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Procedura : 2013/2064(INI)
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Martedì 10 dicembre 2013 - Strasburgo Edizione definitiva
Volontariato e attività volontaria in Europa
P7_TA(2013)0549A7-0348/2013

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 dicembre 2013 su volontariato e attività volontaria in Europa (2013/2064(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 165, 166 e 214 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la definizione di lavoro volontario proposta dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) nel suo Manuale sulla misurazione del volontariato (2011),

–  vista la decisione n. 2241/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, relativa ad un quadro comunitario unico per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze (Europass),

–  vista la decisione n. 1719/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce il programma "Gioventù in azione" per il periodo 2007-2013(1) ,

–  vista la decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente(2) ,

–  vista la decisione n. 1904/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma Europa per i cittadini mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva(3) ,

–  vista la decisione 2010/37/CE del Consiglio, del 27 novembre 2009, relativa all’Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva (2011)(4) ,

–  vista la risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 24 aprile 2006, sul riconoscimento del valore dell'apprendimento non formale e informale nel settore della gioventù europea(5) ,

–  vista la risoluzione del Consiglio, del 27 novembre 2007, sulle attività di volontariato dei giovani (14427/1/2007),

–  vista la risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 2007, concernente la realizzazione degli obiettivi comuni per le attività di volontariato dei giovani(6) ,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 novembre 2008, relativa alla mobilità dei giovani volontari nell'Unione europea(7) ,

–  vista la raccomandazione 2006/961/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa alla mobilità transnazionale nella Comunità a fini di istruzione e formazione professionale: Carta europea di qualità per la mobilità(8) ,

–  vista la sua dichiarazione del 10 marzo 2011 sull'istituzione di statuti europei per le mutue, le associazioni e le fondazioni(9) ,

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 3 ottobre 2011, sul ruolo delle attività di volontariato nella politica sociale (14552/2011),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 29 novembre 2011, sul ruolo delle attività di volontariato nello sport per promuovere la cittadinanza attiva(10) ,

–  vista la relazione 2010 della Commissione sulla cittadinanza dell'Unione, del 27 ottobre 2010, intitolata "Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti dei cittadini dell'Unione" (COM(2010)0603),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 5 settembre 2007, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata "Favorire il pieno coinvolgimento dei giovani nell'istruzione, nell'occupazione e nella società" (COM(2007)0498),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 27 aprile 2009, al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata "Una strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità – Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù" (COM(2009)0200),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, intitolata "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 15 settembre 2010, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata "Youth on the Move – Un'iniziativa per valorizzare il potenziale dei giovani ai fini di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell'Unione europea" (COM(2010)0477),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 settembre 2011, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulle politiche dell'UE e il volontariato: riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero nell'UE (COM(2011)0568),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 23 novembre 2011, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce "ERASMUS per tutti"- il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (COM(2011)0788),

–  vista la relazione della Commissione, del 19 dicembre 2012, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione, sui risultati e sulla valutazione globale dell'Anno europeo del volontariato 2011 (COM(2012)0781),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Comunicazione sulle politiche dell'UE e il volontariato: riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero nell'UE", 28 marzo 2012(11) ,

–  vista la sua risoluzione del 12 giugno 2012 su "Riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero nell'UE"(12) ,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, riguardante la convalida dell'apprendimento non formale e informale,

–  considerando la relazione della Commissione sull'attuazione, sui risultati e sulla valutazione globale dell'Anno europeo del volontariato (AEV) 2011;

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A7-0348/2013),

A.  considerando il successo dell'AEV 2011, i suoi pertinenti obiettivi e l'impatto in termini di campagna di comunicazione;

B.  considerando che la creazione di condizioni favorevoli e l'accesso per tutti al volontariato è un processo a lungo termine, che necessita il coinvolgimento di tutte le parti interessate;

C.  considerando che il volontariato è un aspetto importante della cittadinanza attiva e della democrazia, nonché della formazione personale, in cui si traducono concretamente i valori europei come la solidarietà e la non discriminazione, e contribuisce inoltre allo sviluppo della democrazia partecipativa e della promozione dei diritti umani all'interno e all'esterno dell'Unione;

D.  considerando il ruolo significativo dell'impegno volontario nel quadro del dibattito sulle politiche pubbliche;

E.  considerando che l'impegno nel volontariato può essere un modo importante per acquisire le competenze necessarie nel mercato del lavoro nonché una possibilità per raggiungere posizioni sociali importanti all'interno della comunità;

F.  considerando che lo sport vive in gran parte grazie ai volontari;

G.  considerando il volontariato come un fattore essenziale per l'emancipazione individuale e collettiva, la solidarietà e la coesione sociale;

H.  considerando che il volontariato contribuisce alla strategia di crescita Europa 2020 come importante fattore per creare capitale sociale e sviluppo e promuove la coesione economica e sociale;

I.  considerando che le conclusioni del Consiglio, dell'ottobre 2011, dal titolo "Il ruolo delle attività di volontariato nella politica sociale" sottolineano l'importanza delle attività di volontariato per affrontare le disuguaglianze di genere;

J.  considerando che il persistere di vincoli burocratici a livello nazionale limita le possibilità di fare volontariato, che non è ancora sufficientemente riconosciuto negli ordinamenti giuridici di taluni Stati membri;

K.  considerando le numerose tradizioni e culture diffuse fra gli Stati membri con quadri normativi, diritti dei volontari e modi di organizzazione del volontariato molto differenti fra loro;

L.  considerando che la grave crisi economica, le misure di austerità e la pressione fiscale mettono a rischio la stabilità finanziaria di molte ONG, enti sportivi e associazioni di volontariato, che continuano a operare in questi tempi difficili per rafforzare l'inclusione e il benessere sociale;

M.  considerando che per salvaguardare l'eredità dell'AEV 2011 bisogna sviluppare a livello di UE un approccio strutturato e coordinato verso una politica europea del volontariato, che ora è frammentata e ripartita fra vari servizi;

1.  prende atto delle cifre dell'AEV 2011 in termini di campagna di comunicazione come indicati nell'allegato della comunicazione e deplora i modesti risultati raggiunti a causa delle limitate risorse finanziarie;

2.  riconosce e rispetta le diverse forme di volontariato esistenti all'interno degli Stati membri, declinate nelle sue varie sigle nazionali e reti di associazioni operanti sul territorio; chiede, al riguardo, che gli Stati membri adottino un approccio multiculturale e che la Commissione conduca un'analisi approfondita sulle pratiche e le tradizioni nazionali nel settore del volontariato onde promuovere un approccio comune europeo;

3.  osserva che l'ulteriore consolidamento di un approccio comune europeo per il volontariato creerà maggiori opportunità in termini di mobilità e occupabilità dei giovani grazie all'acquisizione di preziose competenze;

4.  si compiace che, al fine di creare condizioni favorevoli al volontariato, alcuni Stati membri abbiano adottato o modificato la normativa nel settore e invita gli altri Stati membri a fare altrettanto, ponendo un particolare accento sul rafforzamento dei diritti dei volontari sulla base della Carta europea dei diritti e delle responsabilità dei volontari;

5.  esorta gli Stati membri a continuare a creare un contesto favorevole per il volontariato, soprattutto mediante l'introduzione di un quadro giuridico laddove non esista ancora;

6.  osserva che alcuni Stati membri hanno attuato il manuale sulla misurazione del volontariato dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e incoraggia gli altri a fare lo stesso per disporre di dati comparabili sul volontariato che forniscano un quadro chiaro sul suo rilevante contributo;

7.  chiede l'adozione di uno statuto europeo delle associazioni di volontariato per favorire il loro riconoscimento giuridico e istituzionale;

8.  sottolinea la necessità di diffondere il volontariato, specialmente tra i giovani, gli alunni e gli studenti, per ampliare l'orizzonte della compartecipazione e il sostegno a essa;

9.  osserva che il numero elevato di passaporti europei delle competenze creati online negli ultimi mesi prova il successo del portafoglio elettronico utile per fornire una panoramica completa delle abilità, incluso quelle acquisite con il volontariato per il loro riconoscimento ufficiale sia a scopo professionale sia di apprendimento;

10.  evidenzia il valore aggiunto delle competenze e capacità acquisite con il volontariato per il curriculum vitae e per la vita lavorativa da riconoscere come esperienza di apprendimento e di lavoro non formale e informale;

11.  ritiene che il documento proposto "Europass Experience" consentirebbe ai volontari di descrivere e registrare le competenze acquisite durante il lavoro di volontariato che potrebbero non dar luogo a una certificazione e invita la Commissione, alla luce della raccomandazione del Consiglio sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale, a lanciare quanto prima tale documento;

12.  riconosce l'importanza delle competenze e capacità di cui sopra per motivare i giovani a fare volontariato nonché per produrre capitale sociale e dare impulso allo sviluppo della società;

13.  suggerisce di prestare attenzione alla parità di genere nel settore del volontariato e in particolare alla marcata discrepanza tra uomini e donne in termini di mansioni direttive nell'ambito del volontariato, dove gli uomini sono sovrarappresentati;

14.  sostiene che per i giovani tali competenze ottenute tramite il volontariato debbano essere incluse nel passaporto europeo delle competenze e nell'Europass, al fine di trattare analogamente l'istruzione formale e quella non formale;

15.  insiste sul fatto che il volontariato consente ai giovani che abbandonano precocemente gli studi di ritrovare un ambiente e attività inclusivi;

16.  conferma il suo sostegno all'iniziativa della Commissione di creare un "Corpo volontario europeo di aiuto umanitario", per incoraggiare una risposta rapida e coordinata dell'Unione alle crisi umanitarie e alle gravi catastrofi naturali mediante il sostegno alla formazione, mobilitazione e gestione di volontari per garantire un adeguato aiuto umanitario dell'UE;

17.  sottolinea che il volontariato, diffuso sempre più fra giovani e anziani, promuove l'apprendimento interculturale, l'identità europea e la solidarietà fra le generazioni e contribuisce all'invecchiamento attivo e alla partecipazione civica in tutte le fasi della vita;

18.  sottolinea che il volontariato contribuisce affinché giovani e meno giovani possano dare il loro contributo per il bene della società e ottenere in cambio riconoscimento e stima; ciò migliora la loro qualità di vita, il loro benessere e la salute in generale;

19.  sottolinea che un'ampia offerta di possibilità di svolgere attività di volontariato nonché un accesso più semplice a tali possibilità in termini di costi, informazioni e infrastrutture nonché la responsabilità civile e l'assicurazione contro gli infortuni sono essenziali per favorire l'attività di volontariato di tutte le fasce di età;

20.  ritiene che il volontariato, quale mezzo per plasmare attivamente la società civile, possa contribuire allo sviluppo del dialogo interculturale e svolgere un ruolo importante nella lotta ai pregiudizi e al razzismo;

21.  osserva il ruolo importante del volontariato nel creare capitale umano e sociale e promuovere l'inclusione sociale; invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere l'alto valore aggiunto del volontariato nello sport e, in modo particolare, nello sport amatoriale, dove senza i volontari molti enti non sopravviverebbero;

22.  invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere l'alto valore aggiunto del volontariato in questo periodo di forte crisi economica;

23.  sottolinea che sono necessari continui sforzi per garantire che le donne abbiano pari accesso alle attività di volontariato;

24.  richiama l'attenzione sul bisogno di continuità fra l'AEV 2011 e gli anni europei successivi, per integrare la dimensione del volontariato come espressione importante di partecipazione civica attiva e, in tal senso, invita la Commissione a includere il volontariato nell'Anno europeo dei cittadini quale importante contributo alla cittadinanza attiva;

25.  invita gli Stati membri a garantire la sostenibilità dei risultati raggiunti a livello nazionale durante l'AEV 2011;

26.  chiede alla Commissione di definire e sviluppare una politica di volontariato e di ricorrere al metodo aperto di coordinamento per facilitare lo scambio e la cooperazione fra gli attori nei diversi Stati membri;

27.  chiede con fermezza che gli Stati membri adottino le misure necessarie per istituzionalizzare il volontariato, conformemente alle rispettive legislazioni in materia di lavoro;

28.  chiede agli Stati membri e alla Commissione di prevedere un unico punto di contatto, come servizio permanente e responsabile della politica del volontariato e del coordinamento fra i servizi e le varie istituzioni;

29.  ribadisce la necessità di creare, in collaborazione soprattutto con le organizzazioni, associazioni e reti di volontari europee, un portale centralizzato dell'UE come piattaforma paneuropea per favorire il coordinamento, che includa anche una banca dati delle migliori prassi del volontariato e una sezione sul volontariato transfrontaliero, con informazioni sui programmi disponibili, sui costi e sulle condizioni di partecipazione per facilitare lo scambio di informazioni;

30.  incoraggia gli Stati membri a creare siti web di coordinamento e motori di ricerca nazionali che consentano un accesso facile e ben strutturato alle opportunità di volontariato per i singoli individui e alle possibilità di cooperazione per le organizzazioni;

31.  incoraggia gli Stati membri a continuare a fornire un quadro di sostegno stabile e sostenibile del volontariato anche sul piano transfrontaliero a favore sia dei volontari sia delle organizzazioni di volontariato; raccomanda agli Stati membri di mantenere l'organismo nazionale di coordinamento creato per l'AEV 2011;

32.  invita gli Stati membri ad attuare le disposizioni della direttiva 2004/114/CE(13) relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato, e a semplificare ulteriormente le procedure di concessione dei visti, o addirittura ad abolirli, per le persone che intendono intraprendere attività di volontariato, in particolare nel quadro della politica europea di vicinato;

33.  esorta le autorità nazionali, regionali e locali a garantire un finanziamento adeguato, a semplificare le procedure amministrative e a prevedere incentivi fiscali per le organizzazioni e le reti di volontari, in particolare quelle di piccole dimensioni e con mezzi limitati; chiede a tal fine che il concetto di sovvenzione alle associazioni sia chiarito, affinché i finanziamenti associativi non siano più confusi con aiuti di Stato che possono ostacolare la concorrenza nel settore economico;

34.  esorta la Commissione a valutare l'ipotesi di considerare il lavoro volontario sul piano economico come quota di cofinanziamento nei progetti europei;

35.  rileva l'importanza di incoraggiare il volontariato anche nell'ambito della strategia di responsabilità sociale delle imprese, nel rispetto della norma internazionale applicata su base volontaria ISO 26000:2010 contenente linee guida sulla responsabilità sociale delle imprese;

36.  invita la Commissione a vigilare sugli Stati membri affinché rendano obbligatorie la copertura assicurativa dei volontari, la loro tutela sanitaria e la sicurezza delle attività svolte;

37.  invita gli Stati membri che ancora non lo avessero fatto a legiferare sul tema del volontariato, e a facilitare le attività di volontariato anche grazie ad una formazione formale, informale e non formale al fine di rendere i volontari sempre più qualificati e responsabili delle loro attività;

38.  invita gli Stati membri a facilitare le attività di volontariato anche grazie ad una formazione formale, informale e non formale al fine di rendere i volontari sempre più qualificati e responsabili delle loro attività nella misura in cui la loro dedizione sia prevalentemente di natura altruista e disinteressata; incoraggia gli Stati membri a introdurre corsi di formazione al volontariato come corsi opzionali negli istituti d'istruzione;

39.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere ulteriormente il servizio volontario europeo presso le università e gli altri istituti d'istruzione superiore;

40.  ritiene che, nell'ambito della formazione informale, il volontariato contribuisca allo sviluppo di competenze e qualifiche professionali aiutando i volontari a entrare o rientrare nel mercato del lavoro;

41.  raccomanda alla Commissione di mantenere i contatti con il successore dell'Alleanza AEV 2011 (l'Alleanza europea per il volontariato) e altre organizzazioni basate sul volontariato e di tener conto delle raccomandazioni elaborate nell'Agenda politica del volontariato in Europa (PAVE) come piano di azione proposto per il futuro;

42.  invita la Commissione a prevedere adeguate risorse per creare un Fondo di sviluppo del volontariato europeo al fine di garantire la creazione d'infrastrutture di sostegno;

43.  insiste sull'importanza di semplificare a livello europeo e nazionale l'accesso delle ONG ai finanziamenti europei, in particolare al FSE;

44.  invita gli Stati membri ad attuare le raccomandazioni del Consiglio sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale e a garantire, prima della data prevista del 2018, la creazione di strutture formali per la convalida delle conoscenze, capacità e competenze acquisite tramite il volontariato che danno luogo a una qualifica ufficiale che gli istituti d'istruzione, i datori di lavoro e altri soggetti devono riconoscere;

45.  invita la Commissione a riconoscere il tempo dedicato al volontariato come cofinanziamento in natura ammissibile per tutte le sovvenzioni europee e a lavorare con le organizzazioni di volontariato per creare sistemi di registrazione e documentazione del tempo dedicato al volontariato, sulla base dei numerosi strumenti e modelli disponibili;

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 327 del 24.11.2006, pag. 30.
(2) GU L 327 del 24.11.2006, pag. 45.
(3) GU L 378 del 27.12.2006, pag. 32.
(4) GU L 17 del 22.1.2010, pag. 43.
(5) GU C 168 del 20.7.2006, pag. 1.
(6) GU C 241 del 20.9.2008, pag. 1.
(7) GU C 319 del 13.12.2008, pag. 8.
(8) GU L 394 del 30.12.2006, pag. 5.
(9) GU C 199 E del 7.7.2012, pag. 187.
(10) GU C 372 del 20.12.2011, pag. 24.
(11) CESE 824/2012.
(12) GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 14.
(13) GU L 375 del 23.12.2004, pag. 12.

Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2016Avviso legale