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Procedura : 2010/2233(INI)
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A7-0042/2011

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PV 23/03/2011 - 24

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CRE 24/03/2011 - 6.6
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Giovedì 24 marzo 2011 - Bruxelles Edizione definitiva
Relazioni dell'UE con il Consiglio di cooperazione del Golfo
P7_TA(2011)0109A7-0042/2011

Risoluzione del Parlamento europeo del 24 marzo 2011 sulle relazioni dell'Unione europea con il Consiglio di cooperazione del Golfo (2010/2233(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di cooperazione del 25 febbraio 1989 tra l'Unione europea e il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG),

–  vista la sua risoluzione del 24 aprile 2008 sull'accordo di libero scambio fra l'Unione europea e il Consiglio di cooperazione del Golfo(1) ,

–  vista la sua risoluzione del 13 luglio 1990 sul significato dell'accordo di libero scambio che verrà concluso tra la CEE e il Consiglio di cooperazione del Golfo(2) ,

–  vista la relazione sull'attuazione della strategia europea di sicurezza: garantire la sicurezza in un mondo in mutazione approvata dal Consiglio nel dicembre 2008,

–  visto il partenariato strategico dell'Unione europea con il Mediterraneo e il Medio Oriente approvato dal Consiglio nel giugno 2004,

–  vista la comunicazione congiunta del 20° Consiglio ministeriale del 14 giugno 2010 a Lussemburgo,

–  vista la sua relazione del 10 maggio 2010 sull'Unione per il Mediterraneo,

–  visto il comunicato congiunto del 19° Consiglio ministeriale del 29 aprile 2009 a Mascate,

–  visto il programma d'azione congiunto (2010-2013) per l'attuazione dell'accordo di cooperazione UE-CCG del 1988,

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi in materia di istruzione superiore (COM(2001)0385),

–  vista la sua risoluzione del 10 maggio 2007 sulle «Riforme nel mondo arabo: quale strategia per l'Unione europea?»(3) ,

–  visto l'accordo economico tra gli Stati del CCG, adottato il 31 dicembre 2001 a Mascate (Sultanato dell'Oman), e la dichiarazione di Doha del CCG sull'istituzione di un'unione doganale per il Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golfo del 21 dicembre 2002,

–  visti gli articoli 207 e 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali il Consiglio deve sollecitare l'approvazione da parte del Parlamento europeo prima della conclusione degli accordi internazionali che riguardano settori ai quali si applica la procedura legislativa ordinaria,

–  viste le sue relazioni annuali sui diritti dell'uomo,

–  vista la dichiarazione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul diritto e la responsabilità di singoli, gruppi e organi della società nel promuovere e tutelare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti del 1998 (anche nota come «dichiarazione dei difensori dei diritti dell'uomo»),

–  viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante del 10, 15 e 17 marzo 2011 e le conclusioni del 21 marzo 2011 e sottolineando in tale contesto il suo pieno sostegno alla libertà di espressione e al diritto dei cittadini di manifestare pacificamente,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A7-0042/2011),

A.  considerando che le attuali relazioni UE-CCG richiedono un costante riesame e aggiornamento in vista dei recenti, importanti e rapidi sviluppi in itinere sul posto, al cui centro dovrebbero esserci la promozione dei diritti umani e della democrazia,

B.  considerando che i manifestanti hanno espresso legittime aspirazioni democratiche in molti Stati del CCG, che la reazione violenta da parte delle autorità a fronte delle proteste in Bahrein è sfociata in morti, percosse e arresti, e che le truppe dell'Arabia Saudita, degli Emirati arabi uniti (AED) e del Kuwait sono entrate nel paese sotto l'egida del CCG per partecipare alla repressione dei manifestanti,

C.  considerando che la regione del Golfo deve essere oggi considerata come un nuovo polo economico mondiale emergente costituito dagli Stati del CCG; rilevando che l'UE è il secondo partner commerciale del CCG e che quest'ultimo rappresenta per l'UE il quinto più ampio mercato di esportazione,

D.  considerando che il contesto geopolitico del Golfo concentra delle sfide in materia di sicurezza dalle implicazioni globali e regionali (processo di pace nel Vicino Oriente, nucleare iraniano, stabilizzazione dell'Iraq, dello Yemen e del Darfur, terrorismo e pirateria) e che a tutt'oggi il CCG permane l'unica organizzazione regionale stabile basata sul multilateralismo e la cooperazione,

E.  considerando che più di un terzo del totale dei fondi sovrani mondiali è detenuto dagli Stati del CCG e che tali fondi hanno contribuito al salvataggio del sistema finanziario mondiale e europeo in risposta alla crisi,

F.  considerando che la regione del Golfo riveste un'importanza cruciale per l'UE e che, in un mondo multipolare ed interdipendente, tale tipo di cooperazione può permettere di affrontare le sfide politiche e di sicurezza,

G.  considerando che il processo di liberalizzazione e diversificazione delle strutture economiche intrapreso da svariati Stati membri del CCG comporta nuove dinamiche interne, politiche (riforme costituzionali, partecipazione politica, rafforzamento delle istituzioni) e sociali (nascita di un tessuto associativo, associazioni padronali, accesso delle donne a posizioni di responsabilità) che vanno incoraggiate e sostenute,

H.  considerando le condizioni di vita e di lavoro precarie e inaccettabili dei lavoratori migranti in particolare delle donne che lavorano come personale domestico, malgrado il ruolo centrale che essi rivestono in svariati settori di attività economica degli Stati membri del CCG e nonostante il fatto che costituiscono quasi il 40% della popolazione totale del CCG e rappresentano circa l'80% della popolazione di taluni Emirati,

I.  considerando che tutti e sei gli Stati membri del CCG sono monarchie ereditarie con rappresentanza politica limitata, particolarmente per le donne, e nella maggior parte dei casi senza parlamento eletto,

J.  considerando che l'importanza degli investimenti e delle sfide comuni degli Stati del CCG nell'area meridionale dell'Unione europea richiede sinergie di cooperazione tra l'Europa, il Mediterraneo e il Golfo,

K.  considerando che il riorientamento geoeconomico degli Stati del CCG verso l'Asia derivante dalla domanda crescente di idrocarburi sui mercati asiatici (Cina, India, Singapore, Giappone, Filippine, Corea del Sud) implica adesso una diversificazione delle relazioni commerciali e economiche che si consolida attraverso accordi di libero scambio e lo sviluppo di un dialogo politico,

L.  considerando il ruolo chiave degli Stati del CCG sulla scena mondiale che lo induce a condividere con l'Unione europea interessi comuni in materia di stabilità internazionale e di governance economica mondiale,

M.  considerando l'influenza crescente negli Stati del CCG nel mondo arabo-musulmano e il ruolo importante che possono svolgere nel dialogo interculturale,

N.  considerando che i negoziati sull'accordo di libero scambio tra l'UE e il CCG avviati vent'anni fa sono oggi i più antichi negoziati commerciali intrapresi dall'Unione europea e non conclusi,

O.  considerando che è necessaria una posizione chiara e un impegno duraturo dell'UE nella regione del Golfo, che garantisca all'UE una maggiore visibilità e una presenza strategica nella regione,

P.  considerando che l'inclusione di clausole politiche, in particolare quelle relative al rispetto dei diritti dell'uomo, fa parte integrante di qualsiasi accordo commerciale concluso tra l'Unione europea e una parte terza,

Q.  considerando la presenza limitata dell'Unione nella regione e una percezione dell'Europa che viene spesso confusa con quella di alcuni Stati membri che hanno legami sviluppati e antichi,

R.  considerando che l'Unione europea dispone di un'esperienza in materia di rafforzamento delle capacità istituzionali, di istruzione e di ricerca, di sviluppo delle energie rinnovabili e di ambiente, di sostegno tecnico e di regolamentazione e di dialogo politico e diplomatico sulle questioni della stabilità del vicinato e della sicurezza globale,

1.  ricorda che la conclusione dell'accordo di libero scambio tra l'UE e il CCG continua ad essere una priorità e che un'eventuale insuccesso confliggerebbe con interessi delle due parti; sottolinea che la conclusione dell'accordo costituirà un riconoscimento reciproco della credibilità dei due insiemi che hanno optato per il multilateralismo e l'integrazione;

2.  ritiene che, data la presenza limitata dell'Unione nella regione del Golfo, nel quadro delle nuove strutture delle relazioni esterne dell'Unione, una politica di comunicazione integrata dovrebbe contribuire allo sviluppo di un'informazione mirata ed efficace sull'Unione negli Stati del Golfo;

3.  ritiene necessario che l'Unione europea elabori una strategia per la regione orientata a rafforzare le relazioni con il CCG, a sostenere il processo di integrazione regionale e a incoraggiare le relazioni bilaterali con gli Stati del CCG;

4.  sottolinea che l'obiettivo è quello di istituire un partenariato strategico con il CCG e i suoi Stati membri all'altezza del ruolo rispettivo dei due insiemi sulla scena internazionale; sottolinea l'importanza di instaurare a tal fine vertici periodici a livello di capi di Stato e di governo, indipendentemente dai progressi dei negoziati in corso;

5.  sottolinea altresì l'importanza di stabilire un partenariato paritario nell'ambito della cooperazione e del dialogo, tenendo presente le differenze tra le due entità e il potenziale di sviluppo della cooperazione e del dialogo in vari settori;

6.  chiede che siano destinate, in seno al servizio europeo di azione esterna (SEAE), maggiori risorse umane alla regione e che vengano aperte nuove missioni diplomatiche dell'UE presso gli Stati del CCG in modo da contribuire a una migliore visibilità, facilitare il dialogo politico e rafforzare l'efficacia dell'azione dell'Unione; insiste affinché tali risorse siano innanzitutto il risultato di una riassegnazione in seno al SEAE; invita gli Stati membri dell'UE che dispongono di rappresentanze diplomatiche in loco di agire in coerenza con la politica dell'UE; sottolinea che un approccio bilaterale differenziato verso gli Stati del CCG inclini a intensificare la loro cooperazione con l'UE possa solo completare e rafforzare il quadro multilaterale e chiede pertanto alla Commissione e all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di esaminare le prospettive dischiuse da tale cooperazione bilaterale;

7.  ricorda gli sviluppi sociali e politici constatati in questi ultimi anni nella maggior parte degli Stati membri del CCG; incoraggia tutti gli Stati a proseguire i loro sforzi e li invita a compiere ulteriori passi in materia di promozione dei diritti dell'uomo, di lotta contro tutte le discriminazioni, anche quelle fondate sul genere, l'orientamento sessuale o la religione; invita gli Stati membri del CCG a garantire e a promuovere il diritto delle minoranze comprese quelle religiose, la parità tra uomini e donne, il diritto del lavoro per quanto riguarda anche i lavoratori migranti, nonché la libertà di coscienza, di espressione e di opinione; incoraggia un dialogo continuo tra l'UE e il CCG su tali materie; invita gli Stati membri del CCG a intrattenere rapporti più efficaci con la società civile e accompagnare l'emersione di strutture e associazioni locali; invita in particolare gli Stati membri del CCG a:

   assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, con particolare attenzione alla libertà di parola e al diritto di associazione e di manifestazione pacifica, e ad ascoltare e tenere in considerazione le legittime istanze dei manifestanti nonché a garantirne la sicurezza,
   adottare misure per incoraggiare l'accesso delle donne al mercato del lavoro e all'istruzione, affrontando tutte le forme di discriminazione basata sul genere e altre disposizioni consuetudinarie o giuridiche, comprese quelle relative allo status personale,
   abolire il sistema di sponsorizzazione imposto ai lavoratori migranti laddove è ancora in vigore e proseguire le riforme del diritto del lavoro al fine di garantire che i lavoratori, compresi i lavoratori migranti e domestici, godano di piena tutela giuridica e sociale,
   creare sinergie con l'Unione e i suoi Stati membri per promuovere una convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sui diritti dei lavoratori domestici,
   lottare contro tutte le forme di impunità, garantire l'indipendenza del sistema giudiziario, assicurare il diritto a un giudizio equo e rapido e rafforzare il ruolo degli operatori della giustizia,
   adottare misure per garantire che tutte le norme relative ai diritti dell'uomo godano di ampia pubblicità e vengano utilizzate nella formazione dei servizi di ordine pubblico, degli avvocati e degli appartenenti al potere giudiziario;

8.  invita tutti gli stati membri del CCG a riconoscere un movimento popolare continuo di riforma democratica in tutta la regione, e chiede un impegno totale verso gli emergenti gruppi della società civile per promuovere un processo di genuina e pacifica transizione democratica nei loro territori, con i partner della regione e con il sostegno pieno dell'Unione europea;

9.  esprime il suo profondo rammarico per la risposta violenta e l'uso della forza contro i manifestanti da parte delle autorità del Bahrein e per l'impiego di truppe straniere sotto l'egida del CCG nella repressione dei manifestanti; considera che ciò contrasta con il sostegno del CCG alla protezione dei cittadini che richiedono libertà e democrazia in Libia; chiede l'immediata fine della violenza contro i manifestanti pacifici e l'instaurazione di un dialogo politico che possa condurre alle ulteriore necessarie riforme politiche nel paese;

10.  invita i governi degli Stati del CCG a collaborare e, in uno spirito di cooperazione, affrontare i problemi concernenti i diritti dell'uomo nella regione, soprattutto in relazione alla parità tra i sessi, alla situazione del gruppo «bidun» che riunisce in effetti gli apolidi, alle restrizioni imposte alla libertà di espressione e di riunione, compresi i diritti sindacali e la necessità di garantire l'indipendenza del potere giudiziario e il diritto a processi equi e rapidi; chiede che il proposto potenziamento del dialogo politico con il CCG verta altresì sul dialogo sui diritti dell'uomo a livello tecnico e politico;

11.  invita gli Stati del CCG a ritirare le loro riserve sulla convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne nonché sulla convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale laddove tali riserve siano ancora mantenute e tutti gli Stati membri del CCG a ratificare i protocolli facoltativi alla convenzione sui diritti del fanciullo e alla convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; sottolinea altresì l'importanza della ratifica e dell'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite sui lavoratori migranti e delle convenzioni 97 e 143 dell'OIL;

12.  incoraggia l'Unione europea a discutere ed individuare con il CCG soluzioni per rimuovere gli ostacoli al pieno ed effettivo esercizio del fondamentale diritto alla libertà di religione, sia a livello individuale che collettivo, nella sfera pubblica ed in quella privata, per le minoranze religiose in tale area del mondo;

13.  sottolinea l'importanza del dialogo interculturale e interreligioso; ricorda che l'Unione europea ed il CCG hanno espresso il loro comune impegno per la promozione e la protezione dei valori di tolleranza, moderazione e coesistenza;

14.  incoraggia i governi e le assemblee parlamentari esistenti nel CCG ad intraprendere azioni immediate per ratificare senza alcuna riserva il patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e il patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, nonché a cooperare con i meccanismi tematici della commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite e ad invitarli a recarsi in loco, in particolare il relatore speciale delle Nazioni Unite sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati;

15.  ribadisce l'opposizione dell'UE alla pena di morte e l'appello del PE per una moratoria mondiale contro questa pratica; deplora al riguardo il mantenimento in vigore della pena di morte in tutti gli Stati membri del CCG; invita questi ultimi a adottare una moratoria contro le esecuzioni capitali; chiede in particolare agli Stati che utilizzano metodi barbari quali la decapitazione, la lapidazione, la crocifissione, la flagellazione o l'amputazione, di abolire tali pratiche;

16.  prende atto del programma triennale d'azione congiunto adottato dal Consiglio ministeriale del 14 giugno 2010 per rafforzare la cooperazione in numerosi settori strategici di interesse reciproco, anche creando una rete che colleghi ricercatori, docenti universitari e capi di imprese; deplora tuttavia l'assenza di uno specifico capitolo riservato a un dialogo politico aperto, regolare e costruttivo;

17.  ritiene che l'attuazione di tale programma d'azione congiunta dovrebbe essere accompagnata da un piano di finanziamento preciso e dettagliato e condotta da personale specialmente preposto a tale compito sia a Bruxelles sia negli Stati membri del CCG; sottolinea l'importanza di garantire la visibilità di tale programma e la diffusione di informazioni ampie ed accessibili alle amministrazioni e alle istituzioni interessate; chiede che sia eseguita una valutazione dei risultati al termine dei tre anni e che, in caso di risultati soddisfacenti, si consideri la creazione di un'agenzia di cooperazione UE-CCG;

18.  invita l'Unione a focalizzare maggiormente il suo programma di cooperazione con gli Stati del CCG sulle organizzazioni della società civile ed a sostenere l'emancipazione delle donne e dei giovani;

19.  manifesta la sua viva preoccupazione per il fatto che la regione del Golfo è coinvolta in una corsa agli armamenti; invita l'Unione europea a instaurare un dialogo strategico con gli Stati del CCG sulle questioni della sicurezza regionale di interesse comune (il processo di pace nel Vicino Oriente, il nucleare iraniano, la stabilizzazione dell'Iraq, dello Yemen e del Darfur, il terrorismo e la pirateria) e, a termine, contribuire alla creazione di una struttura di sicurezza regionale nel Medio Oriente in partenariato con gli Stati del Golfo;

20.  ricorda che gli Stati membri del CCG svolgono un ruolo importante in qualità di attori regionali; sottolinea che l'UE e il CCG hanno lo stesso interesse a promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente, nel Nord Africa e nel Corno d'Africa nonché a livello globale; sollecita i partner a rafforzare la loro cooperazione su tale interesse comune;

21.  prende atto della dichiarazione della CCG del 7 marzo 2011 a Abu Dhabi, che statuisce che «il consiglio ministeriale domanda che il Consiglio di Sicurezza prenda tutte le misure necessarie a proteggere i civili, incluso l'instaurazione di una zona di non sorvolo in Libia», dichiarazione che ha contribuito alla decisione della Lega araba e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di pronunciarsi essi stessi in favore di una tale zona;

22.  ribadisce il suo sostegno all'iniziativa di pace araba ispirata da uno degli Stati membri del CCG e approvata da tutti gli Stati della Lega araba e dall'Organizzazione della conferenza islamica; invita gli Stati del CCG a proseguire i propri sforzi di mediazione e di sostegno al processo di pace israelo-palestinese; chiede che l'Unione e il CCG raddoppino insieme i loro sforzi per far sì che i negoziati portino alla fine dell'occupazione dei territori palestinesi continuando ad annettere il loro sostegno pieno e completo a una soluzione del conflitto israelo-palestinese che si basi sull'esistenza dei due Stati; sottolinea l'interesse condiviso dell'Unione e del CCG a lavorare insieme verso l'instaurazione di una pace regionale equa e duratura nel Vicino Oriente; suggerisce in proposito una concertazione più regolare tra il Quartetto e il comitato di controllo della Lega araba; ricorda che l'Unione è il principale donatore di aiuti al popolo palestinese; riconosce il sostegno fornito ai rifugiati palestinesi degli Stati del CCG e il loro contributo all'ufficio di soccorsi e di lavori delle Nazioni Unite (UNRAWA); invita gli Stati membri del CCG a contribuire maggiormente al rafforzamento delle istituzioni palestinesi ed allo sviluppo economico nel quadro del programma governativo dell'Autorità palestinese e a valutare, se del caso, la possibilità di versare i loro contributi finanziari attraverso i meccanismi di aiuto internazionali esistenti;

23.  si compiace del proseguimento del processo di integrazione del CCG (unione doganale, mercato comune e, a termine, moneta unica); incoraggia la Commissione a proporre al segretariato del CCG di definire congiuntamente un quadro di cooperazione per condividere le esperienze in materia di consolidamento istituzionale, capacità amministrative, meccanismi di regolamentazione e composizione delle controversie; sottolinea che tale approccio può contribuire a instaurare processi di appropriazione;

24.  plaude alla decisione dei presidenti dei parlamenti degli Stati membri del CCG, riunitisi ad Abu Dhabi il 23 novembre 2010, di iniziare un lavoro di controllo delle attività e delle decisioni prese a livello esecutivo in seno al CCG e di instaurare una conferenza annuale delle istituzioni parlamentari degli Stati membri del CCG; si compiace della prossima istituzione di una delegazione interparlamentare per le relazioni con il Parlamento europeo; è convinto che una cooperazione approfondita a livello parlamentare apporterà un contributo importante alla costruzione di un partenariato strategico tra i due insiemi;

Relazioni commerciali

25.  ricorda la sua risoluzione del 24 aprile 2008 sull'accordo di libero scambio (ALS) tra la CE e il CCG, che è stata sostenuta dal 96% dei deputati al Parlamento europeo; osserva che le questioni sollevate nella risoluzione, quali la necessità di un accesso reciproco ai mercati, la protezione efficace dei diritti di proprietà intellettuale, la soppressione degli ostacoli non tariffari alle prestazioni di servizi, la promozione dello sviluppo sostenibile e il rispetto delle convenzioni internazionali, restano di attualità;

26.  deplora profondamente il fatto che i negoziati sull'ALS tra l'UE e il CCG (ALS UE-CCG) abbiano subito ripetuti e notevoli ritardi e deplora la decisione del CCG di sospendere i negoziati nel 2008; ritiene che sia tempo di sbloccare i negoziati onde trovare una soluzione alternativa per trarne i massimi vantaggi per le società e le comunità d'affari delle due parti;

27.  deplora il fatto che la regione sia stata trascurata dall'UE, nonostante la sua importanza strategica in termini di forniture di petrolio, opportunità commerciali e stabilità regionale;

28.  rileva che dopo 20 anni di negoziati l'ALS non è ancora stato concluso; è consapevole del fatto che le clausole in materia di diritti dell'uomo e di migrazione clandestina si scontrano con l'opposizione di alcuni Stati del CCG;

29.  ritiene che, vista l'importanza strategica della regione, l'ALS dovrebbe essere visto non solo come un mezzo per accrescere la prosperità mediante il commercio, bensì anche come uno strumento per favorire la stabilità geopolitica;

30.  rileva che il CCG è attualmente il sesto mercato di esportazione dell'UE per ordine di importanza e che l'UE è attualmente il principale partner commerciale del CCG; constata che, nonostante il livello degli scambi sia già elevato, è ancora possibile approfondirlo e aumentarne la diversificazione fra le due parti, viste le dimensioni del mercato dell'Unione e la consistenza degli sforzi sostenuti dagli Stati del CCG al fine di diversificare le loro esportazioni; sottolinea che l'ALS offrirebbe altresì nuove opportunità in materia di cooperazione e di assistenza tecnica; reputa che la conclusione dell'ALS UE-CCG sarebbe assai propizia a un rinserramento dei legami e a una nuova diversificazione;

31.  sottolinea che, dato che gli Stati del CCG stanno avanzando verso una diversificazione economica volta a ridurre la loro dipendenza dal petrolio, un aumento degli scambi e degli investimenti nel settore dei servizi contribuirebbe a sostenere lo sviluppo delle economie del CCG;

32.  si compiace del fatto che nel corso degli ultimi due decenni le relazioni economiche tra l'UE e il CCG si siano intensificate e che il volume degli scambi tra le due parti sia notevolmente aumentato nonostante la mancanza di un ALS; ritiene pertanto che un ALS rafforzerebbe ancora di più tale crescita naturale e la integrerebbe in un ambiente più aperto, prevedibile e sicuro;

33.  rileva che per quanto riguarda l'ALS la maggior parte del lavoro è stata già fatta e reputa che la portata dell'ALS allo stato attuale sia molto promettente per entrambe le parti; invita dunque le due parti a considerare l'ALS come un ulteriore e importante passo avanti per le rispettive regioni e popoli; ritiene che l'UE e il CCG abbiano interessi e necessità comuni e che l'esperienza dell'Unione in materia d'integrazione regionale possa rappresentare una fonte d'ispirazione per il Golfo; reputa che, a tal riguardo, l'UE può fornire una valida assistenza tecnica;

34.  sottolinea che, senza interventi specifici, la mancanza di trasparenza nelle procedure di appalti pubblici e le barriere alla partecipazione di investitori stranieri nel settore dei servizi potrebbero pregiudicare la conclusione dell'accordo;

35.  è fermamente convinto che un ALS UE-CCG sarebbe estremamente vantaggioso per le due parti; ritiene che un ALS con l'Unione comporterebbe una maggiore integrazione economica del CCG e che, a seguito dell'instaurazione dell'unione doganale del CCG, esso potrebbe altresì dare maggiore slancio a progetti importanti come il mercato comune del CCG e la realizzazione di un'unione monetaria del CCG con una moneta unica; ritiene che il CCG potrebbe beneficiare delle esperienze acquisite dall'Unione durante la formazione di un mercato unico e l'adozione della moneta unica;

36.  appoggia fermamente il messaggio inviato dall'Alto rappresentante/Vicepresidente Catherine Ashton nel corso del Consiglio ministeriale congiunto UE-CCG di giugno 2010 e, più di recente, il 22 settembre 2010 nel corso della riunione UE-CCG a margine della riunione ministeriale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in cui è indicato che l'Unione è disposta a fare uno sforzo finale per concludere i negoziati; si compiace altresì della reazione del CCG che ha anch'esso confermato di voler concludere i negoziati;

37.  è consapevole delle sensibilità di taluni Stati del CCG sulla questione dei dazi all'esportazione, ma deplora la recente decisione dei negoziatori del CCG di ritornare sulla loro posizione del 2008 a tale riguardo, cioè di lasciare le sanzioni su tale questione al di fuori dell'ALS; è fermamente convinto che nessun ALS possa attualmente prescindere dalla questione dei dazi all'esportazione e che le regole dell'OMC indicano che gli ALS devono prevedere una sostanziale liberalizzazione sia delle importazioni sia delle esportazioni;

38.  raccomanda che l'UE destini risorse maggiori al CCG tramite lo strumento finanziario di cooperazione con i paesi industrializzati e altri paesi e territori ad alto reddito, che dovrebbe essere reso più visibile e concentrarsi su programmi di formazione destinati ai funzionari locali, comprese le questioni commerciali;

39.  ricorda che a seguito del trattato di Lisbona la politica commerciale internazionale è uno degli strumenti della politica estera dell'UE e che, in tale ambito, l'Unione annette priorità assoluta al rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo fondamentali, nonché delle dimensioni sociale e ambientale in tutti i suoi accordi internazionali; chiede pertanto che qualsiasi futuro accordo di libero scambio comporti una clausola in materia di diritti dell'uomo efficace e vincolante;

40.  constata che nei sei Stati del CCG vivono 15 milioni di lavoratori migranti e che essi rappresentano il 40% della popolazione totale; rammenta la situazione precaria dei lavoratori migranti negli Stati del Golfo evidenziata dall'OIL e ne sostiene la richiesta di introdurre un salario minimo nella regione, onde non peggiorare ulteriormente la posizione dei lavoratori nazionali e migranti; sostiene altresì il diritto di tutti i lavoratori di costituire sindacati e di aderirvi per difendere i propri interessi;

41.  insiste sulla necessità di rispettare i principi democratici e i diritti fondamentali sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; esorta gli Stati membri del CCG a combattere la discriminazione nei confronti delle donne e lo sfruttamento dei bambini, in particolare sul mercato del lavoro, e ad applicare efficacemente le convenzioni dell'ONU sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne e sui diritti del fanciullo;

42.  reputa che la ratifica e la piena attuazione, da parte degli Stati membri del CCG, del quadro stabilito dalle convenzioni dell'ONU contro la criminalità transfrontaliera organizzata, dalla convenzione ONU contro la corruzione e dalla convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, dovrebbe svolgere un ruolo essenziale nei negoziati dell'ALS;

43.  ritiene che la conclusione di un ALS rafforzerebbe considerevolmente le attuali relazioni tra gli Stati membri dell'UE e gli Stati del CCG e fornirebbe valore aggiunto al recente programma d'azione congiunto, in particolare rafforzando le capacità e le istituzioni, anche in seno al segretariato del CCG; deplora che la presenza diplomatica dell'Unione negli Stati del CCG resti minima e insiste affinché, a seguito della creazione del SEAE, l'Unione rafforzi la sua presenza diplomatica nella regione, istituendo una delegazione dell'Unione in ciascuno dei sei Stati del CCG che cooperi strettamente con i servizi diplomatici nazionali degli Stati membri dell'UE presenti in tali Stati per sfruttare al massimo l'esperienza acquisita sulla regione; ritiene che una presenza diplomatica più importante accrescerebbe considerevolmente le prospettive di una rapida conclusione dell'ALS e della sua ulteriore attuazione;

44.  propone di istituire un vertice regolare di capi di Stato e di governo tra l'UE e il CCG; sottolinea che tale vertice potrebbe rafforzare i legami politici, finanziari, economici, commerciali e culturali tra l'UE e il CCG in proporzioni estremamente elevate; incoraggia fortemente i decisori politici di primo piano dell'UE e del CCG a riunirsi su base regolare al fine di definire e difendere congiuntamente gli interessi comuni, aumentando così la probabilità di giungere alla conclusione e alla firma dell'ALS al più presto possibile; è del parere che i decisori politici di primo piano dell'UE e del CCG dovrebbero compiere passi avanti in tale senso, indipendentemente dalla conclusione e dalla firma dell'ALS;

45.  si compiace del fatto che nel corso degli anni l'Unione e il CCG siano diventati importanti partner nel settore degli investimenti e che nel 2008 il CCG sia stato, insieme all'Iraq e allo Yemen, il principale investitore nell'Unione; ritiene che la conclusione dell'ALS o quanto meno la riapertura ufficiale dei negoziati aprirà senza alcun dubbio la strada a nuovi accordi, il che incoraggerà e faciliterà gli investimenti esteri diretti (IED) reciproci, nella prospettiva di eliminare gli ostacoli alle quote di partecipazione straniera e alla protezione degli investimenti; ricorda che in seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona gli IED rientrano tra le competenze dell'Unione, il che accresce ancor più la probabilità di una conclusione rapida di un ALS UE-CCG; rileva che qualsiasi futuro ALS deve offrire nuove opportunità d'investimento alle due parti, rafforzando le possibilità del CCG di soddisfare i criteri per partecipare a un accordo per investimenti europei, nel quadro della futura politica europea di investimenti;

46.  sottolinea che la diminuzione dei dazi doganali del CCG, come risultato dell'ALS, aumenterebbe l'attrattiva degli investimenti esteri effettuati da imprese transnazionali; è convinto che l'ALS comporterà un aumento degli investimenti relativi ai servizi, il che favorirà lo sviluppo degli Stati del CCG e degli Stati membri dell'Unione;

47.  suggerisce di utilizzare l'euro in tutti i tipi di scambi commerciali tra l'UE e il CCG; si compiace del fatto che, dalla sua creazione, il CCG abbia espresso la volontà di creare un'unione doganale e monetaria; constata che, mentre la prima è entrata in vigore nel 2009, i negoziati su una moneta comune sono ancora in corso;

48.  rileva che i sei Stati del CCG fruiscono attualmente di un accesso preferenziale al mercato dell'UE nell'ambito del sistema delle preferenze generalizzate (SPG) dell'UE; sottolinea che tutti gli Stati del CCG dovrebbero, ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio del 22 luglio 2008, non solo ratificare, ma anche applicare efficacemente tutte le 27 convenzioni dell'OIL e dell'ONU di cui all'Allegato III di detto regolamento; ritiene che, tenuto conto del livello dei progressi economici nella regione, l'ALS costituirebbe uno strumento in grado di ripartire i vantaggi economici in tutta quanta l'area;

49.  ribadisce che l'obiettivo primario dell'UE nelle sue relazioni con il CCG dovrebbe essere quello di concludere l'ALS, che rappresenterà un importante accordo di libero scambio da regione a regione; tuttavia, fino a che esso non sarà stato concluso e sulla scorta delle iniziative già assunte dai principali importanti partner commerciali del CCG, incoraggia l'alto rappresentante/vicepresidente e il commissario incaricato del commercio a studiare approcci sostitutivi per le future relazioni commerciali con gli Stati del CCG sotto forma di accordi bilaterali tra l'UE e gli Stati del Golfo, che sono già disposti a assumere un maggior numero di impegni con l'UE, tenendo conto dell'eterogeneità economica di questi Stati, delle loro varie reazioni alla crisi finanziaria e delle loro relazioni con altri partner commerciali;

Energia

50.  plaude all'importante cooperazione instaurata in materia di energia tra l'Unione europea e i suoi partner mediterranei, allargata adesso alle energie rinnovabili; ritiene che sinergie in tali settori di attività tra le tre zone geografiche debbano essere incoraggiate per via della convergenza di interessi, attraverso un know-how tecnologico e grazie a finanziamenti e abbondanza di risorse (sole, vento); si compiace dell'attuazione della rete di consulenza UE-CCG sulle energie pulite che rivestono adesso un interesse primordiale per gli Stati del CCG;

51.  nota che, tenuto conto delle relazioni strategiche, economiche, politiche e culturali tra i paesi del Golfo ed i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo, nonché del ruolo sempre più influente dei paesi del Golfo nei confronti dei paesi del Mediterraneo, potrebbe essere previsto un partenariato rafforzato e strutturato tra il CCG e l'Unione per il Mediterraneo, e che l'Unione europea dovrebbe impegnarsi attivamente nella promozione di tale progetto, vantaggioso per tutte le parti;

52.  elogia il lavoro svolto dal gruppo di esperti di energia UE-CCG, in particolare per quanto riguarda il gas naturale, l'efficienza energetica e la sicurezza nucleare;

53.  invita la Commissione, alla luce della sfida del cambiamento climatico e del crescente consumo di energia nelle due regioni, a considerare l'efficienza energetica uno dei principali ambiti da sviluppare e a intensificare la cooperazione in tale materia;

54.  riconosce che attualmente il fabbisogno energetico dell'UE è in gran parte coperto dai combustibili fossili; osserva, tuttavia, che la futura domanda di petrolio dell'UE sarà condizionata da diversi fattori, quali le politiche climatica ed energetica, i costi delle forniture, la volatilità dei prezzi e gli sviluppi industriali (ad esempio in relazione all'efficienza energetica e alla mobilità elettrica), che, combinati tra loro, generano incertezza circa la domanda futura e gli investimenti a monte e a valle per quanto riguarda la capacità di produzione;

55.  invita a una maggiore trasparenza dei dati relativi a petrolio e gas in vista delle prospettive future dell'offerta e della domanda a garanzia del reciproco interesse a mercati petroliferi prevedibili; si compiace, pertanto, dell'iniziativa comune sui dati sul petrolio (Joint Oil Data Initiative);

56.  si rallegra della determinazione del Consiglio ministeriale congiunto di adoperarsi a rafforzare la cooperazione in materia di ambiente e cambiamento climatico;

57.  riconosce che gli sforzi del CCG per incrementare il potenziale in termini di riserve di gas naturale e di gas naturale liquefatto (GNL) sono in linea con l'aspirazione dell'UE di diversificare le fonti e le rotte di transito dell'energia; sottolinea, pertanto, l'importanza di aumentare le importazioni di GNL nell'UE, includendo terminali GNL lungo il corridoio meridionale, e di creare collegamenti con i gasdotti del CCG, sia direttamente sia attraverso l'allacciamento a condotti già esistenti o in via di realizzazione come l'AGP (Arab gas pipeline), il Nabucco e l'ITGI (Interconnessione Turchia-Grecia-Italia);

58.  incoraggia gli Stati membri del CCG a coordinare con i loro partner europei l'ulteriore sviluppo della tecnologia di liquefazione del gas naturale al fine di integrarla meglio nel mix energetico europeo; sottolinea che il CCG potrebbe anche utilizzare la tecnologia di liquefazione del gas come alternativa all'emissione di gas bruciati nell'atmosfera;

59.  pone l'accento sul fatto che l'UE ha l'opportunità di investire nelle capacità di produzione di energia del CCG sfruttando le più moderne tecnologie di generazione, trasmissione e interconnessione; incoraggia, a questo proposito, una cooperazione futura incentrata soprattutto sull'integrazione delle reti elettriche e sulle tecnologie delle reti intelligenti;

Industria e materie prime

60.  sottolinea l'importanza di un partenariato affidabile tra l'UE e il CCG per quanto concerne l'utilizzo delle materie prime e l'accesso alle stesse; è favorevole alla creazione di mercati aperti delle merci e alla rimozione degli ostacoli non tariffari; accoglie positivamente tutti gli sforzi già profusi nell'ambito dei negoziati di libero scambio al fine di garantire approvvigionamenti di materie prime sicuri e duraturi;

61.  chiede un impegno comune per risolvere i problemi legati alla speculazione e alla volatilità dei prezzi delle materie prime attraverso una maggiore trasparenza e una più attenta vigilanza sulle vendite di prodotti derivati OTC; valuta positivamente, in tale contesto, il recente appello dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) a favore di controlli più rigorosi sulle operazioni OTC e gli sforzi da parte francese per lottare contro la speculazione sui prodotti di base nell'ambito del G-20;

R&S e innovazione

62.  evidenzia l'importanza di approfondire la cooperazione bilaterale con il CCG nell'ambito di programmi relativi alle tecnologie e alla ricerca, con particolare rifermento alle nuove industrie basate sulla conoscenza in settori quali le fonti di energia rinnovabili, la cattura e l'immagazzinamento del CO2 , i derivati del petrolio e del gas, l'efficienza energetica e la biomassa; invita a istituire una cooperazione che abbini al trasferimento di tecnologie un approvvigionamento di materie prime sicuro e duraturo;

63.  chiede che il Consiglio europeo per la ricerca (CER) e l'Istituto europeo di tecnologia (IET) rafforzino la loro collaborazione con il CCG al fine di promuovere e portare avanti il dialogo scientifico e la cooperazione tra le due regioni anche in questo settore;

Istruzione

64.  ricorda che gli Stati membri del CCG hanno fatto dell'istruzione una priorità nazionale a motivo dell'elevato fabbisogno in termini di risorse umane (corpo docente insufficiente), contenuti di formazione (inadeguatezza rispetto all'evoluzione del mercato del lavoro), di qualità dei programmi (metodologia e materiali didattici ormai datati) e di ricorso alle nuove tecnologie; invita a sostenere attivamente gli sforzi profusi dalle autorità per rispondere a questi deficit e proporre una cooperazione ambiziosa nel settore dell'insegnamento superiore, secondario e primario atta a favorire un maggiore accesso all'insegnamento per gli uomini e le donne;

65.  sottolinea che tale cooperazione dovrebbe includere un più forte sostegno a favore di programmi di scambi destinati a studenti, docenti universitari e professionisti; deplora che il programma Erasmus Mundus resti quasi sconosciuto in tutta la regione, in particolare a causa di una carenza di informazioni; plaude alle iniziative prese da alcune università francesi, britanniche e tedesche di istituire partenariati universitari e programmi di scambi; ricorda tuttavia che in tale ambito l'Europa è superata dagli Stati Uniti e dall'Asia; invita la Commissione a prevedere delle giornate di informazione e di promozione in loco dell'insegnamento e della ricerca scientifica europea; insiste sul fatto che tali programmi di scambi concernano studenti, insegnanti, ricercatori e personale amministrativo, garantendo nel contempo una rappresentanza di genere equilibrata; ritiene che si dovrebbero istituire programmi di scambi rivolti a fasce di età più giovani, in particolare studenti delle scuole medie e superiori;

66.  accoglie con favore il progetto Al-Jisr sulla diplomazia pubblica e le azioni di sensibilizzazione che, grazie al sostegno della Commissione, si sono rivelate di grandissima utilità; incoraggia a tale riguardo i servizi dell'alto rappresentante/vicepresidente a valutare l'estensione delle attività di diplomazia pubblica in una regione in cui l'Unione europea non è ancora compresa appieno e in cui i meccanismi previsti per superare tale carenza sono limitati; sottolinea l'importanza di sviluppare una migliore strategia di comunicazione, inclusa la necessità di illustrare le politiche e le posizioni dell'Unione europea in lingua araba, al fine di raggiungere un pubblico più ampio nella regione;

67.  sottolinea che la mancanza di programmi di cooperazione tra l'Unione europea ed il CCG nel settore dei mezzi di comunicazione si traduce in un deficit di informazione; invita la Commissione a proporre misure intese a coinvolgere gli Stati del CCG in una cooperazione più stretta in materia, al fine di accrescere la visibilità dell'Unione nella regione e promuovere la comprensione reciproca;

68.  ritiene essenziale rimediare alle carenze esistenti in Europa in materia di ricerca e di studi sugli Stati del Golfo; incoraggia l'istituzione nelle università di programmi di studi contemporanei dedicati a questa parte del mondo arabo; ritiene che si dovrebbero altresì proporre programmi di studi sull'Unione europea nelle università della regione;

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69.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al presidente del Consiglio dell'Unione europea, al presidente della Commissione europea, alla vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al segretariato del CCG, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri del CCG.

(1) GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 83.
(2) GU C 231 del 17.9.1990, pag. 216.
(3) GU C 76 E del 27.3.2008, pag. 100.

Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2013Avviso legale