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Interrogazioni parlamentari
15 marzo 2004
E-0908/04
INTERROGAZIONE SCRITTA di Paolo Bartolozzi (PPE-DE) alla Commissione

 Oggetto: Servizi d'interesse generale
 Risposta(e) 

La Commissione europea ha pubblicato il Libro Verde sui servizi d'interesse generale (COM (2003) 270), in merito al quale una proposta di risoluzione è stata presentata al Parlamento europeo, il 14 gennaio 2004.

Nel documento, la Commissione annovera la sanità tra i servizi d'interesse generale di carattere non economico, definendo, peraltro, fondamentale la distinzione tra servizi di natura economica e non economica, perché queste due categorie non sono soggette alle stesse norme nel Trattato.

È evidente, che "…il futuro dei servizi non economici d'interesse generale", tra cui quelli sanitari e sociali, "pone questioni su scala europea, come quella del contenuto del modello europeo di società";.

Al riguardo, si rileva che:

- il settore sanitario è contraddistinto da valori di carattere etico e sociale, perché diretto alla tutela della salute, quale diritto soggettivo inalienabile, e tuttavia ciò non implica che i servizi destinati a tale tutela abbiano carattere non economico, per quanto attiene alla loro organizzazione e gestione;

- "i servizi economici e quelli non economici possono coesistere all'interno dello stesso settore", tanto più che "la distinzione tra attività economiche e non ha dimostrato un carattere dinamico ed evolutivo";

- nelle riforme attuate in molti Stati membri, l'obiettivo comune è stato quello di salvaguardare i principi del welfare come "scelta di società", attraverso l'introduzione di meccanismi competitivi tra una pluralità di erogatori, pubblici e privati, tra i quali i cittadini hanno piena libertà di scelta.

Per le ragioni sopra esposte, la classificazione della sanità tra i servizi d'interesse generale di carattere non economico, come tali " non soggetti a norme comunitarie specifiche né alle norme del trattato sul mercato interno", appare riduttiva.

Si chiede alla Commissione:

- Per quale motivo la sanità non è annoverata tra i servizi d'interesse economico generale, considerato che anche per questi ultimi si prevedono comunque obblighi comuni a garanzia dei cittadini, come l'universalità, la continuità, la qualità, l'accessibilità, la sicurezza?

- Sottraendo in tal modo la sanità al processo di attuazione del Mercato interno, non si rischia di abbandonare l'obiettivo, prefissato da molti Paesi membri, di conquistare i vantaggi dell'efficienza di mercato, senza trascurare la giustizia sociale, garantita tramite l'indirizzo, il controllo e la responsabilità dello Stato?

Con quale fondamento la sanità è esclusa dall'orientamento generale, delineato nella Comunicazione della Commissione sulla "Strategia per il mercato interno dei servizi"? Il riconoscimento della sanità quale "servizio d'interesse economico generale", sottoposto, dunque, all'incitamento virtuoso della concorrenza in funzione della qualità, non favorisce, al contrario, l'effettivo perseguimento dell'obiettivo comunitario di "un alto livello di protezione della salute"?

Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2004Avviso legale