Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
17 marzo 2014
E-003084-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Oreste Rossi (PPE) , Paolo Bartolozzi (PPE) , Sergio Berlato (PPE) , Lara Comi (PPE) , Elisabetta Gardini (PPE) , Giovanni La Via (PPE) , Erminia Mazzoni (PPE) , Aldo Patriciello (PPE) , Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE) , Salvatore Tatarella (PPE)

 Oggetto:  Autorizzazione delle indicazioni nutrizionali e sulla salute previste dall'EFSA: quali costi per le PMI
 Risposta(e) 

Il regolamento (CE) n. 1924/2006 prevede che tutte le indicazioni nutrizionali e sulla salute debbano essere scientificamente fondate e possano essere apposte sull'etichetta solo previa autorizzazione della Commissione europea.

Il regolamento (CE) n. 353/2008, nel fissare le norme d'attuazione per la valutazione delle domande che autorizzano le indicazioni sulla salute previste dall'articolo 15 del regolamento (CE) n. 1924/2006, stabilisce criteri scientifici estremamente rigorosi. Nello specifico la valutazione funzionale all'autorizzazione dell'indicazione sulla salute, condotta dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), esige il ricorso a test clinici su individui sani, in doppio cieco contro placebo, i cui risultati, pubblicati su riviste scientifiche prestigiose, vengono sottoposti alla revisione di altri ricercatori prima della pubblicazione.

Il ricorso a tali studi e la predisposizione di un dossier scientifico funzionale all'autorizzazione comporta costi superiori ai 500 000 euro.

Un siffatto onere comporta, di fatto, un'applicazione elitaria del regolamento e un'esclusione de facto a carico delle PMI che, a fronte di simili costi, rinunciano ad investire in ricerca e innovazione.

Anche i consumatori ne risultano danneggiati, con un pregiudizio alle loro possibilità di scelte informate d'acquisto in linea con le loro caratteristiche fisiologiche ed esigenze dietetiche.

In considerazione di tale premessa, può la Commissione indicare:
1. se abbia preso in considerazione la possibilità di prevedere forme di aiuto di natura economica a favore delle PMI del settore alimentare che vogliano predisporre un dossier funzionale all'autorizzazione di un'indicazione sulla salute per uno specifico alimento;
2. se intenda, nel contesto della prevista revisione del regolamento (CE) n. 1924/2006, ridurre l'onerosità della predisposizione di un dossier funzionale all'autorizzazione di un'indicazione sulla salute;
3. come intenda eventualmente garantire alle PMI l'accesso all'utilizzo di un'indicazione sulla salute per un prodotto alimentare?
 GU C 333 del 24/09/2014
Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2014Avviso legale