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Procedura : 2017/2620(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0534/2017

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B8-0534/2017

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PV 03/10/2017 - 13

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PV 04/10/2017 - 9.13
CRE 04/10/2017 - 9.13

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P8_TA(2017)0380

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Mercoledì 4 ottobre 2017 - Strasburgo Edizione provvisoria
Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2017 (COP23) a Bonn (Germania)
P8_TA-PROV(2017)0380B8-0534/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2017 a Bonn (Germania) (COP 23) (2017/2620(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e il relativo protocollo di Kyoto,

–  visti l'accordo di Parigi e la decisione 1/CP.21 nonché la 21a conferenza delle parti (COP 21) dell'UNFCCC e l'11a conferenza delle parti che funge da riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP 11), tenutesi a Parigi (Francia) dal 30 novembre all'11 dicembre 2015,

–  viste la 18a conferenza delle parti (COP 18) dell'UNFCCC e l'8a conferenza delle parti che funge da riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP 8), tenutesi a Doha (Qatar) dal 26 novembre all'8 dicembre 2012, come pure l'adozione di un emendamento al protocollo di Kyoto che istituisce un secondo periodo di impegno – dal 1º gennaio 2013 al 31 dicembre 2020 – nell'ambito del protocollo stesso,

–  visti l'apertura alla firma, il 22 aprile 2016, dell'accordo di Parigi presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, che si è conclusa il 21 aprile 2017, la firma del suddetto accordo da parte di 195 paesi e il deposito da parte di 160 paesi di strumenti per la sua ratifica,

–  viste la 22a conferenza delle parti (COP 22) dell'UNFCCC e la prima conferenza delle parti che funge da riunione delle parti dell'accordo di Parigi (CMA 1), tenutesi a Marrakech (Marocco) dal 15 novembre al 18 novembre 2016,

–  vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2016 sull'attuazione dell'accordo di Parigi e la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Marrakech (Marocco) del 2016 (COP 22)(1) ,

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 luglio 2016 dal titolo "Accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio" (COM(2016)0500),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 febbraio 2016, del 30 settembre 2016 e del 23 giugno 2017,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 giugno 2017,

–  visti i contributi previsti stabiliti a livello nazionale (INDC) dell'UE e dei suoi Stati membri, presentati il 6 marzo 2015 all'UNFCCC dalla Lettonia e dalla Commissione a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri,

–  viste la quinta relazione di valutazione del gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) e la relativa relazione di sintesi,

–  viste la relazione di sintesi del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), del novembre 2016, intitolata "The Emissions Gap Report 2016" (Relazione 2016 sul divario delle emissioni), e la sua relazione intitolata "Adaptation Gap Report 2016" (Relazione 2016 sul divario in termini di adattamento),

–  vista la dichiarazione adottata dai capi di Stato e di governo in occasione del vertice del G7, tenutosi al castello di Elmau (Germania) il 7 e l'8 giugno 2015, intitolata "Guardare avanti, agire insieme", nella quale è stata ribadita l'intenzione di rispettare l'impegno di ridurre le emissioni di gas a effetto serra tra il 40 % e il 70 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 2010, con la necessità di garantire che la riduzione vada più nella direzione del 70 % che del 40 %,

–  visto il comunicato emesso dai leader del G7 nel 2017 e, in particolare, il comunicato di Bologna dei ministri dell'Ambiente del G7,

–  vista la decisione annunciata dal Presidente degli Stati Uniti di recedere dall'accordo di Parigi,

–  vista l'enciclica di Papa Francesco Laudato Si' ,

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2017 a Bonn (Germania) (COP 23) (O-000068/2017 – B8-0329/2017 e O-000069/2017 – B8-0330/2017),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016 e che all'8 settembre 2017 160 delle 197 parti della convenzione avevano depositato presso le Nazioni Unite i loro strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione;

B.  considerando che la proposta di riforma del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) del luglio 2015 e il pacchetto sul clima del luglio 2016 (che comprende proposte in materia di condivisione degli sforzi, destinazione dei suoli, cambiamento della destinazione dei suoli e silvicoltura (LULUCF) e una strategia europea per una mobilità a basse emissioni) sono i principali strumenti per realizzare tali impegni e riaffermare la posizione dell'UE quale leader globale nella lotta contro i cambiamenti climatici;

C.  considerando che gli sforzi volti a mitigare il riscaldamento globale non dovrebbero essere considerati un ostacolo al perseguimento della crescita economica, ma dovrebbero, al contrario, essere visti come una leva per creare nuova crescita e nuova occupazione in chiave sostenibile;

D.  considerando che gli effetti più gravi dei cambiamenti climatici saranno avvertiti nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in quelli meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, i quali dispongono di risorse insufficienti per prepararsi e adattarsi ai cambiamenti in atto; che, stando al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), l'Africa è particolarmente vulnerabile alle sfide poste da questa situazione ed è esposta a stress idrico, eventi atmosferici estremamente violenti e insicurezza alimentare dovuta alla siccità e alla desertificazione;

E.  considerando che i cambiamenti climatici possono aumentare la competizione per risorse quali cibo, acqua e terre da pascolo nonché inasprire le difficoltà economiche e l'instabilità politica, e potrebbero divenire, in un futuro non troppo lontano, la causa principale degli spostamenti di popolazioni sia all'interno che all'esterno dei confini nazionali; che la questione della migrazione climatica dovrebbe pertanto essere posta al centro dell'agenda internazionale;

F.  considerando che il 6 marzo 2015 l'UE ha presentato all'UNFCCC l'INDC dell'UE e dei suoi Stati membri, impegnandosi così a conseguire un obiettivo vincolante di riduzione interna delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990;

G.  considerando che una politica ambiziosa in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici può creare crescita e occupazione; che, tuttavia, alcuni settori specifici ad alta intensità di carbonio e di scambi possono risentire della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio se gli altri mercati non condividono un'ambizione analoga; che, pertanto, è necessaria una protezione adeguata contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per proteggere l'occupazione in tali settori specifici;

1.  ricorda che i cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più importanti per l'umanità e che tutti i paesi e gli attori a livello mondiale devono fare del loro meglio per arginare i problemi associati; sottolinea che l'accordo di Parigi costituisce un importante passo avanti in questa direzione ma che resta ancora molto da fare;

Base scientifica per l'azione per il clima

2.  rammenta che, stando alle prove scientifiche presentate nella quinta relazione di valutazione dell'IPCC del 2014, il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, i cambiamenti climatici sono una realtà attuale e le attività umane costituiscono la causa predominante del riscaldamento osservato sin dalla metà del XX secolo; esprime preoccupazione per gli effetti generalizzati e sostanziali dei cambiamenti climatici, che sono già chiaramente osservabili nei sistemi naturali e umani di tutti i continenti e negli oceani;

3.  prende atto dei bilanci globali del carbonio presentati dall'IPCC nella sua quinta relazione di valutazione e conclude che, mantenendo l'attuale ritmo di emissioni di gas a effetto serra a livello globale, si consumerà il bilancio del carbonio residuo previsto per limitare l'aumento medio della temperatura a livello mondiale entro 1,5 °C nei prossimi quattro anni; sottolinea che tutti i paesi dovrebbero accelerare la transizione verso emissioni di gas a effetto serra pari a zero e verso la resilienza climatica, conformemente all'accordo di Parigi, al fine di evitare le conseguenze più gravi del riscaldamento globale;

4.  ribadisce l'importanza di basare l'azione globale per il clima sui migliori dati scientifici disponibili e valuta positivamente il dialogo di facilitazione del 2018, che precede il termine del 2020 fissato dall'UNFCCC per ripresentare gli NDC per il 2030, e il primo bilancio globale del 2023 quali prime opportunità per attuare concretamente tale principio;

5.  incoraggia il dialogo tra gli esperti dell'IPCC e le parti in sede di preparazione e pubblicazione dei risultati del sesto ciclo di valutazione; accoglie con favore, a tal fine, la decisione di pubblicare una relazione speciale dell'IPCC nel 2018 concernente gli effetti di un riscaldamento globale di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali e i relativi percorsi di emissione di gas a effetto serra su scala mondiale;

Ratifica dell'accordo di Parigi e attuazione degli impegni

6.  si compiace del ritmo senza precedenti delle ratifiche e della rapida entrata in vigore dell'accordo di Parigi, così come della determinazione globale a garantirne una piena e rapida attuazione, come affermato nella proclamazione di azione di Marrakech; invita tutte le parti a ratificare al più presto l'accordo;

7.  esprime soddisfazione per il fatto che tutte le parti della COP 22 di Marrakech si sono impegnate a continuare ad agire conformemente agli impegni di Parigi, indipendentemente dall'evoluzione delle circostanze politiche;

8.  sottolinea la propria delusione per l'intenzione annunciata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi; deplora tale decisione in quanto rappresenta un passo indietro; osserva che il recesso formale può avere effetto solo dopo le prossime elezioni presidenziali americane del 2020; si compiace delle ferme risposte dei governi di tutto il mondo e del loro continuo e rafforzato sostegno alla piena attuazione dell'accordo di Parigi; osserva con soddisfazione l'impegno assunto da alcuni Stati, città e imprese statunitensi di continuare a sostenere gli impegni assunti dagli Stati Uniti nel quadro dell'accordo di Parigi;

9.  esprime soddisfazione per il fatto che, dopo l'annuncio del Presidente Trump, tutte le parti principali hanno confermato il loro impegno nei confronti dell'accordo di Parigi;

10.  sottolinea che l'Europa deve ora assumere un ruolo di guida nella difesa dell'accordo di Parigi in modo da assicurare il futuro sia del nostro ambiente che delle nostre industrie; si compiace del fatto che l'UE rafforzerà i partenariati esistenti e cercherà nuove alleanze;

11.  osserva i rapidi progressi compiuti finora nel tradurre l'impegno internazionale dell'UE in una legislazione dell'UE volta a istituire un solido quadro politico in materia di clima ed energia per il 2030, e sottolinea la sua intenzione di concludere questo processo legislativo entro la fine del 2017;

12.  insiste sul fatto che, soprattutto dopo l'annuncio del Presidente Trump, è importante adottare disposizioni adeguate contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e garantire che le aziende più virtuose ad alta intensità di carbonio e di scambi ottengano le quote necessarie a titolo gratuito; invita la Commissione a esaminare l'efficacia e la legalità di misure supplementari per tutelare le industrie a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, quali ad esempio l'adeguamento dell'imposta sulle importazioni di carbonio e la tassa sul consumo, soprattutto in relazione ai prodotti provenienti da paesi che non rispettano gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi;

13.  sottolinea che gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi al fine di contenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi volti a mantenerlo a 1,5 °C, nonché di raggiungere un equilibrio tra le emissioni di origine antropogenica dalle varie fonti e gli assorbimenti tramite pozzi dei gas a effetto serra ("zero emissioni nette"), su una base equa, entro la seconda metà del secolo costituiscono un importante passo avanti nello sforzo collettivo globale per la transizione verso un'economia globale resiliente ai cambiamenti climatici e a impatto climatico zero;

14.  rammenta che contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C non garantisce che si eviteranno importanti conseguenze negative per il clima; riconosce che gli impegni attuali non sono tuttora sufficienti per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi; sottolinea pertanto che le emissioni globali di gas a effetto serra dovrebbero raggiungere quanto prima il loro apice e che tutte le parti, specialmente i paesi del G20, dovrebbero intensificare i loro sforzi e aggiornare i loro NDC entro il 2020, dopo il dialogo di facilitazione del 2018; rammenta che le emissioni globali di carbonio devono essere gradualmente eliminate entro il 2050; ritiene che l'attuazione di politiche e misure volte a rispettare e, in definitiva, superare gli NDC dovrebbe essere una priorità nazionale per tutti i paesi, e che gli NDC dovrebbero essere rivalutati ogni cinque anni in linea con il meccanismo di ambizione delineato nell'accordo di Parigi; riconosce, tuttavia, che il rigore e il livello di ambizione delle strategie nazionali di riduzione delle emissioni non sono subordinati alla presentazione di un NDC aggiornato;

15.  invita tutte le parti a garantire che i loro NDC siano coerenti con gli obiettivi a lungo termine e conformi all'obiettivo relativo alla temperatura stabilito dall'accordo di Parigi; sottolinea che occorre tenere conto del lavoro svolto nel contesto della relazione speciale dell'IPCC sull'impatto di un aumento della temperatura di 1,5 ºC e i relativi percorsi, nonché delle conclusioni del dialogo di facilitazione del 2018; ricorda, a tale proposito, l'impegno del G7 di presentare, ben prima del termine concordato del 2020, strategie di sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra per la metà del secolo; si dichiara disposto a partecipare pienamente allo sviluppo della strategia dell'UE sulla base dell'analisi della Commissione annunciata nella comunicazione del 2 marzo 2016 intitolata "Dopo Parigi" (COM(2016)0110);

16.  sottolinea la particolare responsabilità di tutte le principali economie, che insieme generano i tre quarti delle emissioni mondiali, e ritiene che l'azione per il clima debba continuare a costituire un tema chiave del G7 e del G20, soprattutto in ambiti come l'attuazione degli NDC, le strategie di metà secolo, la riforma delle sovvenzioni ai combustibili fossili, la divulgazione dei dati sul carbonio, l'energia pulita e altri ancora; sottolinea la necessità di portare avanti l'impegno delle principali economie a livello ministeriale in consessi quali la riunione ministeriale sull'energia pulita;

17.  esorta l'UE a impegnarsi a ridurre ulteriormente le emissioni nei suoi NDC per il 2030 a seguito del dialogo di facilitazione del 2018;

18.  evidenzia l'importanza di dimostrare la conformità dell'UE all'accordo di Parigi, tra le altre cose attuando l'accordo mediante la legislazione dell'UE, inclusa la rapida adozione da parte dei colegislatori del regolamento dell'UE sull'azione per il clima e la revisione della direttiva sul sistema ETS nonché il rafforzamento degli obiettivi e degli strumenti programmatici dell'UE in modo tempestivo; ricorda che tutte le parti sono invitate a comunicare al Segretariato dell'UNFCCC entro il 2020 le strategie di sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra a lungo termine per la metà del secolo; esorta pertanto la Commissione, al fine di adempiere all'obbligo previsto dall'accordo, a far preparare alla COP  24 una strategia a "zero emissioni" per l'UE per la metà del secolo, che definisca un percorso efficiente in termini di costi per raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni nette approvato con l'accordo di Parigi allo scopo di mantenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2°C e proseguire gli sforzi per limitare tale aumento a 1,5°C; ritiene che tale processo dovrebbe essere avviato quanto prima, per permettere un dibattito esaustivo in cui il Parlamento dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale, in partenariato con i rappresentanti delle autorità nazionali, come anche degli enti regionali e locali nonché la società civile e il mondo delle imprese; rammenta tuttavia che agire soltanto a livello di UE non sarà soddisfacente e invita pertanto la Commissione e il Consiglio ad adoperarsi maggiormente per incoraggiare gli altri partner a fare altrettanto;

19.  accoglie con favore l'impegno contenuto nell'accordo di Parigi di azzerare le emissioni globali nette nel corso della seconda metà del secolo; riconosce che tale impegno implica che la maggior parte dei settori dell'Unione debba raggiungere tale obiettivo molto prima;

20.  ritiene opportuno proseguire i negoziati sugli elementi chiave dell'accordo di Parigi, compresi un quadro rafforzato per la trasparenza, dettagli del bilancio globale, orientamenti aggiuntivi sugli INDC, una comprensione della differenziazione, delle perdite e dei danni, finanziamenti per il clima e un sostegno in termini di capacità, una governance multilivello inclusiva nonché un meccanismo inteso ad agevolare l'attuazione e a promuovere la conformità; invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi, soprattutto per quanto concerne il contributo dell'UE alla mitigazione e all'adattamento e il sostegno nell'ambito dei finanziamenti, del trasferimento di tecnologia e del rafforzamento delle capacità;

21.  evidenzia che il tempismo è essenziale negli sforzi congiunti per contrastare i cambiamenti climatici e onorare l'accordo di Parigi; sottolinea che l'UE ha la capacità e la responsabilità di dare l'esempio e avviare immediatamente i lavori per allineare i propri obiettivi su clima ed energia all'obiettivo internazionale convenuto di contenere l'aumento della temperatura media mondiale al di sotto dei 2 °C, proseguendo nel contempo gli sforzi per limitare tale aumento a 1,5 °C;

22.  ricorda che, se si vuole conseguire l'obiettivo della temperatura media mondiale, è necessaria una rapida decarbonizzazione e il picco delle emissioni di gas a effetto serra nel mondo deve essere raggiunto il prima possibile; rammenta che le emissioni globali dovrebbero essere gradualmente eliminate entro il 2050 o subito dopo, per mantenere il pianeta su una traiettoria delle emissioni efficiente in termini di costi che sia compatibile con gli obiettivi relativi alla temperatura fissati dall'accordo di Parigi; richiama tutte le parti in grado di farlo a perseguire gli obiettivi e le strategie nazionali di decarbonizzazione, dando priorità all'eliminazione graduale delle emissioni provenienti dal carbone, che è la fonte energetica più inquinante, e invita l'UE a collaborare con i propri partner internazionali verso tale obiettivo, fornendo esempi di buone pratiche;

23.  si compiace dell'inclusività del processo dell'UNFCCC; ritiene che, al fine di garantire una partecipazione effettiva, si dovrebbe affrontare la questione degli interessi acquisiti o dei conflitti d'interesse; chiede, a tale proposito, che tutti i partecipanti al processo adottino orientamenti o procedure che rafforzino l'apertura, la trasparenza e l'inclusività senza compromettere le finalità e gli obiettivi dell'UNFCCC e dell'accordo di Parigi;

24.  esorta gli Stati membri a ratificare l'emendamento di Doha al protocollo di Kyoto;

COP 23 di Bonn

25.  si compiace dell'impegno assunto a Marrakech di completare il programma di lavoro al fine di elaborare modalità dettagliate di attuazione dell'accordo di Parigi entro il 2018; ritiene che la COP 23 costituisca una tappa fondamentale di questo lavoro tecnico;

26.  auspica un chiarimento della struttura del dialogo di facilitazione del 2018 durante la COP 23, che rappresenterà un'occasione importante per fare il punto dei progressi compiuti verso l'obiettivo dell'accordo relativo alla mitigazione e per indirizzare la preparazione e la revisione degli NDC delle parti per il 2030 entro il 2020 al fine di raggiungere gli obiettivi dell'accordo; ritiene che l'UE debba svolgere un ruolo proattivo in questo primo dialogo di facilitazione, onde fare il punto del livello di ambizione collettiva e dei progressi nell'adempimento degli impegni assunti; invita la Commissione e gli Stati membri a presentare, con largo anticipo rispetto al dialogo di facilitazione, ulteriori impegni di riduzione delle emissioni di gas serra che vadano al di là degli impegni attuali a norma dell'accordo di Parigi e che contribuiscano adeguatamente a colmare il divario nell'ambito della mitigazione, in linea con le capacità dell'UE;

27.  ricorda che l'aumento delle azioni di mitigazione nel periodo precedente al 2020 è un presupposto assoluto per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'accordo di Parigi e invita l'UE a garantire che l'azione a breve termine continui a figurare nell'agenda della COP 23;

Finanziamenti per il clima e altre misure di attuazione

28.  accoglie con favore la "tabella di marcia per i 100 miliardi di dollari statunitensi", che si prefigge l'obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari USA entro il 2020 da destinare all'azione per il clima nei paesi in via di sviluppo; sottolinea che l'obiettivo di mobilitazione è stato prorogato fino al 2025, come concordato in occasione della COP 21;

29.  accoglie con favore l'impegno delle parti dell'accordo di Parigi di rendere tutti i flussi finanziari coerenti con un percorso orientato verso uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici; ritiene pertanto che l'UE debba trattare urgentemente la questione dei flussi finanziari verso i combustibili fossili e delle infrastrutture ad alta intensità di carbonio;

30.  riconosce l'importanza di affrontare la questione del meccanismo delle perdite e dei danni introdotto nell'accordo di Parigi e sostiene fermamente che tale meccanismo debba essere discusso in occasione della COP 23 di Bonn;

31.  sottolinea l'importanza di mantenere i diritti umani al centro dell'azione per il clima e insiste nel chiedere che la Commissione e gli Stati membri garantiscano il riconoscimento, nei negoziati sulle misure di adattamento, della necessità di rispettare, proteggere e promuovere i diritti umani, comprese, fra l'altro, l'uguaglianza di genere, la partecipazione piena e paritaria delle donne e la promozione attiva di un'equa trasformazione della forza lavoro che crei posti di lavoro dignitosi e un'occupazione di qualità per tutti;

32.  si compiace del costante aumento dei finanziamenti dell'UE a favore del clima, ma sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi; sottolinea l'importanza di garantire che le altre parti sviluppate rispettino l'importo dei loro contributi per conseguire l'obiettivo di 100 miliardi di dollari USA; chiede impegni concreti da parte dell'UE e a livello internazionale per trovare altre fonti di finanziamento;

33.  chiede ai governi e agli istituti finanziari pubblici e privati, tra cui banche, fondi pensione e compagnie di assicurazione, di assumersi un impegno ambizioso per allineare le pratiche di prestito e di investimento all'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura ben al di sotto dei 2° C, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), dell'accordo di Parigi, e per abbandonare gli investimenti a favore dei combustibili fossili, in particolare eliminando gradualmente i crediti all'esportazione per tali investimenti; sollecita garanzie pubbliche specifiche che promuovano gli investimenti e le etichette verdi e che offrano vantaggi fiscali per i fondi d'investimento verdi nonché l'emissione di eco-obbligazioni;

34.  riconosce che le modifiche ai sistemi fiscali nazionali e internazionali, quali il trasferimento dell'onere fiscale dal lavoro al capitale, l'applicazione del principio "chi inquina paga", la cessazione degli investimenti nei combustibili fossili e la fissazione di un prezzo del carbonio adeguato, sono essenziali per creare un contesto economico favorevole alla promozione degli investimenti pubblici e privati che consentiranno di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro delle politiche industriali;

35.  incoraggia una maggiore cooperazione tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, tra l'altro nell'ambito del partenariato sugli NDC, in modo che i paesi dispongano di un accesso più efficace alle conoscenze tecniche e al sostegno finanziario necessari per attuare politiche volte a rispettare e a superare gli NDC;

36.  invita la Commissione a condurre una valutazione completa delle possibili conseguenze dell'accordo di Parigi sul bilancio dell'Unione e a sviluppare un meccanismo di finanziamento dell'UE dedicato e automatico che offra fondi aggiuntivi e adeguati, onde garantire che l'UE contribuisca equamente all'obiettivo internazionale di finanziamento per il clima di 100 miliardi di dollari USA;

37.  chiede impegni concreti per trovare fonti aggiuntive di finanziamento per il clima, fra cui l'introduzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie, l'accantonamento di parte delle quote di emissione del sistema ETS dell'UE nel periodo 2021-2030 e l'assegnazione dei proventi derivanti dalle misure UE e internazionali sulle emissioni dei trasporti aerei e marittimi al finanziamento internazionale per il clima e al Fondo verde per il clima;

Ruolo degli attori non statali

38.  mette in evidenza come una serie sempre più numerosa di attori non statali si stia adoperando per la decarbonizzazione e per una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici; sottolinea pertanto l'importanza di un dialogo strutturato e costruttivo fra governi, comunità imprenditoriale, città, regioni, organizzazioni internazionali, società civile e istituzioni accademiche e di garantire il loro coinvolgimento nella pianificazione e nell'attuazione di misure progressive per il clima, in modo da promuovere un'azione solida e globale volta a creare società resilienti e a basse emissioni di carbonio e compiere progressi verso il conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi;

39.  invita l'UE e gli Stati membri, insieme alle altre parti dell'UNFCCC, a promuovere un processo che coinvolga attivamente gli attori non statali nei negoziati per l'attuazione dell'accordo di Parigi, che ne sostenga gli sforzi volti a contribuire al conseguimento dell'NDC del loro paese malgrado le trasformazioni politiche nazionali e che permetta loro di esplorare nuove forme di partecipazione e di associazione nel quadro dell'UNFCCC;

40.  sottolinea l'importante ruolo svolto dalla piattaforma dei soggetti non statali per l'azione sul clima (Non-State Actors Zone for Climate Action – NAZCA) nel promuovere e monitorare le iniziative degli attori non statali, quali il Patto globale dei sindaci, le iniziative "Mission Innovation", "InsuResilience" ed "Energia sostenibile per tutti" e il partenariato sugli NDC;

41.  plaude agli sforzi compiuti dai "campioni del clima" nell'ambito del partenariato di Marrakech sull'azione per il clima;

42.  invita l'Unione e i suoi Stati membri a collaborare con tutti gli attori della società civile (istituzioni, settore privato, ONG e comunità locali) per sviluppare iniziative di riduzione in settori chiave (energia, tecnologie, città, trasporti) e iniziative di adattamento e resilienza per rispondere alle problematiche dell'adattamento, in particolare per quanto concerne l'accesso all'acqua, la sicurezza alimentare e la prevenzione dei rischi; invita tutti i governi e tutti gli attori della società civile a sostenere e rafforzare tale programma d'azione;

43.  ricorda alle Nazioni Unite e alle parti della UNFCCC che le azioni individuali sono importanti quanto le azioni dei governi e delle istituzioni; sollecita pertanto un maggiore impegno a organizzare campagne e azioni di sensibilizzazione e informazione dell'opinione pubblica in merito ai grandi e piccoli gesti che possono contribuire a contrastare i cambiamenti climatici nei paesi sviluppati e nei paesi in via di sviluppo;

Impegno globale di tutti i settori

44.  accoglie con favore lo sviluppo di sistemi di scambio di quote di emissione a livello mondiale, ivi compresi i 18 sistemi di scambio delle emissioni attualmente operativi in quattro continenti, che rappresentano il 40 % del PIL globale; incoraggia la Commissione a promuovere collegamenti tra l'ETS dell'Unione e gli altri sistemi di scambio di quote di emissione allo scopo di istituire meccanismi internazionali per il mercato del carbonio, così da accrescere il livello di ambizione in campo climatico e da contribuire, nel contempo, a ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio mediante la creazione di condizioni uniformi; invita la Commissione a istituire misure di protezione per garantire che il collegamento dell'ETS dell'Unione contribuisca in modo permanente alla mitigazione e non comprometta gli obiettivi interni dell'UE in materia di emissioni di gas a effetto serra;

45.  evidenzia che è necessario un maggiore livello di ambizione e di azione per mantenere incentivi sufficienti a ottenere le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra necessarie a conseguire gli obiettivi dell'UE su clima ed energia per il 2050; sottolinea che i progressi raggiunti nella riduzione delle emissioni di tali gas nei settori dei trasporti e dell'agricoltura, rispetto agli obiettivi per il 2020, sono insufficienti e che occorre incrementare gli sforzi se si vuole che tali settori conseguano i propri obiettivi per contribuire alla riduzione delle emissioni entro il 2030;

46.  sottolinea l'importanza di garantire l'integrità ambientale di qualsiasi approccio di mercato futuro, sia all'interno che al di fuori dell'accordo di Parigi, prendendo in considerazione rischi quali le scappatoie che consentono il doppio conteggio, i problemi relativi alla permanenza e all'addizionalità delle riduzioni delle emissioni, i potenziali effetti negativi per lo sviluppo sostenibile e gli incentivi perversi per ridurre il livello di ambizione degli NDC;

47.  sottolinea che gli obiettivi 20-20-20 per le emissioni di gas a effetto serra, le energie rinnovabili e il risparmio energetico hanno svolto un ruolo chiave nel dare impulso al conseguimento di risultati positivi e nel sostenere l'occupazione di oltre 4,2 milioni di persone in varie eco-industrie, con una crescita che non si è arrestata neppure durante la crisi economica;

48.  prende atto della decisione dell'Assemblea dell'ICAO del 2016 relativa all'istituzione di un sistema di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio del trasporto aereo internazionale (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation, CORSIA);

49.  esprime tuttavia la sua delusione per il fatto che l'ICAO non abbia concordato le riduzioni delle emissioni con l'introduzione di CORSIA, concentrandosi principalmente invece sulla compensazione; deplora che la qualità delle compensazioni non sia affatto garantita, che l'applicazione del sistema CORSIA sia giuridicamente vincolante soltanto a partire dal 2027 e che i principali membri dell'ICAO non abbiano ancora aderito alla fase volontaria, mentre altri principali produttori di emissioni non si sono ancora impegnati nei confronti di una crescita neutra sotto il profilo delle emissioni di carbonio, il che solleva numerosi dubbi riguardo ai reali effetti sul clima, dato che i risultati sono ben al di sotto delle aspettative che l'UE manteneva quando ha deciso di sospendere i termini per il sistema ETS dell'UE; chiede il rapido completamento di un solido insieme di norme per rendere operativo il sistema CORSIA, per attuarlo tempestivamente a livello nazionale e regionale e per farlo applicare correttamente da tutte le parti interessate; chiede inoltre il potenziamento di tutte le innovazioni tecnologiche connesse alle prestazioni dei motori e alla qualità dei combustibili;

50.  ricorda che, benché i voli intraeuropei continueranno a essere soggetti al sistema ETS dell'UE, un'eventuale modifica della legislazione vigente e della prevista messa in opera di CORSIA può essere presa in considerazione soltanto tenendo conto del livello di ambizione del sistema e delle misure di attuazione ancora da sviluppare;

51.  prende atto della tabella di marcia per lo sviluppo di una strategia globale dell'IMO per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi, adottata in occasione della 70a sessione del comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO); invita l'IMO a elaborare un meccanismo globale in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi, fissando un obiettivo ambizioso di riduzione delle emissioni ed elaborando un calendario concreto nel quadro della strategia iniziale dell'IMO in materia di gas a effetto serra, che sarà adottata nella primavera del 2018;

52.  accoglie con favore l'emendamento di Kigali relativo alla graduale eliminazione su scala mondiale degli idrofluorocarburi (HFC), che contribuiscono al riscaldamento climatico; ritiene che tale emendamento costituisca una misura concreta nell'attuazione dell'accordo di Parigi, che potrebbe evitare emissioni per oltre 70 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2050, vale a dire 11 volte le emissioni annuali degli USA, e incoraggia pertanto tutte le parti del protocollo di Montreal a compiere tutti i passi necessari per la sua rapida ratifica; ricorda che l'Unione europea ha adottato una legislazione ambiziosa volta a ridurre gradualmente del 79 % gli idrofluorocarburi entro il 2030, data l'ampia disponibilità di alternative ecocompatibili il cui potenziale dovrebbe essere pienamente sfruttato;

Resilienza ai cambiamenti climatici tramite l'adattamento

53.  osserva che le priorità della presidenza delle Figi per la COP 23 comprendono settori nei quali le misure di adattamento e di resilienza sono essenziali; ricorda che gli interventi di adattamento sono una necessità ineluttabile per tutti i paesi che intendano minimizzare gli effetti negativi e sfruttare pienamente le opportunità di crescita resiliente ai cambiamenti climatici e di sviluppo sostenibile;

54.  chiede di conseguenza che siano fissati obiettivi di lungo termine in materia di adattamento; ricorda che i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, hanno contribuito in minima parte ai cambiamenti climatici ma sono i più vulnerabili agli effetti avversi di tali cambiamenti e presentano la minore capacità di adattamento;

55.  sottolinea la necessità di una reale integrazione dell'adattamento ai cambiamenti climatici nelle strategie nazionali di sviluppo, compresa la pianificazione finanziaria, migliorando nel contempo i canali di coordinamento tra i diversi livelli di governo e le parti interessate; ritiene altresì importante la coerenza con le strategie e i piani di riduzione dei rischi di catastrofe;

56.  sottolinea l'importanza di valutare in particolare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle città e le loro peculiari sfide e opportunità in termini di adattamento e mitigazione; ritiene che il rafforzamento della capacità delle città e delle autorità locali di impegnarsi a favore della resilienza delle loro comunità sia essenziale per affrontare la dimensione locale degli effetti dei cambiamenti climatici;

57.  ritiene che le politiche in materia di clima possano beneficiare di un sostegno sufficientemente ampio se accompagnate da misure sociali, compreso un fondo di transizione equo per collegare le sfide attuali della lotta ai cambiamenti climatici con gli sforzi per combattere la disoccupazione e il lavoro precario;

58.  invita la Commissione a riesaminare la strategia UE di adattamento del 2013 per garantire una maggiore attenzione e un valore aggiunto per le opere di adattamento realizzate a livello di tutta l'UE, rafforzando i legami con l'accordo di Parigi e sostenendo l'ulteriore sviluppo di un'efficace condivisione di buone pratiche, esempi e informazioni in materia di adattamento; sottolinea la necessità di sviluppare sistemi e strumenti per tenere traccia dei progressi compiuti e dell'efficacia dei piani e delle misure di adattamento nazionali;

59.  ricorda che i terreni agricoli, le paludi e le foreste, che rappresentano oltre il 90 % della superficie dell'Unione, saranno duramente colpiti dai cambiamenti climatici; sottolinea che questo settore, noto come "uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura" (LULUCF), rappresenta allo stesso tempo un pozzo di assorbimento e una fonte di emissioni ed è essenziale per la mitigazione e per il rafforzamento della resilienza;

60.  ricorda che l'articolo 2 dell'accordo di Parigi del 4 novembre 2016 stabilisce, tra gli altri, l'obiettivo di rafforzare la capacità di adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, di promuovere uno sviluppo resiliente al clima e a basse emissioni di gas a effetto serra, con modalità che non minaccino la produzione alimentare, e invita la Commissione e gli Stati membri a rendere i flussi finanziari coerenti con tale obiettivo;

61.  richiama l'attenzione sulle gravi conseguenze negative e spesso irreversibili dell'inazione e ricorda che il cambiamento climatico interessa tutte le regioni del mondo, in modi diversi ma tutti estremamente pregiudizievoli, provocando flussi migratori e la perdita di vite umane nonché danni economici, ambientali e sociali; sottolinea che è essenziale prevedere a livello mondiale un sostegno politico e finanziario concertato a favore dell'innovazione nel settore delle energie pulite e rinnovabili per conseguire gli obiettivi climatici dell'Unione e promuovere la crescita;

62.  riconosce le molteplici difficoltà insite nel fornire una definizione universalmente accettabile di "rifugiato climatico", ma chiede di prendere seriamente in considerazione la natura e la portata del fenomeno dello sfollamento e della migrazione causati dalle catastrofi provocate dal riscaldamento globale; constata con preoccupazione che tra, il 2008 e i 2013, circa 166 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni a causa di calamità naturali, aumento del livello del mare, fenomeni atmosferici estremi, desertificazione, carenza idrica e diffusione di malattie tropicali e a trasmissione vettoriale; ricorda in particolare che gli sviluppi connessi al clima in alcune aree dell'Africa e del Medio Oriente potrebbero contribuire all'instabilità politica, a difficoltà economiche e a un inasprimento della crisi dei rifugiati nel Mediterraneo;

63.  osserva che la deforestazione e il degrado forestale sono responsabili del 20 % delle emissioni globali di gas serra ed evidenzia il ruolo delle foreste e della loro gestione sostenibile attiva nel mitigare i cambiamenti climatici e la necessità di rafforzare le capacità di adattamento e la resilienza delle foreste rispetto a tali cambiamenti; sottolinea che sono necessari sforzi di mitigazione concentrati sul settore delle foreste tropicali (REDD+); evidenzia che, senza questi sforzi di mitigazione, l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura al di sotto dei 2 °C potrebbe risultare impossibile da raggiungere; invita inoltre l'UE ad aumentare gradualmente i finanziamenti internazionali per ridurre la deforestazione nei paesi in via di sviluppo;

Sostegno ai paesi in via di sviluppo

64.  sottolinea l'importanza del ruolo svolto anche dai paesi in via di sviluppo ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi e la necessità di aiutare tali paesi a realizzare i loro piani climatici, sfruttando appieno le sinergie tra le azioni per il clima messe in campo, il programma d'azione di Addis Abeba e l'Agenda 2030, con i pertinenti obiettivi di sviluppo sostenibile;

65.  sottolinea la necessità di promuovere l'accesso universale all'energia sostenibile nei paesi in via di sviluppo, segnatamente in Africa, rafforzando la diffusione delle energie rinnovabili; osserva che l'Africa dispone di enormi risorse naturali che possono garantirle la sicurezza energetica; sottolinea che, con il tempo, se venissero realizzati collegamenti elettrici efficaci, una parte dell'energia europea potrebbe provenire dall'Africa;

66.  evidenzia che l'Unione possiede esperienza, capacità e dimensione globale per essere leader nella creazione di un'infrastruttura più intelligente, più pulita e più resiliente, necessaria a conseguire la transizione globale messa in moto dall'accordo di Parigi; invita l'UE a sostenere gli sforzi dei paesi in via di sviluppo nella transizione verso società a basse emissioni di carbonio che siano più inclusive, sostenibili sul piano sociale e ambientale, fiorenti e maggiormente sicure;

Industria e competitività

67.  accoglie con favore i continui sforzi e i progressi compiuti dall'industria europea nell'adempiere ai suoi obblighi e nello sfruttare appieno le opportunità derivanti dall'accordo di Parigi, il che può risultare in un'azione per il clima efficace ed efficiente sotto il profilo dei costi;

68.  sottolinea che la lotta ai cambiamenti climatici rappresenta una priorità globale e andrebbe perseguita come un autentico sforzo a livello mondiale, garantendo nel contempo la sicurezza energetica e un'economia sostenibile;

69.  sottolinea che un quadro giuridico stabile e prevedibile e chiari segnali programmatici a livello sia di UE sia globale potrebbero agevolare e migliorare gli investimenti per il clima;

70.  sottolinea che un impegno costante, soprattutto da parte dei principali produttori mondiali di emissioni, è di fondamentale importanza per l'azione per il clima e per l'accordo di Parigi; esprime profondo rammarico per l'annuncio da parte dell'amministrazione statunitense sulla sua posizione in merito all'accordo di Parigi; accoglie tuttavia con grande favore il sostegno ininterrotto da parte delle più grandi industrie statunitensi che capiscono chiaramente i rischi dei cambiamenti climatici e le opportunità derivanti dall'azione per il clima;

71.  ritiene che, qualora altre maggiori economie non dovessero assumere impegni comparabili a quelli dell'UE in materia di riduzione delle emissioni di gas serra, sarà necessario mantenere disposizioni in materia di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, in particolare quelle rivolte a settori esposti sia a un'elevata intensità degli scambi sia a un'alta percentuale dei costi di produzione del carbonio, al fine di garantire la competitività globale dell'industria europea;

72.  si compiace che la Cina e altri importanti concorrenti dei settori dell'UE ad alta intensità energetica stiano introducendo meccanismi di scambio delle quote di emissione o altri meccanismi di fissazione del prezzo; ritiene che, fino a quando non saranno raggiunte condizioni paritarie, l'UE dovrebbe mantenere misure adeguate e proporzionate per garantire la competitività dei suoi settori industriali ed evitare, ove necessario, la rilocalizzazione delle emissioni di CO2 , senza dimenticare che le politiche in materia di energia, industria e clima vanno di pari passo;

73.  sottolinea l'importanza di aumentare il numero di lavoratori qualificati attivi nel settore e di promuovere la conoscenza e le migliori prassi per stimolare la creazione di posti di lavoro di qualità, sostenendo nel contempo un'equa transizione per la forza lavoro, ove necessario;

Politica energetica

74.  invita l'UE a spingere la comunità internazionale ad adottare senza indugio misure concrete, compreso un calendario, per l'eliminazione progressiva delle sovvenzioni dannose sul piano ambientale, comprese quelle per i combustibili fossili, che causano distorsione della concorrenza, scoraggiano la cooperazione e ostacolano l'innovazione;

75.  sottolinea l'importanza del risparmio energetico, dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili per la riduzione delle emissioni nonché per il risparmio economico, la sicurezza energetica e la prevenzione e mitigazione della povertà energetica al fine di tutelare e aiutare le famiglie vulnerabili e povere; invita alla promozione globale delle misure di efficienza energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili (ad esempio promuovendo l'autoproduzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili) nonché alla loro efficace diffusione; ricorda che la priorità dell'efficienza energetica e la leadership mondiale nelle energie rinnovabili sono due degli obiettivi principali dell'Unione dell'energia dell'UE;

76.  sottolinea l'importanza di mettere a punto tecnologie di stoccaggio dell'energia, reti intelligenti e capacità di risposta alla domanda, che contribuiranno a rafforzare l'efficace diffusione delle energie rinnovabili nel settore della produzione di elettricità e in quello del riscaldamento e del raffreddamento domestici;

Ricerca, innovazione e tecnologie digitali

77.  sottolinea che la ricerca e l'innovazione continue e rafforzate in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, politiche di adattamento, efficienza delle risorse, tecnologie a basse emissioni e uso sostenibile di materie prime secondarie ("economia circolare") sono la chiave per lottare contro i cambiamenti climatici in modo economicamente efficace, nonché per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili; chiede pertanto un impegno globale per favorire e concentrare gli investimenti in questo ambito;

78.  sottolinea che i progressi nelle tecnologie necessarie per la decarbonizzazione richiederanno chiari segnali politici, ivi compresa la riduzione degli ostacoli regolamentari e di mercato incontrati dalle nuove tecnologie e dai nuovi modelli d'impresa, nonché una spesa pubblica mirata;

79.  rammenta che la ricerca, l'innovazione e la competitività rientrano tra i cinque pilastri della strategia dell'UE per l'Unione dell'energia; osserva che l'UE è intenzionata a mantenere la sua posizione di leader globale in questi ambiti e nel contempo a sviluppare una stretta collaborazione scientifica con i partner internazionali; sottolinea l'importanza di creare e mantenere una solida capacità di innovazione sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti ai fini della diffusione di tecnologie energetiche pulite e sostenibili;

80.  ricorda il ruolo fondamentale delle tecnologie digitali per facilitare la transizione energetica, creare nuovi modelli d'impresa sostenibili e migliorare l'efficienza e il risparmio energetici; sottolinea i benefici ambientali che la digitalizzazione dell'industria europea può apportare attraverso l'uso efficace delle risorse e la riduzione dell'intensità dei materiali;

81.  sottolinea l'importanza di fare pieno uso dei programmi e degli strumenti esistenti, come Orizzonte 2020, che ammettono la partecipazione di paesi terzi, in particolare nei settori dell'energia, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile;

82.  chiede un migliore utilizzo di tecnologie quali i satelliti spaziali per un'accurata raccolta di dati sulle emissioni, sulla temperatura e sui cambiamenti climatici; fa riferimento, in particolare, al contributo del programma Copernicus; chiede inoltre una cooperazione e uno scambio di informazioni trasparenti fra i paesi e la disponibilità dei dati per la comunità scientifica;

Diplomazia climatica

83.  sostiene fermamente la costante attenzione accordata dall'UE alla diplomazia climatica, la quale è essenziale per dare visibilità all'azione per il clima nei paesi partner e presso l'opinione pubblica mondiale; sottolinea la necessità che i cambiamenti climatici continuino a essere una priorità strategica dei dialoghi diplomatici, tenendo conto degli ultimi sviluppi e dell'evoluzione del paesaggio geopolitico; sottolinea che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e gli Stati membri dispongono di un'enorme capacità in materia di politica estera e devono assumere un ruolo di guida nei consessi sul clima; sottolinea che un'azione per il clima ambiziosa e urgente, unitamente all'attuazione degli impegni della COP 21, deve rimanere una delle priorità dell'UE nei dialoghi bilaterali e biregionali ad alto livello con i paesi partner, in sede di G7, G20 e Nazioni Unite e in altri consessi internazionali;

84.  ribadisce che gli obiettivi della politica sul clima dovrebbero essere posti al centro della politica estera e dell'agenda globale dell'UE; esorta l'UE e gli Stati membri a dar prova di leadership nell'azione globale per il clima impegnandosi continuamente a favore dell'accordo di Parigi e ricercando attivamente la collaborazione di partner strategici, a livello sia nazionale che subnazionale, al fine di creare o rafforzare alleanze per il clima in modo da mantenere lo slancio verso un ambizioso regime di protezione del clima;

85.  esorta l'UE e gli Stati membri ad adoperarsi per conseguire una consapevolezza, un'analisi e una gestione più ampie dei rischi climatici e a sostenere i partner dell'UE in tutto il mondo nei loro sforzi volti a meglio comprendere, integrare, anticipare e gestire le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla stabilità interna, la sicurezza internazionale e lo sfollamento di popolazioni;

86.  si impegna a sfruttare il suo ruolo sulla scena mondiale e la sua partecipazione a reti parlamentari internazionali per continuare a cercare di realizzare progressi verso la rapida attuazione dell'accordo di Parigi;

Ruolo del Parlamento europeo

87.  ritiene di dover essere parte integrante della delegazione dell'UE, in quanto l'approvazione del Parlamento è necessaria per la conclusione di accordi internazionali e riveste un ruolo cruciale per l'attuazione nazionale dell'accordo di Parigi in qualità di colegislatore; auspica pertanto di essere autorizzato a partecipare alle riunioni di coordinamento dell'UE a Bonn e di poter avere garanzia di accesso a tutti i documenti preparatori fin dall'avvio della fase negoziale;

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88.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al Segretariato dell'UNFCCC, con richiesta di distribuirla a tutte le parti esterne all'UE.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0383.

Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2017Avviso legale