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Procedura : 2012/2064(INI)
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Martedì 4 febbraio 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Corte dei conti
P7_TA(2014)0060A7-0014/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 febbraio 2014 sul futuro ruolo della Corte dei conti europea. Procedura di nomina dei membri della Corte dei conti europea: consultazione del Parlamento europeo (2012/2064(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 286,

–  visto l'articolo 108 del suo regolamento,

–  visto il parere n. 2/2004 della Corte dei conti europea sul modello di audit unico (single audit) (e la proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario)(1) ,

–  vista la sua risoluzione del 17 novembre 1992 sulla procedura di consultazione del Parlamento europeo per la nomina dei membri della Corte dei conti(2) ,

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 1995 sulle procedure da seguire in ordine alla consultazione del Parlamento per la nomina dei membri della Corte dei conti(3) ,

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2013 sul quadro di controllo interno integrato(4) ,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A7 0014/2014),

I.Il futuro ruolo della Corte dei conti

A.  considerando che le dichiarazioni di Lima e del Messico dell'Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo definiscono gli elementi fondamentali di un'istituzione indipendente di controllo e affermano che le istituzioni superiori di controllo (ISC) nazionali possono interpretare i principi delle dichiarazioni con notevole libertà;

B.  considerando che la Corte dei conti europea, in quanto istituzione di controllo professionale, deve, tra l’altro, applicare le norme di revisione internazionali previste per il settore pubblico;

C.  considerando che la Corte dei conti europea è stata istituita dal trattato di bilancio del 1975 allo scopo di controllare le finanze dell'Unione e che, in quanto revisore esterno dell'UE, essa contribuisce al miglioramento della gestione finanziaria dell’Unione, agendo al contempo da custode indipendente degli interessi finanziari dei cittadini dell'UE;

D.  considerando che l'attuale situazione economica e finanziaria in rapida evoluzione richiede una vigilanza microprudenziale e macroprudenziale efficace, conformemente ai principi di economia, efficienza ed efficacia, in un'Unione europea moderna e caratterizzata da numerose sfide;

E.  considerando che i revisori pubblici, come la Corte dei conti e le istituzioni superiori di controllo degli Stati membri, ricoprono un ruolo essenziale nel ripristino della fiducia nella responsabilità pubblica dell'Unione e nel suo miglioramento; che è pertanto importante collocare qualsiasi discussione sulle possibili riforme della Corte dei conti nel più ampio contesto della sfida di miglioramento della responsabilità pubblica dell'Unione;

F.  considerando che il trattato di Lisbona ha ribadito il quadro giuridico per la Corte dei conti nella promozione della responsabilità pubblica e nella fornitura di assistenza al Parlamento e al Consiglio in sede di supervisione dell'esecuzione del bilancio dell'Unione, contribuendo in tal modo al miglioramento della gestione finanziaria dell'UE e alla protezione degli interessi finanziari dei cittadini;

II.Procedura di nomina dei membri della Corte dei conti: consultazione del Parlamento europeo

G.  considerando che, a norma dell'articolo 286 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, i membri della Corte dei conti devono essere scelti tra personalità che fanno o hanno fatto parte, nei rispettivi Stati membri, delle istituzioni di controllo esterno o che possiedono una qualifica specifica per lo svolgimento della funzione in questione e offrono ogni garanzia di indipendenza;

H.  considerando che è essenziale che la Corte dei conti sia composta da membri che forniscono, nella maggior misura possibile, garanzie professionali e di indipendenza come previsto dal trattato, evitando rischi per la reputazione della Corte dei conti;

I.  considerando che alcune nomine hanno sollevato pareri divergenti in seno al Parlamento e al Consiglio, e che la loro persistenza rischia di danneggiare i buoni rapporti di lavoro della Corte dei conti con le suddette istituzioni ed eventualmente di avere gravi conseguenze negative per la credibilità e, di conseguenza, l'efficacia della Corte stessa;

J.  considerando che la decisione del Consiglio di nominare membri della Corte dei conti in casi in cui il Parlamento ha tenuto audizioni ed espresso pareri negativi è incomprensibile e dimostra una mancanza di rispetto per il Parlamento;

K.  considerando che il parere del Parlamento suscita un vivo interesse da parte dei mezzi di comunicazione; e che, se dovessero ottenere l’incarico di membri della Corte dei conti personalità le cui candidature siano state in precedenza pubblicamente e ufficialmente respinte dal Parlamento, la fiducia nelle istituzioni interessate risulterebbe indebolita;

L.  considerando che la nomina di membri dotati di competenze professionali in materia di revisione contabile, associate a un contesto funzionale più ampio e vario che garantisca prospettive e competenze diversificate, potrà contribuire ad accrescere l'efficienza della Corte dei conti in termini di decisioni e funzionamento; e che l'incapacità di trovare un adeguato equilibrio di genere è, oggigiorno, inaccettabile;

M.  considerando che la cooperazione tra la Corte dei conti e il Parlamento, che è al centro del sistema di controllo di bilancio dell'Unione europea, risulta turbata dal parere negativo espresso dal Parlamento su taluni membri della Corte;

N.  considerando che il processo di valutazione inter pares 2013 chiede procedure interne più brevi alla Corte e un chiarimento del suo ruolo e del suo mandato nei confronti dei soggetti interessati esterni, e sottolinea che le entità controllate esercitano un’influenza eccessiva sulle conclusioni della Corte e sui pareri di revisione contabile;

O.  considerando che il Parlamento si concentra principalmente sulle proposte che non comportano la necessità di modificare il trattato;

P.  considerando che il Consiglio ha sempre rispettato le raccomandazioni avanzate dal comitato di esperti istituito ai sensi dell’articolo 255 del TFUE allo scopo di fornire un parere sull'adeguatezza dei candidati al posto di avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea e del Tribunale, nonostante il trattato non preveda alcun obbligo chiaro in tal senso;

I.Visione del Parlamento per la CCE: il futuro ruolo della Corte dei conti

1.  ritiene non solo che la Corte dei conti europea, in quanto controllore esterno delle istituzioni dell'Unione, possa fornire ai legislatori una dichiarazione relativa all'affidabilità dei conti e alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti di un determinato esercizio finanziario, ma anche che si trovi nella posizione ideale per offrire al legislatore e all'autorità di bilancio, in particolare alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, pareri preziosi sui risultati ottenuti dalle politiche dell'Unione, per migliorare i risultati e l'efficacia delle attività finanziate dall'Unione, individuare le economie di scala e di diversificazione e le ricadute tra politiche nazionali degli Stati membri nonché offrire al Parlamento valutazioni esterne riguardo alle valutazioni della Commissione sulle finanze pubbliche negli Stati membri;

2.  è del parere che la Corte dei conti debba rimanere fedele ai principi di indipendenza, integrità, imparzialità e professionalità, sviluppando al contempo rapporti di stretta cooperazione con i suoi partner, in particolare il Parlamento europeo, e più specificamente la sua commissione per il controllo dei bilanci, come pure le commissioni specializzate, nel processo di assunzione di responsabilità delle istituzioni dell'Unione;

Il modello tradizionale di dichiarazione di affidabilità

3.  osserva che la Corte dei conti è vincolata dal trattato (articolo 287 I, paragrafo 2, (TFUE)) a fornire al Parlamento e al Consiglio una dichiarazione di affidabilità (DAS(5) ) in merito alla legittimità e alla regolarità dei pagamenti, dopo avere esaminato la regolarità, la legittimità e i risultati del bilancio dell'Unione; e che a norma del medesimo trattato, la CCE è tenuta ad elaborare relazioni speciali e pareri; osserva che una larga parte delle risorse umane della Corte viene utilizzata per la DAS annuale;

4.  è del parere che l'indipendenza, l'integrità, l'imparzialità e la professionalità della Corte dei conti rappresentino la chiave della credibilità di quest’ultima nella sua funzione di assistenza al Parlamento e il Consiglio al fine di controllare e migliorare la gestione finanziaria dell'Unione, nonché tutelare gli interessi finanziari dell’Unione, dalla fase di programmazione fino alla chiusura dei conti;

5.  si rammarica che, per il diciottesimo anno consecutivo, le risultanze della revisione della Corte dei conti non le abbiano consentito di formulare una dichiarazione di affidabilità (DAS) positiva in merito alla legittimità e alla regolarità dei pagamenti; evidenzia altresì il fatto che un tasso di errore, di per sé, contribuisce solo in parte a fornire una panoramica globale dell'efficacia delle politiche dell'Unione;

6.  ricorda che l'articolo 287 TFUE prevede che la Corte presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione in cui attesta l'affidabilità dei conti e la legittimità e la regolarità delle relative operazioni; fa notare che, invece di formulare una dichiarazione in merito all'affidabilità dei conti e alla legittimità e regolarità delle relative operazioni, nel 2012 la Corte dei conti ha espresso quattro pareri: uno sull'affidabilità dei conti e tre sulla legittimità e la regolarità delle relative operazioni (uno sulle entrate, uno sugli impegni e uno sui pagamenti); ritiene che la scelta di tale modalità renda più complesso il compito di valutare l'esecuzione del bilancio da parte della Commissione;

7.  rileva che la DAS è un indicatore annuale relativo a un programma di spesa pluriennale, e questo rende difficile comprendere la natura ciclica e gli effetti degli accordi pluriennali, e che, di conseguenza l'impatto e l'efficacia complessivi dei sistemi di gestione e controllo possono essere misurati solamente parzialmente alla fine del periodo di spesa; ritiene pertanto che la Corte dei conti dovrebbe essere in grado di presentare all'autorità di discarico una valutazione intermedia e una relazione di sintesi, oltre alla DAS annuale, sui risultati finali di un periodo di programmazione;

8.  accoglie favorevolmente il fatto che, sin dal 2009, la Corte dei conti si sia considerevolmente impegnata per lo sviluppo dei suoi prodotti e servizi nonché della sua relazione annuale; ritiene tuttavia che occorra adoperarsi maggiormente e impiegare più risorse per accrescere ulteriormente la qualità, soprattutto in relazione ai controlli di gestione espletati dalla Corte, che forniscono informazioni sull'esecuzione del bilancio dell'Unione; reputa opportuno che la Corte dei conti si basi sul modello di DAS per determinare se siano stati conseguiti dei risultati e per spiegare in che modo siano stati conseguiti, affinché sia possibile trarre insegnamenti e applicarli in altri ambiti;

Le nuove dimensioni e sfide della Corte dei conti

9.  riconosce il ruolo storico e costruttivo svolto dall'esercizio di elaborazione della DAS, incentrato sui concetti di legittimità e regolarità in quanto utili indicatori di buone pratiche finanziarie e di una sana gestione a tutti i livelli di spesa dell’Unione e nel mostrare le modalità di utilizzo dei fondi dell'UE conformemente alle decisioni del Parlamento, nella sua veste di legislatore e autorità di bilancio; sottolinea tuttavia che in questo momento, come pure in futuro, è necessario che la Corte dei conti impieghi una maggiore quantità di risorse per valutare se siano state conseguite l'economia, l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo dei fondi pubblici affidati alla Commissione, e che il seguito dato alle conclusioni contenute nelle relazioni speciali comporti corrispondenti adeguamenti dei programmi dell’UE;

10.  sottolinea che il mandato della Corte dei conti, stabilito dal trattato, fornisce il quadro di riferimento all'interno del quale la Corte adempie la sua funzione di organismo di controllo esterno indipendente dell'Unione; osserva che il mandato prevede notevole flessibilità, consentendo alla Corte dei conti di portare a termine la propria missione al di là dell'ambito della DAS; rammenta che il mandato consente alla Corte di presentare i risultati dei suoi controlli di gestione all'interno di relazioni speciali, e ciò rappresenta un'importante opportunità di apportare valore aggiunto concentrando l'attenzione e le indagini su settori ad alto rischio; rileva inoltre che tali relazioni forniscono informazioni ai cittadini europei sul funzionamento dell'Unione e sull'utilizzo dei fondi europei in molteplici settori, favorendo così l'avvicinamento dell'Europa ai suoi cittadini e rendendola più trasparente e comprensibile;

11.  ricorda che uno dei modi più efficaci per migliorare la revisione dei conti dell'Unione europea e rafforzare sia le prestazioni che l'efficacia della spesa consiste nel far votare il discarico prima del 31 dicembre dell'anno successivo all'esercizio oggetto di controllo; sottolinea che, in questo modo, si costringerebbe la Corte dei conti a presentare la sua relazione annuale entro il 30 giugno;

12.  propone che la Corte dei conti, ferma restando la sua indipendenza, formuli il proprio parere sulla base della soglia di rilevanza e non semplicemente sul tasso di errore tollerabile, il che sembra conformarsi maggiormente ai principi internazionali di audit;

13.  propone che il Parlamento europeo dedichi una sezione speciale della sua relazione annuale sul discarico al seguito dato alle raccomandazioni presentate dalla Corte dei conti nei suoi vari controlli di gestione, per motivare la Commissione e gli Stati membri ad attuare tali raccomandazioni; e anche che il Parlamento indichi a quali principali azioni di seguito la Corte dei conti può dedicare particolare attenzione nella sua relazione annuale, fatta salva la sua indipendenza;

14.  osserva che la Corte dei conti elabora il proprio programma di lavoro su base pluriennale e annuale; rileva che il programma pluriennale consente la definizione e l'aggiornamento della strategia della Corte dei conti mentre il programma annuale fissa i compiti specifici da svolgere durante l'esercizio in questione; accoglie favorevolmente il fatto che ogni anno la Corte dei conti presenta il programma di lavoro annuale alla commissione per il controllo dei bilanci, elencando i compiti di audit prioritari e le risorse destinate alla loro esecuzione;

15.  ritiene che, nella loro forma attuale, le riunioni della Corte dei conti con il Parlamento e il Consiglio offrano utili consulenze per l'elaborazione del programma di lavoro annuale della Corte; sottolinea che un dialogo preparatorio strutturato di questo tipo contribuisce notevolmente a garantire l'effettiva responsabilità democratica nei confronti dei cittadini per quanto concerne l’utilizzo dei fondi pubblici forniti al fine di conseguire gli obiettivi dell'Unione; sottolinea che, nonostante una maggiore collaborazione consultiva con il Parlamento e il Consiglio, la Corte dei conti dovrebbe decidere essa stessa, in maniera indipendente dall'influenza politica o nazionale, in merito al proprio programma di lavoro annuale;

16.  osserva che questioni di grande interesse per i soggetti esterni interessati, come il Parlamento europeo, e le conseguenti richieste di controlli, non vengono raccolte in modo strutturato, né trattate a pieno titolo come preferenziali; ritiene che ciò vada a scapito della pertinenza e dell'incidenza dei risultati dei controlli della Corte dei conti; osserva inoltre che il valore aggiunto della Corte dei conti è direttamente connesso all'uso che il Parlamento e gli altri soggetti interessati nell'ambito del processo di responsabilità fanno del suo lavoro; invita pertanto la Corte a tenere in considerazione, nel suo programma di lavoro annuale, le priorità politiche dei legislatori e le questioni di grande interesse per i cittadini dell'UE comunicatele dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento quale vettore delle preoccupazioni dei cittadini dell'Unione;

Cooperazione con le istituzioni superiori di controllo (ISC)

17.  si aspetta una più stretta cooperazione tra la Corte dei conti e le istituzioni superiori di controllo degli Stati membri, con risultati concreti in merito alla condivisione dell'attività annuale della Corte; si aspetta, inoltre, passi metodologici concreti e intese sui calendari di audit; si attende che la Commissione, sulla base di uno studio di carattere giuridico, presenti proposte per integrare l'attività di audit delle istituzioni superiori di controllo degli Stati membri nei controlli della Corte dei conti in tema di gestione condivisa nel loro rispettivo Stato membro;

18.  sottolinea che la Corte dei conti dovrebbe essere in prima linea nella definizione di un metodo di lavoro, nell’ambito del quale le istituzioni superiori di controllo nazionali e la Corte dei conti rafforzino il coordinamento delle loro risorse per valutare la spesa e l'esecuzione del bilancio dell'Unione, evitando la duplicazione del lavoro di controllo e condividendo le pertinenti informazioni, identificando i settori di rischio, effettuando revisioni contabili congiunte o associando più strettamente le istituzioni superiori di controllo con le missioni di revisione della Corte dei conti, consentendo in tal modo lo sviluppo di metodi di lavoro comuni e di una maggiore efficacia a tutti i livelli di controllo; osserva che la condivisione dei dati di audit e di controllo e di buone pratiche tra la Corte dei conti e le istituzioni superiori di controllo nazionali è essenziale per una migliore concentrazione degli sforzi di audit e di controllo; osserva che esistono troppi livelli di controllo e che tali duplicazioni andrebbero evitate, per ridurre gli oneri per le autorità di gestione e i beneficiari;

19.  chiede pertanto di intensificare la cooperazione tra le istituzioni di controllo nazionali e la Corte dei conti europea ai fini di un controllo della gestione condivisa, in applicazione dell'articolo 287, paragrafo 3, del TFUE;

20.  propone di esaminare la possibilità che le istituzioni di controllo nazionali, in qualità di revisori esterni indipendenti, e nel rispetto delle norme internazionali in materia di revisione contabile, rilascino degli attestati nazionali di audit sulla gestione dei fondi dell'Unione, da consegnare ai governi degli Stati membri affinché vengano presentati durante la procedura di discarico, secondo una procedura interistituzionale ad hoc da introdurre;

21.  sottolinea l'importanza di includere i programmi europei nella programmazione dei controlli effettuati dalle istituzioni superiori di controllo, prestando particolare attenzione alla gestione condivisa; in tal senso, i parlamenti nazionali devono svolgere un ruolo fondamentale potendo invitare le rispettive istituzioni superiori di controllo a condurre revisioni contabili sui fondi e programmi europei; osserva che un'istituzionalizzazione e una regolarizzazione di tale controllo consentirebbero di presentarne i risultati una volta all'anno dinnanzi al parlamento nazionale;

Il nuovo contesto operativo della Corte dei conti

22.  osserva che i regolamenti riguardanti i principali settori di spesa per il periodo 2014‑2020 hanno modificato notevolmente i quadri finanziario e giuridico che disciplinano l'esecuzione del bilancio dell'Unione; segnala che tali riforme comportano cambiamenti significativi destinati ad alterare il contesto del rischio di gestione finanziaria attraverso la semplificazione delle norme di finanziamento, l'aumento della condizionalità e lo sfruttamento del bilancio dell'Unione; insiste pertanto affinché la Corte dei conti si concentri maggiormente sui risultati, fornendo informazioni adeguate sui rischi e sulle prestazioni di nuovi strumenti di questo tipo;

23.  suggerisce alla Corte dei conti di sincronizzare il suo programma di lavoro pluriennale con il QFP e di includere una revisione intermedia nonché una revisione completa della chiusura dei conti della Commissione, riguardo al rispettivo QFP;

24.  osserva che spesso nei controlli di gestione manca un'analisi chiara delle risultanze dei controlli stessi; osserva altresì che non esiste un sistema per garantire che i revisori assegnati all'esecuzione di uno specifico controllo possiedano le conoscenze tecniche e le competenze metodologiche necessarie allo svolgimento dei controlli senza dover partire da zero sulle questioni oggetto del controllo; ritiene che tali circostanze aggravino l'inefficienza e l'inefficacia delle constatazioni della Corte dei conti nei controlli di gestione;

25.  si attende dalla Corte dei conti assoluta trasparenza circa le esigenze in termini di tempo riguardo ai suoi prodotti e invita la Corte a pubblicare, nell'ambito di ogni controllo di gestione, uno scadenzario e le diverse fasi che hanno riguardato il rispettivo prodotto nel corso del suo sviluppo, ovvero il tempo necessario a completare ciascuna delle diverse fasi previste, che attualmente sono:

   studio preliminare
   analisi delle questioni
   memorandum di pianificazione dei controlli
   sintesi delle constatazioni preliminari
   conclusioni
   progetto di relazione
   procedura in contraddittorio;

26.  osserva che i controlli di gestione che includono uno studio preliminare della Corte dei conti richiedono due anni, cosicché, in vari casi, le risultanze dei controlli si sono rivelate obsolete e hanno impedito l'attuazione di misure adeguate; si aspetta che la Corte dei conti razionalizzi l'effettuazione dei suoi controlli di gestione ed elimini i passaggi procedurali superflui;

27.  esprime l'auspicio che, in futuro, la Corte dei conti non solo pubblichi le osservazioni della Commissione sulle sue constatazioni, conclusioni e raccomandazioni, ma elabori anche con chiarezza una replica finale, ove opportuno;

28.  è del parere che la Corte dei conti debba comunicare regolarmente le statistiche relative alla presenza dei membri nella sua sede a Lussemburgo alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento; si aspetta dalla Corte una totale trasparenza nei confronti del Parlamento a tale proposito; auspica ricevere dalla Commissione un'analisi sulla fattibilità della sostituzione di parte della remunerazione dei membri della Corte dei conti con un'indennità giornaliera;

29.  sottolinea che, nonostante l'esigenza di essere equi e di fare riferimento alle argomentazioni dell'entità controllata nella rispettiva relazione, non occorre raggiungere un consenso con tale entità;

30.  osserva che, in alcuni casi, le deliberazioni parlamentari riguardo a questioni affrontate nelle relazioni speciali si erano già concluse e che pertanto non è stato possibile utilizzare efficacemente le risultanze dei controlli della Corte dei conti; osserva altresì che in alcuni casi raccomandazioni essenziali della Corte dei conti erano già state attuate dalla Commissione al momento della presentazione della relazione; si aspetta che la Corte tenga conto di tutti i vincoli di tempo e degli sviluppi esterni quando effettua i suoi controlli;

31.  si aspetta che la Corte comunichi chiaramente nelle sue relazioni i punti deboli e le buone prassi delle autorità degli Stati membri attraverso una loro coerente esposizione;

32.  è convinto che sia possibile realizzare economie di scala e di diversificazione attraverso un'analisi accurata delle esigenze in termini di risorse dei membri della Corte dei conti; si aspetta che la Corte valuti tali economie relative, tra l'altro, a un servizio di autisti comune per i membri nonché alla condivisione degli spazi e del personale;

33.  deplora che l'azione intergovernativa al di fuori del quadro del trattato UE, come quella adottata per l'istituzione del Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e del meccanismo europeo di stabilità (MES), comporti grandi sfide anche in termini di responsabilità pubblica e controllo, oltre a indebolire il ruolo essenziale della Corte dei conti;

34.  deplora il fatto che, nel caso del FESF, non siano ancora state adottate disposizioni di alcun genere riguardo all'esecuzione di un controllo pubblico esterno indipendente e si rammarica che, anche se la Corte dei conti ha nominato un membro della commissione di controllo del MES, la relazione di controllo annuale di detta commissione non sarà messa a disposizione né del Parlamento né del pubblico; invita la Corte dei conti a presentare regolarmente al Parlamento una relazione di controllo annuale della commissione di controllo e tutte le altre informazioni necessarie riguardo alle attività della Corte in tale ambito, affinché il Parlamento possa verificare l'attività della Corte dei conti durante la procedura di discarico;

Riforma della struttura della Corte dei conti

35.  osserva che le procedure di composizione e di nomina della Corte dei conti sono stabilite dagli articoli 285 e 286 TFUE; sottolinea, tuttavia, l'esigenza di una modifica del trattato che ponga il Parlamento e il Consiglio su un livello di parità ai fini della nomina dei membri della Corte dei conti, onde garantire la legittimità democratica, la trasparenza e la completa indipendenza dei membri della Corte dei conti;

36.  deplora che alcune procedure di nomina abbiano provocato un conflitto tra il Parlamento e il Consiglio in merito ai candidati, nonostante il fatto che il trattato non preveda una simile eventualità; sottolinea che il Parlamento ha il dovere, come sancito dal trattato, di verificare le candidature; è del parere che sia opportuno che il Consiglio, nello spirito di una leale cooperazione tra le istituzioni europee, rispetti le decisioni adottate dal Parlamento dopo la sua audizione;

37.  chiede che, nella prossima revisione del trattato UE, sia stabilito che il Parlamento europeo sceglie i membri della Corte dei conti, su proposta del Consiglio; sottolinea che tale procedura rafforza l'indipendenza dei membri della Corte dei conti nei confronti degli Stati membri;

38.  accoglie favorevolmente il fatto che la Corte, nel 2010, abbia adottato un nuovo regolamento che le ha permesso, nel quadro giuridico attuale, di razionalizzare il proprio processo decisionale, in modo che le relazioni di controllo e i pareri sono ora adottati da sezioni composte da 5- 6 membri e non dall'intero collegio di 28 membri;

39.  è del parere che l'attuale regola di rappresentanza geografica in relazione ai dirigenti di alto livello, secondo la quale può esserci un membro per ogni Stato membro, abbia da tempo perso la propria iniziale utilità e credibilità e che possa essere sostituita da una struttura di gestione leggera, adattata a un più ampio mandato in materia di responsabilità, dotata di disposizioni adeguate per garantire l'indipendenza in tutte le attività della Corte;

40.  propone, pertanto, che la Corte dei conti abbia lo stesso numero di membri della Commissione; e che detti membri vantino almeno un’esperienza professionale nel settore del controllo e della gestione, siano in possesso delle qualifiche specifiche per la loro funzione e offrano ogni garanzia di indipendenza;

41.  propone di rivedere il meccanismo di remunerazione dei membri della Corte dei conti e le risorse destinate direttamente e personalmente a ciascuno di essi, sia per conformarsi alle prassi nazionali e internazionali relative a funzioni simili, sia per consentire ai membri della Corte dei conti di adempiere le loro funzioni in modo indipendente;

II.Procedura di nomina dei membri della Corte dei conti: consultazione del Parlamento europeo

42.  adotta i seguenti principi, criteri di selezione e procedure per formulare il proprio parere sui candidati a membro della Corte dei conti:

   a) è necessario concedere al Parlamento un periodo di esame ragionevole, affinché i candidati possano essere ascoltati dalla commissione per il controllo dei bilanci e la commissione possa procedere alla votazione dopo l'audizione;
   b) all'atto di adottare una decisione, a prescindere dai i criteri politici, la commissione per il controllo dei bilanci e l'assemblea plenaria procedono alla votazione a scrutinio segreto;
   c) in seno alla commissione per il controllo dei bilanci le audizioni sono pubbliche e i dibattiti sono trasmessi su video;
   d) il Parlamento adotta le proprie decisioni in base alla maggioranza dei voti espressi in seduta plenaria e il Consiglio è tenuto a rispettare la sua decisione; i candidati sono presenti durante la votazione e, in caso di esito negativo, il Presidente del PE chiede loro se intendano ritirare la propria candidatura;

43.  ritiene che i criteri di nomina dei membri della Corte dei conti debbano essere specificati ulteriormente sulla base dell'articolo 286 del TFUE e sottolinea che la valutazione del Parlamento sarà principalmente improntata ai seguenti criteri:

   a) esperienza professionale di alto livello conseguita nei settori delle finanze pubbliche, del controllo e della gestione, nonché conoscenza approfondita della governance delle istituzioni europee;
   b) un buon percorso professionale nell'ambito dell'audit e un'ottima conoscenza comprovata di almeno una delle lingue di lavoro dell'Unione europea;
   c) se necessario, prova delle previe dimissioni dei candidati dalle funzioni di gestione precedentemente ricoperte;
   d) alla data della nomina i candidati non possono esercitare alcun mandato elettivo né avere responsabilità nei confronti di alcun partito politico;
   e) prova di un elevato livello di integrità e moralità del candidato;
   f) data la natura del lavoro da svolgere, sarà presa in considerazione anche l'età dei candidati, ritenendo ragionevole stabilire, ad esempio, che i membri non abbiano un'età superiore ai 67 anni all'epoca della loro nomina;
   g) i membri non restano in carica per più di due mandati;
   h) infine, il Parlamento considererà molto seriamente la questione dell'equilibrio tra i membri della Corte dei conti in termini di rappresentanza di genere;

44.  invita il Consiglio a impegnarsi nelle seguenti azioni:

   a) presentare al Parlamento almeno due candidati provenienti da ciascuno Stato membro, una donna e un uomo;
   b) elaborare le proprie proposte in modo tale da rispettare appieno i criteri stabiliti nelle risoluzioni del Parlamento, fermo restando che quest’ultimo, da parte sua, assicurerà lo scrupoloso rispetto di tali criteri;
   c) fornire, unitamente ai nominativi dei candidati, le informazioni dettagliate relative al loro percorso professionale nonché tutte le informazioni e i pareri che gli sono stati forniti durante lo svolgimento delle procedure decisionali interne degli Stati membri;
   d) trasmettere tutte le informazioni relative alle proposte di nomina ricevute dagli Stati membri, fermo restando che, in caso di mancata trasmissione delle informazioni, il Parlamento sarebbe costretto a condurre indagini proprie, con il conseguente, inevitabile ritardo nella procedura di nomina;
   e) prendere contatto con le pertinenti autorità degli Stati membri che saranno invitate a designare i candidati a membro della Corte dei conti e richiamare l'attenzione di tali autorità sui criteri e le procedure stabiliti dal Parlamento;
   f) evitare la revoca di candidature e la presentazione di nuove candidature che tengano conto di nuove proposte avanzate dagli Stati membri sulla base esclusivamente di criteri politici;
   g) rispettare, qualora si verifichi una tale situazione, il parere negativo del Parlamento e proporre uno o più nuovi candidati;

45.  stabilisce quanto segue in relazione alle procedure dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci e in occasione della seduta plenaria:

   a) ogni raccomandazione relativa a ciascuna proposta di nomina è presentata in forma di relazione, da adottare sulla base della maggioranza dei voti espressi; la relazione fa riferimento unicamente alla proposta di nomina;
   b) la relazione contiene:
   i) visti che riassumono le circostanze della consultazione del Parlamento;
   ii) considerando che descrivono la procedura alla commissione competente;
   iii) il dispositivo, che può contenere esclusivamente:
   un parere favorevole, oppure
   un parere contrario;
   c) i visti e i considerando non sono posti in votazione;
   d) il curriculum vitæ e le risposte al questionario sono allegate alla relazione;
   e) la commissione per il controllo dei bilanci e l'assemblea plenaria votano sulla nomina del candidato in questione;

o
o   o

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Corte dei conti nonché, per conoscenza, alle altre istituzioni dell'Unione europea, ai parlamenti e alle istituzioni di controllo degli Stati membri.

(1) GU C 107 del 30.04.04, pag. 1.
(2) GU C 337 del 21.12.92, pag. 51.
(3) GU C 43 del 20.2.1995, pag. 75.
(4) Testi approvati, P7_TA(2013)0319.
(5) Abbreviazione del termine francese "Déclaration d'assurance".

Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2017Avviso legale