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Procedura : 2005/0191(COD)
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Ciclo del documento : A6-0194/2006

Testi presentati :

A6-0194/2006

Discussioni :

PV 14/06/2006 - 12
CRE 14/06/2006 - 12

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PV 15/06/2006 - 9.4
CRE 15/06/2006 - 9.4
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Testi approvati :

P6_TA(2006)0267

Discussioni
Mercoledì 14 giugno 2006 - Strasburgo Edizione GU

12. Norme comuni per la sicurezza dell’aviazione civile (discussione)
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione presentata dall’on. Paolo Costa, a nome della commissione per i trasporti e il turismo, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce norme comuni per la sicurezza dell’aviazione civile (COM(2005)0429 – C6-0290/2005 – 2005/0191(COD)) (A6-0194/2006).

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. – (FR) Onorevoli deputati, quello che ci viene oggi presentato è un progetto legislativo che la Commissione e il Parlamento europeo considerano un’iniziativa importante.

La proposta adottata dalla Commissione il 22 settembre 2005 è importante perché la lotta su tutti i fronti contro la minaccia terroristica rimane una priorità e perché dobbiamo imparare le giuste lezioni dall’attuazione della legislazione vigente. Dobbiamo continuare a cercare modalità per migliorare la protezione dei cittadini europei e per conciliare meglio le esigenze di sicurezza con le necessità operative di tutte le parti interessate: autorità pubbliche, aeroporti e compagnie aeree.

La legislazione in vigore stabilisce norme per la sicurezza dell’aviazione civile. E’ stata elaborata in una situazione di massima emergenza, all’indomani degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Scopo del progetto oggi all’esame è consolidare tale legislazione sulla base dell’esperienza acquisita. Le norme in vigore sono piuttosto dettagliate, come si può constatare quando tentiamo di introdurre nuove tecnologie o di rendere il sistema più flessibile per far fronte a rischi specifici.

Con l’esperienza, è emersa la necessità di una semplificazione. Senza mettere in discussione il principio di sussidiarietà, la Commissione ritiene che un’armonizzazione dei requisiti di sicurezza sia indispensabile nell’Unione europea, e un rafforzamento di tale armonizzazione è nell’interesse dell’aviazione civile europea. Dobbiamo rispondere a questa aspettativa.

L’esperienza acquisita attraverso le ispezioni condotte dalla Commissione ha evidenziato la necessità di chiarire talune disposizioni del regolamento. La Commissione ha proposto un riequilibrio delle sue competenze di esecuzione nel contesto della procedura di comitatologia per poter reagire più rapidamente all’evoluzione tecnologica e aumentare la riservatezza delle norme che devono rimanere al di fuori del dominio pubblico.

Sono convinto che questo testo rivisto sulla sicurezza dell’aviazione, se sarà adottato, non solo rafforzerà la protezione dei cittadini, ma stabilirà anche un quadro consolidato che costituisce un buon equilibrio tra l’estensione dei controlli mirati a contrastare rischi specifici e la riduzione al minimo dell’impatto operativo, nel debito rispetto degli interessi di tutte le parti.

Constato con soddisfazione che il progetto di relazione oggi all’esame riprende le argomentazioni sulle quali è fondata l’iniziativa della Commissione, tenendo conto anche delle concrete esigenze operative che sono emerse.

L’onorevole Costa ha prodotto un testo di grande valore e desidero ringraziarlo per la qualità della relazione e per lo spirito di cooperazione di cui ha dato prova nei confronti della Commissione.

Conoscendo la proposta della Commissione, l’equilibrio di pareri in seno al Consiglio e gli emendamenti proposti dal Parlamento europeo per la parte più tecnica della proposta, spero vivamente, signor Presidente, onorevoli deputati, che si possa trovare un accordo in tempi rapidi.

 
  
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  Paolo Costa (ALDE), relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, io credo che questa sera possiamo cercare di far fare un passo avanti a questo regolamento e al motivo che consente di completare una legislazione nata sotto l’influenza dell’attacco terroristico dell’11 settembre. E’ giusto che da quella esperienza vengano tratte tutte le conseguenze e che ci si prepari ad affrontare ancora meglio la situazione che si va profilando.

Desidero sottolineare solo due aspetti del lavoro che abbiamo svolto, in quanto la proposta della Commissione è una proposta eccellente che aveva solo bisogno di essere esplicitata in alcuni punti e completata in un unico punto.

La proposta doveva essere esplicitata per quanto riguarda l’idea che noi possiamo avere la certezza di ottenere un buon risultato per la sicurezza aerea solo in presenza di un sistema unico, che offra un livello di sicurezza garantito da ogni aeroporto e da ogni compagnia aerea.

E’ proprio in questo senso che il sistema nel suo insieme è stato ridefinito. L’idea di realizzare un sistema di sicurezza unico è fondamentale al fine di rafforzare il più possibile la protezione di tutti i cittadini europei e non europei che viaggiano nei nostri cieli e che utilizzano i nostri aeroporti.

Credo vi sia un punto che rimane ancora sospeso dal 2002, vale a dire il fatto che, nel momento in cui si impone almeno un livello base di sicurezza comune in tutta l’Europa, occorre anche prevedere effettive possibilità di finanziamento. Tale finanziamento può essere sostenuto da due fonti, quella che corrisponde alla preoccupazione pubblica generale di doverci difendere da possibili attacchi terroristici e quella che corrisponde alla paura privata, rappresentata dal fatto che ogni viaggiatore in quanto tale produce una domanda di sicurezza aggiuntiva.

Attualmente, la situazione del finanziamento di queste misure in Europa è la più disparata e non necessariamente la più equa e la più corretta. E’ per questo che abbiamo insistito e insistiamo, presentando un apposito emendamento che ha avuto il sostegno della grande maggioranza in sede di commissione e che spero verrà riconfermato in Aula domani, sulla necessità di definire delle regole per il finanziamento di queste misure di sicurezza di base, tenendo conto della possibilità di ridistribuire equamente il finanziamento tra queste due fonti. Con il nostro emendamento invitiamo pertanto la Commissione a proporre qualche suggerimento tecnico al riguardo. Il Parlamento europeo, da parte sua, farà il possibile affinché l’emendamento sia approvato.

Sono consapevole del fatto che questo costituisce un tema delicato per il Consiglio, ma credo che, se si considera davvero la sicurezza come un bene sommo e come un obiettivo primario, sia essenziale creare le condizioni affinché essa possa essere garantita.

Proprio perché in questo momento la situazione del finanziamento della sicurezza in Europa è estremamente differenziata, occorre garantire che la questione sia resa esplicita, che i cittadini sappiano a cosa stanno contribuendo e che l’uso dei fondi destinati alla sicurezza sia trasparente ed efficace.

Nel definire la regola comune abbiamo dovuto affrontare anche problemi di dettaglio, molto apprezzati e seguiti dall’opinione pubblica, come ad esempio il problema della sicurezza a bordo, in relazione al quale il Parlamento suggerisce di imporre il divieto di tenere armi a bordo, fatta eccezione per casi speciali debitamente autorizzati.

Ritengo che questa sia una soluzione accettabile e mi auguro che domani il Parlamento dia un contributo effettivo all’avanzamento della relazione e del regolamento.

 
  
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  Romano Maria La Russa (UEN), relatore per parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che rallegrarmi della proposta di regolamento che istituisce norme comuni per la sicurezza dell’aviazione civile, poiché con essa è auspicabile che si instauri una maggiore collaborazione all’interno dell’Unione, al fine di vivere in un’Europa più sicura.

Condivido il concetto di sistema unico di sicurezza, che mira a escludere ulteriori controlli se gli Stati membri hanno la ragionevole certezza che nell’aeroporto originario sono state osservate le norme minime di sicurezza. Il fatto che non sia stato preso in debita considerazione il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni di cui sono relatore, peraltro adottato a larghissima maggioranza, non mi riempie certo di gioia.

Ritengo infatti che gli Stati membri dovrebbero mantenere la facoltà di applicare misure di sicurezza più restrittive, sia sul piano interno che nell’ambito delle relazioni bilaterali con i paesi terzi, qualora lo ritenessero necessario sulla base di legittime valutazioni del rischio. Tali misure più rigorose dovrebbero comunque essere sempre proporzionate e rispettose delle libertà civili e dei principi del libero mercato, come evidenziato peraltro nel mio parere.

Pur ritenendo che la Commissione debba limitarsi alla definizione degli standard minimi e procedere al controllo mediante ispezioni regolari anche senza preavviso, reputo tuttavia eccessivo che la stessa Commissione possa decidere autonomamente se un Stato continui o meno ad applicare misure più severe.

Inoltre, mi consola il fatto che almeno nell’ambito delle misure applicabili a bordo, la commissione per i trasporti abbia voluto riprendere il mio emendamento che estende la definizione di “passeggero potenzialmente pericoloso” alle persone il cui comportamento è fonte di reale preoccupazione.

Non posso che dichiararmi soddisfatto dell’approvazione del mio emendamento che chiede alla Commissione di elaborare una relazione annuale sull’applicazione di programmi nazionali di sicurezza. Infine, ho ritenuto doveroso l’accoglimento della proposta, anche da parte della commissione per i trasporti, che intende fare dei diversi programmi l’oggetto di una relazione annuale della Commissione, destinata al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali, che renda conto dell’applicazione dei programmi nazionali di sicurezza oltre che dei risultati ottenuti dal nuovo regolamento.

 
  
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  Philip Bradbourn, a nome del gruppo PPE-DE. – (EN) Signor Presidente, dall’inizio di questa legislatura ho lavorato a molte relazioni sul tema della sicurezza nel settore dei trasporti e ogni volta mi sembra che ripetiamo esattamente le stesse discussioni, sia che la relazione tratti di porti marittimi, sia che riguardi, come in questo caso, gli aeroporti e l’aviazione. I vari settori devono però far fronte a minacce differenti, che richiedono misure di sicurezza diverse. Tuttavia, la relazione di cui discutiamo oggi avrà probabilmente il massimo effetto sulla sicurezza dei cittadini d’Europa. In generale, accolgo con favore la proposta.

Sono assolutamente necessarie norme chiare per la sicurezza negli aeroporti d’Europa. Nutro, tuttavia, qualche preoccupazione – e qui parlo a titolo personale – riguardo ad alcune delle misure. In primo luogo, nelle proposte all’esame la Commissione tenta di accrescere il proprio potere. Mi riferisco alle misure di sicurezza speciali. I potenziamenti generalmente a breve termine della sicurezza, basati sull’intelligence nazionale, non dovrebbero essere soggetti all’approvazione della Commissione prima di essere attuati. La Commissione non ha la possibilità di condividere i dati di intelligence, né dovrebbe averla, a mio parere. Perciò non ha la capacità di svolgere in modo efficace tale compito.

In alcuni casi quella particolare posizione potrebbe mettere in pericolo la sicurezza stessa. Spetta agli Stati membri decidere quali misure aggiuntive ritengono necessarie. Il ruolo della Commissione dovrebbe essere di coordinamento, non di comando.

Il tema della sicurezza in volo non rientra in questo regolamento. Anche in questo caso, si tratta di misure che dipendono dai singoli governi e dai rispettivi vettori aerei. La mia massima preoccupazione riguarda la proposta contenuta in alcuni degli emendamenti adottati in sede di commissione al fine di ampliare le competenze dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea includendovi il controllo della sicurezza.

Quando era stata istituita l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, si era generalmente convenuto che si sarebbe occupata di sicurezza tecnica e non avrebbe avuto alcuna influenza sulle misure di sicurezza. Ricordo bene i problemi causati da quella definizione in alcune lingue. Da allora l’Agenzia non si è dimostrata competente, neppure in quest’area di lavoro. Non vedo perché, data questa sua mancanza, le si dovrebbero attribuire poteri più ampi.

Nonostante queste riserve, riconosco i benefici derivanti da norme comuni per la sicurezza in tutta l’Unione. Con l’aggravarsi della minaccia di atti terroristici contro l’aviazione, è necessario e opportuno favorire i miglioramenti della sicurezza. Con l’appoggio di alcuni colleghi, ho quindi presentato alcuni emendamenti che non solo rispondono alle mie preoccupazioni, ma anche a tutte quelle dell’intero settore.

Spero che potremo trovare una soluzione realizzabile a tali questioni. Per la costante sicurezza di tutti i cittadini d’Europa sono necessarie norme comuni, non regolamenti draconiani.

 
  
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  Saïd El Khadraoui, a nome del gruppo PSE.(NL) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero innanzi tutto ringraziare il relatore, onorevole Costa, e gli altri relatori ombra per l’ottimo lavoro di squadra. A parte alcuni dettagli minori, possiamo essere d’accordo più o meno su tutto, o almeno sui punti essenziali, e come Parlamento saremo in grado di presentare un parere forte. Dopo l’11 settembre, la sicurezza è diventata, ovviamente, un tema più che mai importante, ed è chiaro che l’aviazione richiede particolare attenzione da parte nostra, dato l’effetto potenzialmente devastante di attentati ad opera di aeromobili.

Per il mio gruppo, questo significa che dobbiamo sempre sforzarci di conseguire il massimo livello di protezione, che però deve essere accompagnato da un sufficiente livello di trasparenza e dal rispetto delle libertà civili. Gli sforzi di protezione e i relativi costi devono essere proporzionati ai rischi per la sicurezza. Alla luce di ciò, non è opportuno dare carta bianca al comitato di esperti che emette decisioni di esecuzione di questa legislazione quadro, affinché presenti qualsiasi proposta, senza alcuna opposizione. Per questo motivo è importante l’emendamento n. 61, che prevede formalmente l’istituzione di un gruppo consultivo delle parti interessate. Tale gruppo dovrebbe essere composto a nostro avviso non solo da rappresentanti del settore, ma anche da altre organizzazioni, ivi comprese le associazioni dei passeggeri ed eventualmente organizzazioni in grado di fornire consulenza in materia di libertà civili. Chiediamo anche che venga redatta una relazione annuale sull’applicazione di questo regolamento.

Un secondo elemento sul quale siamo d’accordo, e al quale il relatore ha già fatto riferimento, è che dovrebbe essere chiaro su chi devono ricadere i costi della sicurezza negli aeroporti. Per estensione, ci dovrebbe altresì essere chiarezza, ovviamente, riguardo alla distribuzione dei costi della sicurezza nell’intero settore dei trasporti. Devono farsene carico i clienti, il settore o lo Stato? Ovviamente dovrà essere una combinazione di questi tre, ma quel che è importante è cercare di stabilire le stesse norme europee dovunque andiamo. Ne abbiamo parlato durante una riunione precedente, signor Commissario. Lei dovrebbe presentare un’iniziativa entro l’estate e la stiamo attendendo con grande interesse.

Un miglioramento notevole nella proposta della Commissione è il fatto che sia stato aggiunto il capitolo sulla sicurezza a bordo degli aeromobili civili. Si tratta, fra l’altro, dei famosi “sceriffi dell’aria”, guardie armate a bordo degli aerei civili. Siamo contrari, in linea di principio, alla presenza di armi sugli aerei perché il loro uso improprio o un incidente possono avere conseguenze devastanti. Perciò non siamo fautori di queste misure. Il problema è che l’impiego di guardie di sicurezza è una questione su cui devono decidere gli Stati membri, e così sarà anche in futuro. Alcuni paesi, tra i quali la Francia e il Regno Unito, se ne sono già serviti, mentre altri, come la Grecia e la Spagna, non li hanno ancora impiegati. Alla luce di ciò, accogliamo favorevolmente questa misura supplementare come un’opportunità per regolamentare almeno in parte la questione a livello europeo, ad esempio imponendo procedure uniformi e regolamenti severi in materia di sicurezza o fornendo una formazione sopranazionale.

Anche noi abbiamo proposto due emendamenti. Il primo è un emendamento formale riguardante l’aeroporto di Gibilterra per allineare il testo agli accordi esistenti. Il secondo è un emendamento nel quale chiediamo un sistema europeo per la certificazione delle attrezzature utilizzate per la protezione degli aeroporti, compresi i dispositivi di controllo a raggi X e simili. La questione andrebbe affrontata a livello europeo, anche perché non tutti gli Stati membri dispongono delle competenze necessarie per compiere le scelte giuste in relazione alle attrezzature di sicurezza, che stanno diventando sempre più moderne. Inoltre, il labirinto di norme è un ostacolo per il settore europeo in confronto a quello statunitense. Vi invito a dare il vostro sostegno, anche considerando questo fattore.

 
  
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  Marios Matsakis, a nome del gruppo ALDE. – (EN) Signor Presidente, mi congratulo innanzi tutto con l’onorevole Costa per la sua ottima relazione. Desidero portare all’attenzione dell’Assemblea quattro motivi di preoccupazione collegati alla sicurezza dell’aviazione civile che, a mio parere, non sono affrontati in modo adeguato né dalla legislazione esistente né da quella proposta.

Il primo si riferisce al fatto che la proposta in esame non prevede miglioramenti delle misure volte a prevenire l’accesso non autorizzato al compartimento dell’equipaggio di volo. Tali misure sono coperte attualmente soltanto da disposizioni dell’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (ICAO), disposizioni che sono, purtroppo, sorpassate e necessitano di una revisione sulla base dell’esperienza. L’esperienza è fornita, ad esempio, dal tragico incidente dell’aereo della compagnia aerea Helios, precipitato l’estate scorsa in Grecia, nel quale morirono 121 persone. In quel caso, i due piloti persero conoscenza per ipossia e un assistente di volo, egli stesso pilota qualificato, non riuscì a entrare nella cabina di pilotaggio in tempo utile per impedire all’aereo di precipitare, a causa del sistema di sicurezza attualmente applicato, che blocca la porta della cabina di comando.

Il secondo motivo di preoccupazione si riferisce al tentativo di allargare la definizione di “passeggero potenzialmente pericoloso” includendovi le persone il cui comportamento possa essere fonte di potenziale preoccupazione. Apprezziamo questa iniziativa, ma purtroppo il tipo più comune di passeggero pericoloso – vale a dire il passeggero ubriaco – in questo testo non viene contemplato. Inoltre non si fa alcun tentativo per prevenire tali situazioni: gli alcolici continuano a essere serviti in quantità abbondanti e, su molti voli, senza alcuna spesa per i passeggeri. La cosa più logica sarebbe proibire l’uso di alcol durante i voli.

Il terzo punto di preoccupazione riguarda i controlli di sicurezza finalizzati alla ricerca di potenziali armi. Ai passeggeri è vietato portare con sé oggetti ai quali solo con un grande sforzo di immaginazione, si potrebbe attribuire una capacità offensiva, come le forbicine per unghie; eppure le bottiglie di vetro delle bevande alcoliche, ad esempio, sono ammesse a bordo. Non ho bisogno di far notare che una bottiglia rotta è un’arma pericolosissima nelle mani di un aggressore. Sarebbe quindi saggio non permettere la presenza di bottiglie di vetro nella cabina passeggeri.

Il quarto motivo di preoccupazione è la controversa questione degli “sceriffi dell’aria”. L’approccio generale dei legislatori è che nessuna guardia armata dovrebbe essere presente a bordo. L’argomentazione principale a favore di questa posizione è il presunto rischio di catastrofe nel caso di uno sparo accidentale durante il volo. Si tratta però di un’ipotesi infondata. Alcuni Stati, come Israele, hanno da molti anni personale armato sui voli della loro compagnia aerea nazionale e io non sono a conoscenza di alcun incidente del genere accaduto sino ad ora. Infatti, le armi moderne, come le pistole a doppia azione con avanzati meccanismi di sicurezza incorporati non possono sparare accidentalmente, ma, se anche ciò accadesse, è molto improbabile che causi la caduta dell’aereo. In realtà, le armi da fuoco sono state utilizzate in numerose occasioni a bordo di aerei e questo in sé non ha influito in modo grave sulla capacità di volo. Al contrario, la presenza di sceriffi dell’aria potrebbe essere cruciale per neutralizzare una situazione di dirottamento e certamente potrebbe costituire un forte deterrente per scoraggiare tali atti.

 
  
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  Eva Lichtenberger, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Commissario, signor Presidente, onorevoli colleghi, da molto tempo discutiamo della sicurezza aerea, e a ragione: non sorprende affatto che fosse necessario un aggiornamento di tali norme, in considerazione non solo di quanto è avvenuto l’11 settembre 2001, ma anche della nostra esperienza di altri attentati terroristici compiuti a bordo di aeromobili.

Abbiamo avuto una notevole controversia sulle modalità di finanziamento, poiché è essenziale, quando si tratta di migliorare la sicurezza, domandarsi chi debba sostenere i costi correlati.

Sarebbe stato molto utile per l’intera commissione e per tutti i deputati al Parlamento europeo se avessimo potuto visionare all’inizio del dibattito i documenti della Commissione relativi al processo di revisione delle misure adottate in seguito all’11 settembre 2001. Questo avrebbe certo semplificato le nostre discussioni e ci avrebbe offerto molte più possibilità.

Comunque, è certamente sensato adottare misure di base comuni nelle questioni relative alla sicurezza. E’ in ogni caso un approccio più trasparente rispetto al confronto tra le modalità estremamente divergenti adottate al riguardo dalle diverse nazioni, che potrebbero – uso intenzionalmente il condizionale, anche se molti probabilmente sanno di cosa sto parlando – dare adito ad abusi finalizzati a distorsioni della concorrenza o all’esclusione di certe pratiche.

In merito al finanziamento, dobbiamo affrontare una questione per il futuro, che l’onorevole El Khadraoui ha già menzionato: non possiamo limitarci ai trasporti aerei quando discutiamo di chi debba prendere in mano le misure di sicurezza in relazione alle grandi infrastrutture di trasporto. Dobbiamo anche introdurre una misura finanziaria che garantisca un trattamento imparziale a tutte le modalità di trasporto, onde evitare sin dall’inizio trattamenti preferenziali nel finanziamento delle misure di sicurezza o riguardo alle quote che dovranno essere finanziate attraverso la vendita dei biglietti, o a carico del contribuente, delle compagnie aeree o di altri organismi.

Su questo i cittadini europei chiedono giustamente trasparenza: è un requisito centrale.

Riguardo a ciò che ha detto l’onorevole Matsakis, penso che il dibattito sulla necessità di vietare l’accesso a determinati passeggeri sia perfettamente giustificato. I passeggeri sotto l’effetto dell’alcol sono uno degli aspetti della questione, ma in origine questa proposta avrebbe avuto l’effetto di limitare il provvedimento ai rifugiati che vengono rimpatriati o ai prigionieri sotto scorta. Era urgente allargare questo concetto, come è stato fatto nel corso delle discussioni in seno alla commissione.

Per quanto riguarda gli “sceriffi dell’aria”, ho una posizione molto netta. Non credo che la presenza a bordo di personale armato aumenti la sicurezza. Il fatto puro e semplice è che in determinate circostanze non faremmo altro che avere un’arma in più a bordo a disposizione dei terroristi o delle persone che preparano o vogliono commettere atti terroristici.

Vorrei concludere, comunque, con un’osservazione positiva: l’idea di un comitato di utenti è un passo molto importante nella direzione giusta e spero che tali comitati avranno un impatto positivo sullo sviluppo di future misure.

 
  
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  Erik Meijer, a nome del gruppo GUE/NGL. (NL) Signor Presidente, l’armonizzazione dei regolamenti in materia di protezione nel settore dell’aviazione civile può aumentare il livello di sicurezza. A tale riguardo, dobbiamo garantire che vi sia un controllo democratico sufficiente sulle decisioni adottate nel quadro della comitatologia, che rimangono quindi in larga misura al di fuori del dominio pubblico e del controllo del Parlamento. Poiché si tratta di informazioni sensibili e riservate, è comprensibile che si voglia tenere questo aspetto al di fuori del dominio pubblico, ma ciò rende ancor più necessario che il Parlamento possa controllare da vicino le misure di attuazione concordate a porte chiuse.

Di conseguenza, il gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica sostiene gli emendamenti nn. 61 e 62 che stabiliscono un controllo democratico. Noi pensiamo che sarebbe una buona cosa se il gruppo consultivo non rimanesse limitato alle organizzazioni professionali, ma fosse esteso anche a rappresentanti di organizzazioni per gli interessi dei passeggeri e di gruppi che si battono per la protezione delle libertà civili.

Un altro aspetto che ha attirato la nostra attenzione particolare è quello dei cosiddetti sceriffi dell’aria. Per prevenire arbitrarietà e incidenti in futuro è necessario definire norme comuni per l’impiego di guardie armate a bordo di aeromobili. Come altri oratori, dubito che una presenza armata a bordo aumenterebbe la sicurezza.

 
  
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  Mieczysław Edmund Janowski, a nome del gruppo UEN.(PL) Signor Presidente, signor Commissario, vorrei rendere omaggio al relatore, onorevole Costa, e congratularmi con lui per il suo lavoro.

Oggi trattiamo una questione molto importante per la sicurezza pubblica, vale a dire l’incremento delle misure di protezione – ripeto, misure di protezione – nel campo dell’aviazione civile. E’ il prossimo passo verso una riduzione delle minacce, specialmente delle minacce terroristiche, associate all’uso di aerei civili per il trasporto di passeggeri e merci. Dobbiamo ammettere che il regolamento del 2002 attualmente in vigore contiene troppe soluzioni specifiche e formali che rendono difficile una risposta flessibile alle necessità operative. E’ indispensabile mantenere un equilibrio adeguato tra il bisogno di una risposta efficace, e quindi rapida, e un livello appropriato di protezione e controllo.

Naturalmente è anche necessario adottare le decisioni giuste riguardo al costo dell’azione necessaria. E’ un peccato che la proposta di regolamento non contempli tale questione. Gradirei conoscere, signor Commissario, almeno una stima della spesa necessaria. E’ positivo dare agli Stati membri la responsabilità di delineare piani appropriati per la sicurezza dell’aviazione civile. I vettori e gli operatori aerei sono responsabili dell’attuazione dei programmi e delle condizioni tecniche che garantiscono il giusto livello di protezione. E’ anche necessaria una formazione adeguata del personale. Dovremmo altresì prestare attenzione alla necessità di norme di sicurezza, evitando di ridurle nel tentativo di risparmiare.

Un altro punto molto importante è la sigla di accordi o contratti adeguati con i paesi extracomunitari. E’ quindi positivo che il regolamento contenga all’articolo 17 disposizioni riguardanti tale problema. Sono lieto di constatare che l’allegato al regolamento è chiaro e ha una struttura che permette, se necessario, l’introduzione di specifici orientamenti di attuazione.

Colgo l’occasione per richiamare la vostra attenzione sulla necessità di usare misure e metodi che non siano inutilmente onerosi o umilianti per i passeggeri, in particolare per i passeggeri disabili o i genitori con figli piccoli. Si verificano anche situazioni strane, per esempio quando a una passeggera viene confiscata una piccola lima per unghie e poco dopo, a bordo, se viaggia in business class, le vengono dati coltello e forchetta in metallo.

Infine, voglio esprimere la mia convinzione che la proposta di regolamento presentata dalla Commissione risulterà migliorata grazie all’approvazione di una serie di emendamenti molto razionali, che sostengo a nome del gruppo “Unione per l’Europa delle nazioni”. Si racconta che la madre di un pilota abbia detto al figlio: “Mi raccomando, vola piano e basso”. Io direi piuttosto: “Voliamo alla velocità e all’altitudine necessarie, ma sempre in condizioni di sicurezza”.

 
  
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  Georg Jarzembowski (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Vicepresidente della Commissione, ciò che ha detto il mio stimato collega Bradbourn era in parte una sua opinione personale; posso assicurare all’Assemblea e al Commissario che il gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei sostiene pienamente la relazione Costa – ad eccezione di un emendamento – e colgo l’occasione per ringraziare nuovamente il presidente della commissione competente e il relatore per la loro cooperazione molto costruttiva.

Voglio soltanto fare qualche osservazione su due punti specifici degli emendamenti del Parlamento. Il primo punto è che, a mio parere, i costi di tutte le misure di sicurezza negli aeroporti devono essere ripartiti tra coloro che usano gli aeroporti e gli Stati membri, poiché le misure applicate negli aeroporti non vanno principalmente a vantaggio del singolo passeggero, ma servono ad allontanare pericoli a beneficio di tutti indistintamente; questa è, tradizionalmente, una delle funzioni dello Stato, ed è lo Stato che dovrebbe sostenerne i costi. Per fare un confronto – che questa sera potrebbe essere davvero appropriato – vorrei sottolineare che il mio paese, in occasione delle partite di calcio, dispiega centinaia di agenti di polizia, prima, durante e dopo l’incontro, e gli spettatori non devono pagare un centesimo per questo. Se quindi, in generale, si sostiene il costo della protezione degli spettatori dai pericoli durante le partite di calcio, lo stesso dovrebbe valere, almeno in parte, anche per gli aeroporti.

In secondo luogo, dobbiamo assicurarci, una volta per sempre, che sia introdotto il sistema di un unico controllo di sicurezza sui voli non solo all’interno dell’Unione europea, ma anche tra l’Unione europea e paesi terzi sicuri. Non è certamente accettabile che qualcuno arrivi per via aerea all’aeroporto di Francoforte da Israele e sia soggetto a un secondo controllo di sicurezza prima di proseguire per Amburgo, e lo stesso vale nel caso degli Stati Uniti. Deve essere possibile, arrivando da un paese sicuro, evitare di doversi sottoporre a ulteriori controlli di sicurezza quando si effettua un cambio all’interno di uno Stato membro dell’UE. Sarebbe una disposizione ragionevole, e spero che l’adotteremo, insieme alla Commissione e al Consiglio.

 
  
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  Inger Segelström (PSE).(SV) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero ringraziare l’onorevole Costa per la sua costruttiva relazione. Sono lieta che la plenaria stia ora rivedendo il regolamento esistente, adottato subito dopo l’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 a New York. Sostituisco l’onorevole Hedkvist Petersen in seno alla commissione. Sono stata relatrice ombra nella commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, dove ho proposto gli emendamenti che sono stati adottati in commissione e sui quali voteremo domani. Riguardano la distinzione tra la posta e le merci tradizionali e la protezione contro gli attentati terroristici.

Abbiamo bisogno di una maggiore sicurezza, ma anche di un equilibrio tra libertà e diritti. E’ un importante diritto per tutti i cittadini dell’UE vedere la propria posta distribuita in modo efficiente e in tempi ragionevoli, specialmente per coloro che vivono in aree scarsamente popolate o al di fuori di città e centri popolati. Parecchi Stati membri hanno servizi di posta aerea, che non comportano lo stesso genere di rischi di altre forme di aviazione. Il periodo entro il quale la posta viene distribuita non dovrebbe essere di troppi giorni: gli europei vedrebbero molto negativamente una situazione simile. Gli emendamenti riguardanti la posta e i servizi postali mirano a garantire ai cittadini che il servizio postale non subirà peggioramenti a causa del regolamento.

Vorrei altresì esprimere un’osservazione sull’emendamento n. 22, riguardante i passeggeri potenzialmente pericolosi o il cui comportamento è manifestamente anomalo. E’ importante affermare chiaramente che non ci riferiamo qui ai portatori di disabilità fisiche o mentali. Mediante rampe e altri strumenti abbiamo reso l’aviazione accessibile a tutti: questo regolamento non deve renderla inaccessibile.

E’ anche importante avere norme chiare e severe riguardo alle circostanze in cui le compagnie aeree devono avere guardie a bordo. La relazione raggiunge un equilibrio chiaro tra, da un lato, la lotta contro gli spaventosi atti di terrorismo che hanno colpito l’aviazione e dai quali vogliamo proteggerci e, dall’altro, la sicurezza e l’efficienza dell’aviazione e dei servizi postali e di trasporto di merci. Plaudo quindi alla relazione.

 
  
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  Kyriacos Triantaphyllides (GUE/NGL).(EL) Signor Presidente, ora è evidente che le misure adottate nel quadro della lotta contro il terrorismo sono in una certa misura inevitabili. E’ altrettanto chiaro, comunque, che tali misure possono diventare eccessive e restringere le libertà civili di coloro che dovrebbero proteggere. E’ della massima importanza disporre di meccanismi efficaci che fungano da valvole di sicurezza per evitare violazioni delle libertà civili. La lettera della legge è importante e deve essere controllata, ma deve essere ugualmente controllata la sua applicazione. E’ tuttavia preoccupante che sempre maggiori poteri siano trasferiti al centro dell’Unione, specialmente alla Commissione. La sussidiarietà è lentamente ma inesorabilmente minacciata. Un’altra domanda che sorge in proposito è come saranno gestite le informazioni raccolte e diffuse e chi vi avrà accesso.

Tutto questo è stato già detto in passato in relazione a misure analoghe con obiettivi simili. Nutriamo qualche riserva, ma riconosciamo anche il diritto dell’Unione di proteggere i suoi cittadini. Le nostre divergenze riguardano quindi i metodi usati.

 
  
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  Stanisław Jałowiecki (PPE-DE).(PL) Signor Presidente, si dice che le misure di sicurezza non sono mai troppe. Ormai questo è diventato un luogo comune.

Ma è davvero così? E’ poi vero che più sono numerose le misure di sicurezza, minori sono i rischi di esporsi al pericolo? Ovviamente, pongo queste domande nel contesto di una questione che è tutt’oggi oggetto di discussioni animate, vale a dire la possibilità di speciali servizi di sicurezza per l’aviazione civile, costituiti da guardie armate autorizzate. Ritengo senza alcun dubbio che dovrebbe vigere un divieto categorico ed esplicito in questo particolare caso, non solo perché l’uso di queste armi, per quanto ovviamente solo in difesa dei passeggeri e dell’equipaggio, costituisce in sé un pericolo nell’ambiente piuttosto fragile di un aeroplano, ma anche per un’altra ragione, vale a dire che la presenza di armi potrebbe scatenare reazioni in certi passeggeri altrimenti saliti a bordo senza intenzioni aggressive. Questo può accadere in particolare nel caso di persone psicologicamente instabili, che potrebbero benissimo trovarsi anche tra i passeggeri a bordo di un aereo.

Sembra altresì inopportuno che tale questione non sia affrontata né alla sezione 10, paragrafo 4, dell’allegato, né all’emendamento n. 79. Ripeto che sono favorevole a vietare del tutto la presenza di armi a bordo di aeromobili. Qualcuno potrebbe obiettare: “Che fare in situazioni straordinarie in cui si sospetta una minaccia di pericolo?” In tal caso, direi che l’aereo in questione non dovrebbe neppure essere autorizzato a decollare e il volo dovrebbe essere annullato. Personalmente non vorrei certo trovarmi su quel volo.

 
  
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  Inés Ayala Sender (PSE).(ES) Signor Presidente, in primo luogo voglio congratularmi con l’onorevole Costa per questa relazione, che punta il dito su quegli aspetti rimasti esclusi dal primo regolamento, elaborato con una encomiabile celerità e capacità di reazione dalle varie Istituzioni in seguito al terribile attentato dell’11 settembre.

E’ vero, comunque, che in quel momento alcuni aspetti importanti sono rimasti esclusi da un negoziato che si è svolto con l’obiettivo di reagire a un momento importante in termini di sicurezza. Ed è altresì vero che l’onorevole Costa, con questi emendamenti proposti al regolamento presentato dalla Commissione, attualmente fissato come regolamento quadro mentre si valutano i contributi forniti attraverso la comitatologia e l’applicazione dell’esperienza, è riuscito a migliorare – ne sono convinta – quegli aspetti che erano più necessari: quelli che introducono la preoccupazione e gli interessi delle parti, sia dal punto di vista degli Stati membri sia dal punto di vista delle compagnie aeree e degli aeroporti, e anche gli aspetti che non sono ancora stati trattati in relazione al finanziamento e che stanno tanto a cuore all’onorevole Costa, che ha compiuto in proposito grandi progressi.

Tuttavia, ci sembra che nella proposta dell’onorevole Costa vi sia un punto che, nel suo desiderio di migliorare il regolamento, ha introdotto una certa confusione: si tratta del pacchetto di clausole che si riferiscono all’applicazione, tradizionale e storica dal 1987, dell’intera normativa in materia di sicurezza nell’aviazione civile all’aeroporto di Gibilterra.

C’è un emendamento, che abbiamo presentato da vari punti di vista, che, senza pregiudicare in alcun modo la sicurezza che si applica all’aeroporto di Gibilterra, preserva e salvaguarda il problema da una controversia storica, che ora sta per essere risolta. Pertanto, vorrei chiedere all’onorevole Costa di non aggiungere un nuovo punto di conflitto a un accordo che si sta negoziando dal dicembre 2004 e che riuscirà a evitare, in relazione all’aeroporto di Gibilterra, la sospensione e la neutralizzazione. Vi chiediamo quindi di approvare questo emendamento, che ripristina semplicemente una situazione storica, senza diminuire in alcun modo la sicurezza dell’aviazione civile.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE-DE).(FR) Signor Presidente, signor Vicepresidente della Commissione, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare innanzi tutto il presidente della nostra commissione per i trasporti e il turismo, onorevole Costa, per la sua eccellente relazione. Questo testo introduce disposizioni che consentiranno senza dubbio di migliorare la sicurezza dell’aviazione civile.

Vorrei ritornare, tuttavia, su due punti. Alcuni colleghi sono intervenuti sul primo, vale a dire la questione del finanziamento. Stiamo parlando di sicurezza pubblica e non di sicurezza degli aeromobili. Non si tratta quindi di proteggere unicamente gli utenti del trasporto aereo, ma tutti i cittadini europei che potrebbero essere il bersaglio di attentati che utilizzano aerei, come è avvenuto l’11 settembre. Non mi sembra giusto, come ha detto l’onorevole Jarzembowski, di far ricadere il costo di queste misure sui passeggeri, tanto più che questo settore è già soprattassato e che si creano continuamente nuove tasse, come è stato fatto di recente in certi paesi con la tassa sui biglietti aerei. Credo quindi che sarebbe preferibile evitare di far pesare troppo il costo di queste misure sugli utenti del trasporto aereo.

L’altro punto che vorrei sollevare riguarda l’obbligo per gli Stati membri, contenuto negli emendamenti nn. 41 e 42, di consultare e informare il comitato di regolamentazione prima di applicare le loro misure di sicurezza. Benché comprenda e rispetti l’idea di trasparenza alla base di questi emendamenti, mi domando quale sia l’applicabilità pratica di tali disposizioni. Se ogni volta che un aeroporto, ad esempio, intende impiegare un addetto alla sicurezza in più, bisogna aspettare che il comitato si riunisca, sia informato e consultato, dubito che tale obbligo, con la lentezza che esso comporta, sia utile per la sicurezza aerea. Sarebbe indubbiamente preferibile trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di trasparenza e la necessità di agire con rapidità.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (PSE).(PL) Signor Presidente, è con vero piacere che ancora una volta esprimo il mio apprezzamento al Commissario Barrot per averci proposto una soluzione eccellente. Signor Commissario, questo è davvero un contributo alla creazione di uno spazio aereo europeo sicuro. Voglio congratularmi con l’onorevole Paolo Costa, presidente della commissione per i trasporti e il turismo, per la sua relazione. Con la sua guida abbiamo raggiunto un elevato livello di consenso, a prescindere da alcune riserve individuali.

Proteggere i cittadini dà loro un senso di sicurezza e proteggere i trasporti aerei stabilizza il mercato dell’aviazione. Questi sono gli aspetti che volevo evidenziare oggi in quanto particolarmente importanti, specialmente dal punto di vista dei paesi nei quali questo mercato è agli inizi. Nel mio paese, il traffico aereo sta aumentando del 30 per cento circa all’anno. Non condivido, tuttavia, le riserve riguardo alle nuove competenze, definite eccessive, della Commissione e dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea, poiché sono necessarie.

Abbiamo maturato cinque anni di esperienza dopo l’11 settembre 2001. Nella proposta di regolamento abbiamo stabilito i compiti dei governi e degli Stati, abbiamo fissato le responsabilità di aeroporti e operatori di compagnie aeree, abbiamo definito le competenze dei pubblici funzionari e dei lavoratori della sicurezza aerea e abbiamo definito anche gli orientamenti per il comportamento accettabile da parte dei passeggeri. La proposta di regolamento indica anche le modalità di finanziamento di questo programma. Inviterei a evitare una riduzione dei costi fine a se stessa. Dopo tutto, abbiamo la responsabilità di controllare la sicurezza del traffico aereo. Non abbiamo obiezioni contro la proposta presentata dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Credo quindi che i nostri timori sulle restrizioni dei diritti umani e delle libertà civili non siano completamente fondati.

Il fatto importante è che questo regolamento avrà un’influenza positiva, forse fin troppo positiva, sul dominio del settore aereo in termini di concorrenza rispetto ad altri settori dei trasporti.

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. – (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, innanzi tutto ringrazio il presidente della commissione per i trasporti e il turismo, onorevole Costa, per il suo eccellente lavoro. Grazie anche a tutti gli oratori intervenuti, che hanno dimostrato l’importanza del tema questa sera in discussione.

La Commissione europea può accettare molti degli emendamenti proposti in questa relazione. Trasmetterò le informazioni necessarie su ciascuno degli emendamenti seguendo le abituali procedure, signor Presidente(1).

Approfitto dell’occasione per rispondere ad alcuni degli oratori intervenuti sulla questione delle armi a bordo degli aeromobili. Nella proposta della Commissione che modifica il regolamento, la sezione 10 dell’allegato indica le misure di sicurezza in volo. Il paragrafo 4 stabilisce che il trasporto di armi a bordo di aeromobili è vietato, a meno che lo Stato membro interessato non abbia rilasciato un’apposita autorizzazione e che siano stati rispettati tutti i requisiti di sicurezza. La Commissione non propone di permettere la presenza di armi a bordo degli aerei, ma l’esperienza dimostra che in alcuni casi le armi sono portate a bordo degli aerei dalle guardie del corpo di uomini di Stato o da agenti di sicurezza, i cosiddetti “sceriffi dell’aria”. Per questa ragione la Commissione vuole assicurarsi che, in tali circostanze, le condizioni poste al paragrafo 4 siano rispettate. Questo per quanto riguarda la questione delle armi a bordo, un problema difficile sul quale abbiamo cercato di stabilire qualche punto fermo.

La Commissione può appoggiare, onorevole Costa, la creazione di un meccanismo di solidarietà in caso di attentato terroristico, secondo quanto proposto al considerando 9, ma dobbiamo ricordare che le conseguenze di un attentato terroristico possono estendersi ben al di là del settore dei trasporti. La Commissione ritiene pertanto che la questione debba essere trattata in un contesto più ampio.

Passo ora al finanziamento della sicurezza. Ad aprile vi avevo promesso una relazione sul finanziamento della sicurezza dei trasporti. Stiamo terminando questo documento, che sarà a vostra disposizione prima della pausa estiva. La relazione descriverà la situazione attuale e indicherà le misure auspicabili, da un lato, per proteggere i cittadini e, dall’altro, per garantire il buon funzionamento del mercato interno e una concorrenza equa.

Secondo lo studio sulla sicurezza dell’aviazione civile, attualmente i costi relativi alla sicurezza sono sostenuti in larga misura dagli utenti. Per i voli intracomunitari, le tasse e gli oneri relativi alla sicurezza percepiti dai governi e dalle compagnie aeree rappresentano dall’1 al 2 per cento del prezzo medio dei biglietti. Concordo quindi con l’onorevole Costa e con la vostra commissione sulla necessità di una maggiore trasparenza in materia di tasse e oneri, onde evitare eventuali rischi di distorsione della concorrenza.

Occorre poi esaminare la situazione che si creerebbe se taluni Stati membri avanzassero richieste supplementari. Certo, comprendo tutti questi emendamenti relativi al finanziamento, ma è necessario cercare di risolvere tutti questi problemi di finanziamento nel contesto di un regolamento tecnico? Il regolamento è inteso a fissare norme tecniche per la sicurezza dell’aviazione civile; per il resto, si può dire che la semplificazione di certe procedure può far abbassare i costi, ma devo ricordare al Parlamento che dobbiamo fare attenzione a non ritardare il miglioramento di questa legislazione sulla sicurezza. Per questo motivo la Commissione nutre qualche dubbio sugli emendamenti riguardanti il finanziamento, in particolare, signor Presidente, gli emendamenti nn. 35 e 43. E’ vero che bisognerà chiarire i problemi relativi al finanziamento, ma badiamo a non ritardare l’adozione di questo testo rivisto di cui, credo, tutti gli oratori intervenuti hanno riconosciuto l’utilità, in particolare per disporre di un approccio europeo alle norme di sicurezza.

Infine, vorrei dire alla commissione competente che non possiamo sostenere gli emendamenti che comporterebbero il conferimento di compiti supplementari all’Agenzia europea per la sicurezza aerea. Non possiamo affidarle oggi questa ulteriore responsabilità, perché è già investita di funzioni molto importanti e ha qualche difficoltà a svolgerle con i mezzi attualmente a sua disposizione.

Malgrado queste riserve, signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei ringraziare sinceramente il Parlamento, il relatore e la commissione, perché riteniamo che la Commissione possa accettare una grande maggioranza degli emendamenti. In conclusione, spero vivamente che potremo procedere alla rapida adozione di questa proposta.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì, alle 11.00.

Allegato – Posizione de la Commissione

 
  
  

Relazione Paolo Costa (A6-0194/2006)

La Commissione può accettare gli emendamenti nn. 1, 4, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 24, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 33, 34, 37, 40, 46, 47, 48, 49, 53, 55, 56, 58, 60, 61, 65, 66, 67, 68, 73, 77, 78, 82, 89 e 91.

La Commissione può accettare in linea di principio gli emendamenti nn. 9, 14, 18, 23, 25, 39, 42, 51, 64, 72, 79, 81 e 84.

La Commissione può accettare in parte gli emendamenti nn. 5, 20, 21 e 57.

La Commissione non può accettare gli emendamenti nn. 2, 3, 6, 19, 22, 32, 35, 36, 38, 41, 43, 44, 45, 50, 52, 54, 59, 62, 63, 69, 70, 71, 74, 75, 76, 80, 83, 85, 86, 87, 88 e 90.

 
  

(1)Posizione della Commissione sugli emendamenti del Parlamento: cfr. Allegato.

Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2006Avviso legale