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Procedura : 2012/2134(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0001/2013

Testi presentati :

A7-0001/2013

Discussioni :

PV 04/02/2013 - 18
CRE 04/02/2013 - 18

Votazioni :

PV 05/02/2013 - 7.3

Testi approvati :

P7_TA(2013)0036

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Martedì 5 febbraio 2013 - Strasburgo Edizione definitiva
Migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti
P7_TA(2013)0036A7-0001/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 5 febbraio 2013 su migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti (2012/2134(INI))

Il Parlamento europeo ,

–  vista la comunicazione della Commissione «Un piano d'azione per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti» (COM(2011)0870),

–  vista la comunicazione della Commissione «Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (COM(2010)2020),

–  vista la relazione della Commissione «Ridurre al minimo indispensabile gli oneri normativi che gravano sulle PMI - Adeguare la normativa dell'UE alle esigenze delle microimprese» (COM(2011)0803),

–  visto il programma della Commissione per la competitività delle imprese e le piccole e medie imprese (programma ''COSME'' - COM(2011)0834),

–  visto lo ''Small Business Act'' per l'Europa (COM(2008)0394), che riconosce il ruolo centrale delle PMI nell'economia dell'UE e mira a rafforzare il loro ruolo e a promuovere il loro potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro, attenuando una serie di problemi che si ritiene siano d'ostacolo allo sviluppo delle PMI,

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 febbraio 2011 sul riesame dello «Small Business Act» per l’Europa (COM(2011)0078) e la risoluzione del Parlamento del 12 maggio 2011 in materia(1) ,

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai fondi europei di venture capital (COM(2011)0860) presentata dalla Commissione,

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (COM(2011)0862) presentata dalla Commissione,

–  visto lo studio del 2011 della Commissione e della Banca centrale europea sull'accesso delle PMI ai finanziamenti,

–  vista la relazione speciale n. 2/2012 della Corte dei conti sugli strumenti finanziari per le PMI cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale,

–  vista la sua risoluzione del 7 settembre 2010 sullo sviluppo del potenziale occupazionale di una nuova economia sostenibile(2) ,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione giuridica (A7-0001/2013),

A.  considerando che una normativa carente nel settore finanziario, unitamente alle gravi e vaste conseguenze della crisi finanziaria, economica e del debito, potrebbe determinare maggiori difficoltà di accesso delle PMI ai finanziamenti;

B.  considerando che è fondamentale creare e sviluppare gli strumenti necessari e stabilire le condizioni adatte per consentire all'Unione di stimolare la crescita nella zona euro e in tutta l'UE;

C.  considerando che i prestiti bancari rappresentano la principale fonte di finanziamento per le PMI nell'Unione europea;

D.  considerando che, secondo i dati della BCE, i tassi di interesse sui crediti alle PMI variano enormemente da uno Stato membro all'altro e che in alcuni paesi si registrano squilibri nell'accesso alla liquidità ed elevati tassi di rifiuto delle domande di prestito per i progetti commerciali;

E.  considerando che le PMI rappresentano più del 98% delle imprese europee e forniscono il 67% dei posti di lavoro nell'Unione; che sono quindi la spina dorsale dell'economia dell'Unione europea nonché importanti motori per la crescita economica a lungo termine dell'Europa e la possibilità di creare posti di lavoro sostenibili nei 27 Stati membri;

F.  considerando che l'85% di tutti i nuovi posti di lavoro nati nell'UE tra il 2002 e il 2010 sono stati creati dalle PMI, in particolare dalle nuove imprese; che 32,5 milioni di persone nell'UE sono lavoratori autonomi;

G.  considerando che esistono diversi tipi di PMI, tutte con esigenze diverse;

H.  considerando che le iniziative a sostegno delle PMI e dell'imprenditoria sono disciplinate dallo «Small Business Act», che gli Stati membri si sono impegnati ad attuare insieme alla Commissione europea;

Aspetti generali

1.  accoglie con favore il piano d'azione della Commissione e la sua vasta gamma di proposte e raccomandazioni relative alle PMI;

2.  concorda con la Commissione sul fatto che il successo economico, l'eccellenza e la coesione dell'Unione europea dipendono in larga misura dalla crescita sostenibile e dalla creazione di occupazione basate sull'impegno delle PMI a fornire prodotti e servizi di qualità; sottolinea l'importanza di incoraggiare la crescita economica in tutto il ventaglio di imprese; evidenzia che le PMI sono un elemento di un «ecosistema» più ampio di imprese; rileva che in tale «ecosistema» vi è anche la necessità di garantire che il miglioramento dell'accesso ai finanziamenti per le microimprese e gli imprenditori autonomi sia trattato con la stessa attenzione; osserva che le imprese più grandi si appoggiano in larga misura su una rete estesa di PMI più piccole;

3.  sottolinea che, a causa dell'effetto peggiorativo della crisi finanziaria ed economica, molte PMI hanno difficoltà di accesso ai finanziamenti e sono tenute a rispettare nuovi criteri normativi che sono talvolta più severi rispetto al passato; sottolinea che obiettivi relativi agli importi e alle condizioni di finanziamento da offrire alle PMI dovrebbero essere imposti agli istituti bancari che hanno beneficiato di aiuti di Stato e sovvenzioni implicite durante la crisi, quali meccanismi di garanzia pubblica e sostegno in liquidità da parte delle banche centrali e della Banca centrale europea; incoraggia la Commissione a continuare ad adoperarsi per promuovere l'attuazione a livello nazionale del principio «innanzitutto pensare in piccolo», che implica un'ulteriore semplificazione del contesto normativo e amministrativo per le PMI;

4.  sottolinea il fatto che in sede di semplificazione del contesto normativo e amministrativo per le PMI è necessario fornire una tutela adeguata dei lavoratori nei settori della sicurezza sociale e della salute e sicurezza sul lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri a contrastare la potenziale discriminazione nell'accesso ai finanziamenti di PMI gestite da persone o gruppi sociali svantaggiati;

5.  rileva che negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli sforzi per ridurre la burocrazia;

6.  evidenza l'importanza di rafforzare il sistema bancario locale; sottolinea la responsabilità e le funzioni delle banche, da quelle europee a quelle locali, in termini di investimento oculato nell'economia e più in particolare nelle PMI; constata le differenze esistenti tra gli Stati membri in termini di costo del credito e di accesso ai finanziamenti per le PMI in conseguenza del contesto macroeconomico sfavorevole, che possono avere un impatto negativo sulla competitività nelle regioni di confine; sottolinea che, sebbene i problemi di accesso al credito delle PMI varino ancora tra Stati membri, gli esiti del sondaggio dell'ottobre 2011 della BCE sul credito bancario indicano una considerevole stretta generale degli standard creditizi per i prestiti alle PMI e dimostrano che la riduzione al minimo degli investimenti può determinare una stretta creditizia; riconosce inoltre che nell'UE esiste una domanda considerevole di microcredito;

7.  ribadisce che la revisione delle norme in materia di appalti pubblici e contratti di concessione non dovrebbe pregiudicare l'accesso delle PMI e delle microimprese al mercato degli appalti;

8.  ribadisce che in Europa la principale fonte di finanziamento delle PMI è rappresentata dal settore bancario; ritiene che la frammentazione di detto settore e l'enorme divergenza tra paesi che ne deriva in termini di tassi d'interesse sui prestiti e offerta di credito rendono necessario un approccio differenziato per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti che tenga conto delle circostanze specifiche di ciascun paese;

Eterogeneità delle piccole e medie imprese

9.  ricorda alla Commissione che le PMI europee sono estremamente eterogenee, comprendendo sia imprese a conduzione familiare di tipo molto tradizionale sia imprese in rapida crescita, aziende ad alta tecnologia, microimprese, imprese sociali e imprese in fase di avviamento, e richiedono quindi approcci altrettanto diversi;

10.  sottolinea che nell'attuale situazione, in cui l'accesso insufficiente a fonti adeguate di capitale di rischio, in particolare nelle prime fasi, continua ad essere uno dei principali ostacoli alla creazione e allo sviluppo di imprese orientate alla crescita, il piano d'azione della Commissione rivolge una particolare attenzione al capitale di rischio quale possibile modalità di finanziamento della crescita; sottolinea tuttavia che questo genere di finanziamento è adatto solo a un numero ristretto di PMI e che i crediti bancari continuano a costituire la principale fonte di finanziamento;

11.  evidenzia che non esiste una modalità di finanziamento adatta a tutti e invita la Commissione a sostenere lo sviluppo di una vasta gamma di programmi, strumenti e iniziative ad hoc, sia nell'ambito degli strumenti di capitale (quali i business angel, il crowd funding e i sistemi multilaterali di negoziazione), del quasi-equity (quale il finanziamento mezzanino) che degli strumenti di debito (come le obbligazioni aziendali di entità ridotta, gli strumenti di garanzia e le piattaforme), in un partenariato tra le banche e gli altri operatori che partecipano al finanziamento delle PMI (professionisti della contabilità, associazioni di imprese o di PMI o camere di commercio), onde sostenere le imprese nelle loro fasi di avviamento, crescita e trasferimento, tenendo conto delle loro dimensioni, del volume d'affari e del loro fabbisogno di finanziamenti;

12.  sottolinea che la Commissione dovrebbe evidenziare il ruolo importante che il mercato azionario può svolgere per migliorare l'accesso alla liquidità tanto per le PMI quanto per gli investitori in fasi diverse; ribadisce che nella zona dell'euro esistono già mercati borsistici specificamente concepiti per le PMI per rispondere a specifici requisiti di mercato e di finanziamento;

Vulnerabilità delle PMI

13.  chiede alla Commissione di subordinare le nuove normative in materia di PMI a una valutazione d'impatto globale e inclusiva che comprenda un esame esaustivo, tenendo conto delle necessità e delle difficoltà che le PMI dovranno affrontare;

14.  sottolinea il fatto che le PMI si trovano spesso al termine di un lungo ciclo di vita della fornitura e sono pertanto quelle che risentono maggiormente dei ritardi di pagamento e dei termini di pagamento brevi; accoglie pertanto con favore l'iniziativa della Commissione di incoraggiare vivamente gli Stati membri ad accelerare l'attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento;

15.  sottolinea il fatto che gli studi della Commissione mettono in evidenza che, tra i fattori fondamentali che permettono alle PMI di accedere ai finanziamenti, di innovarsi, di competere e di crescere, non figura soltanto l'accesso ai finanziamenti ma anche quello alle competenze, comprese le competenze manageriali, e alle conoscenze in materia di finanza e contabilità; ritiene che l'offerta di strumenti finanziari dell'UE deve pertanto essere accompagnata dalla fornitura di programmi di tutoraggio e di coaching appropriati e dalla prestazione di servizi alle imprese basati sulla conoscenza;

16.  ritiene necessario sostenere le PMI a livello locale per elaborare politiche volte a promuovere l'imprenditorialità, migliorare la situazione delle PMI durante l'intero ciclo di vita e aiutarle a ottenere l'accesso a nuovi mercati; è del parere che il riconoscimento e lo scambio delle migliori prassi costituiscano elementi fondamentali di detta politica;

Professionalizzazione dell'imprenditorialità

17.  prende atto che le scarse conoscenze degli imprenditori in materia di finanziamenti di base limitano la qualità dei piani d'impresa e quindi anche il successo delle domande di credito; invita pertanto gli Stati membri a fornire un sostegno in termini di formazione professionale dei potenziali imprenditori e a sostenere i partenariati tra banche, camere di commercio, associazioni di imprese e professionisti della contabilità;

18.  ritiene che l'imprenditoria femminile sia una risorsa non sfruttata per la crescita e la competitività dell'UE, che occorre promuovere e rafforzare, e che sia opportuno eliminare tutti gli ostacoli cui sono confrontate le donne nel mercato del lavoro;

19.  è del parere che nei sistemi di istruzione di base sia opportuno introdurre lo sviluppo delle capacità imprenditoriali e programmi sul modo in cui operano, funzionano e interagiscono il mercato, l'economia e il sistema finanziario; ritiene che un piano d'impresa ben organizzato sia il primo passo verso un migliore accesso ai finanziamenti e la capacità di far fronte agli impegni; invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre senza indugio l'educazione finanziaria nei loro programmi d'istruzione; sostiene a tal fine il programma «Erasmus per giovani imprenditori», concepito per promuovere una cultura imprenditoriale e sviluppare il mercato unico e la competitività;

20.  ritiene che sia necessario prevedere una strategia speciale per le start-up e strumenti finanziari per realizzare progetti innovativi e sviluppare la creatività dei giovani imprenditori;

21.  sottolinea il fatto che in alcuni Stati membri esistono già alcune migliori prassi intese a migliorare la preparazione degli imprenditori; invita la Commissione a promuovere la loro attuazione negli altri Stati membri;

22.  sottolinea che è indispensabile informare in modo semplice e con regolarità gli imprenditori, i potenziali imprenditori e le banche sulle iniziative di formazione, i finanziamenti e i programmi dell'UE a favore delle PMI, a livello nazionale, regionale e locale, affinché possano approfittare di tutte le opportunità e azioni disponibili; invita la Commissione a provvedere affinché le associazioni nazionali delle PMI siano adeguatamente informate sulle iniziative e le proposte strategiche dell'UE;

23.  chiede al gruppo BEI di intensificare gli sforzi in tema di comunicazione al fine di promuovere gli strumenti finanziari presso il settore delle PMI, in collaborazione con le associazioni delle PMI;

24.  rileva che è indispensabile fornire un orientamento agli imprenditori falliti, dato che il 15% delle chiusure delle imprese è dovuto a fallimento; è favorevole alla semplificazione e all'abbreviazione delle procedure di fallimento al fine di dare agli imprenditori interessati una seconda possibilità, in quanto le imprese avviate da chi ha già avuto un'esperienza imprenditoriale potrebbero ottenere migliori risultati;

Trasparenza

25.  prende atto che in generale i creditori conoscono gli strumenti di credito meglio degli imprenditori e che questi ultimi dovrebbero dialogare in modo più efficace con i creditori in merito al loro piano d'impresa e alla loro strategia a lungo termine; sottolinea che tale divario informativo crea difficoltà quando si esamina una domanda di credito; riconosce che le PMI necessitano in particolare di una consulenza ad hoc nell'ambito delle opportunità di credito; invita la Commissione a promuovere la condivisione delle migliori prassi esistenti in merito a soluzioni specifiche per il dialogo, la cooperazione e lo scambio di informazioni tra creditori e imprenditori; chiede alla Commissione di rafforzare il dialogo e la cooperazione tra imprenditori e creditori;

26.  sottolinea che i creditori dovrebbero fissare in maniera trasparente criteri chiari e specifici relativi alle domande in materia di finanziamenti e che se un creditore respinge del tutto o in parte una domanda di credito questi è tenuto a informare l'imprenditore in modo adeguato e costruttivo delle ragioni del rigetto; invita la Commissione a definire orientamenti chiari circa tale approccio costruttivo in materia di trasparenza;

27.  prende atto che in caso di rimborso anticipato del credito, le PMI sono tenute a versare al creditore la perdita di finanziamento e spesso un'ulteriore penale, e che ciò si traduce in un costo totale troppo elevato da sostenere; invita la Commissione a proporre maggiore trasparenza in tutti i contratti riguardo al rimborso anticipato da parte delle PMI e studiare la possibilità di introdurre un massimale per limitare i costi di questo genere di operazioni;

28.  constata che per ottenere finanziamenti dagli istituti di credito le PMI sono esposte a requisiti sempre più rigorosi, tra cui anche le garanzie personali; osserva che tassi di interesse più alti potrebbero condurre a un aggravio dei termini e delle condizioni non legati al prezzo, comprese le garanzie personali; ritiene pertanto che le norme richieste per regolamentare il settore finanziario debbano tutelare e stimolare esplicitamente un'effettiva attività di credito all'economia reale, in particolare alle PMI;

29.  invita gli Stati membri a ridurre gli oneri amministrativi nella fase di avvio e per l'intero periodo di attività delle PMI, date le differenze esistenti tra i paesi in questo ambito e che ostacolano il completamento del mercato unico; sottolinea che è importante ridurre il numero di giorni necessari per l'avvio di una nuova attività; chiede alla Commissione di esaminare le potenziali migliori prassi da attuare negli Stati membri; chiede alla Commissione di valutare la possibilità di introdurre un numero di identificazione unico per le PMI, registrato all'interno di una singola base di dati europea sulle PMI, che comprenda tutti i dati finanziari, consentendo alle PMI di presentare più agevolmente richiesta per i programmi e i finanziamenti nazionali e dell'UE; evidenzia che se verrà introdotto un tale numero di identificazione per le PMI, occorre prestare attenzione ai principi concernenti la protezione dei dati;

30.  plaude alla proposta della Commissione di promuovere l'uso della valutazione qualitativa quale strumento per integrare il normale processo di valutazione quantitativa del merito di credito delle PMI;

Nuove modalità di finanziamento

31.  si compiace dei nuovi programmi di finanziamento della Commissione, che tengono conto delle caratteristiche specifiche delle PMI; invita la Commissione a sviluppare ulteriormente forme di finanziamento UE ad hoc per le PMI; sottolinea il fatto che è necessario evitare la frammentazione dei finanziamenti e che il finanziamento può dimostrarsi efficace solo quando è in grado di soddisfare una parte consistente dei bisogni delle PMI in questione;

32.  ritiene fermamente che sia necessario incrementare in modo sostanziale la dotazione finanziaria concernente gli strumenti di finanziamento mediante indebitamento e partecipazione azionaria di cui ai programmi COSME e Orizzonte 2020 e che occorra migliorare considerevolmente l'accesso delle PMI a tali strumenti;

33.  è del parere che la Commissione debba vagliare i modi per migliorare il mercato europeo del quasi-equity, in particolare il finanziamento mezzanino; raccomanda alla Commissione di studiare come rafforzare il meccanismo di finanziamento mezzanino del FEI per la crescita e di cercare nuovi strumenti mezzanini quali la garanzia per i prestiti mezzanini; raccomanda altresì che siano forniti i dati e le analisi concernenti gli strumenti finanziari al fine di ridurre gli ostacoli incontrati dagli intermediari finanziari, che potrebbero decidere di esplorare il mercato del credito per finanziamenti mezzanini all'interno dell'UE;

34.  chiede che almeno il 20% della dotazione del programma Orizzonte 2020 sia destinato alle PMI;

35.  rileva che le garanzie di capitale sono ampiamente apprezzate e utilizzate dalle PMI e dagli istituti di credito; accoglie con favore gli sforzi della Commissione in materia; invita gli Stati membri ad attuare un quadro adeguato per le garanzie di capitale;

36.  invita la Commissione a pervenire a un quadro normativo adeguato e ad hoc per i soggetti che erogano finanziamenti alle PMI, che non sia oneroso per queste ultime e che conquisti anche la fiducia degli investitori (nell'ambito della normativa europea sugli standard contabili, della direttiva Prospectus, della direttiva sulla trasparenza, della direttiva sugli abusi di mercato e della direttiva MIFID);

37.  plaude all'accordo raggiunto durante il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012 in merito all'aumento di capitale della BEI di 10 miliardi di EUR, che permetterà al gruppo BEI di incrementare di circa 60 miliardi di EUR la propria capacità di prestito all'interno dell'Unione nel periodo 2012-2015, di stimolare investimenti complessivi per circa 180 miliardi di EUR e di svolgere di conseguenza un ruolo positivo nell'ambito degli sforzi concertati volti a rafforzare l'economia europea; accoglie con favore il fatto che nelle sue priorità di finanziamento la BEI abbia individuato, nello specifico, la necessità di ampliare la gamma di partner bancari per i prestiti alle PMI, in modo da includere nuovi intermediari finanziari, anche non convenzionali; sottolinea che questo nuovo impegno non deve compromettere gli sforzi paralleli intesi a rafforzare e migliorare gli strumenti congiunti BEI - bilancio dell'Unione utilizzati per ripartire il rischio e assumere quote di partecipazione; invita, alla luce di quanto esposto, la Commissione a rafforzare e a ottimizzare gli strumenti di condivisione dei rischi della Banca europea per gli investimenti e i programmi del Fondo europeo per gli investimenti in materia di portafogli di finanziamenti mezzanini o con quote di partecipazione garantiti da enti finanziari (intermediari) destinati alle PMI; riconosce che la politica di coesione è una delle principali fonti di sostegno finanziario a favore delle PMI e che i programmi di finanziamento dei Fondi strutturali, la riduzione della burocrazia e una maggiore rapidità ed efficienza sono fondamentali per stimolare il rilancio dell'economia e della competitività dell'UE;

38.  invita la Commissione a istituire in maniera permanente, nel quadro del Fondo europeo per gli investimenti, una piattaforma di garanzia europea per agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, la quale rafforzi lo sviluppo dei prodotti di garanzia o di credito basati su garanzie europee e riduca i requisiti patrimoniali delle banche e l'esposizione al rischio per gli intermediari finanziari;

39.  incoraggia la BEI a consolidare ulteriormente la sua iniziativa di microfinanziamento dei progetti e a contribuire maggiormente a portare avanti le priorità strategiche dell'UE nel campo dell'inclusione sociale;

40.  osserva che in alcuni Stati membri i conti bancari registrano un massiccio afflusso di risparmi delle famiglie, mentre in altri Stati membri i depositi si stanno riducendo a causa degli effetti della crisi; sottolinea che la definizione di un quadro idoneo di incentivi per attivare tali risparmi dovrebbe agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, sia nazionali che transfrontalieri, e rilanciare l'economia dell'UE; invita la Commissione a presentare una proposta sull'attivazione di tali risparmi, ad esempio, prevedendo l'introduzione di incentivi basati sulle migliori pratiche esistenti negli Stati membri;

41.  constata che le PMI contribuiscono ad accrescere l'occupazione della popolazione di regioni con scarsi livelli occupazionali, stimolando un aumento dei posti di lavoro e contribuendo a soddisfare le esigenze correnti degli abitanti, determinando in questo modo un effetto positivo sullo sviluppo delle comunità locali; ritiene, quindi, che lo sviluppo delle PMI costituisca un modo per ridurre le disparità a livello nazionale;

42.  accoglie con favore il sostegno alle PMI e alle microimprese mediante iniziative quali i programmi PSCI, Europa creativa (compresa l'agevolazione creditizia per i settori della cultura e della creazione), COSME e Orizzonte 2020, che offrono tutti nuovi mezzi per sviluppare le competenze e le conoscenze che permettono uno sviluppo dinamico delle PMI e delle microimprese;

43.  invita la Commissione e gli Stati membri a valutare come migliorare l'accesso ai finanziamenti per le PMI che si prefiggono di fornire lavori, approvvigionamenti o servizi innovativi al settore pubblico; chiede, in particolare, che siano adottate misure per migliorare le condizioni di finanziamento, garantendo che il capitale di rischio e gli altri flussi di finanziamento pertinenti riconoscano pienamente il potenziale di crescita delle imprese innovative che collaborano con i partner del settore pubblico, sia su progetti d'appalto pre-commerciali sia nel contesto di partenariati per l'innovazione;

44.  sottolinea che un quadro normativo dell'UE in materia di appalti pubblici, equo, aperto e trasparente, nonché un'applicazione proporzionata, trasparente e non discriminatoria della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi(3) , sono indispensabili affinché le PMI dispongano di un migliore accesso agli appalti pubblici e siano effettivamente in grado di portarli a termine;

45.  aggiunge che è necessario adottare misure volte a garantire che la semplificazione delle attività transfrontaliere delle PMI non agevoli nel contempo le attività transfrontaliere nell'ambito del lavoro autonomo fittizio, specialmente nel settore edile;

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46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Banca centrale europea nonché alla Banca europea per gli investimenti, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 377 E del 7.12.2012, pag. 102.
(2) GU C 308 E del 20.10.2011, pag. 6.
(3) GU L 18 del 21.1.1997, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2014Avviso legale