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Interrogazioni parlamentari
11 luglio 2011
E-006583/2011
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Tiziano Motti (PPE) , Gabriele Albertini (PPE) , Antonello Antinoro (PPE) , Paolo Bartolozzi (PPE) , Mario Mauro (PPE) , Luigi Ciriaco De Mita (PPE) , Carlo Fidanza (PPE) , Cristiana Muscardini (PPE) , Crescenzio Rivellini (PPE) , Iva Zanicchi (PPE) , Elisabetta Gardini (PPE) , Marco Scurria (PPE) , Sergio Paolo Frances Silvestris (PPE) , Licia Ronzulli (PPE) , Potito Salatto (PPE) e Alfredo Antoniozzi (PPE)

 Oggetto: Imprigionamento di Ahmed Ezz e di altre autorità istituzionali in seguito alle rivolte in Egitto
 Risposta(e) 

In seguito ai movimenti di protesta che hanno scosso violentemente l'Egitto in questi ultimi mesi, diversi uomini politici che hanno assunto incarichi nel precedente governo o avevano intrattenuto rapporti con l'ex presidente Mubarak sono stati incarcerati.

Tra questi si trova Ahmed Ezz, presidente della maggiore azienda produttrice di acciaio dell'Egitto, la Ezzsteel, con sedi in tutto il mondo.

Ahmed Ezz è stato deputato al parlamento egiziano dal 2000 al 2011 ed è uno dei più influenti uomini d'affari egiziani. Il 17 febbraio 2011 è stato imprigionato e sottoposto a un processo che si svolge con modalità denunciate da osservatori internazionali come potenzialmente arbitrarie, con l'accusa di aver ottenuto in maniera illecita dallo Stato licenze per la Ezzsteel e di aver causato pregiudizio all'azienda di Stato Al Ezz Dekheila Steel Company. Non è remota la probabilità che la Ezzsteel venga forzatamente alienata dalla proprietà privata a quella pubblica.

In questo momento di instabilità politica nelle regioni del Nord Africa, l'Europa guarda con molta attenzione ai movimenti popolari che chiedono «pane e democrazia», ma nello stesso tempo deve anche preoccuparsi che vengano rispettati i principi dello Stato di diritto. L'azienda Ezzsteel è partner economico privilegiato di alcune delle maggiori aziende europee nel campo dell'acciaio, con migliaia di dipendenti. È quindi particolarmente importante far luce sul caso di Ahmed Ezz, oltre che nell'interesse che l'imputato ha di subire un giusto processo, anche per evitare la messa a rischio di migliaia di posti di lavoro, con conseguenze socialmente ed emotivamente destabilizzanti, in Egitto e in Europa.

1. È la Commissione a conoscenza di questa situazione e delle ricadute sociali e occupazionali conseguenti all'imprigionamento dell'on. Ezz?

2. Quali strumenti ha attivato, o intende attivare, al fine di verificare che siano rispettati i diritti a un giusto processo alle autorità istituzionali imprigionate immediatamente dopo la caduta di Mubarak?

 GU C 128 E del 03/05/2012
Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2011Avviso legale