- Indication du pays d'origine de certains produits importés de pays tiers ("marquage d'origine") (RC-B6-0384/2006)
Luca Romagnoli (NI), per iscritto. L'indicazione nel marchio del Paese d'origine di un prodotto rappresenta la forza e la trasparenza del prodotto, una garanzia per il consumatore e un doveroso atto di difesa del lavoro e delle imprese nazionali.
La difesa dei prodotti europei (almeno affidandola alla chiarezza dei marchi, dei processi di produzione e di tutte quelle garanzie sugli stessi che un consumatore ha il diritto di conoscere e che, se permettete, anche l'etica impone), é indispensabile anche alla "giusta concorrenza" che proprio i dominanti criteri del "libero mercato" (che sia libero dunque, ma correttamente concorrenziale), necessitano.
Il marchio d'origine non é di per sé garanzia sufficiente a quanto sopra, ma almeno rappresenta un primo passo.
Obbligare all'apposizione del marchio come prevede quanto qui discutiamo é solo una prima indispensabile azione di difesa da quei prodotti che stanno invadendo il mercato europeo, concorrendo slealmente con i nostri prodotti e facendo danni alla nostra impresa e al nostro lavoro. La tracciabilità di un prodotto e, meglio sarebbe l'assoluta trasparenza del processo di produzione, un giusto riconoscimento alla qualità e alla ricerca e anche alla tradizione artigiana ed industriale delle Nazioni d'Europa, sono garanzie anche a protezione dei consumatori, oltre che delle imprese e delle industrie europee.
Per questo ho votato il nuovo regolamento, anche se lo ritengo, ribadisco, solo un primo passo.