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Procedura : 2013/2837(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0442/2013

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B7-0442/2013

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PV 09/10/2013 - 4
CRE 09/10/2013 - 4

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PV 09/10/2013 - 8.2

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P7_TA(2013)0414

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Mercoledì 9 ottobre 2013 - Strasburgo Edizione definitiva
Misure dell'UE e degli Stati membri per affrontare il flusso di rifugiati a seguito del conflitto in Siria
P7_TA(2013)0414B7-0442/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 ottobre 2013 sulle misure adottate dall'UE e dagli Stati membri per affrontare il flusso di rifugiati a seguito del conflitto in Siria (2013/2837(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria, in particolare quelle del 16 febbraio 2012(1) , del 13 settembre 2012(2) , del 23 maggio 2013(3) e del 12 settembre 2013(4) , nonché sulla fuga dei profughi dal conflitto armato,

–  viste le conclusioni sulla Siria del Consiglio "Affari esteri" del 23 gennaio, del 18 febbraio, dell'11 marzo, del 22 aprile, del 27 maggio, del 24 giugno, del 9 luglio e del 22 luglio 2013, come pure le conclusioni sulla Siria del Consiglio europeo dell'8 febbraio 2013,

–  viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), Catherine Ashton, del 21 agosto 2013 sulle ultime informazioni riguardanti l'uso di armi chimiche a Damasco, del 23 agosto 2013 sull'urgenza assoluta di trovare una soluzione politica al conflitto siriano (che riflettono la posizione sulla Siria concordata dall'UE il 7 settembre 2013), del 10 settembre 2013 sulla proposta di mettere le armi chimiche della Siria sotto controllo internazionale e del 14 settembre 2013 a seguito dell'accordo USA‑Russia sulle armi chimiche in Siria, nonché le dichiarazioni rese dal VP/AR l'11 settembre 2013 durante la seduta plenaria del Parlamento a Strasburgo,

–  viste le dichiarazioni del commissario responsabile per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Kristalina Georgieva, sui rifugiati siriani e la risposta dell'UE, in particolare la dichiarazione rilasciata il 3 settembre 2013 sugli ultimi dati relativi ai rifugiati in fuga dalla crisi siriana, nonché le relazioni sull'andamento della situazione e le note sintetiche sulla Siria elaborate dall'Ufficio per gli aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO),

–  viste le osservazioni formulate dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres, in occasione della riunione informale del Consiglio "Giustizia e affari interni" tenutasi a Vilnius il 18 luglio 2013(5) ,

–  viste le note informative del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria rilasciate dal Sottosegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti d'emergenza, Valerie Amos, in particolare quella del 18 aprile 2013,

–  vista la dichiarazione comune rilasciata in occasione della riunione ministeriale dei paesi confinanti con la Siria, organizzata dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati in data 4 settembre 2013,

–  viste le risoluzioni sulla Siria del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite,

–  vista la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visti il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, la Convenzione sui diritti del fanciullo e il relativo protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, nonché la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, tutti sottoscritti dalla Siria,

–  visti gli articoli 78, 79 e 80 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti le convenzioni di Ginevra del 1949 e i relativi protocolli aggiuntivi,

–  visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che al 20 settembre 2013 l'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) aveva registrato un totale di 1 929 227 rifugiati siriani nei paesi limitrofi e nell'Africa settentrionale; che, secondo le stime, il numero complessivo dei rifugiati, inclusi quelli non registrati, ammonta a 2 102 582; che, in base alle stesse fonti, le donne e i bambini rappresentano il 76% dei rifugiati siriani; che tra i rifugiati siriani vi sono 410 000 bambini in età scolare primaria (5‑11 anni); che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), il numero degli sfollati interni ammontava a 4,25 milioni al 9 settembre 2013;

B.  considerando che, secondo l'UNHCR, al 20 settembre 2013 il numero dei rifugiati (compresi quelli in attesa di registrazione) presenti nei paesi di accoglienza era così ripartito: 492 687 in Turchia, 748 608 in Libano, 531 768 in Giordania, 190 857 in Iraq, 124 373 in Egitto, 14 289 (registrati) in Marocco, Algeria e Libia; che ogni giorno migliaia di siriani si rifugiano nei paesi limitrofi e, secondo le previsioni del Piano di risposta regionale delle Nazioni Unite per la Siria, entro la fine del 2013 i rifugiati provenienti dal paese saranno 3,5 milioni;

C.  considerando che nel 2013 il numero delle domande di asilo nell'UE presentate da rifugiati siriani è continuato ad aumentare, e che dall'inizio del conflitto nel 2011 sono pervenute in totale 52 037 domande di asilo nell'UE e nei paesi vicini (Svizzera e Norvegia);

D.  considerando che, nell'UE‑28, il 59% delle domande sono state presentate in Germania (14 842) e in Svezia (14 083); che, nonostante diversi paesi abbiano registrato un aumento significativo delle domande di asilo, solo un altro Stato membro ne ha ricevute più di 2 000 (il Regno Unito, con un totale di 2 634 domande);

E.  considerando che non esistono dati del tutto precisi e attendibili in merito al numero totale di siriani che giungono in Europa, né informazioni circa il numero di richiedenti asilo nei paesi europei e il numero complessivo di rifugiati già presenti; che, secondo l'UNHCR, nonostante queste lacune e le carenze che si registrano nei dati e nelle statistiche sulle procedure di concessione dell'asilo negli Stati membri dell'UE, vi sono elementi che indicano il persistere di lacune quanto alla protezione dei siriani all'interno dell'UE;

F.  considerando che la crisi dei rifugiati siriani rappresenta una prima prova per il sistema europeo comune di asilo (CEAS), recentemente sottoposto a revisione;

G.  considerando che la legislazione dell'UE contempla già alcuni strumenti che consentono il rilascio di visti umanitari, tra cui il codice dei visti(6) e il codice frontiere Schengen(7) ;

H.  considerando che gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare i fondi che saranno messi a disposizione dal Fondo Asilo e migrazione, come pure i fondi stanziati nel quadro dell'azione preparatoria "Consentire il reinsediamento dei rifugiati in situazioni di emergenza", che copre tra l'altro misure volte a garantire un sostegno alle persone il cui status di rifugiato è già stato riconosciuto dall'UNHCR, a sostenere gli interventi di emergenza nel caso di gruppi di rifugiati, considerati prioritari, che sono vittime di conflitti armati o che si trovano confrontati a situazioni di estrema vulnerabilità e di rischio per la loro incolumità, nonché a potenziare, se del caso, il sostegno finanziario, in situazioni di emergenza, a favore dell'UNHCR e delle sue organizzazioni di collegamento negli Stati membri e a livello di Unione;

I.  considerando l'ultima tragedia che il 3 ottobre 2013 ha provocato la morte di 130 migranti e la scomparsa di centinaia di altri migranti nei pressi di Lampedusa; che decine di migliaia di migranti hanno perso la vita cercando di raggiungere l'UE, ricordando ancora una volta la necessità di adottare tutte le misure possibili per salvare la vita delle persone in pericolo e la necessità che gli Stati membri rispettino i loro obblighi internazionali in materia di soccorso in mare;

1.  esprime profonda preoccupazione per la crisi umanitaria in atto in Siria e per la forte pressione che essa sta esercitando sui paesi limitrofi; si dichiara preoccupato per il continuo intensificarsi dell'esodo dei rifugiati e per l'assenza di segnali di un suo prossimo arresto;

2.  encomia gli sforzi profusi dalle autorità dei suddetti paesi e la solidarietà da esse dimostrata nel fornire assistenza ai rifugiati siriani, come pure la generosità di cui hanno dato prova le rispettive popolazioni in tale contesto;

3.  plaude alla politica di apertura adottata dai paesi confinanti con la Siria e li esorta a mantenere aperte le frontiere per tutti i rifugiati in fuga dalla Siria;

4.  esprime preoccupazione per il crescente numero di siriani che rischia la vita intraprendendo pericolose traversate del Mediterraneo verso l'UE;

5.  valuta positivamente il fatto che l'UE e i suoi Stati membri abbiano destinato oltre 1 miliardo di EUR per aiuti umanitari e non umanitari a favore dei siriani all'interno e all'esterno della Siria; rileva che l'Unione europea rappresenta il maggiore donatore di aiuti umanitari nell'ambito della crisi siriana; invita l'UE a monitorare la distribuzione di tali finanziamenti;

6.  sollecita l'UE a continuare a finanziare generosamente gli sforzi in ambito umanitario e non umanitario per rispondere alle esigenze della popolazione in Siria e dei rifugiati siriani nei paesi limitrofi;

7.  incoraggia gli Stati membri a sopperire alle necessità impellenti attraverso il reinsediamento, associato alle quote nazionali esistenti, e l'ammissione per motivi umanitari; incoraggia gli Stati membri a ricorrere ai fondi ancora disponibili a titolo dell'azione preparatoria / progetto pilota sul reinsediamento;

8.  invita la comunità internazionale, l'UE e gli Stati membri a continuare a fornire aiuti in risposta all'eccezionale crisi umanitaria in corso e a impegnarsi a prestare assistenza effettiva ai paesi confinanti con la Siria;

9.  chiede all'UE di convocare una conferenza umanitaria sulla crisi dei rifugiati siriani, che si concentri in via prioritaria su azioni a favore dei paesi ospitanti della regione (in particolare Libano, Giordania, Turchia e Iraq) volte a sostenere gli sforzi da essi profusi per accogliere la sempre più consistente popolazione di rifugiati e mantenere aperte le frontiere; sottolinea che tale conferenza dovrebbe coinvolgere tutte le istituzioni dell'Unione e le organizzazioni della società civile, concentrandosi sulle azioni umanitarie come pure sul rafforzamento del ruolo e della partecipazione dell'UE nel quadro degli sforzi diplomatici volti a contribuire a mettere fine al conflitto in Siria;

10.  pone l'accento sull'importanza di valutare concretamente, in questa fase, se gli Stati membri non possano adoperarsi maggiormente per rafforzare la propria risposta in fatto di protezione a favore della Siria e, in tal caso, di stabilire le modalità e la tempistica di una siffatta azione; sottolinea l'esigenza di solidarietà e la necessità di rafforzare attivamente la risposta globale dell'UE in materia di protezione mediante una maggiore cooperazione, la condivisione delle informazioni, il rafforzamento delle capacità e il dialogo politico;

11.  valuta positivamente il consenso generale registrato negli Stati membri sulla necessità di non rimpatriare i cittadini siriani nel loro paese; sottolinea tuttavia che, nell'accogliere i rifugiati provenienti dalla Siria, occorre adottare un approccio più coerente e dimostrare maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri sottoposti a particolare pressione; invita gli Stati membri a garantire che tutte le disposizioni dei diversi strumenti contemplati dal CEAS siano attuate correttamente;

12.  sollecita gli Stati membri a vagliare tutte le attuali norme e procedure dell'UE volte ad assicurare un ingresso sicuro nell'Unione al fine di ammettere temporaneamente i siriani in fuga dal loro paese; rileva che l'ingresso legale nell'UE è preferibile all'ingresso irregolare, che presenta maggiori rischi tra l'altro per quanto attiene alla tratta di esseri umani; constata che alcuni Stati membri hanno concesso ai siriani la residenza permanente (ad esempio la Svezia) o un'ammissione temporanea (ad esempio la Germania);

13.  rammenta agli Stati membri che occorre indirizzare alle autorità nazionali competenti in materia di asilo i siriani in fuga dal conflitto, i quali chiedono protezione internazionale, e assicurare loro l'accesso a procedure di asilo eque ed efficienti;

14.  invita l'UE ad adottare misure adeguate e responsabili in relazione al possibile afflusso di rifugiati nei suoi Stati membri; sollecita la Commissione e gli Stati membri a continuare a monitorare la situazione attuale e a provvedere alla pianificazione di emergenza, ivi inclusa la possibilità di applicare la direttiva sulla protezione temporanea(8) , ove e qualora le condizioni lo richiedessero;

15.  ricorda l'obbligo degli Stati membri di soccorrere i migranti in mare e invita gli Stati membri che non hanno rispettato i loro obblighi internazionali a cessare il respingimento di imbarcazioni con migranti a bordo;

16.  invita gli Stati membri a rispettare il principio di non respingimento, in conformità del diritto internazionale e dell'UE in vigore; invita gli Stati membri a cessare immediatamente tutte le pratiche di detenzione abusiva e prolungata che violi il diritto internazionale ed europeo, e ricorda che le misure di detenzione dei migranti devono sempre essere soggette a una decisione amministrativa e devono essere debitamente giustificate e temporanee;

17.  sollecita le proprie commissioni competenti a continuare a monitorare la situazione in Siria e nei paesi limitrofi come pure le misure adottate dagli Stati membri a tale riguardo;

18.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, al Segretario generale della Lega araba, al parlamento e al governo della Repubblica araba siriana, ai parlamenti e ai governi dei paesi confinanti con la Siria e a tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano.

(1) GU C 249 E del 30.8.2013, pag. 37.
(2) Testi approvati, P7_TA(2012)0351.
(3) Testi approvati, P7_TA(2013)0223.
(4) Testi approvati, P7_TA(2013)0378.
(5) http://www.unhcr.org/51b7149c9.html
(6) Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti), GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1.
(7) Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen), GU L 105 del 13.4.2006, pag. 1.
(8) Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12).

Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2016Avviso legale