Nel 1983 il Sig. Carlo Massone, autotrasportatore indipendente di Castelletto d'Orba (AL), acquistò, presso una concessionaria di Ovada (AL), vari automezzi tra cui un camion con gru, cestello e piattaforma aerea per un valore di 200 milioni di lire.
Gli autoveicoli erano apparentemente in regola essendo forniti di documentazione delle varie Motorizzazioni competenti.
Ad un successivo controllo, la documentazione d'abilitazione tecnica risultò falsa causando il divieto di utilizzare gli autoveicoli in questione e provocando in tal modo un enorme danno all'attività del Sig. Carlo Massone, il quale iniziò un lunghissimo iter giudiziario che ebbe fine solo nel 1999 con l'archiviazione ed un risarcimento parziale di 100 milioni.
È la Commissione a conoscenza della diffusione presso molte Motorizzazioni Civili italiane di pratiche illegali, come l'emissione di certificati di omologazione falsi?
Non reputa essa opportuno intervenire per porre fine a questa «collaudopoli» che vede come vittime principali i piccoli autotrasportatori indipendenti?
Conviene la Commissione che la vicenda del Sig. Massone ed il diniego sostanziale di giustizia siano indegne e contrarie ai principi fondamentali dello Stato di diritto, sui quali si basa l'Unione europea?