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Interrogazioni parlamentari
7 febbraio 2014
E-001289-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Carlo Fidanza (PPE) , Marco Scurria (PPE) , Magdi Cristiano Allam (EFD)

 Oggetto:  Rapporto trimestrale sull'area euro (Quarterly Report EU area)
 Risposta(e) 

Nel mese di dicembre 2013, la Commissione europea ha pubblicato il rapporto trimestrale sull'area euro.

La Commissione assume che, in assenza di riforme, i tassi di crescita economica nel prossimo decennio saranno sostanzialmente inferiori rispetto ai livelli pre-crisi, in media nell'ordine dell'1 % (e di circa la metà degli Stati Uniti), per poi gradualmente convergere verso il 2023. Nel 2023 la disoccupazione dell'area euro sarà più alta rispetto ai tempi pre-crisi (il tenore di vita più basso rispetto agli anni '60) e rappresenterà circa il 60 % dei livelli statunitensi, mentre nel lungo termine l'impatto della crisi porterebbe ad una perdita del 5 % del livello della produzione potenziale dell'area euro rispetto alle stime più attendibili elaborate secondo uno scenario in assenza di crisi. La Commissione sostiene che il quadro potrebbe migliorare se gli Stati membri proseguissero sulla strada delle riforme strutturali in linea con le raccomandazioni e le priorità definite nel contesto del Semestre europeo e del nuovo quadro di governance economica, in modo particolare adottando misure in grado di rilanciare la crescita ed intervenendo sulla produttività del lavoro. Inoltre, nel rapporto si sostiene, ancorché senza argomentare, che, nei paesi dove sono stati messi in atto programmi di aggiustamento delle finanze pubbliche, i tassi di crescita dovrebbero subire un'accelerazione a partire dal 2015. Tuttavia, tali assunzioni sollevano numerosi dubbi dal momento che evidenti sono apparsi i limiti delle politiche di austerity che hanno spinto gli Stati membri già con squilibri eccessivi in una spirale recessiva: ingenti tagli alla spesa pubblica e forti aumenti di tasse hanno prodotto il fallimento delle attività economiche, livelli di disoccupazione fuori controllo e hanno determinato una forte frenata agli investimenti precludendo così anche ogni possibilità di crescita collegata ad una ripresa dell'occupazione.

Può la Commissione far sapere:
1. se, alla luce degli studi prodotti dai suoi stessi servizi e della acclarata insostenibilità delle cosiddette «riforme» a vincoli di bilancio invariati, non intenda rivedere il proprio modus operandi in materia di sorveglianza dei bilanci nazionali;
2. se, in tale contesto, intenda procedere celermente all'elaborazione di una proposta nel segno della golden rule, consentendo lo scorporo dal rapporto del 3 % deficit/PIL delle spese per gli investimenti produttivi, per il cofinanziamento di fondi europei, per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni alle imprese e di ogni altra misura volta ad incidere positivamente sulla crescita economica e il contrasto alla disoccupazione?
 GU C 353 del 07/10/2014
Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2014Avviso legale