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Giovedì 11 marzo 2004 - Strasburgo Edizione definitiva
Strategia per il mercato interno, Priorità 2003 - 2006
P5_TA(2004)0183A5-0116/2004

Risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia per il mercato interno - Priorità 2003 - 2006" (COM(2003) 238 – C5-0379/2003 – 2003/2149(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia per il mercato interno – Priorità 2003 – 2006" (COM(2003) 238 – C5-0379/2003),

–   vista la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo sul funzionamento della direttiva 98/34/CE negli anni 1999-2001 (COM(2003) 200),

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione sul quadro di valutazione del mercato interno (SEC(2003) 224),

–   vista la sua risoluzione del 13 febbraio 2003 sulla comunicazione della Commissione "2002 – Revisione della strategia per il mercato interno – Mantenere l'impegno preso"(1) ,

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2) ,

–   visto l'articolo 14 del trattato CE,

–   visti l'articolo 47, paragrafo 2 e l'articolo 163 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione giuridica e per il mercato interno e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia (A5-0116/2004),

A.   considerando che la necessità di tener conto dei disabili in fase di elaborazione della normativa inerente al mercato interno è sancita dalla Dichiarazione 22 allegata al trattato di Amsterdam; che un crescente numero di disposizioni legislative e regolamentari a livello nazionale ed europeo stabiliscono requisiti in materia di accessibilità e di progettazione per tutti; considerando che in questo settore è necessario un approccio strutturato e coordinato;

B.   considerando che il Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 si è impegnato a trasformare l'Europa nell'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale; che obiettivi e finalità sono stati definiti nel 2000, per cui è giunto il momento di riflettere sui progressi compiuti e valutare se sia necessario aggiornare e rivedere tali obiettivi e finalità,

C.   considerando che il Consiglio europeo ha posto l'accento sul completamento del mercato interno come priorità per conseguire gli obiettivi di Lisbona,

D.   considerando che è stato anche fatto riferimento alla promozione dell'inclusione sociale, la quale comprende il miglioramento delle capacità professionali, la promozione dell'accesso alla conoscenza e all'opportunità, la lotta contro la disoccupazione e lo sviluppo di azioni prioritarie a favore dei gruppi minoritari, dei bambini, degli anziani e dei disabili,

E.   considerando che il completamento del mercato interno sarà indubbiamente uno dei principali fattori che aiuteranno l'Unione a realizzare condizioni di piena occupazione,

F.   considerando che, secondo la Commissione, si ritiene che il programma attuale relativo al mercato interno avrebbe fornito, nei primi dieci anni di funzionamento, 2,5 milioni di posti di lavoro supplementari e circa 900 miliardi di euro di ricchezza supplementare; considerando che il programma d'azione 2003-2006 promette ulteriori vantaggi in termini di benessere e di occupazione purché siano attuate misure di accompagnamento nel settore della politica sociale e dell'occupazione;

G.   considerando che il Piano d'azione per il mercato interno deve essere suffragato dalla strategia europea per l'occupazione a favore di una riforma strutturale dei mercati del lavoro, che è un elemento imprescindibile per la creazione di posti di lavoro più numerosi e migliori e deve coinvolgere le parti sociali, ovvero datori di lavoro e sindacati,

H.   considerando che – come ha ammesso la Commissione stessa – il ritmo lento della liberalizzazione e della riforma strutturale mina la competitività globale dell'Unione perché gli scambi intracomunitari ristagnano, la convergenza dei prezzi si è bloccata e gli investimenti diretti esteri sono in diminuzione,

1.   condivide senza riserve le priorità della strategia per il mercato interno 2003-2006 esposte dalla Commissione; plaude al quadro politico proposto in quanto equilibrato e realizzabile; approva l'accento posto sul rafforzamento delle "fondamenta del mercato interno";

2.   rileva con soddisfazione che questa strategia riflette un gran numero di suggerimenti formulati nell'ultima relazione del Parlamento sulla strategia per il mercato interno;

3.   respinge i tentativi di fare disciplinare le acque e i servizi di smaltimento e dei rifiuti da una direttiva settoriale del mercato unico; ritiene che non si dovrebbe realizzare la liberalizzazione dell'approvvigionamento idrico (compreso lo smaltimento delle acque reflue) in vista delle caratteristiche spiccatamente regionali del settore e delle responsabilità a livello locale in materia di approvvigionamento di acque potabili e di vari altri aspetti relativi all'acqua potabile; chiede tuttavia, senza arrivare alla liberalizzazione, che l'approvvigionamento idrico venga "ammodernato" secondo principi economici, standard qualitativi e ambientali e requisiti di efficienza;

4.   approva l'alta priorità data dalla Commissione al rafforzamento degli "elementi di base" del mercato interno e sottoscrive con fermezza il pacchetto di azioni volte a risolvere la mancata trasposizione e la mancata attuazione di molte direttive in materia di mercato interno da parte degli Stati membri; plaude alle nuove iniziative come il progetto SOLVIT;

5.   ritiene che, essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non debba essere assoggettata alle norme del mercato interno;

6.   condivide l'opinione della Commissione secondo la quale il reciproco riconoscimento è la chiave di volta del mercato interno e riconosce la necessità di svolgere azioni per migliorare la trasparenza nei casi in cui è controverso il reciproco riconoscimento; ritiene che un nuovo regolamento volto a definire principi chiave potrebbe svolgere un ruolo importante in risposta alle frustrazioni espresse da molte società, in particolare le PMI;

7.   ritiene che le direttive elaborate nel quadro della "nuova impostazione" abbiano contribuito molto all'evoluzione del mercato interno; sottoscrive le riforme per migliorare la coerenza, l'attuazione, le procedure di certificazione e di sorveglianza;

8.   sottolinea la necessità di una coerente e corretta applicazione del marchio CE in modo da fornire sicurezza ai consumatori nelle loro decisioni di acquisto; invita la Commissione a vegliare affinché si intensifichi la cooperazione tra Stati membri per combattere l'uso fraudolento di questo marchio;

9.   chiede agli Stati membri di sostenere attivamente i lavori del Consiglio "concorrenza" nel riesaminare gli ostacoli ad un miglioramento della concorrenza e di incentrare la propria attività sul completamento del mercato interno;

10.   si chiede, alla luce dell'esperienza in materia di liberalizzazione dei settori elettrico e ferroviario e tenendo conto del rallentamento dell'economia, se questo esperimento dovrebbe essere esteso ulteriormente in mancanza di vantaggi evidenti e sicuramente non nel settore dell'approvvigionamento idrico e del trattamento delle acque in quanto tende a distogliere l'attenzione dai problemi reali e potrebbe mettere in pericolo la sicurezza degli approvvigionamenti;

11.   ribadisce che la dimensione sociale della strategia per il mercato interno dovrebbe essere sviluppata con l'intento di rafforzare piuttosto che di ostacolare l'effettivo ed efficace funzionamento del mercato interno; che, di converso, il mercato interno dovrebbe rafforzare la dimensione sociale grazie alla creazione di maggiori e migliori posti di lavoro, al benessere e alla coesione sociale;

12.   rileva che l'apertura del mercato alle industrie di rete ha fornito importanti vantaggi ai consumatori e alle imprese, grazie ad un aumento della concorrenza, delle possibilità di scelta, dell'innovazione tecnologica e alla diminuzione dei prezzi; accoglie con favore le proposte di continuare la liberalizzazione e l'apertura dei mercati in altri settori, ma rispettando sempre gli obblighi del servizio universale;

13.   insiste sul fatto che la liberalizzazione dei servizi dovrebbe procedere soltanto in un modo ragionevole e flessibile che tenga adeguatamente conto delle realtà, ad esempio, delle parti più remote dell'Unione; approva il potenziale di flessibilità per quanto riguarda i servizi locali di trasporto, come risulta dalla recente sentenza Altmark; deplora che la Commissione non dia prova di sufficiente flessibilità per quanto riguarda i servizi di traghetto interni nell'ambito degli Stati membri dove gli obblighi di servizio pubblico vengono applicati a tali servizi d'interesse economico generale;

14.   accoglie con favore la continuazione dell'analisi comparativa dei servizi liberalizzati; invita la Commissione ad assicurare che le analisi comparative siano basate su un ampia gamma di criteri che includano la protezione dei diversi gruppi di consumatori, la concentrazione dei poteri di mercato, l'impatto diretto ed indiretto sull'occupazione e l'ambiente; invita la Commissione a consultare attivamente le organizzazioni sociali ed ambientali, le associazioni dei consumatori e le parti sociali interessati per il tramite dei comitati per il dialogo sociale e settoriale dell'UE esistenti in settori come le telecomunicazioni, i servizi postali, l'elettricità e i trasporti, al momento di elaborare i parametri di riferimento;

15.   ritiene che la pressione da pari a pari, la politica di concorrenza e l'analisi comparativa siano strumenti efficaci per proseguire nel completamento del mercato interno e per rafforzare la competitività dell'UE sul mercato mondiale;

16.   aggiunge che i continui inadempimenti degli Stati membri nell'ottemperare agli obblighi ad essi incombenti nel mercato interno aggravano le difficoltà economiche attuali e alimentano la disillusione del mondo dell'industria e dei semplici cittadini nei confronti dell'Unione europea;

17.   critica severamente gli Stati membri per aver permesso un ulteriore aumento del deficit di recepimento, ritiene che il sistema di "naming and shaming" che utilizza il quadro di valutazione del mercato interno sia insufficiente e invita la Commissione a presentare nuovi piani per un esame rapido ed efficace dei casi di violazione delle norme, in particolare attraverso un approccio più sistematico all'imposizione di ammende agli Stati membri che non ottemperano ai loro obblighi e l'introduzione di una procedura rapida per il ricorso al Tribunale di primo grado;

18.   incoraggia gli Stati membri a diminuire almeno del 50%, entro il 2006, le violazioni delle norme sul mercato interno; si compiace delle proposte volte a migliorare la coerenza e la velocità del recepimento di misure in materia di mercato interno; gradirebbe un maggiore impegno dei parlamenti degli Stati membri nell'affrontare i problemi di "cosmesi" normativa ("gold-plating");

19.   ricorda che gli Stati membri che registrano ritardi nel recepimento della legislazione comunitaria e agiscono in violazione delle norme comunitarie causano un danno economico agli altri Stati membri offuscando così le prospettive occupazionali; sollecita la Commissione a sviluppare strumenti più vincolanti che applichino sanzioni più severe e meno tardive agli Stati membri inadempienti;

20.   constata che le incoerenze nelle legislazioni nazionali, assieme al mancato rispetto del principio del riconoscimento reciproco, costituiscono un grave problema per la fornitura di beni e di servizi al di là delle frontiere; invita gli Stati membri a dar prova di maggiore disponibilità ad impegnarsi nella cooperazione amministrativa al fine di attenuare questo problema;

21.   manifesta a tale riguardo il proprio fermo sostegno al programma SOLVIT, ma deplora che gli Stati membri non abbiano stanziato risorse sufficienti per questo utile strumento;

22.   ribadisce l'importanza, alla luce della sua recente approvazione del pacchetto sugli appalti pubblici, di introdurre tempestivamente queste riforme, affinché i benefici derivanti da appalti più efficienti e efficaci possano andare a vantaggio dei cittadini realizzando la miglior soluzione in termini di qualità e di prezzo;

23.   invita la Commissione a elaborare orientamenti e strumenti di attuazione sulle nuove norme relative ai pubblici appalti, in particolare per quanto concerne l'integrazione di considerazioni sociali ed ambientali;

24.   invita gli Stati membri attuali e futuri a compiere tutti gli sforzi possibili per colmare il deficit d'informazione, affinché tutti i cittadini dell'Unione possano accedere a informazioni adeguate che permettano loro di trarre pienamente beneficio dal mercato interno, favorendo in particolare l'assistenza all'integrazione duratura di giovani lavoratori;

25.   fa presente che il completamento del mercato interno è una responsabilità condivisa dagli Stati membri, dalla Commissione e dal Parlamento; invita gli Stati membri a incentrare maggiormente le discussioni e decisioni politiche nazionali su questioni connesse con il mercato interno; ritiene che tutti gli Stati membri dovrebbero avere un "ufficio per il mercato interno" chiaramente identificato come punto focale di tutte le loro attività relative al mercato interno;

26.   sottolinea l'importanza di estendere i vantaggi del mercato interno ai paesi aderenti; nota che esistono rischi potenziali di frammentazione del mercato se le disposizioni sul mercato interno non vengono rapidamente promulgate; esprime il proprio compiacimento per le proposte di assistere i paesi candidati all'adesione a trasporre e mettere in pratica l'acquis "mercato interno";

27.   approva l'insistenza della Commissione sulla cooperazione amministrativa fra Stati membri attuali e futuri e sollecita la Commissione e gli Stati membri attuali e futuri ad accelerare questa cooperazione per garantire la piena e coerente attuazione del mercato interno;

28.   sollecita coordinamento e cooperazione anche all'interno della Commissione così da garantire il coinvolgimento di altre direzioni generali interessate e che la protezione sociale, ambientale e dei consumatori sia integrata piuttosto che ignorata nelle proposte della direzione generale "mercato interno";

29.   accoglie con favore l'accento posto sulla necessità di formare i funzionari pubblici in merito all'applicazione e al monitoraggio delle norme relative al mercato interno;

30.   è del parere che il Parlamento, la Commissione e gli Stati membri, in collaborazione con le associazioni dei consumatori, le organizzazioni dei datori di lavoro e delle imprese nonché i sindacati, dovrebbero operare di concerto per promuovere i vantaggi del mercato interno e incoraggiare le imprese a trarre vantaggio dalle opportunità che esso offre;

31.   accoglie con favore le proposte della Commissione nel settore della normalizzazione e del riconoscimento reciproco e invita la Commissione a sviluppare, di concerto con gli organi di normalizzazione e le parti interessate, norme comuni per l'integrazione dei requisiti di progettazione per tutti che agevolano l'accesso dei disabili alla progettazione del prodotto;

32.   esorta la Commissione a intraprendere uno studio sulla "cosmesi" normativa ("gold-plating") della legislazione comunitaria, sugli eccessivi oneri burocratici e sui costi della mancata applicazione del riconoscimento reciproco e dei requisiti in materia di test e di certificazioni a livello locale; sottolinea che una valutazione degli effetti a livello europeo può rivestire un ruolo importante nel ridurre gli oneri amministrativi causati dalla normativa comunitaria;

33.   invita la Commissione a valutare l'impatto dei partenariati pubblico-privati (PPP) sulla responsabilità democratica delle autorità pubbliche per la fornitura di servizi pubblici e la praticabilità a lungo termine dei PPP, nonché a valutare le conseguenze sociali per i lavoratori e gli utenti e a consultarsi con le organizzazioni societarie interessate, incluse le parti sociali, per il tramite delle strutture settoriali ed intersettoriali di dialogo sociale;

34.   accoglie con favore l'accento posto sul miglioramento del clima imprenditoriale, in particolare nel campo della riforma regolamentare; saluta l'intenzione della Commissione di approvare la proposta del Parlamento relativa ad un "test di compatibilità" del mercato interno; condivide le nuove proposte per la messa a punto degli indicatori atti a misurare i progressi compiuti verso un quadro regolamentare di maggiore qualità;

35.   ribadisce la sua richiesta alla Commissione di intensificare il lavoro volto a semplificare l'oneroso sistema dell'IVA e a garantire che il suo reale impatto sulle imprese, in particolare sulle PMI, sia valutato in modo più approfondito nell'ambito della presentazione di nuove proposte di legislazione;

36.   sottolinea che la deregolamentazione e la riduzione degli oneri amministrativi della normativa comunitaria ed una severa analisi costi/benefici della legislazione rappresentano una condizione imprescindibile per conseguire gli obiettivi di Lisbona; osserva che la valutazione dell'impatto della normativa UE sulle imprese e degli aspetti economici della sussidiarietà e proporzionalità risulta attualmente insoddisfacente; chiede alla Commissione di istituire un gruppo consultivo indipendente per valutare l'impatto della regolamentazione UE sulle imprese;

37.   sottolinea la necessità di creare un miglior quadro giuridico per i diritti della proprietà intellettuale nel mercato interno; nutre preoccupazione sul fatto che il brevetto europeo continui a non essere operativo e che persistono incertezze per gli investitori nello sviluppo di strumenti digitali; attende la prevista comunicazione sulla gestione dei diritti d'autore e dei diritti connessi; attira l'attenzione della Commissione sulla recente relazione del Parlamento sull'argomento;

38.   accoglie con favore l'intenzione della Commissione di migliorare il profilo del mercato interno a livello internazionale e di concludere accordi di partenariato, cooperazione ed associazione con altri paesi; rileva l'importanza di una collaborazione molto stretta con gli USA, in particolare nei settori dei mercati finanziari, del governo societario, della protezione dei dati e della proprietà intellettuale, ma riconosce l'importanza di una promozione del modello sociale europeo quale elemento di rafforzamento del profilo internazionale del mercato interno;

39.   è preoccupato per quanto è emerso dagli studi del mercato interno per la mancanza di conoscenza dei diritti del mercato interno mostrata dai cittadini e dagli imprenditori; chiede alla Commissione di intensificare il suo impegno per promuovere il mercato interno e di lavorare di stretto concerto con le organizzazioni imprenditoriali, specialmente quelle che rappresentano le PMI;

40.   sottolinea che norme incoerenti in materia di protezione dei dati e restrizioni alla trasmissione dei dati costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo del mercato interno; invita la Commissione e gli Stati membri a trovare rapidamente un accordo su un modello di contratto per la trasmissione dei dati e sul recepimento della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati(3) ;

41.   rileva che delle quattro libertà del mercato interno la libera circolazione dei lavoratori è quella meno sviluppata e che scarsa è l'ambizione per quanto concerne l'aumento della mobilità della forza lavoro nell'UE allargata in condizioni di buona qualità, sebbene si tratti di una risposta chiave all'invecchiamento della popolazione europea;

42.   invita la Commissione a rafforzare le reti EURES, a organizzarle quale effettivo servizio di collocamento transfrontaliero, a promuovere un chiaro collegamento con un meccanismo per la soluzione dei problemi rapido e accessibile, il SOLVIT, cui i cittadini e le imprese possano ricorrere, e a stimolare le attività del SOLVIT nel settore dei problemi connessi alla mobilità transfrontaliera della forza lavoro (ad esempio qualifiche o sicurezza sociale);

43.   concorda sul fatto che è altamente auspicabile l'attuazione completa e tempestiva della direttiva sui fondi pensione, dato che il consentire a società multinazionali di gestire singoli fondi pensione che coprano tutta l'UE agevolerà la mobilità transfrontaliera dei lavoratori, rafforzando così un elemento importante della dimensione sociale;

44.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri.

(1) P5_TA(2003)0058.
(2) GU C 234 del 30.9.2003, pag. 55.
(3) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2004Avviso legale