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Procedura : 2013/2119(INI)
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Ciclo del documento : A7-0055/2014

Testi presentati :

A7-0055/2014

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PV 03/02/2014 - 14
CRE 03/02/2014 - 14

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PV 04/02/2014 - 6.5

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P7_TA(2014)0051

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Martedì 4 febbraio 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
29 a relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011)
P7_TA(2014)0051A7-0055/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 febbraio 2014 sulla 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011) (2013/2119(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011) (COM(2012)0714),

–  vista la relazione di valutazione del progetto "EU Pilot" della Commissione (COM(2010)0070),

–  vista la seconda relazione di valutazione del progetto "EU Pilot" della Commissione (COM(2011)0930),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 5 settembre 2007, intitolata "Un'Europa dei risultati – applicazione del diritto comunitario" (COM(2007)0502),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2002, relativa ai rapporti con gli autori di denunce in materia di violazioni del diritto comunitario (COM(2002)0141),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 2 aprile 2012, intitolata "Migliorare la gestione dei rapporti con gli autori di denunce in materia di applicazione del diritto dell'Unione" (COM(2012)0154),

–  vista la sua risoluzione del 14 settembre 2011 sulla 27a relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2009)(1) ,

–  visto il parere giuridico del Servizio giuridico del Parlamento europeo, del 26 novembre 2013, sull'accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea,

–  visti i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che accompagnano la 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (SWD(2012)0399 e SWD(2012)0400),

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per le petizioni (A7-0055/2014),

A.  considerando che il trattato di Lisbona ha introdotto una serie di nuove basi giuridiche volte a semplificare l'attuazione, l'applicazione e la garanzia del rispetto del diritto dell'Unione europea;

B.  considerando che l'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea definisce il diritto ad una buona amministrazione come il diritto di ogni individuo a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni;

C.  considerando che, conformemente all'articolo 298 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nell'assolvere i loro compiti le istituzioni, organi e organismi dell'Unione si basano su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente;

D.  considerando che, secondo il Servizio giuridico del Parlamento europeo, il progetto EU Pilot, una piattaforma online utilizzata dagli Stati membri e dalla Commissione per chiarire il contesto fattuale e giuridico dei problemi derivanti dall'applicazione del diritto dell'Unione, non ha alcuno status giuridico e che, conformemente all'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, quest'ultima deve mettere a disposizione del Parlamento informazioni sintetiche su tutte le procedure d'infrazione sin dalla lettera di messa in mora, anche caso per caso, e può rifiutare l'accesso ai dati personali solo nel contesto di EU Pilot;

1.  ribadisce che l'articolo 17 del trattato sull'Unione europea (TUE) definisce il ruolo fondamentale della Commissione quale "custode dei trattati"; rileva, in tale contesto, che il potere e il dovere della Commissione di vigilare sull'applicazione del diritto dell'UE e, tra le altre cose, di avviare una procedura d'infrazione quando reputi che uno Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virtù dei trattati(2) rappresentano una pietra miliare del sistema giuridico dell'Unione e, in quanto tali, sono coerenti con il concetto di un'Unione fondata sullo Stato di diritto;

2.  rileva che, secondo la sua relazione annuale(3) , la Commissione ha ridotto il numero di nuove procedure d'infrazione negli ultimi anni, avendo avviato 2 900 procedure di questo tipo nel 2009, 2 100 nel 2010 e 1 775 nel 2011; osserva inoltre che la relazione annuale indica altresì un aumento dei casi di ritardo di recepimento negli ultimi anni (1185 nel 2011, 855 nel 2010, 531 nel 2009) e che i quattro settori maggiormente interessati da casi di infrazione sono l'ambiente (17%), il mercato interno (15%), i trasporti (15%) e la fiscalità (12%);

3.  constata che la proporzione di casi di infrazione (60,4%) chiusi nel 2011 prima di giungere dinanzi alla Corte di giustizia è in diminuzione rispetto all'88% dei casi chiusi nel 2010; ritiene essenziale proseguire nell'accurato controllo delle azioni degli Stati membri, in quanto alcune petizioni presentate al Parlamento e talune denunce sottoposte alla Commissione fanno riferimento a problemi che persistono anche successivamente all'archiviazione del caso;

4.  prende atto che, in totale, 399 casi di infrazione sono stati chiusi perché lo Stato membro ha dimostrato la propria conformità con il diritto dell'Unione, impegnandosi a fondo per risolvere i casi di infrazione senza procedimenti giudiziari; osserva inoltre che nel 2011 la Corte ha emesso 62 sentenze a norma dell'articolo 258 del TFUE, delle quali 53 (l'85%) sono state a favore della Commissione;

5.  manifesta preoccupazione per il costante aumento di procedure di infrazione per ritardo di recepimento da parte degli Stati membri, dal momento che alla fine del 2011 erano aperti ancora 763 procedimenti per ritardo di recepimento, pari a un aumento del 60% rispetto alla cifra equivalente dell'anno precedente;

6.  rileva che, alla fine del 2011, la Commissione ha rinviato alla Corte di giustizia la prima procedura d'infrazione per ritardo di recepimento con una richiesta di sanzioni pecuniarie a norma dell'articolo 260, paragrafo 3, del TFUE;

7.  ritiene tuttavia che tali statistiche non riflettano accuratamente il reale deficit di conformità al diritto dell'Unione, ma che rispecchino soltanto le violazioni più gravi o le denunce presentate dagli individui o dalle entità più inclini a far sentire la propria voce; rileva che, attualmente, la Commissione non dispone né della politica né delle risorse per identificare e perseguire sistematicamente tutti i casi di mancata attuazione(4) ;

8.  richiama l'attenzione sul fatto che l'accordo tra le istituzioni dell'UE sulle dichiarazioni illustranti la relazione tra gli elementi della direttiva e le parti corrispondenti delle misure di recepimento nazionali ("tabelle di concordanza") è entrato in vigore il 1° novembre 2011 e che pertanto non è stato possibile valutarne l'applicazione nella presente relazione annuale;

9.  attende dalla Commissione una rassegna iniziale di tali dichiarazioni entro il 1° novembre 2014, come indicato nella relazione annuale;

10.  è del parere che, per quanto riguarda il funzionamento delle procedure d'infrazione ai sensi degli articoli 258 e 260 del TFUE, la Commissione dovrebbe assicurare che le petizioni al Parlamento e le denunce alla Commissione ricevano la stessa considerazione;

11.  segnala che le petizioni presentate da cittadini dell'Unione europea mettono in evidenza violazioni del diritto dell'Unione, in particolare nei settori dei diritti fondamentali, dell'ambiente, del mercato interno e dei diritti di proprietà; ritiene che le petizioni dimostrino che vi sono ancora casi frequenti e diffusi di recepimento incompleto o di applicazione errata del diritto dell'Unione europea;

12.  invita la Commissione a fare della conformità al diritto dell'Unione una vera priorità politica, da perseguire in stretta collaborazione con il Parlamento europeo, che ha il dovere a) di chiamare la Commissione a rendere conto del suo operato politico e b), in quanto colegislatore, di assicurarsi di essere pienamente informato per migliorare costantemente la propria attività legislativa;

13.  constata che, nelle procedure di trattamento delle denunce, è necessario utilizzare sistematicamente strumenti che favoriscano la conformità ed esercitare il diritto di controllo del Parlamento europeo;

14.  rileva che la procedura di infrazione consiste di due fasi: la fase amministrativa (indagine) e la fase contenziosa dinanzi alla Corte di giustizia; constata che la Commissione riconosce che "i cittadini, le imprese e le organizzazioni di soggetti interessati apportano un importante contributo […] riferendo carenze riscontrate nel recepimento e/o nell'applicazione del diritto dell'UE da parte delle autorità degli Stati membri"; osserva altresì che, una volta rilevati, i problemi vengono esaminati attraverso discussioni bilaterali tra la Commissione e lo Stato membro interessato al fine di correggerli, per quanto possibile, utilizzando la piattaforma EU Pilot(5) ;

15.  rileva, in tale contesto, che EU Pilot è definito come una piattaforma per le "discussioni bilaterali tra la Commissione e gli Stati membri(6) " che non ha alcuno status giuridico e che costituisce piuttosto un semplice strumento di lavoro nel quadro dell'autonomia amministrativa della Commissione(7) nella procedura di pre-infrazione;

16.  deplora l'assenza di status giuridico della piattaforma EU Pilot, e ritiene che la legittimità possa essere assicurata solo attraverso la trasparenza e la partecipazione dei denuncianti e del Parlamento europeo alla piattaforma EU Pilot e che la legalità possa essere garantita mediante l'adozione, il prima possibile, di un atto giuridicamente vincolante che sancisca le norme che disciplinano l'intera procedura di pre-infrazione e infrazione, come indicato in un recente studio del Parlamento(8) ; ritiene che un siffatto atto giuridicamente vincolante debba chiarire i diritti e gli obblighi giuridici rispettivamente dei singoli denuncianti e della Commissione, e che debba mirare a consentire la partecipazione dei denuncianti alla piattaforma EU Pilot, per quanto possibile, assicurando almeno che siano informati in merito alle diverse fasi della procedura;

17.  si rammarica, in tal senso, del fatto che non sia stato dato seguito alle sue precedenti risoluzioni, e in particolare alla sua richiesta di norme vincolanti sotto forma di un regolamento, in conformità dell'articolo 298 del TFUE, che definisca i vari aspetti della procedura d'infrazione e di pre-infrazione, comprese le notifiche, le scadenze vincolanti, il diritto di essere sentiti, l'obbligo di motivazione e il diritto dei singoli di avere accesso al proprio fascicolo, al fine di rafforzare i diritti dei cittadini e garantire la trasparenza;

18.  è dell'avviso che la realizzazione della piattaforma EU Pilot debba essere più trasparente nei confronti dei denuncianti; chiede di beneficiare dell'accesso alla banca dati in cui sono raccolte tutte le denunce per poter svolgere il proprio compito di controllo sul ruolo di custode dei trattati della Commissione;

19.  sottolinea l'importanza di buone pratiche amministrative e chiede che sia messo a punto un "codice procedurale" sotto forma di un regolamento avente l'articolo 298 del TFUE quale base giuridica e indicante i vari aspetti della procedura d'infrazione;

20.  chiede nuovamente alla Commissione di proporre, pertanto, norme vincolanti sotto forma di un regolamento, in virtù della nuova base giuridica offerta dall'articolo 298 del TFUE, così da garantire il pieno rispetto del diritto dei cittadini a una buona amministrazione, come sancito dall'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali;

21.  rammenta che nell'accordo quadro rivisto sulle sue relazioni con il Parlamento europeo, la Commissione si impegna a mettere a disposizione del Parlamento "informazioni sintetiche su tutte le procedure d'infrazione sin dalla lettera di messa in mora, incluse, se richieste dal Parlamento, le questioni cui la procedura d'infrazione si riferisce", e auspica che nella pratica questa clausola sia applicata in buona fede;

22.  ribadisce, pertanto, che il Parlamento ha il diritto di ricevere informazioni dettagliate su specifici atti o disposizioni che creano problemi di recepimento, nonché sul numero di denunce per specifici atti e disposizioni(9) , e che, mentre la Commissione ha il diritto di negare al Parlamento europeo l'accesso ai dati personali della banca dati EU Pilot, il Parlamento europeo è autorizzato a richiedere informazioni in forma anonima per essere pienamente informato in merito a tutti gli aspetti pertinenti relativi all'attuazione e applicazione del diritto dell'Unione(10) ;

23.  si compiace della partecipazione di tutti gli Stati membri al progetto EU Pilot; auspica che ciò si traduca in un'ulteriore riduzione del numero delle procedure di infrazione; chiede che i cittadini siano meglio informati sul progetto EU Pilot;

24.  ritiene che la questione della piattaforma EU Pilot e, più in generale, delle infrazioni del diritto dell'UE e dell'accesso del Parlamento alle informazioni pertinenti che riguardano la procedura di pre-infrazione e di infrazione costituisca un punto essenziale da porre all'ordine del giorno in relazione a un futuro accordo interistituzionale;

25.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Corte di giustizia, al Mediatore europeo e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 66.
(2) Gli articoli 258 e 260 del TFUE definiscono i poteri della Commissione di avviare una procedura di infrazione contro uno Stato membro. Più in particolare, l'articolo 258 afferma che la Commissione "emette un parere motivato " quando reputi che uno Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virtù dei trattati.
(3) 29a relazione annuale della Commissione sul controllo dell'applicazione del diritto dell’Unione europea (2011) (COM(2012)0714), pagg. 2-3.
(4) Studio commissionato dal Parlamento europeo, unità tematica C, dal titolo "Tools for Ensuring Implementation and Application of EU Law and Evaluation of their Effectiveness" (Strumenti per garantire l'attuazione e l'applicazione del diritto dell'Unione europea e valutazione della loro efficacia), Bruxelles 2013, pag 11.
(5) Relazione della Commissione (COM(2012)0714), pag. 7.
(6)Cfr.passaggio citato nel precedente paragrafo.
(7) "Access to information about pre-infringement cases in the context of the EU Pilot and the annual report on the monitoring of the application of EU law " (Accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea), parere del Servizio giuridico del Parlamento europeo del 26 novembre 2013.
(8) "Tools for Ensuring Implementation and Application of EU Law and Evaluation of their Effectiveness " (Strumenti per garantire l'attuazione e l'applicazione del diritto dell'UE e la valutazione della loro efficacia), pag. 13.
(9) "Access to information about pre-infringement cases in the context of the EU Pilot and the annual report on the monitoring of the application of EU law " (Accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea), pag. 4.
(10)Ibid.La Commissione pubblica già molte informazioni nella sua relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea.

Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2017Avviso legale