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Interrogazioni parlamentari
20 febbraio 2014
E-002041-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Paolo Bartolozzi (PPE) , Raffaele Baldassarre (PPE) , Alfredo Pallone (PPE) , Antonio Cancian (PPE) , Lara Comi (PPE) , Barbara Matera (PPE) , Aldo Patriciello (PPE) , Oreste Rossi (PPE) , Marco Scurria (PPE) , Erminia Mazzoni (PPE) , Carlo Fidanza (PPE) , Fabrizio Bertot (PPE) , Crescenzio Rivellini (PPE)

 Oggetto:  Incompatibilità tra l'articolo 177, comma 2, del TUIR e la direttiva «Fusioni» — ipotesi di discriminazione «a rovescio»
 Risposta(e) 

La direttiva «Fusioni» (direttiva 90/434/CE, ormai direttiva 2009/133/CE) detta le regole per la neutralità fiscale in tutta l'UE per tutti gli atti di riorganizzazione societaria. Il recepimento di tale direttiva è stato realizzato nell'ordinamento italiano attraverso il D. Lgs n. 544 del 1992, che detta le regole delle operazioni attuate tra soggetti residenti in Italia e soggetti residenti negli altri Stati membri. Sulla base della direttiva 90/434/CE, il Governo italiano ha anche emanato il D. Lgs. n. 358/97, che riconosce nel nostro ordinamento i principi comunitari di neutralità fiscale e di libera concorrenza e dà attuazione all'armonizzazione del regime tributario delle operazioni di scambio di partecipazioni previsto dal D. Lgs n. 544/92, permettendo così di affermare che l'esecuzione di tali operazioni nell'ambito della neutralità fiscale trovi la propria fonte giuridica anche nell'ordinamento comunitario. L'articolo 177, comma 2, del TUIR (D.P.R. 917/86 e successive modifiche), che trae la propria origine dall'articolo 5 del D. Lgs n. 385/97 e disciplina lo scambio delle partecipazioni mediante conferimento, prevede però che la possibilità di beneficiare del regime di neutralità sia subordinata al trattamento contabile seguito dalla società conferitaria, negando in questo modo il suddetto regime. Gli articoli 178 e 179 del TUIR, che regolano le operazioni di scambio intracomunitario, prevedono invece che tali operazioni, in costanza di valori fiscali dei beni coinvolti, non determinino mai l'emersione di materia imponibile indipendentemente dalle scelte contabili adottate dagli operatori.

Alla luce di quanto esposto, si chiede alla Commissione:
1. Può valutare l'ipotesi discriminatoria che una siffatta situazione sembrerebbe creare dando luogo, per i soggetti interni, ad un trattamento meno vantaggioso di quello previsto per i transnazionali?
2. Può valutare se la predetta disarmonia tra la disciplina interna e quella di fonte comunitaria non possa realizzare una situazione di restrizione alla libertà di stabilimento e una limitazione della libera concorrenza, dissuadendo operatori di altri Stati membri dall'esercitare lo stabilimento in Italia al fine di non soggiacere alla più gravosa disciplina prevista dall'articolo 177, comma 2, del TUIR?
3. Ciò verificato, ritiene di intervenire per porre rimedio all'incompatibilità con i principi disposti dalla direttiva 90/434/CE e sostanziata nell'impossibilità di realizzare operazioni di riorganizzazione interna beneficiando del principio cardine di neutralità fiscale, sancito dalla direttiva «Fusioni»?
 GU C 317 del 16/09/2014
Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2014Avviso legale