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Procedura : 2013/2157(INI)
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Ciclo del documento : A7-0084/2014

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A7-0084/2014

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PV 25/02/2014 - 4
CRE 25/02/2014 - 4

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PV 25/02/2014 - 5.19

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P7_TA(2014)0128

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Martedì 25 febbraio 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: Analisi annuale della crescita 2014
P7_TA(2014)0128A7-0084/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2014 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2014 (2013/2157(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 136, in combinato disposto con l'articolo 121, paragrafo 2,

–  visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(1) ,

–  vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(2) ,

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(3) ,

–  visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(4) ,

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(5) ,

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(6) ,

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2013 su come migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti(7) ,

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 dicembre 2012 intitolata "Piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale" (COM(2012)0722),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(8) ,

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(9) ,

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2013(10) ,

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 novembre 2013 dal titolo "Analisi annuale della crescita 2014" (COM(2013)0800),

–  vista la sua risoluzione del 21 maggio 2013 sulla lotta contro la frode fiscale, l'evasione fiscale e i paradisi fiscali(11) ,

–  vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2013 su un appello per un impegno misurabile e vincolante contro l'evasione e l'elusione fiscale nell'UE(12) ,

–  vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2013 sui preparativi per la riunione del Consiglio europeo (19-20 dicembre 2013)(13) ,

–  visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per i bilanci (A7–0084/2014),

A.  considerando che le più recenti previsioni della Commissione, dello scorso autunno, mostrano un lento ritorno alla crescita del PIL in termini reali nella zona euro, che dovrebbe raggiungere l'1,1% nel 2014, un calo della disoccupazione e un'inflazione ben al di sotto del 2%;

B.  considerando che la crescita nei mercati emergenti è in fase di stagnazione, mentre resta sostenuta negli Stati Uniti e positiva in Giappone;

C.  considerando che dal 20 al 22 gennaio 2014 il Parlamento ha tenuto riunioni ad alto livello con i rappresentanti dei parlamenti nazionali (nel contesto della Settimana parlamentare europea) per discutere dell'analisi annuale della crescita 2014 nonché degli obiettivi di politica economica generale per la crescita e l'occupazione al fine di tenere maggiormente conto dell'efficacia delle politiche e dei potenziali effetti di ricaduta nell'UE;

D.  considerando che la Commissione riconosce che la maggior parte degli obiettivi della strategia Europa 2020 non saranno conseguiti nemmeno nel migliore dei casi;

E.  considerando che il Parlamento ha accolto positivamente l'introduzione dello strumento di convergenza e competitività in quanto parte integrante del rafforzamento del quadro di governance;

1.  rileva che la ripresa economica nell'UE è in atto ma è ancora fragile; sottolinea che è necessario un risanamento delle finanze pubbliche favorevole alla crescita e che gli attuali sforzi devono essere sostenuti al fine di garantire da un lato la conformità all'attuale quadro di governance economica e dall'altro una crescita più sostenibile e più posti di lavoro a medio e lungo termine;

2.  accoglie con favore il riconoscimento della necessità di un risanamento delle finanze pubbliche favorevole alla crescita; esorta la Commissione a tradurre tale priorità in concrete raccomandazioni agli Stati membri, compresi quelli interessati da programmi di adeguamento economico, e all'Unione nel suo insieme, affinché procedano non solo al risanamento delle finanze pubbliche ma anche a riforme strutturali che favoriscano una crescita reale, sostenibile ed equilibrata dal punto di vista sociale, l'occupazione, il rafforzamento della competitività e l'aumento della convergenza;

3.  osserva che l'ampliamento degli spread sui tassi di interesse sovrani ha ridotto in modo significativo il margine di manovra a livello di bilancio in diversi Stati membri; osserva inoltre che l'approccio di politica monetaria adottato dalla Banca centrale europea (BCE) ha contribuito a ridurre gli spread sui tassi di interesse sovrani; fa notare che la BCE, mediante indicazioni prospettiche, manterrà tale politica nel breve e medio termine, e contribuirà pertanto a rafforzare la crescita;

4.  osserva che la Commissione monitora gli obiettivi della strategia Europa 2020 a livello nazionale ed europeo nell'ambito delle raccomandazioni specifiche per paese e controlla quindi da vicino gli obiettivi stabiliti in materia di occupazione, ricerca e sviluppo, istruzione, povertà, energie rinnovabili e riduzione delle emissioni;

5.  ritiene che l'economia dell'UE nel suo complesso debba incrementare ulteriormente la sua competitività nell'economia globale, sia in termini di costi che non, in particolare grazie a una maggiore concorrenza sui mercati dei prodotti e dei servizi, per migliorare la produttività, l'efficienza delle risorse e ridurre i prezzi, mantenendo il costo del lavoro in linea con la produttività e garantendo la riduzione degli squilibri macroeconomici interni;

6.  riconosce le riforme strutturali ambiziose attuate dagli Stati membri che hanno attraversato gravi difficoltà; esorta gli Stati membri a portare avanti i loro sforzi; osserva che gli sforzi finalizzati alle riforme strutturali vanno portati avanti con determinazione e monitorati al fine di garantire l'efficacia delle riforme e di fare tesoro dei progressi compiuti; incoraggia l'adozione e l'attuazione di programmi di riforme strutturali che promuovano la convergenza e la competitività a livello nazionale ed europeo e incrementino la crescita sostenibile e l'occupazione; sottolinea l'importanza di una rapida ed efficace attuazione dei programmi e dei regimi volti a lottare contro l'occupazione, specialmente quella giovanile;

7.  sottolinea l'importanza di avviare o proseguire il processo di riforme strutturali coerenti e sostenibili per conseguire la stabilità a medio e lungo termine; sottolinea che l'UE non può competere esclusivamente in termini di costi generali o del lavoro, ma deve investire di più nella ricerca, nell'innovazione e nello sviluppo, nell'istruzione e nelle competenze, oltre che nell'efficienza delle risorse, sia a livello nazionale che europeo;

8.  ribadisce la sua richiesta di adottare un atto giuridico contenente "orientamenti di convergenza", secondo la procedura legislativa ordinaria, che stabilisca, per un periodo definito, un numero estremamente limitato di obiettivi riguardanti le misure di riforma più urgenti, e la sua richiesta agli Stati membri di garantire che i programmi di riforma nazionali siano definiti in base ai suddetti orientamenti di convergenza e verificati dalla Commissione; invita gli Stati membri a impegnarsi ad attuare pienamente i rispettivi programmi di riforma nazionali; propone che, su tale base, gli Stati membri stringano, eventualmente, un "partenariato di convergenza" con le istituzioni dell'UE, con possibilità di ottenere finanziamenti subordinati a determinate condizioni per la realizzazione di attività di riforma; ribadisce che una più solida cooperazione economica dovrebbe andare di pari passo con un meccanismo finanziario di incentivi; ritiene che qualunque ulteriore finanziamento o strumento, quale ad esempio un meccanismo di solidarietà, debba formare parte integrante del bilancio dell'UE ma che non debba rientrare nella dotazione concordata per il quadro finanziario pluriennale (QFP);

9.  esprime preoccupazione per l'indebitamento generale pubblico e privato degli Stati membri della zona euro; osserva che l'UE deve superare il modello di crescita basato su un'accumulazione eccessiva del debito e sul consumo delle risorse;

10.  invita pertanto gli Stati membri a prestare particolare attenzione, all'atto della definizione delle politiche e delle riforme economiche, alle ripercussioni sulle generazioni di giovani europei e sulle generazioni future, per non privare i giovani di opportunità fin dall'inizio; sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi per lottare contro gli effetti a lungo termine della disoccupazione, in particolare di quella giovanile;

11.  riconosce le autorità degli Stati membri che hanno realizzato con successo programmi di aggiustamento macroeconomico o programmi mirati al settore finanziario;

12.  sottolinea che una condizione necessaria per il successo dei programmi di assistenza finanziaria è la combinazione di solidarietà e condizionalità, forte senso di responsabilità e impegno nei confronti delle riforme; esorta tuttavia la Commissione e gli Stati membri a incorporare l'assistenza finanziaria e il sistema ad hoc della troika in una migliore struttura giuridica conforme all'attuale quadro di governance economica e al diritto dell'Unione, garantendone in tal modo la responsabilità democratica;

13.  sottolinea che l'Unione economica e monetaria (UEM) è lungi dall'essere completa e ricorda alla Commissione i suoi obblighi e impegni per il miglioramento della crescita, convergenza economica e il rafforzamento della competitività nell'UE; ritiene che tale risultato potrebbe essere conseguito nel modo migliore se la Commissione presentasse infine proposte per il completamento dell'UEM conformemente a tutti gli orientamenti proposti nel suo piano per un'Unione economica e monetaria autentica e approfondita; osserva che il completamento dell'UEM dovrebbe essere basato esclusivamente sul metodo comunitario;

14.  riconosce i risultati del nuovo regolamento finanziario rivisto dell'UE nel superamento della crisi finanziaria; osserva che il completamento dei tre pilastri dell'Unione bancaria e l'attuazione delle nuove norme in materia di requisiti patrimoniali per le banche contribuiscono a ristabilire la fiducia nella capacità di recupero del settore bancario europeo;

15.  accoglie con favore la dichiarazione della Commissione, secondo cui la priorità assoluta dell'analisi annuale della crescita per il 2014 consiste nel garantire una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva e una competitività che porti alla creazione di ulteriori posti di lavoro;

16.  concorda con la Commissione sulla necessità che gli Stati membri continuino a perseguire un risanamento di bilancio propizio alla crescita; invita gli Stati membri a semplificare i sistemi fiscali, di ridurre le tasse e i contributi di sicurezza sociale, in particolare per quanto riguarda i redditi medi e bassi, di spostare gli oneri fiscali dal lavoro ai consumi e alle attività dannose per l'ambiente al fine di stimolare la crescita, gli investimenti privati e la creazione di posti di lavoro, di rendere più efficienti gli sforzi volti al risanamento e di promuovere gli investimenti nell'istruzione, nella ricerca e nello sviluppo e nelle politiche attive del mercato del lavoro;

17.  incoraggia gli Stati membri che stanno realizzando un programma di adeguamento ad attuare o continuare ad attuare riforme strutturali sostenibili e favorevoli alla crescita, intensificando nel contempo gli sforzi per il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; esprime preoccupazione per la mancanza di titolarità in relazione a determinate riforme da parte degli Stati membri con un bilancio eccessivo o disavanzi delle partite correnti; ritiene necessario applicare a tutti fondi del periodo 2014-2020 pensati per dare impulso alla crescita economica, all'occupazione e agli investimenti strategici, in particolare l'Iniziativa per l'occupazione giovanile, il principio della consegna anticipata (frontloading) nonché della distribuzione immediata;

18.  sottolinea l'importanza del monitoraggio e dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, della sorveglianza multilaterale, dello scambio di esperienze e di migliori prassi nonché delle valutazioni inter pares in quanto strumenti atti a stimolare il dibattito e l'emulazione reciproca e quindi a fornire orientamenti che contribuiscano a generare l'impulso necessario e a rendere più accettabili le riforme;

19.  ricorda ancora una volta che la mancanza di ambiziose riforme atte a migliorare la competitività delle economie europee salvaguardando altresì la sostenibilità dei sistemi previdenziali e i sistemi sanitari porrà un onere eccessivo sulle generazioni future; ricorda l'importanza di correggere le situazioni di disavanzo eccessivo e di squilibrio delle partite correnti;

20.  fa notare, una volta di più, che gli emittenti sovrani e gli istituti finanziari mostrano vulnerabilità persistenti in un contesto caratterizzato da una crescita limitata;

21.  sottolinea la necessità che le riforme strutturali siano accompagnate da investimenti a più lungo termine nei settori dell'istruzione, della ricerca, dell'innovazione e delle energie sostenibili; ritiene che i partenariati pubblico-privato possano essere altresì considerati uno strumento atto a promuovere gli investimenti e a favorire una crescita intelligente e sostenibile, a integrazione dei programmi di investimento pubblico;

22.  chiede di intervenire in maniera più decisa e coerente, sulla base del piano d'azione generale della Commissione, al fine di potenziare la lotta all'evasione fiscale; esorta la Commissione a integrare obiettivi tangibili e misurabili nella strategia Europa 2020;

23.  sottolinea che l'accesso al credito, in particolare per le PMI, è uno dei principali ostacoli alla crescita nell'UE; ritiene che occorrano maggiori alternative ai prestiti bancari grazie a una più efficiente ripartizione del capitale attraverso i mercati dei capitali, agli incentivi agli investimenti a lungo termine e al pieno sfruttamento di nuovi strumenti finanziari innovativi dell'UE ideati per sostenere l'accesso delle PMI ai mercati dei capitali; ritiene che il completamento dell'Unione bancaria sia destinato a migliorare l'accesso ai finanziamenti e a creare un contesto paritario in tal senso per le PMI; sottolinea la necessità di limitare ulteriormente gli oneri burocratici per le PMI nonché di tenere sempre presente il principio di proporzionalità nell'elaborazione di regimi normativi; ritiene che la Banca europea per gli investimenti (BEI) possa svolgere un ruolo ancora più attivo nel fornire l'accesso al finanziamento dell'economia reale; è del parere che le proposte relative ai finanziamenti della BEI avanzate nell'ambito dei recenti Consigli, in particolare quelle concernenti il finanziamento delle PMI, possano e debbano essere più ambiziose;

24.  ribadisce l'importanza del completamento del mercato unico per la crescita nell'UE; ritiene che gli Stati membri e la Commissione non stiano rispettando l'impegno assunto in tal senso;

25.  sottolinea che l'assenza di un mercato del lavoro interno correttamente funzionante e di un approccio sostenibile nei confronti dell'immigrazione frena la crescita nell'UE; sottolinea che gli Stati membri traggono vantaggi economici dalla modernizzazione dei loro mercati del lavoro e incoraggia la Commissione e gli Stati membri a valutare l'attuazione di misure specifiche che promuovano un mercato del lavoro comune ben funzionante, fondato sulla libera circolazione dei lavoratori, un contesto realmente paritario, il principio della convergenza sociale verso l'alto nonché una politica dell'immigrazione moderna, adeguata e inclusiva sia a livello nazionale che europeo;

26.  invita la Commissione a illustrare al Parlamento le misure specifiche che intende adottare per facilitare e realizzare i suoi obiettivi di maggiore crescita sostenibile e rafforzamento della competitività;

27.  ritiene che, nel complesso, l'analisi annuale della crescita non sia sufficientemente dettagliata e non offra i mezzi per raggiungere gli obiettivi che persegue;

28.  prende atto della relazione sul meccanismo di allerta; rileva la graduale riduzione degli squilibri interni nell'economia dell'UE; richiama l'attenzione anche sugli squilibri esterni, ad esempio gli avanzi esterni eccessivi e la riduzione delle quote dei mercati di esportazione per la maggior parte degli Stati membri;

29.  sottolinea che l'obiettivo della procedura di correzione degli squilibri macroeconomici consiste nell'evitare ripercussioni negative di politiche nazionali inappropriate per altri Stati membri della zona euro; teme che la Commissione, nella sua interpretazione del quadro di valutazione, non tenga sufficientemente conto del fatto che la zona euro e gli Stati membri che ne fanno parte sono economie aperte e interdipendenti;

30.  prende atto della valutazione della Commissione secondo cui diversi squilibri macroeconomici di rilievo sarebbero in fase di correzione; sottolinea che, per rafforzare ulteriormente la competitività dell'UE nel suo insieme, la Commissione deve prendere in esame il disavanzo delle partite correnti di uno Stato membro rispetto al resto della zona euro;

31.  è preoccupato per il fatto che la maggior parte degli Stati membri sta ancora perdendo quote di mercato a livello mondiale e presenta una posizione patrimoniale netta sull'estero fortemente negativa; si rammarica per il fatto che, nonostante le ripetute richieste del Parlamento in tal senso, altre caratteristiche importanti che influiscono pesantemente sulla competitività, ad esempio i costi unitari di capitale, non sono tuttora integrate nel quadro di valutazione degli squilibri macroeconomici;

32.  è ancora preoccupato riguardo alla mancanza di progressi nella riduzione dei livelli eccessivi di indebitamento privato; osserva che tale aspetto non solo è preoccupante per la stabilità finanziaria, ma limita anche il potenziale di crescita dell'UE;

33.  osserva che il livello straordinariamente basso dei tassi di interesse lungo la curva di rendimento, che caratterizza il contesto attuale, costituisce una fonte di preoccupazione per quanto riguarda i risparmi e i contributi pensionistici privati dei cittadini europei;

34.  prende atto della prima valutazione della Commissione in merito ai documenti programmatici di bilancio degli Stati membri; sottolinea che l'esame dei documenti programmatici di bilancio migliora la vigilanza e il monitoraggio multilaterali della situazione di bilancio degli Stati membri;

35.  è preoccupato per il fatto che solo due Stati membri abbiano raggiunto il loro obiettivo a medio termine; invita gli Stati membri a portare avanti e se necessario a intensificare gli sforzi, poiché è necessario un risanamento delle finanze pubbliche favorevole alla crescita negli Stati membri non conformi;

36.  sottolinea che il semestre europeo non deve in alcun modo mettere a rischio le prerogative del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali; insiste sulla necessità di una chiara divisione delle competenze a livello europeo e nazionale e sottolinea che il Parlamento europeo è sede della responsabilità a livello dell'Unione; esorta la Commissione a garantire l'opportuno coinvolgimento formale del Parlamento in tutte le fasi del semestre europeo per incrementare la legittimità democratica delle decisioni;

37.  ribadisce l'esigenza di rafforzare la rendicontabilità democratica del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali per quanto riguarda gli elementi essenziali del funzionamento della zona euro, come il meccanismo europeo di stabilità, le decisioni dell'eurogruppo e il monitoraggio e la valutazione dei programmi di assistenza finanziaria; chiede alla Commissione di effettuare e pubblicare valutazioni interne ex-post delle sue raccomandazioni e della sua partecipazione alla troika;

38.  ricorda che la frammentazione dei mercati finanziari si traduce in una carenza di finanziamenti nonché in un aumento dei costi di finanziamento, in particolare per le PMI, e che essa rappresenta il principale problema di diversi Stati membri; ritiene che la BCE debba mantenere il suo ruolo proattivo a favore della deframmentazione e ritiene che la BEI possa promuovere ulteriormente il finanziamento delle PMI, l'imprenditorialità, le esportazioni e l'innovazione, elementi chiave per la ripresa economica;

Il bilancio dell'Unione europea

39.  rileva che l'analisi annuale della crescita 2014 si discosta soltanto marginalmente dall'edizione del 2013; deplora pertanto, ancora una volta, l'assenza di nuove proposte della Commissione sul ruolo che il bilancio dell'UE può svolgere nello stimolo alla crescita e alla creazione di occupazione, al fine del raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

40.  esprime rammarico per il fatto che la Commissione non sia riuscita a fornire al Parlamento una relazione esaustiva sull'attuazione del patto per la crescita e l'occupazione concordato nel giugno 2012;

41.  invita la Commissione a fornire un quadro di valutazione, aggiornato con regolarità, riguardante l'attuazione dei nuovi programmi, che consenta di effettuare confronti tra gli Stati membri e permetta di adottare decisioni maggiormente informate per quanto concerne le priorità di spesa alla luce delle tendenze rilevabili dall'autorità di bilancio;

42.  sottolinea il fatto che il basso livello degli stanziamenti di pagamento e il massimale limitato dei pagamenti restano un problema nodale per il bilancio dell'UE, problema che ha un effetto particolarmente negativo sulla ripresa economica, in quanto i ritardi di pagamento nuocciono, in primo luogo, ai diretti beneficiari; sottolinea inoltre che un così basso livello dei pagamenti nel bilancio 2014 dell'Unione è in netta contraddizione con le misure concordate dai colegislatori, volte ad aumentare temporaneamente i tassi di cofinanziamento dei programmi dell'Unione nell'ambito della gestione concorrente negli Stati membri che stanno affrontando o rischiano di affrontare gravi difficoltà in merito alla loro stabilità finanziaria; ricorda la necessità di assicurare, alla luce dell'attuazione, un regolare avanzamento dei pagamenti, in modo da scongiurare qualsiasi riporto anomalo degli impegni residui ("RAL") al bilancio 2015 e, in tale contesto, di avvalersi – ove del caso – dei vari meccanismi di flessibilità inclusi nel regolamento sul QFP; intende proseguire il suo minuzioso monitoraggio della situazione globale dei pagamenti, in special modo in relazione al livello, assai elevato, dei pagamenti ancora necessari al completamento dei programmi del precedente QFP;

43.  deplora ancora una volta il fatto che gli Stati membri insistano nel considerare il loro contributo al bilancio dell'Unione come una variabile modificabile nel quadro dei loro sforzi di risanamento, cosa che, a sua volta, si traduce in una riduzione artificiale del volume dei pagamenti disponibili a titolo del bilancio dell'UE; invita la Commissione a tenere pienamente conto di tale tendenza ricorrente e pericolosa in sede di valutazione dei programmi di bilancio degli Stati membri, e a proporre azioni concrete per invertirla;

44.  ricorda la sua opinione, secondo cui la situazione di bilancio negli Stati membri può essere alleggerita mediante un nuovo sistema di risorse proprie, per il finanziamento del bilancio dell'Unione, che ridurrà i contributi basati sul reddito nazionale lordo, permettendo così agli Stati membri di realizzare gli sforzi di risanamento senza compromettere il finanziamento dell'UE volto a sostenere gli investimenti nelle misure per la ripresa economica e le riforme; sottolinea, pertanto, l'importanza che attribuisce al nuovo gruppo di lavoro ad alto livello sulle risorse proprie, che deve portare a un'autentica riforma del finanziamento dell’UE;

45.  ribadisce che una più solida cooperazione economica dovrebbe andare di pari passo con un meccanismo di incentivi; ritiene che qualsiasi finanziamento o strumento supplementare, ad esempio il meccanismo di solidarietà, debba essere parte integrante del bilancio dell'Unione, ma comunque al di fuori della dotazione concordata del QFP;

o
o   o

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e alla Banca centrale europea.

(1) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.
(2) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.
(3) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.
(4) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.
(5) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
(6) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.
(7) Testi approvati, P7_TA(2013)0036.
(8) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
(9) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1.
(10) Testi approvati, P7_TA(2013)0447.
(11) Testi approvati, P7_TA(2013)0205.
(12) Testi approvati, P7_TA(2013)0593.
(13) Testi approvati, P7_TA(2013)0597.

Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2017Avviso legale