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Procedura : 2005/2210(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0160/2006

Testi presentati :

A6-0160/2006

Discussioni :

PV 31/05/2006 - 21
CRE 31/05/2006 - 21

Votazioni :

PV 01/06/2006 - 7.16
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2006)0243

Discussioni
Mercoledì 31 maggio 2006 - Bruxelles Edizione GU

21. Efficienza energetica (Libro verde) (discussione)
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0160/2006), presentata dall’onorevole Vidal-Quadras a nome della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, sul Libro verde dedicato all’efficienza energetica: fare di più con meno [2005/2210(INI)].

 
  
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  Alejo Vidal-Quadras (PPE-DE), relatore. – (ES) Signor Presidente, domani la nostra Assemblea voterà la relazione sull’efficienza energetica per la quale ho svolto il ruolo di relatore. Il documento in questione giunge in un momento oltremodo propizio. In seguito alla crisi energetica dello scorso gennaio, l’ascesa costante del prezzo al barile del greggio – in concomitanza con altri fattori – ha riacceso un dibattito approfondito sull’assenza di una politica energetica comune nell’Unione, sulla vulnerabilità del nostro sistema di approvvigionamenti, sull’aumento preoccupante degli atteggiamenti protezionistici e sull’esigenza di migliorare sostanzialmente le nostre abitudini, nonché l’efficienza del nostro consumo.

Ci sono volute situazioni estreme per far sì che i cittadini e i governi prendessero nuovamente coscienza della gravità delle circostanze attuali. Ci auguriamo che una volta per tutte le misure necessarie a risolvere tali problemi vengano adottate.

Ritengo che la maggioranza dei deputati al Parlamento converrà con me sul fatto che, per ridurre la nostra dipendenza da fonti esterne e combattere il cambiamento climatico, l’efficienza energetica rappresenta l’approccio più rapido e meno costoso e offre il potenziale più elevato di creazione di occupazione e crescita economica.

Inoltre, la promozione dell’efficienza energetica si inserisce perfettamente nel quadro dell’agenda di Lisbona, che ha decisamente bisogno di essere rivitalizzata.

La relazione in oggetto intende inoltre rammentare agli Stati membri che, se si rispettassero le diverse direttive attualmente in vigore, l’Unione potrebbe conseguire il 50 per cento dei propri obiettivi di risparmio energetico, così come gran parte degli impegni assunti in virtù del protocollo di Kyoto, senza dover adottare nuove misure.

A mio parere è importante sottolineare questo messaggio, perché gran parte degli accordi tra gli Stati membri dello scorso Consiglio di primavera si riferiscono all’adempimento di obblighi già esistenti. Veniamo spesso accusati di produrre una serie interminabile di testi legislativi che sono difficili da trasporre, tuttavia si tratta solitamente di un pretesto addotto dai governi nazionali poco diligenti nel conformarsi alla legislazione comunitaria.

La relazione che approveremo domani contiene anche raccomandazioni che è utile menzionare: la necessità di investire in maniera massiccia in migliorie delle infrastrutture – visto che siamo soggetti a una perdita media del 12 per cento causata dalle reti di trasmissione, valore che in alcuni Stati membri raggiunge il 20 per cento –, il completamento del mercato interno dell’energia, investimenti più cospicui nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione nel campo delle tecnologie più efficienti, l’introduzione di requisiti più rigorosi per gli elettrodomestici e di controlli più severi dei prodotti disponibili sul mercato europeo che non rispettano gli standard minimi, i criteri di efficienza in relazione ai paesi in via di sviluppo, e un rafforzamento del dialogo con i principali paesi produttori di energia.

Infine, non meno importante, varie parti del documento sottolineano l’importanza del settore pubblico, comprese le Istituzioni europee, per dare l’esempio e integrare le misure di efficienza energetica nella progettazione degli edifici pubblici, nel rinnovo del parco macchine e nell’inserimento dei criteri di efficienza energetica all’interno degli appalti pubblici.

A mio parere, il documento in questione offre molti suggerimenti utili alla Commissione per l’elaborazione del piano d’azione. Confidiamo nel Commissario Piebalgs, che ascolta sempre con estrema attenzione le opinioni del Parlamento, affinché inserisca tali raccomandazioni nella versione definitiva del piano.

Signor Presidente, vorrei concludere ringraziando i relatori ombra per la loro eccellente collaborazione durante l’elaborazione della relazione, che mi auguro riscuoterà domani un’ampia maggioranza come quella ottenuta in commissione. E’ il momento ideale per compiere qualche passo coraggioso nella giusta direzione, visto che abbiamo dalla nostra sia la buona volontà degli Stati membri, sia la disponibilità e l’interesse dei cittadini. Non dobbiamo lasciarci sfuggire un’occasione così propizia.

 
  
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  Andris Piebalgs, Membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, vorrei congratularmi con l’onorevole Vidal-Quadras per l’eccellente relazione, che dimostra chiaramente la necessità di inserire l’efficienza energetica tra i primi punti all’ordine del giorno dell’Unione europea.

L’aumento costante dei livelli di efficienza energetica rappresenta la strategia più importante realizzabile nel lungo termine per una politica energetica europea sostenibile, competitiva e sicura.

Ho il piacere di annunciarvi che la Commissione ha già adempiuto a molte delle richieste del Parlamento. Di fatto, integreremo le vostre considerazioni nel nostro imminente piano d’azione sull’efficienza energetica, insieme ai risultati dell’audizione pubblica. Prevedo che il piano d’azione verrà adottato subito dopo la pausa estiva. Tali considerazioni saranno poi integrate nel contesto più ampio del lavoro della Commissione.

Prendo atto della richiesta rivolta alla Commissione di essere coerente con la legislazione esistente. Sono d’accordo. Il piano d’azione si baserà sulla legislazione già in vigore e si soffermerà su misure pratiche. Convengo inoltre con la vostra richiesta di aggiornamenti periodici sullo stato di attuazione delle direttive relative all’efficienza energetica. L’attuazione e l’applicazione adeguata delle stesse determinerà il buon esito di qualsiasi politica comunitaria. Il nostro piano d’azione contemplerà pertanto tale priorità assoluta.

Avete giustamente precisato che in questo frangente di prezzi energetici elevati, l’obiettivo di riduzione del consumo del 9 per cento nell’arco di nove anni contenuto nella direttiva concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici potrebbe essere eccessivamente modesto. A tale proposito, vorrei osservare quanto segue: la Commissione sta avviando uno studio completo sul potenziale di efficienza energetica nei diversi Stati membri. Tale studio fornirà una panoramica chiara delle potenzialità a livello nazionale, che la Commissione provvederà a raffrontare con i livelli di ambizione degli Stati membri. Così facendo, ci auguriamo di suscitare atteggiamenti più ambiziosi negli Stati membri.

In relazione alle questioni finanziarie, stiamo operando in collaborazione con istituzioni finanziarie internazionali al fine di integrare l’efficienza energetica nella loro strategia per il credito. La ristrutturazione degli edifici esistenti, con un’attenzione particolare all’edilizia popolare, rientra già nel Fondo europeo di sviluppo regionale nel nuovo periodo di programmazione. Spetta tuttavia agli Stati membri assicurarsi di fare ricorso a tale possibilità.

Concordo sul fatto che le misure di natura fiscale possano essere uno strumento molto efficace per promuovere l’efficienza energetica. Per quanto riguarda gli incentivi finanziari volti ad accelerare la trasformazione del mercato, la Commissione sta prendendo in esame svariate opzioni nella relazione sulla valutazione dell’impatto del piano d’azione.

Convengo che le autorità pubbliche dovrebbero dare l’esempio, soprattutto attraverso la loro politica degli appalti pubblici. Possono contribuire enormemente alla trasformazione del mercato. Monitoreremo con attenzione l’integrazione dei requisiti di efficienza energetica negli orientamenti sugli appalti pubblici degli Stati membri, ai sensi delle direttive concernenti i servizi energetici.

In tal senso, concordo anche con il vostro appello per una maggiore informazione e formazione pubblica, che costituirà la terza parte del nostro piano d’azione – cambiamenti di comportamento.

Mi soffermerò brevemente sugli standard minimi di efficienza per i prodotti che consumano energia, nonché sull’etichettatura. La direttiva sull’ecoprogettazione prevede una definizione dinamica di standard minimi di efficienza. Al contempo, dobbiamo garantire la prevedibilità delle pianificazioni per gli investimenti da parte dell’industria. Per quanto riguarda l’etichettatura, tale aspetto verrà trattato nel piano d’azione anche in connessione alla sensibilizzazione.

Traggo incoraggiamento dalla vostra richiesta alla Commissione e agli Stati membri di attuare più iniziative per aumentare l’efficienza energetica nei trasporti. Tutte le opzioni andrebbero considerate seriamente. A breve la Commissione presenterà una revisione intermedia della politica dei trasporti, e questi ultimi rappresenteranno inoltre una delle aree di azione contemplate dal piano di azione per l’efficienza energetica.

Per quanto riguarda i rapporti esterni, concordo sul fatto che l’efficienza energetica dovrebbe essere parte – di fatto lo è già – dei rapporti sia con gli erogatori di energia sia con le regioni consumatrici. Sono già in corso dialoghi sul tema con Russia, OPEC, Stati Uniti, Cina, Giappone e India. Si potrebbe comunque fare di più, sia per sfruttare appieno il vantaggio competitivo di cui già disponiamo grazie alle tecnologie esistenti, ma anche perché è importante per combattere il cambiamento climatico e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti.

Ritengo che la vostra relazione e il nostro operato siano in perfetta sintonia, e vi chiedo di continuare a sostenere con entusiasmo il lavoro da noi svolto nel campo dell’efficienza energetica.

Desidero ringraziare nuovamente il relatore e i relatori ombra per l’eccellente relazione.

 
  
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  Elisa Ferreira (PSE), relatore per parere della commissione per i problemi economici e monetari. – (PT) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, risparmiare energia aiuta a ridurre la dipendenza dell’Europa da una risorsa essenziale, contribuisce allo sviluppo sostenibile e, prevenendo gli sprechi, aumenta la competitività.

Si tratta di obiettivi estremamente importanti e di attualità, come hanno rilevato sia il relatore sia il Commissario. Poiché pare esserci convergenza sugli obiettivi, il problema maggiore consiste nel tradurli in realtà e nel modificare le pratiche e le abitudini improntate allo spreco. Il testo che stiamo per adottare compie un passo importante in tale direzione.

In qualità di relatrice per parere, desidero ringraziare il relatore per la qualità del lavoro svolto e per la cooperazione di cui ha dato prova accettando numerosi emendamenti. Vorrei riprendere tre di tali emendamenti: in primo luogo, la liberalizzazione dei mercati dell’energia deve essere accompagnata dalla qualità della regolamentazione; in secondo luogo, l’armonizzazione degli standard deve essere condotta a livello internazionale; in terzo luogo, vengono specificate differenze fiscali che condurranno a pratiche più efficienti; da ultimo, reputo che ai fini di una maggiore coerenza delle politiche, occorra garantire che i Fondi strutturali e di coesione determinino la ripresa e il risparmio di energia, soprattutto nelle città, un aspetto, questo, che dovrebbe andare di pari passo con il rilancio e lo snellimento dei sistemi di trasporto.

Desidero richiamare la vostra attenzione sulle suddette raccomandazioni.

 
  
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  Péter Olajos (PPE-DE), relatore per parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.(HU) Signor Presidente, grazie al vertice di Bruxelles del marzo di quest’anno, l’Unione europea dispone ora di una propria politica energetica. L’adozione di tale strategia congiunta è una pietra miliare, in quanto possiamo tenere sotto controllo i nostri immensi problemi energetici solamente mediante un impegno congiunto.

Tuttavia, invece che assicurare un utilizzo più ampio e persino più dispendioso, il punto cruciale della nuova strategia dovrebbe risiedere in un impiego energetico più economico, più efficiente e più intensivo. Questa è la base su cui si fonda la nostra competitività, sostenuta per di più da considerazioni ecologiche e persino dall’interesse dei consumatori. Sono pertanto lieto del fatto che, conformemente alla mia proposta, il documento in oggetto comprenda anche, tra le altre cose, l’assistenza alla modernizzazione dell’utilizzo energetico negli alloggi prefabbricati, un problema che affligge tutta l’Europa, compresa l’Ungheria.

A mio parere, gli incentivi alle aziende che forniscono servizi correlati all’efficienza energetica è un elemento molto significativo, perché costituisce una soluzione innovativa e conforme al mercato.

Mi congratulo col relatore per l’eccellente lavoro, e lo ringrazio per aver appoggiato quasi tutte le proposte da me presentate in qualità di relatore per parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.

 
  
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  Marta Vincenzi (PSE), relatrice per parere della commissione per i trasporti e il turismo. – Signor Presidente, in un minuto vorrei fare solo due brevi sottolineature. Abbiamo cercato di affermare che bisogna essere più determinati nel considerare l’efficienza nei trasporti come il cuore di una strategia per integrare le politiche di competitività, sostenibilità, sicurezza nell’approvvigionamento energetico. Spero quindi, che lei, Signor Commissario, faccia veramente quanto ha detto, e noi vigileremo.

Seconda cosa, occorre riconoscere che nel trasporto su gomma l’efficienza media delle catene di conversione è sorprendentemente modesta e che ci vuole un cambiamento di passo. Questo rappresenta un potenziale di risparmio enorme se lo assumiamo come il valore prioritario per definire la qualità del prodotto e come presupposto per l’introduzione di futuri convertitori a idrogeno.

Dunque, certo ricerca e sviluppo sono la speranza, ma cominciamo a fare subito quello che è possibile basandoci su tecnologie provate che esistono e sulle possibili integrazioni di sistema.

 
  
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  Giles Chichester, a nome del gruppo PPE-DE. – (EN) Signor Presidente, vorrei ringraziare il collega e relatore onorevole Vidal-Quadras per la mole di lavoro svolta per la relazione. Vorrei tuttavia anche esprimergli la mia solidarietà per l’inefficienza di cui hanno dato prova alcuni colleghi con i loro sproloqui nel tentativo di criticare i lodevoli obiettivi della relazione. Se si abbonda con le parole, si corre il rischio di perdere di vista quello che si desidera ottenere.

Vorrei comunque congratularmi sentitamente con l’onorevole Vidal-Quadras per l’ottima serie di emendamenti di compromesso da lui presentata insieme agli altri relatori ombra. E’ meraviglioso veder sfoltire una relazione con tanto impegno, pertanto appoggio pienamente il relatore.

Dobbiamo essere realisti nel perseguire i nostri obiettivi di efficienza. L’efficienza è essenziale; la questione è come e quando saremo in grado di raggiungerla.

 
  
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  Mechtild Rothe, a nome del gruppo PSE. – (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero innanzi tutto ringraziare il relatore, l’onorevole Vidal-Quadras, sia per la relazione in sé sia per la nostra stretta collaborazione. Da questa relazione così esaustiva approvata in sede di commissione vorrei selezionare solo qualche punto che riveste particolare importanza per il mio gruppo.

In primo luogo, la constatazione che l’obiettivo previsto di un miglioramento del 20 per cento dell’efficienza energetica entro il 2020 deve essere rivisto al rialzo. L’obiettivo della Commissione si basa su un prezzo del petrolio di 25-30 dollari a barile! Non ritengo sia necessario precisare che tale ipotesi è molto lontana da qualsiasi realtà attuale e futura. Significa che possiamo attenderci misure di efficienza energetica molto più efficaci sotto il profilo dei costi.

In tale contesto, la relazione stabilisce inoltre come deve essere valutata l’efficienza dei costi. Tale valutazione dovrebbe tener conto di fattori quali i prezzi dell’energia in ascesa, la dipendenza ridotta da importazioni energetiche, la protezione del clima e dell’ambiente, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, l’innovazione e gli effetti dei risparmi di energia nel medio e lungo termine.

Oltre a obiettivi ambiziosi occorrono piani d’azione di efficienza energetica altrettanto coraggiosi. Mi riferisco non soltanto al piano d’azione europeo della Commissione, ma anche ai piani d’azione nazionali. Dobbiamo veramente porre tali piani d’azione al centro di un’indispensabile offensiva nel campo dell’efficienza energetica, vale a dire che ci servono relazioni pubbliche solide e intensive, proposte realistiche ed efficaci, e scenari differenziati di efficienza energetica.

 
  
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  Fiona Hall, a nome del gruppo ALDE. – (EN) Signor Presidente, la relazione in oggetto trabocca di raccomandazioni, ma voglio soffermarmi solamente su un aspetto. Non dobbiamo essere poco ambiziosi nel campo dell’efficienza energetica. Siamo di fronte a un insieme di circostanze in fase di evoluzione, e la tecnologia si sta sviluppando con tale rapidità che i dispositivi più efficienti dal punto di vista energetico dello scorso anno si trasformano in modelli mediocri nell’arco di appena due anni. Un aspetto ancor più significativo è che i calcoli economici variano con frequenza quasi quotidiana. Come ha ricordato l’onorevole Rothe, quando la Commissione ha pubblicato il Libro verde ha basato il proprio obiettivo di un risparmio energetico del 20 per cento entro il 2020 su un prezzo del petrolio di 30 dollari a barile, ma quando la relazione è passata al vaglio della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE), i prezzi del petrolio erano sui 70 dollari a barile.

A breve gli Stati membri presenteranno i loro piani d’azione nazionali sull’efficienza energetica. Come lei ha affermato, signor Commissario, l’1 per cento l’anno sembra un obiettivo troppo basso cui puntare. Accolgo con molto favore i commenti da lei espressi in tal senso.

Auspico che la Commissione adotti una posizione decisa e garantisca che tali piani d’azione nazionali siano ambiziosi sia per quanto riguarda la portata che nell’attuazione, alla luce di ciò che al momento è realisticamente ed effettivamente concretizzabile.

 
  
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  Claude Turmes, a nome del gruppo Verts/ALE. – (EN) Signor Presidente, abbiamo parlato abbastanza: adesso bisogna agire. Stabiliamo obiettivi vincolanti superiori al 20 per cento e rafforziamo la legislazione, soprattutto in materia di trasporti, ma anche di elettricità. Cogliamo l’occasione per rilanciare la cogenerazione – questa dovrebbe essere la nostra risposta alla sicurezza energetica. Tuttavia, possiamo conseguire tali risultati solamente con la creazione delle capacità a livello istituzionale. Finché alla Commissione ci saranno più persone che lavorano per EURATOM e l’energia nucleare invece che per l’efficienza energetica, ci saranno più parole che fatti.

Signor Commissario, valuteremo il suo operato in base a tale aspetto. Ci aveva promesso più personale impegnato nell’efficienza energetica. Non ha mantenuto le sue promesse e non riuscirà a farlo senza aumentare l’organico. Ci servono tali risorse, perché occorre che i funzionari della Commissione escano da Bruxelles e costruiscano un nuovo partenariato. L’efficienza energetica presuppone una nuova cultura, e dobbiamo pertanto coinvolgere i governi nazionali, regionali e locali, nonché l’industria, le ONG e i cittadini. Com’è possibile arrivare a tale traguardo con un gruppo così sparuto di funzionari della Commissione?

 
  
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  Esko Seppänen, a nome del gruppo GUE/NGL. – (FI) Signor Presidente, signor Commissario, il nostro gruppo è naturalmente favorevole al miglioramento dell’efficienza energetica. In sede di commissione abbiamo votato a favore dei numerosi emendamenti alla relazione dell’onorevole Vidal-Quadras. Il risultato finale per noi è accettabile, partendo dal presupposto che la foresta sia più importante degli alberi.

All’Unione manca una politica di efficienza energetica rivolta ai trasporti. Ho accolto con entusiasmo la promessa del Commissario di produrre un documento sull’efficienza energetica dei trasporti nel prossimo futuro.

Le aree in cui è possibile mettere a segno eventuali risparmi hanno a che vedere soprattutto con gli edifici e con le loro diverse esigenze in termini di riscaldamento e condizionamento dell’aria. Il miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia richiederà nuovi investimenti e nuova tecnologia, ma non vi sono alternative.

Quando la Finlandia faceva parte della Russia, le autorità zariste insegnavano la disciplina ai finlandesi spedendo i nostri conterranei in Siberia. Il principio di fondo era che la Siberia fosse un’esperienza in grado di insegnare qualcosa. Dal punto di vista dell’efficienza energetica, i prezzi dell’energia in ascesa sono la Siberia dell’UE. L’energia costosa insegna qualcosa. Che cosa? A risparmiare energia. Nella relazione in oggetto aspiriamo a grandi risparmi, e il messaggio per la Commissione è lungo ma chiaro come il sole.

 
  
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  Adam Gierek (PSE).(PL) Signor Presidente, il tema del dibattito fa riferimento all’impiego efficiente dell’energia che, una volta ottenuta dalle fonti primarie, può essere convertita in lavoro utile o in un’altra forma di energia, o in alternativa utilizzata in maniera inefficiente in sistemi aperti. Tra gli esempi figurano le grandi centrali elettriche industriali a vapore, la cui efficienza finale è nel migliore dei casi del 30-40 per cento, meno il 10 per cento per i costi di trasmissione dell’energia elettrica.

Come si può pertanto utilizzare in maniera più efficiente l’energia al fine di risparmiare questo 20-30 per cento? In primo luogo, dobbiamo investire nel miglioramento dell’isolamento termico degli edifici e nella modernizzazione delle modalità di produzione e distribuzione del calore, nonché in sistemi di recupero del calore residuo. In secondo luogo, dobbiamo investire nello smantellamento degli impianti di riscaldamento locali vecchi, piccoli e antiquati e collegare i complessi urbani residenziali, in particolare nelle grandi città dei nuovi Stati membri che ospitano tali complessi, a reti di riscaldamento alimentate da stazioni moderne di cogenerazione di capacità ottimale. Tale sistema consentirà la generazione contemporanea di elettricità per i consumatori locali senza particolari costi di trasmissione. Affinché tali tecnologie producano rapidamente risultati, dovrà essere tuttavia concessa una priorità finanziaria di accesso ai finanziamenti dell’UE a favore di tali progetti, soprattutto in Europa centrale e orientale.

 
  
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  Vladimír Remek (GUE/NGL).(CS) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, vista l’ora tarda inizierò col raccontarvi un aneddoto di un automobilista che chiede il costo di una goccia di benzina a una stazione di rifornimento. Sentito che non costa nulla, ne chiede un serbatoio pieno. Di fatto si può risparmiare molto, goccia dopo goccia, magari anche in termini finanziari. Una cosa è certa: sul tavolo abbiamo una serie di misure e proposte che potrebbero generare una maggiore efficienza energetica. L’analogia citata voleva essere un tentativo di illustrare che le soluzioni potenziali sono tutte relative e ovviamente tutt’altro che semplici. A mio parere, la cosa principale è potenziare la scienza e la ricerca. Ritengo pertanto che, se non sosteniamo le nostre buone intenzioni e la retorica con risorse finanziarie adeguate per la ricerca e lo sviluppo – cosa che al momento evidentemente non accade – il nostro obiettivo di accrescere l’efficienza energetica potrebbe ridursi solo a un pio desiderio. Un esempio illuminante è il progetto Galileo. Se non doteremo tale progetto di fondi adeguati, in futuro non riusciremo ad aumentare l’efficienza energetica in un’area come i trasporti, che senza dubbio sono tra i settori a più alto consumo di energia.

 
  
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  Joan Calabuig Rull (PSE).(ES) Signor Presidente, signor Commissario, innanzi tutto vorrei congratularmi con l’onorevole Vidal-Quadras per l’ampio consenso ricevuto e per la competenza di cui ha dato prova nel processo di elaborazione della relazione.

E’ ormai un dato di fatto che l’Europa si trova a dover combattere gli effetti del cambiamento climatico, dell’aumento dei prezzi del greggio e della tensione con la Russia per quanto riguarda la fornitura di gas. Ciononostante, la risposta politica alla nostra vulnerabilità energetica non è forse ancora all’altezza delle sfide che dobbiamo affrontare.

Negli ultimi anni la priorità è andata alla creazione di un mercato europeo dell’energia. Tuttavia, la realtà dimostra che è indispensabile optare per una politica energetica comune e che gli Stati membri devono impegnarsi a orientarsi in maniera risoluta verso tale obiettivo.

Inoltre, occorre un impegno finanziario maggiore a favore di ricerca e sviluppo nel campo dell’energia, per accrescere l’efficienza soprattutto dell’edilizia e dei trasporti. In ogni caso, uno degli approcci cruciali consiste nel migliorare l’efficienza energetica, che potrebbe far risparmiare una quantità enorme di energia in Europa. Anche i cittadini possono svolgere un ruolo fondamentale in tal senso nella loro vita quotidiana, ma occorre un approccio globale, perché tale obiettivo interesserà tutte le politiche europee nel loro complesso.

 
  
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  Andris Piebalgs, Membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, vorrei rinnovare i miei ringraziamenti al relatore per l’ottima relazione.

Abbiamo esaminato brevemente la questione importantissima del ruolo della Commissione e della sua capacità di conseguire risultati. Non ritengo che sia compito della Commissione sguinzagliare milioni di ispettori che controllino se i cittadini hanno spento la luce! Il ruolo della Commissione consiste nell’impartire direttive politiche, fornire strumenti agli Stati membri e sensibilizzare l’opinione pubblica, tutte cose che stiamo già facendo. Al riguardo siamo perfettamente all’altezza del nostro compito, perché l’efficienza energetica è senza dubbio la priorità principale nell’intera società dell’energia dell’Unione, e ogni anno registriamo miglioramenti, benché desidereremmo fare di più. La percezione che è stata menzionata non corrisponde al vero, in quanto la Commissione sta ottenendo buoni risultati in tal senso.

Vorrei passare alla questione del personale e del trasferimento dell’organico. La Commissione deve adempiere agli obblighi dei Trattati, in quanto ne è la custode. I trattati vanno rispettati e, a tal fine, la Commissione deve disporre di personale sufficiente in tutte le aree. Non è pertanto possibile spostare funzionari da un’area all’altra come per magia.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, sono state apportate modifiche alla struttura della DG-TREN. Abbiamo un’unità per l’efficienza energetica e un’altra per le energie rinnovabili. L’organico è stato potenziato e verrà accresciuto in linea con le disposizioni del bilancio annuale. Fa parte della procedura di elaborazione del bilancio. Non posso accettare tale argomentazione. La Commissione sta facendo il possibile e sta ottenendo risultati.

La relazione è eccellente e ci darà maggiori opportunità di utilizzare il potenziale dell’Unione europea. Forse potremmo essere più ambiziosi rispetto al 20 per cento, ma dobbiamo comunque adoperarci affinché tale traguardo venga raggiunto.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì, alle 11.30.

Dichiarazione scritta (articolo 142 del Regolamento)

 
  
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  John Attard-Montalto (PSE).(EN) Il risparmio energetico implica una riduzione dell’energia; l’efficienza energetica consiste nel fare di più con meno.

Dopo che il mondo si è reso conto dell’enorme impennata del costo del petrolio, che ha finito per tradursi in incrementi dei costi della benzina e del gasolio e in maggiorazioni insostenibili delle bollette per l’elettricità – come è accaduto nel mio paese, Malta –, abbiamo iniziato tutti a concentrarci sul risparmio energetico – energie alternative quali i parchi eolici sul mare, come viene proposto a Malta – ed efficienza energetica.

L’efficienza energetica può essere conseguita in numerosi aspetti della nostra vita quotidiana, ad esempio nell’edilizia – le potenzialità in termini di efficienza del settore edile sono estremamente significative –, negli elettrodomestici – forni, condizionatori, bollitori, tostapane, eccetera, stanno diventando più efficienti –, e nei trasporti – la ricerca e lo sviluppo hanno reso le automobili più efficienti nel consumo energetico. Purtroppo, solitamente, più efficienti sono le autovetture, più aumenta il loro prezzo.

Di conseguenza, il problema principale riguarda l’attuazione della presente relazione, se verrà adottata. Come incoraggerete i consumatori a effettuare investimenti di capitale, a cambiare i materiali edili, le auto o gli elettrodomestici e ad acquistarne di più efficienti sotto il profilo energetico? L’unico modo è un incentivo di natura fiscale, quali crediti d’imposta, riduzione dell’IVA, diminuzione dei canoni per le licenze, eccetera.

 
  
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  Francesco Musotto (PPE-DE). – La recente crisi della distribuzione delle forniture di gas naturale russo ha messo in evidenza la dipendenza dell’Europa dalle fonti energetiche importate, che si stima vada crescendo sensibilmente nei prossimi anni. Il contenimento della domanda energetica dell’UE potrebbe rivelarsi una componente importante della risoluzione del problema. Grazie ad essa si potrà ottenere una maggiore efficienza economica, generare un trend positivo sull’occupazione e contribuire ad elevare la competitività dell’industria europea, fattori in sintonia con gli obiettivi della strategia di Lisbona.

Oltre a stabilire nuovi obiettivi, dobbiamo considerare la normativa già esistente: se gli Stati membri la dovessero adottare integralmente, l’obiettivo dell’Unione di risparmiare il 20 per cento dell’energia entro il 2010 sarebbe oggi già stato raggiunto in misura del 50 per cento.

La relazione propone che gli obiettivi di efficienza energetica siano integrati in altre politiche settoriali, come la politica fiscale, quella dei trasporti o la politica di coesione. Credo che i fondi destinati alla politica regionale dell’UE debbano essere utilizzati anche per finanziare progetti interregionali e transfrontalieri che consentano un trasferimento di know-how tra Stati membri e le regioni che sono prive di un patrimonio tecnologico adeguato per attuare una maggiore efficienza energetica.

 
Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2006Avviso legale