenziale nella depurazione delle acque; che contribuisce al conseguimento dell'obiettivo del buono stato delle acque, di cui alla direttiva quadro sulle acque; che i costi dell'inazione nell'ambito della tutela dei socioecosistemi artici stanno aumentando in modo esponenziale;

O.  considerando che la banchisa glaciale artica è diminuita notevolmente dal 1981, che le aree ricoperte da permafrost sono in calo (con il rischio di rilasci incidentali di notevoli quantità di biossido di carbonio(15) e metano nell'atmosfera), che lo strato nevoso diminuisce sempre più e che lo scioglimento dei ghiacciai contribuisce all'innalzamento globale del livello dei mari; che è stato osservato che la banchisa glaciale sta scomparendo a ritmi ancora più veloci di quelli previsti dai modelli e che il volume dei ghiacci marini presenti durante l'estate si è ridotto di oltre il 40 % in 35 anni; che i cambiamenti climatici stanno avanzando a doppia velocità nelle regioni polari e che tale velocità continua ad aumentare, generando cambiamenti ignoti e imprevedibili negli ecosistemi mondiali;

P.  considerando che tre Stati membri dell'UE (Danimarca, Finlandia e Svezia) e un paese e territorio d'oltremare (Groenlandia) sono membri del Consiglio artico, composto da otto membri, e sette altri Stati membri (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito) sono osservatori; che l'UE attende con interesse l'attuazione finale del suo status formale di osservatore nel Consiglio artico;

Q.  considerando che la tutela dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile sono i due pilastri essenziali della dichiarazione di Ottawa, che ha gettato le basi per la nascita del Consiglio artico nel 1996;

R.  considerando che circa quattro milioni di persone vivono nella regione artica e che circa il 10 % sono comunità indigene; che il vulnerabile ambiente artico e i diritti fondamentali dei popoli indigeni devono essere rispettati e protetti con salvaguardie più rigorose; che occorre garantire il diritto dei popoli indigeni e delle popolazioni locali di approvare l'estrazione di risorse naturali e di partecipare al relativo processo decisionale; che l'aumento delle sostanze inquinanti e dei metalli pesanti nella regione artica ha un impatto negativo sulla catena alimentare a causa della loro presenza nella flora e nella fauna, segnatamente nei pesci, e costituisce un problema sanitario importante per gli abitanti della regione nonché, altrove, per i consumatori di prodotti della pesca;

S.  considerando che gli ecosistemi artici, comprese la flora e la fauna, sono particolarmente vulnerabili ai turbamenti e hanno periodi di ripresa relativamente lunghi; che gli effetti ambientali negativi tendono ad essere cumulativi e irreversibili e spesso producono impatti esterni geografici ed ecologici (ad esempio, danni agli ecosistemi oceanici);

T.  considerando negli ultimi decenni la temperatura nell'Artide sta aumentando di circa il doppio del tasso globale medio;

U.  considerando che le quantità crescenti di gas a effetto serra e inquinamento atmosferico stanno contribuendo al cambiamento del clima dell'Artide; che l'inquinamento presente nel clima artico deriva prevalentemente da produttori di emissioni in Asia, America settentrionale ed Europa e, pertanto, le misure di riduzione delle emissioni nell'UE svolgono un ruolo importante ai fini della lotta ai cambiamenti climatici dell'Artide;

V.  considerando che i rischi posti dall'utilizzo di oli combustibili pesanti (HFO) nel trasporto marittimo artico sono molteplici: in caso di sversamenti, i combustibili molto densi si emulsionano, vanno a fondo e possono essere trasportati per distanze molto lunghe se intrappolati nel ghiaccio; gli oli combustibili pesanti sversati pongono un rischio enorme per la sicurezza alimentare delle comunità indigene artiche, la cui sussistenza dipende dalla pesca e dalla caccia; la combustione degli oli combustibili pesanti produce ossidi di zolfo, metalli pesanti e grosse quantità di particolato carbonioso che, una volta depositatisi sul ghiaccio artico, stimolano l'assorbimento del calore nella massa di ghiaccio e, quindi, accelerano il suo scioglimento e gli effetti del cambiamento climatico; considerando che il trasporto e l'utilizzo di oli combustibili pesanti sono vietati dall'Organizzazione marittima internazionale (OMI) nelle acque circostanti l'Antartide;

W.  considerando che l'Unione dovrebbe svolgere un ruolo guida nell'ambito delle discussioni e dei negoziati nei consessi internazionali, adoperandosi affinché tutti gli attori coinvolti assumano le proprie responsabilità quanto alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra o delle sostanze inquinanti e affrontino le sfide crescenti della gestione sostenibile delle risorse;

X.  considerando che i rischi derivanti dall'utilizzo dell'energia nucleare nelle navi rompighiaccio e nelle strutture costiere dovrebbero essere presi in considerazione e ridotti al minimo in tutte le attività legate alla preparazione e alla risposta;

Y.  considerando che lo scarico di qualsiasi tipo di rifiuti nel permafrost artico non costituisce in alcun caso una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti, come dimostrato dalle recenti scoperte a Camp Century (Groenlandia);

Z.  considerando che la politica dell'UE nella regione artica dovrebbe riflettere maggiormente gli obiettivi di sviluppo sostenibile che l'UE si è impegnata a raggiungere entro il 2030;

AA.  considerando che un processo decisionale basato su conoscenze scientifiche, incluse le conoscenze locali e indigene, è essenziale al fine di salvaguardare i fragili ecosistemi artici, ridurre i rischi, consentire l'adattamento delle comunità locali e promuovere lo sviluppo sostenibile; che l'UE rappresenta la principale fonte di finanziamenti per la ricerca nell'Artide e promuove il libero scambio dei risultati ottenuti;

AB.  considerando che una combinazione equilibrata di competenza e specializzazione industriale in ambito artico e di impegno a favore di obiettivi di sviluppo rispettosi dell'ambiente e sostenibili può favorire l'innovazione ecologica, le simbiosi industriali e una gestione dei rifiuti efficace nell'area e, quindi, il mantenimento di un ambiente incontaminato e del potenziale dell'area in termini di nuove ed emergenti opportunità di impresa e crescita occupazionale, contribuendo così anche all'occupazione giovanile e alla soluzione del problema dell'invecchiamento della popolazione;

AC.  considerando che le capacità tecniche in materia di comunicazioni satellitari esistenti all'interno dell'Unione europea, alla stregua dei servizi e delle strutture offerti da Copernico o da Galileo, potrebbero soddisfare le esigenze degli utenti che si trovano nella regione artica;

AD.  considerando che il coinvolgimento delle comunità locali è fondamentale per il buon esito della gestione delle risorse naturali e per potenziare le capacità di resilienza degli ecosistemi fragili;

AE.  considerando che riconosce l'importanza di prendere in considerazione le conoscenze tradizionali e locali nel processo decisionale artico;

AF.  considerando che occorre proteggere le culture dei Sami, dei Nenet, degli Ostiachi, degli Evenchi, dei Ciukci, degli Aleuti, degli Yupik e degli Inuit, a norma dell'UNDRIP; che le popolazioni indigene dell'Artide hanno il diritto di usare le risorse naturali presenti nella propria zona di origine e dovrebbero, pertanto, essere parti di qualsiasi piano futuro per la pesca commerciale;

AG.  considerando che qualsiasi attività di pesca nella regione artica deve avvenire nel rispetto degli accordi internazionali che regolano il settore, compreso il trattato di Spitsbergen del 1920 e, in particolare, dei diritti degli Stati parte del trattato, e anche nel rispetto di eventuali diritti di pesca storici;

1.  accoglie con favore la comunicazione congiunta quale passo positivo verso una politica dell'UE integrata su questioni relative all'Artide, con l'individuazione di settori di intervento specifici, e verso l'elaborazione di un quadro più coerente per l'azione dell'Unione con particolare attenzione alla regione artica europea; sottolinea la necessità di una maggiore coerenza tra le politiche interne ed esterne dell'Unione per quanto riguarda le questioni relative all'Artide; invita la Commissione a mettere a punto misure concrete di attuazione e di follow-up della sua comunicazione; ribadisce la sua richiesta di una strategia globale e di un piano d'azione concreto in relazione all'impegno dell'UE nell'Artide, il cui punto di partenza dovrebbe essere l'obiettivo di preservare l'ecosistema vulnerabile dell'Artide;

2.  plaude ai tre ambiti prioritari della comunicazione, vale a dire il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale;

3.  sottolinea l'importanza dell'UNCLOS, che fornisce il quadro giuridico multilaterale essenziale per tutte le attività oceaniche, anche nell'Artide, per la delimitazione della piattaforma continentale artica e per la risoluzione delle dispute in materia di sovranità all'interno dell'Artide in materia di acque territoriali; osserva che nella regione artica non vi sono che pochissime questioni di giurisdizione irrisolte; ritiene essenziale il rispetto del diritto internazionale nella regione artica; sottolinea che le acque intorno al Polo Nord sono per lo più acque internazionali; è a favore di un ruolo forte per l'UE nella promozione di accordi multilaterali efficaci e di un ordine globale basato sulle norme, attraverso il potenziamento e l'attuazione coerente degli accordi e dei quadri pertinenti a livello internazionale, regionale e bilaterale; sottolinea che l'UE dovrebbe svolgere un ruolo positivo nel promuovere e sostenere accordi che rafforzino la gestione della biodiversità e dell'ambiente in zone che non rientrano in una giurisdizione nazionale nell'Oceano Artico; fa notare che ciò non riguarda la navigazione e i mezzi di sussistenza tradizionali; esorta l'UE ad adoperarsi in stretta collaborazione con gli Stati membri per sostenere la salvaguardia e la tutela dell'ambiente nella regione; sottolinea il ruolo importante svolto dal Consiglio artico nel preservare la cooperazione costruttiva, le basse tensioni, la pace e la stabilità nella regione artica;

4.  accoglie con favore la ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'Unione europea e la sua entrata in vigore il 4 novembre 2016; invita tutte le parti a procedere alla sua rapida ed efficace attuazione; incoraggia gli Stati membri a ratificare l'accordo di Parigi al fine di avanzare con gli obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e le misure relative sia allo scambio delle quote di emissione sia alla condivisione dello sforzo, tenendo a mente l'obiettivo di limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C entro il 2100;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assumere un ruolo più forte ai fini dell'applicazione efficace delle convenzioni internazionali, quali l'accordo di Parigi, la convenzione di Minamata, la convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, il protocollo di Göteborg, la convenzione di Stoccolma, il codice internazionale per le navi che incrociano nelle acque polari (codice polare) e la convenzione sulla diversità biologica; chiede alla Commissione di prestare particolare attenzione al processo internazionale in corso avviato dal comitato di esame degli inquinanti organici persistenti ai fini dell'eliminazione dell'utilizzo di inquinanti organici persistenti e del particolato carbonioso; invita i paesi partner dell'UE a fare altrettanto;

6.  sostiene lo sviluppo di una rete di zone protette nella regione artica e la tutela dell'area marittima internazionale intorno al Polo Nord al di fuori delle zone economiche degli Stati costieri;

7.  chiede che qualsiasi sviluppo della pesca commerciale nella regione artica avvenga in un modo che sia del tutto compatibile con la natura sensibile e specifica della regione; insiste affinché, prima di avviare nuove attività di pesca commerciale nella regione artica, siano condotte valutazioni scientifiche affidabili e prudenziali degli stock, onde determinare i livelli di pesca che permettano di conservare gli stock ittici interessati a livelli superiori a quelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile e di non causare l'esaurimento di altre specie o gravi danni all'ambiente marino; sottolinea che tutte le attività di pesca d'altura devono essere disciplinate da un'organizzazione regionale di gestione della pesca che rispetti i pareri scientifici e disponga di un solido programma di controllo e sorveglianza che assicuri la conformità con i provvedimenti di gestione; osserva che la pesca nelle zone economiche esclusive (ZEE) deve rispettare le stesse norme; chiede una moratoria della pesca industriale, ivi compresa la pesca con reti a strascico, nelle acque artiche dove in precedenza non erano svolte attività di pesca;

8.  plaude ai negoziati attualmente in corso per un accordo internazionale tra gli Stati costieri dell'Artide e le parti internazionali finalizzato al divieto della pesca non regolamentata nelle acque internazionali dell'Artide e invita la Commissione e gli Stati membri a firmare tale dichiarazione e a chiedere che le sia conferito un carattere vincolante per i firmatari;

9.  invita la Commissione a sostenere e incoraggiare i paesi artici a lavorare ulteriormente per un'estensione delle informazioni e delle analisi disponibili su tutti gli stock presenti nella regione;

10.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi nell'ambito del quadro legislativo dell'Unione concordando obiettivi di riduzione ambiziosi nei negoziati relativi alla direttiva sui limiti nazionali di emissione, riducendo i livelli di inquinamento locale attraverso il pacchetto "Aria pulita" allo scopo di ridurre l'inquinamento a grande distanza e in particolare la fuliggine e negoziando obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e misure relative sia allo scambio delle quote di emissione sia alla condivisione dello sforzo, tenendo a mente l'obiettivo di limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C entro il 2100;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che l'accordo delle Nazioni Unite sugli oceani per la protezione della biodiversità nelle zone non sottoposte a giurisdizione nazionale attualmente in fase di negoziazione sia forte ed efficace e possa assicurare un processo solido per l'identificazione, la designazione, la gestione e l'attuazione di zone marine protette comprensive di riserve marine chiuse alla pesca;

12.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad affermare il proprio ruolo nell'attuazione efficace della convenzione sulla diversità biologica e dei relativi accordi internazionali; ritiene importante che il piano strategico, di cui all'articolo 10 del protocollo di Nagoya, concernente l'individuazione e la prioritarizzazione delle specie aliene nocive che minacciano gli ecosistemi e delle loro rotte di espansione, sia eseguito in modo tale che le specie invasive maggiormente nocive siano controllate o eliminate e che siano adottate misure rivolte specificatamente alle loro rotte di espansione al fine di eliminare il trasferimento e l'invasione di tali specie, anche nelle zone artiche;

13.  invita gli Stati membri a vietare le sovvenzioni ai combustibili fossili che riducono il costo della produzione di energia da combustibili fossili, al fine di scoraggiare lo sfruttamento e l'utilizzo dei combustibili fossili; esorta la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi nelle sedi internazionali a favore di un futuro divieto totale dell'estrazione di petrolio e di gas nell'Artide per raggiungere l'obiettivo di un'economia a basse emissioni di carbonio;

14.  chiede all'UE di farsi promotrice, a livello internazionale, di una regolamentazione precauzionale rigorosa in materia di protezione dell'ambiente e sicurezza per quanto concerne l'esplorazione, la prospezione e la produzione petrolifera; chiede che siano vietate le trivellazioni nelle acque artiche ghiacciate dell'UE e del SEE e che l'Unione promuova l'adozione di norme precauzionali analoghe in seno al Consiglio artico e per gli Stati costieri dell'Artico;

15.  sottolinea che è importate che l'UE incoraggi una rapida ratifica della convenzione di Minamata, al fine di prevenire e ridurre le emissioni di mercurio;

16.  plaude all'intenzione della Commissione di incanalare i fondi SIE a favore di misure finalizzate all'integrazione dell'azione per il clima nell'Artide, tenendo conto delle circostanze locali e della natura particolare delle regioni artiche;

17.  sottolinea che il crescente utilizzo delle risorse naturali nella regione artica dovrebbe avvenire in una maniera che rispetti e arrechi beneficio alle popolazioni locali e che si assuma la piena responsabilità ambientale del fragile ambiente artico; ritiene che questa scelta strategica sia essenziale per assicurare la legittimità dell'impegno dell'UE nell'Artide e il sostegno locale a favore di tale impegno;

18.  invita la Commissione e gli Stati membri che sono membri o osservatori del Consiglio artico a sostenerne il lavoro attualmente in corso in merito all'elaborazione di una valutazione dell'impatto ambientale (VIA) onde salvaguardare il vulnerabile ecosistema dell'Artide, conformemente agli orientamenti della convenzione di Espoo; sottolinea l'importanza fondamentale di tali VIA al fine di garantire uno sviluppo sostenibile delle attività economiche e la tutela degli ecosistemi e delle comunità particolarmente vulnerabili dell'Artide; richiama l'attenzione sui seguenti criteri, non esaustivi, presentati dal Consiglio circumpolare degli inuit (ICC) per la valutazione dei progetti da realizzare nell'Artide:

  tutti i potenziali effetti ambientali, socioeconomici e culturali sia durante il progetto che dopo la sua conclusione, compresi gli effetti cumulativi dei progetti attuali e futuri, devono essere considerati,

  il principio di precauzione e il principio "chi inquina paga" vanno applicati in tutte le fasi di pianificazione, valutazione, attuazione e recupero del progetto,

  il risanamento e il ripristino dell'habitat e dei terreni interessati devono essere pianificati nel dettaglio e integralmente finanziati in anticipo,

  le proposte di progetti per gli interventi in caso di sversamenti di petrolio devono includere una dimostrazione comprovata della capacità dell'industria di recuperare il petrolio sversato in condizioni di congelamento, frammentazione e ricongelamento della banchisa glaciale,

  è necessario definire un regime internazionale di responsabilità e di indennizzo in caso di contaminazione di terreni, acque e aree marine a seguito dell'esplorazione e dello sfruttamento petroliferi offshore;

19.  sottolinea l'importanza di individuare meccanismi per incorporare la responsabilità sociale delle imprese (RSI) nelle attività delle aziende che operano nella regione artica, segnatamente attraverso la cooperazione con i rappresentanti del settore imprenditoriale, come ad esempio il Consiglio economico dell'Artico; raccomanda l'esplorazione del potenziale dei meccanismi volontari al fine di incoraggiare elevate norme settoriali in termini di prestazioni sociali e ambientali, sottolineando ad esempio le ''migliori prestazioni" all'interno di un indice della responsabilità d'impresa nella regione artica basato, ad esempio, sul protocollo di investimento artico e sull'iniziativa "Global Compact" delle Nazioni Unite;

20.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere tutti gli sforzi compiuti in seno all'OMI per raggiungere un accordo globale sulla riduzione delle emissioni prodotte dalle navi;

21.  riconosce l'importanza di finanziamenti costanti e sufficienti a favore delle regioni settentrionali scarsamente popolate al fine di superare ostacoli permanenti, quali la scarsa densità della popolazione, il clima rigido e le lunghe distanze;

22.  incoraggia una stretta collaborazione tra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri interessati per quanto riguarda le questioni relative all'Artide; invita gli Stati membri che sono membri del Consiglio artico a tenere informati gli altri Stati membri e il VP/AR in merito a ogni questione di interesse comune in seno al Consiglio artico conformemente all'articolo 34, paragrafo 2, TUE;

23.  sottolinea la necessità che l'Unione si impegni in un dialogo politico con tutti i partner dell'Artide e chiede una cooperazione più intensa tra l'UE, il Consiglio artico nel quadro della dimensione settentrionale, il Consiglio euro-artico di Barents e gli altri organismi coinvolti nella cooperazione nel Grande Nord; sottolinea l'importante ruolo svolto nel Consiglio artico dagli osservatori con una grande esperienza e un impegno di vecchia data nella cooperazione scientifica e politica nella regione artica; accoglie con favore, a tal proposito, il dialogo in corso tra gli osservatori e la presidenza del Consiglio artico;

24.  sostiene con forza la concessione dello status di osservatore all'UE in seno al Consiglio artico; è convinto che la piena attuazione dello status di osservatore formale dell'Unione contribuirebbe positivamente e consoliderebbe il ruolo politico e istituzionale del Consiglio artico nella gestione delle questioni relative a tale regione;

25.  plaude al maggiore coordinamento tra la Commissione e il SEAE sulle questioni relative all'Artico; propone di istituire un'unità per le politiche settentrionali in seno al SEAE e di rafforzare la cooperazione tra i servizi del SEAE e della Commissione onde garantire un approccio politico coerente, coordinato e integrato in tutti i principali settori politici di intervento;

26.  rileva la capacità dell'UE di contribuire alla risoluzione dei potenziali problemi in materia di sicurezza; invita l'UE a contribuire, in partenariato con i suoi Stati membri e in cooperazione con i paesi artici, agli sforzi volti alla costruzione di meccanismi di sicurezza civile e al potenziamento della capacità di gestione in caso di crisi e disastri sia naturali che di origine umana nonché delle infrastrutture di ricerca e salvataggio;

27.  richiama l'attenzione sul fatto che la sicurezza energetica è strettamente collegata ai cambiamenti climatici; è dell'avviso che occorra migliorare la sicurezza energetica riducendo la dipendenza dell'UE dai combustibili fossili; evidenzia che la trasformazione dell'Artide rappresenta uno dei principali effetti dei cambiamenti climatici sulla sicurezza dell'UE; sottolinea la necessità di affrontare questo fattore di moltiplicazione dei rischi attraverso una strategia rafforzata dell'UE per l'Artide e una politica più incisiva a favore delle energie rinnovabili prodotte nell'UE e dell'efficienza energetica che riduca notevolmente la dipendenza dell'Unione da fonti esterne, migliorando quindi la sua posizione in termini di sicurezza;

28.  invita a sviluppare in tutti gli Stati artici piani di risposta in caso di sversamento di petrolio sulla fauna selvatica, conformemente alle buone prassi definite, che includano un'efficace valutazione delle specie vulnerabili in pericolo e strategie realizzabili di prevenzione e di risposta al fine di garantirne la protezione;

29.  sottolinea la cooperazione transfrontaliera costruttiva e pragmatica in corso con la dimensione settentrionale, con i relativi partenariati e con la cooperazione di Barents;

30.  sottolinea l'importanza del dialogo costante con la Russia nel quadro della cooperazione regionale artica, in particolare per quanto concerne la cooperazione transfrontaliera tra l'UE e la Russia, nonostante l'aumento delle forze militari russe che stazionano nella regione, la costruzione e la riapertura di basi militare russe e la creazione di un distretto militare artico russo; sottolinea la necessità che l'UE faccia valere maggiormente i propri interessi nei confronti della Russia ricorrendo a un dialogo selettivo, nonché di perseguire progressi nelle questioni di interesse comune laddove vi siano le basi per soluzioni globali alle sfide e minacce comuni; esorta a includere tale questione nella strategia dell'UE per la regione artica; sottolinea che la regione artica costituisce una parte integrante degli aspetti ambientali, economici e politici delle relazioni internazionali;

31.  è del parere che la politica in materia di dimensione settentrionale funga da modello positivo di stabilità, titolarità comune e impegno nella cooperazione artica; sottolinea l'importanza dei partenariati settoriali della dimensione settentrionale, segnatamente nei settori ambientale, infrastrutturale e logistico;

32.  rileva che si sono formate rotte migratorie artiche verso l'Unione europea; sottolinea che le rotte migratorie e il potenziamento dei trasporti dovrebbero essere presi in considerazione in sede di elaborazione della strategia dell'UE per la regione artica;

33.  ribadisce l'invito all'UE e ai suoi Stati membri a sostenere attivamente i principi della libertà di navigazione e del diritto di passaggio inoffensivo;

34.  accoglie con favore i piani volti a istituire un forum delle parti interessate della regione artica europea; sottolinea la necessità di migliorare le sinergie tra gli strumenti di finanziamento esistenti al fine di impedire possibili duplicazioni e sviluppare al massimo le interazioni tra i programmi interni ed esterni dell'UE; osserva che la Finlandia si è offerta di ospitare il primo forum, previsto per il 2017;

35.  sottolinea l'importanza di includere le conoscenze tradizionali e locali nel processo decisionale nella regione artica;

36.  ribadisce il sostegno dell'UE nei confronti della UNDRIP; ricorda in particolare l'articolo 19 della stessa, in base al quale gli Stati devono consultarsi e cooperare in buona fede con i popoli indigeni interessati tramite le loro proprie istituzioni rappresentative in modo da ottenere il loro libero, previo e informato consenso prima di adottare e applicare misure legislative o amministrative che li riguardino; chiede un coinvolgimento migliore e più precoce dei popoli indigeni nell'elaborazione di una politica per l'Artide orientata ai cittadini e nelle attività del Consiglio artico; sottolinea che la loro inclusione nel processo decisionale agevolerà la gestione sostenibile delle risorse naturali nell'Artico; sottolinea la necessità di salvaguardare e promuovere i loro diritti, le loro culture e le loro lingue; sottolinea la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabili nella regione artica in modo sostenibile, rispettando altresì l'ambiente fragile e coinvolgendo appieno i popoli indigeni;

37.  rivolge particolare attenzione all'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 4.5, che prevede la garanzia di un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per le popolazioni indigene, anche nella propria lingua;

38.  sottolinea che un turismo accessibile, interconnesso, sicuro e sostenibile nelle aree rurali e scarsamente popolate della regione artica europea può contribuire ad aumentare le attività commerciali, che a loro volta incrementano il numero di posti di lavoro nelle piccole e medie imprese e contribuiscono allo sviluppo positivo complessivo delle regioni; sottolinea, pertanto, che sarebbe opportuno promuovere il turismo nella regione alla luce dei suoi impatti sociali e ambientali in termini di infrastrutture, ricerca, istruzione e formazione;

39.  pone l'accento sul ruolo delle popolazioni indigene e delle comunità locali nel mantenere la vitalità e la sostenibilità della regione artica; invita la Commissione a concentrarsi a fornire a queste comunità accesso a tutte le informazioni pertinenti relative ai requisiti del mercato unico dell'Unione, alle migliori prassi e agli strumenti di finanziamento; sottolinea l'importanza di reti di trasporti, di comunicazioni ed elettriche scorrevoli, nonché delle tecnologie spaziali di geolocalizzazione e di telecomunicazione, ai fini della creazione di attività economiche nella regione; ricorda alla Commissione i suoi obblighi di cui al regolamento (UE) 2015/1775 in termini di comunicazione e informazione nei confronti dei cittadini e delle autorità competenti in relazione alle disposizioni contenute nel regolamento; sottolinea la necessità di includere il know-how indigeno e locale e di aumentare il coinvolgimento, l'accettazione e la partecipazione delle comunità locali e indigene nei processi decisionali; sottolinea la necessità del sostegno e dei finanziamenti richiesti; suggerisce, a tal proposito, di organizzare a Bruxelles una rappresentazione delle popolazioni indigene dell'Artide al fine di rendere maggiormente visibile la loro partecipazione; è del parere che l'UE dovrebbe sostenere lo sviluppo di tecnologie innovative nell'Artide, promuovendo le fonti rinnovabili artiche;

40.  pone l'accento sull'importanza fondamentale di continuare a garantire la presenza, nella regione artica, di comunità sviluppate in modo sostenibile che usufruiscono delle più recenti tecnologie dell'informazione e che godono di un'elevata qualità della vita e sottolinea che l'UE può svolgere un ruolo di primo piano al riguardo; ribadisce il diritto delle popolazioni dell'Artide a determinare il proprio modello di vita e riconosce il loro desiderio di garantire lo sviluppo sostenibile della regione; chiede al SEAE e alla Commissione di rafforzare il dialogo con tali popolazioni e di esaminare la possibilità di destinare fondi a tali associazioni e di garantire che la loro voce sia presa in considerazione nel quadro delle discussioni dell'UE sull'Artide; accoglie con favore l'opera svolta dal relatore speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali presso i popoli indigeni e dal meccanismo di esperti dell'ONU sui diritti delle popolazioni autoctone;

41.  sottolinea che le acque artiche sono vulnerabili alle trivellazioni offshore per la ricerca di combustibili fossili, il cui utilizzo contribuirà e accelererà i cambiamenti climatici che minacciano la regione; è del parere che l'UE debba cooperare con i partner internazionali per porre fine alle trivellazioni offshore nelle acque artiche;

42.  sottolinea che la scienza dovrebbe costituire il fondamento del processo decisionale nell'Artide per quanto riguarda la protezione ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici;

43.  sottolinea il ruolo fondamentale dei Fondi SIE ai fini dello sviluppo della regione artica europea e della creazione di crescita sostenibile e posti di lavoro di qualità in settori orientati al futuro; sottolinea, altresì, la necessità di uno sviluppo responsabile e corretto delle risorse naturali dell'Artide; richiama l'attenzione sugli svantaggi permanenti che devono essere compensati (articolo 174 TFUE); sottolinea l'importanza a lungo termine della strategia in diversi settori, come ad esempio l'agenda digitale, i cambiamenti climatici, la crescita blu, ecc.;

44.  sottolinea l'importanza di una buona accessibilità della regione artica alla rete TEN-T, all'estensione programmata dei corridoi della rete centrale (corridoio Mare del Nord-Mar Baltico e corridoio scandinavo-mediterraneo) e alle vie di accesso di secondo livello quale struttura di trasporto essenziale per consentire una mobilità sostenibile di persone e merci; ricorda le potenzialità dei fondi UE, quali il Meccanismo per collegare l'Europea (MCE) e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), per finanziare progetti infrastrutturali nell'Artide europea; osserva il ruolo importante della Banca europea per gli investimenti (BEI) in questo contesto; suggerisce alla Commissione di valutare la possibilità di una più ampia cooperazione finanziaria internazionale in materia di sviluppo di infrastrutture e connettività, compresi i sistemi di informazione e di comunicazione;

45.  accoglie favorevolmente l'impegno della Commissione a mantenere, quantomeno, il livello di finanziamenti destinati alla ricerca sull'Artide nell'ambito di Orizzonte 2020 e, in particolare, la sua intenzione di sostenere la diffusione di tecnologie innovative; invita la Commissione a incrementare i finanziamenti dell'UE a favore della ricerca artica nel quadro finanziario pluriennale post-2020 (QFP); invita la Commissione a continuare e a rafforzare il ricorso a Orizzonte 2020 e ad altri programmi di finanziamento per finalità di studio dell'Artide;

46.  osserva che gli ecosistemi marini artici sono fondamentali per la preservazione della biodiversità globale; osserva che la riduzione della banchisa glaciale artica e gli altri cambiamenti ambientali nell'Artide, unitamente alla conoscenza scientifica limitata delle risorse marine nell'area, necessitano di un approccio precauzionale al fine di definire le misure internazionali adeguate volte a garantire la conservazione a lungo termine e l'utilizzo sostenibile delle risorse nelle zone d'alto mare dell'Artide;

47.  incoraggia la promozione e la facilitazione della cooperazione internazionale nei settori della scienza e della ricerca tra tutti i soggetti attivi nel campo della ricerca sull'Artico, nonché l'istituzione di infrastrutture di ricerca, riconoscendo che una migliore conoscenza dell'Artide è fondamentale per affrontare tutte le sfide in modo adeguato. sostiene la cooperazione tra i principali istituti di ricerca sull'Artico onde sviluppare un programma europeo integrato di ricerca polare nell'ambito dell'iniziativa EU-PolarNet che includa le conoscenze tradizionali e locali; osserva che la Commissione è stata invitata a una conferenza internazionale sulla scienza artica, che si terrà in Europa nel 2018; sottolinea l'importanza di una proficua collaborazione con Canada e Stati Uniti attraverso l'alleanza per la ricerca nell'Oceano Atlantico;

48.  ribadisce l'invito alla Commissione a creare il Centro di informazione dell'UE sull'Artico, dotato di fondi sufficienti e di pertinenza geografica, al fine di garantire un accesso efficace alla conoscenza e alle informazioni relative all'Artico e di generare turismo; sottolinea che tale Centro di informazione dell'UE sull'Artico potrebbe essere collegato al Centro artico già esistente o ad altre istituzioni artiche quale strumento per ridurre drasticamente i costi;

49.  chiede una raccolta più sistematica e di lunga durata dei dati derivanti dai progetti di ricerca sull'Artide; si rammarica che i risultati conseguiti nell'ambito dei singoli progetti vadano spesso persi nel passaggio da un periodo di finanziamento all'altro; invita la Commissione a puntare alla continuità in sede di pianificazione del quadro post 2020 per la ricerca sull'Artide;

50.  si compiace del sostegno della Commissione a favore dell'istituzione di aree marine protette nell'Artide; ricorda alla Commissione e agli Stati membri l'obiettivo di proteggere almeno il 10% delle aree costiere e marine nel quadro degli OSS; rileva, tuttavia, che qualsiasi nuova proposta su queste tematiche dovrebbe essere coerente con l'esito della discussione condotta dagli Stati artici in seno al Consiglio artico; sottolinea che le aree marine protette sono di fondamentale importanza per preservare gli ecosistemi artici; ricorda la necessità di coinvolgere pienamente le comunità locali nella pianificazione, nella realizzazione e nella gestione di tali zone protette;

51.  rileva l'importanza delle tecnologie spaziali e delle attività di ricerca relative allo spazio, che sono fondamentali per la sicurezza delle operazioni marittime, per il monitoraggio ambientale e per l'osservazione dei cambiamenti climatici nell'Artide; incoraggia la Commissione, in considerazione dei cambiamenti avvenuti nella regione artica riconosciuti nella sua strategia spaziale per l'Europa (COM2016(705)), a valutare possibilità di maggiore utilizzo nell'area dei suoi programmi satellitari attuali e futuri, in cooperazione con i membri del Consiglio artico, e a prendere in considerazione le esigenze degli utenti nel quadro dell'iniziativa GOVSATCOM; invita, in tal senso, tutte le parti interessate a sfruttare appieno il potenziale offerto dal programma di osservazione della terra Copernicus e dal programma di navigazione satellitare Galileo;

52.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere e sostenere la creazione, sotto l'egida della commissione della convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale (OSPAR), di una zona marina protetta nelle zone d'alto mare dell'Artide che vieti qualsiasi attività estrattiva, ivi compresa la pesca, nelle acque internazionali circostanti il Polo Nord coperte dall'OSPAR;

53.  invita la Commissione a sostenere iniziative finalizzate al divieto del ricorso alla pesca con reti a strascico nelle aree marine ecologicamente o biologicamente significative (EBSA) e nelle zone d'alto mare dell'Artide;

54.  chiede che gli obiettivi di conservazione della nuova politica comune della pesca e l'obiettivo quantitativo di ripristinare e mantenere gli stock al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile costituiscano la base per qualsiasi attività di pesca commerciale nella regione;

55.  chiede che l'Unione europea assuma la guida nella prevenzione della pesca non regolamentata nell'Artide; ritiene che questo ruolo sia legittimo data la presenza dei suoi Stati membri in seno a tutti i livelli di governance della regione artica;

56.  sottolinea che le flotte pescherecce dell'UE non devono minacciare la biodiversità della regione; si compiace dell'individuazione di zone significative sotto il profilo ecologico e biologico nella regione artica nel quadro della convenzione sulla diversità biologica (CBD), quale processo importante per garantire l'efficace conservazione della biodiversità artica; sottolinea l'importanza di applicare un approccio basato sulla gestione ecosistemica agli ambienti costieri, marini e terrestri dell'Artico, come evidenziato dal gruppo di esperti in materia di gestione ecosistemica del Consiglio artico; invita gli Stati a rispettare gli obblighi sanciti dalla CBD e dalla UNCLOS attraverso la creazione di una rete di riserve e aree marine protette nell'Oceano Artico;

57.  invita la Commissione a esaminare e avanzare proposte sul rafforzamento delle infrastrutture di telecomunicazione artica, compresi i satelliti, al fine di contribuire alla ricerca scientifica e al monitoraggio del clima, creare sviluppo locale, promuovere la navigazione e garantire la sicurezza in mare;

58.  ribadisce il suo invito del 2014 alla Commissione e agli Stati membri affinché adottino tutti i provvedimenti necessari per facilitare attivamente l'applicazione del divieto di utilizzare l'olio combustibile pesante (HFO) e di trasportarlo come combustibile navale sulle imbarcazioni che solcano il Mar Artico tramite la convenzione internazionale sulla prevenzione dell'inquinamento causato da navi (convenzione MARPOL) e/o attraverso il controllo da parte dello Stato di approdo come disciplinato nelle acque che circondano l'Antartide; invita la Commissione a includere i rischi ambientali e climatici legati all'uso dell'HFO nel suo studio sui rischi derivanti dall'aumento della navigazione lungo la rotta del Mare del Nord; invita la Commissione, in assenza di adeguate misure a livello internazionale, a presentare proposte normative per le navi provenienti dalle acque dell'Artide o dirette verso tali acque che fanno scalo nei porti dell'UE, allo scopo di vietare l'utilizzo e il trasporto di oli combustibili pesanti;

59.  guarda con interesse all'entrata in vigore, nel 2017 e nel 2018, del codice polare dell'OMI, che renderà più sicura la navigazione artica; sottolinea l'importanza di sviluppare un unico sistema di evacuazione e di salvataggio del personale offshore che possa essere applicato a tutte le piattaforme e navi artiche;

60.  ricorda che, nel quadro dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), l'Islanda e la Norvegia si sono impegnate a preservare la qualità dell'ambiente e a utilizzare le risorse naturali in modo sostenibile, conformemente alla legislazione UE pertinente;

61.  sottolinea il crescente interesse della Cina per la regione artica, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle rotte marittime e la disponibilità di risorse energetiche; prende atto della conclusione di un accordo di libero scambio tra l'Islanda e la Cina e invita la Commissione a seguire da vicino gli effetti che esso potrebbe avere non soltanto sullo sviluppo economico sostenibile della parte islandese dell'Artide, ma anche sull'economia e il mercato interno dell'UE;

62.  rammenta che, in virtù dell'accordo di partenariato UE-Groenlandia in materia di pesca del 2007, l'UE concede alla Groenlandia un sostegno finanziario volto a garantire una pesca responsabile e uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche nella zona economica esclusiva groenlandese;

63.  chiede la rapida ratifica e l'adesione da parte degli Stati membri al protocollo del 2010 della convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive (convenzione HNS);

64.  ritiene che l'impegno parlamentare e la stretta cooperazione interparlamentare sulle questioni relative all'Artide, in particolare con i parlamenti nazionali degli Stati membri interessati, siano essenziali ai fini dell'attuazione delle politiche per l'Artide;

65.  invita il VP/AR e la Commissione a monitorare gli sviluppi a livello climatico, marittimo, socioeconomico nonché di tutela ambientale e di sicurezza nell' Artide e di riferire periodicamente al Parlamento e al Consiglio, anche in merito all'attuazione della politica dell'UE per l'Artide;

66.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai governi e ai parlamenti degli Stati della regione artica.

(1)

UNGA 61/295/2007.

(2)

Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/70/1.

(3)

http://www.inuitcircumpolar.com/uploads/3/0/5/4/30542564/declaration_on_resource_development_a3_final.pdf .

(4)

JOIN (2016)0021.

(5)

JOIN (2012)0019.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2013)0513.

(7)

Testi approvati, P7_TA(2013)0380.

(8)

Testi approvati, P7_TA(2012)0458.

(9)

Testi approvati, P7_TA(2012)0334.

(10)

Testi approvati, P7_TA(2014)0236.

(11)

Testi approvati, P7_TA(2011)0024.

(12)

Testi approvati, P6_TA(2008)0474.

(13)

Testi approvati, P8_TA(2016)0034.

(14)

Testi approvati, P7_TA(2016)0224.

(15)

Si stima che nell'Artide siano immagazzinate un miliardo e mezzo di tonnellate di biossido di carbonio.


MOTIVAZIONE

Geopolitica, cooperazione internazionale, sfide in materia di sicurezza e questioni di governance nella regione artica

L'importanza geopolitica della regione artica sta aumentando. Gli effetti dei cambiamenti climatici e l'intensificarsi della concorrenza per l'accesso all'Artide e alle sue risorse naturali, come pure la crescita delle attività economiche, hanno portato nella regione non soltanto opportunità ma anche rischi, tra cui minacce alla sicurezza. La trasformazione dell'Artide aprirà potenzialmente nuove rotte di navigazione, rendendo disponibili nuove zone di pesca e risorse naturali, il che comporterà l'aumento dell'attività umana nella regione.

L'Artide è da tempo una zona in cui ha luogo una cooperazione internazionale costruttiva ed è rimasta una regione del mondo cooperativa e a bassa tensione. È essenziale che l'Artide continui a essere una zona a bassa tensione. Alla regione artica si applica un ampio quadro giuridico internazionale e l'UNCLOS, quale quadro giuridico multilaterale complementare per la risoluzione delle dispute in materia di sovranità all'interno dell'Artico, riveste un'importanza considerevole.

L'UE vanta un impegno di lunga data nell'Artico, fondato sulla storia, la geografia, l'economia e la ricerca. Tre Stati membri dell'UE (Danimarca, Finlandia e Svezia) sono membri a pieno titolo del Consiglio artico, composto da otto membri, e sette altri (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito) sono osservatori.

L'UE è in attesa dell'approvazione del proprio status di osservatore in seno al Consiglio artico. Giacché l'UE rappresenta la principale fonte di finanziamenti per l'Artide a livello mondiale, sarebbe opportuno rafforzare il suo status in seno al Consiglio, confermando lo status di osservatore.

L'UE ha gradualmente costruito e potenziato la sua politica per l'Artide. La comunicazione congiunta della Commissione rappresenta un passo positivo verso una politica dell'UE più integrata sulle questioni relative all'Artide. La strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza del giugno 2016 sul tema "Visione condivisa, azione comune: un'Europa più forte" affronta altresì gli aspetti relativi alla sicurezza nell'Artide, a differenza della comunicazione congiunta della Commissione. È opportuno ricordare che gli sviluppi geopolitici nella regione artica si ripercuotono anche sulla situazione della sicurezza nell'Europa settentrionale e in tutto il mondo. È necessario evitare la militarizzazione dell'Artide. La relazione prevede la necessità di una politica dell'UE interna ed esterna più coerente, di una strategia per l'Artide e di un piano d'azione concreto in relazione all'impegno dell'UE nella regione che tenga conto di tutti gli aspetti. Ciò deriva anche dal fatto che tutti gli Stati membri dell'UE della regione artica e anche altri Stati hanno le proprie strategie nazionali per l'Artide.

L'UE ha la capacità di contribuire in numerosi modi alla risoluzione dei potenziali problemi in materia di sicurezza e alla prevenzione dei conflitti e dovrebbe contribuire, in partenariato con i suoi Stati membri, alla costruzione di meccanismi di sicurezza civile e al potenziamento della capacità di gestione in caso di crisi e disastri naturali nonché della infrastrutture di ricerca e salvataggio.

La relazione invita a sviluppare una politica sostenibile per l'Artide e sottolinea che l'UE ritiene essenziale il rispetto del diritto internazionale nella regione artica ed è a favore di un ruolo forte per l'UE nel quadro della promozione di accordi multilaterali efficaci e di un ordine globale basato sulle norme. Suggerisce, inoltre, di rafforzare la governance multilaterale per l'Artide attraverso il potenziamento e l'attuazione coerente degli accordi, dei quadri e delle intese pertinenti a livello internazionale, regionale e bilaterale.

Una politica per l'Artide sostenibile, comunità locali, sfide ambientali e la necessità di agire per il clima

L'Artide è una regione particolarmente incontaminata e delicata. L'obiettivo ultimo della comunità internazionale è preservare e rafforzare la capacità dell'ecosistema della regione artica. Tale capacità subisce pressioni da diverse fonti. L'Artide è una regione caratterizzata da comunità locali che perseguono una crescita sostenibile, paesi costieri che ne esplorano le risorse naturali, aziende globali interessate a rotte logistiche più rapide e scienziati che conducono ricerche sui cambiamenti del suo ambiente. Tutti questi interessi sono strettamente connessi all'obiettivo primario che tutte le politiche per l'Artide siano sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e culturale, e mirino a moderare i cambiamenti climatici tramite la riduzione dell'impronta ecologica dell'uomo. L'UE si è impegnata a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) entro il 2030. Lo sviluppo sostenibile rappresenta l'unica soluzione di sviluppo possibile per la regione artica e, pertanto, la politica dell'UE per l'Artide dovrebbe tenere maggiormente conto dei requisiti relativi ai singoli OSS nella regione artica, riservando un'attenzione particolare alla conservazione degli ecosistemi. Gli OSS forniscono un quadro utile per esaminare in modo olistico la capacità di un ecosistema sottoposto a pressione a causa dell'accumulo di effetti ambientali negativi, accelerati dai cambiamenti climatici.

Il contributo antropogenico ai cambiamenti climatici è indiscutibile. I cambiamenti ambientali nella regione artica si stanno verificando più velocemente che in qualsiasi altra zona del mondo. L'aumento della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera negli ultimi 50 anni ha comportato un aumento della temperatura di superficie nell'Artide superiore di 2 gradi rispetto al resto del pianeta. La banchisa artica è diminuita del 13,4 % per decennio dal 1981 e lo strato nevoso diminuisce ogni anno di più.

L'aumento della temperatura e lo scioglimento dei ghiacci hanno ripercussioni sugli ecosistemi di tutto il mondo, che si traducono nell'aumento del livello del mare, nella modifica della composizione della massa marina e nell'imprevedibilità delle condizioni metereologiche. Senza un intervento efficace, la velocità dei cambiamenti climatici potrebbe aumentare ulteriormente in futuro, a causa dello scioglimento del permafrost nella regione artica. Le aree interessate dalla diminuzione del permafrost presentano il rischio di rilascio incidentale di notevoli quantità di diossido di carbonio e di metano nell'atmosfera.

Le soluzioni per un'azione efficace in ambito climatico non sono solamente di competenza degli Stati artici, ma anche di tutti i paesi situati a medie latitudini. L'inquinamento presente nel clima artico deriva prevalentemente da emittenti in Asia, America del Nord ed Europa, pertanto le misure di riduzione delle emissioni nell'UE svolgono un ruolo importante ai fini della lotta ai cambiamenti climatici dell'Artide.

La relazione invita la Commissione e gli Stati membri ad assumere un ruolo più forte ai fini dell'applicazione efficace delle convenzioni internazionali, quali l'accordo di Parigi, la convenzione di Minimata, la convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, il protocollo di Göteborg, la convenzione di Stoccolma, la convenzione di Århus e la convenzione sulla diversità biologica. La Commissione, inoltre, dovrebbe utilizzare la sua funzione catalizzatrice nel quadro dei negoziati in corso in seno all'Organizzazione marittima internazionale (OMI) al fine di vietare l'utilizzo di olio combustibile pesante e il trasporto di combustibili navali nelle imbarcazioni che navigano nel Mar Artico tramite la convenzione MARPOL dell'OMI.

È necessario agire rapidamente poiché i costi dell'inazione aumentano col passare del tempo. Al fine di raggiungere l'obiettivo stabilito nell'accordo di Parigi sono necessarie riduzioni delle emissioni immediate e severe. Inoltre, gli effetti ambientali negativi nella regione artica tendono ad accumularsi e ad essere irreversibili. L'ecosistema dell'Artico, compresa la sua flora e la sua fauna, è particolarmente vulnerabile agli sconvolgimenti.

Lo sviluppo sostenibile della regione presuppone una combinazione di comunità locali vitali ed ecosistemi sani. La proposta della Commissione di istituire il forum delle parti interessate, incentrato sugli attori locali, è un'iniziativa molto positiva e tale forum, una volta in funzione, dovrebbe svilupparsi fino a diventare una struttura più permanente. Il forum ha le potenzialità per sensibilizzare in merito alle opportunità che l'UE può offrire nella regione, ad esempio con riferimento alle piccole e medie imprese, al miglioramento delle rete di trasporto, di comunicazione e di approvvigionamento elettrico nonché alle soluzioni tecnologiche pulite innovative per le basse temperature.

Una valutazione dell'impatto ambientale specifica per l'Artide, da effettuare prima dell'esecuzione dei progetti nella regione artica, rappresenta uno strumento aggiuntivo per definire garanzie più rigide per l'ambiente vulnerabile, come pure per i diritti fondamentali delle popolazioni autoctone.


PARERE della commissione per il commercio internazionale (7.12.2016)

per la commissione per gli affari esteri e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su una politica integrata dell'Unione europea per l'Artico

(2016/2228(INI))

Relatore per parere: David Martin

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per gli affari esteri e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che tre Stati membri dell'UE (Danimarca, Finlandia e Svezia) e un paese e territorio d'oltremare (Groenlandia) sono membri del Consiglio artico, composto da otto paesi, che sette altri Stati membri (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito) sono osservatori e che l'UE sta cercando di migliorare il suo status in seno al Consiglio artico;

2.  prende atto che l'Artide costituisce da tempo un ambito di cooperazione internazionale costruttiva e che dovrebbe continuare a essere una zona a basse tensioni; è consapevole che la regione è oggetto di un crescente interesse a causa della scarsità delle risorse e dei cambiamenti ambientali;

3.  riconosce che i cambiamenti climatici creano nuove opportunità per lo sviluppo economico dell'Artide, grazie al potenziale sfruttamento di risorse energetiche quali petrolio e gas, ancora parzialmente da scoprire, nonché per la creazione di nuove rotte marittime e l'intensificazione delle attività turistiche, le quali incentiverebbero il commercio e gli investimenti nella zona nel lungo termine; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza della politica commerciale dell'UE in quanto strumento di promozione dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi in materia ambientale;

4.  invita a intensificare la collaborazione in materia di sostenibilità e adattamento ai cambiamenti climatici nell'Artide;

5.  raccomanda di rafforzare la sicurezza ambientale e la cooperazione economica sostenibile tra gli Stati artici e le regioni e le comunità locali, al fine di aumentare l'occupazione, la prosperità e la qualità della vita applicando al contempo le norme ambientali più rigorose;

6.  rammenta che tutti gli Stati membri del Consiglio artico riconoscono che la protezione dell'ambiente rappresenta l'obiettivo principale per la regione; è consapevole che gli interessi commerciali ed economici dell'UE non devono compromettere le misure di protezione ambientale nella regione;

7.  ricorda la sua risoluzione del 20 gennaio 2011 su una politica europea sostenibile per il Grande Nord, in cui ha posto l'accento sulle ripercussioni a livello planetario dei cambiamenti nella regione artica e sull'importante ruolo che l'UE e le altre potenze industriali saranno chiamate a svolgere, insieme alle nazioni circumpolari, per ridurre l'inquinamento nella regione artica dovuto all'aumento delle attività; richiama l'attenzione sul fatto che i cambiamenti climatici nell'Artide avranno notevoli ripercussioni sulle regioni costiere del mondo intero, incluse quelle dell'UE, e sui settori a livello europeo che dipendono dal clima, quali l'agricoltura e la pesca, l'energia, l'allevamento delle renne, la caccia, il turismo e i trasporti;

8.  ritiene che qualunque attività economica attuale e futura dovrebbe essere svolta in maniera sostenibile, al fine di non compromettere il fragile ecosistema e il patrimonio naturale dell'Artide, in particolare tenendo conto dei rischi associati all'eventualità di un maggiore sfruttamento dei combustibili fossili, e nel pieno rispetto delle comunità indigene e locali artiche;

9.  ritiene che l'UE costituisca un partner strategico fondamentale nel sostegno allo sviluppo economico sostenibile nell'Artide; reputa indispensabile che la politica dell'UE nella regione artica rispecchi gli obiettivi di sviluppo sostenibile che l'UE si è impegnata a raggiungere entro il 2030;

10.  sottolinea la necessità di coinvolgere le comunità locali della regione artica nello sviluppo e nell'attuazione della politica europea per l'Artide, come pure in attività economiche sostenibili e nei processi decisionali, al fine di trovare il giusto equilibrio tra la tutela della regione e la soddisfazione delle necessità economiche e di sviluppo, nonché di evitare cambiamenti radicali nelle condizioni di vita delle comunità locali;

11.  prende atto delle consultazioni della Commissione e del servizio europeo per l'azione esterna che suggeriscono che la regione artica europea sta risentendo della carenza di investimenti;

12.  accoglie con favore l'annuncio del governo russo, nel settembre 2016, di una moratoria di dieci anni per le nuove licenze relative alle attività di estrazione di idrocarburi in mare nella piattaforma artica del paese;

13.  rammenta la necessità di uno sviluppo economico sostenibile, ai fini dei quale è necessario investire in settori quali l'ambiente e l'adattamento ai cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le vie di trasporto e le relative infrastrutture, la cooperazione in ambito metereologico e il turismo sostenibile; invita la Commissione, a tale scopo, a esaminare strumenti di cooperazione finanziaria internazionale più ampi e a monitorare gli effetti delle nuove attività economiche sull'ambiente;

14.  plaude alla decisione storica adottata dal comitato per la protezione dell'ambiente marino (MEPC) dell'Organizzazione marittima internazionale nell'ambito della sua 70a sessione, tenutasi dal 24 al 28 ottobre 2016 a Londra, a favore dell'ambiente e della salute umana, con cui si è confermato il 1° gennaio 2020 quale data di attuazione di un'importante riduzione del tenore di zolfo degli oli combustibili utilizzati dalle navi nel trasporto marittimo internazionale, con una soglia massima dello 0,50 % m/m (massa/massa); invita i governi della regione artica a fare tutto il possibile per assicurare l'attuazione di tale decisione per tutti i trasporti che si servono dei passaggi artici, in linea con il chiaro impegno dell'Organizzazione marittima internazionale di assicurare che i trasporti marittimi rispettino gli obblighi in materia di ambiente;

15.  invita la Commissione, gli Stati membri dell'UE e gli altri membri del Consiglio artico ad adoperarsi per la conclusione di un accordo internazionale che vieti l'utilizzo dei passaggi artici da parte di navi alimentate con combustibili pericolosi, nonché a vietare l'utilizzo di tali passaggi per il commercio internazionale di merci pericolose;

16.  prende atto degli impegni del Canada nell'ambito del capitolo commercio e ambiente dell'accordo economico e commerciale globale (CETA), in particolare sulla pesca sostenibile e il commercio di prodotti delle foreste; evidenzia i capitoli del CETA sui servizi di trasporto marittimo internazionale e sugli appalti pubblici, che rafforzeranno la partecipazione delle imprese europee nel mercato canadese degli appalti pubblici, in particolare nel campo della costruzione di rompighiaccio; sottolinea che il Canada e l'UE si sono impegnati nuovamente a rafforzare la loro cooperazione nell'Artide nell'ambito della dichiarazione congiunta rilasciata durante il XVI vertice UE-Canada del 30 ottobre 2016;

17.  sottolinea che le flotte pescherecce dell'UE non devono minacciare la biodiversità della regione; accoglie con favore l'individuazione di zone significative sotto il profilo ecologico e biologico nella regione artica nel quadro della Convenzione sulla biodiversità, quale processo importante per garantire la conservazione efficace della biodiversità artica; sottolinea l'importanza di adottare un approccio di gestione degli ambienti artici costieri, marini e terrestri che si basi sugli ecosistemi, come evidenziato dal gruppo di esperti in materia di gestione ecosistemica del Consiglio artico; invita gli Stati a rispettare gli obblighi sanciti dalla Convenzione sulla biodiversità e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare attraverso la creazione di una rete di riserve e aree marine protette nell'Oceano Artico;

18.  ricorda che, in seguito al ricorso presentato da Canada e Norvegia presso l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) contro il divieto UE sui prodotti derivati dalla foca, la misura è stata rafforzata in conformità con la decisione dell'organo di appello dell'OMC del 2014, e che la sua legittimità non può più essere messa in discussione; sottolinea che simili divieti commerciali sono in vigore soprattutto negli Stati Uniti e in Russia e che tali misure contribuiranno a preservare la fauna artica, dal momento che le foche costituiscono parte integrante dell'ecosistema locale;

19.  invita la Commissione a prevedere nel partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP), una volta ripresi i negoziati, disposizioni sostanziali relative al commercio e all'ambiente che possano contribuire alla tutela dell'ambiente naturale dell'Alaska e della regione artica europea, anche per quanto riguarda la pesca e la silvicoltura; ritiene che l'inclusione di tali disposizioni dovrebbe diventare parte integrante di qualsiasi accordo di libero scambio che l'UE concluderà in futuro con i partner artici esterni all'UE;

20.  ricorda che, nel quadro dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), l'Islanda e la Norvegia si sono impegnate a preservare la qualità dell'ambiente e a utilizzare le risorse naturali in modo sostenibile, conformemente alla legislazione UE pertinente;

21.  sottolinea il crescente interesse della Cina per la regione artica, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle rotte marittime e alle risorse energetiche; prende atto della conclusione di un accordo di libero scambio tra l'Islanda e la Cina e invita la Commissione a seguire vicino gli effetti che esso potrebbe avere sullo sviluppo economico sostenibile, non solo nella parte islandese dell'Artide, ma anche a livello dell'economia e del mercato interno dell'UE;

22.  ricorda che tra l'UE e la Russia non è stato concluso alcun accordo di libero scambio e che, di conseguenza, l'UE non dispone di alcuno strumento bilaterale valido per influenzare il commercio e gli investimenti nella regione artica russa; sottolinea, tuttavia, che anche nel quadro dell'accordo di partenariato e cooperazione tra l'UE e la Russia il dialogo sull'Artide è ancora aperto per quanto riguarda i settori della gestione dell'ambiente e della cooperazione scientifica;

23.  invita nuovamente la Commissione a creare il centro di informazione dell'UE sull'Artide e a dotarlo di fondi sufficienti, al fine di garantire un accesso efficace alle informazioni e alle conoscenze sulla regione; sottolinea che tale centro di informazione potrebbe essere collegato ai centri artici già esistenti o ad altre istituzioni artiche, nell'ottica di ridurre i costi;

24.  rammenta che, in virtù dell'accordo di partenariato UE-Groenlandia in materia di pesca del 2007, l'UE concede alla Groenlandia un sostegno finanziario volto a garantire una pesca responsabile e uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche nella zona economica esclusiva groenlandese;

25.  sottolinea che le imprese che operano nell'Artide dovrebbero essere sottoposte a norme vincolanti in materia di responsabilità sociale delle imprese che potrebbero essere elaborate in collaborazione con il Consiglio economico artico e dovrebbero basarsi, tra l'altro, sul protocollo di investimento artico e sull'iniziativa Global Compact delle Nazioni Unite;

26.  rammenta che i trasporti marittimi nell'Artide sono soggetti a requisiti specifici stabiliti dall'Organizzazione marittima internazionale e accoglie con favore l'entrata in vigore del codice polare, prevista per il 1°gennaio 2017.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

5.12.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

3

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, Karoline Graswander-Hainz, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, Marine Le Pen, David Martin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Viviane Reding, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Reimer Böge, Klaus Buchner, Edouard Ferrand, Agnes Jongerius, Sander Loones

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mairead McGuinness, Molly Scott Cato, Ramón Luis Valcárcel Siso


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (7.12.2016)

destinato alla commissione per gli affari esteri e alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su una politica integrata dell'Unione europea per l'Artico

(2016/2228(INI))

Relatore per parere: Jens Nilsson

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la cooperazione territoriale europea, compresa la cooperazione attraverso le frontiere esterne dell'UE, è importante per le regioni nell'Artico; evidenzia che il finanziamento dell'UE a sostegno della cooperazione crea un valore aggiunto e deve essere mantenuto dopo il 2020; rileva che, oltre ad avere un impatto regionale, tale cooperazione comporta implicazioni significative dal punto di vista geopolitico e della sicurezza; invita quindi la Commissione a sviluppare una vera e propria strategia dell'UE per l'Artico tenendo conto di tutti gli aspetti della cooperazione;

2.  chiede che all'UE venga concesso il pieno status di osservatore nel Consiglio artico, con il sostegno degli attuali Stati membri dell’UE, al fine di rafforzare la cooperazione artica e affrontare le sfide comuni che interessano l'Artico; in questo contesto, invita la Russia e il Canada, come Stati artici impegnati nelle proprie regioni artiche e da esse dipendenti, tra l'altro, per ragioni economiche e strategiche, ad essere più disponibili a garantire che l'UE ottenga il pieno status di osservatore; chiede che il Parlamento sia pienamente informato su questo processo;

3.  sottolinea il ruolo fondamentale dei Fondi strutturali e di investimento europei (FSIE) ai fini dello sviluppo dell'Artico europeo e della creazione di crescita sostenibile e posti di lavoro di qualità in settori orientati al futuro, nonché la necessità di uno sviluppo responsabile e corretto delle risorse naturali dell'Artico; richiama l'attenzione sugli svantaggi permanenti che devono essere compensati (articolo 174 TFUE); sottolinea l'importanza a lungo termine della strategia in diversi settori, come ad esempio l'agenda digitale, i cambiamenti climatici, la crescita blu, ecc.;

4.  sottolinea che una stretta cooperazione con le regioni e sub-regioni dell'Artico europeo, ivi inclusi i paesi e i territori d'oltremare, è essenziale per la costruzione di una politica UE-Artico e di finanziamenti unionali per la zona, dato che le regioni, le comunità locali e le popolazioni autoctone, che sono le beneficiarie finali delle politiche relative all’Artico, hanno una forte esperienza nei temi chiave; ritiene quindi che i loro punti di vista e pareri dovrebbero essere ascoltati e presi in considerazione;

5.  è del parere che dovrebbe essere istituito un forum delle parti interessate dell'Artico europeo per migliorare la collaborazione, il coordinamento, la complementarità e le sinergie tra i diversi programmi di finanziamento dell'UE e sostiene, in tale contesto, ulteriori sforzi in grado di fungere da esempio anche per altre regioni all'interno e al di fuori dell'UE; invita la Commissione a includere in questo forum tutte le organizzazioni regionali pertinenti responsabili dell'erogazione e del monitoraggio dei finanziamenti SIE; Esorta, inoltre, la Commissione a garantire che le attività del forum delle parti interessate dell'Artico rispettino i termini previsti e il bilancio;

6.  Rileva che, nella regione artica, l’UE coopera in settori sensibili quali la tutela dell'ambiente, l'energia, i trasporti e la pesca; sottolinea allo stesso tempo che - malgrado importanti sfide - vi sono anche valide opportunità e potenzialità nell'Artico e che, di conseguenza, la regione dovrebbe essere vista come un luogo destinato alla ricerca, all’ecoturismo, all’industria sostenibile, alle tecnologie e al know-how ecologici, settori che potenzialmente possono apportare benefici a molte imprese - soprattutto PMI - che prosperano grazie a modelli imprenditoriali innovativi e tecnologie innovative; prende atto di queste opportunità, sfide e rischi quando si investe nel loro sviluppo socio-economico attuale e potenziale;

7  sottolinea che le sfide comuni dell'Artico, in particolare il fragile ambiente della regione e l'impatto dei cambiamenti climatici, possono essere affrontate solo mediante la cooperazione tra tutti i livelli di governance, compreso quello internazionale, e coinvolgendo tutte le parti interessate pertinenti, segnatamente la società civile; ricorda l'impegno assunto dall'Unione di intensificare gli sforzi volti a combattere i cambiamenti climatici; ritiene, pertanto, che la regione artica debba contribuire allo sviluppo sostenibile e, in particolare, alla mitigazione dei cambiamenti climatici; sottolinea che il FSIE dovrebbe essere utilizzato a tale riguardo, tenendo conto della necessità di una transizione più veloce verso uno sviluppo più sostenibile; ricorda gli effetti del riscaldamento globale in questa regione, e delle variazioni del suo ecosistema che avranno conseguenze non solo a livello locale, ma anche su scala globale; sottolinea la necessità di monitorare attentamente gli effetti del cambiamento climatico nella regione;

8.  sottolinea l'importanza della cooperazione nel settore della ricerca nell'Artico, che svolge un ruolo fondamentale non solo poiché consente di comprendere meglio i processi e i fenomeni in corso, ma anche perché costituisce in primo luogo una base per l'elaborazione di proposte per adeguarsi alla nuova situazione; suggerisce, in questo contesto, di esplorare le possibilità di sviluppare la connettività informatica all'interno della regione artica e ricorda che dovrebbero essere rafforzati i partenariati in materia di ricerca e innovazione con le regioni dell'Artico; prende atto del fatto che – oltre al FSIE – strumenti finanziari quali FEIS, InnovFin, TEN-T o la rete Enterprise Europe potrebbero contribuire a individuare le priorità di investimento e di ricerca per la regione;

9.  evidenzia che è importante salvaguardare la cultura e il delicato ecosistema per gli abitanti della regione artica; richiama l'attenzione sull'impatto progressivo e diretto di fattori che hanno origine all’interno e al di fuori della regione, invita la Commissione ad accogliere la proposta di creazione di un santuario nelle acque internazionali dell'Artico al fine di evitare ogni ulteriore peggioramento dei problemi ambientali e di proteggere la biodiversità e gli ecosistemi a rischio nella regione artica;

10.  prende atto della proposta di istituire il Centro di informazioni dell'UE per l'Artico, e ribadisce il proprio sostegno a tale riguardo, con un ufficio permanente a Rovaniemi, in Finlandia, con l'obiettivo di rendere le informazioni sulla regione artica più accessibili e disponibili in tutti gli Stati membri, compresi i progetti finanziati dall'UE; invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per istituire il centro.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

29.11.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Steeve Briois, Rosa D’Amato, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Maria Spyraki, Olaf Stuger, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Buda, James Carver, Elena Gentile, Ivana Maletić, Dan Nica, James Nicholson, Bronis Ropė

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Vladimir Urutchev, Boris Zala


PARERE della commissione per la pesca (7.12.2016)

per la commissione per gli affari esteri e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su una politica integrata dell'Unione europea per l'Artico

(2016/2228(INI))

Relatore per parere: Jarosław Wałęsa

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per gli affari esteri e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) definisce un regime convenzionale volto a disciplinare le attività negli oceani del mondo; considerando che l'elaborazione di un quadro per la diversità biologica marina nelle zone non sottoposte a giurisdizione nazionale nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare includerebbe, e dovrebbe includere, la regione artica;

B.  considerando che occorre proteggere le culture dei Sami, dei Nenet, degli Ostiachi, degli Evenchi, dei Ciukci, degli Aleuti, degli Yupik e degli Inuit, a norma della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (UNDRIP); considerando che la popolazione indigena dell'Artico ha diritto di usare le risorse naturali presenti nella propria zona e dovrebbe, pertanto, essere contemplata in qualsiasi piano futuro per la pesca commerciale;

C.  considerando che nei prossimi anni il cambiamento climatico renderà la regione artica accessibile alla pesca commerciale che, data la natura molto sensibile di questa regione unica, deve essere sviluppata con la massima attenzione;

D.  considerando che è importante distinguere tra le zone d'alto mare dell'Artico in cui al momento non sono condotte attività di pesca commerciale e la regione artica circostante in cui sono già state istituite istanze negoziali regionali per la gestione della pesca;

E.  considerando che se, al momento, solo 58 delle 633 specie ittiche presenti nell'Oceano Artico e nei mari adiacenti sono sfruttate in ragione di limitazioni ambientali, altre potrebbero aggiungersi nel prossimo futuro, con un conseguente aumento della pressione sull'ambiente;

F.  considerando che la flora e la fauna dell'Artico sono beni comuni;

G.  considerando che l'applicazione e il rispetto delle regole e degli obiettivi della politica comune della pesca dovrebbero essere uno degli obiettivi più importanti per gli Stati membri dell'Unione europea che hanno territori nella regione artica; che, inoltre, l'obiettivo quantitativo di ripristinare e mantenere gli stock di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile dovrebbe essere parte di ogni valutazione riguardante l'ambiente marino e le attività di pesca nella regione;

H.  considerando che qualsiasi attività di pesca nella regione artica deve avvenire nel rispetto degli accordi internazionali che regolano il settore, compreso il trattato di Spitsbergen del 1920 e, in particolare, di eventuali diritti di Stati parte del trattato, e anche nel rispetto di eventuali diritti di pesca storici;

I.  considerando che la natura specifica della regione artica significa che è della massima importanza che qualsiasi sviluppo della pesca commerciale sia basato sui migliori pareri scientifici disponibili e che il monitoraggio e il follow-up siano effettuati in modo commisurato a tali obiettivi;

J.  considerando che la regione artica dispone di un particolare ecosistema di biodiversità e di un'ampia varietà di habitat che, in assenza di ulteriori analisi e studi, non possiamo comprendere appieno; che alcune specie non sono state studiate a sufficienza per permettere di capire appieno come i loro stock si adattino ai cambiamenti climatici e si ricostituiscano per la pesca commerciale;

K.  considerando che l'apertura della pesca commerciale in una nuova regione come l'Artico può determinare che i prodotti della pesca entrino nell'UE con una etichettatura o una dichiarazione di origine errata, direttamente o nel quadro di accordi di libero scambio di terze parti;

L.  considerando che il piano strategico per la diversità biologica 2011-2020, comprensivo dell'obiettivo 11, adottato dalle parti della Convenzione sulla diversità biologica (CDB), e l'Agenda 2016 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, obiettivo 14, mirano a conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine, prevedendo tra l'altro l'obiettivo di proteggere il 10 % delle aree marine entro il 2020; considerando che parti della CDB hanno riconosciuto 77 aree marine ecologicamente o biologicamente significative (EBSA) e 13 super EBSA che necessitano di una gestione particolarmente precauzionale;

M.  considerando che in una regione come l'Artico lo sfruttamento dovrebbe avvenire in modo sostenibile secondo l'approccio precauzionale;

N.  considerando che i paesi artici dovrebbero considerare di istituire, in futuro, un'organizzazione regionale specifica di gestione della pesca (regional fisheries management organisation - RFMO) e delle zone marine protette (marine protected areas - MPA), sulla scorta dei modelli già esistenti;

O.  considerando che la dichiarazione di Galway sulla cooperazione nell'Oceano Atlantico rappresenta un impegno congiunto dell'Unione europea, del Canada e degli Stati Uniti d'America a, tra l'altro, sviluppare la capacità per comprendere e prevedere i principali processi nell'Atlantico e nell'Artico, nonché i cambiamenti e i rischi che questi potrebbero comportare per le attività umane e per i cambiamenti climatici;

P.  considerando che istituzioni come lo European Marine Board, lo European Polar Board ed EurOcean continuano a studiare l'Artico e a divulgare informazioni in merito;

Q.  considerando che gli articoli 4 e 5 dell'accordo di Parigi nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici impegna le parti a gestire in modo sostenibile i pozzi e i serbatoi di gas a effetto serra, compresi gli oceani, nonché ad adottare provvedimenti per conservarli;

1.  ricorda che i cambiamenti nell'Artico hanno implicazioni di portata globale, in particolare considerato il fatto che in questo ambiente vulnerabile gli effetti negativi del surriscaldamento globale si producono molto più rapidamente;

2.  chiede che qualsiasi sviluppo della pesca commerciale nella regione artica avvenga in un modo che sia del tutto compatibile con la natura sensibile e specifica della regione; insiste affinché, prima di avviare nuove attività di pesca commerciale nella regione artica, siano condotte valutazioni scientifiche affidabili e prudenziali degli stock, onde determinare livelli di pesca che permettano di conservare gli stock ittici desiderati a livelli superiori a quelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile e di non causare l'esaurimento di altre specie o gravi danni all'ambiente marino; sottolinea che tutte le attività di pesca d'altura devono essere disciplinate da un'organizzazione regionale di gestione della pesca che rispetti i pareri scientifici e disponga di un solido programma di controllo e sorveglianza che assicuri la conformità con i provvedimenti di gestione; osserva che la pesca nelle zone economiche esclusive (ZEE) deve rispondere agli stessi standard; chiede una moratoria della pesca industriale, ivi compresa la pesca con reti a strascico, nelle acque artiche dove in precedenza non erano svolte attività di pesca;

3.  plaude ai negoziati attualmente in corso per un accordo internazionale tra gli Stati costieri dell'Artico e le parti internazionali finalizzato al divieto della pesca non regolamentata nelle acque internazionali dell'Artico e invita la Commissione e gli Stati membri a firmare tale dichiarazione e a chiedere che le sia conferito un carattere vincolante per i firmatari;

4.  invita la Commissione a sostenere e incoraggiare i paesi artici a lavorare ulteriormente per un'estensione delle informazioni e delle analisi disponibili su tutti gli stock presenti nella regione;

5.  ricorda che il diritto alla terra e alle risorse naturali rappresenta un elemento importante della cultura e della sopravvivenza dei popoli indigeni nell'Artico ed è fondamentale per proteggere il loro stile di vita tradizionale;

6.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere e sostenere la creazione, sotto l'egida della commissione della Convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale (OSPAR), di una zona marina protetta nelle zone d'alto mare dell'Artico che vieti qualsiasi attività estrattiva, ivi compresa la pesca, nelle acque internazionali circostanti il Polo Nord coperte dall'OSPAR;

7.  invita la Commissione a sostenere iniziative finalizzate al divieto del ricorso alla pesca con reti a strascico nelle aree marine ecologicamente o biologicamente significative zone d'alto mare dell'Artico;

8.  chiede che gli obiettivi di conservazione della nuova politica comune della pesca e l'obiettivo quantitativo di ripristinare e mantenere gli stock al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile costituiscano la base per qualsiasi attività di pesca commerciale nella regione;

9.  osserva che gli ecosistemi marini artici sono fondamentali per preservare una biodiversità globale; ritiene che la riduzione della banchisa glaciale artica e gli altri cambiamenti ambientali nell'Artico, unitamente al carattere limitato della conoscenza scientifica delle risorse marine nell'area, necessitano di un approccio precauzionale per definire le misure internazionali adeguate volte a garantire la conservazione a lungo termine e l'utilizzo sostenibile delle risorse nelle zone d'alto mare dell'Artico;

10.  sostiene fermamente che qualsiasi ulteriore sviluppo della pesca commerciale nella regione artica debba avvenire nel rispetto degli accordi internazionali relativi al settore, ivi compreso il trattato di Spitsbergen del 1920, dei diritti di ogni Stato parte di tali accordi e dei diritti di pesca storici esistenti;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che il nuovo accordo delle Nazioni Unite sugli oceani per la protezione della biodiversità nelle zone non sottoposte a giurisdizione nazionale sia forte ed efficace e possa assicurare un processo solido per l'identificazione, la designazione, la gestione e l'attuazione di zone marine protette comprensive di riserve marine chiuse alla pesca;

12.  chiede che l'Unione europea assuma la guida nella prevenzione della pesca non regolamentata nell'Artico; ritiene che questo ruolo sia legittimo data la presenza dei suoi Stati membri in seno a tutti i livelli di governance della regione artica;

13.  sottolinea che le aree marine protette sono di fondamentale importanza per preservare gli ecosistemi artici; ricorda la necessità di coinvolgere pienamente le comunità locali nella pianificazione, nella realizzazione e nella gestione di tali zone protette;

14.  sostiene la posizione secondo la quale qualsiasi sviluppo della pesca commerciale deve avvenire nel rispetto di tutti gli accordi internazionali, ivi compresi la UNCLOS e l'accordo delle Nazioni Unite sugli stock ittici (UNFSA);

15.  invita la Commissione a continuare e a rafforzare il ricorso a Orizzonte 2020 e ad altri programmi di finanziamento per finalità di studio dell'Artico;

16.  invita la Commissione a garantire che sia disponibile una consulenza scientifica sufficiente a sostenere ogni misura intesa a sviluppare la pesca commerciale nella regione artica e che siano in atto le necessarie misure di monitoraggio e follow-up;

17.  ricorda l'importanza della dichiarazione sulla pesca nell'Artico sottoscritta nel luglio 2015 dai cinque Stati costieri dell'Artico;

18.  invita la Commissione a monitorare attentamente tutti i prodotti della pesca messi a disposizione sul mercato interno provenienti dalla regione artica per assicurare che rispettino pienamente la normativa europea esistente, in particolare le norme di etichettatura.

19.  ricorda l'importanza della politica di coesione e la necessità di un finanziamento unionale più efficace in tali ambiti;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

5.12.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Clara Eugenia Aguilera García, Renata Briano, Richard Corbett, Linnéa Engström, Carlos Iturgaiz, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Ulrike Rodust, Remo Sernagiotto, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Peter van Dalen, Jarosław Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, José Blanco López, Ole Christensen, Ian Duncan, Anja Hazekamp, Maria Heubuch, Mike Hookem, Verónica Lope Fontagné, Francisco José Millán Mon, Piernicola Pedicini, Maria Lidia Senra Rodríguez


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

31.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

111

8

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Francisco Assis, Margrete Auken, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Bas Belder, Ivo Belet, Goffredo Maria Bettini, Simona Bonafè, Mario Borghezio, Biljana Borzan, Victor Boştinaru, Paul Brannen, Elmar Brok, Klaus Buchner, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Javier Couso Permuy, Andi Cristea, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Arnaud Danjean, Angélique Delahaye, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Georgios Epitideios, José Inácio Faria, Knut Fleckenstein, Karl-Heinz Florenz, Anna Elżbieta Fotyga, Eugen Freund, Michael Gahler, Francesc Gambús, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Tunne Kelam, Afzal Khan, Kateřina Konečná, Janusz Korwin-Mikke, Andrey Kovatchev, Urszula Krupa, Eduard Kukan, Giovanni La Via, Ryszard Antoni Legutko, Jo Leinen, Peter Liese, Norbert Lins, Barbara Lochbihler, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, Alex Mayer, Valentinas Mazuronis, David McAllister, Susanne Melior, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Tonino Picula, Pavel Poc, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Julia Reid, Michèle Rivasi, Sofia Sakorafa, Daciana Octavia Sârbu, Alyn Smith, Jordi Solé, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica, Claudiu Ciprian Tănăsescu, László Tőkés, Ivica Tolić, Estefanía Torres Martínez, Ivo Vajgl, Adina-Ioana Vălean, Hilde Vautmans, Anders Primdahl Vistisen, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Zigmantas Balčytis, Jørn Dohrmann, Fredrick Federley, Neena Gill, Takis Hadjigeorgiou, Mike Hookem, Liisa Jaakonsaari, Peter Jahr, Merja Kyllönen, Javi López, Antonio López-Istúriz White, Gesine Meissner, Norica Nicolai, Urmas Paet, Miroslav Poche, Soraya Post, Gabriele Preuß, Christel Schaldemose, György Schöpflin, Igor Šoltes, Bart Staes, Bodil Valero, Tiemo Wölken, Janusz Zemke, Željana Zovko

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jiří Maštálka, Jens Nilsson, Jasenko Selimovic

Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2017Avviso legale