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Procedura : 2012/2542(RSP)
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Testi presentati :

RC-B7-0089/2012

Discussioni :

PV 16/02/2012 - 13.3
CRE 16/02/2012 - 13.3

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PV 16/02/2012 - 14.3
CRE 16/02/2012 - 14.3

Testi approvati :

P7_TA(2012)0065

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Giovedì 16 febbraio 2012 - Strasburgo Edizione definitiva
Pena di morte in Giappone
P7_TA(2012)0065B7-0089, 0090, 0091, 0092 e 0093/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2012 sulla pena di morte in Giappone (2012/2542(RSP))

Il Parlamento europeo ,

–  vista la risoluzione 63/168 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in cui si chiede l'attuazione della risoluzione 62/149 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 18 dicembre 2007, a favore di una moratoria mondiale sulla pena di morte e sulle esecuzioni capitali,

–  vista la risoluzione 65/206 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 21 dicembre 2010 su una moratoria sull'uso della pena di morte,

–  visti gli orientamenti dell'Unione europea in materia di pena di morte,

–  vista la sua risoluzione del 27 settembre 2007 sulla moratoria universale in materia di pena di morte(1) ,

–  vista la sua risoluzione del 13 giugno 2002 sull'abolizione della pena capitale in Giappone, Corea del Sud e Taiwan(2) ,

–  vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2010 sulla Giornata mondiale contro la pena di morte(3) ,

–  vista la dichiarazione congiunta di Catherine Ashton, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e di Thorbjorn Jagland, Segretario generale del Consiglio d'Europa, sulla Giornata europea e mondiale contro la pena di morte, del 10 ottobre 2011,

–  vista la dichiarazione dell'Unione europea del 6 aprile 2011 sull'abolizione della pena di morte, in cui si incoraggiano i paesi osservatori del Consiglio d'Europa, tra cui il Giappone, ad abolire la pena di morte,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, ratificata dal Giappone nel 1999,

–  visto l'articolo 122, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea è fortemente impegnata a operare a favore dell'abolizione della pena di morte ovunque e si adopera affinché il principio fondamentale del diritto alla vita sia accettato a livello universale;

B.  considerando che il 2011 è stato il primo anno senza esecuzioni capitali in Giappone dal 1992; che, secondo comunicati stampa, il nuovo ministro della giustizia, Toshio Ogawa, ha dichiarato che non intende continuare la politica di «cautela» del suo predecessore, Hiraoka Hideo, e che sarebbe pronto a firmare nuovamente ordini di esecuzione;

C.  considerando che si sono registrati progressi significativi verso l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo e che un numero crescente di paesi ha abolito la pena capitale;

D.  considerando che un impegno ufficiale del Giappone, quale paese democratico di primo piano in Asia e membro chiave della comunità internazionale, a favore dell'abolizione della pena di morte non solo sarebbe coerente con la tendenza a livello internazionale, ma trasmetterebbe anche un forte segnale in tutto il mondo sulla necessità di rispettare e tutelare il diritto alla vita;

E.  considerando che circa 130 condannati a morte in Giappone sono attualmente detenuti nel braccio della morte;

F.  considerando che i detenuti e i loro rappresentanti legali non sono informati della data dell'esecuzione fino al giorno stesso e che le famiglie ne vengono a conoscenza solo successivamente, fatto particolarmente crudele tenendo conto dei lunghi anni di attesa nel braccio della morte;

1.  si compiace del fatto che i rapporti dell'Unione europea con il Giappone si basino su un attaccamento condiviso ai valori di libertà e democrazia, allo Stato di diritto e ai diritti umani;

2.  accoglie con favore il fatto che dal luglio 2010 non vi siano state esecuzioni in Giappone e che nel 2010 sia stato istituito un gruppo di studio sulla pena di morte in seno al ministero della giustizia;

3.  esorta il ministro della giustizia, Toshio Ogawa, a non approvare alcun ordine di esecuzione in futuro e a sostenere il lavoro del gruppo di studio;

4.  invita il Giappone a proseguire i propri sforzi atti a ristabilire la moratoria in vigore dal novembre 1989 al marzo 1993 e a incoraggiare le autorità pubbliche, i membri del parlamento, le organizzazioni della società civile e i mezzi d'informazione a impegnarsi in un dibattito nazionale sul ricorso alla pena capitale nel paese;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nonché al primo ministro e al ministro della giustizia del Giappone e alla Dieta nazionale del Giappone.

(1) GU C 219 E del 28.8.2008, pag. 306.
(2) GU C 261 E del 30.10.2003, pag. 597.
(3) GU C 371 E del 20.12.2011, pag. 5.

Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2013Avviso legale