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Procedura : 2012/0340(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0460/2013

Testi presentati :

A7-0460/2013

Discussioni :

PV 25/02/2014 - 17
CRE 25/02/2014 - 17

Votazioni :

PV 26/02/2014 - 9.11

Testi approvati :

P7_TA(2014)0158

Testi approvati
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Mercoledì 26 febbraio 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Accessibilità dei siti web degli enti pubblici ***I
P7_TA(2014)0158A7-0460/2013
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accessibilità dei siti web degli enti pubblici (COM(2012)0721 – C7-0394/2012 – 2012/0340(COD)) (Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2012)0721),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7‑0394/2012),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 22 maggio 2013(1) ,

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per la cultura e l'istruzione (A7‑0460/2013),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU C 271 del 19.9.2013, pag. 116.


Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 26 febbraio 2014 in vista dell'adozione della direttiva 2014/…/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’accessibilità dei siti web degli enti pubblici e dei siti web gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche [Em. 1]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
P7_TC1-COD(2012)0340

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 114, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1) ,

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(2) ,

considerando quanto segue:

(1)  Con la tendenza alla digitalizzazione della società, gli utenti hanno a disposizione nuove modalità di accesso alle informazioni e ai servizi. I fornitori di informazioni e servizi, tra cui gli enti pubblici, utilizzano sempre più la rete internet per produrre, raccogliere e mettere a disposizione una vasta gamma di informazioni e servizi online essenziali per il pubblico. In tale contesto, la sicurezza della trasmissione delle informazioni e la protezione dei dati personali rivestono grande importanza. [Em. 2]

(2)  Il concetto di accessibilità del web rimanda ai principi e alle tecniche da rispettare nella costruzione di siti web per rendere il contenuto di tali siti accessibile a tutti gli utenti, in particolare alle persone con limitazioni funzionali tra cui i disabili. I siti web contengono informazioni sia testuali che non testuali e consentono anche di scaricare moduli e di realizzare forme di interazione a due vie, ad esempio l’evasione di pratiche digitali e l’autenticazione, nonché transazioni quali la gestione di casi e i pagamenti. [Em. 3]

(2 bis)  L'accessibilità del web, segnatamente l'impegno a rendere accessibili tutti i siti web pubblici entro il 2010, è stata inclusa nella dichiarazione ministeriale di Riga dell'11 giugno 2006 sulla e-inclusione. [Em. 4]

(2 ter)  Sebbene la presente direttiva non si applichi ai siti web delle istituzioni dell'Unione, queste dovrebbero soddisfare i requisiti contenutivi e fornire un esempio di buone prassi. [Em. 5]

(3)  Nella sua comunicazione del 15 dicembre 2010, intitolata " Il piano europeo d’azione della Commissione per l’eGovernment 2011-2015 Valorizzare le TIC per promuovere un'amministrazione digitale intelligente, sostenibile e innovativa", (3) auspica la Commissione ha sollecitato azioni per lo sviluppo di servizi di eGovernment che garantiscano l’inclusione e l’accessibilità. Nel contempo sono necessari maggiori sforzi per attuare efficacemente la politica relativa all'e-inclusione, il cui obiettivo è ridurre le disparità nell'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), promuovere il ricorso alle stesse per superare l'esclusione e migliorare la situazione economica, le opportunità lavorative, la qualità della vita, la partecipazione e la coesione sociali, anche per quanto concerne le consultazioni democratiche. [Em. 6]

(4)  Nella sua comunicazione del 19 maggio 2010 intitolata “Un’agenda digitale europea”(4) , una iniziativa della strategia Europa 2020, la Commissione ha annunciato che i siti web del settore pubblico (e i siti web che forniscono ai cittadini servizi di base) dovrebbero essere completamente accessibili entro il 2015. [Em. 7]

(4 bis)  Le persone anziane sono a rischio di esclusione digitale a causa di fattori quali la mancanza di competenze nel campo delle TIC e la mancanza di accesso a Internet. La comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2011 intitolata 'iniziativa europea i2010 sull'e-inclusione "Partecipare alla società dell'informazione"' mira a garantire che tutti i gruppi di utenti abbiano le migliori opportunità possibili di usare Internet e di acquisire familiarità con le TIC. L'agenda digitale europea propone una serie di misure per promuovere l'uso delle nuove TIC da parte dei gruppi di utenti svantaggiati, come ad esempio gli anziani. [Em. 8]

(5)  Il programma quadro per le attività di ricerca e d'innovazione (Orizzonte 2020)(5) e il programma per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese (COSME)(6) sostengono la ricerca e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per i problemi legati all’accessibilità.

(6)  Ratificando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (“la Convenzione delle Nazioni Unite”), la maggior parte degli Stati Membri e l’Unione si sono impegnate a “garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso tra l’altro alle tecnologie dell’informazione della comunicazione” e ad “adottare misure adeguate […] per promuovere l’accesso delle persone con disabilità alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, compreso internet”.

(6 bis)  Conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite, l'approccio della progettazione universale dovrebbe fungere da base per lo sviluppo delle nuove tecnologie. [Em. 9]

(7)  La comunicazione della Commissione del 15 novembre 2010 intitolata " Strategia europea sulla disabilità 2010-2020(7) : un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere", il cui obiettivo è abbattere le barriere che impediscono alle persone con disabilità di partecipare alla società in condizioni di parità, si riallaccia alla Convenzione delle Nazioni Unite e prevede interventi in diverse aree prioritarie, tra cui l’accessibilità del web, con l’obiettivo di “garantire ai disabili l’accessibilità dei beni, dei servizi, tra cui i servizi pubblici, e dei dispositivi di assistenza”. [Em. 10]

(8)  Il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(8) contiene disposizioni in materia di accessibilità delle TIC, ma non tratta gli aspetti specifici dell’accessibilità del web.

(8 bis)  Nella sua risoluzione del 25 ottobre 2011 (9) , il Parlamento europeo ha sottolineato che non si possono sviluppare economie innovative e basate sulla conoscenza senza forme e contenuti accessibili per le persone con disabilità disciplinati da normative vincolanti, quali ad esempio siti web accessibili ai non vedenti e contenuti sottotitolati per gli ipoudenti, compresi servizi dei mass media, servizi online per le persone che utilizzano il linguaggio dei segni, applicazioni per smart phone e ausili tattili e sonori nei mezzi di informazione pubblici. [Em. 11]

(8 ter)  L'Agenda digitale per l'Europa sottolinea l'importanza delle azioni positive per aiutare le persone disabili ad accedere ai contenuti culturali come elemento fondamentale di una piena cittadinanza dell'Unione e auspica la piena attuazione del Memorandum di intesa sull'accesso digitale per le persone con disabilità. La produzione di documenti, quali rapporti, libri e atti legislativi, mettendoli a disposizione nei siti web pubblici secondo modalità tali da renderli pienamente accessibili, può fornire un importante contributo al raggiungimento di tale obiettivo e promuovere lo sviluppo di competenze e opportunità per le imprese di servizi nell'Unione, unitamente alle auspicate azioni di sostegno al settore privato per incentivare gli investimenti in tale ambito. [Em. 12]

(9)  Il mercato in rapida crescita dell’accessibilità del web è formato da una serie di operatori economici, tra cui operatori che sviluppano siti web o strumenti software per creare, gestire ed effettuare test di pagine web, operatori che sviluppano programmi utente quali browser web e relative tecnologie assistive, operatori che realizzano servizi di certificazione e operatori che forniscono servizi di formazione e canali di comunicazione sociale integrati nei siti web . A tale proposito, rivestono grande importanza gli sforzi compiuti nell'ambito della Grande coalizione per l'occupazione nel digitale, che rappresenta una continuazione del pacchetto a favore dell'occupazione e che si rivolge agli specialisti delle TIC nell'intento di rispondere alla carenza di competenze, anche per quanto concerne l'alfabetizzazione e le abilità professionali nel settore delle TIC . [Em. 13]

(10)  Diversi Stati membri hanno adottato misure basate su linee guida internazionali per la progettazione di siti web accessibili, ma le indicazioni fornite spesso si riferiscono a versioni o livelli di conformità diversi di tali linee guida, oppure sono state introdotte varianti tecniche a livello nazionale.

(11)  I fornitori di accessibilità del web comprendono numerose piccole e medie imprese (PMI). I fornitori e in particolare le PMI stentano ad avviare iniziative imprenditoriali al di fuori del rispettivo mercato nazionale. A causa delle differenze esistenti nelle specifiche relative all’accessibilità del web e nelle normative, la crescita e la competitività di tali fornitori e imprese sono frenate dai costi aggiuntivi che essi dovrebbero sostenere per lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti e servizi transnazionali legati all’accessibilità del web.

(11 bis)  La garanzia di neutralità della rete è essenziale affinché i siti web degli enti pubblici rimangano accessibili, ora e in futuro, e Internet sia aperto. [Em. 14]

(12)  La concorrenza limitata comporta, per gli acquirenti di siti web e di prodotti e servizi connessi, prezzi elevati dei servizi o la dipendenza da un unico fornitore. Spesso i fornitori privilegiano variazioni di norme proprietarie che ostacolano la successiva interoperabilità dei programmi utente e l’accesso ai contenuti web da ogni luogo dell’Unione. La frammentazione tra normative nazionali riduce i vantaggi che potrebbero derivare dalla condivisione di esperienze con analoghi soggetti nazionali e internazionali negli sforzi per rispondere agli sviluppi sociali e tecnologici.

(13)  Per porre fine alla frammentazione, è necessario il ravvicinamento delle misure nazionali a livello unionale sulla base di un accordo relativo ai requisiti di accessibilità da applicare ai siti web degli enti pubblici e a quelli gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche . Tale ravvicinamento ridurrebbe l’incertezza per gli sviluppatori di siti web e favorirebbe l’interoperabilità. L’adozione di Gli Stati membri dovrebbero promuovere l'utilizzo di requisiti di accessibilità del web adeguati e interoperabili nelle gare d'appalto per i contenuti dei siti web . Requisiti di accessibilità del web neutri sul piano delle tecnologie permetterà di non ostacolare ostacoleranno l’innovazione e potrebbe potrebbero addirittura stimolarla. [Em. 15]

(14)  Un approccio armonizzato dovrebbe consentire agli enti pubblici e alle imprese dell’Unione di ricavare benefici economici e sociali dall’estensione dei servizi online a una platea più ampia di cittadini e clienti e pertanto dovrebbe accrescere le potenzialità del mercato interno per i prodotti e i servizi connessi all’accessibilità del web e favorire il completamento del mercato unico digitale . La crescita del mercato che ne deriverebbe dovrebbe permettere alle imprese di contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’Unione. Il rafforzamento del mercato interno dovrebbe accrescere l’attrattiva degli investimenti nell’Unione. Le amministrazioni dovrebbero beneficiare della riduzione dei costi da sostenere per assicurare l’accessibilità del web. [Em. 16]

(15)  I cittadini dovrebbero beneficiare di un accesso più ampio ai servizi pubblici online, dovrebbero poter accedere ai contenuti informativi, culturali e di intrattenimento che permettano loro di integrarsi pienamente a livello sociale e professionale e dovrebbero ricevere servizi e informazioni che facilitino la loro vita quotidiana e il godimento dei loro diritti in tutta l’Unione, in particolare il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio dell’Unione, il diritto di accesso all'informazione, la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi. [Em. 17]

(15 bis)  I servizi online acquisiscono un'importanza crescente nella società. Internet è uno strumento fondamentale per l'accesso alle informazioni e all'istruzione e per il coinvolgimento nella società. Nell'interesse dell'inclusione sociale, è pertanto opportuno garantire l'accessibilità universale dei siti web degli enti pubblici e di quelli che forniscono servizi di base per il pubblico, quali importanti siti di notizie e biblioteche mediatiche, servizi bancari ("online banking") e informazioni e servizi dei gruppi d'interesse. [Em. 18]

(16)  Le prescrizioni in materia di accessibilità del web definite nella presente direttiva sono neutre sul piano delle tecnologie. Esse si limitano a indicare le funzionalità di base che devono essere assicurate affinché gli utenti possano percepire autonomamente, navigare, utilizzare, interagire, leggere o comprendere un sito web e i suoi contenuti. Esse non precisano in che modo deve essere ottenuto tale risultato o quale tecnologia debba essere scelta per un determinato sito web, informazione online o applicazione. Per queste loro caratteristiche, le prescrizioni non ostacolano l’innovazione.

(17)  L’interoperabilità legata all’accessibilità del web dovrebbe basarsi su specifiche comunemente adottate e utilizzate che assicurino la massima compatibilità dei contenuti web con i programmi utente attuali e futuri e le tecnologie assistive. Più precisamente, i contenuti web dovrebbero fornire ai programmi utente una codifica interna del linguaggio naturale, delle strutture, relazioni e sequenze, nonché dati relativi a tutti i componenti dell’interfaccia utente incorporati. L’interoperabilità, quindi, rappresenta un vantaggio per gli utenti e consente loro di utilizzare ovunque i propri programmi utente per accedere ai siti web; gli utenti potrebbero anche avvantaggiarsi di una scelta più ampia e di prezzi ridotti in tutta l’Unione. L’interoperabilità andrebbe a beneficio anche dei fornitori e degli acquirenti di prodotti e servizi connessi all’accessibilità del web.

(18)  Come sottolinea l’agenda digitale europea, le amministrazioni pubbliche dovrebbero fare la loro parte promuovendo i mercati dei contenuti digitali, ad esempio dovrebbero stimolare i mercati di contenuti mettendo a disposizione le informazioni relative al settore pubblico in modo trasparente, efficace e non discriminatorio. Ciò rappresenta una fonte importante di crescita potenziale di servizi online innovativi.

(18 bis)  Le autorità pubbliche degli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di esigere che taluni siti web siano trasferiti su server che si trovano all'interno dell'Unione, in modo da evitare lo spionaggio da parte di soggetti esterni all'Unione o fughe di notizie e impedire a detti soggetti di interrompere servizi importanti per motivi di sicurezza. [Em. 19]

(19)  È opportuno che la presente direttiva miri a garantire alle persone con disabilità piena accessibilità, sulla base di requisiti comuni, di taluni tipi di tutti i siti web di degli enti pubblici e di quelli gestiti da enti che svolgono funzioni pubbliche che rivestono un’importanza essenziale per il pubblico, al fine di agevolarli in modo che possano vivere in autonomia e partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite . Tali I tipi sono stati individuati nell’analisi comparativa dell’e-government del 2001 (10) e su di essi si basa l’elenco riportato di siti web gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva dovrebbero essere riportati nell’allegato. I termini per la conformità alle prescrizioni della presente direttiva dovrebbero essere scaglionati onde consentire di estenderne l'ambito di applicazione per includervi tutti i siti web degli enti pubblici che forniscono servizi direttamente al pubblico. [Em. 20]

(20)  La presente direttiva stabilisce prescrizioni in materia di accessibilità del web per taluni tipi di tutti i siti web di degli enti pubblici e per quelli gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche . Al fine di agevolare la realizzazione della messa in conformità di tali siti web alle suddette prescrizioni, è necessario conferire una presunzione di conformità ai siti web che rispettano le norme armonizzate definite e pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea in conformità del regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(11) sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE e la decisione n. 1673/2006/CE , ai fini della formulazione di specifiche tecniche particolareggiate per tali prescrizioni. In conformità di tale regolamento, gli Stati membri e il Parlamento europeo possono sollevare obiezioni qualora ritengano che una norma armonizzata non soddisfi completamente le prescrizioni in materia di accessibilità del web stabilite nella presente direttiva. [Em. 21]

(21)  La Commissione ha già conferito agli organismi europei di normalizzazione un mandato, identificato come “M/376”(12) , per l’elaborazione di una norma europea utilizzabile negli appalti pubblici e in altri contesti, ad esempio negli appalti privati, in cui siano precisati i requisiti di accessibilità funzionale dei prodotti e servizi TIC, compresi i contenuti web. A tal fine, gli organismi europei di normalizzazione devono avviare stretti rapporti di cooperazione con i forum e consorzi che si occupano dell’emanazione di norme di settore riguardanti gli aspetti considerati, tra cui il World Wide Web Consortium (W3C/WAI). Sulla base dei risultati di tali lavori è necessario elaborare una norma armonizzata intesa a conferire una presunzione di conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web stabilite nella presente direttiva.

(21 bis)  Nella preparazione e nelle eventuali revisioni future delle pertinenti norme europee e armonizzate, è opportuno insistere presso i competenti organismi europei di normalizzazione affinché assicurino la coerenza con le pertinenti norme internazionali (al momento ISO/IEC 40500), al fine di evitare qualsiasi frammentazione o incertezza giuridica. [Em. 22]

(22)  In attesa che i riferimenti a tale norma armonizzata, o a parti di essa, siano pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, i siti web interessati che rispettano le norme europee, o parti di esse, stabilite dalla Commissione mediante atti delegati dovrebbero presumersi conformi alle prescrizioni in materia di accessibilità del web. Tale norma armonizzata potrebbe essere la norma europea che dovrà essere adottata nell’ambito del mandato M/376.

(23)  In mancanza di tale norma europea, è opportuno conferire una presunzione di conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web ai siti web interessati che rispettano le parti della norma internazionale ISO/IEC 40500:2012 riguardanti i criteri di successo e i requisiti di conformità al livello AA. La norma internazionale ISO/IEC 40500:2012 è identica alle Linee guida per l’accessibilità dei contenuti web WCAG 2.0. I criteri di successo e i requisiti di conformità al livello AA specificati per le pagine web nella versione 2.0 delle Linee guida per l’accessibilità dei contenuti web (WCAG 2.0) del W3C godono di ampio consenso presso le parti interessate, sia a livello internazionale che a livello europeo, in quanto elementi atti a garantire specifiche adeguate in materia di accessibilità del web, come sottolineato nelle conclusioni del Consiglio sulla società dell’informazione accessibile del 31 marzo 2009.

(24)  La conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web dovrebbe essere sottoposta a monitoraggio continuo, dalla costruzione iniziale dei siti web degli enti pubblici interessati a tutti i successivi aggiornamenti dei contenuti. La nomina di un'autorità competente in ciascuno Stato membro quale organismo responsabile del controllo costituirebbe un modo adeguato per garantire che la conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web sia monitorata e rigorosamente applicata, con la stretta partecipazione delle parti interessate mediante l'istituzione di un meccanismo di denuncia nei casi riscontrati di non conformità. Una metodologia armonizzata per l’attività di monitoraggio dovrebbe comprendere un sistema per verificare, su base uniforme in tutti gli Stati membri, il grado di conformità dei siti web interessati ai requisiti di accessibilità del web, la raccolta di campioni rappresentativi e la periodicità dei controlli. Gli Stati membri dovrebbero presentare ogni anno due anni una relazione sugli esiti dell’attività di monitoraggio e più in generale sull’elenco delle misure intraprese in applicazione della presente direttiva. [Em. 23]

(24 bis)  È opportuno che la prima metodologia utilizzata per effettuare un monitoraggio continuo della conformità dei siti web interessati alle prescrizioni in materia di accessibilità del web sia adottata mediante atti di esecuzione entro un anno dall'entrata in vigore della presente direttiva. [Em. 24]

(25)  In un contesto armonizzato, il settore degli sviluppatori dello sviluppo di siti web dovrebbe incontrare meno ostacoli all’esercizio della propria attività nel mercato interno, mentre i costi per le amministrazioni e altri soggetti che acquistano prodotti e servizi per l’accessibilità del web dovrebbero ridursi, contribuendo in tal modo alla crescita economica e all'occupazione . [Em. 25]

(26)  Per assicurare l’accessibilità dei siti web interessati conformemente alle prescrizioni in materia di accessibilità del web stabilite dalla presente direttiva e garantire che tali prescrizioni risultino chiare e comprensibili per le parti interessate nella sua attuazione, ivi compresi gli sviluppatori esterni di siti web e il personale interno degli enti pubblici e degli altri enti che svolgono funzioni pubbliche , dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea riguardo alla precisare ulteriormente definizione di ulteriori dettagli , all’occorrenza, relativi a tali prescrizioni senza modificarle e riguardo alla determinazione la norma europea delle norme europee , o parti di essa esse , che, in assenza di norme armonizzate, consentano di conferire una presunzione di conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità dei siti web interessati che rispettano tale norma tali norme o parti di essa esse e per modificare l'allegato I bis al fine di tenere conto del progresso tecnologico. È particolarmente importante che la Commissione svolga consultazioni adeguate nel corso dei lavori preparatori, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell’elaborazione degli atti delegati, la Commissione dovrebbe garantire la trasmissione simultanea, tempestiva e appropriata dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio. [Em. 26]

(27)  Al fine di assicurare condizioni uniformi di applicazione delle disposizioni pertinenti della presente direttiva, è opportuno conferire competenze di esecuzione alla Commissione. Per la definizione della metodologia che gli Stati membri dovranno utilizzare per verificare la conformità dei siti web interessati a tali requisiti, è opportuno utilizzare la procedura di esame. Per la determinazione delle modalità con cui gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione gli esiti di tale monitoraggio, è opportuno utilizzare la procedura di consultazione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(13) .

(28)  Poiché l’obiettivo della presente direttiva, segnatamente la realizzazione di un mercato armonizzato per l’accessibilità dei siti web degli enti pubblici e di quelli gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche , non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri in quanto richiede l’armonizzazione di norme diverse attualmente esistenti nei sistemi giuridici nazionali, e ma può dunque al contrario , a motivo della portata e degli effetti dell'azione in questione, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest’ultima può adottare misure in ottemperanza al principio di sussidiarietà sancito all’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. L'adozione di un approccio armonizzato all'accessibilità dei siti web in tutta l'Unione comporterebbe una riduzione dei costi per le imprese che sviluppano siti web e, di conseguenza, per gli enti pubblici che ricorrono ai loro servizi. In futuro, l'accesso alle informazioni e ai servizi forniti mediante siti web sarà sempre più importante per l'esercizio dei diritti fondamentali da parte dei cittadini, tra cui l'accesso all'occupazione , [Em. 27]

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1.  La presente direttiva mira al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri riguardanti l’accessibilità del contenuto dei siti web degli enti pubblici e di quelli gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche a tutti gli utenti e in particolare alle persone con limitazioni funzionali, compresi i disabili e agli anziani . [Em. 28]

1 bis.  Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite, le persone disabili comprendono le persone che presentano menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali durature le quali, interagendo con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione alla società in condizioni di parità con gli altri. [Em. 29]

2.  La presente direttiva stabilisce le norme a cui gli Stati membri si conformano per rendere accessibile accessibili la funzionalità e il contenuto dei:

a)   siti web appartenenti ad enti pubblici, i cui tipi sono precisati; nonché

b)   siti web gestiti dagli altri enti che svolgono funzioni pubbliche del tipo precisato nell’allegato I bis .

Gli Stati membri possono estendere l'applicazione della presente direttiva oltre le funzioni pubbliche del tipo precisato nell'allegato I bis. [Em. 30]

3.  Gli Stati membri possono sono incoraggiati a estendere l’applicazione della presente direttiva a tipi di siti web degli enti pubblici diversi da quelli indicati nel paragrafo 2. [Em. 31]

3 bis.  Gli Stati membri possono decidere di non applicare la presente direttiva alle microimprese quali definite nella raccomandazione della Commissione 2003/361/CE (14) , se svolgono funzioni pubbliche del tipo precisato nell'allegato I bis della presente direttiva. [Em. 32]

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva, si intende per:

(-1 bis) "ente pubblico", lo Stato, le autorità regionali o locali, gli organismi di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio (15) e le associazioni formate da una o più di tali autorità oppure da uno o più di tali organismi di diritto pubblico; [Em. 33]

(-1 ter) "siti web appartenenti a enti pubblici", siti web sviluppati, acquistati, mantenuti o cofinanziati da enti pubblici oppure cofinanziati con fondi dell'Unione; [Em. 34]

(-1 quater) "siti web gestiti dagli enti che svolgono funzioni pubbliche", i siti web gestiti da enti che svolgono funzioni pubbliche del tipo precisato nell'allegato I bis; [Em. 35]

(1)  “siti web interessati”, tutte le versioni dei siti web di cui all’articolo 1, paragrafo 2, della presente direttiva comprese quelle destinate ai dispositivi mobili o progettate per essere accessibili con qualsiasi altro mezzo. Se un'applicazione progettata dai proprietari di un sito web offre servizi connessi al sito, la presente definizione si applica anche all'applicazione ; [Em. 36]

(2)  “contenuto dei siti web”, informazioni e componenti dell'interfaccia utente che devono essere veicolate all’utente per mezzo di un programma utente, incluso il codice o il markup che definiscono la struttura, gli aspetti presentazionali e quelli interattivi del contenuto. Per contenuto dei siti web s'intendono le informazioni testuali e non testuali, la possibilità di scaricare documenti e moduli nonché le forme di interazione a due vie, ad esempio il trattamento di moduli digitali e il completamento dei processi di autenticazione, identificazione e pagamento. Sono altresì incluse le funzioni offerte tramite siti web esterni al sito web interessato, ad esempio mediante l'uso di link, a condizione che il sito web esterno costituisca l'unico mezzo tramite il quale le informazioni o il servizio sono forniti all'utente. Il contenuto di un sito web comprende anche il contenuto generato dall'utente e, se tecnicamente possibile, il contenuto dei media sociali, se incorporati nel sito web in questione. Rientrano nella definizione non soltanto le parti del sito web interessato che offrono un servizio specifico, ma l'intero sito web ad esso collegato ; [Em. 37]

(2 bis)  . "strumento di authoring", qualsiasi applicazione web o non web che può essere utilizzata dagli autori (individualmente o in collaborazione con altri) per creare o modificare il contenuto web ai fini di un suo utilizzo da parte degli altri autori o degli utenti finali ; [Em. 38]

(3)  “programma utente” (user agent), qualsiasi programma che recuperi e presenti contenuti web agli utenti; in questa definizione sono compresi i browser web, i lettori multimediali, i componenti aggiuntivi (plug in) e altri programmi che permettono di trovare, presentare e interagire con i contenuti web, indipendentemente dal tipo di dispositivo utilizzato per tale interazione, compresi i dispositivi mobili ; [Em. 39]

(3 bis)  "accessibilità del web", i principi e le tecniche cui attenersi nella costruzione dei siti web interessati per rendere il contenuto di tali siti accessibile a tutti gli utenti, in particolare alle persone disabili e gli anziani. Per accessibilità del web s'intendono in particolare i principi e le tecniche che migliorano la percezione, la navigazione, l'utilizzo, l'interazione, la leggibilità e la comprensione da parte degli utenti, compreso l'uso della tecnologia assistiva o della comunicazione migliorativa e alternativa; [Em. 40]

(3 ter)  "tecnologia assistiva", qualsiasi hardware o software che funga da programma utente o si affianchi a un programma utente principale per fornire una funzionalità volta a soddisfare le esigenze degli utenti disabili che vada oltre la funzionalità offerta dai programmi utenti principali. Sono comprese le presentazioni alternative, metodi alternativi di input, meccanismi aggiuntivi di navigazione od orientamento e trasformazioni del contenuto; [Em. 41]

(3 quater)  "progettazione universale", la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzati da tutte le persone, nella maggiore misura possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate, conformemente alla definizione della Convenzione delle Nazioni Unite. Non sono esclusi i dispositivi di assistenza per particolari gruppi di persone con disabilità, ove necessario; [Em. 42]

(4)  “norma”, una norma ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1025/2012;

(5)  “norma internazionale”, una norma internazionale ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1025/2012;

(6)  “norma europea”, una norma europea ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 1025/2012;

(7)  “norma armonizzata”, una norma armonizzata ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1025/2012.

(8)  “ente pubblico”, lo Stato, le autorità regionali o locali, gli organismi di diritto pubblico ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 9, della direttiva 2004/18/CE e le associazioni formate da una o più di tali autorità oppure da uno o più di tali organismi di diritto pubblico. [Em. 43]

Articolo 3

Prescrizioni in materia di accessibilità del web

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i siti web interessati siano resi accessibili:

a)  in maniera coerente e adeguata per la percezione, la navigazione, l’utilizzo, l'interazione, la leggibilità e la comprensione in autonomia da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l’adattabilità della presentazione del contenuto e dell’interazione con lo stesso , ove necessario, fornendo un’alternativa elettronica accessibile; [Em. 44]

b)  con modalità che favoriscano garantiscano l’interoperabilità con diversi un ampio ventaglio di programmi utente e di tecnologie assistive a livello unionale e internazionale. ; [Em. 45]

b bis)  mediante un approccio di progettazione universale. [Em. 46]

2.  Gli Stati membri applicano le disposizioni del paragrafo 1 al più tardi entro il 31 dicembre 2015. [Em. 47]

3.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 8, riguardo alla precisare ulteriormente definizione di ulteriori dettagli , ove opportuno, relativi alle prescrizioni in materia di accessibilità del web di cui al paragrafo 1, senza modificarle . [Em. 48]

Articolo 4

Presunzione di conformità alle norme armonizzate

I siti web interessati che rispettano le norme armonizzate, o parti di esse, i cui riferimenti sono stati stabiliti e pubblicati dalla Commissione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea in conformità del regolamento (UE) n. 1025/2012 si presumono conformi alle prescrizioni in materia di accessibilità del web contemplate da tali norme o da loro parti, definite all’articolo 3, paragrafo 1.

Articolo 5

Presunzione di conformità alle norme europee o internazionali

1.  Finché i riferimenti alle norme armonizzate di cui all’articolo 4 non sono stati pubblicati, i siti web interessati che rispettano le norme europee, o parti di esse, stabilite in conformità del paragrafo 2 del presente articolo si presumono conformi alle prescrizioni in materia di accessibilità del web contemplate da tali norme o da loro parti, definite all’articolo 3, paragrafo 1.

2.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell’articolo 8 per stabilire le norme europee, o parti di esse, di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

3.  Finché i riferimenti alle norme europee di cui al paragrafo 1 del presente articolo non sono stati stabiliti, i siti web interessati che rispettano le parti della la norma tecnica ISO/IEC 40500:2012 riguardanti internazionale WCAG 2.0 riguardante i criteri di successo e i requisiti di conformità al livello AA si presumono conformi alle prescrizioni in materia di accessibilità del web previste all’articolo 3, paragrafo 1 . [Em. 49]

Articolo 6

Misure aggiuntive

1.  Gli Stati membri promuovono garantiscono l’inserimento, nei siti web interessati, di una dichiarazione chiara e concisa sull’accessibilità degli stessi, in particolare sulla conformità alla presente direttiva, comprese informazioni sul grado di conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web relative al contenuto video in diretta, e di eventuali ulteriori informazioni sull’accessibilità a sostegno degli utenti per aiutare gli utenti nella valutazione del grado di accessibilità dei siti web interessati . Tali informazioni sono fornite in formato accessibile .

1bis.  La Commissione istituisce un modello di dichiarazione sull'accessibilità mediante atti di esecuzione. Tali atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 9, paragrafo 2. [Em. 50]

2.  Gli Stati membri adottano misure intese ad agevolare l’applicazione delle prescrizioni in materia di accessibilità del web definite all di cui all ’articolo 3, paragrafo 1, a tutti i siti web degli enti pubblici, oltre ai siti web a quelli interessati, e segnatamente ai siti web degli enti pubblici cui si applicano disposizioni nazionali in vigore o pertinenti misure in materia di accessibilità del web. [Em. 51]

2 bis.  Gli Stati membri promuovono e sostengono i programmi di formazione sull'accessibilità del web rivolti alle pertinenti parti interessate, compreso il personale degli enti pubblici e degli enti che svolgono funzioni pubbliche, che permettono di creare, gestire e aggiornare pagine web e il relativo contenuto. [Em. 52]

2 ter.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie ai fini della sensibilizzazione sulle prescrizioni in materia di accessibilità del web di cui all'articolo 3, paragrafo 1, sui loro vantaggi per gli utenti e i proprietari di siti web e sulla possibilità di presentare una denuncia in caso di non conformità alle prescrizioni di cui alla presente direttiva, come disposto all'articolo 7 bis. [Em. 53]

2 quater.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a promuovere l'utilizzo degli strumenti di authoring che favoriscono il conseguimento degli obiettivi della presente direttiva. [Em. 54]

3.  Gli Stati membri sostengono meccanismi appropriati di consultazione delle parti interessate e delle organizzazioni che rappresentano gli interessi delle persone con disabilità e degli anziani riguardo all’accessibilità del web e rendono pubblici gli eventuali sviluppi della politica in materia di accessibilità del web, nonché le esperienze e le conclusioni tratte dalla realizzazione della messa in conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web. [Em. 55]

4.  Gli Stati membri, agevolati dalla Commissione, cooperano a livello nazionale e unionale con le pertinenti parti sociali e con le parti interessate dell’industria e della società civile per rivedere, ai fini della presentazione della relazione annuale di cui all’articolo 7 ter , paragrafo 4, gli sviluppi di mercato e tecnologici e i progressi nel campo dell’accessibilità del web, nonché per scambiarsi le migliori pratiche. [Em. 56]

4 bis.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le pertinenti parti sociali partecipino allo sviluppo e all'applicazione dei programmi di formazione e dei regimi di sensibilizzazione, di cui rispettivamente ai paragrafi 2 bis e 2 ter. [Em. 57]

Articolo 7

Monitoraggio e relazioni [Em. 58]

1.  Gli Stati membri esercitano un monitoraggio continuo sulla conformità dei siti web interessati alle prescrizioni in materia di accessibilità del web, utilizzando la metodologia di cui al paragrafo 4.

1 bis.  La Commissione istituisce un gruppo di esperti che, su suo invito, si riunisce almeno una volta ogni due anni per discutere i risultati del monitoraggio, scambiare le migliori prassi sull'attuazione della presente direttiva e valutare la necessità di specifiche aggiuntive alle prescrizioni in materia di accessibilità del web di cui all'articolo 3, paragrafo 1. Il gruppo di esperti è composto da esperti governativi e del settore privato e le pertinenti parti interessate, tra cui gli anziani, le persone disabili e le loro organizzazioni rappresentative. [Em. 59]

2.  Gli Stati membri presentano ogni anno una relazione sugli esiti del monitoraggio esercitato ai sensi del paragrafo 4, includendo i dati di misura nonché, se del caso, l’elenco dei siti web di cui all’articolo 1, paragrafo 3. [Em. 60]

3.  Nella relazione sono trattate anche le azioni eseguite a norma dell’articolo 6. [Em. 61]

4.  La Commissione stabilisce, per mezzo di atti di esecuzione, la metodologia per il monitoraggio sulla conformità dei siti web interessati alle prescrizioni dell’articolo 3, paragrafo 1, in materia di accessibilità del web. La metodologia è trasparente, trasferibile, confrontabile e riproducibile ed è elaborata in stretta consultazione con le pertinenti parti interessate dell'industria e della società civile, comprese in particolare le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 9, paragrafo 3. La prima metodologia è adottata entro … (16) . La metodologia è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea . [Em. 62]

5.  Nella metodologia di cui al paragrafo 4 rientrano:

a)  la periodicità dei controlli e del campionamento dei siti web interessati soggetti a sorveglianza;

b)  a livello di singoli siti web, la descrizione del modo in cui deve essere dimostrata la conformità alle prescrizioni dell’articolo 3, paragrafo 1, in materia di accessibilità del web, facendo direttamente riferimento, ogniqualvolta siano disponibili, alle descrizioni pertinenti contenute nella norma armonizzata o, in assenza di questa, nelle norme europee o internazionali di cui rispettivamente agli articoli 4 e 5; e

b bis)  la metodologia di ricerca che unisce analisi di esperti ed esperienze degli utenti, inclusi gli utenti con disabilità. [Em. 63]

6.  Le disposizioni riguardanti la presentazione delle relazioni degli Stati membri alla Commissione sono stabilite dalla Commissione per mezzo di atti di esecuzione. Tali atti sono adottati secondo la procedura di consultazione di cui all’articolo 9, paragrafo 2. [Em. 64]

Articolo 7 bis

Organismo di controllo

1.  Gli Stati membri designano un'autorità competente (organismo di controllo) responsabile del controllo della conformità dei siti web interessati alle prescrizioni in materia di accessibilità del web di cui all'articolo 3, paragrafo 1. Gli Stati membri garantiscono che, nella misura del possibile, l'organismo di controllo cooperi strettamente con le pertinenti parti interessate, inclusi gli anziani, le persone disabili e le rispettive organizzazioni rappresentative.

2.  Gli Stati membri garantiscono che l'organismo di controllo disponga delle risorse umane e finanziarie necessarie all'assolvimento dei seguenti compiti:

a)  monitorare la conformità dei siti web interessati alle prescrizioni in materia di accessibilità del web, come disposto all'articolo 7;

b)  istituire un meccanismo di denuncia che consenta a qualsiasi persona fisica o giuridica di segnalare la non conformità alle prescrizioni in materia di accessibilità del web dei siti web interessati; nonché

c)  esaminare le denunce presentate.

3.  Gli Stati membri possono conferire all'organismo di controllo la responsabilità di attuare le misure supplementari di cui all'articolo 6.

4.  Gli Stati membri informano la Commissione in merito all'organismo di controllo designato entro … (17) . [Em. 65]

Articolo 7 ter

Relazioni

1.  Ogni due anni gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sui risultati del monitoraggio effettuato in conformità dell'articolo 7, anche per quanto riguarda i dati di misura nonché, se del caso, l'elenco dei siti web di cui all'articolo 1, paragrafo 3.

2.  La relazione riguarda anche le misure adottate in conformità dell'articolo 6, comprese le conclusioni generali eventualmente tratte dai pertinenti organismi di controllo sulla base del monitoraggio.

3.  Tale relazione è pubblicata in formati facilmente accessibili.

4.  Le disposizioni riguardanti la presentazione delle relazioni degli Stati membri alla Commissione sono stabilite mediante atti di esecuzione. Tali atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 9, paragrafo 2. [Em. 66]

Articolo 7 quater

Modifica dell'allegato I bis

Al fine di tenere conto dei progressi tecnologici, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 8 riguardo alla modifica dell'allegato I bis. [Em. 67]

Articolo 7 quinquies

Sanzioni

Gli Stati membri determinano il sistema di sanzioni applicabile in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie a garantire l'applicazione delle sanzioni. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive.

Gli Stati membri notificano tale sistema alla Commissione entro … (18) e provvedono a comunicarle senza ritardi ogni successiva modifica ad esse relativa. [Em. 74]

Articolo 8

Esercizio della delega

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 3, paragrafo 3, all'articolo 5, paragrafo 2, e all'articolo 7 quater è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da …(19) .

3.  La delega di potere di cui all'articolo 3, paragrafo 3, all'articolo 5, paragrafo 2, e all'articolo 7 quater può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

5.  L’atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, all'articolo 5, paragrafo 2, e all'articolo 7 quater entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 9

Comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato. Tale comitato è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.

3.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.

Articolo 10

Recepimento

1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2014. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali misure. Quando gli Stati membri adottano tali misure, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all’atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono determinate dagli Stati membri.

1 bis.  Gli Stati membri applicano le misure di cui all'articolo 3, paragrafo 1, per tutti i contenuti nuovi dei siti web interessati entro … (20) e per tutti i contenuti esistenti dei siti web interessati entro … (21) * . [Em. 75]

1 ter.  Per le prescrizioni in materia di accessibilità del web relative ai contenuti audio in diretta, i termini per l'applicazione di cui al paragrafo 1 bis sono prorogati di due anni. [Em. 70]

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 11

Riesame

Entro tre anni dall’entrata in vigore della presente direttiva (22) , la Commissione effettua un riesame dell’applicazione della stessa presente direttiva, in particolare dell'allegato I bis, sulla base delle relazioni degli Stati membri di cui all'articolo 7 ter, e mette a disposizione del pubblico i risultati di tale riesame . [Em. 71]

Articolo 12

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .

Articolo 13

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva conformemente ai trattati.

Fatto a …, il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO

Tipi di siti web degli enti pubblici

(a cui si fa riferimento nell’articolo 1, paragrafo 2)

(1)  Imposte sul reddito: dichiarazione, notifica di accertamento

(2)  Servizi di ricerca lavoro da parte degli uffici di collocamento

(3)  Contributi di sicurezza sociale: indennità di disoccupazione, assegni familiari, spese mediche (rimborso o pagamento diretto), borse di studio

(4)  Documenti personali: passaporto o patente di guida

(5)  Immatricolazione di autoveicoli

(6)  Domanda di licenza edilizia

(7)  Dichiarazioni alla polizia, per esempio in caso di furto

(8)  Servizi delle biblioteche pubbliche, per esempio cataloghi e strumenti di ricerca

(9)  Domanda e rilascio di certificati di nascita o di matrimonio

(10)  Iscrizione a istituti di insegnamento di livello superiore o università

(11)  Avviso di trasferimento di residenza

(12)  Servizi sanitari: indicazioni interattive sulla disponibilità di servizi, servizi online per pazienti, prenotazioni. [Em. 72]

Allegato I bis

Tipi di funzioni pubbliche di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b)

(1)  Servizi di rete: servizi di fornitura di gas, riscaldamento, elettricità e acqua; servizi postali; reti e servizi di comunicazione elettronica;

(2)  Servizi connessi ai trasporti;

(3)  Servizi bancari e assicurativi di base (compresi almeno conto di pagamento di base, assicurazione sul contenuto della casa e sull'edificio, assicurazione sulla vita o medica);

(4)  Istruzione primaria, secondaria, superiore e per adulti;

(5)  Regimi legali e complementari di protezione sociale che coprono i principali rischi della vita (compresi almeno quelli connessi alla salute, all'invecchiamento, agli infortuni sul lavoro, alla disoccupazione, alla pensione e alla disabilità);

(6)  Servizi sanitari;

(7)  Servizi di assistenza all'infanzia;

(8)  Altri servizi essenziali prestati direttamente al pubblico per facilitare l'inclusione sociale e tutelare i diritti fondamentali;

(9)  Attività culturali e informazioni turistiche. [Em. 73]

(1)GU C 271 del 19.9.2013, pag. 116.
(2) Posizione del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014.
(3)COM(2010) 743 definitivo – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(4)COM(2010) 245 definitivo/2.
(5)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104.
(6)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 33.
(7)COM(2010) 636 definitivo. Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(8)Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
(9) Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l'integrazione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell'8.5.2013, pag. 9).
(10)http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/egovernment-indicators-benchmarking-eeurope
(11) Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
(12)http://www.mandate376.eu/
(13)Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(14)Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 136).
(15)Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
(16) Un anno dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.
(17) Data di trasposizione della presente direttiva.
(18) Sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva.
(19) Data di entrata in vigore della presente direttiva.
(20) Un anno dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.
(21)* Tre anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.
(22) Due anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.

Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2017Avviso legale